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IL CROLLO DELLA CASA EUROPA

DI PEPE ESCOBAR
asiatimes.com

E vennero gli incantatori/ freddi e vecchi
Resero il giorno grigio/e finì l’età dell’oro/
Poiché gli uomini caddero sotto i loro incantesimi/
Era destino che soffrissero così/
La gioia svanì/ e giunsero
rammarico, sgomento, bugie/
sospiri, avidità, sfiducia, rabbia/
I cuori divennero malvagi/ le menti cieche,
vuote e mute / non più speranza, non più scopo/
C’era odio tra gli stati,
una vita di dolore/prigione, gemiti, lamenti/
negazione, privazione, inerzia/
Nessun grazia sui volti, tutto era triste.

W.H. AudenL’età dell’oro


Sfortunatamente, non abbiamo una versione postmoderna di Dante guidato da Virgilio che possa raccontare a un mondo sconcertato cosa sta realmente accadendo in Europa, dopo le elezioni politiche che si sono svolte in Italia recentemente.

All’apparenza, gli Italiani hanno risposto con un secco “NO” – contro l’austerità (imposta alla tedesca), contro l’aumento delle tasse, contro i tagli al bilancio che, in teoria, dovrebbero salvare l’euro. Secondo Matteo Renzi, dell’area di centro-sinistra, sindaco di Firenze “I nostri cittadini hanno detto chiaro e tondo quello che volevano dire, ma forse il loro messaggio non è stato compreso del tutto”. Infatti, così è stato.

Ci sono quattro personaggi principali in questa commedia “morale-esistenziale” che ben ricalca la tradizione teatrale italiana della “commedia dell’arte”:

il vincitore “Pirro” Pier Luigi Bersani, leader della coalizione di centro-sinistra; che però non è in grado da solo di formare un governo;
il maggior perdente, ex-tecnocrate alla Goldman Sachs ed ex-primo ministro Mario Monti;
e poi ci sono i due veri vincitori: due “clown” (dal punto di vista della Germania e della City di Londra, a sentire l’Economist: il pasionario attore comico Beppe Grillo con il suo Movimento 5 Stelle, e il famosissimo miliardario ed ex primo ministro Silvio “bunga-bunga” Berlusconi.


A peggiorare la situazione, giovedì scorso Berlusconi è stato condannato dal Tribunale di Milano ad un anno di reclusione dopo uno scandalo emerso da intercettazioni telefoniche. Ricorrerà in appello, e poiché non è la prima volta che viene condannato, la passerà liscia ancora una volta. Il suo mantra è sempre lo stesso: “Sono vittima di persecuzione da parte della magistratura italiana”.

Ma c’è di più, molto di più. Questi quattro personaggi – Bersani, Monti, Grillo e Berlusconi – si muovono nel quadro di una tragedia shakespeariana ancora più ampia: il fallimento politico della troika europea (Commissione Europea, Banca Centrale e il Fondo Monetario Internazionale), in altre parole, la politica dell’Unione Europea che va in pezzi.


Questo accade perchè al centro del progetto “EUROPA” non c’è mai stata l’idea di un unione “politica”, ma solo l’idea dell’Euro come valuta comune. Non è infatti una sorpresa che il più importante meccanismo di unificazione europea è stato la Banca Centrale Europea. Lasciate ogni speranza o voi politici europei che chiedete ai vostri delusi cittadini se vogliono o meno restare in “Europa”. Davvero pensate che ci sia ancora qualcuno che lo vuole? E, se fosse, in che formato?

VI PRESENTO… L’ASSURDISTAN

Perchè in Italia è successo quello che è successo? Non trovo una migliore spiegazione di quella di Marco Cattaneo nel suo blog (1), dove tenta di comprendere l’ “Assurdistan”.

Tutto cominciò con una legge elettorale, che persino in Italia stessa fu definita “una porcata” (una schifezza), che convalidava un sistema “sproporzionale” (voi di scienze politiche, prendete nota) che non poteva che condurre ad una situazione ingovernabile.

