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I 5 STELLE E LE BANCHE

C.M.
il-main-stream.blogspot.it

Una settimana fa Mario Draghi ha chiarito ciò che già Emiliano Brancaccio ci aveva spiegato: e cioè che l’Unione Bancaria porterà alla chiusura delle banche deboli, cioè quelle del Sud Europa. La centralizzazione in capo alla BCE dei poteri di vigilanza e controllo ora nelle mani delle BC nazionali favorirà un processo di centralizzazione dei capitali, portando così al completo predominio delle grandi banche del nord.

Dato che la classe dirigente italiana queste cose le sa, ed ha a disposizione “ingegneri contabili” di grande livello, a Roma hanno pensato immediatamente alla contromisura: la rivalutazione delle quote di partecipazione in Bankitalia.

Questa mossa dimostra come il ceto politico (e tecnocratico) italiano non abbia alcuna intenzione di “subire” il grande gioco europeo: esso anzi vede l’Unione Europea come un terreno di espansione del proprio dominio e del proprio prestigio. Non può dunque rinunciare alla prospettiva del “piùeuropa”, compresa l’Unione Bancaria, ma non può nemmeno accettare di farsi espropriare del tutto dai capitali del nord. E quindi ricorre ai trucchi contabili, per il cui approfondimento sono caldamente consigliate queste letture

Non sappiamo se questo disegno avrà successo; di sicuro rischia di non partire nemmeno, grazie alla feroce opposizione del Movimento 5 Stelle.

La linea del contrasto alla “regalia” alle banche non è sbagliata, ma rischia di risultare un po’ miope. Andrebbe ricollegata ad un giudizio sulle strategie del capitale italiano per sopravvivere e ritagliarsi la leadership europea, nonché alla possibilità concreta che, impedendo che la rivalutazione abbia luogo, le banche italiane si ritrovino in una posizione di debolezza tale da favorire la loro fagocitazione da parte degli istituti del Nord Europa.

Non si tratta di rinunciare alla lotta, né tantomeno di cedere alle lusinghe di Matteo Renzi. Si tratta di porre in primo piano l’opzione della nazionalizzazione degli istituti di credito, l’unico modo che permetta di impedire la colonizzazione finanziaria del nostro paese senza regalare nulla a nessun banchiere. Anzi.

C.M.

Fonte: http://il-main-stream.blogspot.it/2014/01/i-5-stelle-e-le-banche.html

Link: http://il-main-stream.blogspot.it/2014/01/i-5-stelle-e-le-banche.html

29.01.2014

Pubblicato da Davide

  • Servus

    Questo è come dire che per salvare le nostre "povere" banche italiane dobbiamo regalare loro tutto quello che abbiamo, anche l’oro della banca d’Italia. Poi ci chiederanno di regalare loro i nostri risparmi, infine anche le nostre case (già indebitate grazie ai loro esosi mutui).

    Grazie, forse è meglio che crollino o siano comprate da una banca straniera, tanto non ci guadagniamo altro che interessi solo di poco inferiori allo strozzinaggio.
  • AlbertoConti
    @servus: il ragionamento è un altro. Dato che le banche sono ladre,
    statalizzandole i proventi del latrocinio andranno allo Stato, che potrà
    così alleggerire la pressione fiscale.

    Ben più importante invece è
    l’indipendenza dai giochini speculativi del grande circo mondiale finanziario,
    col suo subimpero europeo, con sedi alla city, Francoforte e Parigi.

    Il
    più grosso "vaffanculo" lo riserverei però a Goldman Sachs, Bank of America, JP
    Morgan, Citigroup’s, Morgan Stanley.

    Come fare? Semplice, con la
    riconquistata sovranità monetaria-finanziaria, precondizione per legiferare una
    serie di firewall a tutela della nostra moneta e finanza dalle aggressioni
    speculative del suddetto baraccone finanziario.

    Idem per WTO e compagnia
    cantante.

  • pasquale50

    Le Banche Italiane non sono deboli..anzi, non diciamo castronerie; ho capito controinformazione ma questo è disinformazione!
    Unicredit e Intesa San Paolo se fuse insieme potrebbero diventare la banca più grande d’Europa..sì, più di DBK che è solo un’enorme voragine.

    Purtroppo a sparire potrebbero invece essere le piccole banche del territorio e quelle cooperative; proprio perchè poco tutelate dallo Stato Italiano..a differenza di quello tedesco.

