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IL DOLLARO USA HA GIA’ CAUSATO UNA RECESSIONE MONDIALE E LA FED NON FARA’ CHE PEGGIORARLA

DI MICHAEL SNYDER

theeconomiccollapseblog.com

La settima economia del pianeta, il Brasile, si è ritrovata stretta in una morsa recessiva, al pari della maggior parte degli altri paesi Sudamericani. Ma non è soltanto il Sudamerica a fare esperienza di notevole declino economico. E’ da poco noto come il Giappone (terza economia mondiale) sia sprofondato in recessione. Come il Canada. E come la Russia. I pezzi del domino iniziano a cadere giù uno per uno e sembra proprio che la crisi economica globale, già iniziata, sia destinata ad accelerare verso la fine di quest’anno. Al momento attuale il commercio mondiale registra già un decremento dell’8,4% su base annua e la settimana scorsa il Baltic Dry shipping index (misura del volume dei trasporti navali di merci) ha toccato un ulteriore valore minimo assoluto. Sfortunatamente per tutti, la Federal Reserve si appresta a fare qualcosa che renderà questo rallentamento dell’economia mondiale anche peggiore.

Durante il 2015 il dollaro USA si è rafforzato. Suonerebbe come una buona notizia, ma non lo è. Quando l’ultima crisi finanziaria finì i mercati emergenti iniziarano una corsa al debito di proporsioni mai viste. Molto di quel debito era denominato in dollari USA e adesso questo rappresenta un bel problema. Con il dollaro in rialzo, i prezzi che molti tra tali mercati ottengono per i beni che esportano è in ribasso. Allo stesso tempo, occorrono maggiori importi, nelle loro valute locali per ripagare i debiti precedentemente accumulati. Condizioni simili portarono alla crisi del debito Latino Americana degli anni ‘80, la crisi delle valute asiatiche negli anni ’90 e la crisi finanziaria globale del 2008-09.

Molti Americani potrebbero chiedersi quando colpirà “la prossima crisi economica”, ma nessuno in Brasile se lo sta chiedendo. Grazie all’apprezzamento del dollaro USA, il Brasile è già precipitato in una profonda recessione…:

“Mentre la Presidente Wilma Rousseff è impegnata a contrastare una economia in declino e accuse di corruzione, l’inflazione nel paese è schizzata del 10% e la disoccupazione è salita al 7,9%, secondo gli ultimi dati ufficiali. Lo stato difficile delle cose ha spinto Barclay a predirre una contrazione del 4% quest’anno, seguita da un 3,3% per l’anno successivo. La banca d’investimenti lo ha dichiarato in una nota della scorsa settimana.

L’incertezza economica e politica ha spinto il Real, la valuta Brasiliana, verso ribassi protratti per anni, fattore che contribuisce ad accumulare pressione sui prezzi (inflazione)”

Come dicevo prima il Brasile non è il solo, per niente. Fenomeni analoghi a quelli descritti stanno accadendo nell’intero pianeta e il processo mostra segnali di accelerazione. Uno dei primi sintomi sono generalmente i dati sui commerci in beni reali. Il successivo estratto viene da un recente articolo pubblicato da Zero Hedge:

Se guardiamo alle condizioni del mercato, è un disastro, e i dati rispecchiano questo disastro”. Afferma uno dei maggiori operatori in movimenti merci marittimi, ma mentre il Baltic dry freight Index conquista i titoli dei giornali di settore, avendo toccato il suo minimo storico questa settimana, dati più specifici mostrano meglio cosa c’è di così terrificante. In un momento generalmente propizio ai trasporti su mare, e dunque ai commerci mondiali, in termini stagionali, Reuters riporta che le soglie di prezzo per il trasporto container tra Asia e Nord Europa sono calati di un incredibile 70% solo nelle ultime 3 settimane. Questa divergenza anomala con i dati stagionali, pressochè senza precedenti, di precedente ne ha solo uno: il 2008!. “Sono segnali di paura per i mercati e difficilmente il mercato mostrerà molti segni di vita nel prossimo periodo”.

Molti “esperti” appaiono scioccati dalla contemplazione del dato, mentre, invece, la spiegazione è piuttosto semplice.

Per anni la crescita economica globale è stata sospinta dall’economicità dei dollari USA. Ma dalla cessazione del QE in poi il dollaro è in rialzo, è secondo Bloomberg è al massimo da 12 anni…

Il dollaro è stato scambiato al massimo valore visto negli ultimi 7 mesi, fino al rilascio di anticipazioni sulle dichiarazioni successive al meeting di Ottobre della Federal Reserve, dove i funzionari hanno messo l’accento sul potenziale per un rialzo nei tassi d’interesse quest’anno. La valutazione del valore del dollaro, rispetto ai commerci, risulta al massimo registrato negli ultimi 12 anni in seguito al fatto che la Presidente della FED Janet Yellen ed altri alti funzionari hanno ripetutamente annunciato, nel corso dei mesi scorsi, l’opportunità di un rialzo dei tassi, che al momento sono presso lo zero, nel contesto degli incontri del 15/16 Dicembre. Le possibilità che la Banca Centrale passerà ai fatti il mese prossimo sono salite al 66%, dal 50% che si pronosticava alla fine di Ottobre”.

