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I PIDDINI NEL BOSCO DI FAGGI

DI ALBERTO BAGNAI
goofynomics.blogspot.it

I commenti di molti piddini alla decisione della Electrolux di tagliare i salari dei propri operai hanno richiamato irresistibilmente alla mia memoria questo filmato:

Poveri cocchi, tutti in fila attraverso Buchenwald… Non lo sapevate? Eppure è scritto così chiaro!

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Sì, lo so, Mundell non era “de sinistra”. Però non era nemmeno un imbecille (comincio a pensare che ci sia un nesso). Quindi capiva che in una unione monetaria fra paesi diversi il recupero di competitività nel breve periodo passa per il taglio dei salari, e questo taglio non è possibile senza un drastico aumento della disoccupazione. La disoccupazione è già aumentata, però. Ora resta il taglio dei salari, per chi ci sta. Chi non ci sta va ad aumentare ulteriormente la disoccupazione, e l’azienda se ne va in Polonia, grazie alla simpatica mobilità dei capitali, che l’integrazione finanziaria europea favorisce.

Questo è il sistema che avete voluto voi, il sistema che affratella i popoli europei (come ancora qualcuno raglia durante le mie conferenze).

Non lo sapevate? Be’, eravate molto distratti. C’è qualcuno che non ama passare inosservato (e non potrebbe farlo nemmeno se lo volesse) che ve lo urla nelle vostre orecchie d’asino da circa quattro anni.

Certo, sì, lo so, nemmeno Keynes era “de sinistra”, ma nemmeno lui era un imbecille. Guardate cosa dice di Winston Churchill:

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“Chi vuole un fine vuole anche i mezzi per raggiungerlo”. Volevate il fine superiore dell’unificazione monetaria europea? Bene: allora dovete volere anche i mezzi per raggiungerlo: disoccupazione, tagli dei salari, deportazioni… pardon: emigrazione. Strano, eh? Appena qualcuno si mette in testa un fine superiore, qualcun altro deve fare le valigie (se gli danno il tempo di farle).

Cari utili idioti, ricordatevi: gli utili idioti di qualsiasi regime sono utili finché dura il regime. Quanto potrà mai durare questa storia?

E tanto per farvi capire come va a finire quando uno nasconde la testa nella sabbia, come lo struzzo, vi dico che ieri, girando per il web a seguito delle tristi riflessioni che questa vicenda paradigmatica evocava, ho scoperto la parola “bandierista“. Quello che poi gli è successo non se lo meritavano nemmeno loro, nessuno può meritare un orrore simile, un orrore che qualcuno ricorda 365 giorni l’anno. L’Europa che state ricostruendo è l’Europa della deflazione e della disoccupazione di massa, è l’Europa che ha reso possibili questi orrori. In nome di un qualunque Dio, vi prego, aprite gli occhi..

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Alberto Bagnai

Fonte: http://goofynomics.blogspot.it

Link: I piddini nel bosco di faggi

29.01.2014

Pubblicato da Davide

  • Tao

     

     

    Com’era l’ultima volta? Roma-Berlino-Tokio? Eh, come passa il tempo, e il suo fluire inarrestabile porta con sé cambiamenti, ma anche conferme. Sapete quella storia dell’acqua del fiume che è sempre la stessa ma non è mai la stessa, quella roba lì, il panta rei [it.wikipedia.org]?

    Per il fautore dell’attuale regime anche oggi la soluzione dei nostri problemi passa per un asse: l’asse Roma-Parigi-Madrid [www.romanoprodi.it]. Regime che vai, asse che trovi, verrebbe da dire. Ma sempre per un asse ci si trova a camminare, anche se cambia l’equilibrista (ma non il tonfo finale).

    E sapete a cosa servirebbe questo asse?

    Be’, quello precedente era servito più o meno a “spezzare le reni alla Grecia”, combattere la “perfida Albione”, e altre amenità del genere, che poi si è visto dove hanno portato: a passeggiare nel bosco dei faggi [goofynomics.blogspot.it]. L’asse 2.0 invece servirebbe a una cosa ancor più fantasiosa: a costringere la Germania a svalutare l’euro.

    Ma scusate, le cose non stavano così?

    [1.bp.blogspot.com]

    No, non più. Cioè, capiamoci: cosa ci sta dicendo il nostro migliore amico? Dopo averci detto (nel 2005) che ci serviva un euro forte perché altrimenti saremmo andati in crisi, ora che siamo in crisi ci dice che dovremmo avere un euro debole.

    Mmmmh…

    Qui c’è qualcosa che non torna, no?

