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IL “COLPO” DEI BANCHIERI GLOBALI: IL BAIL-IN E L’OSCURO FINANCIAL STABILITY BOARD

DI ELLEN BROWN

informationclerainhouse.info

L’11 Dicembre 2014 la Camera ha approvato una legge che abroga i requisiti del “Dodd-Frank Act” – secondo il quale i derivati a rischio devono essere collocati nelle consociate delle grandi banche – lasciando che i nostri depositi e le nostre pensioni siano esposti a delle perdite massicce (conseguenza del mancato trasferimento).

Il “disegno di legge” è stato vigorosamente contestato dalla Senatrice Elizabeth Warren … ma la marea è cambiata quando Jamie Dimon, Amministratore Delegato della JPMorganChase, ha fatto il suo ingresso sul ring.

Forse ciò che lo ha spinto ad intervenire è stato l’imprevisto calo di 40 dollari del prezzo del petrolio. Come ha sottolineato il blogger finanziario Michael Snyder, questa “goccia” potrebbe innescare una vendita massiccia di derivati, che potrebbe mandare in bancarotta le banche più grandi. E se le nuove regole del G20 sul “bail-in” [1] dovessero essere formalizzate, i depositanti ed i pensionati potrebbero essere presi al laccio.

Le nuove regole del bail-in sono state discusse nel mio ultimo post, che potete trovare qui. Sono le disposizioni del Financial Stability Board (FSB), un organismo non eletto composto da Banchieri Centrali e Ministri delle Finanze, costituitosi presso la BRI (“Banca dei Regolamenti Internazionali”. In Inglese BIS, Bank Of International Settlements), che ha sede a Basilea, in Svizzera. Perché il FSB ha dei poteri così ampi, ed il suo mandato è giuridicamente vincolante?
Le questioni sono state affrontate in un articolo che ho scritto nel Giugno del 2009, due mesi dopo che era stato formato il FSB, intitolato “Il Grande Fratello a Basilea: Il Financial Stability Board della BRI mina la Sovranità Nazionale”. Si aggancia allo strano modo con cui la BRI ha dato inizio al FSB, degno di “Orwell 1984”: “un inizio che lascerà il segno sull’umanità – per sempre” [2].

Le preoccupazioni che allora avevo sollevato sembra che si stiano materializzando: ripropongo quindi la maggior parte di quell’articolo. E’ necessario prestare la massima attenzione, per timore che il colossale rullo compressore possa passare incontrastato sopra di noi.

L’OSCURO FINANCIAL STABILITY BOARD

Il campanello d’allarme è scattato ad Aprile 2009, quando la “Banca dei Regolamenti Internazionali” (BRI) è stata collegata al “Financial Stability Board” (FSB), concordato dai leaders del G20 a Londra.

Il “Financial Stability Board” (FSB) è un ampliamento del “Financial Stability Forum” (FSF) che fu istituito nel 1999 dal G7 (costituito dai Ministri delle Finanze dei sette maggiori paesi industrializzati), per scopi meramente consultivi. Alla presidenza del FSF fu nominato il Direttore Generale della BRI. Il nuovo FSB è stato ampliato a tutti i membri del G20 (19 paesi più l’Unione Europea) [3].

Quello che ha creato allarme è il fatto che il “Financial Stability Board” dispone di denti veri: impone ai suoi membri degli “obblighi” e degli “impegni”. Questa “impresa” è riuscita senza alcuna formalità legislativa, basandosi semplicemente sui consueti requisiti previsti per i Trattati. Seppur concepito come risposta ad una “emergenza”, questi metodi (problema-reazione-soluzione) si inseriscono su quel pendio scivoloso costituito dai “colpi di stato”.

Sepolta a pagina 83 – delle 89 che costituiscono il “Report On Financial Regulatory Reform” emesso dal Governo Obama – c’era la raccomandazione a che il costituendo FSB rafforzasse e istituzionalizzasse il suo mandato, volto a promuovere la stabilità finanziaria globale.

Sembrava un obiettivo degno … ma c’era tuttavia una preoccupante mancanza di dettagli. Qual’era esattamente il mandato del FSB, in che cosa consisteva l’ampliamento dei suoi poteri ed infine, chi è che lo guidava?

Il “The London Guardian” del 4 Aprile 2009 (link) ha affrontato questi problemi con un articolo costituito da “domanda (D) e risposta (R)”, riportato qui di seguito in corsivo:

D: Chi è il Regolatore?

