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IL CREDO DEI MODERATI: DA BAGNAI A BERLUSCONI

DI MARCO DELLA LUNA
marcodellaluna.info

Un professore di economia, Alberto Bagnai, si fa notare perché da anni spiega come l’Euro, essendo un blocco degli aggiustamenti dei cambi, automaticamente crea crescenti squilibri delle bilance commerciali e causa la deindustrializzazione e la decapitalizzazione dei paesi meno forti a vantaggio di quelli più efficienti – cioè dell’Italia a vantaggio della Germania. Bagnai giorni fa alla radio raccontava che, dopo avergli sentito spiegare questo meccanismo economico, una sua collega, docente di diritto, si congratulò con lui per l’originalità delle sue idee. Bagnai replicò che non si trattava di sue idee o scoperte, ma di una cosa risaputa tra chi ha una formazione anche elementare di economia, perché insegnata nei manuali di economia internazionali del terzo anno di economia e commercio (e, facoltativamente, almeno ai miei tempi, al secondo anno di giurisprudenza). La  sua collega pensava che si trattasse di una scoperta originale. Lo pensava solo perché non aveva nozioni di economia e perché era qualcosa in totale contrasto col Credo e Pensiero Unico inculcato alla popolazione generale dai mass media e delle istituzioni – che sistematicamente mentono e ingannano e nascondono. E tassano. E guidano il paese alla rovina a vantaggio di altri. Ovviamente anche molti altri economisti sanno del predetto meccanismo, ma quasi nessuno di loro ne parla, lo nascondono, per ovvio opportunismo carrieristico.

Ma altri illustri economisti già dagli anni ’70 avevano predetto che il blocco dei cambi in Europa, l’Euro insomma, avrebbe cagionato quello che ha cagionato. Quindi i governanti di allora e di dopo e anche di oggi già sapevano e volevano questo. Lo pianificavano, costruendo pezzo dopo pezzo questo sistema monetario, e difendendolo.  E allora che cosa direbbe una popolazione privata del lavoro, del benessere, dei servizi sociali, della dignità, del futuro, della speraranza, se non ci fosse la censura a nascondere la verità e se scoprisse che quegli illustri personaggi la hanno deliberatamente ridotta in questo stato, e ora continuano a governare a Roma, Francoforte, Bruxelles? Forse direbbe: “A morte, traditori!” E forse Enrico Letta, che ha scritto un saggio dal titolo Euro sì: Morire per Maastricht, dovrebbe fuggire in Germania per non vedere applicato a sè questo stesso titolo.

Nel suo ampio e agguerrito discorso del 17.11.13, Berlusconi ha sostanzialmente attaccato parti del Credo Moderatista (un tempo si sarebbe detto “benpensante”), cioè quell’insieme di assiomi mainstream che bisogna dichiarare di condividere per essere omologati e legittimati politicamente come democratici, responsabili, politicamente corretti, non estremisti. Il detto insieme forma una visione complessiva della realtà, delle possibilità, perfino del bene e del male.

Il Credo Moderatista recita: il mercato è libero e buono, tutela la democrazia e previene o risana le crisi ed efficientizza imprese e governi; se funziona male è perché è ancora regolato troppo o troppo poco, come preferite; le nazioni europee possono e devono integrarsi; l’apparato UE è l’Europa, quindi è buono e legittimo; la sua parola è fonte di doveri per i popoli dell’Unione; la costruzione europea garantisce benessere e crescita; la cessione di sovranità nazionale alla Commissione, al Consiglio dei Ministri e alla BCE è un dovere democratico e non ha violato la Costituzione; l’Euro fa bene e uscirne sarebbe una rovina; l’austerità ha risanato e ora consente sviluppo; i democratici devono essere europeisti; l’integrazione fiscale, finanziaria, giudiziaria, bancaria è utile; Napolitano è molto saggio, non sbaglia mai, non abusa dei suoi poteri, difende la Costituzione il bene della nazione; la sua rielezione è costituzionalmente legittima; la sospensione della democrazia è a difesa della democrazia; Monti e Letta sono grandi economisti, non lavorano per la Germania, ma salvano l’Italia, la rilanciano, la rappresentano con autorevolezza e standing internazionale; tra i paesi comunitari regna la solidarietà e nessuno approfitta della sua forza per arricchirsi a danno di altri; le riforme sono doverose e benefiche, e se non lo sono è perché sono ancora insufficienti; il mercato fa bene, e se fa male è perché mancano le liberalizzazioni; l’Italia nel complesso è retta dalla legalità; la sua giustizia è credibile, giusta e legittima (anche se a livello di Africa Nera); i suoi magistrati sono indipendenti, al di sopra delle parti e ligi alle norme; le sentenze si rispettano e non si discutono; chi nega uno o più di questi assiomi è un estremista, un populista, un antidemocratico.

