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IL DISASTRO DEL BOEING: LE BUGIE DI WASHINGTON E IL SILENZIO DI KIEV

DI BORIS NOVOSELTSEV

fondsk.ru

Nella conferenza organizzata il 21 luglio dal Ministero della Difesa russo, con l’aiuto dei dati di monitoraggio radar è emerso che nel giorno del disastro aereo della linea malese vicino Donetsk c’è stato un raggruppamento di PVO, artiglieria contrarei delle forze armate ucraine, costituito da tre o quattro battaglioni di missili contraerei “Buk-M1”. Inoltre è stata registrata una maggiore attività dal radar 9S18 “KUPOL” dei missili “Buk”.

Il mondo deve sapere che al momento della caduta del Boeing era presente accanto ad esso il caccia ucraino SU-25: “…è stato notato il decollo dell’aereo Su-25 delle Forze Armate ucraine in direzione del Boeing malese. Il Su-25 distava dal “Boeing” da 3 a 5 km. La caratteristica del Su-25 è che raggiunge in breve un’altitudine di 10000 metri. Questo aereo è dotato di missili aria–aria R-60 in grado di individuare e colpire bersagli a una distanza fino a 12 km, è garantito però fino a 5 km. Per quale motivo un aereo da combattimento stava volando sulle rotte dell’aviazione civile quasi contemporaneamente e alla stessa altitudine dei voli commerciali?”

Kiev non risponde su questo, tranne con le parole di Poroshenko che si limita a un: “…questo non è vero” e “…al momento della tragedia di aerei ucraini nei cieli sopra la regione di Donetsk non ce n’erano”. Il presidente ucraino non è stato in grado di dire nulla di sostanziale e il Ministero della Difesa dell’Ucraina da allora è in silenzio. Ogni giorno è sempre più evidente che Kiev si oppone all’inchiesta sugli avvenimenti che hanno portato alla caduta del velivolo malese.

A questi avvenimenti Washington ha reagito nella sua più tradizionale maniera evitando demagogiche discussioni: “Ovviamente è solo propaganda e noi non siamo per niente d’accordo. Gli Stati Uniti hanno una grande quantità di prove da fonti libere o da informazioni segrete che contraddicono la versione dell’esercito russo” ha detto il vice portavoce del Dipartimento di Stato americano M. Harf. Ma quali sono le prove e il perché gli Stati Uniti siano così ostinatamente indisposti a fornirle questo nessuno lo capisce.

Allo stesso tempo il Ministero della Difesa russo ha invitato gli Stati Uniti a scambiare direttamente le informazioni disponibili con il loro dipartimento militare: “Secondo i nostri calcoli il 17 luglio tra le 17:06 e le 17:21 ora di Mosca sulle regioni sud-orientali dell’Ucraina era davvero in aria un satellite americano, questo apparato sperimentale è un sistema spaziale progettato per rilevare e tracciare lanci di missili di diverse gittate. Se gli americani hanno in loro possesso le immagini dal satellite dovremmo chiedergli di fornirle alla comunità internazionale per uno studio dettagliato” ha detto il capo della Direzione Operazioni fondamentali dello Stato Maggiore Generale, Tenente Generale A.Kartapolov.

La spiegazione per il comportamento della parte americana può essere una sola: Washington si sorprenderebbe dalle informazioni a disposizione del nostro Ministero della Difesa, sappiamo che l’aereo malese potrebbe essere stato colpito dai militari ucraini e siamo a conoscenza anche del fatto che il Pentagono ha le prove documentali appropriate di questo.

Mosca facendo sapere al mondo il fatto del satellite americano sull’area del disastro e specificandone le sue caratteristiche mette Washington con le spalle al muro. La Russia ha dimostrato le sue capacità tecniche nello spazio e Washington dovrebbe comprendere che i russi hanno la capacità di verificare e avere le controprove circa le cause del disastro.

Nel frattempo anche i giornalisti americani più smaliziati iniziano a fare domande scomode per il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti. Ad esempio Robert Perry giustamente si chiedeva dove si trovano le immagini satellitari statunitensi del satellite che staziona sopra l’Ucraina. Perché ancora non le hanno mostrate a nessuno? E perché i leader dell’intelligence statunitense invece di fornire una chiara dimostrazione di intelligence elettronica usano parole come: “..noi crediamo” o “…ci sono prove”?

E’ evidente che gli americani non sono capaci di dimostrare tutto circa le cause e gli autori del disastro nella conferenza dei membri dell’intelligence americana ai giornalisti il 22 luglio. Invece di mostrare una qualsiasi prova o immagini satellitari l’intelligence americana ha dichiarato: “…Noi non sappiamo chi ha premuto il pulsante”, “… Noi non conosciamo il nome, non conosciamo il grado, non siamo nemmeno sicuri al cento per cento dell’etnia”, “…..la spiegazione più plausibile è che è stato un errore e il missile è stato lanciato da personale poco preparato”.

