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IL GAS EUROPEO IN UN VICOLO CIECO CE LO CHIEDE LA WESTINGHOUSE

Gazprom ha introdotto un sistema di pagamento anticipato per le forniture di gas all’Ucraina. Questo è il risultato di una politica auto-distruttiva e provocatoria messa in atto dall’Occidente. Invece di mettere l’Ucraina in condizione di trovare un compromesso, gli Stati Uniti e l’Unione Europea hanno spinto la situazione in un vicolo cieco, che sarà utile solo agli interessi dei politici e di alcuni uomini d’affari degli USA. Ma tutto questo è una grave minaccia sia per l’Ucraina che per l’Europa.

Questa decisione dei russi prevede che dal 16 giugno viene pompata, attraverso il gasdotto ucraino, solo la quantità di gas destinata ai paesi europei.

La Naftogas ucraina ha continuato regolarmente a non pagare e non ha mostrato alcuna disponibilità a trovare una soluzione di compromesso. Il debito della società per il gas è di 4.458 miliardi di dollari: 1.451 sono relativi al periodo nov.-dic. 2013 e altri 3.007 al periodo apr-mag. 2014. Secondo la Gazprom nemmeno a giugno c’è stato nessun pagamento.(1) La Russia ha rassicurato tutti i suoi clienti europei che la fornitura del gas continuerà regolarmente.

Qualsiasi abbassamento nel livello dei rifornimenti sarebbe da attribuire a responsabilità dell’Ucraina – ha detto Alexei Miller, amministratore delegato della Gazprom. L’Ucraina è stata l’unica responsabile dei furti e dei successivi disagi verificatisi durante l’ultima controversia. «Gazprom continuerà semplicemente a fornire all’Ucraina la quantità di gas che avrà comprato, quindi al confine tra Russia e Ucraina sarà inviata solamente la quantità di gas che l’Europa dovrà ottenere attraverso il transito sul suolo dell’ Ucraina», così ha detto Miller in un’intervista sulla televisione Rossiya-24. «Sarebbe solo responsabilità dei nostri partner ucraini un qualsiasi cosiddetto prelievo non autorizzato di gas. Gazprom da parte sua, farà di tutto per garantire che i suoi clienti europei non abbiano problemi », ha dichiarato Miller al telegiornale Vesti.

Nel caso l’Ucraina interrompesse il transito del gas russo sul proprio territorio, la Commissione Europea è pronta a negoziare un aumento delle consegne che verrebbero dirottate sul gasdotto Opal – ha detto il 16 giugno l’AD di Gazprom Alexei Miller. (2) «Abbiamo discusso la questione con la Commissione Europea. Ora le cose andranno così, solo se dovessimo registrare problemi con il transito del gas attraverso il territorio dell’Ucraina. Poi affronteremo e risolveremo anche il problema del gasdotto Opal » – ha spiegato. Il gasdotto Opal collega il gasdotto del Nord Stream con la rete di trasporto del gas in Europa.

Gazprom non aveva potuto far lavorare il Nord Stream a pieno regime perché l’Europa aveva limitato i volumi di gas trasportato consentiti al gasdotto Opal per rientrare sotto i termini del cosiddetto Terzo Pacchetto Energia UE, il quale prevede che le società coinvolte nella produzione di gas non possano essere anche proprietarie delle condotte a lunga distanza situate nella regione.

Gli europei non hanno mai imparato niente dal passato sulle «filiere del gas»?

Non è questo il punto, è che USA e Unione Europea lo fanno apposta, per una serie di motivi. E hanno fatto del loro meglio per minare qualsiasi compromesso nei colloqui sul gas tra Russia e Ucraina.

Gli obiettivi USA sono chiari: il conflitto in corso è come una continuazione di un gioco geopolitico più grande, che include l’accesso e il trasporto dell’energia attraversano l’Ucraina e che influisce sugli interessi di tutta l’Europa centrale e orientale. Gli Stati Uniti vogliono che l’Europa dipenda dalle forniture energetiche sotto il suo controllo. Dopo che Petro Poroshenko ha vinto la corsa presidenziale in Ucraina, non c’è stato nessun invito a fermare le azioni militari nel paese e nessun tentativo di lanciare colloqui di pace registrato nell’agenda USA-Ucraina. La questione di priorità fissata dal Presidente Obama è stata la diversificazione delle fonti energetiche per ridurre la dipendenza dal gas russo.

E non si tratta solo di gas. Gli Stati Uniti hanno cercato di prendere anche il controllo dell’industria nucleare ucraina con il pretesto della necessità di combattere l’espansione della Russia. La Westinghouse Electric Company , che detiene il 20% delle forniture nucleari mondiali, è la principale forza motrice di questa politica. Quasi il 50% delle centrali nucleari in funzione in tutto il mondo sono alimentate da una tecnologia Westinghouse, che dal 1990 collabora con il governo degli Stati Uniti ed con i servizi speciali per stabilire il controllo sull’ Europa orientale e sull’intera area dell’ ex URSS.