Nell’inimitabile descrizione di Cattaneo, al Senato la coalizione “Uno per tutti e tutti per uno” (Bersani) ha preso il 31,6% dei voti. La coalizione “Ognuno per sè” (Berlusconi) ha preso il 30,7%. E il nuovissimo movimento “Uno è uguale a Uno e Tutti gli altri non sono Uguali a Nessuno” (Grillo) con grande sorpresa si è conquistato il 23,8%.


Eppure, sfidando ogni logica, alla fine dei conti quelli dell’Ognuno per Sè si sono presi 116 seggi, quelli dell’Uno per Tutti e Tutti per Uno hanno avuto 113 seggi e a quelli dell’ “Uno è uguale a Uno e Tutti gli altri non sono Uguali a Nessuno” sono stati assegnati solo 54 seggi, meno della metà.

Secondo l’opinione pubblica della gente comune da Napoli a Torino e da Roma a Palermo, esiste una spiegazione parallela: almeno il 45% degli italiani, dai pensionati pubblici che vivono con meno di 1000 euro al mese (circa 1300 dollari) fino ai banchieri che guadagnano 10 milioni di euro l’anno, non vogliono alcun cambiamento. Un altro 45% – i disoccupati e i sottopagati – vogliono un cambiamento radicale. E c’è un 10% a cui non importa niente – assolutamente.

Aggiungiamo questo al pasticcio dell’ingovernabilità… Ed estraiamo da questo una goccia di saggezza alla “cappuccino al bar”: le finanze dell’Assurdistan ben presto assomiglieranno a quelle dell’”Ellenistan” – i loro vicini, i discendenti di Platone e Aristotele. E poi l’Assurdistan diventerà per l’Europa e per il mondo un caso-esempio: un paese in cui l’1% della popolazione controlla il 99% della ricchezza nazionale. Da Lorenzo de Medici a Berlusconi: storia del declino e della caduta di un paese.

BUNGA-BUNGAMI PICCOLA…


Processato a non finire (compresa una condanna per frode fiscale nell’Ottobre del 2012 che non ha ancora scontato); beneficiario di leggi elusive ideate appositamente per proteggere se stesso e il suo enorme impero societario; la saga del Bunga Bunga, in stile Rabelais. Finora è riuscito a evitare tutto e tutti. Silvio Berlusconi è davvero un personaggio estremo dalle mille sorprese, per cui tutti si chiedono: “Come ha fatto a farla franca anche stavolta?”.


E’ facile, quando combini l’energia di un impero mediatico e imprenditoriale a promesse stravaganti come quella di abolire nuovamente l’odiatissima tassa sulla proprietà immobiliare (già ICI, ora IMU, n.d.t). Come poter mantenere una promessa del genere? Semplice: Silvio ha promesso di imporre nuove tasse sui giochi d’azzardo e di concludere un accordo, ancora indefinito, per recuperare parte dei fondi italiani depositati nelle banche svizzere.


Importa a qualcuno che la Svizzera ha detto chiaramente che ci vorranno anni perché questo accordo possa funzionare? Ovviamente no. Persino la vasta opposizione è stata costretta ad ammettere che l’idea è stata un “colpo di genio”. Quasi il 25% degli italiani hanno votato per il partito di Silvio. Quasi un terzo ha sostenuto la sua coalizione di destra. In Lombardia – che potremmo definire il Texas italiano – la sua coalizione ha letteralmente schiacciato il centrosinistra. In Toscana, al contrario, si è votato a sinistra secondo la tradizione regionale, mentre Roma è rimasta la città eternamente altalenante.

Quelli che votano Silvio sono normalmente piccoli e medi imprenditori, il Nord dell’Italia, che fa da traino all’economia nazionale. Tutta gente che odia a morte le tasse: il che equivale a dire che tra loro troviamo sia grandi storici evasori sia imprenditori schiacciati dal carico fiscale. Ovviamente a questi non importa molto del deficit di bilancio che c’è a Roma. E tutti pensano che la Cancelliera Tedesca Angela Merkel dovrebbe marcire nel nono girone dell’inferno di Dante (maligni e fraudolenti, n.d.t.).

