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IL CAPITALISMO FRA 150 ANNI. SEMPLICE: BOOOOOMM! (E PALLANTE)


DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info

1) PREMESSA: Oggi hanno ormai già vinto e stravinto gli ESPORTATORI, cioè la dottrina dominante e credo infermabile del Neoclassicismo economico dove i popoli (quelli sviluppati) sono destinati a retrocedere negli standard di vita di almeno 60 anni, per permettere a USA e UE di esportare a prezzi competitivi al MEGA MERCATO DEL FUTURO!!!!, quello dei Paesi in via di Sviluppo (PVS). Cazzo gliene frega a Marchionne o alla VW di vendere a 4 gatti europei quando nei prossimi 100 anni avremo un mercato di 4 miliardi di nuovi classi medie in Indonesia, Cina, Brasile, Russia, Sud Est asiatico e Africa?

Le economie interne di noi occidentali vanno demolite per permettere a una cupola di grandi e medi esportatori di fare soldi a palate: linee di produzione in Calabria o in Veneto a 600 euro mensili x operaio, quasi zero diritti, ma infrastrutture ultra moderne, NON pagate dall’industriale ovvio. Basta! de-localizzare in sti Paesi dell’est dove per muovere un Tir il magnate italiano deve pagare 60 bustarelle per 1400 km di percorso, e altre 200 per avere permessi ecc., dove le reti informatiche vanno a carbone… Ecco lo scopo delle Austerità europee che ho già spiegato qui 7 miliardi di volte: impoverirci per diventare la Romania in Italia per gli esportatori, la Moldavia in Spagna, la Thailandia in Grecia, la Tunisia in Irlanda, Olanda, e anche in Germania (guardate l’andamento dei redditi tedeschi, da rabbrividire).

2) Scatta quindi la gara mondiale di USA e UE per l’export ai PVS, con appunto catene di produzione forsennate, in un crescendo allucinante di prodotto sputato fuori per minuto di lavoro. Per i primi 50 anni in PVS compreranno da noi come pazzi tutta sta roba che produciamo a ritmi deliranti, e i nostri esportatori felicissimi: infatti si tengono i ricavi, li giocano in finanza, e nelle buste paga non arriva nulla (non deve, si legga punto 1), così come allo Stato – es. l’Inversion Deal di Marchionne, che ancora lavoricchia da noi ma pagherà tasse altrove. Ma poi arriva il bel giorno in cui i PVS avranno anche imparato a farsi le cose a casa loro, non sono scemi. Loro hanno il 90% delle materie prime, hanno i numeri umani, avranno la tecnologia, avranno una nuova moneta di Riserva (il dollaro è all’agonia), e quindi cosa accade? Che sempre meno compreranno cose fatte da noi. E i nostri esportatori andranno in vacca. Ma peggio, peggio fratelli e sorelle, perché qui arriva lo schianto del CAPITALISMO… (ascoltami Karl Marx, e smetti di dare calci alla bara quando senti Fusaro, su!)

Nota al punto 2): e non mi parlate di limite delle risorse come causa del crollo capitalistico perché è una cazzata cosmica che ci propinano da 50 anni e NON STA SUCCEDENDO. Abbiamo, secondo fonti di settore, petrolio per alti 500 anni, e riserve di quasi qualsiasi cosa in continua scoperta, più tecnologie che stanno creando in labs una quantità impressionante di materiali ultra moderni per sostituire la materia naturale.

