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IL DITO LA LUNA E IL PROFESSOR PANEBIANCO

DI FRANCO BERARDI BIFO

facebook.com

Tutti conoscono la storia del dito che indica la luna e dell’imbecille che guarda il dito. Sembra che in questi giorni a Bologna si sappia solo vedere il dito. Il dito è l’azione di un gruppo di studenti del CUA che hanno esposto un telo con su scritto “Fuori i baroni della guerra dall’università” durante la lezione del professor Panebianco. Si è trattato di una presa di parola le cui modalità non mi importa discutere, perché si tratta di minuscoli dettagli a confronto della luna. E la luna cos’è?

La luna è quel che il professor Panebianco ha scritto in un editoriale pubblicato dal Corriere della sera.

Egli scrive dapprima:

“L’ennesima sentenza della magistratura ha dato ragione a mamme preoccupate e ambientalisti vari che cercano di impedire che il Muos, il sistema militare americano di comunicazioni satellitari entri in funzione a Niscemi, in Sicilia. Il Muos potrebbe essere uno strumento prezioso per anticipare eventuali attacchi missilistici ma c’è chi ipotizza che il suo funzionamento danneggerebbe la salute.”

Fin qui niente di nuovo, si sa che i destini della patria sono più importanti delle preoccupazioni mammesche. Ma dopo aver ridicolizzato “mamme preoccupate e ambientalisti vari”, Panebianco dice qualcosa di enorme, che merita di essere preso in considerazione molto seriamente.

Egli scrive:

“Ciò che accade intorno a noi, dovrebbe convincerci di quanto inconsistenti siano le giaculatorie sulla necessità di una «Europa politica», la quale, come è noto, viene sempre evocata solo quando si parla di euro e di banche. Si dimentica che le unificazioni politiche non si fanno col burro ma con i cannoni. Sono sempre state guerre e minacce geopolitiche a innescarle.”

Ecco la luna da guardare con attenzione, altro che il ditino: come insegna la storia, dice il professor Panebianco, le nazioni si forgiano nella guerra e non sul burro , dunque ci si prepari, e i disfattisti vadano in galera.

E’ legittimo quello che scrive Panebianco? Certo che lo è, Panebianco ha diritto di dire quello che pensa, e lo dice con assoluta chiarezza: la crisi europea non si risolverà, perché l’Unione ha fallito. La sola maniera di rifondare il processo europeo è qualche milione di morti. Negli ultimi venticinque anni alcuni milioni sono già stati massacrati in Iraq, Siria, Palestina, e nel paese curdo. Ma Panebianco annuncia che adesso è il nostro turno: mettetevi in fila, ragazzi.

Dobbiamo stupirci se si è messo a strillare qualcuno degli studenti che stanno pagando con la precarietà e la miseria le scelte dell’Europa finanziaria, e che domani pagheranno con la vita le scelte dell’Europa militare? Mi preoccupano molto di più tutti quegli altri studenti, cui la disperazione ha tolto perfino la voce e la dignità di ribellarsi.

Da quindici anni le potenze impotenti dell’Occidente fanno una guerra dopo l’altra e alcuni professori (non tutti) hanno applaudito i bombardieri che partivano per l’Afghanistan, per l’Iraq, per la Libia. Con quali risultati lo sappiamo: centinaia di migliaia di morti, milioni di fuggiaschi che l’Europa respinge, intere regioni devastate, una generazione di giovani musulmani spinti dalla violenza e dall’umiliazione a impugnare un coltello per tagliar gole.

Forse a Panebianco nessuno gliel’ha detto, ma la guerra in Libia cui ci chiama l’abbiamo già combattuta, nel 1911, nel 1940, e infine nel 2011.

Combattiamola ancora, ordina Panebianco. E qualcuno chiami le guardie per mettere a tacere studenti disfattisti, mamme preoccupate e ambientalisti vari.

Franco Berardi Bifo

Fonte: www.facebook.com

Link: https://www.facebook.com/franberardi/posts/10208747840068445

24.02.2016

Pubblicato da Davide

  • A-Zero

    Questo è un invito pacifista per il 12 marzo prossimo.

    http://www.peacelink.it/en/a/42804.html

    "…i tratta di iniziative popolari spontanee e fai-da-te alle quali potrebbero partecipare – se non i dirigenti – almeno gli iscritti alle varie associazioni pacifiste nel paese."

