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IL CUBO DI RUBIK O IL CULO DI TSIPRAS ?

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Il cubo di Rubik è un celebre gioco rompicapo inventato da un professore di architettura ungherese Ermő Rubik nel 1974. Il gioco divenne subito molto famoso e si diffuse in tutto il mondo occidentale. È stato il gioco più venduto della storia, con circa 300 milioni di pezzi venduti, ed ha avuto anche moltissime imitazioni.

Qualche giorno fa Paola Bacchiddu (nella foto), responsabile per la comunicazione della lista “L’altra Europa con Tsipras” ha postato una propria foto in bikini, con il culo seminudo ben in evidenza in primo piano, accompagnata dal seguente commento: “Ciao è iniziata la campagna elettorale e io uso qualunque mezzo. Votate l’Altra Europa con Tsipras”.

Due fatti assolutamente lontani nel tempo, nello spazio e nel valore, ma appiccicati da un mastice universale particolarmente tenace, le regole dogmatiche del nuovo dio mercato: merci soggette ad operazione di marketing, scambi valoriali sottoposti a contrattazione, baratti umani proposti come voto di scambio.

Il cubo di Rubik è un gioco piuttosto complicato, molti non sono mai riusciti a risolvere l’enigma, e lo scopo è quello di riportare i colori diversi sulle 6 facce del cubo. È un gioco di grande d’intelligenza, dovrebbe addestrare capacità logico matematiche sapientemente sofisticate. Al contrario l’esposizione di un’allettante culetto femminile dovrebbe accendere la tastiera emozionale maschile, eccitare brame e desideri, barattabili in questo caso con il voto alla Lista Tsipras. Un voto in cambio di un desiderio,
un voto in cambio di una proposta indecente.

Ma nella società dei consumatori della modernità liquida, dice Zigmunt Bauman (Homo consumens),
lo sciame tende a sostituire il gruppo, e lo sciame inquieto non ha leader, né gerarchia, né sistema di valori di riferimento, perché il consumo è un’attività solitaria e solipsistica, dunque anche quando avviene in compagnia, l’io acquista per sé, ma non acquista un oggetto, acquista un desiderio. Nella società dei consumatori il desiderio deve essere continuamente reiterato, riprodotto, replicato, la libidine deve alimentare altra libidine, il piacere deve generare altro piacere, solo così l’identità del mercato è salva, diversamente la piena gratificazione sfocerebbe nella stagnazione economica.

L’etica nel tempo della “modernità liquida” non è più l’etica cristiana, deve invece connaturarsi
necessariamente all’età dell’incertezza e al monoteismo del marketing: “non avrai altro mercato al di fuori di me”, “ricordati di santificare lo shopping”, “onora ogni mio desiderio”, non uccidere la libidine dentro di te”, “ama il piacere tuo come te stesso”.

Non si capisce a questo punto quale relazione ci possa essere tra il rigore moralistico laico degli tsiprioti, che per certi versi è dogmatico e reverenziale quanto quello cristiano, e la nuova morale postmoderna della società globalizzata, dominata dal neoliberismo sovranazionale planetario.

Quale etica nel tempo dell’assoluta mancanza di etica? Quale possibile connivenza tra l’etica del marketing e coloro che propongono come primo postulato ideologico la lotta estrema al mercato e al capitalismo? Marxisti in crisi di identità? Marxisti dell’Illinois? (da una famosa scena del film “The Blues Brothers”, anche se là erano nazisti)

Gli tsiprioti infatti sono quegli esseri che viaggiano sollevati a un palmo da terra (come Remedios la Bella di “Cent’anni di solitudine”), sono entità moralmente sovrannaturali, si spendono e si spandono per i diritti umani di tutta l’umanità, sono gli oracoli viventi dell’”unico dogma” che può salvare la pace, la libertà, la democrazia, sono i profeti dell’”unica verità socialista, marxista, comunista”. Quale complicità ci può essere tra i novelli Templari del marxismo, i monaci militanti della fratellanza universale e la subdola seduzione del mercato? Quale connivenza tra le loro esistenze votate all’ideale universalistico della distribuzione globale dei diritti e la sporcizia morale di chi seduce con una sveltina (per di più anale) in cambio di un voto?

Senza considerare che spesso gli tsiprioti provengono dalle vaste e profonde gole di “Micromega”, frequentate da intellettuali che hanno attraversato gli anni tormentati del berlusconismo ragionando sapientemente dei massimi sistemi dell’esistenza, senza che il loro nobile pensiero si traducesse mai in risoluzione pratica dei problemi sociali, confondendo spesso l’astrattezza della loro speculazione filosofica con l’astuta strategia politica di chi intercetta e decifra le esigenze del reale.