3) Dicevo: qui arriva lo schianto del CAPITALISMO soprattutto per un altro motivo… Eccolo: Il FATTORE DEMOGRAFICO. Non li sto ad elencare qui, ma è assodato con certezza assoluta da studi che spaziano dall’M.I.T. di Boston, alla Banca Mondiale e oltre, che A UN AUMENTO DEL BENESSERE CORRISPONDE SEMPRE UN CALO DRAMMATICO DELLE NASCITE. Ora, cari brothers and sisters, scordatevi le famiglie alla Anacieto Oliveira (Brasile) che di regola faceva 9 bambini, di Kogo Mingu (Senegal) che ne faceva 11, o di Aditya Rahrjo (Indonesia) che ne faceva 7. I Anacieto Oliveira, Kogo Mingu, o Aditya Rahrjo con casa, garage, fondo pensione, una Tv per camera, due auto, Iphone 39S ecc. faranno esattamente come noi, smetteranno di proliferare, cioè sforneranno un figlio o forse due… ma proprio esagerando. E qui arriva il problema. Infatti avremo USA, UE, e PVS diventati totalmente borghesi, che avranno tutti per 100 anni sviluppato una frenesia produttiva tagliagola capitalista per l’EXPORT che funzionava finché i PVS erano PVS. Ma ora – 150 anni da adesso coi PVS borghesi e in calo demografico drammatico – semplicemente nel mondo non ci sono più i NUMERI di consumatori necessari ad assorbire le produzioni E LE PRODUTTIVITA’ frenetiche. Ed ecco che inizia l’avvitamento…

4) AVVITAMENTO di un jet che ha strafatto, pilotato da piragna dementi ha consumato le ali e ora sta precipitando in avvitamento senza una speranza al mondo di non schiantarsi. Cioè lo schianto del CAPITALISMO Neoclassico che ridicolizzò Marx 120 anni fa, senza capire che quell’uomo una metà di questa storia l’aveva già intuita (non la seconda metà che aggiungo io, Karl). Precisiamo che l’insurrezione delle classi lavoratrici si è estinta già oggi ed è fossile, letteralmente fossile. Nessuno pensa, la gggènte non può perché Dio glielo impedisce di default, gli intellettuali/economisti sono dei vili buffoni attaccati a cattedre pubblicazioni e salotti, per cui mai! dire una parola contro il Neoclassicismo dell’export imperante. Anche il 99,9% degli attivisti non ha la più pallida idea di come funziona The Machine del Vero Potere, né capisce che io ho ragione e quello che gli proponevo andava fatto e punto. Cosa rimane? L’avvitamento del Capitalismo e lo schianto sul fattore DEMOGRAFICO.

5) Abbiamo oggi, ma solo per poco tempo, la Mosler Economics, che combatte l’imperante ideologia dell’export suicida proponendo di spostare milioni di posti di lavoro dalla super-produzione ai servizi umani/ambientali ecc. Ma anche lei alla fine si scontrerà col calo demografico. Quanti servizi puoi fornire se la gente è sempre meno? Hai voglia tu di fare un Programma di Piena Occupazione (che oggi funzionerebbe a meraviglia, ma io vi sto parlando di 150 avanti). Dove li piazzi fra 150 anni questi dipendenti dello Stato, rimasti col culo in terra dallo schianto del Capitalismo Neoclassico/Export, se i numeri sia dei piccoli nati o dei ricevitori/utilizzatori adulti di servizi sono sempre meno? Ohhh… lo schianto. Cosa fai? Ricicli centinaia di trilioni di dollari di economia scomparsa, su anziani o fornendo 18 baby sitters per famiglia? Ma dai! Neppure la Mosler Economics ci salverebbe.

BOOOOOMMMMMMM! Fine Capitalismo, portato alla sua devastazione da:

IDEOLOGIA NEOCLASSICA DELL’EXPORT

AVIDITA’ DEI SUOI IMPERATORI

CROLLO DEMOGRAFICO GLOBALE

Che sfiga non esserci, lo spettacolo sarebbe awesome!, cioè mozzafiato. Ma… Udite udite!…

Maurizio Pallante, sei arrivato 150 anni prima del tempo in cui saresti stato utile. Oggi le tue idee sono infantili con una ‘Under Capacity’ sia del primo che del secondo/terzo mondo da spavento e crescente. Ma fra 150 anni con i rottami del Capitalismo sparsi nel mondo, le tue idee credo potranno essere l’unica salvezza. Fatti clonare Maurizio, non ti sto prendendo in giro, tu servirai fra 150 anni.