    Il
    dissenso e la critica, ovviamente, non sono solo appannaggio dei
    pacifisti; volendo, idealmente, siamo tutti pacifisti. Persino i
    guerrafondai e i "democratici" umanitari che ordiscono e spacciano la
    guerra e tutto ciò che ne deriva anche a livello della bolla di
    "benessere pacifico" in cui ancora viviamo, si dicono idealmente
    pacifisti.

    Ma la guerra dei potenti è sempre una guerra sociale dei pochi in alto contro i molti in basso.

    Per cui da ciascuno il suo e a ciascuno il suo.

  • Stodler

    Non so che cosa sia peggio, la retorica di Panebianco o quella di Bifo.

    Ribellarsi a cosa senza un’idea portante che rappresenti un cambiamento credibile della società?
    Non basta ribellarsi, abbiamo ben visto dove sono finite le primavere arabe per fare un esempio.
  • Hamelin

    Come non aver capito una mazza dal discorso di Panebianco .
    Panebianco dice semplicemênte un ovvietà : La Guerra sta per arrivare anche in Europa .

    Coloro che non si preparano all’evento verranno sicuramente travolti .

    Gli Studenti ( come del resto ai miei tempi ) non percepiscono il cambio di paradigma che hanno di fronte e si battono per un mondo che è già passato…morto e sepolto . Credono che con la loro lotta lo possono riportare in vita .

    Invece si trovano uno zombie , un simulacro di cio’ che era svuotato di ogni senso che conserva solo le apparenze sempre piu’ putrefatte ma che non ha in se nessuna anima .

    Questo grave errore probabilmente lo pagheranno caro .

  • temuchindallaCina

    Panebianco, un giornalista (?) venduto, prezzolato ai nazifrociamerikani, ogni volta che vedo i suoi articoli mi viene un conato di vomito, indipendentemente da ciò che dice.

  • ROE

    La guerra in Europa (e non solo) è già stata fatta negli ultimi trent’anni. È stata la guerra del capitale (o, meglio, della finanza) contro il lavoro. Ed è stata vinta dal capitale. Quella in corso è soltanto l’attività di polizia per consolidare la vittoria dei vincenti (l’uno per mille della popolazione). E così sarà in futuro se i lavoratori non si riorganizzeranno in modo diverso dal passato.

  • lanzo

    Che goduria vedere Panebianco – vestito da intellettuale di sinistra – con tweed  che sara’ costato quanto 2 o 3 stipendi di un precario, camicia aperta, pensando di avvicinarsi agli studenti e poi spernacchiato !  Mi sono googlato images del suddetto che invece vedo sempre inappuntabile con giacca e cravatta, giustamente costosi, visto quello che si becca.

  • FlavioBosio

    Appunto!

    Ma se gli devi spiegare delle ovvietà significa che sono troppo stupidi per capirle da soli, il ché ci porta alla domanda successiva.. vale la pena salvarli?
    Sinceramente, vale la pena salvare una generazione di idioti che crede di poter campare di diritti acquisiti, sussidi pubblici e denaro stampato?
  • lopinot

