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IL 2 OTTOBRE MORIRA' L'UNIONE EUROPEA

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Le magnifiche sorti e progressivi dell’Ue sono ormai segnate, «il 2 ottobre morirà l’Unione Europea », dice Enrico Mentana, e stavolta, una delle rare volte … credo che abbia ragione. Perché proprio il 2 ottobre? Beh, per quel giorno è stato indetto il referendum ungherese sul ricollocamento obbligatorio degli stranieri, un quesito che chiamerà i cittadini ungheresi ad esprimersi pro o contro l’Unione: «Volete o no che l’Ue possa obbligarci ad accogliere in Ungheria, senza l’autorizzazione del Parlamento ungherese, il ricollocamento forzato di cittadini non ungheresi?». È il quesito del referendum proposto dal governo di Viktor Orbán, ed approvata dal Parlamento il 10 maggio. Che dire … secondo Orbán, si tratta di decidere sulla sovranità del Paese, e di far valere il diritto di scegliere con chi convivere, ma il voto rischia di essere l’armagheddon dell’Unione dopo l’avvenuto Brexit.

Poco prima il governo Orbán aveva votato contro il piano europeo del settembre scorso, sia l’Ungheria che la Slovacchia avevano preannunciato un ricorso legale e Budapest una consultazione referendaria. Il piano violerebbe la sovranità nazionale e rischierebbe di facilitare l’ingresso nel Paese di «terroristi», Bruxelles «non ha il diritto di ridisegnare l’identità culturale e religiosa dell’Europa». Ma dato che circa 400mila migranti e rifugiati sono passati per l’Ungheria nel 2015, prima della costruzione del muro che ha sigillato i confini meridionali, gli esiti del refendum appaiono già scontati.

Poi nello stesso giorno l’Austria ripeterà il ballottaggio presidenziale … e forse stavolta il vecchio “Ulrich”, per ironia della storia, dopo aver trascorso tutto il secolo breve “senza qualità”, annichilito da una sorta di spleen esistenziale postmoderno, potrà finalmente riscattarsi e decidere di far implodere l’Europa, ferendola nel ventre molle della Mitteleuropa, con una salvifica manovra di karakiri (Robert Musil, L’uomo senza qualità). Infatti “Dopo il Brexit – dice ancora Mentana – se passa il no a Budapest, se vince Hofer a Vienna, l’Unione davvero rischia di crollare. E la causa è sempre la stessa: la paura degli immigrati.”

Il sistema sta squassando l’Europa dalle fondamenta, perché l’Ue appare ormai come l’aborto mostruoso di un progetto fallito … occorre una virata risoluta per affrontare le turbolenze populistiche, quindi è necessario eliminare i protagonisti dell’ultima fase storica, quegli uomini “senza qualità” che non sarebbero più credibili per il nuovo frankestein geopolitico in via di riassemblaggio.

Cadono come mosche … prima David Cameron, travolto dal Brexit, che lui aveva fermamente combattuto, ma il medium è il messaggio, diceva un certo Marshall McLuhan, dunque la stessa proposta del referendum celava trame finanziarie gentryste, ed indicava una via tutta in salita, conclusasi poi con la catastrofe annunciata … sputtanato in anteprima dai Panama Papers e poi definitivamente eliminato.

Poi arriva il turno di Boris Johnson, che dopo aver tenuto un discorso colto, moderato e sapiente, si dichiara inadeguato a guidare la compagine dei Tory … «Alla conferenza del partito Tory dell’anno scorso ho attirato l’attenzione su di una statistica preoccupante sul modo in cui sta cambiando la nostra società. È la proporzione tra lo stipendio medio dei top manager del Ftse100 e quello del suo dipendente medio – ribadisco, medio – in azienda. Questa sproporzione sembra in fase di esplosione a un ritmo straordinario, inspiegabile e francamente sospetto. … oggi c’è un signore là fuori che guadagna 810 volte la media dei suoi dipendenti. Cosa sta succedendo?»

«Il mercato unico è un microcosmo di bassa crescita. E’ cronicamente affetto da un elevato tasso di disoccupazione. I paesi dell’Ue sono gli ultimi della fila in quanto a crescita tra i paesi dell’Ocse; ed è incredibile che ci siano 27 paesi extracomunitari che hanno goduto di una crescita più veloce nelle esportazioni della Gran Bretagna, a partire dall’avvio del mercato unico nel 1992, mentre 20 Paesi hanno fatto meglio di noi nell’esportazione di servizi. Far parte dell’Ue non è poi così conveniente per le aziende britanniche. Perciò che cosa piace dell’Ue a questi pezzi grossi? Sostanzialmente due cose. A loro piace l’immigrazione incontrollata, perché aiuta a mantenere bassi i salari dei lavori meno qualificati, e quindi aiuta a controllare i costi, e di conseguenza ad assicurarsi che vi sia ancora più grasso da spartirsi per quelli che comandano. Un rifornimento costante di solerti lavoratori immigrati significa non doversi preoccupare più di tanto delle competenze o delle aspirazioni o della fiducia in se stessi dei giovani che crescono nel loro paese.»