Frau Merkel, da parte sua, aveva immaginato di poter solcare le acque dell’eurozona fino al termine del suo terzo mandato previsto il prossimo settembre. Se lo scorda, e di questo possiamo dire grazie agli elettori di Silvio e di Beppe. C’è un abisso tra il Nord e il Sud d’Europa. Il vertice dell’Unione Europea previsto per questo mese sarà letteralmente un campo di battaglia.

QUEI GIULLARI POLITICI… COSI’ SEXY

Si sta scatenando l’inferno in Europa. Le Monde insiste (2) nel dire che l’Europa non è affatto agonizzante. Oh, sì, lo è; anzi, è in coma.

Eppure Bruxelles (la Commissione Europea, grande covo di burocrati) e Berlino (il Governo Tedesco) non si curano affatto di un piano B: o austerità o morte. Prevedibilmente, il Ministro delle Finanze Olandese Jeroen Dijsselbloem – il nuovo capo della straordinariamente-non-trasparente commissione politica che gestisce l’euro – ha affermato che quello che Mario Monti sta facendo (ampiamente criticato dagli Italiani) era “cruciale per l’intera eurozona”.


Nel 2012, l’economia italiana ha subito una contrazione del 2.2%, più di 100.000 aziende si sono chiuse (esatto, quelli che votavano per Silvio) e il tasso di disoccupazione è più del 10% (a dir la verità è al 15%). L’Italia è prossima ad avere il debito nazionale più alto dopo la Grecia nell’eurozona. Ma ecco che l’Assurdistan si manifesta ancora una volta: il deficit finanziario italiano è molto più basso di quello della Francia e dell’Olanda.

E allora stappiamo lo champagne: la Francia è in caduta verticale. E non si tratta solo di un crollo industriale, ma anche di una persistente recessione, disordini sociali e un debito pubblico oltre il 90% del PIL. La Francia, la seconda economia dell’eurozona, ha chiesto alla Commissione Europea un altro anno per poter ridurre il suo deficit al di sotto del 3% del PIL. Jens Weidman, presidente della Bundesbank, ha ruggito con un sonoro “Scordatelo!”.


Anche il Portogallo sta chiedendo alla troika un po’ più di margine. L’economia portoghese si sta contrendo (del 2%) per il terzo anno consecutivo, con un tasso di disoccupazione oltre il 17%.
La Spagna langue in un’orrenda recessione, sotto il peso di una mostruosa crisi d’indebitamento. Il PIL si è ridotto dello 0,7% nel 2012, e secondo la Citibank si ridurrà ulteriormente del 2.2% entro il prossimo autunno. La disoccupazione è a uno sconcertante 26%, quella giovanile al 50%. Non tutti riescono a fare jackpot giocando per il Barcellona o il Real Madrid. L’Irlanda ha il più alto deficit dell’eurozona, l’8%, e ha appena ristrutturato il debito delle sue banche.

La Grecia entra nel suo quinto anno consecutivo di recessione, con la disoccupazione a più del 30% – e questo nonostante due manovre di austerità. Atene sta facendo i salti mortali nel tentativo di arginare la pressione dei suoi creditori, mentre cerca di allentare un pò i suoi impietosi tagli di spesa. I Greci sono tosti: la situazione è peggiore che in Argentina nel 2001. E, ricordiamoci, l’Argentina crollò.


Persino Hollande sta attraversando una grave crisi bancaria. E, oltre a tutto questo, David Cameron ha fatto saltare l’ipotesi di un Regno Unito in Europa.

E ancora una volta, è toccato a Silvio – chi altri? – animare un po’ la scena, per sdrammatizzare. Solo al Cavaliere poteva venire in mente quella sparata che il famoso spread – la differenza tra quanto costa all’Italia e alla Germania il prestito sul mercato dei titoli – era stato inventato nel 2011 da Berlino (il Governo Tedesco) e da Francoforte (la Banca Centrale Europea), così che potessero finalmente sbarazzarsi di lui, Silvio, ed eleggere il tecnocrate Mario Monti.

