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I RUSSI VOGLIONO DAVVERO UNA NUOVA GUERRA ?

DI ANGELA BOROZNA

orientalreview.org

I russi vogliono davvero una nuova guerra? I russi stessi si stupirebbero di questa domanda. Perché mai si dovrebbe desiderare una guerra (sia essa calda o fredda)? Gli americani invece, cresciuti con la paura dei russi brutti e cattivi non sarebbero affatto sorpresi della domanda. Del resto tutta la Guerra Fredda si è basata sulla teoria che i russi desiderassero una nuova guerra!

Nonostante l’alleanza delle due nazioni durante Seconda Guerra Mondiale, l’amicizia fu presto sostituita dalla rivalità. Dopo solo un anno dalla vittoria sulla Germania nazista, l’occidente dipinse una nuova imagine dei sovietici, che venivano descritti come una nazione cattiva il cui scopo era dominare il mondo.

Le conseguenze sono state tragiche, anni di paura da ambo i lati dell’Atlanico e spreco di risorse che avrebbero dovuto essere impiegate per normalizzare la vita della popolazione. Dopo aver perso oltre 20 milioni di civili nella Seconda Guerra Mondiale, dopo aver sperimentato fame e devastazione, oltre che interi settori economici ed infrastrutture rovinate, l’ultimo desiderio dei sovietici al termine del conflitto era quello di iniziare una nuova guerra. Ci sono voluti decenni per ricostruire il paese, le persone vivevano in povertà e desideravano tornare alla normalità. Non è un mistero che l’URSS si stesse armando per rinforzare la difesa ed evitare nuovi attacchi ma un’offensiva non è mai stata in programma!

Ma come sono diventati avversari se solo poco prima erano alleati?

La paura dell’Unione Sovietica ha origine nel “lungo telegramma” scritto da Kennan il 22 febbraio 1946 e inviato da Mosca a James Byrnes del Dipartimento di Stato a Washington DC. Tale telegramma fu successivamente pubblicato come articolo di informazione sugli affari esteri dal titolo “Le origini del comportamento sovietico” e in cui i russi venivano descritti come “insicuri, sospettosi ed ossessionati dalla protezione dei loro confini”. Il telegramma di Kennan fu tagliato e reso pubblico solo in parte per diffondere l’immagine di una Russia maligna e desiderosa di conquistare il mondo.

La parte del telegramma che invece descrive l’Unione Sovietica come una potenza più debole rispetto agli Stati Uniti e che quindi esclude qualsiasi rischio fu omessa: “In confronto al mondo occidentale in generale, i sovietici sono ancora la forza più debole”. Decisamente più debole, dal momento che l’economia dell’Unione Sovietica dopo la seconda guerra monidale era molto meno florida di quella americana, ma questo dettaglio fu tralasciato, il telegramma era sufficiente a far partire la macchina della propaganda e il Pentagono, del resto le armi portano sempre grandi profitti.

Il 5 marzo 1946, appena dopo l’invio del telegramma da prte di Kennan, Winston Churchill fece il suo celebre dicorso sulla “Cortina di Ferro” a Fultone, nel Missouri. Churchill propose di coordinare le forze anglo-americane per ostacolare la diffusione del comunismo russo, che rappresentava una “sfida ed un pericolo crescente per la civiltà cristiana”.

Il precedente primo ministro inglese, a fianco del presidente Truman, affermò che solo un’alleanza militare tra le nazioni di lingua inglese poteva evitare che tale scontro ideologico sfociasse in una terza guerra mondiale.Nonostante gli accordi presi nella Conferenza di Jalta del 1945 sul futuro assetto europeo dopo il conflitto mondiale, Churchil sostenne che la Russia stava ponendo una Cortina di Ferro nel mezzo dell’Europa al fine di creare nuove “sfere di influenza”.

Le “frasi ad effetto” utilizzate nel celebre discorso diventarono il linguaggio a sostegno della Guerra Fredda e crearono un’immagine di una Russia nemica dell’occidente e Churchill insistì molto nel descriverla come desiderosa di nuove guerre e di consquistare l’Europa. L’ex primo ministro inglese sosteneva che Mosca poteva essere convinta solo con la forza e, per fermare l’espansione sovietica, l’occidente doveva supportare gli Stati Uniti, unica potenza sufficientemente forte (grazie alla bomba atomica).