Poi gagliardo si fa avanti Nigel Farage con il suo “Mission accomplished!” … e chi se lo aspettava ??
Proprio lui che è stato il paladino degli euroscettici, che aveva infiammato il parlamento europeo con le sue invettive anti Europa, e che aveva denunciato con particolare competenza tutte le distorsioni del cambio fisso. Infine arriva la dichiarazione di John Chilcot, presidente della commissione d’inchiesta britannica sul conflitto iracheno, che presenta un rapporto durato sette anni, secondo il quale “l’UK non esaurì tutte le possibili opzioni pacifiche prima di dichiarare la guerra all’Iraq di Saddam Hussein”. Per di più Tony Blair (criminale di guerra) era stato avvertito sul fatto che una guerra in Iraq avrebbe favorito i gruppi terroristici per il rifornimento di materiale bellico, prima Al Qaeda e poi Isis.

Ora è chiaro che il Brexit non è stato un semplice segnale di allarme della crisi europea, ma un evento maturato nel tempo, cresciuto come un bubbone purulento sul tessuto epidermico sociale, malato terminale che sposta i rapporti di forza, sullo scacchiere geopolitico mondiale. L’intera architettura del mondo sta cambiando, perché l’UK è uno dei poli della civiltà occidentale, e se l’Inghilterra si dice fuori dall’Europa, ciò significa che muta il giudizio di valore sull’Ue e sui rapporti di potere degli stati. Infatti il polo catalizzatore dell’occidente, rappresentato dagli Stati Uniti dopo la seconda guerra mondiale, sta declinando sotto i colpi delle migrazioni di massa, che stanno disgregando l’Unione, per essere sostituito da un mondo multipolare, dove altre potenze reclamano la loro centralità. Il processo di unificazione europea, un prodotto neoliberista della civiltà atlantica, viene interrotto dalle élite avverse che hanno reso possibile il Brexit, e ciò potrebbe avere un effetto domino su tutto il continente.

Non credo che si consentirà all’Europa di tornare agli stati nazione e alle condizioni preesistenti all’attuale processo di integrazione … e comunque le tensioni si faranno assolutamente insostenibili, mentre alle nuove forze politiche antisistema, cresciute in modo travolgente sotto i colpi della crisi, non sarà concesso troppo spazio per l’acquisizione del potere. Stiamo assistendo alla fine di un’Europa, intesa non solo come aggregazione pacifica ed equilibrata di stati, ma anche come possibile istituzione consapevole della propria identità, cultura, civiltà, artefice del proprio destino e orgogliosa dei propri valori etici. L’Europa non ha valori etici, non li ha mai avuti, l’unico valore che dirige le sue scelte è un sistema ultraliberista compulsivo, al servizio degli interessi oligarchici, che stanno privatizzando tutto il possibile all’interno dei singoli stati.

Probabilmente siamo entrati in una nuova fase della crisi europea e di quella globale, una crisi che si rivela solo ora nella sua drammatica e molteplice natura: economica e finanziaria, ma anche istituzionale e geopolitica. Le strutture stesse della società ne saranno sconvolte dalle fondamenta. Nuove turbolenze si affacciano all’orizzonte e ne offuscano la visibilità, segnate da instabilità sociale crescente e da un progressivo disordine economico e finanziario, mentre le oligarchie dominanti tenteranno con ogni mezzo di sopravvivere, senza cedere minimamente nulla del loro potere agli odiati populismi anti-sistema, che cercano di accreditarsi con forza presso la massa dei consensi elettorali.

In ambito globale questa nuova civiltà multipolare si sta materializzando in fieri, giorno dopo giorno, mentre l’Ue in una prospettiva di ricomposizione dovrà confrontarsi con altri poli di aggregazione economica molto incisivi, come l’Organizzazione di Shanghai per la cooperazione (Shanghai Cooperation Organisation, SCO), un organismo intergovernativo fondato nel 2001, che oggi comprende numerosi stati: Cina, Russia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Uzbekistan, Afghanista, India, Iran, Mongolia, Pakistan. Un’Organizzazione che agisce da sempre come giusto e necessario contrappeso verso gli Usa, difendendosi da eventuali sue aggressioni.

La SCO sta diventando una forza importante e riproduce lo spostamento del baricentro dell’ordine mondiale, che sta virando verso oriente … un trasferimento dalla cultura occidentale al mondo eurasiatico. Il Brexit è visto in oriente come il crollo del west, il tramonto dell’occidente e della sua cultura, protesa per secoli alla “civilizzazione” del globo. La fine dell’Ue, così come l’abbiamo pensata per decenni, sembra essere prossima, e la sua metamorfosi appare irreversibile.