BIG CALM

Paolo Barnard

Fonte: www.paolobarnard.info

Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=1147

18.04.2015

Pubblicato da Davide

  • albsorio

    Fammi indovino e ti faro ricco… 🙂

    Bho io se fossi Barnard mi metterei a vendere numeri del lotto 🙂
  • uomospeciale

    il problema non si pone neppure.
    Crollerà tutto molto prima di 150 anni.
    Altro che crollo del capitalismo, qui sono la sia civiltà che la specie umana per intero, ad essere a rischio.
    A meno che circa l’80% del genere umano non muoia, ma sopratutto, smetta in blocco di fare dei figli almeno per i prossimi 50 anni.

    Ormai non c’è più il tempo per un rientro demografico "dolce", bisognava pianificare il tutto ancora nei primi anni del ‘900………..Adesso è troppo tardi.
    Ora siamo messi così:

    https://www.youtube.com/watch?v=ANVe2DqLeqs

    https://www.youtube.com/watch?v=Uf3WUJBcf-4

    E anche l’Italia è messa maluccio, visto che dovremmo essere al massimo 100 abitanti per
    chilometro quadrato mentre sono 201…

    Esattamente il doppio della soglia di sostenibilità massima ambientale, e i risultati si vedono
    chiaramente con laghi e fiumi ridotti a fogne a cielo aperto, e una gran parte del territorio
    italiano inquinato, devastato, cementificato e in grave dissesto idrogeologico.

    Per contro, la Francia ha  102 abitanti per chilometro, gli stati uniti 34,2 la Russia 8,4 e il Canada addirittura 3,4 abitanti per chilometro..

    Al di sopra dei 50 abitanti per chilometro il territorio non è più in grado di produrre cibo a sufficienza
    e sopra i 70 abitanti per chilometro, anche il semplice inquinamento prodotto dalle attività umane non

    può’ più essere smaltito e riassorbito dai cicli biologici di rinnovamento della terra, dell’acqua, e dell’aria……………… Quindi si accumula e si concentra, sino ad avvelenare irrimediabilmente

     il territorio, e l’intera catena alimentare.

    Altro che crollo del capitalismo, non ci sarà più nulla tra 150 anni.

  • SeveroMagiusto

    Penso che Barnard in gran parte abbia ragione, ma dove
    sbaglia secondo me è nel continuare a vedere l’economia come una religione, con
    tutti i relativi dogmi e tabù. Dato che sono felicemente ateo ed essendomi ultimamente
    liberato di molta altra zavorra ideologica, mi sento particolarmente portato a
    ragionare in maniera autonoma.

    Sull’argomento in questione penso che sicuramente lo Stato
    deve avere i mezzi (moneta e/o leggi) per sostenere economia e welfare, ma
    anche avere il controllo del sistema (leggi + volontà). Altrimenti continueremo
    ad avere lo stesso problema , cioè che i pochi individui immensamente ricchi
    che secondo Barnard ci stanno portando allo sfacelo – ed è vero – continueranno
    a decidere il nostro destino. Magari nell’ambito di un modello economico
    diverso, ma finché quattro gatti continuano a detenere il “potere” – controllo
    di materie prime (compresa la moneta), dei media (propaganda), della politica e
    usufruendo di regole e leggi create su misura per loro – poco cambierà per noi
    99%. Quindi lo Stato (cioè i cittadini) ex lege – e nelle nazioni dove
    fortunatamente non esiste la democrazia, direttamente con le forze armate –
    deve riprendersi ciò che di diritto appartiene a tutti. Ovviamente non sto
    parlando di “espropri proletari” generalizzati nei confronti di tutti quelli
    che sono “ricchi”, ma solo di recuperare le ricchezze che sono state accumulate
    in maniera fraudolenta (soprattutto con la pirateria monetaria e finanziaria). Bisogna
    poi stabilire delle leggi che impediscano a singoli individui di acquisire troppe
    risorse.

