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I FORCONI CI SARANNO ADDOSSO, SVEGLIATEVI PLUTOCRATI

DI MARIA GRAZIA BRUZZONE

Underblog

Lettera aperta (e lezione di economia reale) di un plurimilionario Usa ai colleghi dello 0,1%
“Probabilmente non mi conoscete, ma come voi sono uno degli 0,1%, un fiero capitalista . Ho fondato, co-fondato e finanziato più di 30 società di ogni genere, da cose piccole come il night club con cui ho cominciato a vent’anni, a giganti come Amazon.com di cui sono stato il primo investitore esterno. Poi ho fondato aQuantitative, una società di pubblicità su Internet che nel 2007 è stata venduta a Microsoft per $6,4 miliardi. In contanti. Insieme ad amici possediamo una nostra banca. Racconto tutto questo per dimostrarvi che per molti versi non sono molto diverso da voi. Come voi ho una visione ampia degli affari e del capitalismo. E come voi sono stato oscenamente ricompensato per il mio successo, con una vita che gli altri 99,9% di americani non possono nemmeno immaginare. Molteplici case, aereo personale, ecc”

Comincia così una sorprendente lettera aperta, pubblicata qualche giorno fa dal sofisticato Politico.com e rilanciata da siti di economia & politica come Business Insider e Zerohedge, ogni volta, con un gran numero di lettori e apprezzamenti. Una lettera che è anche una analisi/denuncia del livello estremo raggiunto dalla disuguaglianza nell’odierno capitalismo. E un avviso: così non può continuare. Arriveranno i forconi, contro di noi.

Nick Hanauer, 55 anni, nonni immigrati dalla Germania di Hitler, è un classico uomo d’affari americano, uno che si è fatto da sé. Americano anche nel piglio con cui si esprime.

“Nel 1992 a Seattle vendevo cuscini fabbricati dall’impresa della mia famiglia a negozi in giro per il paese e Internet era una goffa novità alla quale ci si collegava a 300 baud. Ma già allora mi sono accorto abbastanza rapidamente che molti grandi magazzini miei clienti erano condannati. Ho capito che non appena Internet fosse diventata abbastanza veloce e affidabile – e quel tempo non era così lontano – tutti si sarebbero buttati a comprare on line come pazzi”.

“Realizzare questo, vedere oltre l’orizzonte un po’ più in fretta di tanti altri, è stata la parte strategica del mio successo. La parte fortunata è stata invece l’avere un paio di amici, entrambi di grande talento, anche loro intrigati dalle potenzialità della rete. Uno è un tizio di cui non avrete certo sentito parlare, Jeff Tauber, l’altro era Jeff Bezos (il fondatore di Amazon ndr). Ero così eccitato dal potenziale del web che ho detto ai due Jeff che volevo investire in qualsiasi cosa avessero deciso di lanciare.

Il secondo Jeff – Bezos – mi chiamò per primo, e lo aiutai a sottoscrivere la sua piccola libreria start up . L’altro Jeff partì con un negozio on line chiamato Cybershop, ma quando la fiducia nelle vendite via Internet era ancora bassa; era troppo presto per la sua idea, la gente non era ancora pronta ad acquistare on line cose costose senza vederle di persona (a differenza di oggetti semplici come i libri, la cui qualità non cambia – questa è stata la carta vincente di Bezos).

Cybershop non è andato lontano, è stato uno dei tanti fallimenti di imprese dot-com. Amazon è andato meglio. E io ora possiedo un maxi yacht”.

“Ma lasciatemi essere franco. Non sono la persona più intelligente che avete conosciuto, o quello capace di lavorare più sodo. Ero uno studente mediocre, non sono un tecnico – non so ho mai saputo scrivere una riga di software. Quel che mi è servito, credo, è una certa propensione al rischio e un’intuizione su quel che accadrà in futuro. Intuire dove le cose stanno andando è l’essenza dell’imprenditorialità.

E cosa vedo oggi nel nostro futuro? Vedo dei forconi.

Mentre persone come voi e me prosperano oltre i sogni di ogni plutocrate nella storia, il resto del paese – il 99,9% – resta molto indietro e arretra. Il divario fra quelli che hanno e quelli che non hanno peggiora sempre di più. Nel 1980 l’1 % in cima alla piramide controllava l’8% del reddito nazionale degli Stati Uniti. Il 50% più in basso si divideva il 18% delle ricchezze. Oggi l’1% più ricco si divide il 20%, e il 50% della popolazione solo il 12%.