    Caro Bifo, a proposito delle polemiche che fanno bollire il web sul cosiddeto assalto a Panebianco non si può non rimarcare la retorica del confronto che sarebbe stato vanificato dalle azioni dei contestatori e del normale vivere civile martirizzato dagli antidemocratici.
    Il mito del dialogo e infatti solo un mito.
    Ci troviamo dopo ormai venticinque anni di conflitti con la medesima compagnia cantante che propaganda guerre, rappresaglie e conquiste occidentali.
    Ma dire venticinque anni è poco, i figuri alla Panebianco sono molto più antichi, nel quattordici del secolo andato c’erano intellettuali anche di maggior caratura di Panebianco, andiamo da Pascoli a Marinetti, da D’annunzio allo stesso Mussolini.
    Tutti che ragliavano magari in modo meno più aulico le miserie che conciona Panebianco.
    Desiderio di potenza, di oppressione degli altri, imposizione di modelli culturali e la voglia di sfogare il peggio dell’uomo in quella che è da sempre la cosa peggiore che l’uomo sappia fare.
    Di certo l’opposizione alla guerra pone i fronti interessati di fronte a uno scontro totale e il pensiero che sarebbe stato possibile ammansire le voglie guerresche dei su citati desterebbe un sorriso, un po’ come pensare di rabbonire Hitler raccontadogli la "Capanna dello Zio Tom" o ammansire Stalin narrandogli della domocrazia ateniese.
    Si può solo immaginare come sarebbe stato il mondo se i pacifisti nel quattordici non avessere perso, chissà, forse non avremmo avuto il fascismo e di rimando il nazismo e milioni di uomini non avrebbero provato e riportato nella società il disprezzo della vita e l’insensibilità alla morte e alla sofferenza che ancora paghiamo in Europa.
    Ragion per cui grande rispetto per i ragazzi che han tentato con i mezzi e i limiti che avevano di tagliare i fili della propaganda bellica, che attraverso analisi di buon senso portano inevitabilmente a fare azioni di assoluta pazzia come le guerre.

  • cardisem

    Ma no! Canebianco dice ssoluto e “ordinarie” cazzate quando scrive:

    Si dimentica che le unificazioni politiche non si fanno col burro ma
    con i cannoni. Sono sempre state guerre e minacce geopolitiche a
    innescarle.”

    Se pensa di scomodare un pensatore come Carl Schmitt, che sapeva cosa diceva quando parlava di nemico e di guerra, qui la "guerra” è soltanto il segno dell’estremo asservimento dell’Italia (e dell’Europa intera) agli USA, che dal 1945 non solo occupano militarmente il territorio ma hanno definitivamente compromesso la possibilità di pensare in modo indipendente. Esilarante poi che Panebianco faccia il “martire’” della libertà di pensiero e di insegnamento violate, quando ben altri e più concreti casi sono ignorati… Siamo tutti eguali, abbiamo tutti gli stessi diritti, ma alcuni sono più uguali degli altri ed hanno pure più diritti…

    La guerra che ci fanno combattere è quelle dei soldati vassalli, per giunta contro ogni nostro interesse nazionale… E Canebianco scambia la guerra dei vassalli sottomessi e ubbidienti con la guerra nazionale dei popoli per la loro liberazione e la loro difesa dall’aggressione…. Che ottundimento dei cervelli, complice 70 anni di “libera” stampa…

    La vedo male, per la scarsa capacita di agire, che viene lasciato a pochi ragazzi trattati come Studenti non studenti e come criminali.

  • venezia63jr

    Flavio, noto che sei di buon umore.

  • venezia63jr

    Bene. ricordati che entrambi gli schieramenti hanno sempre bisogno degli utili idioti
    che si immolino alla loro causa.

  • A-Zero

    Comunque certi mi sembrano proprio di coccio duro, scusate. Ma proprio sempre le stesse solfe di luoghi comuni di una certa generazione (dai 50 in su che in passato mai nulla hanno diversamente interpretato da come lo dovevano interpretare? sbagliero’). Il decalogo dei luoghi comuni tipo commenti tipo ‘Il fatto’, Il corrietre’, ecc..:

    1) sono figli di papà (avrebbero dovuto autogenerarsi, per dio!)
    2) sono ipocriti voltagabbana
    3) sono imbecilli utili alla causa di qualche complotto
    4)non capiranno mai il vero funzionamento dell’economia e della sociaetà, ovvero non capiranno  mai che a voi criceti bisogna lasciare sempre una ruota (chiamala società o economia se vuoi) su cui girare tutta la vita e farci girare gli altri (ah, la meritocrazia!)
    5) chi più ne ha più ne metta …

    Per quanto di Bifo non mi interessi, altro che il dito, ma proprio vi fissate sull’unghia sporca

    Ma voi che capite tutto, ma non lo capite che è solo perchè si tratta di showman del mercato ideologico come panebianco che c’è tanta cagnara? O credete che oltre ad andare a dire qualcosa a questo vostro professore della vostra società e della vostra economia non si fa mai niente altro?

    Ma non è piuttosto indice del vostro vivere dentro delle bolle ideologiche quale è quella necesstà dello stato delle cose del dominio)?

