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I DIRITTI DI DAVID MIRANDA, COME L’EUROPA PUO’ IMPARARE DALL’INDIPENDENZA DELL’AMERICA LATINA

DI MARK WEISBROT
theguardian.com

L’azione del Brasile per la detenzione di compagno di Glenn Greenwald mostra che le nazioni sudamericane non sono più allineate con Washington

Con poche eccezioni, la maggior parte d’Europa non ha avuto una politica estera indipendente negli ultimi 70 anni, e il Regno Unito si distingue come un chiaro esempio di ciò. Mi ricordo di aver discusso la politica estera britannica con un membro del Parlamento pochi anni fa, e lui mi ha confessato:

“Vuoi sapere cosa il Foreign Office ha intenzione di fare? Basta chiedere al Dipartimento di Stato USA”.

Nella foto: David Miranda e Glenn Greenwald

Il governo britannico ha dimostrato la sua estrema lealtà, ancora una volta, arrestando David Miranda (1), il compagno brasiliano di Glenn Greenwald, ai sensi del Terrorism Act del 2000, mentre transitava domenica dall’aeroporto di Heathrow. E ‘stato interrogato per 9 ore, il massimo consentito dalla legge, e il suo computer portatile, il suo telefono cellulare, e altri dispositivi contenenti informazioni digitali sono stati sequestrati.

E’ chiaro che Miranda non era sospettato di alcun collegamento con il terrorismo. Detenere e sequestrare gli oggetti di Miranda con detto pretesto non è più legale di averlo fatto in base a accuse inventate di traffico di cocaina. La Casa Bianca ha ammesso (2) che Washington era stato informato in anticipo del reato, e quindi possiamo dedurre la loro approvazione – se non un’attiva collaborazione.

La cosa è interessante, anche perché il governo britannico aveva in precedenza mantenuto un profilo pubblico relativamente basso sul caso Snowden, nonostante il fatto che Snowden avesse fatto trapelare i file raccolti in proprio e non solo quelli della NSA (3). Fino a domenica, sembrava che le autorità britanniche avessero imparato almeno un po’ di pubbliche relazioni dopo la loro figuraccia a livello internazionale dell’anno scorso, quando minacciarono di invadere l’ambasciata dell’Ecuador (4) per catturare Julian Assange. Tuttavia, ancora mantengono Assange intrappolato illegalmente nell’ambasciata ecuadoregna, e, presumibilmente, per volere di chi è facilmente intuibile.

Ora, il direttore del Guardian, Alan Rusbridger, ha rivelato (5) che il governo del Regno Unito, ai più alti livelli, ha seriamente minacciato e fatto pressioni sul suo giornale, nel tentativo di mettere a tacere la notizia.

All’altra estremità dello spettro della sovranità nazionale ci sono le nazioni indipendenti dell’America Latina, di cui tre hanno ufficialmente offerto a Snowden asilo politico, e le altre che non lo estraderanno mai negli Stati Uniti (6) se dovesse atterrare sul loro territorio (o cercare asilo nelle loro ambasciate). Questi governi hanno svolto un ruolo significativo nella vicenda Snowden e nello scandalo dello spionaggio da parte dell’NSA perché hanno raggiunto una “seconda indipendenza” nel corso degli ultimi 15 anni – quella che consente loro di perseguire una politica estera autonoma.

L’esercizio di questa nuova indipendenza è in gran parte ignorato o, più spesso, denigrato dai grandi media come demagogia populista. Ma è facile vedere che il problema, come Washington dovrebbe capire, è molto più profondo.

Il ministro degli Esteri del Brasile (7), Antonio Patriota, ha chiesto chiarimenti da parte del ministro degli esteri britannico William Hague riguardo alla detenzione di David Miranda (8). La settimana scorsa, in una conferenza stampa con il Segretario di Stato americano John Kerry in Brasile (9), Patriota ha parlato di un “ombra di sfiducia” causata dalle rivelazioni di Snowden e dagli articoli di Greenwald che dei cittadini brasiliani erano un obiettivo importante da sorvegliare (10) da parte della NSA.

Patriota era in precedenza ambasciatore del Brasile a Washington – e nessuno lo può accusare di provare un rancore contro gli Stati Uniti. La scorsa settimana, ha chiesto l’amministrazione Obama (11) di “fermare le pratiche che violano la sovranità”.

In precedenza, anche il presidente del Brasile, Dilma Rousseff (12), ha espresso la sua “indignazione” per ciò che la Bolivia (13) ha descritto come il “rapimento” del suo presidente, Evo Morales (14), da parte dei governi europei che hanno costretto ad atterrare il suo aereo il mese scorso – sulla base di false accuse che stava trasportando Edward Snowden (15). L’Unione delle Nazioni Sudamericane (UNASUR) ha espresso una forte denuncia, e il presidente argentino Cristina Kirchner, ha detto:

“Crediamo che questo costituisca non solo l’umiliazione di una nazione sorella, ma di tutto il Sud America.”

Il Brasile è il principale obiettivo della più recente “operazione simpatia” di Washington, per la visita di stato del presidente Rouseff prevista per il nel mese di ottobre – il primo negli Stati Uniti da parte di un presidente brasiliano in quasi due decenni. Inoltre, gli Stati Uniti non hanno neanche rapporti diplomatici con la Bolivia e il Venezuela. Eppure, il tentativo degli Stati Uniti di migliorare i rapporti con il Brasile non sta andando meglio di quanto facciano i suoi “sforzi diplomatici” con gli altri governi di sinistra della regione.