Nasceva infatti da un patto scellerato tra “unificazione tedesca vs euro” … e mentre Andreotti diceva “Amo talmente tanto la Germania che ne preferirei due”, Churchill forse ne avrebbe volute addirittura molte di più. C’era però una motivazione urgente, quella di scongiurare l’espandersi dell’Urss, che aveva già unificato tutta la parte orientale dell’Europa. La piantina politica dell’Eurasia dal ’45 agli anni ottanta ci mostrava un’immensa e compatta massa rossa ad est, con una sottilissima striscia blu ad ovest.

In altri termini, l’unificazione dell’Europa occidentale era l’altra faccia dello sviluppo economico, che il capitale produttivo aveva progettato per arginare l’avanzata del comunismo e per rispondere alle esigenze fisiologiche della necessità di fare crescita. Il tutto garantito da una relativa pace sociale, con benefici generalizzati prodotti dal fordismo, da politiche economiche keynesiane e welfare generalizzato, che hanno distinto il periodo di massimo e apparentemente inarrestabile sviluppo della storia dell’umanità. Ma la storia dell’Europa non è stata semplice: avversione continua da parte dell’impero, per impedire che potesse divenire troppo potente … appartenenza alla Nato, che ha consolidato il potere americano e impedito la nascita di un’autonomia difensiva europea e di conseguenza di una concreta e comune politica estera … una permeabilità scandalosa all’azione devastante delle lobby economico finanziarie.

E’ il ritorno dell’Heartland, il Cuore della Terra, la zona centrale dell’Eurasia, denominata così da Sir Halford Mackinder, il geografo inglese autore di “Democratic Ideals and Reality” 1919. L’Heartland era descritto da Mackinder come il territorio delimitato ad ovest dal Volga, ad est dal Fiume Azzurro, a nord dall’Artico e a sud dalle cime più occidentali dell’Himalaya. All’epoca, tale zona era quasi interamente controllata dall’Impero Russo. Per Mackinder, che basava la sua teoria geopolitica sulla contrapposizione tra mare e terra, Heartland era il “cuore” pulsante di tutte le civiltà di terra, in quanto logisticamente inavvicinabile da qualunque talassocrazia … « Chi controlla l’Est Europa comanda l’Heartland: chi controlla l’Heartland comanda l’Isola-Mondo: chi controlla l’Isola-Mondo comanda il mondo »

Worlds war has begun …

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

8.07.2016

Pubblicato da Davide

  • oldhunter

    Sono d’accordo con Rosanna… ma fino a un certo punto: l’EU può essere ristretta e far a meno dell’Ungheria, della Slovacchia e di qualche altro Paese periferico e d’importanza secondaria, tanto altri entreranno a far parte del carrozzone, come l’Albania per esempio.
    Forse potrà rinunciare alla Grecia che rappresenta solo poco più che un simbolo, ma certamente non dell’Austria, no, l’Austria no, per quanto sia piccola… perciò il vecchio Ulrich dovrà stare in guardia, per esempio agli incidenti stradali in stile Hofer con successivo accompagnamento di rose rosse al funerale…
    E che si ricordi anche che i metodi per trattenere certi Paesi in quella prigione a cielo aperto che è l’EU sono quasi infiniti!