I media tedeschi, anche questi prevedibili, non si risparmiano in frecciatine. L’Italia e gli Italiani vengono regolarmente derisi e considerati “infantili”, “ingovernabili”, un “grosso rischio per l’eurozona” (leggere ad esempio qui sul Der Spiegel.) (3)


Il popolarissimo tabloid Bild (4) si è addirittura inventato una nuova pizza: non la “Quattro Stagioni”, ma la “Quattro Stagnazioni”. Il verdetto finale è quello di un’ Italia “nelle mani di politici-clown che distruggeranno l’euro e costringeranno il paese ad abbandonarlo”. Anche il berlinese Der Tagesspiegel, notoriamente liberal-progressista, definisce l’Italia un “pericolo per l’Europa”.

Peer Steinbruck, ex ministro delle finanze tedesco e candidato socialdemocratico contro la Merkel il prossimo Settembre, ha riassunto tutto così: “In un certo modo mi fa orrore sapere che in Italia hanno vinto le elezioni due “clown”.


Quindi, qualsiasi governo arrivi ora in Italia, il messaggio da Bruxelles, Berlino e Francoforte resta lo stesso: se non tagli, tagli e ritagli, resterai da solo.


La Germania, da parte sua, ha solo un piano A. Lo dice chiaro e tondo: “Dimenticatevi il Club Med”. Questo significa una maggiore integrazione con l’Europa orientale (e più in là, con la Turchia). Un accordo di libero scambio con gli Stati Uniti. E più affari con la Russia – parola chiave: ENERGIA – e i Paesi del BRICS in generale. Qualunque siano i risvolti futuri, quindi, i think-tank tedeschi stanno già puntando su un’eurozona a doppio binario.

LA GENTE HA BISOGNO DI UN ALLEGGERIMENTO QUANTITATIVO


Questo film, dal titolo azzeccato,“Girlfriend in a Coma” (5), diretto da Annalisa Piras e co-diretto dall’ex redattore dell’Economist Bill Emmott, ha tentato di dare un senso e inquadrare vizi e virtù degli italiani.



Perchè nonostante tutto, e non solo con Prada, Maserati, Prosciutto di Parma e Brunello di Montalcino, l’Italia continua a emettere bagliori di eccellenza; esempio: la migliore app del mondo, ATOOMA, che permette la personalizzazione delle funzioni sul proprio cellulare anche senza essere un programmatore di computer, è stata progettata da quattro ventenni o giù di lì di Roma, come riportava La Repubblica. (6)


Il filosofo Franco Berardi – che nei lontani anni ’70 faceva parte di movimenti politici autonomi in Italia – reputa in modo chiaro che quello che l’Europa sta vivendo oggi è una diretta conseguenza degli anni ’90, quando i capitali finanziari sequestrarono il modello Europeo e lo calcificarono sotto forma di neo-liberalismo.


In seguito, i Padroni della Finanza Universale avrebbero sfruttato le ceneri della crisi finanziaria del 2008 per dare il “turbo” alla disgregazione politica dell’Europa, attraverso lo tsunami dei tagli salariali, il precariato nel mondo del lavoro giovanile, l’appiattimento delle pensioni e la privatizzazione selvaggia di tutto e tutti. Non è una sorpresa che circa il 75% degli Italiani abbiano ora detto NO a Monti e alla Merkel.

La linea di fondo è che gli Europei – dai Paesi del Club-MED fino ad alcune economie del Nord Europa – sono stufi marci di dover pagare il debito accumulato dal sistema finanziario.


Il Movimento di Beppe Grillo da solo – anche se ha conquistato 8,7 milioni di voti – non è ovviamente in grado di governare l’Italia. Alcune delle sue (vaghe) idee fanno presa soprattutto tra i giovani, soprattutto quella legata alla cancellazione unilaterale del debito pubblico (come avvenuto già in Argentina, Islanda e Russia), la nazionalizzazione delle banche e un reddito minimo certificato e garantito per tutti i cittadini di almeno 1.000 euro al mese. E dopo ci sarebbe una sfilza di referendum per validare o meno gli accordi commerciali EFTA, la partecipazione alla NATO e, ovviamente, sul restare o meno nell’eurozona.