Ma il problema non è la disuguaglianza in sé, qualche misura è intrinseca a ogni economia capitalista che funzioni. Il problema è che la disuguaglianza è a livelli storicamente mai visti e peggiora di giorno in giorno. Il nostro paese sta diventando una società sempre meno capitalista e sempre più una società feudale. A meno che le nostre politiche non cambino drammaticamente, la classe media scomparirà, e torneremo indietro alla Francia del 18° secolo. Prima della Rivoluzione.

Così ho un messaggio per i miei colleghi oscenamente ricchi, per tutti coloro che vivono nelle bolle dei nostri mondi circondati da cancellate:

Svegliatevi, gente. Non durerà.

Se non si fa qualcosa per sanare le clamorose disegguaglianze in questa economia, i forconi ci saranno addosso. Nessuna società può tollerare una tale disparità. Non ci sono esempi nella storia in cui si sia verificata una tale accumulazione di ricchezza e i forconi non siano arrivati.

Dove c’è una società altamente disuguale o c’è uno stato di polizia, o un’insurrezione. Non ci sono altre possibilità.

Il punto non è se, ma quando.

Molti di voi pensano che siamo speciali perché ‘questa è l’America’, pensiamo di essere immuni alla forze che hanno dato vita alla Primavera Araba o alle Rivoluzioni in Francia e in Russia. Molti fra i colleghi dello 0,1% sfuggono questo argomento, molti mi prendono per matto, altri vedono un ragazzino povero con un iPhone e pensano che l’ineguaglianza sia una finzione.

Vivete nel mondo dei sogni, vi dico.

Volete credere che se ci sarà qualche segnale di destabilizzazione, ci sarà tempo per reagire e organizzarsi. Ma non funziona così, come sa qualsiasi studente di storia. Le rivoluzioni, come le bancarotte, si manifestano per gradi e poi precipitano di colpo. Un giorno uno si dà fuoco e improvvisamente la gente è in strada, prima che ci si renda conto il paese brucia. E non c’è tempo per salire sul nostro Gulfstream e scappare in Nuova Zelanda. Succede così. E se l’ineguaglianza peggiorerà, succederà.

Sembrano le parole dei ragazzi di Occupy Wall Street, movimento che pare scomparso nel nulla. Ma il nostro capitalista niente affatto pentito non parla così per paura quanto per interesse. Del paese, della società, ma anche degli stessi ultraricchi dello 0,1%, a quanto cerca di dimostrare nell’analisi che segue. La cui tesi si può riassumere nel titolo dato al post da Business Insider (foto di persone in fila negli anni ’30 della Grande Depressione):

“Spiacenti, gente, ma i ricchi non creano occupazione”.

Hanauer se la prende con il punto di vista “ortodosso” dell’economia politica, e ne smonta alcuni presupposti di fondo:

Sono i ricchi che creano occupazione. Falso. E’ come dire che il seme crea l’albero: magari ne è il presupposto, ma provate a piantare un seme su Marte o nel Sahara. Senza terra buona, acqua, nutrienti non spunterà nulla e il seme morirà. La retorica per cui l’America è grande per via di uomini come me e Steve Jobs è finzione. Se entrambi fossimo nati in Somalia o in Congo saremmo rimasti a vendere frutta all’angolo della strada.

L’economia non è un’astrazione ma un ecosistema complesso di persone reali fra loro interdipendenti. Se i lavoratori hanno più denaro, le imprese hanno più clienti e hanno bisogno di più impiegati. A creare posti di lavoro in ultima istanza sono i clienti, i consumatori, vale a dire la classe media. Non sono i ricchi, come vuole uno dei luoghi comuni dell’economia ortodossa, non sono gli imprenditori, che pure sono una parte importante del processo. La classe media è stata la causa, non la conseguenza, della prosperità goduta nel passato dagli Usa.

Alzare il salario minimo costa posti di lavoro, per la legge della domanda e dell’offerta. Falso.

Lo aveva ben capito Henry Ford che nel 1914 raddoppiò la paga ai suoi operai (a $5 dollari al giorno, equivalenti a $120 di oggi) affinché potessero permettersi di comprare le auto che producevano. Lo ha capito la città di Seattle, che ha alzato per legge il salario minimo a $15 l’ora da $9 – che era già il 30% in più della media Usa. Risultato: Seattle è con San Francisco la città col tasso di occupazione più alto negli Usa, ed è in assoluto la città che cresce di più.

Il problema con la nostra economia – chiosa Business Insi- è che quella che una volta era la nostra potente classe media è stata lasciata impoverire da decenni di tagli ai costi e salari stagnanti, e oggi porta a casa una quota molto minore di 30 anni fa, mentre gente come Hanauer e i suoi amici dell’1% si accaparravano fette sempre maggiori di ricchezza. Anche dopo la crisi del 2008. Dal 2009 al 2012 il 95% dei guadagni è andato all’1% mentre il 99% è rimasto al palo.

