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I PALESTINESI RAPISCONO, GLI ISRAELIANI CATTURANO


FONTE: MAZZETTA (BLOG)

Da Gaza annunciano la “cattura” di un prigioniero israeliano. I giornali italiano la traducono con il “rapimento” di uno che ora sarebbe “ostaggio”. La stampa anglosassone usa invece correttamente il termine “captured” e l’idea di usare “kidnapped” non è venuta a nessuno.

La bizzarra idea che un soldato catturato in battaglia mentre partecipa a un’invasione possa essere “rapito”, sembra invece essere venuta a quasi tutti i media italiani, chissà com’è.

A seguito: “Gaza e asini-killer. Restiamo equini” (Pino Cabras, megachip.globalist.it);

Pubblicato da Davide

  • Tao

    news

    Titolo de“L’Unione Sarda” del 20 luglio 2014: «Gaza, 340 morti. Hamas usa gli asini-killer».
     
    Chi si sente oltraggiato, oggi che la strage di Gaza ha superato i 400 morti, vorrebbe rivolgersi al criminale di guerra che governa Israele, Benjamin Netanyahu. Ma Bibi è un soggetto troppo lontano. E poi non è solo colpa sua. Lui è come al centro di un incrocio di strade che vanno in tante direzioni, trovando complici e alleati in mezzo mondo, ognuno con il suo contributo all’ingiustizia in Palestina. Al centro dell’incrocio non ci arrivo, ma posso raggiungere qualcuno di questi complici, nelle strade laterali. Se lo facesse ciascuno di noi ci sarebbe una pressione insostenibile per chi tollera il regime più razzista di questo secolo. La stragrande maggioranza delle redazioni degli organi di informazione in Occidente ha deciso di essere complice della strage. Ogni redazione deve essere raggiunta: da dove possiamo e come possiamo. È alla nostra portata. Siamo lettori di un qualche giornale, spettatori di un qualche telegiornale, ciascuno i suoi, a Cagliari, a Modena, a Londra, ad Atlanta.
     
    Avercela con Netanyahu diventa quasi un concetto astratto, mentre posso avercela concretamente con il titolista de “L’Unione Sarda” e i suoi asini killer. Esattamente nel giorno in cui l’esercito israeliano sterminava a sangue freddo decine di famiglie, ne terrorizzava altre migliaia, e portava a 80mila gli sfollati, che faceva il giornale diretto da Anthony Muroni? Ingannava i lettori, rovesciava totalmente la verità e raccoglieva le peggiori mistificazioni dei portavoce della premiata macelleria sionista.
     
    Il macabro conteggio del tiro a bersaglio, attribuibile alle armi letali ultramoderne in mano ai soldati dello Stato ebraico, viene maliziosamente accostato da “L’Unione Sarda” alla minaccia ipotetica di un esercito arcaico che minaccia la civiltà con la sua arretratezza rurale sul dorso di equini-kamikaze.
     
    Eppure dobbiamo essere grati al titolista idiota e alla redazione che gli dà corda. Il concetto di “asino killer” è un autoritratto del giornalismo occidentale di fronte alle guerre in corso. Un giornalismo di asini che non studiano e non spiegano nulla, un giornalismo di killer della verità.
     
    Nel giorno degli asini killer che volano, un giornalista vero, Khalid Hamid, è stato ucciso a freddo dai soldati israeliani mentre soccorreva alcuni feriti. “L’Unione Sarda” può riscattarsi e raccontare la sua storia. Se non lo farà, tanto vale che vilipenda fino in fondo il messaggio di Vittorio Arrigoni. Restiamo equini.
     
    Pino Cabras
    Fonte: http://megachip.globalist.it [megachip.globalist.it]
    21.07.2014
  • ferdy

    Tutto questo è possibile solo perchè  tutti i mezzi di comunicazione italioti sono in mano ad ebrei e quindi  anche se  qualcuno di questi  con malavoglia  continuano con la disinformazione .

  • mago

    Il TG 5 ha subito dato informazione che l`abbattimento del Boeing MH17 era da imputarsi ai " ribelli filo russi "questo chiamatelo giornalismo.

    Chiaramente dopo una santificazione  di 10 minuti per l`avvenuta assoluzione
    del capo.
    Senza calcolare gli errori di ortografia che quotidianamente leggiamo su certe testate o titoli di News….
  • edoxxx

    Verrebbe da pensare che alla fin fine i giornali riportano solo veline, e che la moltitudine di testate sia solo un paravento (tanto paga lo Stato coi contributi)

  • Truman

    Si, l’avevo spiegato anni fa:

    KIDNAPPED! (LA SINDROME DEL BAMBINO VIZIATO)

  • atanasiuskircher

    Da un pezzo di carta da culo come la Stampa FIAT non mi aspetto niente di diverso; merita il massimo disprezzo, a cominciare dal suo direttore, degno figlio di cotanto padre e del suo vicedirettore, la faccia da schiaffi amica di Fabio Strazio.

  • Georgios

    Mi e’ piaciuto il tuo articolo anche perché, stranamente, non avevo mai fatto il nesso con il significato di fondo della parola inglese.

    Se ti interessa qui c’è l’etimologia di Kidnap:

    http://www.thefreedictionary.com/kidnap

    Come si vede nel link, al principio l’uso della parola kid era di tipo "familiare-spregiativo" per una certa categoria di malviventi che cercavano delle vittime da destinare a dei campi di lavoro forzato. Insomma, degli schiavi.