Quello che ha già fatto il Movimento di Beppe Grillo è il mostrare quanto possa diventare ingovernabile un’Europa sotto il mantra dell’austerity Merkel-Monti. Ora la palla passa nella metà campo delle elite finanziarie europee. Ad alcuni non importa molto se l’Italia diventasse la Grecia n.2.

E si riparte dal “Via”. L’unica soluzione sarebbe una riformulazione politica dell’Europa, perché così com’è ora, la maggior parte dell’Europa sta assistendo impotente alla morte dello stato sociale, sacrificato sull’altare della recessione; mentre nello stesso tempo l’Europa perde di rilevanza sulla scena internazionale, nonostante il Real Madrid e il Bayern Munich.


La Caduta della Casa Europa potrebbe diventare un racconto dell’orrore oltre l’immaginazione di E.A. Poe – con focolai di neo-fascismo, neo-sfruttamento dickensiano del lavoro e una diffusa guerra sociale e civile. In tale contesto, l’idea di una lenta ricostruzione di un’Europa fondata sul sociale non è che un sogno impossibile.

Che farebbe Dante? Il grande Roberto Benigni, di origine toscana, attualmente sta leggendo e commentando dodici canti dell’Inferno della Divina Commedia di Dante (dall’ XI al XXII). Sono rimasto senza parole. L’ho visto sulla RAI – sul piazzale davanti alla Chiesa di Santa Croce a Firenze, gremito all’inverosimile; la perfezione cosmica delle parole del Maestro che davano un senso a tutto…

Se solo il suo spirito potesse illuminare gli attuali abitanti dell’Inferno, da Monti alla Merkel, da Silvio ai banchieri della BCE – riallineando l’Uomo con le stelle e mostrando alla povera Europa la giusta via.

Pepe Escobar è autore di Globalistan: come il Mondo Globalizzato si sta dissolvendo nella Guerra Liquida (Nimble Books, 2008). Red Zone Blues: a snapshot of Baghdad during the surge (Nimble Books, 2007), e Obama does Globalistan (Nimble Books, 2009). Lo si può contattare all’indirizzo: pepeasia@yahoo.com

Fonte: www.atimes.com
Link: http://www.atimes.com/atimes/World/WOR-01-110313.html
11.03.2013

Traduzione per www.comedonchisciotte.org di SKONCERTATA63

1) http://cattaneo-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/02/26/le-elezioni-in-assurdistan/?ref=HREA-1
2) http://www.lemonde.fr/idees/article/2013/03/06/pas-de-panique-l-europe-n-est-pas-a-l-agonie_1843752_3232.html
3) http://www.spiegel.de/international/europe/german-press-condemns-populist-leanings-of-italian-voters-a-885616.html
4) http://www.bild.de/politik/ausland/wahlenin-ternational/italien-wahl-der-frust-danach-zwischenruf-von-nikolaus-blome-29281078.bild.html
5) http://www.youtube.com/watch?v=AKCeTH_7VHY

6) http://www.repubblica.it/rubriche/startup-stories/2013/02/26/news/app_premiata_barcellona-53469427/?ref=HREC2-13

Pubblicato da Davide

  • nuvolenelcielo

    Non fermo, rigido, liscio, gelido,

    Non divenuto immagine,

    Colonna di Dio,

    Non posto innanzi ai templi,

    Come guardiano di un dio:

    No! Ostile a simili statue di verità,

    Che io sia bandito

    Da ogni verità,

    Giullare soltanto!

    Soltanto poeta!