    L’economia deve
    essere funzionale al benessere dell’umanità, mentre al giorno d’oggi accade
    esattamente il contrario: è l’uomo che è schiavo dei meccanismi della stessa
    .
    Barnard pur essendo promotore di un modello alternativo, mi sembra ancora troppo
    legato a questi ultimi.

    Sono d’accordo
    con lui sul fatto che ci voglia un nuovo modello di economia e di società. Non
    credo che l’attuale sistema si autoriformerà né che il popolo abbia la forza di
    imporre il cambiamento. La soluzione secondo me non verrà mai dallo Stato, ma
    dai cittadini (o meglio dalle persone) che devono cercare di auto-organizzarsi
    in piccole e grandi “comunità”. In culo al “global”; w il “local”.

    Nel suo post Barnard, cita Maurizio Pallante, del quale consiglio vivamente il volumetto
    dal titolo  “Monasteri del terzo
    millennio” ( http://www.lindau.it/schedaLibro.asp?idLibro=1468 [www.lindau.it]),
    nel quale l’autore fa un esempio concreto
    di una comunità – che non deve essere necessariamente di tipo bucolico come
    quella proposto da lui – che vive di regole proprie. Questa secondo me è la
    ricetta giusta: costruire un sistema di vita e di rapporti interpersonali
    diverso e alternativo a quello che sta distruggendo il Paese e il mondo.

    Il che
    ovviamente include anche un diverso modo di concepire il lavoro. La società
    consumistica ci ha assegnato un ruolo: quello di produrre e consumare beni, il
    tutto però a favore di chi comanda l’economia. E se fossimo produttori e
    consumatori di beni per noi stessi? Non occorre andare a scomodare teorie
    ottocentesche riguardo al possesso delle materie prime e dei mezzi di
    produzione. E’ semplicemente una cosa logica. Il fatto è che purtroppo non
    siamo abituati a ragionare in termini di “gruppo”. Se siamo soli o se ci
    dividiamo per questioni di lana caprina, il potere ci fotte. Allora, perché
    invece di lamentarci, non cominciamo a formare gruppi di persone che agiscono in maniera coordinata?

    Non occorre
    aspettare il crollo del capitalismo per vivere in una maniera migliore.
    Possiamo farlo anche subito. Se lo vogliamo davvero.

  • Aironeblu

    Purtroppo tutto molto realistico, "ma tutto questo Alice non lo sa", e come soluzione propone ancora le sue moslerate per rilanciare la produzione.

  • Aironeblu

    Per qualche riga ho creduto che Barnard fosse rinsavito, o che avesse copiato l’articolo da qualcun’altro: non insulta nemmeno un volta i "grillini", riconosce l’esistenza di un’enorme crisi di sovraproduzione, parla corretta,ente delle strategie di de-localizzazione….

    Ma poi, quale elemento va a individuare come causa del tutto? Il futuro CALO DEMOGRAFICO che prevede per il prossimo secolo!!! Secondo questo geniale giornalista che si è dato all’economia, la soluzione sarebbe sempre la stessa moslerata di sempre: riuscire a finanziare e aumentare la produzione, ma questa volta ci si mette di traverso anche la popolazione mondiale che non vuole più riprodursi come conigli, e manda in crisi addirittura un meccanismo così perfetto come la Moslernomics!!!
    In altre parole, il problema secondo Barnard, non sono gli 8 miliardi di persone che consumano, inquinano e sprecano come 20 miliardi, il problema non è che siamo troppi e sprechiamo troppo, ma è al contrario che siamo troppo pochi e non possiamo assorbire tutta la produzione che sarebbe garantita dalla moslernomics…. In due parole, adattare la popolazione alla produzione, ecco la soluzione!
    Per non smentirsi poi, visto che i "grillini" sono stati risparmiati,  si possono anche concludere le farneticazioni quotidiane con un patetico tentativo di sbeffeggiamento verso Pallante, che con un minimo di giudizio si è posto il problema in termini diametralmente opposti a Barnard: come armonizzare la produzione e l’economia ai reali bisogni della popolazione. 
    Che, volenti o nolenti, Barnard o non Barnard, sarà la strada obbligatoria.
  • cipperimerlo

    Non so chi sia più inutile tra Pallante e Barnard.