    Ciò che è successo ieri è un regalo alle Banche facenti parte di Bankitalia per accrescere il loro capitale e suddividere la quota di Utile all’interno della stessa banca e non agli azionisti..
    All’Unicredit e San Paolo andranno complessivamente 3,5 Mld di Euro..ora ditemi come  C.M pensa che tutto ciò sia nazionalizzare le banche?…

    CHE PAESE DI MERDA!!!

  • AlbertoConti

    La cosa più allucinante, sul piano teoretico-ideologico-pratico, è che con
    questo aumento di capitale ottenuto con un golpe istituzionale (insulto al
    parlamento), si stabilisce irreversibilmente il folle principio che ogni banca,
    compresa quella centrale, diventi una S.p.A.

    Questo significa che ogni
    banca è una società privata a scopo di lucro, che può rubare o fallire, come
    ogni altra impresa premiata dal delinquere come linea-guida per il successo in
    questo mondo di ladri.

    Inquinate, rubate, schiavizzate, evadete le tasse.
    Questo è il "verbo" del "prenditore" di successo. E tra i banchieri troviamo i
    più grandi campioni di questa categoria.

    Montezemolo: la banca come
    impresa per le imprese. Ottima "vision" per un mondo dove girare in Ferrari tra
    la merda!

  • Zengan

    Aggiungerei anche che a queste merde (tranne i 5 stelle) della popolazione non interessa proprio un fico secco …

  • Hamelin

    Chi ha scritto l’articolo non sa molto proababilmente cosa dice in pieno il decreto .
    Nel decreto viene riportato che le quote possono essere detenute anche da ENTI EUROPEI.
    Tutta la tesi di questo scalcinato articolo viene  quindi meno…
    Visto che le Banche Europee se vogliono possono tranquillamente comprarsi Bankitalia…
    Pochi sanno cosa questo atto criminale realemente comporta.
    Questa è la Campana a Morto dello Stato Italiano.
    Pochi sanno che le famigerate riserve auree dello Stato Italiano in realtà sono di Bankitalia…
    Vendendo le quote di Bankitalia all’estero hanno de facto ceduto l’oro Italiano Gratis.
    Infatti a fronte di una rivalutazione a 7.5 Mld il valore dell’oro detenuto è circa tra 70-85 Mld ( dipende dallo Spot dell’Oro ) .
    L’Italia ora puo’ essere tranquillamente annientata visto che non ha piu’ nulla a garanzia dello Stato.
    Consiglio a tutti gli uomini di buon cuore di preparasi mentalmente e fisicamente alle battaglie prossime venture che non tarderanno ad arrivare .

  • tania
    Immagino
    che questo mio commento sembrerà antipatico , ma purtroppo da parte dei 5Stelle
    non vedo alcuna coerenza , alcun ideale , alcuna visione della
    società : solo spettacolo , rumore , demagogia , show . Insomma , sono
    appena andata sul sito dei 5Stelle , che è la sede del loro partito
     ( in realtà non è esattamente “loro” , ma proprietà privata
    di un privato cittadino ) e , più che in un luogo politico , ho avuto la
    sensazione di entrare in un esercizio commerciale : “Nuova Leon Sport Coupé” …
    “Alessandro DiBattista : Sicari a Cinque Euro” … “Un impianto fotovoltaico”
    ..”Rimozioni Amianto , preventivi.it” eccetera : tempo fa mi ricordo di essermi
    trovata di fronte “Sony” , “Ikea” , “Casinò online” , un libro di Casaleggio ,
     uno di Travaglio ,“Mercedes” “Sky calcio” eccetera
    .

    Per farla
    breve : purtroppo esiste anche un “mercato dell’indignazione” , che qualche
    manager esperto dei nuovi media può far valorizzare . Vorrei precisare che non
    si tratta di buoni e cattivi , di Casaleggio che sarebbe un cattivone che
    strumentalizzerebbe un personaggio famoso un pò gretto eccetera . E’ una
    questione sociale : è banalmente l’accumulazione di capitale che necessita , per
    la sua corsa senza fine , di mercificare sempre nuovi spazi . Com’è noto siamo
    ormai arrivati alla democrazia spettacolo , alla democrazia del pubblico : del
    pubblico passivo e consumatore , come di fronte ad un cinema .
       