    Friedrich Nietzsche (Così parlò Zarathustra)

  • SeveroMagiusto

    Trovo Pepe Escobar molto più interessante quando tratta temi d’oltreatlantico. Questo articolo per me invece trabocca di luoghi comuni sull’Italia, oltre che di dati numerici tirati per i capelli. Ma evidentemente è stato scritto per un pubblico straniero.
    Trovo invece interessante la chiosa finale su Dante, perché il pensiero del “Maestro” secondo me è estremamente moderno e si adatta perfettamente all’epoca attuale. Facendo un parallelo fra quanto scritto nella Divina Commedia e quanto stiamo vivendo oggi, ho trovato immediatamente calzante la prima terzina: “Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura ché la diritta via era smarrita” . Perfetto. Penso che molti di quelli della mia generazione (anni ’60) si sentano nello stesso modo. Siamo ormai persone di “mezza età” – vecchi ragazzi o giovani uomini a seconda di come vi sentiate – e abbiamo questo senso di smarrimento. Guardiamo la strada che abbiamo percorso e cominciamo a domandarci se era quella giusta. Poi cerchiamo di immaginare il cammino che dobbiamo ancora intraprendere e i dubbi aumentano ancora di più. E molti cominciano a farsi domande sul senso di questo viaggio, sul perché stiamo sfacchinando dalla mattina alla sera, sul senso della vita:
    “Fatti non foste per vivere come bruti”.
    Allora forse bisogna che anche noi facciamo un’analisi e cominciamo a dare dei giudizi su eventi e personaggi della storia recente. Questo fa Dante: e mette alla berlina chi gli stava antipatico (via, con la testa nella merda!), sbeffeggia gli altezzosi, sgrassa gli accidiosi; mette in Paradiso i buoni, all’inferno i cattivi, e…rimanda a Settembre (Purgatorio) quelli così così. Chissà se anche Papa Benedetto XVI sarebbe andato a fare compagnia a Celestino V come “colui che per viltà fece il gran rifiuto”. O dove avrebbe messo Berlusconi. Marx? Hitler? Bisteccone Galeazzi? Beh, ce ne sarebbero di giudizi da dare. Purtroppo Alighieri non è più con noi da lungo tempo. E Benigni è un pessimo surrogato. Quindi? Quindi non resta che a noi l’ingrato compito. Esaminare il passato e vedere quali fatti, quali persone, quali elementi nei diversi ambiti (scienza, tecnologia, educazione, economia, religione, storia ecc…) vanno salvati, quali gettati e quali rivisti nella prosecuzione del nostro viaggio. Prendiamo ciò che ci è utile e infiliamolo nello zaino, sottraendolo al controllo del “potere” e prendendo una strada tutta nostra, diversa da quella nella quale cercano di incanalarci, e forse un dì anche noi usciremo “a veder le stelle”.

    Severo Magiusto – http://www.lavocedellaplebaglia.net

  • geopardy

    Sento tanto chiacchierare di uscita dall’euro e se ne può discutere, potrebbe anche essere una soluzione,

    Intanto, perchè non cominciamo un’opera di boicottaggio dei prodotti tedeschi?
    Sarebbe più facile da realizzare nell’immediato, da qui vedremo quali politici mentono demagocicamente o dicono la verità.

    Vedremo,poi, se si ammorbidiranno, perchè ci seguiranno altri 3 paesi sicuramente.

    Facciamogli vedere di che pasta sono ‘sti latini, che hanno avuto il ruolo più importante nella civiltà e dimostriamogli che non siamo soltanto buoni a chiacchierare.

    Geo

  • Allarmerosso

    Concordo 😉

    Sull’Euro temo che bisogna fare in fretta ad uscire noi prima che sia l’Euro ad andarsene per forza di cose e a quel punto sarebbe un bel macello

  • Allarmerosso

    Grecia 2 ? quando sento dire “Faremo la fine della Grecia” mi vien da ridere , l’Italia non è la Grecia qui scoppierebbe uno di quei casini…. altro che Grecia …

  • ericvonmaan

    Trovo anch’io Pepe molto più incisivo quando si occupa di geopolitica internazionale. Qua siamo un po’ al folklore e ai luoghi comuni. D’altronde, credetemi, all’estero è così che vedono l’Italia

  • yago

    Perchè solo i prodotti tedschi e non tutto cio’ che viene dall’estero? Ogni disoccupato in piu’ è una tragedia per tutti e comprare Italiano è anche essere solidali con noi stessi.