Negli ultimi tre decenni i compensi per i CEO (amministratori delegati, direttori generali, alti dirigenti) sono cresciuti 127 volte più rapidamente di quelli di altre categorie. Dal 1950 il rapporto paga CEO/paga lavoratore è aumentato del 1000%, i CEO guadagnavano 30 volte il salario medio, oggi il loro stipendio vale 500 volte il secondo. E nessuno ha eliminato i propri alti dirigenti senior, li ha esternalizzati in Cina o ha automatizzato il loro lavoro. Al contrario, ce ne sono molti più di prima.

Intanto la classe media veniva falcidiata da politiche fiscali favorevoli all’1%, dalla globalizzazione e da miglioramenti tecnologici senza controlli. Ma veniva strozzata anche dalla nostra ossessione per il profitto a breve termine, dall’ethos prevalente nel mondo degli affari per cui gli impiegati sono visti come “un costo” e le società tengono i loro salari più bassi possibile.

E un bene per l’economia che i ricchi siano sempre più ricchi. Falso

Il punto è che la classe media spende quasi tutto quello che guadagna, e questa spesa diventa ricavo per società avviate, finanziate o possedute da persone come Hanauer. Ma oggi, con i salari sono bassi come mai grazie all’avidità di corte vedute dell’1% la classe media non è più in grado di farlo, e ciò si ritorce contro l’economia reale e gli stessi imprenditori.

In America infatti i più ricchi – imprenditori, investitori e società – oggi hanno così tanto denaro da non riuscire a spenderlo. Così invece di ri-pomparlo nell’economia, creando guadagni e salari, quel denaro resta in conti di investimento.

“Io guadagno all’anno 1000 volte l’americano medio, ma non compro mille volte più roba. La mia famiglia negli ultimi anni ha comprato tre automobili, non 3000. Io ho acquistato qualche paio di pantaloni e qualche camicia all’anno, come la molti altri americani. Ho comprato due paia dei migliori pantaloni di lana, quelli che il mio partner Mike chiama “pantaloni da manager”. Ma non avrei potuto acquistarne 1000. Invece ho messo via il mio denaro extra là dove non fa molto bene al paese”.

Se i $9 milioni di Hanauer in più dei $10 milioni di guadagni annuali fossero andati a 9000 famiglie invece che a lui, sarebbero stati pompati di nuovo nell’economia attraverso il consumo. E avrebbero creato più occupazione. Invece stanno nei conti bancari di Hanauer o investiti in società che non hanno abbastanza clienti potenziali a cui vendere.

Hanauer stima che se la maggior parte delle famiglie americane portasse a casa la stessa quota di reddito nazionale di 30 anni fa ogni famiglia avrebbe altri $10.000 di redditoda spendere.

Con famiglie più ricche lo stato potrebbe davvero diventare più snello, risparmiando su assistenza pubblica, cure mediche gratuite, buoni pasto (oggi fruiti da 44 milioni di cittadini)??? E anche i più ricchi se ne gioverebbero.

Il messaggio finale. “Cari 1%, molti dei nostri compatrioti cominciano a credere che il problema sia il capitalismo in sé. Non sono d’accordo, e credo non lo siate neppure voi. Ma il capitalismo lasciato senza controlli tende alla concentrazione e al collasso . … Ecco perché gli investimenti nella classe media funzionano, e i tagli delle tasse ai ricchi invece no. Bilanciare il potere dei lavoratori con quello dei miliardari alzando il salario minimo non è male per il capitalismo, è uno strumento indispensabile per rendere il capitalismo stabile e sostenibile, conclude Hanauer (all’inizio invero esortava a prendere esempio dalle riforme di Franklin Delano Roosevelt, un po’ più ampie di così).

O possiamo star seduti, non fare nulla e goderci i nostri yacht. Aspettando i forconi.”

L’analisi di Hanauer riguarda anche l’Italia? Sì per tre motivi. Perché le disuguaglianze ci sono anche da noi, sia pure meno accentuate che negli Usa; perché le tendenze in America si riflettono altrove, a cominciare dall’Europa; perché , al di là delle riforme indispensabili al nostro paese fermo da decenni, l’economia italiana fa parte del sistema economico globale.

Un sistema che fra debiti enormi e disoccupazione vertiginosa non sta affatto bene, come oggi ricorda la Banca dei Regolamenti Internazionali, mentre un rapporto della Banca Mondiale invita esplicitamente a prepararsi per la prossima crisi.