Subito dopo la dimostrazione di forza nucleare da parte degli Stati Uniti nell’agosto del 45, l’Unione Sovietica sviluppò a sua volta l’atomica ed è così che la scura epoca della corsa alle armi e dell’insinuazione della paura da entrambe le parti ebbe inizio. Il discorso sulla “Cortina di Ferro” pronunciato a Fulton ha trasformato gli ex alleati in nemici per molti anni a venire.

Nascita della NATO e Patto di Varsavia

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Nota sovietica indirizzata alla NATO del 1954 – scarica il PDF completo

Un anno dopo la morte di Stalin nel 1953, il Cremlino chiese di entrare nella NATO. Nella ‘nota’ resa pubblica e datata 1 aprile 1954, il governo sovietico, chiese ai leader occidentali di “prendere in esame l’entrata dell’Unione Sovietica nel Trattato dell’Atlantico del Nord “ e la risposta fu secca ‘la richiesta è per sua natura surreale e non merita una discussione’.

Perché l’Unione Sovietica ha chiesto di prendere parte alla NATO? Ovviamente il Cremlino riteneva che l’alleanza tra USA e Unione Sovietica, contro i tedeschi, potesse trasformarsi in un’alleanza per la sicurezza effettiva. Dopo il rifiuto, non ebbe altra scelta che istituire una propria alleanza e firmò così il Patto di Varsavia nel 1955.

Nel 2001 il Cremlino chiese nuovamente di entrare nella NATO ed ottenne un ennesimo rifiuto. Mosca aveva nuovamente sopravvalutato la cosiddetta “cooperazione strategica” che, a quanto pare, aveva invece un peso relativo.

Perché stiamo combattendo una nuova Guerra Fredda?

A partire dal primo mandato del presidente Vladimir Putin la tensione tra gli USA e la Russia è cresciuta lentamente, dando origine ad una nuova Guerra Fredda. I media sono complici nell’omettere o distorcere volutamente l’informazione e nel creare l’immagine di un “regime totalitario” in Russia.

Invece di riportare la corretta cronologia degli eventi in Ucraina e Siria ad esempio, le fonti di informazione occidentale incolpano continuamente il Cremlino, fino al punto di considerarlo l’artefice delle instabilità in Medio Oriente o in Ucraina con il fine di diffondere il caos in Europa. Tali accuse, oltre che infondante, sono anche false: l’instabilità sul cofine russo lede molto più alla stessa Russia che al resto d’Europa.

Il ritorno a questa situazione di tensione ha diverse origini ma la causa principale è senz’altro la mancata comprensione, da parte degli Stati Uniti, della volontà russa di cooperare con l’occidente manifestata all’inizio degli anni 90. Gli USA hanno continuato a trattare la Russia con sfiducia. La Russia fu trattata da perdente e il suo tentativo di avvicinarsi all’occidente fu interpretato come un segno di debolezza economica. Fu trattata come una poveraccia che mendicava l’ingresso nel gruppo, nel “club dei gentiluomini”.

La sua presenza intorno al tavolo dei potenti fu accettata con enorme sufficienza da quei “gentiluomini civilizzati” e solo a condizione che la “bestia russa” fosse tenuta al guinzaglio.

Ecco una delle prime vignette che dipingono l’“aggressiva Russia” al pubblico occidentale.

Quando l’orso che rappresenta la Russia iniziava a mostrare i denti e a ringhiare, i gentiluomini iniziavano a preoccuparsi e a domandarsi se avessero fatto bene a sedersi al tavolo con una creatura così grossolana. Non importa se l’orso non aveva intenzioni violente, una bestia è una bestia e va trattata come tale!

Così si iniziò ad addomesticare la bestia.

L’immagine della Russia aggressiva si affermò lentamente ma con forza e, grazie alla disinformazione sulle reali cause della guerra in Georgia ed Ucraina, si raggiunse il culmine, ciò che la CNN, il Washington Post e il New York Times avevano previsto da tempo, in coro: la “rinascita della Russia”.

Come possiamo evitare un nuovo confronto tra due superpoteri nucleari quando Washington continua con determinazione la sua guerra di disinformazione, continuando a mettere la Russia sotto una cattiva luce a prescindere dalle sue azioni?

Esattamente come per la prima, la seconda guerra fredda si basa su principi ideologici, non più comunismo e capitalismo, ma unipolarismo e multipolarismo. La Russia si è rifiutata di fare parte di un mondo unipolare, il suo forte carattere nazionale le impedisce di servire il “grande maestro”. Come ha osato disobbedire? Diciamo che le armi nucleari sono utili quando si vuole difendere l’orgoglio nazionale e il proprio interesse di fronte all’America, che senza nascondersi ficca continuamente il naso laddove ha Russia ha forti interessi.