Questo non è perché questi governi non vorrebbero migliorare le relazioni. Tutti, compreso il Venezuela, hanno importanti relazioni commerciali con gli Stati Uniti e li vorrebbero ampliare. Il problema è che Washington non ha ancora accettato la seconda indipendenza dell’America Latina, e si aspetta che i suoi vicini meridionali si comportino nello stesso modo imbarazzante e obbediente dei paesi europei.

I funzionari degli Stati Uniti inoltre non riescono ancora a capire che hanno a che fare con una squadra: non possono essere ostili o aggressivi nei confronti di una nazione latino-americana e aspettarsi da parte degli altri un grande abbraccio. In altre parole, non aspettatevi migliori relazioni tra Washington e i suoi vicini del sud in tempi brevi.

Sul lato positivo, l’America Latina ha fatto abbastanza bene negli ultimi dieci anni, dal momento che il suo popolo è diventato abbastanza libero di eleggere governi di sinistra.

Questi hanno successivamente condotto la lotta per l’indipendenza e trasformato le relazioni regionali (16). La povertà nella regione è scesa dal 41,5% al 29,6% tra il 2003 e il 2009, dopo non aver mostrato alcun miglioramento significativo per più di 20 anni. Il reddito pro capite è cresciuto di oltre il 2% l’anno negli ultimi dieci anni, in contrasto con appena lo 0,3% nel corso dei precedenti 20 anni – quando l’influenza di Washington sulla politica economica in America Latina è stata enorme.

I detrattori dei governi di sinistra attribuiscono questi miglioramenti a un “boom delle materie prime”, ma questa è solo una parte della storia. La regione non avrebbe mai visto tali miglioramenti nella riduzione della disoccupazione e la povertà, se il Fondo Monetario Internazionale (FMI) fosse rimasto a dettare legge.

Per quanto riguarda i leader europei non hanno nulla da perdere, se non la loro dignità nazionale, a cui non sembrano dare un grande valore. Ma il mondo sarà un posto migliore e più sicuro quando più paesi europei, come la maggior parte dell’America Latina, dichiareranno la loro indipendenza da Washington.

Mark Weisbrot
Fonte: www.theguardian.com
Link: http://www.theguardian.com/commentisfree/2013/aug/20/miranda-rights-europe-latin-america
20.08.2013

Traduzione per ComeDonChisciotte.org a cura di REMULAZZ

1) http://www.theguardian.com/world/2013/aug/18/glenn-greenwald-guardian-partner-detained-heathrow
2) http://www.bbc.co.uk/news/uk-23761918
3) http://www.theguardian.com/world/nsa
4) http://www.cepr.net/index.php/op-eds-&-columns/op-eds-&-columns/ecuador-grants-asylum-respecting-human-rights-despite-threats-from-uk
5) http://www.theguardian.com/commentisfree/2013/aug/19/david-miranda-schedule7-danger-reporters
6) http://www.theguardian.com/world/usa
7) http://www.theguardian.com/world/brazil
8) http://www.theguardian.com/world/david-miranda
9) http://thehill.com/blogs/global-affairs/americas/316907-brazil-warns-kerry-of-shadow-of-distrust-cast-by-nsa-spying
10)
11) http://www.theguardian.com/world/obama-administration
12) http://www.theguardian.com/world/dilma-rousseff
13) http://www.independent.co.uk/news/world/americas/edward-snowden-saga-bolivia-accuses-europe-of-kidnapping-bolivian-president-in-forcing-evo-morales-plane-to-land-in-vienna-8682610.html
14) http://www.theguardian.com/world/evo-morales
15) http://www.theguardian.com/world/edward-snowden
16 http://sedlac.econo.unlp.edu.ar/eng/statistics.php

Pubblicato da Davide

  • Tonguessy

    La povertà nella regione è scesa dal 41,5% al 29,6% tra il 2003 e il 2009, dopo non aver mostrato alcun miglioramento significativo per più di 20 anni. Il reddito pro capite è cresciuto di oltre il 2% l’anno negli ultimi dieci anni, in contrasto con appena lo 0,3% nel corso dei precedenti 20 anni – quando l’influenza di Washington sulla politica economica in America Latina è stata enorme.

    I detrattori dei governi di sinistra attribuiscono questi miglioramenti a un “boom delle materie prime”

    Beh, almeno da qualche parte nel mondo c’è ancora una sinistra che funziona come si deve. Qui nel vecchio e decadente continente da Blair in avanti è stata una gara a chi faceva meglio lo zerbino agli USA.

  • bstrnt

    Direi che tutto è iniziato con la Thatcher, Blair si è diligentemente accodato.
    D’altra parte come farebbe la “Perfida Albione” fungere da quinta colonna in Europa?

  • Tonguessy

    Almeno la Thatcher non era laburista come Blair, ma conservatrice. Come il suo omologo d’oltreoceano, Reagan l’attore. Entrambi finiti dall’Alzheimer. Eh, la giustizia divina alle volte arriva dove quella umana fallisce….

  • consulfin

    Questi governi hanno svolto un ruolo significativo nella vicenda Snowden e nello scandalo dello spionaggio da parte dell’NSA perché hanno raggiunto una “seconda indipendenza” nel corso degli ultimi 15 anni – quella che consente loro di perseguire una politica estera autonoma.“. E forse anche perché dalle rivelazioni di Snowden è emerso “ufficialmente” il lavorio di ingerenze svolto da Washington nei loro confronti.