R: Il Financial Stability Forum è presieduto da Mario Draghi, Governatore della Banca d’Italia. La segreteria ha sede presso la Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI) con sede a Basilea, in Svizzera.
Draghi era stato Direttore Generale del Tesoro italiano dal 1991 al 2001 ed è stato, quindi, il responsabile della massiccia privatizzazione delle “partecipazioni statali” italiane (ovvero della loro svendita agli investitori privati). Dal 2002 al 2006 è stato “partner” della Goldman Sachs a Wall Street. Nel 2011 gli è succeduto Mark Carney, i cui inizi erano stati presso la stessa Goldman Sachs, dove ha lavorato per 13 anni prima di diventare Governatore della Banca del Canada nel 2008, e Governatore della Banca d’Inghilterra nel 2012. Nel 2011 e nel 2012 Mark Carney ha partecipato alle riunioni annuali del controverso Gruppo Bilderberg.

D: Quali sono i compiti del Regolatore?

R: Il Regolatore controlla i potenziali rischi per l’economia. Egli collabora con l’FMI, l’organismo con sede a Washington che monitora la salute finanziaria dei Paesi, se necessario prestando dei fondi.
Il FMI (Fondo Monetario Internazionale) è una controversa organizzazione bancaria internazionale. Joseph Stiglitz, ex capo-economista della Banca Mondiale, lo ha accusato di voler irretire i paesi del Terzo Mondo, cacciandoli in una “trappola del debito” da cui non potevano fuggire. I debitori in difficoltà erano vincolati a “condizioni” che comprendevano la svendita forzata (agli investitori privati) dei beni nazionali, per poter servire (ripagare) i loro prestiti.

D: Chi e che cosa il Regolatore deve supervisionare?

R: Deve supervisionare le Istituzioni Finanziarie d’importanza sistemica, gli Strumenti Finanziari [4] ed i Mercati Monetari.
Il termine “rilevanza sistemica”, non è ben definito. Questi “Istituti di rilevanza sistemica”, ad esempio, dovrebbero includere anche i “Tesori Nazionali”? Ed ancora, i mercati di rilevanza sistemica dovrebbero comprendere anche quelli dell’oro, del petrolio e delle derrate alimentari?

D: Come funziona?

R: Viene istituito un collegio di vigilanza per monitorare tutti i principali Istituzioni Finanziari internazionali. Esso funge da stanza di compensazione per la “condivisione delle informazioni” e per la “pianificazione d’emergenza”, a beneficio dei suoi membri.
Lo “scambio di informazioni” può anche significare “collusione illegale”. Questa “condivisione delle informazioni” include anche questioni come quelle relative gli accordi segreti tra le “Banche Centrali” per l’acquisto o la vendita di particolari valute, o il potere per sostenere o far crollare determinate economie locali?

D: Cosa deve fare il nuovo Regolatore al riguardo dei debiti e dei prestiti?

R: Deve impedire che ci sia un’altra “bolla del debito”. La nuova Istituzione raccomanda alle società finanziarie l’attuazione dei provvedimenti utili ad evitare perdite di credito, e può anche imporre dei vincoli sui prestiti.
Quale tipo di vincolo? Gli accordi di Basilea, imposti dal “Basel Committee on Banking Supervision” – Comitato di Basilea per la Vigilanza Bancaria, anch’esso ospitato presso la BRI (BSI) – non sempre hanno funzionato bene. Il primo “Accordo di Basilea”, emanato nel 1998, fu accusato di aver indotto una grave recessione in Giappone (dalla quale il paese deve ancora recuperare), mentre il secondo “Accordo di Basilea” e la regola ad esso associata, detta del mark-to-market [5], sono stati accusati di aver indotto la crisi del 2008. (Per ulteriori informazioni, si può consultare “The Public Bank Solution, qui)

I 12 INSULSI CODICI E STANDARDS INTERNAZIONALI

Decisamente preoccupante il riferimento a seguire, posto fra parentesi nel comunicato stampa diffuso dalla BRI ed intitolato “Financial Stability Forum Re-established as the Financial Stability Board”:

L’adesione comporta ai suoi membri, ai paesi e ai territori aderenti, l’obbligo di impegnarsi a implementare gli standards finanziari internazionali, tra cui i 12 principali “Codici e Standards” internazionali …

Non si tratta di un amichevole consiglio espresso da un comitato meramente consultivo. E’ un “impegno al rispetto”, e quindi ci si sarebbe aspettato una discussione approfondita su ciò che tali norme comportano.

Ma i principali media non hanno praticamente rivelato nulla. I “12 principali Codici e Standards internazionali” sono stati lasciati del tutto indefiniti, e non sono stati in alcun modo discussi. E’ vero che il sito web del FSB li ha elencati, ma è comunque rimasto sul vago.