Ora Silvio sfida una parte estesa di questo Credo, preparandosi alla campagna elettorale per le elezioni europee, e aspettando la caduta del governo Letta sui suoi fallimenti economici o sulle lotte interne del PD. Quindi parla anche della struttura vera del potere in Italia, incentrata su una nomenklatura consolidata, blocca ogni tentativo di riforma e innovazione, grazie anche all’appoggio di certa magistratura.

Invero questo potere è detenuto ed esercitato dai vertici della burocrazia, capi della magistratura (soprattutto di MD), della polizia, delle forze armate – personaggi pagati centinaia di migliaia di euro l’anno;  direttori generali delle Camere; nelle elezioni popolari solo una piccola fetta di potere viene messa in gioco: a parlamentari e governo, ossia agli organi elettivi, resta poco potere effettivo, soprattutto per riformare il sistema; sostanzialmente devono eseguire direttive dall’alto, e in cambio possono farsi “i razzi loro”, cioè rubare; se qualcuno si ribella, interviene la giustizia.

Per questo è illusorio dire che bisogna andare al voto per cambiare, o che per cambiare bisogna fare una diversa legge elettorale.

Questa realtà italiana corrisponde a quella dell’Unione Europea, dove il potere è esercitato da soggetti non eletti e non responsabili: superburocrati, dalla commissione, dal consiglio dei ministri, dalla BCE, domani anche dal MES; il parlamento eletto dai popoli ha poteri limitati sulla carta e nessuna autonomia nella realtà – si pensi che, pur potendo esigere dalla Commissione il rendiconto, non lo ha mai fatto.

E’ chiaro che questo modello di potere è quello che viene imposto, ovviamente dall’alto, per il futuro, nel progressivo svuotamento delle rappresentanze popolari e del principio che il potere sottostà alla legge e al controllo di giudici indipendenti.

Silvio dice che rilancia Forza Italia per rompere questo schema, a quanto capisco. Mi chiedo come  un siffatto progetto possa riuscire, dato che il detto schema di potere non solo è forte in sé, ma è anche sostenuto dalla Germania tramite le istituzioni europee, in quanto la Germania ha interesse a mantenere l’Italia in condizioni di sottomissione, inefficienza e non competitività sui mercati europeo e globale, e metodicamente lavora in questo senso dagli anni ’60, condizionando la corrotta classe dirigente di questo paese, come conclusivamente dimostra nei suoi recenti saggi Nino Galloni, soprattutto in Chi ha tradito l’economia italiana?, giunto in breve tempo alla terza edizione.

E’ irrealistico, pertanto, pensare di poter riformare questo Paese se non in uno scenario di drastica trasformazione in ambito comunitario, che Berlusconi ha in effetti detto di volere. Per avere qualche chance di successo, per riformare l’Italia, per liberarsi da questo Euro o per correggerlo strutturalmente (trasformando, per cominciare, la BCE in una vera banca centrale, garante del debito pubblico, come la Fed o la BoE o la BoJ), servirebbe una rottura dell’attuale equilibrio di potenza in Europa, rottura che potrebbe venire da una combinazione di disastri economici e sommosse sociali nei paesi più danneggiati o più delusi (Francia) da questa UE a guida tedesca, che è probabile maturino presto, in primavera, in concomitanza con le elezioni europee che vedranno, finalmente,  la pubblica discussione sui reali risultati della gestione comunitaria e dell’Euro, e che vedranno pure e sicuramente uscire rafforzati e forse federati tra loro i partiti euroscettici ed eurocontrari di parecchi paesi comunitari.