L’attuale stato delle relazioni tra USA e Russia non è forse il risultato di anni in cui gli USA hanno seguito ciecamente e ad ogni costo la loro grande strategia? Secondo la teoria di Wolfowiz, i singoli stati non sono autorizzati ad avere interessi nazionali e nessuno può ostacolare il dominio statunitense.

“Il nostro primo obiettivo è impedire che ci siano nuovi rivali, nei territori dell’ex Unione Sovietica e ovunque nel mondo, che costituiscano una minaccia pari a quella dell’ex URSS”.

Per quanto riguarda il Medio Oriente e il sud-est asiatico, la dottrina Wolfowitz non nasconde l’obiettivo: “il nostro obiettivo è quello di continuare ad essere il potere predominante nella regione e preservare l’accesso al petrolio della regione agli Stati Uniti e all’occidente”.

La dottrina Wolfowitz dichiara chiaramente che “dobbiamo continuare meccanicamente a dissuadere i potenziali rivali anche solo dal pensare ad un ruolo più vasto o globale.” La Russia è senz’altro un ostacolo all’obiettivo americano di “dominare una regione le cui risorse sarebbero sufficienti per generare potere gloale grazie ad un controllo consolidato”.

Come le precedenti generazioni che hanno combattuto la Guerra Fredda, Wolfowitz aveva messo in guardia contro la possibile minaccia russa:

“Continuiamo a riscontrare che, collettivamente, le forze convenzionali degli stati appartenenti all’ex Unione Sovietica, cotituiscono il più grande arsenale dell’Eurasia; non possiamo ignorare il rischio di perdere la stabilità europea in seguito ad una reazione nazionalista russa o agli sforzi che la Russia sta compiendo per unire le nuove repubbliche indipendenti di Ucraina, Bielorussia e altre… Dobbiamo tuttavia essere consapevoli del fatto che una svolta democratica in Russia non è irreversibile e che nonostante il suo attuale travaglio, la Russia rimane la più forte potenza militare dell’Eurasia e l’unico potere al mondo in grado di distruggere gli Stati Uniti.

Nonostante la Russia abbia tentato di rassicurare gli Stati Uniti per oltre due decenni e di dimostrare che un’alleanza strategica tra i due stati è possibile e desiderabile, i governi americani non hanno mai creduto a queste rassicurazioni. La mentalità della Guerra Fredda non è mai uscita dalla politica estera americana. L’espansione della NATO e l’ondata di rivoluzioni nei paesi dell’ex Unione Sovietica hanno solo consolidato la sfiducia degli Stati Uniti nei confronti della Russia.

John Pilger ha scritto:

“Quante persone sono consapevoli del fatto che è in atto una nuova guerra mondiale? Al momento attuale è una guerra di propaganda, di bugie e distrazioni, ma può facilmente trasformarsi, in seguito ad un ordine immediato, nel lancio del primo missile”.

“Negli ultimi 18 mesi abbiamo assistito, sulla frontiera occidentale russa, ad una tra le maggiori corse alle armi dalla Seconda Guerra Mondiale, con in testa gli Stati Uniti. Da quando Hitler invase l’Unione Sovietica non si era più vista un così grande numero di soldati stranieri minacciare così sfacciatamente la Russia. L’Ucraina, un tempo parte dell’Unione Sovietica, è un parco giochi degli USA. Dopo aver architettato un colpo a Kiev, Washington a tutti gli effetti controlla un regime che è confinante ed ostile alla Russia: un regime letteralmente imputridito di nazismo. Alcuni importanti rappresentanti del parlamento ucraino sono eredi diretti delle note organizzazioni fasciste OUN ed UPA. Apprezzano apertamente Hitler e chiedono la persecuzione ed espulsione della minoranza russa. In Estonia, Lettonia e Lituania, a fianco alla Russia, l’esercito statunitense sta spiegando truppe, carri armati e armi pesanti. Questa estrema provocazione della seconda potenza nucleare al mondo e accolta dal silenzio dell’occidente”.

Siamo tornati indietro nel tempo, al tempo della paura e della sfiducia, come nel 1946. Siamo stati sull’orlo di una guerra nucleare già una volta, vogliamo davvero riprovarci?”

