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I COSTI DELLE GUERRE USA: ALMENO 253.330 DANNI CEREBRALI E 1700 AMPUTAZIONI

SPENSER ACKERMAN
wired.com/

Vi sono indicazioni dei costi permanenti di 11 anni di guerra.
A quasi 130 mila soldati statunitensi è stato diagnosticata una sindrome da stress post-traumatico, e in molti di più hanno sperimentato direttamente danni celebrali. Oltre 1700 di loro hanno dovuto affrontare amputazioni chirurgiche che stravolgono la vita. Oltre 50.000 sono stati feriti in azione. Stando ai dati aggiornati alla scorsa settimana, i morti – tra soldati e civili del Dipartimento della Difesa – sarebbero 6.656.Quel dato aggiornato (1) ha come fonte un recente resoconto del Congressional Reasearch Service in merito alle statistiche legate alla morte di militari, informazione che può talvolta essere difficile da trovare. Ancora più difficile averne piena consapevolezza sembra esserlo per la società americana che sottovaluta quale sia l’entità dei costi della guerra.

Cominciamo con il disturbo post-traumatico da stress (DPTS), o PTSD (Post-Traumatic Stress Disorder). A partire dal 2001, a 129.731 soldati statunitensi è stato diagnosticato questo disturbo. La stragrande maggioranza di loro, circa 104.000, erano truppe schierate sul campo.

Ma questa è soltanto la punta dell’iceberg DPTS proprio perché non tutti, forse neanche la maggior parte dei casi di DPTS sono stati diagnosticati. L’ex vice Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, il Generale in pensione Peter Chiarelli, ha proposto di eliminare dall’acronimo PTSD la lettera D (Disorder, ndt.) (2) in modo da non stigmatizzare coloro che ne sono colpiti e, forse, per incoraggiare altri veterani a sottoporsi a controlli e ad eventuali cure nel caso di diagnosi positiva. (Non tutti i sostenitori dei veterani condividono il pensiero di Chiarelli) (3).

Lo studio del congresso ha inoltre portato alla luce l’entità di uno dei danni simbolo delle guerre post 11 settembre, la TBI (Traumatic Brain Injury) lesione cerebrale traumatica che si manifesta spesso nei superstiti di esplosioni di ordigni artigianali preparati dai ribelli.. Dal 2000 (anno precedente al 9 settembre, scelto ed incluso probabilmente ai fini di verifica dei dati) fino a tutto il 2012 qualcosa come 253.330 soldati hanno subito una qualche forma di TBI. Il Dipartimento della Difesa ha classificato il 77% dei quei casi come “lievi”*, una valutazione che corrisponde a “stato confusionale o di disorientamento per meno di 24 ore; perdita di coscienza fino ad un massimo di 30 minuti; perdita di memoria per meno di 24 ore; risonanza magnetica dalle risultanze normali”.

Avremo una TBI più grave laddove i sintomi sopraindicati si manifestano per più di un giorno. Quasi 6.500 di quei casi vengono definiti di TBI “grave o acuta” che include le conseguenze di ferite esposte, fratture del cranio, o proiettili conficcati nel cervello.

Esattamente come con il PTSD (Disturbo Post – Traumatico da Stress), le diagnosi di TBI sono considerate in modo superficiale. Lo screening militare per la TBI è notoriamente pessimo (4): un ex capo di Stato maggiore dell’Esercito lo ha descritto come il “lancio di una monetina”, una questione di fortuna. E a peggiorare ulteriormente la situazione vi è da considerare che la poco avanzata tecnologia medica militare, ancor più in aree come Iraq e Afghanistan dove la copertura delle comunicazioni a banda larga è praticamente inesistente, non ha garantito che le diagnosi di TBI effettuate sul campo venissero correttamente integrate nella documentazione medica dei soldati.

Le amputazioni caratterizzano da sempre i conflitti a lungo termine.

Quasi 800 veterani della guerra in Iraq hanno subito l’amputazione di una gamba o di un braccio, e altri 194 hanno invece affrontato la perdita parziale di piedi o dita. Per i veterani dell’Afghanistan quelle cifre passano rispettivamente a 696 e 28.

La guerra in Iraq è finita per tutti tranne che per una manciata di soldati statunitensi (5) e migliaia di contractors (6).
La guerra in Afghanistan sta affrontando il processo di ritiro delle truppe entro il 2014, ritiro dai tempi non noti e con la prospettiva di una presenza residua di truppe la cui entità è al momento ignota.
Anche se i le morti statunitensi e le ferite di quei conflitti possono considerarsi praticamente finite, i postumi delle guerre su un immenso numero di veterani non finiranno.

Spencer Ackerman
Fonte: www.wired.com
Link: http://www.wired.com/dangerroom/2013/02/cost-of-war/
8.02.2013

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di DANIELA FANTONI

1) http://www.fas.org/sgp/crs/natsec/RS22452.pdf
2) http://articles.washingtonpost.com/2012-05-05/world/35454931_1_ptsd-post-traumatic-stress-psychiatrists
3) http://veteransforcommonsense.org/2012/07/09/will-ptsd-by-any-other-name-bring-more-troops-to-treatment/
4) http://www.wired.com/dangerroom/2012/03/army-tbi-treatment/
5) http://www.wired.com/dangerroom/2011/12/predator-convoy-iraq/
6) http://www.wired.com/dangerroom/2011/10/obama-iraq-eternal/

Pubblicato da Davide

  • esca

    Robe da folli. A chi e a cosa servirebbero gli studi statistici che i Congressi vanno elaborando, a parte scioccare? A far cessare ste follie? Magari. Dubito per introdurre normative, limiti o altro: è già tutto legalmente deciso.