  • Emanuele_C

    La paura degli immigrati (masse di schiavi a basso costo salariale ma elevatissimo socialmente) e la paura del futuro sono due aspetti legati strettamente tra di loro. La cara Signora Kasner ne ha richiamati a milioni in modo irresponsabile e per gli interessi economici del proprio paese, ben sapendo a cosa saremmo andati incontro in Europa.
    Lei, Spadini, certamente conoscerà molto meglio dello scrivente i rapporti annuali che definiscono le percentuali di stranieri che arrivano in Italia suddivise tra coloro che CERTAMENTE fuggono dalle guerre ed hanno diritto all’asilo e quelli che invece ne approfittano, ridendosela allegramente davanti ad un ridicolo foglietto d’espulsione (Il cognato di mio fratello è poliziotto e racconta che non ne possono più di arrestarli magari per spaccio o per rapina e vederseli in strada ridere in faccia tre giorni dopo!!! Spadini!!!).
    Tutto quanto sta accadendo è nell’impatto materiale di certe scelte: la decisione di non voler gestire in modo opportuno l’immigrazione (perché per me questa è un’operazione criminale pianificata), si riflette nella vita di tutti i giorni della cd. "gente comune" e nei modi sempre peggiori. Vuole un esempio terra-terra? La banale cronaca locale della mia città è da almeno due anni, basta controllare, INTASATA da articoli su reati commessi da immigrati, spesso pluri-pregiudicati anche nel paese di provenienza, quasi sempre irregolari.
    Uno si chiede perché non vengano imbarcati e spediti via da dove vengono e perché invece debbano rimanere qui, dopo fatti criminosi acclarati, a destabilizzare il nostro tessuto sociale, é perfettamente normale.
    C’é poi questo atteggiamento che non riesco a spiegarmi davvero da parte dei media occidentali, a meno di non fare il complottista: viene ucciso Emmahuel Chidi Namdi, subito grandissima attenzione, fiumi di parole che descrivono lo sconcerto, stigmatizzano bla bla… Ok, tutto giusto, poi, qualche giorno fa se non ricordo male, degli islamici radicali hanno sgozzato, dopo averle torturate e disposte verso la Mecca, 9 persone di cui una in cinta. Non ho notato, a mio avviso, PRORZIONALMENTE lo stesso sdegno né ho riscontrato lo stesso livello di condanna quando l’anno scorso, non ricordo dove, due anziani sono stati uccisi da un immigrato irregolare, lui SGOZZATO e lei STUPRATA e buttata giù dal balcone (fermiamoci un minuto ad immaginare la scena). Sa, Spadini, io sono un "buzzurro di paese" ed il porco l’ho visto scannare più di una volta: non è un bello spettacolo, immaginiamo un po’ della gente al posto del porco e magari una donna con un bambino in pancia. All’arrivo delle salme degli italiani di Dacca, le fotografie descrivono uno spettacolo desolante: praticamente non c’era una cane.
    La mia bacheca FB negli stessi giorni traboccava di cazzate sugli europei…
    Per puro caso, ho letto un post di Roberto Fico dopo l’omicidio del Chidi Namdi, in pratica pochi minuti dopo l’accaduto. Allora sono andato a vedere se sul profilo FB di Fico ci fosse anche qualche post su Dacca: un CAZZO! Non c’era NULLA. Perché? Mi chiedo PERCHE’? Ho ricontrollato più volte, magari mi è sfuggito?
    Ho ascoltato i discorsi di Obama in lingua originale: ci crederebbe se Le dicessi che non parla MAI di terroristi islamici in modo chiaro e definito? Non usa mai il termine islam. E’ come se si dovesse evitare di nominare l’argomento. Mi sbaglio? Ah, saperlo, come dice qualcuno…
    Nei giorni scorsi viene fuori che Blair sapeva perfettamente cosa sarebbe accaduto dopo un’eventuale guerra in Iraq; Gheddafi ci aveva avvertito più che chiaramente su cosa avremmo passato se lui fosse stato deposto. L’Egitto è diventato un posto oggettivamente pericoloso da visitare. Continuiamo a fare affari con stati che potremmo definire come "un’ISIS che ce l’ha fatta". Molti leader di partito, come Lei stessa riporta, hanno abbandonato stranamente. Cameron medesimo, siamo sicuri che sia stato avventato lui a concedere il referendum e che invece non fosse un’azione ponderata? E’ tutto assurdo, semplicemente assurdo, apparentemente illogico.
    A meno che non si consideri il potere accentrato tutto in mano a pochissimi individui i quali "giocano" per combattere la noia: ma poi davvero dovremmo pensare alla Spektre.

  • giannis

    Anche sull ‘ eurodeputato Buonanno ci sono dubbi che non sia stato un incidente a ucciderlo……ci sono video su youtube che ne parlano

  • AlbertoConti

    "non si consentirà"   "non sarà concesso" ….. ma di chi stiamo parlando? Di stegocrati, di governanti che governano per interposti burattini, per ovvii motivi. Primo non ci possono mettere la faccia, essendo una faccia troppo brutta, assolutamente avversa ad ogni forma di democrazia sostanziale. Secondo sono molti, con interessi di fondo convergenti ma per altri versi conflittuali tra loro, con punte estreme dedite a strategie di lungo corso supportate da liturgie macabre, interpretate da registi horror che seminano terrore. Terzo ….. tenetevi forte ….. ci rappresentano, almeno quella parte di noi che crede in questo sistema, e magari ne ricava anche le briciole, ma comunque pensa che sia l’unico vero e possibile.
    E poi, cosa principale, detengono il potere vero, quello economico, nella sua connotazione finanziaria divenuta un’aberrazione patologica di se stessa.

    In questo frangente abbiamo un’occasione unica e irripetibile per sconfiggere questa stegocrazia eversiva e disumana, incompatibile con l’unica forma di governo accettabile, per quanto utopica, che è la democrazia. E la prima battaglia non è contro un nemico del tutto esterno ed estraneo alla nostra identità, al contrario. Nessun altro continente registra radici culturali tanto avanzate e governi tanto oppressivi, due cose in stridente contrasto tra loro, come il nostro. I francesi vantano ancora (per quanto?) un welfare elevato, ma a che prezzo? I tedeschi, vincitori della sanguinosa guerra competitiva iperliberista, hanno i salari fermi da più di 20 anni, e milionate di minijobs. Ma siamo noi PIIGS i più sfigati e sofferenti, sull’orlo del collasso ed anche oltre, come in Grecia, che dobbiamo porci le domande giuste sui tanti perchè di questa crisi infinita, e su cosa vale la pena di puntare per una vita migliore e per un futuro senza guerre.

