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I TEDESCHI DOVREBBERO LEGGERE IL MEIN KAMPF ?

JUL

nytimes.com

Anche se “Mein Kampf” è rimasto sempre presente nell’ombra – negli scaffali più nascosti delle bancarelle di libri usati e delle librerie e, più recentemente, in rete – dal dopoguerra in Germania non si è mai autorizzata una riedizione del libro, creando così un alone di tabù intorno al libro.
Ma nel 2015 scadono i diritti di autore in mano al governo bavarese e “La Germania è sempre una terra stregata, dove vivono ancora le ombra di Hitler” ….

La GERMANIA ha dovuto, ancora una volta, guardare in faccia il suo passato. In discussione questa volta non sono i fatti, ma le parole di Adolf Hitler e la prevista ripubblicazione del suo famigerato manifesto-autobiografia “Mein Kampf”, un libro che è stato ufficialmente bandito dal paese dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.

Ma anche se la prospettiva che le parole del Führer ricomincino a circolare liberamente sul mercato tedesco potrebbe scioccare qualcuno, non dovrebbe esserci nessun pericolo. L’aver cresciuto l’ultima generazione inoculandole il bacillo anti-nazista, vaccinandola con un confronto aperto sulle parole di Hitler, è servito molto più che non lasciare che queste parole restassero sottaciute, nascoste furtivamente tra le ombre dell’ illegalità.

Hitler scrisse la prima bozza della sua ideologia profondamente antisemita, sul concetto di razza nel 1924, mentre era in prigione per aver guidato un fallito colpo di stato; al momento della sua morte, 21 anni dopo, aveva venduto 10 milioni di copie.

Da allora, anche se “Mein Kampf” è rimasto sempre presente nell’ombra – negli scaffali più nascosti delle bancarelle di libri usati e delle librerie e, più recentemente, in rete – il titolare del copyright, lo stato della Baviera, ha rifiutato di autorizzare che il libro venga ripubblicato, creando così un alone di tabù intorno al libro.

Tutto questo sta per cambiare. il Copyright della Baviera scade alla fine del 2015 e poi chiunque potrà pubblicare il libro: un editore di libri di qualità o uno che pubblica libri economici, ma potrebbe pubblicarlo anche un gruppo neo-nazista.

Rimettere in circolazione “Mein Kampf” nel flusso del sangue della cultura tedesca costituirà sicuramente un momento di eccezionale importanza. In una nazione dove ancora si comprano avidamente i libri – e che ama discuterne in pubblico – questa pubblicazione accenderà dei nuovi dolorosi dibattiti intergenerazionali nei talk show e sulle pagine culturali su come genitori e nonni si lasciarono fuorviare tanto ciecamente.

Come successe con il clamore creato nel 1996 da Daniel Jonah Goldhagen con il suo controverso libro “I carnefici volontari di Hitler”, che accusava i tedeschi, in generale, di essere tutti capaci di ammazzare gli-ebrei- in-massa, questo evento editoriale potrebbe incidere sulla politica contemporanea e rinvigorire il radicato pacifismo del dopoguerra tedesco. Il coinvolgimento – o il non-coinvolgimento – della Germania nelle crisi internazionali come Kosovo, Afghanistan, Libia e, più recentemente, il Mali è profondamente influenzato da un appassionato dibattito su questo argomento. “La Germania è una terra stregata, dove vivono ancora le ombra di Hitler“, mi ha detto recentemente lo scrittore ebreo tedesco Henryk M. Broder.

Il primo a prepararsi per la corsa alla pubblicazione del libro è l’Istituto di Storia Contemporanea, un rinomato Centro di ricerca per lo studio del nazismo, a Monaco, che dispone già di un team di cinque studiosi che stanno preparando una “edizione critica ragionata ” sulle 700 pagine di Hitler.

La versione dell’istituto raddoppierà le dimensioni del libro e servirà come riferimento accademico per tutti i futuri studiosi del testo base dell’ hitlerismo – ha detto il leader del team – Christian Hartmann. Le ampie annotazioni del libro – ha aggiunto – serviranno per “delimitare” le linee del racconto di Hitler con una “serie di commenti” che demistificheranno e decodificheranno, con un sottotesto alternativo, il contesto storico raccontato, spogliandolo del suo presunto potere ipnotico.