  • geopardy

    Anche tutti gli altri lo farebbero nei nostri confronti e lo sbilanciamento commerciale sarebbe terribile. Ci ha provato il duce, ma si accorse subito che era un errore, nonostante i tempi meno globalizzati. Con la Germania di oggi si potrebbe fare perch[ lo sbilanciamento sarebbe a nostro netto favore. Naturalmente, solo come deterrente per trattare con una posizione di maggior forza, semmai. Io lo farei anche per le merci degli Usa, spostando il nostro asse di scambio verso il Sudamerica e l-Asia.

  • yago

    Guarda che gli altri già lo fanno. I francesi sono nazionalisti ad oltranza e comprano la nutella solo perchè sono convinti che è francese. Guarda per es le immatricolazioni auto. Nessun costruttore al mondo ha una quota percentuale cosi’ bassa come la fiat. Purtroppo di Italiano c’è rimasto ben poco ed anche la grande distribuzione è quasi tutta in mano ai francesi.
    Nota che non parlo di protezionismo , ma semplicemente di orgoglio nazionale.

  • geopardy

    Personalmente sono favorevole ad una bella quota di consumi a chilometro zero, per tutto ciò che è possibile produrre e comprare con questo sistema, si abbasserbbero i prezzi, molti piccoli produttori vivrebbero degnamente e la qualità sarebbe decisamente superiore.

    Per quanto riguarda il resto aumenterei decisamente i finanziamenti alla ricerca e amplierei la gamma di prodotti di cui ora ci approvvigioniamo all’estero.

    Farei una politica energetica per rendere il più possibile autosufficiente il singolo cittadino o famiglia o comunità, in modo da staccarsi il più possibile dai gestori della rete nazionale ed internazionale, questa sì che sarebbe una grande manovra di libertà e toglierebbe il settore dalle mani della speculazione.

    Annullerei il collegamento benessere crescita del Pil, che è uno degli assurdi economici più dannosi per il mondo intero.

    In soldoni, lavorerei per fondare una società con altri parametri di benessere ed altri valori reciproci.

    Dico questo perchè, altrimenti, non potremmo sotenere un’economia con il solo mercato italiano, fermo restando questo sistema.

    I francesi sfruttano le risorse di mezzo mondo e dove non arrivano, come fanno altri più noti, mandano l’esercito.

    Hanno anche loro le banche che ci strozzano e così via.

    Difficile risolvere la questione chiudendosi a riccio, invece, con un astenersi dai consumi mirati alla sola Germania, potremmo ottenere qualche ammorbidimento nell’immediato.

    Bisogna anche dire, che i prezzi di tante nostre merci (esclusi il settor agro-alimentare nazionali), in questo tipo di mercato, rischierebbero di essere più costose.

    Le aziende, credo, si dovrebbero rimpiccolire, altrimenti sarebbero soggette alle leggi della globalizzazione comunque.

    Geo

  • ilsanto

    Ma di cosa si parla ?
    La globalizzazione funziona benissimo e come i vasi comunicanti trasferisce lavoro e ricchezza dai paesi OCSE al terzo mondo ed ai BRICS in particolare.
    La torta OCSE si riduce ed è in atto una “guerra” tra questi per non essere gli ultimi mentra la coperta si accorcia.
    Il “Sistema” (che aumenta la produttività ) dopo aver ridotto gli addetti all’agricoltura (crisi del 29) ha gonfiato l’industria (ripresa dopo il 45) e quindi mentre iniziava il declino industriale siamo passati ai servizi fino al 75% poi resta solo disoccupazione o precariato.
    Bene è ovvio che tra USA, Giappone, Germania la coperta corta lasci i piedi scoperti a Cipro, Grecia, Portogallo, Spagna, Irlanda, Italia o no ?
    Le leggi le regole la finanza sono le nuove armi di distruzione di massa.
    La selezione Darwiniana è all’opera tra stati aree e classi sociali.