I Codici e gli Standards coprono delle aree molto ampie, che comprendono le politiche per la trasparenza finanziaria, monetaria e fiscale, ed inoltre quelle relative alla diffusione dei dati, all’insolvenza, alla corporate governance, alla contabilità, alla revisione contabile, ai pagamenti e ai regolamenti, all’integrità del mercato, alla vigilanza bancaria, alla regolamentazione dei valori mobiliari e alla vigilanza sulle assicurazioni.

Prendiamo come esempio “la trasparenza della politica fiscale”. Il “Code of Good Practices on Fiscal Transparency” fu adottato dalla “Interim Committee” [6] istituita dal FMI nel 1998. La “descrizione sintetica” del Codice sostiene che:
Il Codice contiene tutti gli indispensabili “requisiti per la trasparenza” necessari ad assicurare, al settore pubblico e ai mercati dei capitali, un quadro sufficientemente completo della struttura e delle finanze di un Governo, per poter effettuare delle valutazioni affidabili sulla solidità della sua politica di bilancio.

Conseguentemente, i membri sono tenuti a fornire uno specifico “resoconto della struttura e delle finanze del Governo”, sufficientemente completo per poterne valutare la “solidità”. Ma una valutazione da parte di chi, ed inoltre … che cosa succede se un Governo fallisce il test?

La valutazione sulla solidità della “struttura” e della “funzione” dei vari Governi nazionali è stata affidata (nell’ambito del FSB) ad una Commissione privata con sede presso la BRI. Ma, se i Governi sono determinati a perseguire politiche fiscali “poco solide” potrebbe, questa Commissione, imporre “condizioni” e “misure di austerità” dello stesso tipo di quelle che il FMI è solito imporre ai paesi del terzo mondo?

Alcuni osservatori un po’ sospettosi hanno cominciato a chiedersi se per caso nazioni un tempo potenti avrebbero potuto essere poste brutalmente sotto il tallone del Grande Fratello.

Per tre secoli le banche private internazionali hanno messo in linea i Governi, impedendo loro di emettere una propria valuta e “chiedendo” che, in sostituzione, essi prendano in prestito le “banconote” emesse dalle stesse banche.
Il colonialismo politico è ormai una cosa del passato ma, secondo le linee guida del FSB, le nazioni potrebbero ancora una volta essere tenute in una specie di servilismo feudale da parte di padroni stranieri.

Considerate questo scenario: le nuove regole del FSB causano una massiccia depressione globale, a causa della contrazione della massa monetaria. Il paese XYZ capisce che tutto questo è inutile, e che potrebbe creare una propria moneta (piuttosto che prenderla in prestito da banchieri che creano denaro sugli schermi di un computer, e caricano gli interessi giusto per aver “concesso” a quel paese il privilegio di averlo chiesto in prestito), liberandosi dalla trappola del debito. Ma questa consapevolezza arriva troppo tardi e quel paese inizia la discesa, arrivando infine al collasso.
Potremmo senz’altro concludere, giunti a questo punto, che il paese XYZ ha abdicato alla sua sovranità nazionale, per concederla ad una Commissione privata, senza dir nulla agli elettori.

Marilyn Barnewall, definita da “Forbes Magazine” il “decano del private banking americano”, nell’Aprile del 2009 aveva scritto un articolo dal titolo “What Happened to American Sovereignty at G-20?” (cosa è successo, al G20, della sovranità americana?), in cui sosteneva:

Sembra che i banchieri globali abbiano realizzato un “colpo di stato” senza spargimento di sangue e che ora rappresentino tutte le persone del mondo … Il Presidente Obama ha accettato di creare, in occasione della riunione del G20 a Londra, una commissione internazionale dotata dell’autorità per intervenire sulle società statunitensi, per stabilire i compensi dei dirigenti ed infine per approvare o meno decisioni di gestione aziendale. Nell’ambito del nuovo Financial Stability Board (FSB) gli Stati Uniti disporranno di un solo voto. In altre parole il FSB sarà in gran parte controllato dai banchieri centrali europei. La mia ipotesi è che essi rappresenteranno se stessi, non voi e nemmeno me, certamente non l’America.

GLI IMPEGNI DEL FINANCIAL STABILITY BOARD COSTITUISCONO UN TRATTATO COMMERCIALE CHE RICHIEDE AL SENATO LA MAGGIORANZA DEI DUE TERZI PER POTER ESSERE APPROVATO

Questi impegni sono giuridicamente vincolanti? L’adozione del FSB non è mai stata votata, né individualmente né attraverso i legislatori. Il vertice del G20 è stato definito come una “Nuova Bretton Woods”, riferendosi agli accordi stipulati nel 1944, che stabilivano nuove regole per il commercio internazionale.