Non sorprende che il progetto “Mein Kampf” abbia suscitato clamore in alcuni ambienti ebraici. Charlotte Knobloch, presidente della Comunità di Cultura israelita di Monaco e dell’Alta Baviera , ha detto che “esiste ancora il pericolo” di catalizzare i sentimenti dell’ estrema destra. Uri Chanoch, un israeliano di 86 anni, superstite dell’Olocausto, ha aggiunto che i tedeschi “da qualche parte nei loro cuori covano ancora odio per noi”, e si è prodigato in una aggressiva campagna contro la riedizione del libro, chiedendo che anche dall’estero si faccia pressione sulla Baviera per bloccarne la ristampa.

Dopo l’eco ricevuto da questo tipo di sentimenti, il Premier bavarese Horst Seehofer, durante il suo viaggio in Israele, ha deciso di togliere il suo patrocinio al progetto “Mein Kampf” e di cancellare i fondi per la ricerca che erano stati stanziati (USD 684.000).

Questa decisione, a sua volta, ha scatenato una levata di scudi tra gli accademici e tra la legislatura bavarese, che in precedenza aveva approvato il progetto. Anche qualche leader ebreo è stato preso alla sprovvista. “Sono rimasto stupito da questa decisione”, ha detto Salomon Korn, il leader della forte comunità ebraica di Francoforte, 7000 persone. “Avremmo già dovuto avere una edizione critica del “Mein Kampf”.

E allora come in goffo balletto, il governo di Seehofer è stato costretto a riconsiderare la sua riconsiderazione e si è accordato per non riprendersi i soldi ma togliendo il suo sigillo di approvazione governativa. Questa foglia di fico, d’altro canto, potrebbe placare o non placare chi la pensa in modo diverso, soprattutto in Israele, che ormai già pensava di essere già riuscito a bloccare la ristampa del libro.

Ma con il finanziamento in mano, l’istituto sta procedendo e la sua edizione servirà ad uno scopo politico di contrasto all’impatto negativo sull’immagine della Germania e sulla cultura politica che potrebbe portare una ristampa incontrollata di un libro che potrebbe inondare il mercato. Indipendentemente da qualsiasi altra pubblicazione, comunque sarà l’edizione accademica la più autorevole, soprattutto nelle scuole e nelle università.

Questo sarà un effetto positivo. Sessantanove anni dopo la seconda guerra mondiale, non ha più senso per i tedeschi non avere ancora libero accesso ad un libro che può essere facilmente acquistato in tanti altri paesi. Mantenere viva una triste diatriba, spesso incomprensibile, per paura di una rinascita nazista, fuori luogo, è una reazione troppo esagerata: l’unico partito pseudo-nazista tedesco in Germania ha ricevuto 1% alle ultime elezioni del Parlamento europeo; in Francia, l’estrema destra ha preso quasi il 25%.

Nel 1959, il primo presidente tedesco del dopoguerra della Germania Ovest, Theodor Heuss, raccomandò di ripubblicare “Mein Kampf”, come monito per il popolo tedesco, ma forse era troppo presto e la popolazione non eraancora pronta per un tale confronto e l’establishment politico dell’epoca lo ignorò.

Oggi, 55 anni dopo e 10 presidenti più tardi, la bella idea di Heuss sta finalmente arrivando a compimento.

Peter Ross Range è un giornalista che spesso scrive sulla Germania.

Fonte: http://www.nytimes.com

Link: http://www.nytimes.com/2014/07/08/opinion/should-germans-read-mein-kampf.html?emc=edit_ty_20140708&nl=opinion&nlid=7513433&_r=0

8.07.2014

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque Primario.

Pubblicato da Bosque Primario

  • Gil_Grissom

    E’ sempre meglio pubblicare che nascondere: il popolo tedesco e il mondo hanno il diritto di conoscere le farneticazioni del caporale boemo, nascondere o ghettizzare non serve a nulla,  se non a far apparire martire colui che in realta’ fu il piu’ grande carnefice della storia a pari merito col suo grande alleato del 1939, il seminarista georgiano.

  • searcher

    io sono dell’opinione che più il "tuo mostro" fai finta di non vederlo e più quello nel momento opportuno viene fuori più feroce che mai,e sono altresì convinto che quella dei tedeschi sia pure una razza che ha nel suo dna la mentalità "ottusa militare-burocratica" che cova sotto le sue ceneri

  • vernetto

    direi che gli israeliani dovrebbero leggere il Mein Kampf, sostituendo la parola "ebrei" con la parola "arabi". Scoprirebbero improvvisamente che ora i nazisti sono loro.

  • searcher

    Magari questa e’ solo una mia fantasia,ma chissà se non sia stato meno casuale il fatto che i nazisti volevano che fossero proprio gli ebrei fra i primi ad essere sterminati,qui inteso come popolo e razza.