    In ogni
    caso mi sembra evidente che non ci troviamo di fronte certo ad un movimento
    anticapitalista .

    In questo senso , coloro che predicano la necessità
    di un ritorno dalla speculazione finanziaria , o dal sostegno alle banche , alla
    cosiddetta “economia reale” , non coglie , oppure elude , il vero nodo del
    capitalismo : il processo di autoproduzione e auto-alimentazione della
    circolazione finanziaria è la sua sola dimensione del Reale , in contrasto con
    la realtà della produzione . Non c’è modo di separarli . Nel sistema
    capitalista , il benessere dell’economia cosiddetta “reale” dipende dalla
    prosperità di Wall Street , o della Borsa di Milano eccetera , o da qualsiasi
    altro tipo di economia cosiddetta “finanziaria” . Nel sistema capitalistico ,
    niente di “reale” può essere prodotto senza un finanziamento : dare un calcio
    alle banche , all’economia cosiddetta “finanziaria” , colpirebbe realmente i
    comuni lavoratori .


    L’unica
    argomentazione che troverei sensata sarebbe la critica agli stipendi milionari
    dei manager che guidano le banche : una critica ovviamente in vista di una di
    una poltica redistributiva eccetera . Ma anche qui : il milionario Beppe Grillo
    come ptrebbe criticare i dividendi da 4 , 5 o 6 milioni all’anno di un manager
    di Intesa San Paolo ? E perchè , aggiungo , non criticare un grande architetto ,
    o un famoso attore , che guadagna le stesse cifre ? Oppure uno Steve Jobs che ne
    guadagnava moltiplicaticati all’ennesima ? Forse perchè , nella poltica
    spettacolo , alla pancia del pubblico fa molta più presa , “vende” di più , il
    puntare l’indice contro un facile capro espiatorio
    .

  • pasquale50

    Avere un sito costa, pagare i server costa, pagare i giornalisti costa, pagare l’elettricità costa, pagare gli avvocati costa, pagare la campagna politica costa…….tutto costa.
    Utilizzare il blog per racimolare denaro è una cosa normale, lo fanno tutti a partire da FI al PD..senza dimenticarsi tutti i giornali on line e tutti i servizi internet, televisi e radiofonici.

    La pubbllicità in qualunque forma sono soldi..buoni.

  • tania
    Quanto potrà costare l’ccupazione di uno spazio virtuale ? 50 €
    all’anno ( non ne ho idea) ? In ogni caso nessun altro partito fa pubblicità
    commerciali . Nemmeno quelli extraparlamentari che non ricevono alcun
    finanziamento pubblico ( al quale , per altro , sono favorevole ) : http://anticapitalista.org/ [anticapitalista.org]eccetera .

  • vetusordoseclorum

    Certo, che bisogno c’è di finanziare la “sede” del proprio partito con pubblicità, banners e link a siti sponsorizzati se c’è un altro strumento così comodo e immediato:
    FINANZIAMENTO PUBBLICO AI PARTITI

    Ah già, i 5Stelle vi hanno rinunciato o hanno fatto microcredito alle piccole imprese. Che imbecilli!

  • cardisem

    Che imbecilli?
    Interpreto questa conclusione come ironica.
    E comunque non trovo apprezzabili le argomentazioni di Tania, direi alquanto fragili.
    Se qualcuno paga uno stipendio che Tania giudica elevato, il giudizio se pagarlo o no non vedo come non possa appartenere tutto a chi quello stipendio paga…

    Se qualcuno viene a fare lavori di idraulica a casa mia, e io decidessi di pagarlo il doppio di quel che lui stesso mi chiede, sarei un pazzo, ma non dovrei rendere conto a nessuno, se il denaro è mio e ho il diritto di spenderlo come meglio credo.

    Questa mattina ho apprezzato il giudizio di un vecchio marpione della politica, il Vito delle 100.000 preferenza. A un diffamatore di Libero, un “giornalista” che si arroga il giudizio di enunciare giudizi non in conto proprio, ma in nome della “gente”, a questo tizio che rimproveva al Movimento Cinque Stelle di essere stato superiore alle tentazioni del cane di Lafontaine, che messo a far guardia all’arrosto del padrone, vendendo tutti gli altri cani che si erano avventati sul desco padronale, disse infine: e io che ci faccio da solo? E quindi si avventò anche lui a mangiare nel piatto che doveva custodire…

    Il Movimento Cinque Stelle ha dato un esempio unico è sublime rifiutando di farsi corrompere: tutti gli altri partiti e la stampa che ne dipende non glielo lo perdonano.

