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I BANKSTERS LUCRANO SULL 'ALLUVIONE SARDA

DI M.M.
il ribelle.com

Mentre i soccorritori raggiungevano le zone colpite della Sardegna colpite dall’alluvione c’era qualcuno che pensava a come “monetizzare” dei momenti tragici. Un comportamento simile a quello di chi viene arrestato per sciacallaggio nelle case lasciate vuote dalla popolazione sfollata.

Una delle più importanti banche del Paese ha infatti pensato di attivare una “linea di credito” dedicata alle province di Olbia e di Nuoro. Un plafond di 10 milioni di euro destinato a sostenere economicamente tutti coloro che abbiano subito danni a seguito degli eventi calamitosi abbattutisi in Sardegna. «I finanziamenti verranno erogati a condizioni particolarmente favorevoli – si legge nel comunicato dell’istituto di credito – e potranno essere richiesti da famiglie e imprese danneggiate».

In via eccezionale, fa sapere lo stesso istituto, ha anche deciso di non applicare su tali prestiti né diritti di istruttoria né spese legate alla riscossione delle rate. Molto snelle sono le procedure previste per l’ottenimento del finanziamento: sarà sufficiente produrre una semplice autocertificazione dei danni subiti, mediante un modulo reperibile presso tutti gli sportelli di questa banca animata da cotanta filantropia. Società che si comporta come quegli avvocati statunitensi famosi per la propria propensione a spargere il proprio biglietto da visita in occasione di tragedie ed incidenti stradali.

Questo, però, è forse il modello sognato da chi – non più tardi di un anno fa – proponeva di istituire la cosiddetta “tassa sulle disgrazie”. Lo Stato minimo sognato dalla dottrina iperliberista non potrà, e non dovrà, farsi carico delle spese per la ricostruzione o per il rimborsi dei danni subiti da famiglie ed aziende. Ogni spazio abbandonato dal pubblico è destinato ad essere occupato dai privati.

Questa banca ha deciso di non farsi trovare impreparata.

Un’innovazione consumata sui cadaveri inghiottiti dalle acque.

M.M.
Fonte: www.ilribelle.com
Link: http://www.ilribelle.com/la-voce-del-ribelle/2013/11/19/i-banksters-lucrano-sullalluvione-sarda.html
19.11.2013

Pubblicato da Davide

  • Petrus

    Si, ormai la tecnica è collaudata: terremoto in emilia, a L’Aquila, tutta roba (purtroppo) nota. Nota a chi si informa, va beh, questo è scontato… http://247.libero.it/focus/22078588/0/senza-vergogna-banche-speculano-sul-terremoto-in-emilia-romagna/ tanto per capirsi.

  • neutrino

    Onestamente non ci vedo nulla di male in questa iniziativa.
    A voler essere maliziosi si può piuttosto immaginare che la banca in questione abbia deciso di allargare i cordoni della borsa perché speri che in caso di sofferenze sui debiti “da alluvione” potrà fare affidamento sullo Stato per ripianarli.
    Questo però andrebbe in direzione addirittura opposta a quanto scrive l’articolista: anticipando lo Stato nell’erogazione di aiuti, lo costringe ad intervenire se e quando i debiti contratti dai cittadini colpiti andranno in soffererenza.
    Una vera situazione iperliberista, invece, sarebbe un’assicurazione contro i danni da inondazioni, da vendere ai privati in caso di una manifesta volontà dello Stato di non fornire alcun aiuto.
    .. ma oggi dare addosso alle banche è così di moda, che qualsiasi strampalata teoria, purché abbia una banca, o il sistema bancario, come colpevole, troverà immediatamente consenso.

  • Jor-el

    Sarebbe corretto se non fosse per un dettaglio: le banche per questo tipo di servizio finanziario, ricavano un utile, cioè gli interessi sui prestiti che comunque ci sono. Il fatto che le banche sperino che lo stato si faccia carico delle (più che certe) sofferenze dei debiti degli alluvionati è doppiamente male, perché ricaverebbero dallo stato un extra corrispondente agli interessi non riscossi (altro pubblico denaro che finisce nelle tasche delle banche).
    Le proposte del Governo Monti all’epoca dei terremoti in Emilia non sono inventate dall’articolista, sono realtà in atto. Dal momento che l’intervento dello Stato sarà sempre più bloccato a monte (Patto di stabilità, tetto di spesa, fiscal compact ecc ecc), esso sarà sempre più invogliato a varare misure tese a far ricadere sui cittadini la spesa per la ricostruzione, favorendo iniziative “lodevoli” e “socialmente responsabili” come questa. Dal credito agevolato all’assicurazione obbligatoria o parzialmente obbligatoria, il passo è breve e il percorso più che lineare, non c’è alcuna contraddizione.

  • Borokrom

    Pure a me l’articolo mi sembra una cosa buttata li perchè va di moda.
    Io abito in Liguria dove e avvenuto l’alluviione 2 anni fa.
    Gli interventi immediati di assistenza risolutivi li hanno fatti i privati. Dalle ditte edili e imprese varie che regalavano roba.
    A quelli della protezione civile toccava pure fargli i panini mentre stavano in attesa di lavoro…
    I soldi dello stato li stanno aspettando ancora adesso e c’e gente che su quelle promesse ci sperava.
    Quei pochi che sono arrivati se li sono spartiti gli amici delle cosche comunali.
    Ben venga secondo me un aiuto immediato dai privati subito, se l’azienda la riapri o la casa la ripari o hai i soldi veri o comunque dovresti chiederli in banca a condizioni ben peggiori che quelle che hano proposto.
    Anzi se non aprissero linea di credito specifiche alle condizioni odierne un mutuo con l’azienda distrutta o la casa sfasciata col cazzo che te lo danno.
    E se aspetti quelli dello stato semplicemente muori.

  • Allarmerosso

    Allora in seno a questo ragionamento se non pago le tasse faccio bene e chi le paga è un coglione !!!

  • Borokrom

    Mah, non é che ho capito se é una battuta o dici davvero. Secondo me pagare le tasse é giusto. In Italia é ormai una impresa disperata. E come un acquedotto con mille buchi. Tempo fa ho avuto un probema in famiglia. L’ospedale Gaslini lo ha risolto. Non perso occasione di dare qualcosa se posso. E per consolarmi penso che idealmente tutte le mie tasse vanno li. Non e così ma lo penso lo stesso. In linea generale però al momento in Italia pagare le tasse si, credo proprio che sia da coglioni. Affamare la bestia, e possibilmente andarsene.