  • Erwin

    Siamo o non siamo liberi di leggere ciò che vogliamo?

    Chi investe chi di proibire le mie letture?

    Viene spacciato che le "democrazie" fecero la guerra ai fascismi europei per la libertà di espressione, di stampa…

    Nella Germania nel periodo 1993-2009,16 anni, il totale dei cittadini tedeschi "estremisti di destra" perseguitati, per reati non violenti (di opinione), è stato di 194.501…

    http://olodogma.com/wordpress/2013/09/30/0402-quanto-si-reprime-il-revisionismo-storico-nel-grod-terra-rieducata-germania/ [olodogma.com]

  • Eshin

    Per quanto tutti possiamo immaginare
    che dietro le terribili atrocità compiute da Adolf Hitler, si celi una
    personalità seriamente disturbata, forse nessuno sa che esiste una
    documentazione a riguardo, misteriosamente eclissatasi durante la II
    guerra Mondiale.
    Le informazioni sono tratte da un frammento
    proveniente dagli Archivi Europei di Psichiatria e Neuroscienze cliniche
    e riguardano il periodo della sua ammissione all’ospedale dopo gli
    infortuni subiti durante la prima guerra mondiale.

    [www.psicozoo.it]

    La diagnosi che Hitler ricevette durante quel ricovero fu di cecità isterica, quello che oggi il DSM definirebbe come disturbo dissociativo o da conversione,
    un peculiare sintomo in cui un problema apparentemente fisico si
    verifica senza nessuna causa organica identificabile. La spiegazione
    classica che in letteratura (a partire da Charcot e da Freud) si da di
    questo disturbo è che la mente converte un trauma psichico in un sintomo
    fisico per proteggersi dallo stress. In poche parole per evitare di
    viversi un’emozione troppo forte, la psiche la trasforma in un malessere
    organico (il non vedere è un pò una metafora del non voler vedere).

    [www.psicozoo.it]Sembra
    che la cartella diagnostica di Hitler fu fatta sparire dall’ospedale e
    la stessa fine fecero i testimoni ad opera delle SS.
    Questa
    rivelazione, a metà tra verità e leggenda, ci colpisce soprattutto se
    consideriamo che i malati di mente furono, dopo gli ebrei,  tra i più
    perseguitati dal regime nazista: ne furono sterminati ben 200.000 nei
    campi di concentramento (dato reso pubblico durante la Seconda Guerra
    Mondiale dal cardinale di Muenster Clemens August Von Galen,
    recentemente beatificato da Benedetto XVI). Mentre il disturbo di
    Parkinson, comparso negli ultimi anni della vita di Hitler, è abbastanza
    noto, la sua precedente storia di cecità isterica è rimasta
    sconosciuta.

    I fatti

    Il 14 Ottobre del 1918, Hitler, allora arruolato nella Prima Guerra
    Mondiale, sopravvisse ad un attacco con l’iprite (un gas) in Belgio,
    vicino Upern. Alcuni documenti riportano la presenza di una lieve
    congiuntivite che non giustifica però la cecità temporanea che ne
    derivò, per cui essa fu diagnosticata come isterica. Si sa poco del trattamento successivo: il leader nazista fu trasferito presso un ospedale militare a Pasewalk, nei pressi del mar Baltico e fu curato dal professor Forster,
    direttore della clinica psichiatrica dell’ospedale, attraverso
    l’ipnosi. Hitler fu dimesso il 19 Novembre 1918 e di quella storia non
    si è più parlato.

    Che questo trattamento sia realmente avvenuto fu testimoniato dal Dr.
    Karl Kroner, che riportò il fatto ai servizi segreti statunitensi
    (Office of Strategic Services – OSS). Il file, così come tutti gli altri
    testimoni, furono uccisi dalla Gestapo, compreso il Professor Forster,
    probabilmente costretto al suicidio il 9 Novembre del 1933, poco prima
    che riuscisse a presentare il documento ad alcuni scrittori in esilio a
    Parigi, dove suo fratello lavorava presso l’ambasciata tedesca. Lo
    scrittore Ernst Weiss, ebreo tedesco e medico egli stesso, parlò di questo documento nella sua novella ‘Der Augenzeuge’(Il testimone oculare) prima di suicidarsi durante l’occupazione tedesca di Parigi il 6 Maggio 1940.