    Risposta di Vito al giornalisto di Libero e a tutti gli altri presenti nel bordello televisivo: ma se il Movimento Cinque Stelle che in una botta sola ha fatto il 25 % si dichiara ed è una forza “antisistema”, come si può pretendere che partecipi alla discussione della legge elettorali e similare porcate di regime?

    Appunto: non si vuole che altri escano dal sistema della corruzione. Questa sistema è corrotto e corruttore e comprensibilmente avverte come una presenza nemica chi appunto rifiuta e combatte il sistema della corruzione.

    Poco fa ho ascoltato i loro sondaggi che in realtà sono messaggi commerciali e promozionali.

    Davanti in crescita PD, PDL e in calo S Stelle, ma trascurava un dettaglio essenziale pur da loro stessi rilevato.
    Il numero degli indecisi che era il 49 %.
    Stranamente non ho sentito nulla sul numero degli astenuti: sembrerebbe che non ce ne siano.

    E dunque?

    Il disegno è chiaro: fare una legge elettorale che porti a votare anche soltanto il 10 % degli aventi diritto, certamente meno del 50 %. Al potere ci arrivano lo stesso, si spartiscono quel che vi è ancora da spartire e tutti gli altri possono andare a farsi…

    È questo il nuovo che avanza: queste le riforme per la “governabilità” e la “stabilità”.

  • vetusordoseclorum

    >Interpreto questa conclusione come ironica

    Vedi tu…

  • tania
    Molti movimenti politici non ricevono alcun finanziamento pubblico ,
    eppure nessuno fa pubblicità commerciale .

    Poi , anche il PD e Forza Italia , a loro modo , fanno girare
    l’economia con i soldi dei rimborsi elettorali..Il fatto poi che il M5Stelle
    investa quel denaro in un fondo a sostegno delle PMI , in realtà non fa che
    confermare quello che ho scritto sopra : la distinzione tra economia cosiddetta
    “finaziaria” ed economia cosiddetta “reale” è demagogica .

    PS : aggiungo che la Storia Repubblicana è piena di deputati che si
    trattenevano solo uno stipendio da operaio e il resto lo impegnavano in attività
    sociali no profit ( altro che PMI )

  • Black_Jack

    E meno male che arrivano le battaglie…

  • cardisem

    Tania, non sei seria, ma non voglio polemizzare con te e con nessuno. L’esperienza di navigatore mi insegna che solo del tutto inutili e controproducenti la polemiche che magari sfociano in insulti ed altre penose conseguenze. Prendo commiato da te e ti faccio i migliori auguri.

  • yiliek

    prendo in prestito il tuo commento grazie

  • Primadellesabbie

    “In ogni caso mi sembra evidente che non ci troviamo di fronte certo ad un movimento anticapitalismo.”

    E se fosse proprio questo che ha permesso loro la visibilità che hanno?

    Con il clima che c’é, é già difficilissimo ristabilire i termini e i modi di un minimo di opposizione. Perché vorresti invischiarli in mezzo a spocchiosi anticapitalisti di lungo corso, presuntuosi ideatori di volantini d’assalto, che dimostrano da decenni come si possa perdere ogni battaglia, e al contempo, sentirsi sicuri di essere sul punto di vincere. Falliti evidenti che ancora esigono l’esclusiva del mestiere.

    Dovesse accadere, di poter contribuire a far accettare un sistema di vita in cui il denaro abbia il ruolo che gli spetta, e la ricchezza in umanità di ciascuno valga per i rapporti umani, mi auguro mi sia dato di non mancare l’occasione.

    Per il momento mi rallegro che questi “pivelli sprovveduti”, che abbiamo contribuito a mandare allo sbaraglio, si comportino come stanno facendo.

  • istwine

    Questo è il punto Hamelin. 

  • tania
    No , mi sono spiegata male : non voglio “invischiare in mezzo a spocchiosi anticapitalisti
    falliti”
    nessuno . Tranne me stessa . Comunque si , certamente
    la demagogia produce un facile consenso .

