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IL CONSIGLIERE PER LA DIFESA: L'ESERCITO IRACHENO SI PREPARA PER LA COMPLETA DISTRUZIONE DELL'ISIS

FONTE: EN.ALARM.IT

L’Iraq si sta preparando per la completa distruzione dei gruppi terroristici nel paese tra cui Daesh (ISIS), ha dichiarato domenica il consigliere per la sicurezza nazionale iracheno Faleh al-Fayad, e riferito dall’agenzia IRNA. Lo ha fatto in un incontro con il segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale dell’Iran (SNSC) Ali Shamkhani. 
Al-Fayad si è congratulato con l’Iran per l’attuazione del comune piano d’azione globale (JCPOA) e ha elogiato il ruolo strategico dell’Iran nella sicurezza e la stabilità regionale. Ha aggiunto che le forze irachene dell’Esercito e del volontariato (Hashd al-Shaabi) si stanno preparando a lanciare la fase finale delle operazioni per la completa distruzione dei gruppi terroristici.


Al-Fayad ha ribadito la necessità di rafforzare i legami tra Iran e Iraq, aggiungendo che le relazioni costruttive tra i due Paesi sono auspicabili per la regione. Domenica scorsa da parte sua, il segretario del Supremo Consiglio di Sicurezza Nazionale Ali Shamkhani ha elogiato l’unità nazionale irachena per la sua campagna contro il terrorismo. Shamkhani ha aggiunto che i successi che l’esercito iracheno e le forze di volontariato (Hashd al-Shaabi) hanno ottenuto nella lotta contro il terrorismo Takfiri sono il frutto della solidarietà politica e di sicurezza dello stato iracheno. Ha salutato le linee guida delle autorità religiose irachene, la buona gestione della sua leadership vigile e la resistenza della nazione irachena, come altri fattori che hanno portato alla vittoria del popolo iracheno sui terroristi. Shamkani ha detto che l’Iraq unito raggiungerà la posizione desiderata nella regione e nel mondo in tutti i settori della politica, dell’economia e della sicurezza. Egli ha ribadito che il necessario potenziamento dei legami con i vicini è la priorità della politica estera iraniana, aggiungendo che la rimozione delle sanzioni dell’Iran spiana la strada alla Repubblica islamica per aprire un nuovo capitolo nella sua cooperazione con il resto del mondo.

Shamkhani aggiunto che purtroppo, alcuni stati regionali stanno seguendo le linee dei nemici dell’Islam provocando una divisione settaria e religiosa nella regione. Egli ha detto che il terrorismo costituisce la principale minaccia per la sicurezza globale e la pace nel mondo. Shamkhani aggiunto che ora è diventato chiaro per il mondo chi sta veramente combattendo il terrorismo e lo rivendica. Ha richiamato l’attenzione sull’esecuzione degli accordi già fatti riguardo alla demarcazione dei confini tra Iran e Iraq, dicendo che l’accordo potrebbe incoraggiare il commercio di confine tra i due stati.

Fonte: en.alalam.ir/news

17.01.2016

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da CINZIA PALMACCI

Pubblicato da Davide

  • calliope

    il sogno della ricostituzione del decaduto grande impero ottomano si sta sfaldando sotto i bombardammenti russi in Siria.. cosa faranno i turchi rimane un incognita, riprenderanno Mosul?

    Erdogan farà un passo indietro e addio sogni di gloria?
  • GioCo

    Interessante come i regionalismi si stiano appropriando della retorica del terrore, che avrebbe dovuto essere il faro e la guida del nuovo secolo americano, dal caso twin towers.

    Se infatti l’America si era proposta come Agente per la difesa internazionale di un nemico comune, proprio nascondendo le sue politiche egemoniche dietro la retorica paternalista di un terrorismo che sobilla in segreto con la sinistra (3 Quando invece tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, 4 perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. [Matteo 6,3-4]) per poi reprimerlo con la destra, alla fine si è trovata a seguire controvoglia la retorica Russa che gli ha scippato trono, corona e scettro in un colpo.

    Dato che gli attori internazionali al Governo scemi del tutto proprio non sono, almeno non sempre, hanno mangiato la foglia e iniziano a usare a loro volta la stessa retorica per nascondere i giochi di prestigio politico che fanno poi sotto banco. Il risultato è che la guerra oggi è giocata sotto i tavoli e l’America si è trovata a non essere l’unica a saper giocare al meglio questa partita.
    Il centro del tavolo è il web, ma se lo intendiamo nella sia accezione (rete) è in realtà tutta l’infrastuttura (intesa proprio come "ferraglia") per la circolazione delle informazioni, quindi satelliti, antenne, dorsali oceaniche, etc. etc.
    Chi ha il controllo delle infrastutture? Beh, per ora non c’è un attore unico, c’è una cricca che domina, ma non è per nulla detto che rimanga in quel ruolo e con quelle alleanze per sempre o anche solo a lungo.

    Se infatti il problema politico mescola le carte a livello Governativo, perché "controllo" significa Governo, un Governo dei Mercati, se pure può essere in parte costituito "sulla pelle del prossimo tuo", è specularmente contrario agli interessi della vita sul pianeta, quindi i magheggi del mercato non possono (e non vogliono) sostituirsi ai Governi, non ne hanno proprio la specifica adattabilità strutturale sottostante, se no il mondo ci metterebbe 2 minuti a sbarazzarsi di QUESTO mercato.
    Forse anche meno.

    Però i Governi non possono sempre accontentare un bambino irrimediabilente irresposabile e perennemente viziato e (novità rispetto ai cortigiani dei peggiori regnanti di sempre) nemmeno possono "contenerlo", perchè adesso esistono possibilità di esercizio del potere letteralemente divine.
    Solo che non sono possibilità incarnate, sono tecniche. Chi ha accesso alla stanza dei bottoni (=conoscenza), domina. L’informazione quindi oggi è tutto e il campo di battaglia è il controllo della stessa. Per questo non è così importante il controllo diretto dei pozzi di petrolio, ma diventa vitale che certe retoriche rimangano rigidamente ancorate sui principi stabiliti da qualcuno.
    Questo "qualcuno" è l’esito della guerra mediatica in corso che ci dirà infine chi è …

  • rocks

    Sparito Daesh dalle cronache… chi l’ha visto?