Home / ComeDonChisciotte / IL CREPUSCOLO A NIZZA
16439-thumb.jpg

IL CREPUSCOLO A NIZZA

FONTE: DEDEFENSA.ORG

In qualsiasi attentato, l’effetto aumenta per le sue componenti di orrore e di panico che seguono a queste forme di aggressione cruente e anche per il dubbio stesso che riaffiora sulla destrutturazione caotica della nostra civiltà, e per l’ansia che può generare un dubbio come questo. L’attentato di Nizza è stato effettuato in un modo assolutamente barbaro e indiscriminato, pieno di sangue, di morte e di simboli terribili, in un 14 luglio che è non è solo il giorno della Repubblica ma che rappresenta anche le radici della modernità, pertanto non può essere ridotto a un problema della sola Francia ma ha altresì una rilevanza asolutamente mondiale.

L’esempio più lampante sono gli Stati Uniti, una potenza di solito isolata dal resto del mondo per la certezza che ha in sé, dove le reazioni politiche, immediate e numerose, sono state pari a quello che sarebbero state se un evento simile avesse colpito gli stessi Stati Uniti, tanto da spingere uno dei candidati alla decisione di scegliere il suo compagno di corsa per la vicepresidenza, e forse anche a cambiare una scelta che sembrava aver già fatto. (Fino a suggerire alla disperata e pignucolosa Clinton la strana idea di proporre di rafforzare la NATO, presumibilmente per attaccare la Russia.) Questa “globalizzazione” non è stata provocata dal terrorismo, anche se il terrorismo ne è la causa apparente, ma è l’effetto della comprensione spesso inconscia della globalità della sua causa più profonda.

Non sembra affatto che questo attentato, come i precedenti, abbia un proprio ritmo anche se con metodi diversi, ma che sia un altro semplice episodio, per quanto sanguinoso sia stato, di quella che sarebbe una “guerra contro il terrorismo”. Per ogni attentato, l’orrore e il panico generano un altro shock psicologico che necessariamente va a rafforzare le domande più angosciose, un dubbio crepuscolare, e come conseguenza la messa in discussione delle condizioni di vita e delle “politiche” che mostrano la loro impotenza, portando alla conclusione che tutto ciò non può essere ridotto a una “guerra contro il terrorismo”, ma che sia un episodio di una serie di shock terribili che hanno segnato la crisi generale della nostra civiltà e del sistema che la imprigiona e che la nutre.

Chi insisterà fino all’ultimo nel non voler comprendere e riconoscere cio che tutti dovrebbero sapere e cioè che il Daesh, o EI, o ISIS o qualsiasi altra cosa, è una pura creazione di un Sistema-di-politica-generale, e più direttamente delle azioni degli Stati Uniti, della stessa Casa Bianca, nel corso degli ultimi quattro anni?

Il segno di questa guerra contro un terrorismo in generale, se fosse condotta come dovrebbe essere, nelle condizioni tecniche, psicologiche e morali che vorrebbe creare, dovrebbe abituare la gente a questa guerra senza ignorarla per un solo momento, fino a vivere in maniera diversa, portando ad accettare l’irrigidimento delle posizioni e all’appropriazione del sistema di condurre questa lotta, man mano che la guerra si sviluppa, benché questo sia esattamente il contrario di quanto si può constatare e che, ancora una volta, si è visto in questo attentato di Nizza.

Ogni attentato è un parossismo pieno di un orrore sempre più sorprendente, sicuramente per l’ orrore, ma senza nessun dubbio anche per lo shock psicologico, nel rendersi conto consciamente o inconsciamente di ciò che si sta verificando per questa verità-di-fatto, ossia: un terribile e fatale episodio di catena causa-effetto, nella quale tutte le cose del nostro universo così come le conosciamo, vengono messe in dubbio. Questo è proprio il contrario di una “guerra contro il terrorismo” se questa fosse dichiarata come causa fondamentale; si tratta invece di una “guerra contro il terrorismo”, come conseguenza, di ciò che è stato generato dalla crisi della nostra civiltà, e dallo shock che ci colpisce ogni volta è uno shock provocato dall’orrore e dal panico, causato dai nostri dubbi e dalle nostre angosce che subiamo da questa Grande Depressione, della quale stiamo soffrendo gli effetti più terribili.

Fonte: http://www.dedefensa.org/

Link: http://www.dedefensa.org/article/le-crepuscule-a-nice

15.07.2016

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque Primario.