  • Primadellesabbie

    Mi pare di capire, tania, che in politica sia impossibile evitare una componente demagogica. E, su questa, si può fare qualche considerazione del tipo: costituisce un punto di arrivo? O un mezzo obbligato?<br><br> Oppure:gli elettori ("il popolo") sono ricettivi a qualcosa che non sia la demagogia? É sempre stato come oggi? Chi li ha ridotti a questo stato letargico? Perché?<br><br> Oppure: Avere reso autolesionista, incomprensibile ed inutilizzabile persino la propria dimensione demagogica é, per la sinistra, un destino obbligato?<br><br>A meno di sospettare che i 5* facciano, diabolicamente, dell’ingenuità un uso demagogico, e questo preluda ad un ancora più diabolico voltafaccia generale, non vedo l’opportunità di costringerli a mostrare anticipatamente cosa portano negli zainetti, o li vogliamo alla mercé dei cialtroni che diciamo di voler scacciare?<br><br>Abbiamo eliminato i giochi del circo ma certe suggestioni continuano a circolare surrettiziamente nelle nostre menti.

  • tania
    In realtà penso che la demagogia sia l’antidoto più efficace contro la
    politica , perché passivizza la persona . Il tutto premettendo che esiste
    politica solo quando il soggetto è attivo , quando il soggetto pensa
    autonomamente , quando non esiste alcun artificio che si impianti nelle menti
    con recinti a-umani ed escludenti ( Mercato , Tradizione , Razza , Nazione ,
    Ordine eccetera ) . In questo senso la demagogia ha a che fare con le ideologie
    di destra ( anche quando chi si ne serve si dichiara di sinistra ) e con il
    potere in generale : e sempre contro la politica . Ovviamente non esiste sempre
    la politca e il pensiero politico : solo nei momenti di crisi sociale ( e penso
    che sia anche sensato ) e , mi ripeto , quando il soggetto è attivo . Su questi
    temi , mi permetto di suggerire “Vita Activa” di Hannah Arendt http://www.ibs.it/code/9788845246289/arendt-hannah/vita-activa.html [www.ibs.it]

    Penso che fenomeni come Grillo , oppure Renzi e Berlusconi , siano il
    prodotto dell’estrema spettacolarizzazione e personalizzazione della politica (
    cioè la torsione viziosa verso il “governo degli uomini” anziché quello “delle
    leggi” , per dirla con Aristotele ) , della tendenziale identificazione tra
    sfera politica e sfera mediatica , della prevalenza del marketing ( e qui la
    ditta Casaleggio&Grillo mi sembra superi anche la ditta
    PublItalia&ForzaItalia ) sull’elaborazione collettiva delle culture
    politiche eccetera… Insomma , l’intera sintomatologia che Bernard Manin ha
    posto al centro del passaggio dalla “democrazia di partito” alla “democrazia
    del pubblico” http://www.amazon.it/Principes-gouvernement-repr%C3%A9sentatif-Bernard-Manin/dp/2081218879 [www.amazon.it]

    In questo senso , mi dispiace , ma considero Grillo l’antidoto più
    efficace contro la politica come la intendo io ( come partecipazione attiva ) .
    Ha l’effetteo di un secchio d’acqua contro un fiammifero che sta per accendersi
    ( il marketing fa oggi quello che facevano ieri le squadracce d’azione ). In
    temini cominicativi , la presenza sul blog di Grillo di centinaia di commenti ,
    positivi o negativi , plaudenti o insultanti , comporta sempre la loro
    neutralizzazione . Chi posta sul blog di Grillo un commento si illude di
    esprimersi , di partecipare , ma non è così  . In termini politici , una
    riduzione a prescindere delle dissonanze si potrebbe definire una forma di
    “complexio oppositorum” ( espressione usata da Carl Schmitt per il cattolicesimo
    ) . In questo senso significa “aggregazione degli opposti” . Per Schmitt , la
    chiesa cattolica ha svolto la funzione di “tenere insieme” tendenze opposte
    come il radicalismo dei francescani o dei gesuiti e il conservatorismo
    ultra-montanista . “Tenere insieme” vuol dire rendere impossibile ogni
    dialettica , e cioè fusione degli opposti in una sintesi superiore . Radicali e
    conservatori cattolici restavano tali , nella loro diversità , ma erano
    rappresentati entrambi dalla gloria della chiesa .