    Solo un piddino potrebbe non accorgersene, e infatti non se ne accorge, mentre voi ve ne accorgete, e infatti Tiziano Diamanti ci ha fatto schiantare dalle risate [goofynomics.blogspot.it] col suo sfogo (e quanto, oh quanto, mi sono sentito umanamente vicino a lui nel sentimento di impotenza e anche, permettetemelo, di disprezzo per l’ottusa imbecillità delle pecore che quell’uomo ha portato al macello, e che ancora continuano a venerarlo, come il vecchio mal vissuto dell’altra sera a Pescara, quello che aveva studiato con Caffè, o forse al caffè…).

    A quello che ha detto Tiziano in effetti non ci sarebbe nulla da aggiungere, se non un “grazie di esistere”, ma io son tecnico, e allora aggiungo un po’ di aritmetica.

    Sentite cosa dice il nostro amico, qui simile est sepulcro dealbato: “L’euro oggi è fortemente sopravvalutato: la sua quotazione corretta sarebbe 1,1 o 1,2 sul dollaro, mentre oggi siamo a 1,4”. Stante che la quotazione è certo per incerto (quella che tutto il mondo non usa), una discesa a 1,2 significherebbe una svalutazione del 14%, e una discesa a 1,1 una svalutazione del 21%. Ora, caso vuole che una svalutazione di questa entità (che è più o meno quella che si verificò nel 1992, senza provocare alcuna catastrofe, come Monti disse [ricerca.repubblica.it] e Prodi sa), una svalutazione di questa entità, dicevo, è più o meno quella che subirebbe la lira in caso di uscita dell’Italia dall’Eurozona, nelle stime di Bootle [www.policyexchange.org.uk], Sapir [horizons.typepad.fr], Granville e Nagly [webspace.qmul.ac.uk], ecc.

    Insomma, sì, avete capito bene: Prodi ci dice che l’euro funzionerebbe bene se fosse… la lira!

    Geniale!

    Funzionerebbe bene per noi, ovviamente, perché siccome gli stessi studi di cui sopra chiariscono, insieme a tanti altri, che per la Germania l’euro è già fortemente sottovalutato, e la Germania rischia già la procedura di infrazione per eccesso di esportazioni nette nel quadro della Procedura per gli squilibri macroeconomici [ec.europa.eu] (questo è per lo meno quanto ci ha detto Olli Rehn [www.italiadeivalori.it]), è chiaro che invece a lei una ulteriore svalutazione tanto bene non starebbe.

    E ora veniamo alla politica. Io sono un economista, Prodi è un politico, entrambi capiamo da economisti che la quotazione attuale dell’euro per l’Italia è una catastrofe. Da politici, però, c’è una cosa che lui non capisce, ma io e voi capiamo: che quando un paese forte si mette insieme a uno debole, sotto la stessa valuta, ovviamente la valuta viene gestita nell’interesse del forte, non in quello del debole.

    Che sorpresona, eh?

    Caro Romano, di nome ma non di fatto, eh già! Le cose stanno proprio così! Cerrrrrrto! Sarebbe bello avere un euro che funzionasse come la lira. Peccato però che funzioni un po’ più come un marco. Non te lo saresti mai aspettato, vero? What a surprise! E qui vale la prima legge della termodidattica: ci sono cose che se potessero essere capite, non andrebbero spiegate.

    Questi sono i nostri politici.

    E quindi, per concludere con una nota costruttiva, pensateci bene prima di chiedere l’impeachment per Napolitano… [www.youtube.com]

    Alberto Bagnai

    Fonte: ttp://goofynomics.blogspot.it [goofynomics.blogspot.it]

    Link: http://goofynomics.blogspot.it/2014/01/le-potenze-dellasse-applicazioni-di.html [goofynomics.blogspot.it]

    30.01.2013

  • TizianoS

    Mi ci è voluto un po’ di tempo per comprendere il senso di questo articolo di Alberto Bagnai, ma sono riuscito a risalire alle idee di Robert Mundell, classe 1932, Nobel per l’economia nel 1999.
    Mundell vinse il Nobel «per la sua analisi della politica fiscale e monetaria in presenza di diversi regimi di cambio e per la sua analisi delle aree valutarie ottimali».
    Ho quindi letto la pagina di Wikipedia relativa a questa teoria, di cui Bagnai mi sembra sostenitore:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Area_valutaria_ottimale#I_requisiti_di_un.27area_valutaria_ottimale

    Io non sono un grande esperto di economia, ma questa teoria mi sembra azzeccata. Forse ho capito anche che ci sarà una "catastrofe" per l’Italia, simile a quella della "Shoah", altrimenti non si comprende il relativo richiamo nell’articolo (ma questa sarà senza risarcimenti).

  • Black_Jack

    Ho comprato tre copie del libro di Bagnai, le prime che avevano ancora quegli errori di stampa che poi nelle successive edizioni sono stati corretti.
    Tra dieci anni me li pagheranno qualche migliaio di eur…ops…nuove lire.

  • rebel69

    Come godo a sentir Bagnai che da degli Asini ed imbecilli ai piddini cronici.Che magra consolazione