Ecco perché gli tsiprioti sono andati in Grecia a cercarsi un loro degno rappresentante, perché in Italia non c’era nessun Zarathustra degno di fede, non c’era nessuno che potesse corrispondere ai loro criteri di selezione darwiniana della specie eletta degli ubermensch.

Ma Tsipras, leader del partito greco Syriza, e i suoi followers insieme con lui (Barbara Spinelli in primis), non sembrano capire che un’Europa federale e democratica dei popoli fratelli non è possibile se non uscendo da quel lager eurocratico che la sta devastando. Che non ci può essere democrazia se non all’interno dello Stato Nazione, che non ci può essere sovranità economica se non restaurando la collaborazione tra Tesoro e Bankitalia che è stata interrotta dal Divorzio del 1981 (Legge Ciampi – Andreatta), che non ci può essere benessere sociale se non recuperando la nostra indipendenza politica e democratica.

Per di più questi monaci militanti della fratellanza globalizzata, che ha anche impedito in Italia la nascita di una coscienza nazionale, concezione da loro soavemente disprezzata, confusa con quella di nazionalismo (che è decisamente un’altra cosa), questi sacerdoti laici che celebrano quotidianamente il loro anacronistico rito liturgico, sono stati sempre la ruota di scorta dei poteri forti, “utili idioti” al servizio del sistema neoliberista, ottusi strumenti nelle mani del potere eurocratico, tribuni di strategie politiche del nulla, sempre e comunque perdenti, proprio perché connaturate amabilmente al potere costituito (vedi Laura Boldrini).

Non si rendono conto che l’Europa odierna sta vivendo uno dei momenti più tragici della propria storia e che non potrà cambiare il proprio destino se non facendo una diagnosi precisa della cause che hanno provocato il disastro: un “golpe bianco” che viene da lontano, dal crollo del muro di Berlino del 1989, quando il sistema capitalistico – imperialistico – neoliberista rimasto unico ordine mondiale, si apprestò a dissolvere gli Stati Nazione, privandoli della loro sovranità politico – economica, per ricomporli in quell’orrido organismo sovranazionale, privo di identità e di cultura, che è appunto l’Unione Europea.

Un “golpe bianco” che si serve dell’euro come arma di distruzione di massa per imporre politiche di austerity che devastano l’economia e i diritti, una dittatura finanziaria che ha imposto i trattati capestro, dal Trattato di Maastricht (1993) a quello di Lisbona (2007), quando al contrario i popoli di Francia e Olanda avevano ampiamente bocciato la Costituzione Europea.

Una dittatura finanziaria che ha poi aperto la strada all’inarrestabile corso dei tagli alla spesa pubblica (che invece statisticamente non oltrepassa la media dei Paesi europei), al ciclo delle privatizzazioni, alla precarizzazione a vita del lavoro, alla devastazione del welfare, straordinaria conquista sociale delle lotte del Novecento, ma anche strategia funzionale all’antagonismo tra il benessere capitalistico dell’ovest europeo, opposto al malessere comunista del suo nemico storico, rappresentato dall’URSS, durante il periodo della guerra fredda.

Pertanto il leader Tsipras e i suoi gattopardeschi followers tsiprioti, (non si dovrebbero dispiacere dell’appellativo, dato che ora si sono svenduti al sistema del marketing pubblicitario) vorrebbero rimuovere gli effetti disastrosi della dittatura eurocratica senza toccarne le cause, rappresentate dall’euro e dai trattati.

Tra il cubo di Rubik e il culo di Tsipras, dunque non ho alcun dubbio, preferisco decisamente il primo … solo utilizzando il cervello nella ricomposizione salvifica delle tessere colorate del puzzle, si potrà evitare il rischio malsano di imbattersi in spiacevoli e lubrificati inconvenienti.

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

8.05.2014

Pubblicato da Davide

  • Kovacs

    Pensate se una cosa del genere l’avesse fatta una delle tante badanti del mai defunto silvio……

  • oriundo2006

    Hai ragione…ai posteriori l’ardua sentenza…!

  • A-Zero

    Fa il paio con l’allora Vlad Luxuria.