Ma anche ammettendo che i pedanti della Federal Reserve siano consapevoli dei danni che il dollaro forte sta già causando all’economia globale, sembrano determinati a peggiorare persino le cose con questa volontà di rialzare i tassi di interesse a Dicembre..

I più tra i responsabili della Federal Reserve hanno concordato il mese scorso che a Dicembre l’economia “verosimilmente potrebbe” essere abbastanza forte per fronteggiare il primo rialzo dei tassi d’interesse in praticamente un decennio, secondo dichiarazioni dell’incontro del 27/28 Ottobre.

I responsabili ritengono che i problemi globali si siano mitigati e un ritardo potrebbe causare incertezza nei mercati e minare la fiducia nell’economia.

La scaletta dell’incontro di per sè dimostra che un maggioranza dei responsabili decisionali alla FED sono orientati verso un innalzamento del tasso di riferimento della Banca Centrale nel mese prossimo, secondo il postulato che l’economia dovrebbe continuare a progredire”.

Considerando l’enorme danno già causato all’economia globale, questa è sicuramente una delle cose più stupide che potrebbero mai fare.

Ma a quanto pare, lo faranno ugualmente.

Si dice spesso che chi rifiuta di imparare dalla Storia è condannato a ripeterla.

Ed oggi numerosi andamenti già riscontrati appena prima della grande crisi finanziaria del 2008 si stanno ripetendo davanti ai nostri occhi..

Parecchia gente sembra credere che una volta passato il bimestre Settembre/Ottobre il rischio sia passato, ufficialmente fuori dalla “zona pericolosa”.

Non è una credenza fondata.

La verità bensì è che siamo già dentro ad una nuova recessione globale che sta rapidamente accelerando, e la scossa finanziaria dello scorso Agosto era soltanto un segnale di avvertimento di ciò che verrà.

Possiamo solo sperare che il buonsenso prevalga e che la FED non scelga di alzare i tassi di interesse al prossimo incontro.

Se lo faranno, renderanno la crisi globale che già emerge, peggiore, parecchio peggiore.

Michael Snyder

Fonte: http://theeconomiccollapseblog.com

Link: http://theeconomiccollapseblog.com/archives/the-u-s-dollar-has-already-caused-a-global-recession-and-now-the-fed-is-going-to-make-it-worse

22.11.2015

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di CONZI

Pubblicato da Davide

  • AlbertoConti

    Cito: "Con il dollaro in rialzo, i prezzi che molti tra tali mercati ottengono per i beni che esportano è in ribasso."

    Ieri il cambio era 1 tallero = 1 dollaro. Ieri vendevo (io mercato emergente) il mio prodotto a 100 dollari, ottenendo 100 talleri.
    Oggi il cambio è 1,1 talleri = 1 dollaro (dollaro rafforzato). Oggi vendo il mio prodotto sempre a 100 dollari, ottenendo 110 talleri.
    Se proprio sono scemo, lo vendo invece a circa 90 dollari per ottenere gli stessi 100 talleri di ieri, col vantaggio però di aumentare le vendite, vista la maggior competitività del mio export.

    Forse che il costo di produzione (aumentato per il maggior costo delle materie prime, ma molto meno del 10% complessivo) non mi consente l’opzione B? Vorrà dire che lo sconto sul prezzo sarà inferiore, ma sempre meglio di ieri.

    E allora dove sta il problema? Qualcosa mi sfugge? O è sfuggita a Michael (o al suo traduttore)?

  • mystes

    “Mentre la Presidente Wilma Rousseff è impegnata a contrastare una
    economia in declino e accuse di corruzione, l’inflazione nel paese è
    schizzata del 10% e la disoccupazione è salita al 7,9%, secondo gli
    ultimi dati ufficiali. Lo stato difficile delle cose ha spinto Barclay a
    predirre una contrazione del 4% quest’anno, seguita da un 3,3% per l’anno successivo. La banca d’investimenti lo ha dichiarato in una nota della scorsa settimana".

    E’ di ieri la notizia che il capogruppo al Senato del governo di Dilma Rousseff è stato arrestato con l’accusa di corruzione. Il cerchio si sta chiudendo intorno all’ex-presidente Lula considerato il grande burattinaio dell’enorme sistema di corruzione che è il primo grande responsabile della recessione economica di quella che era la settima economia mondiale. La moneta locale ha subito le conseguenze di questo grave problema che afflige il gigante carioca.

  • mystes

    errata/orrige: che affligge il gigante carioca.

  • Denisio

    Carioca significa che è originario di Rio de Janeiro.