Home / ComeDonChisciotte / I MANDANTI E IL SICARIO: PERCHE' LE GRANDI LOBBY SCARICANO NAPOLITANO
12849-thumb.jpg

I MANDANTI E IL SICARIO: PERCHE' LE GRANDI LOBBY SCARICANO NAPOLITANO

DI MARCELLO FOA
blog.ilgiornale.it

Mettiamola così: certi scoop si pesano. Dipende chi li fa e quando escono. Napolitano in queste ore mi ricorda Di Pietro. Ricordate? Il leader dell’Italia dei Valori è caduto, ha perso improvvisamente ogni credibilità, sparendo dalla scena politica, quando Report di Milena Gabanelli andò frugare tra le casse e gli statuti del Partito. E cosa scoprirono i cronisti di Report? Nulla che non fosse già noto. Tutto già uscito, anzi urlato da molto giornali. Solo che detto dalla Gabanelli ovvero dalla più famosa e più temuta giornalista d’inchiesta aveva un altro peso. Non era una denuncia, ma una sentenza ovvero era la conclamazione mediatica di una situazione indifendibile. E d’incanto anche i giornalisti simpatizzanti di Di Pietro, a cominciare da Santoro, lo mollarono.

Ora tocca a Napolitano. Le accuse che sono emerse nelle ultime ore sono nuove? Niente affatto. Il Giornale le denunciò in tempo reale e un quotidiano come La Stampa ne parlò in un prudentissimo ma preciso retroscena.Chi ora parla di “non scoop” tecnicamente ha ragione. In realtà torto; perché se lo scrive Alan Friedman, ovvero un giornalista anglosassone tutt’altro che ostile all’establishment, con il supporto di interviste a Mario Monti, Carlo De Benedetti, Romando Prodi – videoregistrate e dunque non equivocabili – e con la vetrina simultanea di due grandi testate come il Corriere della Sera e il Financial Times, la notizia prende un altro peso e, come avvenuto con Di Pietro, diventa una Verità; non più un sospetto, ma un fatto mediaticamente incontestabile.

E dunque coloro che tendono a relativizzare o addirittura ridicolizzare lo scoop sbagliano. Le leggi della comunicazione sono inequivocabili e ben note sia a Friedman che ai navigati interlocutori che si sono concessi al suo microfono. Lo scandalo c’è ed è colossale.

Sa di licenziamento. Già, ma per mano di chi? Del Parlamento e del popolo italiano? Macché, questa è democrazia e la democrazia si sa non è più di moda. Il vero potere risiede altrove – nell’establishment europeista, transnazionale e finanziario – e si esercita in altro maniere, meno desuete, eppure molto efficaci, in quanto fondate non sul consenso elettorale, bensì sul controllo delle leve che determinano il destino dei popoli e dei Paesi. Dunque: la moneta, il debito pubblico, la possibilità di imporre leggi al di sopra dei Parlamenti nazionali e di dettar legge attraverso organismi sovranazionali, naturalmente privi di sovranità popolare. Non è questo il mondo in cui viviamo? Un mondo in cui i governi non hanno quasi più poteri, i parlamenti non riescono a legiferare e in cui la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale e naturalmente l’Unione europea hanno poteri soverchianti?

La sensazione, sgradevolissima ma temo veritiera, è che la vicenda di Napolitano sia “cosa loro” ovvero che risponda a logiche e modalità che sfuggono al comune cittadino e che finiscono per ingannare anche quei politici che, avendo capito dove risiede il vero potere, lo corteggiano nella speranza di essere cooptati.

E alcuni ci riescono. Giorgio Napolitano, naturalmente. Ma anche Gianfranco Fini, la cui svolta antiberlusconiana si manifestò dopo la sua partecipazione alla Convenzione europea, ovvero al consesso che nella prima metà degli anni Duemila era stato incaricato di elaborare la Costituzione europea. Lì, Gianfranco, l’allievo prediletto di Almirante e uomo dai radicati valori della destra nazionalista, capì chi comanda davvero. E svoltò rinnegando se stesso e diventando strumento nella lotta contro Berlusconi, uno che l’élite non ha mai sopportato.

Giorgio Napolitano ha seguito lo stesso percorso. Leggendo “Il tramonto dell’euro” di Alberto Bagnai, troverete riportato un bellissimo discorso in Parlamento in cui Napolitano prevedeva, con straordinaria lungimiranza, le devastazioni che avrebbe provocato la moneta unica. Poi, però, Napolitano divenne europarlamentare. E la sua visione cambiò drasticamente. Di quell’uomo oggi non c’è più traccia.

Come Gianfranco, anche Giorgio pensava di essere arrivato, di appartenere a pieno titolo alla super élite transnazionale. Entrambi si sentivano intoccabili; non capivano, però, che le logiche di quell’establishment sono diverse da quelle dei partiti, che le loro leggi, non scritte, sono implacabili e, soprattutto, che non tutti i membri sono uguali. Al suo interno c’è chi conta di più (come Draghi senza dubbio) e chi di meno (come quasi tutti i politici italiani); chi sa e chi non sa; chi viene cooptato nel girone divino e chi, pur partecipando, resta ai margini.