    Comunque, al di là della sinistra (spero che sempre più spossessati e sfruttati rinuncino alla sistemazione ideologica dx-sx per cercarse una più confacente ai propri interessi di emancipazione dallo stato di spossessamento-sfruttamento), c’è da cominciare a far notare che il dominio e il potere si strutturano al mondo in rapporti gerarchici.

    La linea gerarchica sembra essere  NATO+FMI > Euro nord > Euro sud > ecc…

    L’UE era una costruzione già prevista nel dopoguerra. Insomma possiamo fare a meno dell’eurocrazia senza far dispetto allo zio sam?

  • Tao

    Alexis Tsipras, chi è costui? È la domanda che gli italiani si farebbero se sapessero l’esistenza di “Un’altra Europa con Tsipras”, lista messa in piedi da un’accolita di intellettuali di sinistra che si è spaccata subito dopo il taglio del nastro, con Paolo Flores D’Arcais e Andrea Camilleri che sbattono la porta sdegnati per l’imbarcaggio di ex tute bianche come Casarini, e la sola Barbara Spinelli a restare madrina di un parto infelice. 

    Hanno voglia a protestare per la censura dei grandi media: quale genio della comunicazione avrebbe potuto accettare di far correre l’ennesima ammucchiata della sinistra sedicente radicale (Sel, Rifondazione Comunista, Azione Civile, gruppi e gruppettari vari) con il nome di un politico straniero? Va bene che di elezioni europee si tratta, ma anche lo scemo del villaggio sa che in ogni Stato dell’Unione valgono come voto nazionale, un test per saggiare l’elettorato interno. E difatti, mestamente disarmati di fronte ad un’opinione pubblica centrata su temi e facce tutte nostrane, i desperados rosso sbiaditi non hanno pensato di meglio che sbattere un culo in bikini, testimonial la stessa responsabile della campagna mediatica, giusto per risparmiare. Dopo decenni di sanguinario bacchettonismo su tette e chiappe berlusconiane, la sinistra colta e sopraccigliosa ha scoperto le virtù del marketing terra terra. E naturalmente si è ritrovata a litigare pure su quello. Patetici è dire poco.

    Ma già il solo fatto di aver affidato il proprio rilancio (sì, buonanotte: sono dati ben al di sotto della soglia del 4%) ad un’etichetta di un altro Paese, sta ad indicare quanta sia la pochezza e povertà di uomini carismatici e personalità di spessore in ciò che resta della sinistra italiana. Messo Vendola in naftalina e Bertinotti al museo, non c’era nessuno ma proprio nessuno che potesse fare da timoniere? Risposta: no. Scoraggiati e semi-distrutti, gli ultimi mohicani della gauche italiana si sono fatti trascinare dalla Spinelli, da Viale e da qualche altro révenant di tale schiatta per resuscitare dal camposanto e manifestarsi al proprio popolo. Il che è tutto dire. Ma poi: non faceva orrore, ai compagni orfani del Collettivo, il personalismo dei partiti costruiti intorno ad un singolo individuo? Invece toh, eccoli a trovare una ragion d’essere grazie ad un marchio belloccio, uno Tsipras che sarà bravissimo ma il cui valore si riduce al capeggiare l’estrema sinistra nella martoriata Grecia, simbolo della devastazione firmata Trojka. Tutto qui? Tutto qui. 

    Non entro nemmeno nel merito delle idee, incardinate sull’illusione tipica del sinistrismo, sempre in cerca di alibi per sentirsi “alternativo”, di lavorare ad un’Europa diversa, altra, più giusta. Che è come dire: quest’Europa fondata sull’euro e su una banca centrale privata diretta dalla Germania, fa sì schifo, ma con una dose di Tsipras vedrete che roba, diventerà un paradiso di eguaglianza e le tecnocrazie finanziarie scenderanno a più miti consigli. Lasciamo agli eterni illusi il loro ultimo beniamino. Ai nerd non va tolta la speranza di un contatto con la realtà: la Lista Sfigas è il placebo che fa per loro. Quando la smetteranno di giocare con la mano, forse cominceranno a combinare qualcosa di serio. 