Gli euroscettici italiani, francesi, spagnoli etc. saranno aiutati dalla continua pagliacciata dei “nostri” statisti che vanno a Berlino o “in Europa” a battere i pugni per avere sviluppo anziché solo rigore, ma ci vanno senza un piano B: reclamare qualcosa dalla Germania (o da altri) senza minacciare una contromisura nel caso che non venga data (stampare Euro in proprio, uscire dall’Euro, uscire dal patto di stabilità), equivale a parlare a vuoto. E a prendere per i fondelli gli elettori. Mi viene in mente Casini, il moderato per antonomasia, quello che mentre Monti segava l’economia italiana, gli diceva “Bravo, prof. Monti, vada avanti!”. Ebbene, giorni fa alla radio l’ho sentito dire qualcosa come  ”La Germania deve capire che se non allenta la austerità per consentire la ripresa in paesi come l’Italia, alla fine si troverà forte e ricca in mezzo a un’Europa fatta di molti paesi ridotti in rovina.” Ma è proprio quello che la Germania vuole, nei suoi sempre storicamente ricorrenti disegni di conquista. Dalla spirale della rovina imposta da Berlino non c’è uscita se non contrattaccando.

Marco Della Luna
Fonte: http://marcodellaluna.info
Link: http://marcodellaluna.info/sito/2013/11/22/il-credo-dei-moderati/?utm_medium=referral&utm_source=pulsenews
22.11.2013

Pubblicato da Davide

  • calliope

    ahahhahhhaaah… LOL, stai parlando della stessa Germania dove un ministro si dimette per aver copiato la Tesi? o dove rigore e onestà non è un optional? caro amico, chi è causa del suo male… Purtroppo L’italia è malata di provincialismo e di grandi personaggi non se ne vedono in giro.

  • cavalea

    Giusto ciò che dici e credo che tutti ne abbiano la consapevolezza. Dubito però che l’attuale configurazione politica, monetaria e industriale dell’europa,
    aiutino a superare i problemi endemici e strutturali dell’entità geografica, voluta per ideologia e assemblata dai cannoni, senza la volontà dei suoi popoli.

  • nigel

    Sono profondamente disgustato dall’alquanto diffuso vezzo di alcuni che non fanno altro che lodare ( peraltro acriticamente) la Germania senza conoscere, a quanto pare, la costruzione logistica economica posta in campo dai tedeschi ( progetto di egemonizzazione europea?) e senza considerare che, storicamente, sempre, o si è d’accordo con loro e si fa quel che dicono loro, o si è kaputt.
    Sono sicuramente bravi, bravissimi. Che lascino andare in pace Grecia, Italia, Spagna, Portogallo. Irlanda, Francia, Belgio e tutti coloro che potrebbero vivere meglio se questi ossessi non fossero ritornati alla ribalta dopo l’unificazione

  • cavalea

    La Germania giustamente ha promosso una unione che tornava a suo vantaggio. Non si capisce però l’insulso comportamento dell’Italia e degli altri partners, che a fronte di uno scontato fallimento, fecero letteralmente carte false, pur di entrare a pieno titolo nell’invidiato club dei vip.

    Ora il vestitino di carta zucchero indossato per l’occasione storica si è sciolto, mettendo in bella evidenza le pezze nel c..o.
    Si potrebbe pensare che è l’ora del ripensamento, ma l’armata brancaleone si rifiuta di prendere atto della realtà, e si prepara a ingaggiare l’ultimo tenzone che farà sprofondare nel fallimento e nel ridicolo, l’intero paese.