Ecco, Napolitano apparteneva alla seconda categoria. E ora che non serve più o forse semplicemente perché ha deluso, viene abbandonato a se stesso. Con modalità che sono proprie di quegli ambienti, usando come sicario un giornalista americano, che di nome fa Alan e di cognome Friedman.

Marcello Foa

Fonte: http:

Link: http://blog.ilgiornale.it/foa/2014/02/12/i-mandanti-e-il-sicario-ecco-chi-vuole-la-testa-di-napolitano/

12.01.2014

Pubblicato da Davide

  • Tao

    Completamente d’accordo. Rimango però perplesso su un fatto: Napolitano, finto-comunista, noto massone e agente Cia, ha servito la causa fin dagli anni ’40. Fatico a comprendere un simile trattamento. A meno che faccia parte del gioco: ha una età avanzata ed è pieno di soldi. Potrebbe essere consapevole ed accettare, come accettò il cambiamento Andreotti che si fece da parte senza discutere.

    Luca Martinelli

  • cardisem

    Veramente non capisco il senso dell’articolo e mi chiedo: se dunque prima Napolitano andava bene agli Occulti, adesso perché non va più bene? Cosa è cambiato da quando andava bene ad oggi? Si può fare il gioco delle ipotesi, ma se queste non sono adeguatamente argomentate siamo alle chiacchiere in libertà. Io sono per un modo di ragionare, magari troppo astratto, ma fondato su dati, anche pochi, anche uno solo, che siano però certi e chiari.

  • oriundo2006

    Io la vedo diversamente. La questione non è incentrata su Napolitano solo, ma è un ‘assist’ a favore dei 5* ma ‘di sponda’: come corroborare l’operato demolitorio degli assetti ( faticosamente ) istituzional-politici italiani ed arrivare ad una piena eterogestione da parte dei soliti noti attraverso un totale commissariamento di un paese fallito e ciò attraverso chi lavora per il re di Prussia: Grillo ed i suoi. La finezza vuole che mandanti siano il corrierone con alla testa gli Elkann, difficilmente attaccabili dato il loro potere di ricatto economico, poi poteri transnazionali come F.T. ecc., oltre naturalmente chi sponsorizza invece di Letta, evidente pupillo di Napolitano, Renzi ed i suoi amici. Probabilmente N., fautore da sempre di una soluzione ‘interna’, si è opposto al siluramento di L. e adesso sta per esser fatto fuori dalla cupola ( teniamo conto anche che alla testa dell’Inps è stato ventilato il nome di Conti, pupillo di Monti: anche qui un passo dopo l’altro nel segreto delle stanze decisorie ma sempre a favore della linea ‘internazionalista’ e ‘teconocratica’ ). Penso che ci attendano giorni terribili. 

  • Bellerofon

    Concordo con "cardisem". Adesso, tutti dicono "io l’avevo detto che sarebbe successo",
    però nessuno ha la più pallida idea di cosa realmente bolla in pentola
    per l’Italia in questo momento.
    E’ d’altra parte vero che questo sito anticipò, in
    tempi non sospetti (parlo dei primi mesi del 2011), la caduta di
    Berlusconi e la cooptazione di Monti. Ma pare che, adesso, tutti
    brancolino nel buio e non sappiano dare una lettura plausibile degli avvenimenti attuali.

  • Bellerofon

    Ottima e coerente ipotesi.

  • wld

    Nella sua apparizione ultima scorsa, al Parlamento Europeo, il Presidente Napolitano ha fatto una dura critica mettendo sotto accusa le politiche di rigore dell’Unione europea per debellare la crisi economica.

    Inoltre ha detto "«Non regge più l’austerità a ogni costo» che è stata la «risposta
    prevalente alla recessione in zona euro», questo è stato il succo del
    messaggio."

    "Napolitano dal canto suo ha sottolineato l’importanza delle elezioni
    europee del 2014, che vanno considerate «come un momento di verità da
    affrontare fino in fondo», anche perché sono «evidenti le ragioni del
    disincanto» dei cittadini per «il peggioramento delle condizioni di
    vita»."

    "Con tanto di chiaro riferimento a Lega e Movimento 5 stelle, pur senza
    citazione esplicita: i cittadini non devono scegliere tra «un’agitazione
    puramente distruttiva contro l’euro e contro l’Unione europea» o tra
    una Europa che pure «ha mostrato gravi carenze e storture nel suo
    cammino», ha dichiarato il presidente.