    Alessio Mannino

    Fonte: http://www.ilribelle.com [www.ilribelle.com]

    8.05.2014

  • Tetris1917

    Mi scusino i maestranti della situazione:

    1. Perchè per i tromboni un culo è volgare, quando, se ben fatto come da foto, in realtà è una grazia mostrarlo e per il fortunato/a toccarlo e possederlo?
    2. Avete mai guardato gli occhi di Majakowsjij? Sono ipnotici cento volte di più delle chiappe, di per sè, ben fatte della compagna Sarda. Eppure il gregge accorre dove sta il foraggio…..e il gregge vota. Vota con la testa piccola……
    3. Il welfare è stato messo sotto ad iniziare dal crolo del muro di Berlino. Prima la minaccia comunista era palpabile e concreta. Come dicevano i padroni: "cediamo un pò sul sociale altrimenti ci troviamo la bandiera rossa a piazza san pietro".
    4. In Europa nessun può far niente. Nè i tromboni socialdemocratici nè le seghette destroidi con la fregnaccia dell’uscita dall’euro. Neppure le locuste infestanti di Grillo possono fare veramente danni in europa. Per cui, cari, non rimane che dibattere sul bel fondo di questa creatura……
  • RosannaSpadini

    Perfettamente d’accordo ! L’ennesimo aborto di una sinistra che ha perso tutte le occasioni possibili per cambiare il Paese. Ma le forze politiche che non intercettano il proprio tempo sono destinate a morire, come infatti sta avvenendo.

  • cardisem

    Di certo non voterò per il "culo” di Paola, anche se devo riconoscere che meriterebbe una considerazione e un trattamento di riguardo…
    In altro contesto ho fatto un commento critico a una sortite televisiva di Barbara Spinelli, che però non so qui ora a ripetere… Lo si trova nel blog di Beppe Grillo.

    Qui vorrei brevissimamente accennare ai guasti infiniti che la Sinistra ha procurato a questo paese… Dico una Sinistra il cui lascito culturale e ideologico è assai più ampio del "culo” di Paola, a cui oggi si è ridotto come consistenza elettorale.

    Non ho né il tempo né la voglia di scrivere un ampio articolo, ma provo a rendere il concetto con una metafora:

    "Bella ciao”, che prosegue: "una mattina mi son svegliato e ho trovato l’invasore”…

    Se qualcuno s’incazza, faccia pure, ma per me (allora neppure nato), se devo fare un’analisi logico-grammaticale-linguistica dei fatti, dico per me “l’invasore” è quello Anglo-Americano accompagnato dalla "Brigata Ebraica” che rivendica diritto crescenti a ogni 25 aprile, festa di non so quale "Liberazione”.

    A scanso d’equivoci: non sono un "nostalgico” e non mi professo "fascista”!
    Io ammetto che un qualsiasi governo legittimo nel proprio paese, posso non piacere. Ma in questo caso è dovere di ognuno fare tutto il possibile evitando l’impossibile per rovesciarlo e cambiarlo, anche con una sana e santa rivoluzione, seguita possibilmente da pacificazione e riconciliazione con quelli che restano pur sempre "concittadini”.

    Quello che proprio non ammetto è che ci si possa alleare con chi ti invade, ti bombarda, ti occupa, ti schiavizza, chiamandolo per giunta "liberatore” e "alleato”.

    Noi paghiamo ancora oggi le conseguenze della sconfitta bellica del 1945. Su di essa è stata fondata un’intera cultura politica, resa egemone con l’occupazione e il controllo di tutti i media, fino ad arrivare al "culo” di Paola. Io uso spesso la formula di «antifascismo fascista» per sintetizzare tutta la cultura politica dal 1945 ad oggi, non solo in Italia, ma in tutta Europa, che con il Trattato Transatlantico (dopo il Patto Atlantico) finirà per completare il processo di colonizzazione da parte degli USA… Questa Europa, che non può essere sviluppata (upgrade), ma solo abbattuta come forma della tirannide, è la forma attraverso cui si va a completare quella sconfitta bellica che soprattutto Germania e Italia subirono nel 1945.

    Per chiudere: io non credo che gli USA siano qualcosa di migliore della Germania nazista o dell’Italia fascista… per cui quando devo sorbirmi tutta la narrativa su fascismo e nazismo, mi sorge spontaneo: ma perché? L’impero USrael è qualcosa di meglio?