  • ericvonmaan

    Il problema, qua, non è che noi siamo mafiosi truffatori e ladri e i crucchi bravi, operosi onesti e superiori. Il problema è che sono state messe le firme su dei trattati capestro (quale capestro è peggio che consegnare cassaforte e portafogli a un estraneo? o rinunciare a qualsiasi forma di sovranità nazionale?) senza chiedere nulla al popolo, e quindi realizzando qualcosa di simile a un colpo di stato, grazie a emissari a libro paga di certi potentati che hanno tradito la costituzione, la nazione e tutto l’elettorato. Hanno mentito, spudoratamente, e continuano a farlo, spacciando la svendita dei beni di famiglia come qualcosa fatto “per il nostro bene”. Io, questo “bene” dopo 30 anni di EU e 12 di Euro non l’ho ancora visto, anzi, i fatti mi dicono che la situazione è solo peggiorata e di molto. Io credo che ognuno dovrebbe comandare a casa sua, e comandare significa innanzitutto gestire e disporre del proprio denaro come meglio si ritiene. Questa EU è una vera e propria merda, non ci sono altri giri di parole. Forza Marine Le Pen, solo tu puoi far crollare la gabbia e liberarci!!!

  • Georgios

    La nuova occupazione tedesca dell’Europa questa volta va avanti in modo magistrale. Senza l’impiego del blitzkrieg dei vari Rommel e Guderian. E più il tempo passa più difficile diventa l’uscita per via elettorale. Prima lo capiamo e meglio sarà.
    Per quel che riguarda quelli che applaudono i tedeschi per la loro efficacia nel fare i loro comodi dimenticano o ignorano due cose:
    Primo, quando si dice “tedeschi” si intende una manciata di banchieri-industriali e i loro scagnozzi della politica. Purtroppo però si intende anche una fetta di elettorato incretinito dai media e dai loro complessi di superiorità ereditati dall’era nazista e mai superati perché a qualcuno faceva comodo cosi.
    E secondo, se si fa un po di ricerca ci si accorgerà che la Germania non e’ uno stato nel senso che e’ attribuito al termine. Si tratta piuttosto di un’azienda
    ( http://www.deutsche-finanzagentur.de/startseite/ ) e
    ( http://www.deutsche-finanzagentur.de/foot-navigation/impressum/ )
    con al posto della Costituzione del 1919 (in sospeso) una “Legge Fondamentale” (scrivere “Costituzione Tedesca” per verificare)
    ( https://it.wikipedia.org/wiki/Legge_fondamentale_della_Repubblica_Federale_di_Germania )
    imposta dalle 4 potenze occupanti del 1945. Ragion per cui, questo “costrutto” statale si trova ancora tecnicamente in guerra con più di 50 paesi ed in pratica in stato di “cessate il fuoco” non avendo firmato un trattato di pace che avrebbe dovuto firmare una volta adottata una nuova costituzione.
    Ebbene, 68 anno dopo la nuova costituzione e’ ancora da fare e la Germania ha da circa 3 anni infranto il cessate il fuoco. Solo che al posto delle bombe usa l’euro.

  • nigel

    Credo che nessuna unione o alleanza possa essere realizzata con la Germania, per i motivi precedentemente espressi e confermati dalla Storia passata e recente. Quello che noi stiamo vivendo e vivremo è un dramma epocale, frutto di un crimine ordito da pochi con finalità ben chiare ai frequentatori di questo blog. La Germania è sul Titanic insieme agli altri, è solo appollaiata un pò più in alto e affonderà anche lei a breve. Riconosco che ha oggettivamente risposto meglio degli altri Paesi (che si illudevano e illudevano chi li votava di entrare in un’Europa di socialdemocrazie) alla necessità di CINESIZZARE derivante dalla Globalizzazione. La Germania lo ha capito benissimo e ha capito anche che si realizzavano le possibilità di conquistare senza cannoni i beni dei PIGS, vittime dei propri governanti.
    Di qui la politica “fotti il vicino”, dumping salariale, mini -job per falsare i dati occupazionali, importazione di milioni di bulgari e rumeni (dieci ore al giorno per 400 euro mensili tutto compreso) e tante altre astuzie per tenersi a galla e forse egemonizzare l’Europa. Ma non tutti staranno a questo gioco, ormai sembra chiaro. E Le dirò una cosa: sempre più spesso i corifei dell’eurocrazia rilasciano interviste e dichiarazioni critiche, estremamente critiche sull’EU. Forse i topi iniziano a temere che la nave affondi e preparano una gateway… chissà. Cordiali saluti