E’ stato dichiarato che gli Stati Uniti non hanno prove del coinvolgimento della Federazione Russa di quanto è successo nè prove evidenti della presenza dei russi in loco o il fatto che la Russia ha addestrato le milizie a gestire i sistemi missilistici anti aereo”Buk”. Inoltre, prima del disastro aereo, l’intelligence americana non ha notato movimenti dei sistemi “Buk” attraverso il confine con la Russia.

Tutto ciò che ha detto Maria Harf riguardo “…una grande quantità di prove da fonti aperte e di informazioni segrete”, ecco, tutto questo è necessario dimenticarlo. Non c’era niente, e il presidente russo non è stato accusato da Obama.

Tuttavia se gli americani pensano di far passare la situazione “Malaysia Airlines” come già risolta si sbagliano. Un’indagine indipendente e obiettiva dell’incidente aereo da parte di una commissione internazionale è importante e necessaria per chiarire le circostanze della tragica morte di trecento persone. Gli americani accusano e incolpano tutti coloro che non sono d’accordo con la loro posizione o interferiscono con i loro piani e non si sentono a proprio agio quando vengono scoperte le loro ​​spudorate menzogne. E anche se Washington può convincere gli europei a non investigare nel dettaglio l’incidente, la Russia, e altri paesi interessati, sono consapevoli della necessità vitale di dare un nome e una nazionalità ai responsabili per assicurarli alla giustizia.

Il mondo deve sapere cosa è realmente accaduto al volo MH17.

Boris NOVOSELTSEV

Fonte: http://www.fondsk.ru

Link: http://www.fondsk.ru/news/2014/07/24/krushenie-boinga-lozh-vashingtona-i-molchanie-kieva-28623.html

25.07.2014

Scelto e tradotto dal russo per www.comedonchisciotte.org da LILICIKA

Pubblicato da Davide

  • clausneghe

    Purtroppo il messaggio è già passato e a nulla valgono le contro prove. Per la maggioranza del popolo bue di Oceania che si nutre esclusivamente di informazione di regime, sono stati i Russi. Punto. Per far loro cambiare idea non sono sufficienti prove e ragionamenti, sono "ipnotizzati" dalle tv, bisognerebbe "resettarli".

  • Gioia_di_Vivere

    Le bugie americane sono reiterate e sempre più grosse.

    Dall’Iraq alle torri gemelle, dall’Afganistan all’Ucraina, passando dalla Libia, alla Palestina, alla Siria, al Venezuela, alla Russia.
    Buona parte dell’opinione pubblica è diffidente. Tiene la testa bassa, non si ribella ma …. NON ha più fiducia.  Il sogno americano è morto come il modello che proponeva.  L’umanità è alla ricerca di una via nuova. Durante questo secolo, (appena iniziato) in cui la popolazione umana sul pianeta verrà dimezzata, i teologi e i filosofi cercheranno di dare delle risposte.  La finanza e il modello di società mercantile dovranno piegarsi e perderanno l’arroganza avuta finora.
  • Truman

    Ho rivisto un po’ la traduzione della parte iniziale, cercando di renderla più sensata in italiano, in particolare ho tradotto il russo “division” con il termine battaglione (che per la contrarei sarebbe più correttamente “gruppo”, ma il termine è poco noto). Mi resta qualche dubbio che il termine più corretto sarebbe stato “batteria” (analogo in contrarei della compagnia) ma non corrisponde al termine russo usato nell’originale.

    Entrando nel merito, il SU-25 risulta su wikipedia avere una tangenza (altitudine raggiungibile) di 7000 m, che resta abbastanza al di sotto del livello di volo del MH17 abbattuto. Eppure faceva notare The Saker, nell’articolo FINALMENTE PARLANO I MILITARI RUSSI ! che la sagoma mostrata nel filmato non era quella di un SU-25 ma sembrava quella del bombardiere SU-24, che arriva a 11mila metri. Sembrava fosse un errore o una distrazione.

    Eppure un lettore mi fa notare che la sagoma del filmato non gli sembra quella di un SU-24, sembra più somigliante a un aereo diverso, che però non è in dotazione alle forze armate ucraine. Come se Putin sapesse benissimo di che aereo si tratta ed avesse mandato un segnale a chi di dovere, ma senza dire più del necessario. Qui si potrebbe pensare che il problema della quota raggiungibile da parte del SU-25 sia un problema minore.

  • Truman

    Se la Russia ed il nostro lettore avessero ragione, si potrebbe prevedere che gli USA, che dispongono di dati satellitari di ciò che è avvenuto, non forniranno mai i dati in loro possesso. Lo stesso si può pensare dei dati del controllo del traffico aereo ucraino. (Il volo MH17 avrebbe dovuto essere preso in carico da Kiev quando arrivava dalla Polonia e poi passato a Dnipropetrovs’k, che lo aveva in carico al momento dell’incidente).