    Incavolatevi se volete, ma io così la vedo…

  • GRATIS

     il culo di Paola come immagine promozionale è una trasposizione del fatto che una sinistra di paraculi si nasconde dietro il culo (ben più autorevole e celebrato) di Vendola per raggiungere il quorum. Dopo il 25 maggio torneranno tutti a discutere di prostata e a gettare mollichine ai piccioni

  • spadaccinonero

    innanzitutto ringrazio la Spadini per aver spiegato al mondo cos’è il cubo di rubik

    dopo aver letto una valanga di ovvietà (condivisibili ma ovvietà restano) si può giungere solo ad una conclusione ovvia :
    l’Italia e l’eu in generale necessitano di un movimento SOVRANISTA che al non esiste ne qui ne altrove
    se poi vogliamo definire sovranista un movimento (il 5s) che si ispira (parole del sul portavoce) al modello di democrazia d’oltreoceano io sono babbo natale
  • RosannaSpadini

    Visto che ti chiami spadaccinonero e io spada900, siamo parenti, quasi fratelli, sono contenta che l’articolo ti sia piaciuto, prossimamente te ne scriverò un altro.

    Ho spiegato l’origine e la diffusione del cubo di Rubik perché io l’ho vissuto personalmente
    quel periodo, dato che ho circa 130 anni. Ma dimmi, che cosa vuol dire movimento sovranista?

  • Georgios

    Complimenti alla signora.
    Forse la migliore descrizione dell’armata Brancaleone di Tsipras che abbia mai trovato (Grecia inclusa).

  • Georgios

    Caro amico perché mai incavolarmi?
    Se permetti voglio raccontarti come e’ nato il termine "sinistra". In principio (nei tempi della rivoluzione francese, di socialisti o comunisti in pratica non ce n’erano allora) la parola "sinistra" in politica aveva un significato sinonimo con la parola "progresso". Poi, nel 1875 (Marx era ancora vivo) hanno cominciato a lavorarci sopra e devo dire con risultati straordinari, ma la vera svolta si ebbe negli anni 50 del secolo scorso.
    Siccome andrebbe molto per le lunghe raccontarti in tutti i particolari la sottile e raffinatissima strategia messa in opera per regalare a tutto il mondo (specie a quello occidentale) un significato del progresso tutto nuovo, lascerò che tu lo segua dal vivo nel seguente filmato (ispirato dal 1984 di Orwell):

    https://www.youtube.com/watch?v=3eTjftyAtIc

  • Georgios

    "uno Tsipras che sarà bravissimo ma il cui valore si riduce al capeggiare l’estrema sinistra nella martoriata Grecia"

    Sono d’obbligo delle correzioni dovute da una parte alla mancata conoscenza della realtà greca e dall’altra alla solita confusione che deriva dall’aberrazione concettuale associata alla parola "sinistra". 
    Tsipras (e tutta la classe dirigente del SYRIZA) non e’ affatto bravissimo. Infatti fanno quel che possono per non vincere le eventuali elezioni nazionali, a meno naturalmente che non lo facciano apposta. Nelle amministrative si prospetta una batosta a causa della strategia adottata mentre vinceranno sì nelle europee ma loro malgrado. Tanto la gente a parte qualche partito nuovo che deve essere individuato tra una miriade di altri creati apposta per fare confusione, non ha alternative e quindi voterà il SYRIZA per forza.
    Quanto alla sinistra estrema (che sarebbe il SYRIZA) questa e’ la migliore barzelletta. Beh, se Vendola e’ un estremista di sinistra altrettanto lo e’ Tsipras.

  • yakoviev

    Per come la vedo io, nessuno, se non sporadicamente e solo sfumatamente e allusivamente, parla  chiaramente di recupero della sovranità politica, economica e monetaria come presupposto indispensabile per qualsiasi politica alternativa si voglia fare. Se sulle questioni fondamentali comandano altri e tu al massimo puoi decidere sulle cose secondarie, dove vuoi andare? O fai sostanzialmente la marionetta, o altrimenti devi porre il problema della sovranità, che è poi quello della reale indipendenza. 

  • spadaccinonero

    Sono sarcastico di natura non provocarmi ulteriormente XD

    Innanzitutto un movimento sovranista deve farci uscire dallo scacco a stelle e strisce prima di qualsiasi riconquista politica, economica e sociale.
    Il 5s non è nulla di tutto questo
    È surreale che un venticinquenne debba invitare alla riflessione una centotrentenne XD
    Spero che i tuoi prossimi articoli siano privi di ovvietà e spot elettorali
    Sappi che non so solo criticare anzi mi inchino volentieri di fronte al merito
  • clack

    Un branco di personaggi bolliti dal vuoto pneumatico di idee, che esegue politiche fatte col culo, non può che reclamizzarsi per mezzo di un culo.