    In breve: La guerra è esattamente la logica e il frutto delle logiche del dominio e del suo modo di produzione e ri-produzione (ri-produzione dle dominio).

    La necessità di questa società e la necessità di questo modo di produzione porta allo sterminio di qualunque altra società e qualunque altro modo di produzione: attraverso la guerra e il colonialismo.

    Questa selezione atroce non è un innoquo scegliere (fare il tifo) fra questa società e un’utopica società, come avviene nelle vostre teste di individui massa dentro una bolla di benessere e di corrispondenti assiomi ideologici.

    Questa selezione è avvenuta nei fatti con genocidi, guerre, massacri e spedizioni coloniali a cominciare dall’Europa stessa.

    Ma c’è sempre l’idea fissa dell’UNICUM: al mondo può esistere una sola società e un solo modo di produzione. Ecco perchè state sempre a frignare: proponete un’altra società! E grazie a questo par de ciugoli … e proponila tu ma non se sei bravo … ma se ne hai le palle.

    Ma prima che questione di coraggio è questione di capire che l’umanità e il mmondo sono una varietà di soggettività irriducibili (spero) al vostro UNICUM ideologico e teologico (saranno gli strascichi nefasti del monoteismo e del socialismo? boh).

    La vita è, nella sua evidenza biologica, autorganizzazione, è varietà e, nel caso dei primati capoccioni umani, anche autocoscienza. Per quanto illusoria possa essere considerata l’autocoscienza.

    La vostra autocoscienza sembra più cosciente solo perchè ha accettato il principio di dominio: la realtà è e può essere solo quella che decidiamo noi dominanti. Voi avallate (complicemente).

  • Hamelin

    Mi piacciono gli ultimi tempi proprio per le idee fuori tempo e fuori luogo .
    Mi sembra il filosofeggiare degli opulenti romani con alle porte i Goti .

  • lanzo

    Lopinot

    Commento da incornciare. La mattanza della I guerra mondiale…
    Apparentemente incomprensibile, in realta’ – le elites sentivano che c’erano movimenti socialmente tellurici, quindi – inventiamoci una guerra e sterminiamo i giovani "pericolosi".
  • lanzo

    Sottoscrivo, ma lui ha pure  ha la mutua aggratisse per i giornalisti, convenzionata con le migliori cliniche, mentre noi creperemo in qualche ospedale di merda dove gli infermieri si rubano la morfina e ti danno acqua distillata.

  • A-Zero

    " filosofeggiare degli opulenti romani con alle porte i Goti"

    1) Di opulento non c’è molto ancora, non so da te.

    2) Nelle ristrettezze io non vedo filosofeggiare, ma un sacco di gente pronta al primo fascismo che gli stende il tozzo di pane. Questo forse per te è un radioso futuro, non per me.

    3) I goti alle porte: vi ostinate sempre a spostare il centro dell’attenzione di coloro che.almeno secondo me, farebbero bene a concentrarsi su se stessi nell’individuare gli stronzi dentro le porte.

    I goti saranno i nuovi padroni. Come èsempre stato.

    Ma voi opulenti che NON filosofeggiate, però in realtà non vedete l’ora di mandare i VOSTRi disgraziati (che nella povertà non filosofeggiano) contro i goti e contor loro stessi.

    Il vostro gridare "all’armi" contor i barbari e per non far dire aivostri diretti disgraziati all’armi contro gli opulenti che NON filoosofeggiano.

    Non c’è alcuna differenza morale fra voi opulenti che NON filosofeggiate e gli opulenti che filosofeggiano.

    Che poi ci sia chi filosofeggia e agisce, figuati, manco a pensarlo.

    Un nemico buono per tutte le stagioni lo si trova sempre. A quello giusto non i disgraziati non sparano mai.

    Forse perchè filosofeggiano troppo? O forse per il motivo ocntrario?

  • annibale51

    Per sconfiggere i guerrafondai (badate bene…i più attivi sono solito molto in là con gli anni) i giovani farebbero bene ad essere più incisivi. Magari indichino a tutti un modo fattibile di lotta fiscale. 0 (Zero) soldi per la guerra e 0 (Zero) soldi per i guerrafondai anche se sono pensionati o dipendenti pubblici. Il futuro è loro…se lo piglino!