  • nigel

    Quoto 100%

  • nigel

    Perfetto

  • calliope

    No scusate, solo per qualcuno che si arrampica sugli specchi, ma… il debito pubblico,la corruzione,gli sprechi e (per non farci mancare nulla) berluscazz mica l’avran creati i crucchi a nostra insaputa per distruggere l’italia?

  • Chigi

    Secondo me, si!

  • Kiddo

    Calliope, si tratta della luna e del dito.
    Cerca di guardare la luna. E’ dura e lunga la strada per una diversa consapevolezza del problema. Se puo’ consolarti, io ero come te, ripetevo un po’ quello che ci raccontavano i media quotidianamente. Ma poi mi sono detto :” Siccome ci mentono quotidianamente, perchè in questo caso dovrebbe essere diverso?”. E ho cominciato a studiare. Seriamente.

  • calliope

    capisco che vuoi dirmi, e mi consola il fatto che anche Tu “eri” come me,
    ma il mio ragionamento è solo realistico, non faremmo meglio ad aprire gli occhi e non farci sfilare il portafogli in strada piuttosto che trastullarci con i macrosistemi? per il resto non si finisce mai di studiare, guai a sentirsi arrivati.

  • AlbertoConti

    “Dalla spirale della rovina imposta da Berlino non c’è uscita se non contrattaccando.” Su questo non ci piove, e questo è il vero discrimine tra i “moderati estremisti” e gli “estremisti moderati” (come me). Berlusconi appartiene alla prima categoria per antonomasia, e per quanto fuori dal coro non potrà mai far coincidere i propri interessi (prioritari) con quelli del Paese. In questa “guerra dell’euro” ci hanno tirato per i capelli, “a nostra insaputa” all’epoca di Ciampi e Prodi, ma ora basta, hanno capito anche i muri che si è trattato di puro e semplice tradimento, foss’anche penalmente “attenuato” dal colossale granchio di chi antepone ancor oggi il Machiavelli alla democrazia. Spero solo che Marco Della Luna, intelligente com’è, venga fulminato sulla via di Damasco, per convertirsi ad un socialismo diverso da quello (di destra) che forse ha in mente lui per “correggere” i difetti atavici del Popolo italiano. Che tuttavia, lo ricordo a tutti, sono esacerbati dalle politiche eterodirette (USA+tedesche e in parte anche Francesi, i veri “cugini” traditori)

  • riefelis

    Amene fesserie.
    Scritto da Uriel Fanelli

    Ogni volta che parlo di Germania, o di euro in generale, mi vengono proposte sempre le stesse tre-quattro leggende metropolitane, che puntualmente si ritrovano in tutti i siti dei fessi grillini, e invariabilmente si ritrovano, identiche, su alcuni “interessati” siti di “economisti” che sanno tutto, tranne costruire applicazioni funzionanti delle proprie teorie. Vediamo di sfatarne qualcuna.

    La prima nevrotica convinzione che tutti voi continuate a ripetere – forse credete che ripetendo una cazzata la cazzata diventi vera? – e’ che una volta che un paese ha una propria moneta, gli altri paesi siano costretti ad accettarla.

    Il problema e’ che non e’ asslutamente vero che i paesi siano COSTRETTI ad accettarla: la accettano per convenienza nel momento in cui ne hanno richiesta: se voi vendete negli USA , vi pagheranno in dollari Di conseguenza, poi andrete in banca a cambiare i vostri dollari, oppure la cosa avverra’ sui circuiti elettronici. E la vostra banca si riempira’ di dollari.

    Che se ne fa dei dollari? Beh, quando voi oltre a vendere negli USA comprate anche negli USA, allora vi fara’ comodo cambiare la vostra moneta in dollari, e quindi averne una riserva sara’ comodo alla vostra banca.