    OK, la brexit ha avviato le danze e pare condotta da lorsignori, ma è nella storia che stiamo vivendo che c’è l’opportunità di diventare popolo sovrano, pur tra mille pericoli e paure indotte. E’ questa l’ora di darci una smossa, di rivoluzionare il vecchio realismo, che vacilla molto già di suo.

  • PietroGE

    ‘accordo con Rosanna, la crisi europea non è congiunturale ma storica e il declino, a meno di possibili capovolgimenti sembra inarrestabile. Sono soddisfatto nel vedere che ora il problema immigrazione viene valutato nella sua oggettiva gravità e nella sua dimensione socialmente esplosiva. Non è più la faccia xenofoba della destra.

    Uno pensava che il suicidio dell’Europa fosse finito nel 1945, e invece scopre che continua a tutt’oggi. Il fallimento della UE è il riflesso istituzionale del fallimento del progetto di società : la società aperta. L’apertura dei mercati, invece di produrre crescita per tutti è stata un travaso di ricchezza dall’Europa (e USA) verso l’Asia. La società multiculturale sta fallendo anche nel Paese guida che la ha imposta in occidente, gli USA, come si vede dai fatti di questi giorni.

    Non sarebbe neanche giusto, dopo aver preso atto della situazione, sparare solo sulle istituzioni, c’è bisogno di un progetto di società funzionante che prescinde dalle Istituzioni europee o nazionali, basato su identità condivise e concetti come popolo, bene comune e destino condiviso. Poi uno può anche decidere il tipo di struttura multinazionale a livello europeo. Purtroppo i partiti olitici italiani sono ancora lontani dal comprendere la profondità di questi problemi e l’urgenza di una loro risoluzione.

  • Rosanna

    Infatti, è proprio così oldhunte, ma io mi chiedo anche il perché della scomparsa dai primi piani della scena pubblica di 4 personaggi che sono stati i protagonisti dell’Europa di oggi … consenzienti o dissidenti che fossero … le dimissioni di Cameron sono abbastanza comprensibili, ma quelle di Johnson già un po’ meno … e poi d’improvviso si dimette Farage … e ciò diventa ancora più incomprensibile … fino ad arrivare a Blair … come mai esce proprio ora il rapporto Chilcot ??

    davvero molto strano …

  • Rosanna

    Scusa Emanuele_C … non capisco perché te la prendi con me, in pratica sono completamente d’accordo con quanto dici, e in modo particolare’ riguardo a Cameron l’ho detto già in un altro articolo che mi sono sembrate dimissioni condizionate dalla Gentry e da  Buckingham Palace …

    "Infatti una verità ben diversa dalla narrazione mainstream, passata
    su tutti gli organi di stampa di questi giorni, ci dice che David
    Cameron è stato l’agnello sacrificale della corona britannica e della
    finanza della City … altro che democrazia !! Sembra che la regina
    l’abbia chiesto agli ospiti durante una cena “Datemi tre ragioni perché
    dobbiamo restare nella Ue …” (copyrightMaurizio Blondet),

    e poi l’ufficio stampa l’avrebbe prontamente divulgato ai network nazionali. God save the Queen.

    Sembrava strano infatti che i Panama Papers nell’aprile 2016 se la
    fossero presa anche con David Cameron, visto che erano stati pilotati
    dagli Usa, e che l’Uk è stato da sempre il loro alleato prediletto …
    infatti lo scandalo sui fondi offshore conservati a Panama nei documenti
    trapelati dal grande studio Mossack Fonseca, aveva individuato undici
    milioni di documenti che coinvolgevano capi di stato, politici, attori,
    sportivi … ma mancavano numerose presenze americane dalla lista del
    network internazionale offshore, attraverso il quale riciclare denaro ed
    evitare di pagare tasse."

    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=16609

  • Rosanna

    Certamente è necessaro rispondere all’attacco dei mercati, che sembra si stiano ricompattando contro di noi, alla crisi sistemica delle nostre banche, che sono servite per ricapitalizzare i crediti deteriorati delle altre in giro per l’Europa, ed ora sono costrette ad implodere con quella raffinatezza finanziaia definita bail-in, che non è altro che puro ladrocino ai danni dei risparmi degli italiani … sono la prima a non perdere le speranze e ad andare a votare, perché il non voto è una sconfitta in anteprima … però sono anche scettica sulla possibilità di riconquistare gli stessi assets politici ed economici degli anni ’80 … se non tra diversi anni

    "Pillola azzurra, fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua, e
    crederai a quello che vorrai. Pillola rossa, resti nel paese delle
    meraviglie, e vedrai quant’è profonda la tana del Bianconiglio … "
    (Matrix)