Gli incidenti di Temelin, nella Repubblica Ceca e nell’impianto nucleare nel Sud dell’Ucraina hanno rallentato il ritmo delle operazioni ma l‘attuale situazione di stallo provocata dagli Stati Uniti sta offrendo la possibilità di recuperare le perdite.

Alla fine di giugno 2013 la società Westinghouse ha emanato una dichiarazione in cui esprimeva gratitudine al Segretario di Stato USA John Kerry per il suo supporto alle attività della società all’estero.

«Gli sforzi del segretario Kerry nel promuovere le discussioni, con l’obiettivo di raggiungere un accordo commerciale entro il prossimo settembre e di appoggiare la nostra richiesta di concessione per le licenze e lo sviluppo dei reattori AP 1000 in India, stanno dimostrando quanto questo supporto sia prezioso». Ha dichiarato in una news-letter a Energy Daily, il Presidente e CEO della Westinghouse, Danny L Rodrick: «Gli sforzi delle agenzie e di una serie di funzionari del governo USA per aiutare la Westinghouse ed altre aziende americane nel perseguire i loro obiettivi nel mercato dell’energia nucleare commerciale globale stanno avendo successo. La visita in India di John Kerry è l’esempio più recente di questo appoggio » – si legge nella newsletter. (3)

Oggi la Casa Bianca e il Dipartimento di Stato vogliono che Kiev blocchi qualsiasi cooperazione energetica con la Russia.

L’Unione Europea agisce all’unisono con gli Stati Uniti. In realtà anche Bruxelles minaccia la stessa sicurezza energetica europea che difende tanto ardentemente nei suoi colloqui con Mosca. L’Unione Europea sta cercando di approfittare della situazione e di giocare al ribasso con Mosca per farle fare il massimo delle concessioni sulla questione dei prezzi del gas, mentre per le consegne deve servirsi del Terzo Pacchetto di Energia. Dopo aver rifiutato la proposta di compromesso di Mosca, l’Unione Europea sta rischiando di trovarsi nuovamente di fronte la situazione che avvenne nel 2008-2009. Allora le forniture di gas russo che passano attraverso l’Ucraina furono notevolmente ridotte. Le statistiche sono eloquenti: le forniture per Austria, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Ungheria, Germania, Grecia, Macedonia, Moldavia, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Turchia e Croazia furono bloccate. Per l’Italia e la Polonia si ridussero del 90% , del 75% nella Repubblica Ceca e del 70% in Francia. (4)

Il Commissario Europeo per l’Energia Guenther Oettinger ha fatto subito un passo indietro, dicendo di non essere «pessimista» sulla questione e con una mossa a sorpresa, ha anche segnalato che le perplessità sorte intorno al gasdotto South Stream di Gazprom non sono affatto insormontabili. Secondo il commissario, la Russia rispetterà i suoi impegni e continuerà la fornitura di gas agli stati membri dell’Unione Europea. (5)

La Commissione Europea ha detto che il gasdotto – che avrebbe portato il gas direttamente in Europa bypassando l’Ucraina – potrebbe infrangere le regole sulla concorrenza dell’UE, ma il 16 giugno Mr. Oettinger ha detto:«Il South Stream è un progetto che abbiamo veramente condiviso». (6)

La domanda è: quanto è veramente responsabile Mr. Oettinger e quanto lo è l’Unione Europea nel suo insieme – ma possiamo veramente credere in quello che affermano?

Pyotr Iskanderov

Fonte: http://www.globalresearch.ca

Link: http://www.globalresearch.ca/european-gas-deadlock-to-meet-interests-of-us-westinghouse-electric-company/5387946

21.06.2014

Note

[5] Interfax 06.16.2014 13:21
[6] Itar-Tass 06.16.2014 13:31

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque Primario.

Pubblicato da Bosque Primario

  • albsorio

    Chissà se il caso o la geoingegnera ci darà un altro inverno caldo come quello appena trascorso, se cosi non fosse il generale inverno fara il suo dovere in Ucraina, le scoregge nato-eu non riempiranno i gasdotti.

    Gli ucraini devo stare attenti ad usare combustibile fissile americano in vecchie centrali nucleari sovietiche, Chernobyl dovrebbe aver insegnato qualcosa, anche se il conto allora lo hanno pagato i bielorussi.
    Mi sembra comunque che siamo di fronte a una massa di imbecilli, speriamo che smettano di fare i bambini dispettosi, di sicuro la de-dollarizazione brucia all’1%.