    Ma cosa ci dice questo? Ci dice che potere “cambiare” le monete solo e soltanto nel momento in cui qualcuno accetta di fare riserva delle monete. Un esempio che vi tornera’ chiaro sono i bitcoin. Se volete comprarli, cose dovete fare? Andare da qualcuno che ne abbia fatto riserva, e pagarglieli in qualche moneta.

    Sul mercato trovate gente che vi vende bitcoin in dollari, in euro, in rubli. Faticate a trovare, per esempio, gente che ve li venda nella valuta del Nepal, o del Buthan. Cosa significa questo? Significa che, a meno di cambiare in dollari o euro o altro, i negozianti di questi due paesi sono un pelino in difficolta’ nel trattare bitcoin.

    Quando pensate che tornando alla lira , voi, e la germania al marco, allora il cambio lira/marco sara’ cosi’ e cosa’, state facendo un’assunzione per nulla certa, ovvero che ESISTA un cambio tra lira e marco. Ma non siamo in fisica, dove potete sempre cambiare unita’ di misura e il peso e’ sempre quello: non e’ affatto scontato che i tedeschi faranno riserve di lire. In tal caso, per comprare roba tedesca, dovrete pagare in dollari, per esempio, o in Yen, o qualsiasi cosa la Buba decida di cambiare.

    Quindi, il problema non sarebbe affatto il cambio marco/lira, ma il cambio marco/dollaro, per i tedeschi. Una volta stabilizzato quello, loro sarebbero a posto. Il problema per voi poi sarebbe dollaro/lira, e sarebbe tutto un altro tipo di problema.

    Quindi, il primo punto da capire e’ che inventare una moneta non e’ come inventare un’unita’ di misura, che voi dite “uno sbranz e’ 0.4 kg” e siete a posto. per convertire due monete non basta che esista uno scalare con cui moltiplicarle: occorre che i DUE governi collaborino.

    Quindi, primo punto debole delle previsioni sul “dopo-fine-Euro”: al contrario di quel che pensate, nessuno accettera’ la lira in pagamento. Non avrete alcun problema di cambio lira-marco ( ne’ lo avranno i tedeschi) perche’ di certo nessuno fara’ MAI riserva di lire, ovvero di una moneta che nasce per svalutare. Solo un fesso lo farebbe. Si farebbero pagare in dollari, punto e basta.

    Seconda leggenda metropolitana. Siete convinti che basti avere una moneta e puf, tutti sul mercato interno usano quella. Questa convinzione nevrotica e’ dovuta al fatto di essere molto giovani, molto smemorati, o molto provinciali.

    Se foste stati a Mosca negli anni ’90, per dire, avreste notato una cosa. Voi partivate, diciamo, con due milioni di lire in tasca.

    Arrivati a francoforte, normalmente cambiavate in marchi, o se eravate fessi in rubli. Se cambiavate in rubli, cambiavate col cambio ufficiale, ovvero col cambio legato agli equilibri del forex.

    Ma aveste fatto l’errore dicambiare in rubli, arrivati a Mosca avreste scoperto una tragica verita’: nessuno voleva i vostri rubli, e per farvelo capire caricavano prezzi enormi.

    Il risultato era che cambiando da lire a marchi SI MANTENEVA il potere di acquisto dei soldi (anzi, ci si guadagnava) e con due milioni potevate vivere BENISSIMO per la vostra vacanza di due settimane, ma se cambiavate in Rubli, PERDEVATE potere di acquisto, e avevate giusto gli spiccioli per il caffe’.

    Come mai?

    Perche’ neanche i negozianti, oltre alle banche centrali, erano fessi. Succedeva che il negoziante sapeva benissimo che entro fine mese il rublo avrebbe perso abbestia il suo valore. Di conseguenza, per avere a fine mese il valore che aveva guadagnato il primo giorno, semplicemente alzavano enormemente i prezzi, oppure se notavano che foste stranieri, vi chiedevano dollari o marchi.