Hanauer parla sicuramente nell’interesse dell’economia reale, dei cittadini e delle imprese piccole e medie . Ma alle banche e alle grandi corporations i luoghi comuni dell’ortodossia vanno benissimo. Finanza e multinazionali, compresi i costruttori di armamenti, i colossi dell’high tech, i giganti della farmaceutica o del web hanno clienti globali, si tratti dell’1% del pianeta (dove addirittura 85 iper-ricchi – non 8500, né 850, proprio 85 – detengono tanta ricchezza quanta ne possiede la metà della popolazione della terra) o della classe media che a livello planetario comunque emerge fra varie contraddizioni.

E multinazionali e banche & finanza hanno anche le lobby più potenti capaci di “convincere” i politici a fare leggi e norme a loro più favorevoli.

Non resta che attendere i forconi, allora, o aspettare la prossima crisi?

Maria Grazia Bruzzone

Fonte: http://www.lastampa.it/

Link: http://www.lastampa.it/2014/07/04/blogs/underblog/i-forconi-ci-saranno-addosso-svegliatevi-plutocrati-eDMM8aWlpISyy1Qb5L56VL/pagina.html

4.07.2014

Pubblicato da Davide

  • GioCo

    Ho che onore, addirittura un appartenente della èlite che si scomoda …
    Ma già il solo fatto che scriva per non dirlo alle riunioni importanti dove prendono decisioni per il futuro del globo, dice molto sul suo consenso interno.
    D’altronde nel mio piccolo già da tempoi andavo dicendo che il pericolo (per quanto le evidenze dicano tutt’altro anche adesso) Vero non lo corre il 99,9% ma proprio lo 0,1%.
    Lo spazio per il mondo che verrà, è per pochi. Il calcolo dello 0,1% è che ha più possibilità, protetto com’è da cancelli e piani di salvezza, di uscirne tutto sommato bene: per ciò si può dar libero sfogo e continuarne così finché il giochino non si rompe. Ma non è così, qualunque sia il "piano" (se c’è, ma pochi lungimiranti lo hanno preso in considerazione) è una chimera, una presa per il culo, un idiozia paragonabile al piagnisteo di un bambino che si accorge improvvisamente di essere rimasto solo, nella stanza, accanto ai cadaveri dei suoi cari e pianifica di scappare.

    Alcuni (e mi riferisco allo 0,1%) sono così abituati ad essere gelidi (troppo allenato è il loro cervello rettile) che i loro sensi di colpa sono il problema, non il loro comportamento. Costoro non si fermeranno neppure dopo essersi resi conto che non c’è più la possibilità pratica di continuare nel giochino: l’unica cosa che rimarrà da distruggere sarà per ciò la loro esistenza. Essi sono la forza forte, l’onda distruttiva chiamata da tutti (inconsciamente) perché vi sia cambiamento. Per ciò non si fermeranno davanti a niente.

    Ma c’è un altra componente. Quella che frigna e che tutti possono avvertire: chi può rimanere impassibile davanti al bimbo che piange? Chi, se non sei il genitore steso morto al suo fianco?
    Beh, ma chi sono per dire tutto questo? Uno a cui piacciono le fiabe e ama raccontarle.
    Tutto qui.

  • yago

    Semplice e scontato , ma come al solito l’avidità rende ciechi e sordi.

    In Europa stanno distruggendo il ceto medio per mantenere intatti i privilegi di pochi, ma anche qui non è questione di se ma di quando questo sistema crollerà.

    Chi non ha nulla da perdere  non rischia nulla a differenza di chi invece rischia di perdere molto.

  • alsalto

    Grandissima boiata, non nei contenuti, anzi, quella e’ la realta’ palese, intendo per boiata il fatto che il paperone di turno s’alzi a far la predica ai compari suoi. Capirei se avesse inoltrato tale missiva dopo essersi liberato dei suoi capitali eccedenti redistribuendoli al popolino, ed invece par non esser cosi’.
    Con tutto il rischio che il messaggio sia in realta’: "attenti amici, arrivano presto i forconi, conviene armarsi".
    Nella lettera pare averlo camuffato con aggettivi tipo oscenamente.

  • albsorio

    Se è il padrone di molte società che aumenti gli stipendi ai suoi dipendenti.