Pubblicato da Bosque Primario

  • mavin

    Articolo interessante…certo non ha la soluzione in tasca ma almeno ha il pregio di mettere qualcosa di interessane sul tappeto… grazie di averlo messo.

  • fendente
    Quanta logorrea!!!!!
    La nemesi storica potrebbe calzare benissimo.
  • idea3online
    Francia, Turchia…tutto in pochi giorni……..
    Cameron era stato chiaro, aveva avvisato i colleghi sul rischio Terza Guerra Mondiale(quando parlano loro ogni parola è pesata), la BREXIT è la fine della Pax Americana:
    La locuzione pax americana si vuole indicare il periodo di pace in occidente iniziato alla fine della seconda guerra mondiale e che dura ancora oggi…
    La BREXIT è l’inizio, hanno dato l’OK agli accordi ed alle alleanze militari. Dopo la BREXIT il gioco è nella mani della Diplomazia Militare, e non più a quella Politica.
    Godiamoci il mondo che conosciamo per qualche anno ancora, dopo l’unica speranza sarà Gesù Cristo.
  • temuchindallaCina

    L’unica Speranza è sempre stato Dio, ma al di là di questo, il potere è in mano ai finanzieri che usano i militari come braccio armato.

  • A-Zero

    Questo articolo mi sembra tutt’altro che un articolo ‘tecnico’, cioè basato su fatti e sull’interpretazione delle loro cause ed effetti. Comunque il perno dell’articolo sembra essere la "civiltà", questto grosso concetto moloch che tutto divora.

    Qui si parla di "nostra" civiltà". Sarebbe dunque bene scrivere nome e cognome dei proprietari della "civiltà". In base a questo censimento catastale possiamo meglio definire "nostro", vostro".

    E anche, dall’altro lato della questione "civiltà", dire che cosa è la "civiltà" nostra o votra o loro che sia, in modo che ciascun individuo abbia in cuor suo la libertà di scegliere se starci dentro o tirarsene fuori, almeno idealmente, fisto che la contingenza del dominio economico lo prende ineluttabilmente per le palle della sopravvivenza.

    A beneficio della basilare libertà di ciascuno, ricordo che in questa "civiltà" possiamo chiaramente e indubitabilmente (esagero?) identificare almeno tre caratteristiche fondamentali: il monoteismo, la gerarchia, la proprietà.

    A maleficio dei sostenitori della geurra fra le "sfumature" di civiltà ricordo che sia l’islam che la cristianità sono MONOTEISTI, gerarchici e proprietari.

    A dire il vero, ma proprio a spulciare, si dovrebbe dire che in effetti il cristianesimo neotestamentale, pur essendo strettamente monoteista (se non sbaglio) e gerarchico è molto meno proprietario. Infatti il periodo in cui si affermò fu un periodo di forte crisi del dominio.

    Tornando all’articolo di "dedefensa" noto questa impostazione, almeno se ho capito bene, di oggettiva ambiguità. Un’ambiguità che forse è propria dell’autore dell’articolo, o forse è propria di questi tempi, oggettiva o resa oggettiva:

    – se la guerra al terrorismo è una causa fondamentale allora dobbiamo cambiare il modo di vivere (accettare l’irrigidimento delle posizioni e all’appropriazione del sistema di condurre questa lotta)Mi viene in mente il cambio di assetto socio-politico dei romani in cui scattava il dispositivo dittatura in caso di guerra. Alla fine il dominio romano evolvette nel definitivo imperio e nella dissoluzione.

    -"si tratta invece di una guerra come conseguenza", causato dalla crisi della "nostra" (di chi?) civiltà.
     
    Ora, il primo punto lo si capisce benissimo. Entrambi i punti rischiano di costruire il solito sistema binario su un unico sfondo: la civiltà.

    Fuori da questa costruzione, l’assenza dei pilastri di costruzione della civiltà quali proprietà, gerarchia e monoteismo suggerisce il niente.

    Quindi abbiamo in questa impostazione un’importante delimitazione dell’umano: fuori dalla civiltà il niente?

    Questa imostazione concorre inoltre ad un’altra importante elisione ed elusione? Il modo di produzione. Come il monoteismo, tutti a questo mondo sono imbarcati spietatamente sullo stesso modo di produzione.

    Quindi, da individui che inevitabilmente siamo, sarebbe bene sempre identificare il gioco, il tavolo da gioco e la possibilità di disertarlo e ribaltarlo.