    Anche i pochi che ancora lavoravano, pagati in rubli (specialmente gli statali), appena incassavano prendevano i loro rubli e andavano a cambiarli – al mercato nero – in marchi e dollari. Perche’? Perche’ siccome il rublo svalutava , i poveretti volevano conservare il valore dello stipendio per tutto il mese.

    Inoltre, i mafiosi locali volevano marchi e dollari per farli girare meglio a spasso per il mondo: se davvero sperate che la Camorra, dopo aver creato un giro internazionale di denaro basato sul facile spostamento di euro, accetti una moneta che non passa il confine, vi sbagliate: il SUD non userebbe MAI la vostra lira.

    Lo stesso accadde a Belgrado, dove si pagava tutto in marchi, e lo stesso capita in OGNI nazione ove la moneta svaluta molto: nessuno vuole avere in tasca i soldi mentre perdono valore, e se perdono valore sempre, tutti usano soldi diversi.

    In entrambi i casi, la moneta ufficiale era lo Zloty, o il Rublo, o il Dinaro. Ma la domanda interna di queste monete era MOLTO bassa, mentre la domanda interna di dollari e marchi era ENORME: risultato, tutto l’est Europa uso’ il marco per diversi anni dopo il crollo del comunismo. Avere una moneta UFFICIALE non significa che all’ interno si usi quella!

    Seconda leggenda metropolitana da sfatare: se anche tornaste alla lira, non significa affatto che potrete usare la lira. Le pensioni saranno pagate in lire, le banche vorranno lire, ma siccome nessuno vuole farsi svalutare i soldi in tasca, quasi ovunque userete monete diverse, come il dollaro o il marco, o il franco svizzero vicino al confine.

    Terza leggenda metropolitana da sfatare: il cambio NON conserva il valore di acquisto. Non siamo in un campo conservativo, ove un ciclo completo non toglie energia. Siamo in una situazione in cui il potere di acquisto dipende dalla situazione LOCALE, mentre il cambio dipende dal mercato globale.

    Cosa significa?Significa che se prendete il vostro stipendio italiano , diciamo uno stipendio dignitoso, e provate a convertirlo in dollari, spesso scoprirete che per gli americani quella cifra e’ una miseria.(milletrecento dollari al mese?) Non ci fareste certo lo stile di vita che fate in italia.

    Volete vederlo coi vostri occhi? Guardate un attimo il reddito MEDIO procapite:

    52.000$ per gli USA, 29.500$ per l’ Italia. Poiche’ mangiate in entrambe le nazioni e vivete in una casa in entrambe le nazioni, e’ chiaro che almeno i findamentali siano soddisfatti , in proporzioni generalmente analoghe. Ora, e’ assolutamente ovvio che a parita’ di stile di vita, una mera conversione a 1.4 dollaro/euro non vi basta ad una parita’.

    Ora, il problema viene quando sembrate pensare che il cambio influenzi molto i commerci: un prodotto italiano sara’ sempre alla portata degli americani, per una ragione molto semplice, ovvero che in media guadagnano di piu’.

    Voi continuate a dire che l’alto prezzo dell’euro vi sta fregando, ma non e’ assolutamente vero: numeri alla mano, l’industria italiana NON HA MAI ESPORTATO MEGLIO!

    I settori in crisi in Italia NON SONO i settori che esportano: edilizia, commercio al dettaglio, servizi, non sono settori da export.

    terza leggenda da sfatare: in questo momento le esportazioni europee e quelle italiane vanno benissimo Non sono le esportazioni che vi mancano, e sono in crisi dei settori , come quello edile, che non esportano proprio nulla. Il che significa una cosa molto semplice: agire sui cambi non vi servirebbe a NULLA.

    Quarta leggenda metropolitana: il sistema Hartz equivale di fatto ad un sistema di aiuti all’industria perche’ abbassa il costo del lavoro. Per questo la Germania e’ forte.