  • Rosanna

    Purtroppo siamo nell’era del pensiero debole e del postmoderno … dove la ridondanza delle informazioni equivale alla confusione più caotica … per di più i messaggi politici viaggiano alla velocità dei megabyte, e si rivolgono ad un pubblico incolto, ingenuo, spesso disinformato e distratto … ora sempre più vessato dalla crisi e dalla mancanza di lavoro …

    questo pubblico non può aspettare, non ha né il tempo, né la consapevolezza di cercare di capire quello che succede, politicamente e civilmente quasi analfabeta, perché nemmeno la scuola lo ha educato … ma vuole risposte immediate ai propri disagi … i partiti storici lo hanno tradito in tutti i sensi, tradito e truffato … e la storia sembra arrivata ad una svolta epocale … ora i partiti non si accontentano più di vendere gli appalti a prezzi esorbitanti, delle molteplici collusioni finanziario mafiose, ora prelevano i soldi direttamente dai conti correnti … e nonostante questo, gran parte dell’opinione pubblica non ha ancora capito un granché …

  • GioCo

    Dato che mi sto occupando di organizzazione aziendale, aggiungo: si sono scontrati due mentalità, due filosofie di gestione aziendale. Una, facente capo ai neocon, capofila e portabandiera probabile Soros, che promuove una struttura meno moderna che basandosi sulle tecnologie (informatiche e biologiche) subisce la doppia pressione della necessità di rinnovamento e ha maggiore bisogno di sottomettere le politiche e obbligare con la forza adeguamenti sociali, per diminuire tale pressione.
    Un esempio sono le biotecnologie: viene inventato un seme che resiste a un potente pesticida, ma questo non tiene conto della concorrenza che riesce meglio senza seme e senza pesticida. Quindi c’è bisogno di obbligare i paesi a usare seme e pesticida in qualche modo (tipo comprando terreni e facendo azioni legali a raffica sui terreni accanto per "furto di tecnologia", perchè il vento disperde i semi sul terreno accanto, ma per legge il proprietario non può coltivarli): una volta reso sterile il terreno, poi la dipendenza diventa sufficiente a rendere inutile la concorrenza.

    Putroppo la mossa è arrivata tardi e dopo una serie incredibile di scelte sbagliate. Questo ha dato modo alla concorrente, la struttura organizzativa stabilita su accordi (in stile Cinese) di maturare a un punto di legare tra loro interessi differenizati di anziende già globalizzate. Aziende che hanno imparato a gestire strutture molto flessibili, che hanno cambiato le regole di base degli affari, perché basano il loro successo non sulla concorrenza, ma sull’accordo con le aziende che "dovrebbero" sulla carta essere concorrenti. Un esempio su tutti e la politica controintuitiva di Google che finanzia la concorrenza perché divenga più forte e gli sottragga progetti. Il principio è semplice: se è un servizio web, ciò che conta è che potenzia il web (ne incrementa la dipedenza) e quindi potenzia Google.
    Questa struttura deve avere interessato di più Murdoch.

    Murdoch mi pare più legato alla City mentre Soros mi sembra più legato alla Germania e i due modelli sono parlanti anche rispetto alle preferenze degli investitori: Londra è proiettata verso un futuro di  servizi e sempre meno di produzione. Probabilmente renderà il suo sistema bancario una fortezza inespugnabile, tipo "vecchia svizzera", garantendo la divisione dell’offerta bancaria tra prestiti liberi da speculazione e non.

    Tuttavia il modello di produzione orientanto al cliente, sta lentamente invadendo anche le catene produttive di vecchio stampo. Ci avviciniamo sempre più alla fabbrica artigianale di massa, una sorta di mostro dove si immettono le monete e le idee in igresso, e viene cacato fuori il prodotto al momento e nei volumi desiderati. Tale mostro vorra stormi di tecnici altamente qualificati, dato che per lungo tempo l’utente medio non avrà gli strumenti per utilizzarlo (finchè almeno non troveranno il modo di leggere il pensiero) ovviamente a costi cinesi e qui riavremo da dire qualcosa: i Cinesi sono perfetti nel produrre in massa, ma peccano un pochino di creatività, mentre i prodotti tendono sempre più alla diversificazione. Sempre che la stupidità dei governi UE residui non debordi oltre ogni ragionevole sciocchezza permettendo alla Russia (grazie alle super-cretine azioni economiche) di farci vedere che contavamo (tanto tanto tempo fa …) per la nostra creatività e flessibilità.

    Cioè di sostituirci in ciò che per ora (e per poco ancora) possiamo offrire. Io credo che se guardiamo il ponte in Crimea, tutto ciò che dovrebbero fare i governanti UE è raggelare nel midollo e sciogliere subito le corde delle restrizioni, prima che sia tardi. Ovviamente, se Soros non riuscirà nell’impresa agognata di scatenare la terza guerra mondiale. Ma non ci scommetterei un centesimo.