  • Fischio

    Terrorismo di paura divisionista e terrorismo di ‘sfogo’. Due aspetti diversi ma che fanno parte dello stesso disegno. Se in occidente gli attentati determinano immediate posizioni di emergenza in stile militaresco e quindi di controllo a scapito di una qualsiasi libertà, da altre parti si destabilizza per indurre sfollamenti in massa, via terra ma soprattutto per mare, da qui l’odio e lo ‘sfogo’, alla faccia delle migliaia di vittime, comprese quelle di tanti bimbi…Il mondo è in tilt per volere di una manciata di pazzi assassini che mirano al dominio assoluto…Abbattiamoli!

  • makkia

    Questo articolo si incasina da solo.
    Apparentemente ci propone la domanda:
    Il terrorismo porta a una guerra al terrorismo OPPURE la guerra al terrorismo è la conseguenza di un crollo della civiltà occidentale?

    La risposta (affermano) è la seconda.
    Ma in realtà non si tratta affatto di due affermazioni in contraddittorio reciproco. Sono due argomentazioni parallele, che vanno svolte separatamente, ognuna con la propria risposta.

    Il terrorismo porta a una guerra al terrorismo?
    Impossibile rispondere univocamente.

    Dal punto di vista occidentale abbiamo creato il brand della "Guerra Globale al Terrorismo(™)", e abbiamo creato il terrorismo stesso (nelle forme odierne) in modo da giustificare questa guerra. Hollywoodiano, Watson.
    Il terrorismo ci consente di portare avanti le solite nostre guerre di dominio ma giustificando la distruzione di intere nazioni agli occhi delle nostre popolazioni, i cui GIUSTI valori non accetterebbero la guerra di conquista e di interesse old style. E questo non è un segno di decadenza della civiltà occidentale, ma del fatto che è troppo evoluta per andare in guerra senza una colossale montatura come ragione. Sono le élite di questa civiltà che non si rassegnano alla rinuncia all’aggressione come metodo per portare avanti i propri fini e ne inventano uno diverso.

    Dal punto di vista dell’Islam li stiamo attaccando SIA con il terrorismo CHE militarmente. La "scusa" dell’esportazione di democrazia, del Right to Protect, dell’autodeterminazione dei popoli, la vedono come dovremmo vederla tutti: una scusa. Una scusa che gli costa milioni di morti e sofferenze inenarrabili. Una scusa che noi occidentali invece prendiamo in larghissima maggioranza per buona. E di questo siamo colpevoli.
    Siamo noi che, collettivamente, NEI FATTI, portiamo avanti uno scontro di civiltà contro di loro. Noi, che con TANTE chiacchere sul nulla ci creiamo l’alibi piagnucoloso che lo stanno facendo anche loro. Anzi, hanno cominciato loro (Maestraaaa… lo vedi il bambino col turbante che è cattivo?).
    Al momento, l’unica cosa certa è che non rinunceranno alla loro, di civiltà, per farci contenti e permetterci di continuare a cullare la nostra incapacità di vedere come la Guerra al Terrorismo™ sia solo una sfacciata menzogna, e la difendono e continuerano a difendere. E nel fare questo fanno, hanno fatto e faranno errori. Ma i loro errori ci costano una manciata di morti qua e là. I nostri errori comportano migliaia di cadaveri e intere regioni a ferro e fuoco. Questi sono i fatti. Il resto sono nostre pugnette mentali.

    Dal punto di vista delle potenze emergenti e concorrenti (Russia e Cina, al momento, ma la lista è pronta ad allungarsi a dismisura), la guerra al terrorismo non ha le maiuscole né il segno di TradeMark.
    E’ reale, non una tragica farsa e una (sempre più scoperta) mascherata. Loro non la prendono come uno scontro di civiltà. Collaborano volentieri coll’occidente, coi musulmani, con chi cazzo capita. Sanno benissimo quello che significa realmente il terrorismo, chi aiuta, chi danneggia.
    E il problema non ce l’hanno con "la civiltà occidentale" in sé ma con le sue élite stupide e/o corrotte. In compenso hanno in comune coi musulmani che si tengono stretta la loro, di civiltà. La nostra non gli interessa gran ché.
    Se noi occidentali volessimo entrare nel "club del rispetto reciproco" delle civiltà, siamo i benvenuti, ma al momento non sembriamo intenzionati.

    E veniamo all’altra domanda, quella proposta come "fondamentale":
    la guerra al terrorismo è la conseguenza di un crollo della civiltà occidentale?

    Risposta:
    Macchissenefrega! Parliamo di cose concrete, per favore. Per le cagate di auto-assolvimento e la filosofia spicciola ci sono già Repubblica, Fusaro e compagnia belante.