Ma gli accordi di Bretton Woods furono raggiunti conseguentemente ad un “Accordo Esecutivo del Congresso”, che richiede un voto di maggioranza. Anche se, più propriamente, (gli accordi di Bretton Woods) avrebbero dovuto essere compresi in un “Trattato” – che richiede anch’esso il voto dei due terzi al Senato (per essere approvato) – poiché si trattava di un accordo internazionale vincolante per la nazione.

Il “Bail-in”, non è ancora una Legge dello Stato, ma i Governi del G20 saranno chiamati ad adottare le misure previste dalle “risoluzioni” del FSB, dopo che questo sarà stato formalizzato, nel 2015. L’autorità del G20 è stata contestata soprattutto perché alcuni importanti paesi sono stati lasciati fuori dal mix (dei 20). I paesi che non hanno partecipato possono in realtà considerarsi fortunati, avendo evitato la rete del FSB.

Ellen Brown

Fonte: www.informationclearinghouse.info

Link: http://www.informationclearinghouse.info/article40464.htm

14.12.2014

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di FRANCO

NOTE DEL TRADUTTORE:

[1] Scolasticamente, il Bail-In si esprime sulla questione relativa all’attribuzione dei costi, nel caso un Istituto di Credito privato dovesse fallire. Gli Stati non saranno più chiamati ad utilizzare risorse pubbliche per evitare il contagio finanziario, e quindi il debito pubblico non andrà ad aumentare come conseguenza del “salvataggio”. Anche se un intervento del tutto residuale da parte dello Stato è comunque previsto, la strada maestra sarà comunque quella costituita dal coinvolgimento dei capitali privati. Le conseguenze più gravi saranno per gli Obbligazionisti e per i Depositanti, ritenuti co-responsabili in solido della gestione dell’Istituto anche se, palesemente, non ne sono azionisti.

[2] Per saperne di più, si può consultare il sito: http://it.wikipedia.org/wiki/Orwell_1984

[3] Chiamato formalmente “Gruppo dei Venti Ministri delle Finanze e dei Governatori delle Banche Centrali”, il G20 è stato originariamente concepito come un forum (analogamente al G7) per cooperare e per consultarsi su questioni relative al sistema finanziario internazionale.

[4] Scolasticamente, uno Strumento Finanziario (Financial Instrument) può avere diversi significati. I prestiti, le azioni, le obbligazioni sono tutte considerate degli Strumenti Finanziari. Nella finanza, il termine indica genericamente qualsiasi forma di raccolta fondi, poi usati essenzialmente nei mercati monetari e negli strumenti derivati.

[5] Per regola del mark-to-market, utilizzata prevalentemente nei mercati dei futures e delle opzioni, si intende, scolasticamente, la procedura attraverso la quale un contratto o uno strumento finanziario viene sistematicamente aggiustato in funzione dei prezzi correnti di mercato, invece che al costo storico (ovvero attraverso una procedura chiamata del “costo corrente”, secondo cui il costo storico viene riportato ad oggi attraverso un indice dei prezzi). Per valutare le attività e le passività finanziarie si usa il mark-to-market (secondo “Accordo di Basilea”), ma questo principio è molto pericoloso quando, come ad esempio nella crisi dei sub-primes del 2007-2008, il mercato diventa illiquido e la paura conduce a prezzi molto bassi, tali da creare delle massicce minusvalenze.

[6] Una “Interim Commettee” è una Commissione legislativa autorizzata dal FMI, istituita per compiere degli studi particolari su un particolare argomento.

Pubblicato da Davide

  • AlbertoConti

    "Nell’ambito del nuovo Financial Stability Board (FSB) gli Stati Uniti
    disporranno di un solo voto. In altre parole il FSB sarà in gran parte
    controllato dai banchieri centrali europei. La mia ipotesi è che essi
    rappresenteranno se stessi, non voi e nemmeno me, certamente non
    l’America"

    Per quanto bravissima, la nostra Ellen qui dimostra tutti i
    suoi limiti: è americana!

    …. e quindi: orrore! c’è qualcosa che
    POTREBBE non rappresentare più gli interessi degli USA! Notare che questo
    fa passare in secondo piano il fatto che i banchieri "rappresentano solo se
    stessi", cioè esattamente chi? Forse i nemici degli Stati Nazione, USA compreso?
    Che affronto per l’esportatore di "democrazia"!

    Non è una critica di
    contenuto, ma di atteggiamento, che in ultima analisi non può non influire sui
    contenuti stessi.

    Ma vista la penuria di pensatori liberi dal sistema
    monetario vigente USA-centrico, teniamoci stretti la cara Ellen, che un po’ di
    luce comunque la fa.

  • SanPap

    11 (dicembre 2014)

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