  • spadaccinonero

    premetto, secondo la mia chiave di lettura, escludo la possibilità di un conflitto su scala globale

    oggi la guerra si fa in maniera completamente diversa, una guerra che fa molti più danni ma agisce a livello subliminale e non è possibile vederla, per il resto non riesco dove voglia andare a parare l’articolo
  • temuchindallaCina

    Nessuno lo dice, ma è già in atto da tempo, una guerra sotterranea tra UK e USA, e non si risparmiano colpi bassi. Fino ad adesso, li ha presi tutti la UK, ma prima o poi gli inglesi, si vendicheranno e allora ne vedremo delle belle (uscita dalla Nato – la verità sull’11/9).

  • temuchindallaCina

    I cinesi peccano di creatività?? Forse sarebbe ora di sfatare anche questo stupido luogo comune:

    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-01-09/brevetti-cina-batte-tutti-220838.shtml [www.ilsole24ore.com]

  • Rosanna

    Giustissimo !! infatti il Brexit sta a dimostrare proprio questo: fine del mondo unipolare, governato a colpi di guerre e violenza da parte degli USA, dove ora è in atto una guerra civile, anche se le immagini che arrivano da Dallas assomigliano ad uno dei tanti film che abbiamo visto sui nostri schermi tv … e inizio della guerra dei mondi …

    l’UK è da tempo in disaccordo con gli USA, non sopporta più le sue imposizioni, ma soprattutto il sistema europa lo ha danneggiato fortemente, quindi ora ha deciso di aprirsi verso altri rapporti di mercato a livello globale, e nel prossimo futuro cercherà di fare del proprio territorio un paradiso fiscale, attirando capitali e potentati d’interesse …

  • Rosanna

    Non ho parlato di guerra tradizionale, come la si intende di solito, ma di guerra finanziaria, economica e culturale: il Brexit ha attivato una reazione a catena, e altri paesi sono pronti a indire referendum, Ungheria, Austria … ma anche altri … insomma l’implosione dell’Europa è prossima, e la miccia che ha avviato l’incendio non è stato l’euro, come avevano profetizzato molti maestri del sospetto sovranista, quanto le migrazioni di massa, forsennate e compulsive …

    Mi dispiace che tu non sia riuscito a comprendere la tesi sostenuta nell’articolo, forse converrebbe rileggerlo con maggiore attenzione, senza farsi condizionare da falsi pregiudizi … 

  • gix

    Ammesso che tutto lo sconquasso europeo derivi da errori madornali dei burattini (perché noi non conosciamo i veri piani dei burattinai)e non da precise volontà, direi che ne hanno commessi alcuni madornali, di errori. Rompere i piccoli privilegi acquisiti della parte più immobile e conservatrice della società europea significa perdere il consenso che ancora la tiene in qualche modo in piedi. Quando in Italia cominci a fregare centinaia di migliaia di risparmiatori, che nella maggior parte dei casi sono pure pensionati, quando cominci a dire che per andare in pensione devi chiedere prestiti, quando cominci a mettere in discussione il pubblico impiego in paesi come la Francia ecc. è l’inizio della fine. Finche si tratta di fregare intere generazioni di giovani, che non hanno goduto di privilegio alcuno e quindi non hanno metri di paragone, per quanto rischioso non hai a che fare con persone che sanno con certezza cosa perdono. Ma se togli a gente che dopo una vita di sacrifici finalmente pensa di godersi i frutti del proprio duro lavoro allora è un altro discorso. Quindi a questo punto le alternative possono essere le seguenti. Se si tratta di precisa volontà, l’europa cadrà  in malo modo e probabilmente il passo successivo è una soluzione di qualche tipo, che consenta di far rinascere qualcosa di simile magari mascherato da superstato federale e altre scemenze simili, ma dovrà basarsi su una sorta di recupero almeno parziale del consenso delle popolazioni. Se invece si tratta di pura incapacità dei burattini e dei burattinai, difficilmente avranno più la possibilità di recuperare consenso all’idea di Europa con questo attuale sistema, soprattutto con quella che noi chiamiamo democrazia. In questo ultimo caso dovranno procedere forse persino con vecchi metodi, ovvero regimi di polizia, dittature, eserciti, complessi militari ecc. (certo questo è possibile anche nel caso di volontà preordinate).

    Fra tanti commenti di questi giorni su brexit, europa ecc. un po’ mi stupisce il silenzio della massoneria progressista, che peraltro rimane a favore dell’europa, anche se un’europa imbellettata da principi e ideali di finta uguaglianza. Chissà magari è veramente un momento in cui non sanno più che pesci prendere.

  • Emanuele_C

    Ma no, Sig. Rosanna, non me la prendo con Lei. Ci mancherebbe altro. Era la normale foga nello scrivere, Spadini! 🙂 Non mi fraintenda, non ce l’ho con Lei ed infondo perché avrei dovuto. Buona giornata.