    A Pallante spiegate che l’Italia importa petrolio, quindi tagliare i consumi di petrolio aumenta il PIL, non lo diminuisce. Così magari, facendosi un giretto al mercato dopo la chiusura, si rende conto di quanto sia felice la decrescita. Gli auguro di fare quella fine anche lui, e guai se si lamenta.
    A Barnard (e Marchionne) va spiegato che, per avere i 4 miliardi di persone del ceto medio in Africa, Asia & C, quei paesi devono crescere. E la crescita sei paesi emergenti è trainata dalle esportazioni. Se i paesi occidentali, che sono sviluppati, la cui crescita, quindi, è trainata dai consumi interni (e tramite le importazioni distribuiscono un po’ di ricchezza ai paesi emergenti), devono divenire esportatori, devono tornare sottosviluppati, comprimendo i consumi e le importazioni. Per cui i paesi emergenti non potranno crescere, perché i paesi sviluppati non saranno più un mercato in grado di assorbire le merci dei paese emergenti, e gli ex paesi sviluppati non vedranno nessun ceto medio nei paesi emergenti in grado di comprare le loro merci. Risultato: a questi ritmi la baracca salta in una generazione. E io preferirei non esserci.  
  • ROE

    Concordo ma possiamo ancora evitarlo, se vogliamo. http://holos.unigov.org/holosbank.com/unigov/M&L-IT.htm [holos.unigov.org]

  • Chiloe12

    Con Pallante mi sono confrontato una volta ed è incredibile cosa diceva siccome abita in Toscana o nei dintorni ed ha un pezzo di terreno consigliava a tutti di vivere così, come se fosse possibile per TUTTI ritornare a lavorare la TERRA! Incredibile come si possa parlare così della vita delle persone, come se fossimo tutti eguali  anche come possibilità economiche. Di Barnard dico solo che non ho mai visto nessuno credere e propagandare, teorie e modelli, in questo modo. Come se gli attori di queste sue teorie si muovessero secondo una parte che si recita seguendo un copione. Tutte coglion..ie! E poi come si fa a credere che una teoria o un modello possa andar bene per qualsiasi paese o nazione, dimenticandosi che ad esempio, in Italia il ceto dei capitalisti sia uguale ai Tedeschi, Inglesi, Francesi..Anche perché i politici italiani corrotti per mestiere sono una razza unica, ma condizionano anche l’economia e viceversa.   

  • giannis

    ho capito….. ma per ora in italia siamo credo circa 65 milioni e tutti mangiano bevono e dormono e ce tanta gente piena di soldi , a fare previsioni per il futuro non ci si azzecca quasi mai

  • cavalea

    I 65 milioni mangiano ancora oggi, grazie alle enormi importazioni alimentari che arrivano da paesi con una impronta ecologica positiva,  e che consentono di produrre molto di più di ciò che consumano.

    Giusto per dare una idea, l’Italia è autosufficiente fino ad aprile; da allora fino a dicembre, abbiamo bisogno di paesi terzi. 
  • cavalea

    Concordo.

  • Truman

    Non mi sembra che consigliasse a tutti di fare come lui. Prova a valutare l’idea che consigliasse a tutti di trovare un rapporto armonico con la natura e proponesse ad esempio ciò che aveva fatto lui.
    Prova anche a valutare l’idea che ci possano essere scelte etiche personali, non imposte agli altri. Troppo spesso si è parlato di concetti universalistici (rivolti a quei "tutti" di cui parli) ma a volte le soluzioni che funzionano sono grandemente variabili da persona a persona e da una nazione all’altra.

  • Jor-el

    Barnard ha scoperto la caduta tendenziale del saggio di profitto!