    Analisi di personalità

    [www.psicozoo.it]Durante
    la seconda Guerra Mondiale, i servizi segreti americani commissionarono
    ben due analisi psicodinamiche della personalità di Hitler, la prima
    allo psicologo Henry Murray e la seconda allo psicoanalista Walter Langer.
    Nonostante l’importanza degli esperti scelti, non è semplice condurre
    una seria analisi personologica su un paziente che non si è mai
    incontrato, sebbene tanto noto, ragion per cui non si tratta di
    documenti del tutto affidabili.

    In ogni caso, Murray e Langer definirono Hitler uno psicopatico,
    affetto verosimilmente da schizofrenia paranoide, probabilmente
    impotente, omosessuale represso e con tendenze suicide (diventate poi
    realistiche). Certo gli esperti non avevano preventivato una morte
    miserabile in uno squallido bunker, ma avevano immaginato scenari da
    film in cui Hitler si sarebbe fatto esplodere in una montagna di
    dinamite, si sarebbe sparato con un proiettile d’argento preparato allo
    scopo, o si sarebbe gettato da un parapetto davanti alle truppe venute
    per prenderlo. Non so quanto questi report siano stati utili
    all’intelligence alleata: forse descrivono più le tendenze della
    psicologia del tempo che la mente del leader nazista.

    Il file originale è andato perso, e con esso anche un ottimo (si fa per dire) caso clinico per gli studenti di Psicologia. Certo
    la presenza di una storia psichiatrica di Hitler non lo solleverebbe
    dalle sue infinite colpe, ma potrebbe aiutarci a riconoscere un pazzo in
    futuro, piuttosto che affidargli il governo di una nazione.

    [ The missing psychiatric file of Adolf Hitler [www.mindhacks.com] – mind hacks]

    http://www.psicozoo.it/2010/03/10/la-storia-psichiatrica-di-hitler/

  • ferros

    Pian con quei due, c’è anche un certo Mao!

  • Eshin

    La storia psichiatrica di Hitler

  • luiginox

    hitler era matto,certamente.in più ha perso la guerra per cui era pure stronzo,pedofilo ,necrofilo,magnagatti ecc.        leggere mein kamft? tempo perso,meglio paperino .in buona sostanza hitler aveva il potere  quindi era malvagio.non esiste il potere senza malvagità.vale anche per quelli che hanno vinto la guerra e quelli che hanno il potere,ora e sempre.   

  • rebel69

    Ci vogliamo mettere pure Bush padre e figlio Clinton e Obama?

  • ferros

    No,no, quelli ammazzarono per la pace e la democrazia . . . e poi sono solo arabi, non è colpa degli mmmericani se il loro petrolio è in casa d’altri.

  • alexpayne

    vernetto 

    Grazie del tuo commento. Condivido totalmente. Ogni giorno esce un libro, un film, un’opera in generale, che ci racconta le crudeltà dell’olocausto, ma queste sono cose avvenute oltre settant’anni fa, intanto ignoriamo il genocidio messo in atto da parte degli israeliani contro i palestinesi per costringerli ad abbandonare le loro terre e così occuparle, Gaza, una gigantesca Auschwitz a cielo aperto, dove ogni giorni muoiono donne e bambini sotto i bombardamenti israeliani, ma i nostri media sono troppo concentrati sul passato per poter vedere il presente.
  • Gil_Grissom

    Per quanto non abbia alcuna simpatia per i Bush, il paragone con Hitler e Stalin mi sembra del tutto fuori luogo, se non altro per le dimensioni dei genocidi loro attribuibili.

  • Gil_Grissom

    Lei e’ liberissimo di leggere cio’ che vuole e di postare su questo sito e su altri , come del resto fa da anni, tutte le sue opinioni. Chi tenterebbe di impedirglielo, se e’ lecito porle la domanda?.  

  • Erwin

    Semplicemente chi, finora, ha impedito a milioni di persone di comprare e leggere il Mein Kampf.

  • babuskin
    Consiglio questo:

    Lev Davidovic Bronstein detto Trotzky: La terza internazionale dopo Lenin, all’ interno lo scritto: Che cos’è il nazionalsocialismo.
    "Gli spiriti semplici credono che la condizione regale risieda nella persona del re, nel suo mantello di ermellino e nella sua corona, nella sua carne e nel suo sangue. In realtà, questa condizione regale è un rapporto tra uomini. Il re è re solo perché nella sua persona si rispecchiano gli interessi e i pregiudizi di milioni di uomini.[…]"

  • Gil_Grissom

    Il mein kampf e’ edito in Italia da non meno di 5 case editrici e lo si puo’ trovare in quasi tutte le librerie liberamente in vendita a prezzi piuttosto modici.