    Bene. Se questa cazzata non venisse dall’ Italia, sarebbe anche credibile. Ma viene dall’ Italia. Una intera generazione di italiani oggi LAVORA GRATIS, ricordate? Stages, periodi di prova che non sono di prova, apprendistati che non sono apprendistati, partite iva obtorto collo… se considerate Harz come un sistema di aiuti alle industrie, LA PRECARIZZAZIONE DEI GIOVANI ITALIANI COME LA CONSIDERATE?

    Milioni di persone che lavorano a due euro l’ora, le avete in Italia. Milioni di giovani che lavorano GRATIS in stage, finti corsi, master, apprendistati, li avete in Italia. Avete distrutto lo stesso concetto di “impiego”, avete annientato o azzerato i diritti di una INTERA generazione, e pensate che “Hartz” sia un aiuto all’industria perche’ abbassa i costi della manodopera? In Italia avete manodopera GRATIS , ormai!

    Com’e’ che la vostra industria non ruggisce, allora? Aver fatto letteralmente SCOMPARIRE il lavoro a tempo indeterminato dall’ Italia, aver ridotto a SCHIAVI i vostri giovani, non e’ un “aiuto all’industria italiana?”. Strano: non sembra che ne abbia giovato molto.

    Quarta leggenda da sfatare. Non e’ vero che sia il costo della manodopera a rendere competitiva l’industria tedesca. L’ Italia ha introdotto una vera e propria DISTRUZIONE del costo del lavoro generando milioni di SCHIAVI , e l’industria italiana non ne ha giovato. Non sono gli schiavi a giovare all’industria, ma il tasso di produttivita’.

    Quinta ed ultima leggenda idiota che sento: nel caso si sfasciasse l’ Euro, allora tornerebbe il marco, ed allora esso schizzerebbe a livelli di cambio mai visti.

    Due sole obiezioni:

    La sede della BCE si trova in Germania. Non e’ affatto scontato che “tornerebbe il marco”. Una delle scelte possibili sarebbe di tenere un euro con una grande massa M3, sufficiente per mezza europa, ma solo pochi paesi aderenti. In tal caso, il cambio non solo non salirebbe, ma scenderebbe di molto, a patto di non ridurre la massa.
    Se anche tornasse il Marco, la BuBa si troverebbe nella situazione iniziale di decidere quanto stamparne, e a chi distribuirlo. Distribuendolo alle banche piccole e locali, rimane in loco. Dandolo alle grandi banche, gira il mondo. Il valore di cambio sarebbe sotto il controllo della loro banca, che sarebbe liberissima, almeno per i primi 5 anni, di svalutarlo senza inflazione, solo per coprire la domanda.

    L’idea che in caso di ritorno del marco i tedeschi non riescano a controllarne il valore e’ una demenza: una banca centrale puo’ fallire nel controllare la svalutazione, ma la rivalutazione – lo insegna il caso del franco svizzero di pochi anni fa – e’ sempre sotto controllo nel medio e lungo periodo.

    Ora, siete liberi di credere a quel che volete, ma se proprio siete attratti dai pifferai magici, e volete venire sul forum a spacciare queste cazzate, dovrete trovarne delle altre, perche’ qui non attaccano.

    Uriel

  • Georgejefferson

    Mai letto tante puttanate e mezze verita strumentali e fuorvianti messe insieme.Che venga qua “il fanello”,e prendiamo punto per punto tutte le “leggi fanelli”e vediamo.Oppure che si confronti con un economista serio professionista il fanello,non con i ragazzetti ignoranti che sparano stupidaggini tipo “svaluta tanto”…”la germania ruba”…”stampi i soldi e salva il mondo”.No,il fanello non si confronta con un professionista,cosi si fa la figura del moralizzatore dei ragazzini,capace come tutti i mediocri sul tema,di prendere i difetti veri e reali dell’Italia e farsene scudo per aver ragione sulle questioni economiche che sono altro e non conosce per ignoranza.

  • Kiddo

    Certo che non bisogna farsi sfilare il portafoglio, ma studiare un po’ di macroeconomia non significa trastullarsi, a me è servito per avere una piu’ ampia comprensione della crisi. Per problemi così complessi non esistono soluzioni semplici, e chi te le propone è in malafede.