  • italosvevo
    1914-2014 Non per fare il menagramo , ma non è che ci voglia molto a farci entrare in un altro bel conflitto mondiale , in questi giorni su rai storia ho seguito la discussione a proposito dell’entrata in guerra delle nazioni nella prima guerra mondiale , molti dicono che l’attentato di Sarajevo non sarebbe stato causa sufficente a scatenarlo , ma che tutti pensavano che i cosidetti nemici avrebbero fatto un passo indietro , io invece penso che quella inutile mattanza in fondo sia stata pianificata per far abbassare la cresta ad una classe operaia contadina che iniziava a ribbellarsi e pretendere un po’ troppo .

    il famoso un % più ricco non ci metterrebbe molto a tirar su un’altra bella

    montagna di balle per scatenare un’altra bella rappresentazione teatrale come quelle già viste in passato .

    Si non credo che si ritornerà alle trincee ma un bel crolllo di una borsa potrebbe portare ulteriori danni al 99% restante e dopo si potrebbe proprio arrivare questa volta ad una guerra per sopravvivere .

  • Ercole

    OTTIMA RIFLESSIONE  ,ma noi non dobbiamo accontentarci di sopravvivere  abbiamo il compito immediato e storico di dichiarare guerra alla guerra dei padroni.

  • dana74

    no no tranquilla, tu ed i signori dell’élite. In Italia i forconi sono "fascisti" per cui ci saranno gli anti fa a proteggervi il fondoschiena da questi pericolosi eversini

  • SanPap

    Non l’ha camuffato lo dice apertamente

    Dove c’è una società altamente disuguale  o  c’è uno stato di polizia, o un’insurrezione

    …. quindi organizziamoci con uno stato di polizia

  • alsalto

    esattamenete, grazie della puntualizzazione,
    hai vinto un peperone 😀

  • Aloisio

    saranno gli anti fascisti a proteggervi il fondoschiena da questi pericolosi eversini….

    ossia i piddini

  • Georgios

    Nel dicembre 2013 avevo seguito su LA7 una trasmissione di Paragone sul movimento 9 Dicembre e forconi vari e con un gruppo di amici abbiamo deciso che valeva la pena di renderlo noto anche ai nostri concittadini i quali dopo le mazzate di vario tipo ricevute durante questi ultimi 4 anni e dopo l’indifferenza mostrata dai partiti "anti-troika" rispetto alle loro sacrosante proteste, (indifferenza dettata dalle loro strategie politiche di convenienza partitica), avevano bisogno di un po di paradigma di lotta e di supporto morale.

    Cosi, abbiamo fatto un piccola sintesi della trasmissione per la durata di 16 minuti, l’abbiamo sottotitolata in greco, e l’abbiamo postata su youtube.

    http://www.youtube.com/watch?v=vmQ2KxiFqAQ

    Il passo seguente fu quello di rendere nota questa nostra iniziativa non solo ai partiti tradizionali che si dichiaravano contrari ai memoranda, ma anche a quelli nuovi che si prefiggevano una lotta di tipo patriottico al di sopra delle divisioni destra/sinistra. Cosi, speravamo, avremmo spinto gli ascolti (o devo dire "visioni"?) verso l’alto.

    Le risposte furono unanimi: "Attenzione! Questi sono dei fenomeni opportunistici di stampo fascista e reazionario." Il che viene a conferma della concezione che hanno riguardo la lotta popolare: I gruppi dirigenti dei
    politici di professione, vogliono solo dei fans, dei seguaci identificati ideologicamente, per poterli usare in una specie di mercato politico di piazza.

    Cosi, le visioni sono rimaste a livello dei nostri amici e degli amici dei nostri amici. E, come e’ naturale e logico, questi spazi lasciati vuoti da una eventuale forza politica che potrebbe incanalare il potenziale popolare verso obbiettivi giusti introducendo metodi di lotta opportuni (cioè ricevendo la lezione dal popolo e trasformandola in proposta politica verso il popolo stesso), alla fine verranno effettivamente occupati da forze reazionarie troikane.

  • atanasiuskircher

    "I forconi ci saranno addosso"??? Ma siamo seri per favore. Quali forconi? Il confuso movimento 9 dicembre liquefatto dopo due settimane senza lasciar traccia? Al momento non c’è nessuno ma proprio nessuno a turbare l’ordine di lorsignori, almeno qui in Italia. Basta vedere come hanno votato gli italiani alle ultime elezioni europee.

  • italosvevo
    INCREDIBILE ,MA VERO , saranno le scie degli aerei , sarà qualche droga che ci mettono negli acquedotti , mai l’ultimo risultato elettorale ha stupito pure me , che ho quasi sempre votato per il meno peggio.

    Come dice leI "AL MOMENTO NON C’E’ NESSUNO , MA PROPRIO NESSUNO A TURBARE L’ORDINE DEI SIGNORI DELLA GUERRA .