    Credo che vada ricercata tra queste parole le cause (insieme ad altre) della debacle "Napolitano"

  • wld
  • Bellerofon

    Eccellente "tassello mancante" della vicenda. Grazie di cuore

  • Dostojevskij

    Letta tarda a introdurre le riforme che l’elite trasnazionale lobbistica chiede da oramai vent’anni a questo paese sempre più debole (vedi britannia, lettera bce, documenta di passera, minacce della bundesbank) e che ancora nessun leader politico salito con il loro favore ha saputo imporre (ricambiando appunto il favore). Napolitano ha appoggiato la confusa linea di Letta di "andiamo a battere i pugni sul tavolo" in Europa che cercava una sorta di piccola via d’uscita al destino tracciato. Il discorso di Napolitano rientra in quell’ottica ma fa parte di una linea portata avanti già da un annetto (Friedman il suo libro lo prepara da un po’). è chiaro che i pugni li hanno battuti ancora una volta loro e napolitano e letta traballano sotto il peso del nuovo cavallo dell’elite che avanza: Renzi e la sua cricca parlano di deflazione salariale e privatizzazioni con quel piglio e persuasione che lascia ben sperare all’estero anche se napolitano, letta e i suoi potrebbero ancora tendergli un ultimo agguato sulle scale che portano a palazzo chigi.

    in ultima analisi l’italia (come repubblica) è oramai in ginocchio, pres.d.repubblica compromesso, parlamento e legge elettorale illegittima, fiscal compact alle porte (il vero game-over per ogni strategia economica nazionale) fazioni che lottano apertamente e senza regole per il potere scavalcando ogni prassi costituzionale (e di fatto senza nessuna legittimità) e facendosi appoggiare da chiunque prometta appoggio dall’estero o all’interno del paese. 
    in queste condizioni lo scenario commissariamento si fa sempre più vicino (l’ultimo asso nella manica nelle carte di chi gioca da fuori) con un epilogo stile ucraina molto probabile (c’è da scommetterci che con l’inevitabile tracollo istituzionale anche russi, cinesi, arabi e quant’altro proveranno ad infilare il loro soft power ancora più pesantemente).
    l’italia è sempre stato un laboratorio di esperimenti d’avanguardia per l’elite e anche questa volta sarà così. questa repubblica ha gli anni contati e quando arriveranno gli anni difficili (presto) probabilmente sarà la prima a disfarsi (se ancora esisterà formalmente)
  • Truman

    Forse il messaggio di FT/Corsera è "anche tu sei sacrificabile se non fai ciò che va fatto" e Napolitano ha immediatamente convocato Renzi.
    Insomma l’attacco non è mirato a far fuori Napolitano, ma a convincerlo, e l’effetto è stato immediato. Quindi adesso arriva Renzi per la staffetta, senza che ci siano sostituzioni brutali.
    Il problema è che Renzi è ancora più incapace di Letta e non è detto che non venga accoltellato (virtualmente, s’intende, con qualche voto mancante al momento giusto). Questi qui brancolano, barcollano e pensano che cambiare burattino possa risolvere qualche problema.

  • Truman

    Dimenticavo: Letta/Napolitano hanno fatto l’errore di escludere Berlusconi dalla merenda e questo rende impossibile la demolizione della Costituzione, che si è arenata. (Qui il piano c’è, ed è lo smantellamento dello Stato italiano passando per la demolizione della Costituzione). Quindi ritorna pienamente in corsa il Berlusca che, grazie a Renzi, forma un governo di demolizione nazionale con tutti i poteri per distruggere l’Italia. Sempre se glielo lasciamo fare.

  • Blackrose4400

    Allora diciamo che se il Corriere fa da sponda al M5S, il vecchio pazzo Uriel Fanelli non ci vede poi tanto male…

    http://www.keinpfusch.net/2013/12/come-godere-penetrando-i-giornali.html

  • Blackrose4400

    Già, concordo… inoltre c’è da aggiungere che per i nostri politici il posto a "tavola" (quella che conta) non è per sempre. D’altronde, ragassi, di quella gente ( i politicanti italiani), non è che ispirino molta fiducia nè? Ne a noi ne ai "poteri forti". Li usano e li gettano… in faccia a noi….

  • MespE

    Onestamente dubito fortemente che le elite stiano cercando di far fuori il loro uomo solo per questo discorso. Perché Napolitano improvvisamente avrebbe voluto schierarsi contro l’austerity eurocrate, visto che ne è stato il principale promotore in Italia? Credo che quello di Napolitano sia stato, come indicato anche su un articolo postato qui, un discorso di facciata. Fatto probabilmente per imbonire parte della classe imprenditoriale italiana e dell’opinione pubblica moderata che sta iniziando a vedere le politiche europeiste negativamente. Verosimilmente Napolitano, sia perché vecchio e sia perché al momento particolarmente impopolare, ha ricevuto l’istruzione di farsi da parte in silenzio, e questa inchiesta di Friedman è stata solo una spintarella in quella direzione.

  • Petrus

    Napolitano, come tutte le pedine, dopo l’uso viene scartato.

    Ora viene utilizzato per attirare sulla sua ormai inutile figura l’odio delle allodole, ferite da tutto ciò di cui è stato autore e non mandante.
    Per capire la logica di tutto ciò, leggere 1984, di Orwell, e analizzare la figura di Goldstain.
  • Viator

    Buon intervento: realistico e mirato.

  • nettuno

    Prendiamo atto che la politica italiana è decisa altrove