  • cardisem

    Grazie! Vedrò il video…
    … In effetti, sto leggendo un testo sulla "sulla filosofia del linguaggio”, e quindi l’uso dei termini…
    L’opinione che mi vado formando è che il linguaggio non è la casa dell’essere, che il linguaggio (e i suoi termini) non è l’essere, e che al contrario l’essere è la sua esistenza, e che il linguaggio è solo una tecnica comunicativa e manipolativa che potrebbe anche non esserci, senza per questo che scompaia l’essere, che può esistere senza esprimersi o apparire…

    Ma è una faccenda un poco complicata, dove non mi addentro oltre.

  • Georgios

    Purtroppo non si può avere tutto nella vita. Specie in matteria di linguaggio.
    Ma si sa, ognuno si arrangia come può.

  • cardisem

    Ho visto il video: https://www.youtube.com/watch?v=3eTjftyAtIc
    Davvero istruttivo!
    Mi pare sia l’equivalente di ciò che io ho detto a proposito di "Bella Ciao”, che si continua ancora a cantare…

  • nu

    ma chi se ne frega di questi cavolo di culi femmini….hanno rotto cte cazzo di donne

  • Georgios

    Certo. Sono d’accordo.
    Nel senso che allora "Bella Ciao" era il 4 del video mentre la "Bella Ciao" di oggi e’ il 5 che l’hanno fatta diventare.
    Se hai tempo dai un occhiata al mio commento sotto "L’ammucchiata della sedicente sinistra: la lista Sfigas" (commento di Tao). Questi sono il nostro PD.

  • Chigi

    «e io uso qualunque mezzo. Votate l’Altra Europa con Tsipras»

    con un culo così fa poca strada, sia la lista che la proprietaria, un culo senz’anima……

  • Cataldo

    Si, non c’è riflessione alcuna sul fatto che la casta dei politici può esistere solo perchè è legittimata dalla sua completa servitù ad interessi esteri, E’ anche logico che sia cosi, visto che questi parassiti non hanno legame effettivo di rappresentanza e responsabilità politica verso il loro elettorato, non servono analisi di vasto respiro per capirlo. Il fatto che non si faccia strada questa riflessione è la dimostrazione principe del risultato ottenuto dal controllo ferreo e totale della comunicazione-propaganda.

  • RosannaSpadini

    Grazie Georgios, ci ritroviamo spesso nella stessa  sintonia di vedute politiche.

  • Oiggamad
    Io non so chi siano questi della lista "con Tsipras", ma devo dire che il
    culo della signora non è male. Certo, bisogna anche dire che in quella posizione
    estroversa qualsiasi culo riesce ad attirare l’occhio. Quello che mi lascia
    perplesso è come Tsipras sia riuscito a raccogliere tanto seguito in Italia.
    Dico, in Italia non avete degli imbecilli di uguale levatura? E allora per quale
    motivo scegliete Tsipras, che italiano non è? Cosa c’entra con voi? Come
    risposta, una sera ho visto in televisione una signora dai capelli corti,
    anziana, educata, simpatica e lenta nell’argomentare, che non ricordo proprio
    come si chiamasse ma apparteneva a questa crociata radical chic (così mi è
    sembrata) in nome di Tsipras. Molto nebbiosa, la signora, ha tracciato un
    ritratto molto positivo di Tsipras. Forse doveva seguirlo fin dal 2010. Tsipras
    è, purtroppo, un nuovo Papandreou (nonno Yorgos), di certo non finanziato dagli
    americani ma di certo in ugual modo banderuola. Credo che Tsipras riesca a
    cambiare radicalmente idea più volte al giorno. Nel 2010 tuonava che si sarebbe
    dovuti uscire dall’euro. Ora dice il contrario. Diceva che bisognava rinnegare
    il debito. Ora mi sembra più accomodante perché adopera il verbo "rinegoziare" e
    "una parte" del debito. Ma questo lo dicono anche alcuni della Troika. Per tutto
    il resto, dice quello che dicono anche un Kouvélis (Dimokratikì Aristerà) e un
    cretino qualsiasi di Chryssì Avyì, perfino un Samaràs. Cosa ha di diverso
    Tsipras, e perché alcuni innocenti ne fanno un simbolo? La risposta è molto
    semplice: il Pasòk non esiste più. E non c’è alcuna alternativa di sinistra
    (chiamiamola così) se si esclude un KKE (partito comunista) rimasto ai tempi di
    Stalin. Solo questo? Perché non altri? Oh, be’, in Grecia si dice: "In un paese
    di ciechi, l’uomo con un occhio solo è re".

  • Oiggamad
    Dimenticavo di firmarmi: Massimiliano (Atene).