  • Petrus

    Negli USA la leva è obbligatoria? No? Allora ben gli sta.

  • qasiqasi

    perchè l’autore considera solamente gli ultimi undici anni?i gringos sono sempre in guerra ,anche quando noi non lo sappiamo,(missioni coperte).le altre guerre sono così tante che è difficile ricordare:corea,vietnam,cambogia,prima g. del golfo ,seconda g.del golfo,somalia,panama,libano,bosnia,iraq, afganistanecc ecc.d’altronde un impero è sempre in guerra per definizione.sennò come farebbe ad esercitare il potere imperiale?

  • kawataxi

    hai mai sentito parlare della poverta’? pare che la mancanza di denaro, porta le persone ad accettare ogni tipo di lavoro, sopratutto se ben pagato…
    Un americano ha aperto una scuola di lingua inglese (in Polonia), ero andato li a chiedere se gli servisse un madrelingua per testare la pronuncia degli allievi. MA, nella sala d’attesa c’era un documento che assomiglia ad un diploma… e’ firmato da g.w. bush (minuscolo) come ringraziamento per aver sostenuto la “democrazia”. uscii senza salutare!

  • Ercole

    Quanto sangue regalato al nemico di classe (la borghesia) per i loro sporchi interessi ,i figli del bisogno(proletari) devono imparare a rivoltare le armi contro chi li comanda e fraternizzare con i loro simili ,solo così potremo mettere la parola fine alla mattanza dei predoni imperialisti.

  • terzaposizione

    Da non dimenticare che i 100mila traumatizzati con sindrome da stress, sono potenziali killer di familiari/concittadini. La % di reduci che compiono omicidi da raptus è altissima.

  • haward

    Ma guarda un pò, pensavo che andare a combattere in mezzo mondo con le armi più moderne e letali massacrando tutti quelli che si muovono nel raggio di tre chilometri portasse dei benefici ai reduci, li facesse diventare degli uomini migliori, più umani, con maggiore autocontrollo e serenità

  • lucamartinelli

    Il prezzo pagato dai criminali yankee non è mai abbastanza. Non provo nessuna compassione per una banda di cow-boys che sono la feccia dell’umanità. In realtà il discorso è più complesso: anche là i padroni sfruttano i semianalfabeti e li mandano in guerra. D’altra parte arruolarsi è molto allettante perchè mangi, bevi, studi e se occorre vai ad ammazzare e ad essere ammazzato. Aspetto comunque da parte dell’autore un articolo che ci illustri i danni subiti da interi popoli innocenti, precipitati all’età della pietra e inquinati per millenni dal genoma nazista dei nostri eroici assassini di massa. Noi dobbiamo solo tributare onore agli eroici popoli vietnamita, irakeno, afghano e siriano e a tutti quelli che prima ancora hanno subito l’abbraccio fraterno e il democratico sguardo degli States. saluti a tutti

  • Andrea500

    In poche parole la guerra è brutta dove sta la novità ?

  • Andrea500

    E quindi combatti e rischi a vita per un sistema che non fa nulla per aiutarti e mantiene interi quartieri nella povertà e nella delinquenza ?

  • Valdez

    Che dovrei fare, mi dovrei mettere a piangere?
    Ma questo pensa veramente che si possa provare dolore, o compassione, o almeno pietà per gente che ha massacrato popolazioni di innocenti?
    Ve lo ricordate il bambino di dieci anni con le braccia amputate e le ustioni su tutto il tronco?
    E vi ricordate il rivoltante pezzo giornalistico dove facevano vedere che lo avevano curato e che era “quasi” come prima, perche’ gli avevano legato addosso un tronco di plastica con due braccia da manichino? E dovrei provare empatia per il tri o tetra amputato?
    Non me ne fotte niente.
    Se aveva fame poteva fare il criminale a casa sua, rapinava le banche, stuprava le donne e i bambini, si faceva ammazzare da poliziotti o gente pari a lui. Invece no. Partono, vanno in paesi che nemmeno sanno dove stanno e li distruggono. Tornano anche con le medaglie. Quando tornano massacrano la famiglia? Si ammazzano? Ammazzano gli altri? Tornano ciechi e storpi? Con gli incubi la notte? Bene, qualche sorcio in meno. Questi non sono miei simili, e quand’anche il ribrezzo che provo per questa feccia mi rendesse simile a loro, comunque sarebbero miei nemici.

  • Valdez

    E comunque sono pochi, ingiustamente pochi.

  • Jor-el

    A fare la guerra ci si fa male. Mi piacerebbe sapere come sono messi i soldati italiani nelle varie missioni in cui sono coinvolti. A proposito, che ci stiamo a fare in Afghanistan? A che è punto è la “guerra al terrorismo”? Li hanno presi i terroristi talebani che dovevano mettere le bombe nella chiesa di S. Petronio a Bologna? E quanti ettolitri di micidiale “esplosivo liquido” con cui si apprestavano a far esplodere gli aerei di linea hanno sequestrato, lassù a Herat? Insomma, ragazzi, dopo tanti anni, qualche risultato no?