  • Chiloe12

    Pallante era in una Libreria a Venezia e lui spiegava che ha una casa con giardino-orto in centro italia e consigliava a tutti i presenti che bisogna ritornare ad una vita in cui lavorare la terra, avere un orto, ecc.. deve ritornare a far parte dell’esistenza umana. Io vengo dall’ambiente contadino ho della terra, dei vigneti, in Piemonte, adesso è coltivata da mio fratello, essendomi di fatto trasferito nel nord-est dopo la parentesi di sociologia di Trento. Conosco l’ambiente contadino, quest’ambiente è stato abbandonato dai più perché non da reddito sufficiente per poter vivere a causa dell’alto costo dei prodotti non agricoli, e può solo farlo chi ha un certo patrimonio di campi e vigneti in quanto è necessaria una certa meccanizzazione, che è altrettanto costosa da acquistare e gestire. Detto questo è folle pensare e predicare, come fa Pallante, che i milioni di famiglie o single che vivono in Italia possano pensare di aver una casa, villetta con annesso giardino, orto o qual’altro 

  • ottavino

    Barnard è criticabile per tanti motivi. 

    Qui è particolarmente evidente il suo orrendo stile di esposizione degli argomenti. 
  • gimo

    Si concordo anche io.

    Per questa gente non esiste completamente la possibilità che sia questo assurdo sistema di produzione  e consumo, il consumismo, appunto, associato alla finanza, che ha bloccato l’evoluzione dell’umanità e ci ha rigettato indietro agli anni bui.
    Continuano a cercare soluzioni all’interno di questo pollaio, senza vedere che il problema è il pollaio stesso.
    La premessa dii Barnard, di un Barnard rinsasvito, appunto,  gia dovrebbe fargli illuminare la lampadina e capire che data la premessa, la MMT non esiste. Non ha senso. È come la corazzata Potiemkin!
    Ma personalmente sono ormai molto molto in malafede. Non credo che questa gente non sappia valutare. Non creo che Barnard creda davvero che la soluziome sia la MMT e, come
     giustamente si fa notare, adeguare la popolazione alla sovreproduzione.
    Credo ormai semplicemente che sia fortemente in malafede. Ha aperto delle porte, attentissimo a quelle che non si devono aprire, che infatti non ha aperto, per guadagnare credibilità e come tutti i fantocci che ormai siamo stati abituati a vedere, ha poi virato per altri lidi per deviare una certa consapevolezza, disarmandola e con confondendola.
  • gimo

    Dobbiamo tornare all’agricoltura!

    Ma mica a coltivare LA NOSTRA TERRA e autosostentarci.  Questo ovviamente NON E’ PIU POSSIBILE.
    Questa gente ci invita a tornare a un modello sostenibile MA E’ TROPPO TARDI!!!
    Il modello che deriva da questo è LEGGERMENTE diverso.
    Non lavorare LA NOSTRA TERRA, ma diventare VASSALLI e lavorare la terra espropriata, comprata, rubata dai grossi gruppi multinazionali.
    McDonald collabora con gli agricoltori in Italia, i suoi prodotti sono Italiani, dichiarava l’AD di McDonald Italia, qualche giorno fa in TV.
    Tutta la politica Europea egli ultimi anni che ha di fatto DEVASTATO le nostre economie locali, allevamenti, agricoltura, aziende etc, ha preparato la strada.
    Allo stesso modo quando si parla di lavoro, articolo 18 etc. si continua a raccontare la solita favoletta che GLI IMPRENDITORI NON SONO CATTIVI E NON VOGLIONO LICENZIARE….
    poi si dimenticano di dire che GLI IMPRENDITORI non esistono piu. L’azienda italiana è DEFUNTA. Quindi parliamo di multinazionali che invece hanno SOLO l’interesse a ridurre i costi, avere lavoratori formati, ma disarmati nel far valere i propri diritti, piccoli schiavi mentali e fisici.
  • saurowsky

    addirittura fa previsioni a 100 anni la scimmia urlatrice…

    e’ vero che le parole gratis ma a che pro tutto questo?

    Scommettiamo che la risposta  e’ MMT?

    certo pure io che perdo ancora tempo a commentare gli editoriali edi barnard…

    E’ proprio Lunedi!