  • Rosanna

    Certo gix… gli errori delle elite sono inevitabili, perché il loro ingrato compito (a loro particolarmente gradito e ben remunerato) consiste proprio nell’estorcere al ceto medio i risparmi di una vita … questi sono gli ordini della finanza, Goldman Sachs, JPMorgan … i maggiordomi della politica devono attestarsi sulle loro direttive: eliminare il ceto medio, produrre dumping salariale, sostituire gli operai italiani  con manodopera straniera a 5 euro l’ora …

    http://www.crisitaly.org/tempa-rossa-total-sostituisce-operai-italiani-manodopera-straniera-5-euro-lora/ [www.crisitaly.org]

    Tempa rossa: Total sostituisce operai Italiani con manodopera straniera a 5 euro l’ora

    Quanto al consenso per l’Europa è ancora piuttosto alto tra i paesi Piigs … o paesi capre che dir si voglia … infatti in Italia, dopo tutto quello che è successo, riforme targate Ocse, massacri sociali, disoccupazione giovanile al 43% … beh, gli italiani sembra che vogliano ancora restare in Europa e tenersi l’euro …. che dire ?

  • gilberto6666

    Purtroppo ho la sensazione che non crollerà niente. E che se anche dovesse accadere, considerando le pedine in campo, anche in Italia, potrebbe pure scaturirne qualcos’altro di perfino peggiore. Il mio non è disfattismo, ma realismo. Basta guardare alle italiche vicende per capire che tutto cambia purché nulla cambi. È tutto maquillage e marketing politico.

  • Rosanna

    Vero … però in pratica è quello che ho detto anch’io …

    "Il sistema sta squassando l’Europa dalle fondamenta, perché l’Ue appare
    ormai come l’aborto mostruoso di un progetto fallito … occorre una
    virata risoluta per affrontare le turbolenze populistiche, quindi è
    necessario eliminare i protagonisti dell’ultima fase storica, quegli
    uomini "senza qualità" che non sarebbero più credibili per il nuovo
    frankestein geopolitico in via di riassemblaggio.

    Non credo che si consentirà all’Europa di tornare agli stati nazione e
    alle condizioni preesistenti all’attuale processo di integrazione … e
    comunque le tensioni si faranno assolutamente insostenibili, mentre alle
    nuove forze politiche antisistema, cresciute in modo travolgente sotto i
    colpi della crisi, non sarà concesso troppo spazio per l’acquisizione
    del potere. Stiamo assistendo alla fine di un’Europa, intesa non solo
    come aggregazione pacifica ed equilibrata di stati, ma anche come
    possibile istituzione consapevole della propria identità, cultura,
    civiltà, artefice del proprio destino e orgogliosa dei propri valori
    etici. L’Europa non ha valori etici, non li ha mai avuti, l’unico valore
    che dirige le sue scelte è un sistema ultraliberista compulsivo, al
    servizio degli interessi oligarchici, che stanno privatizzando tutto il
    possibile all’interno dei singoli stati."

  • sotis

    …" l’Unione davvero rischia di crollare. E la causa è sempre la stessa: la paura degli immigrati."  Gli immigrati non centrano ma sono solo il pretesto. Il problema è che l’UE è nata male con l’euro ed è stata gestita malissimo da burocrati ai quali non interessa assolutamente il destino dei popoli. I politici sono troppo fragili (collusi? comprati?) e il parlamento non può decidere un caxxo se non ha l’accordo della commissione eletta da nessuno. I soliti economisti da strapazzo criticano l’uscita dell’Inghilterra… coi  vedremo nel proseguo chi ha ragione.  

  • Rosanna

    Non sono il pretesto sotis … sono percepiti come il vero problema da parte dell’opinione pubblica, mossa più dalle distopie del quotidiano che dalle conoscenze pregresse sul funzionamento delle istituzioni europee … la maggioranza della gente non sa nulla dell’euro, della Bce, dei tassi d’interesse, del debito pubblico, del fiscal compact … nozioni assolutamente ingnorate e incomprensibili … invece la convivenza con gli immigrati è un fastidio quotidiano, perché quelli hanno usi e consumi diversi, e si lasciano sfruttare come manovalanza a basso costo … quindi inquinano la serenità sociale … una guerra tra poveri, che non hanno le competenze per riconoscere i veri nemici …

  • IVANOE

    A Spadì ancora co sta storia !

    E’ dal 2008 che su Cdc non fanno altro che dire questo !
    Sei una romantica , ma la la Ue non crollerà mai perchè non esiste ! Non c’è è solo un sistema burocratico sulla carta che è servita e serve per far perdere i diritti alla gente arretrarli dal punto di vista economico riportando le classi meno abienti ai tempi della fine della seconda guerra mondiale.
    Stop. Facciamola finita con questi annunci per favore.
  • Rosanna

    Ivano’ ancora con sti commenti ?  se ti fermi a leggere il titolo è "un annuncio" … se invece hai la pazienza e lo stomaco di leggere l’articolo, allora è "un’analisi" … e non crederti che dopo sia meglio …