Angela Borozna

Fonte: http://orientalreview.org

Link: http://orientalreview.org/2016/04/04/are-russians-in-for-war/

4.04..2016

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di CRISTINA REYMONDET FOCHIRA

Pubblicato da Davide

  • giannis

    ….e la societa’ occidentale che ha bisogno di guerra per cambiare perche’ fa troppo schifo

  • giannis

    La societa’ americana attuale riesce a vivere solo grazie al fatto che fa guerre in giro per il mondo

  • Servus

    Molto interessante questo articolo: in effetti ero proprio ignorante del fatto che l’Unione Sovietica aveva chiesto l’ingresso nella NATO già nel 1953. 

    Ovviamente nel 1953 non potevo sapere niente dato che ero appena nato, ma questa notizia non l’ho mai vista da nessuna parte. La censura mediatica occidentale è veramente equivalente a quella comunista se non peggio, vista l’ipocrisia che la domina.
  • lopinot

    Mi metto nei panni bruciacchiati di un ipotetico caduto nella resa dei conti fra USA e Russia, che descalation di obbiettivi e di ideali, nella Guerra Fredda e nelle fasi calde che si sono combattute in Turchia, Cile, Argentina, Indonesia, Vietnam, Cambogia, Grenada, Panama e via di seguito i caduti (pochi, pochissimi purtroppo),  di parte americana cadevano con negli occhi il garrire delle strips and stars e la consapevolezza di morire per alti ideali di libertà e giustizia.
    La propaganda aveva modo e agio di tratteggiare un mondo libero e felice attaccato e minacciato da orride sgherraglie staliniste.
    Immagino i caduti nella prossima, cosa avranno daa dire e su quali ideali calcare la mano.
    Putin è brutto, è un antidemocratico ha invaso la Crimea peraltro già invasa dai russi nel senso che i russi stavano li da centinaia di anni e hanno solo cambiato la bandiera sul pennone.
    Altro? Si ha appoggiato Hassad, nel senso che era, il presidente e trovandosi attaccato da tutti ha reagito, più o meno come avrebbe fatto qualsiasi governo.
    Si ma sono brutti, cattivi, loffi e non piacciono agli americani.
    Pensate un po’ rischiare di fare una guerra, non per difendere il mondo dal comunismo o qualcos’altro, ma per delle puttanate, che un morto in piedi come Kerry fatica anche a esprimere, infatti i suoi penosi discorsi viaggiano sul filo dell’arroganza con frasi del tipo: "L’america è stufa", "Ci sono linee che non permetteremo vengano superate", insomma stupidaggini totali.
    Bei tempi quando si poteva morire per ideali pregnanti del tipo: "Better dead than red" 

  • idea3online

    La Russia non può desiderare una guerra, l’Occidente è molto più potente. E’capillare. Un Impero più debole mai desidera lo scontro con un Impero in questo caso Globale come la super potenza americana. Vero anche Alessandro Magno si scontrò con la Persia, e vinse. Ma era stato deciso dall’alto. Se siamo diretti nel Tempo Stabilito, la Russia avrà la possibilità di resistere non potrà mai vincere, ma Alessandro ricevette la forza di vincere anche se con un esercito inferiore. Noi umani siamo argilla, pensiamo di scrivere la Storia ma non abbiamo la forza nemmeno di evitare l’ultimo traguardo. Paragonare un mortale ad un immortale, e come se paragonassimo la forza del pensiero del vaso a quella del vasaio. Siamo così immersi nelle ansietà della vita che dimentichiamo che sopra il cielo, anche se invisibili esistono gli immortali. La storia è dentro Daniele 11. Anche Alessandro Mgno riconobbe la potenza di quella Profezia.

  • ilsanto

    Non importa se la Russia voglia o meno la guerra.

    Esiste un dogma imprescindibile ed è la legge di selezione naturale, gli individui si sono creati le culture ( di solito poi sfociate in stati ) queste come enormi individui lottano per la loro supremazia ( quella del più adatto ) e ne resterà 1 sola volere o volare. La distruzione mutua assicurata è stata una pausa, ora in qualche modo la stiamo superando con la guerra asimmetrica e con altre armi, la globalizzazione poteva essere uno strumento per superare le differenze cosi che ci si sentisse tutti parte di un’unica cultura, peccato che manco in europa funzioni. L’uomo sembra infinitamente capace di cogliere differenze per i motivi più futili che sia il colore della pelle o la religione o la lingua o le tradizioni o altri valori più o meno inventati proprio come i bambini che si dividono in gruppi magari per le scarpe da tennis o la marca dei jeans. Speriamo di crescere come individui in fretta, molto in fretta prima che qualcuno più scemo del normale non schiacci quel cazzo di bottone rosso che potrebbe cancellarci dalla faccia del pianeta.