    Ora , benchè sia alquanto dubbio che Casaleggio e Grillo abbiano
    famigliarità con il pensiero di Schmitt , colpisce davvero la somiglianza del
    loro credo politico con la   complexio oppositorum  . Perché , con il
    “pensiero debole” tipico del marketing , devono tenere   assieme chi viene
    dall’estrema sinistra fino al neofascista , passando per il fans di
    Travaglio  . Lo si fa eludendo la politica ( e con se la partecipazione
    attiva ) : l’antitesi politica viene sostituita , nel discorso grillino ,
    dall’antitesi Bene/Male , NoiBene/LoroMale . Per essere chiari , non sarebbe
    altrimenti possibile mettere insieme Sinistra e Destra : per fare un esempio ,
    non sarebbe altrimenti possibile ( se non appunto eludendo il discorso )
    mettere d’accordo la visione foucaultiana del potere , una presenza ubiqua da
    cui difendersi , con quella di Schmitt , una realtà intrinsecamente “buona” ,
    soprattutto se sostenuta da una concezione teologica .

    Scusa , mi sono accorta di aver scritto un po’ troppo . Ma non ho tempo
    per correggerlo . Basta così .

  • Primadellesabbie

    demagogìa s. f. [dal gr. δημαγωγία; v. demagogo]. – In origine, genericam., arte di guidare il popolo; in seguito (già presso gli antichi Greci), la pratica politica tendente a ottenere il consenso delle masse lusingando le loro aspirazioni, spec. economiche, con promesse difficilmente realizzabili: fare della d.; discorsi che sono pura d.; rifuggire da ogni forma di demagogia. Anche, il regime politico basato su tale metodo, che rappresenta la forma corrotta della democrazia o una simulazione di questa (Vocabolario Treccani).<br><br>

    Voglio riferirmi al primo significato del termine, che non ha una valenza sistematicamente negativa.<br><br>

    Le persone, anche se auspicano la stessa organizzazione sociale, sono naturalmente diverse, hanno fonti di ispirazione, esperienze, strade da percorrere, persino origini diverse.<br><br>

    Qualsiasi discorso corre il rischio di essere interpretato in modi contraddittori, a meno di non contenere precisazioni e spiegazioni impossibili nella comunicazione ordinaria (infatti tu fai largo uso di opere di riferimento, cosa improponibile nella comunicazione di un partito o movimento politico).<br><br>

    Un discorso coerente capace di raggiungere tutti coloro che sono accomunati dalla stessa tendenza politica non può che essere anche parzialmente demagogico. Che non significa promesse fasulle e false indicazioni accattivanti. Il guaio nasce quando, in politica, il discorso e l’azione sono esclusivamente demagogici, costruiti fraudolentemente sulla demagogia.

  • tania
    “Un discorso coerente capace di raggiungere tutti coloro che sono
    accomunati dalla stessa tendenza politica non può che essere anche parzialmente
    demagogico”

    La questione che sollevavo sopra è che in realtà non esiste alcuna comune
    tendenza politica tra gli iscritti al M5S : in mezzo alla maggioranza che credo
    non si sia mai interessata di politica , c’è l’esegeta del “libero mercato ma
    giusto” vicino al ragazzo con la maglietta di Che Guevara ; il decrescista
    accanto al neokeynesiano ; il legalitario ex IDV vicino al simpatizzante NoTAV
    ; l’ex della Sinistra radicale accanto all’ex di CasaPound o LegaNord  , e
    così via …
    L’unico collante per “tenere insieme” questo magma
    incoerente mi sembra sia , appunto , il semplificante ( per usare un eufemismo
    ) NoiOnestiBuoni/LoroDisonestiCattivi .
    Non è solo la delusione che si
    prova osservando la “mercificazione dell’indignazione” e il gretto marketing in
    un luogo ( il blog di Grillo ) ( che si spaccia come ) politico . C’è anche la
    delusione nell’assistere a migliaia di potenziali attivisti non solo spenti sul
    nascere , ma divenuti portatori inconsapevoli di razionalità infantili e per
    questo irresponsabili .  

  • Primadellesabbie

    "…non esiste alcuna comune tendenza politica tra gli iscritti al M5S…"


    Si tratta di una constatazione che bisogna valutare. La stessa cosa si può osservare, senza sforzo, negli altri maggiori partiti (meno ingenui ed addestrati ad occultarla), se si vuol vedere.

    Segno dei tempi? O mancanza di operai specializzati?