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HUNGER GAMES : UN FILM CHE A GAZA E' REALTA'

DI RAMZY BAROUD

atimes.com

Non avrei mai potuto immaginare che sarei arrivato a fare un parallelismo tra il mio campo profughi di Nuseirat, nella Striscia di Gaza, tra un popolo eroico, e un film di Hollywood: la lotta del mio popolo è troppo sacra per questo genere di cose. Ma già solo dopo aver visto le prime scene dell’ultimo Hunger Games, un film del filone di Mockingjay, non ho potuto farne a meno.

All’inizio sono stato sopraffatto da un sentimento di rabbia nel vedere interi quartieri distrutti da governanti del Campidoglio che mostravano solo di non aver cuore, ma poi andando avanti con il film mi è sembrato di rivedere passarmi avanti scene della resistenza palestinese e in particolare a quella di Gaza.

Il Campidoglio con la sua insuperabile tecnologia militare e con la sua enorme capacità di manipolare l’apparato mediatico era inarrestabile in tutta la sua brutalità. I suoi governanti, che pretendevano di avere una superiorità su tutti gli altri abitanti della distopia di Panem, non si creavano limiti morali di nessun genere.

” Hunger Games” è la versione di un reality-show televisivo, che sarebbe stato creato come evento annuale per celebrare la vittoria del Campidoglio su una rivolta avvenuta tempo prima da parte di alcuni distretti. Ma questo evento doveva servire anche come “memento” su ciò che il Campidoglio sarebbe sempre pronto a fare, se qualche altro distretto avesse ancora osato alzare la testa in futuro.

I partecipanti dello show tutti i bambini che erano stati scelti o obbligati ad andare volontariamente ad una selezione chiamata raccolta” venivano da tutti i distretti del paese. Tutti i concorrenti selezionati dovevano ammazzarsi l’un l’altro per il divertimento del Campidoglio, che aveva basato la propria forza sulla divisione e sull’oppressione di tutti gli altri. Ma i distretti si ribellarono.

Tutti i distretti cominciarono la loro “resistenza” perché non ci può essere nessuna altra risposta ad una oppressione sistematica, nient’altro che la resistenza. Il 13° Distretto fu subito annientato per dare un esempio a tutti gli altri distretti in modo che non osassero più farsi strane idee e perché non insistessero a non voler comprendere che qualsiasi resistenza al Campidoglio sarebbe stata una azione futile. Lo spietato presidente di Panem, irremovibile, si rivolgeva a coloro che avevano sfidato il Campidoglio definendoli radicali”, e non ribelli.” A volte, il Campidoglio cercava anche di mettere i vari distretti l’ uno contro l’altro, incitandoli alla guerra civile.

Il nesso naturale con quello che succede a Gaza è diventato troppo evidente per non essere colto quando Katniss, una delle bambine selezionate come “tributo”, e assunta a simbolo di Mockingjay per la resistenza, ha pronunciato queste parole, subito dopo che i bombardieri del Campidoglio avevano distrutto un ospedale pieno di uomini inermi, donne e bambini, uccidendo tutti: Io voglio dire alla gente che se qualcuno pensasse per un solo secondo che il Campidoglio ci tratterà umanamente, dopo che avremo accettato un cessate il fuoco, si sta illudendo da solo. Perché ora tutti sanno chi sono quelli del Campidoglio e sanno cosa sono capaci di fare.

Gli eventi raccontati in questo dramma sono stranamente simili al bombardamento e alla distruzione completa dell’ospedale di al-Wafa a Gaza, avvenuto alla fine di luglio di quest’anno l’ospedale era l’unico centro di riabilitazione esistente nella striscia per curare le migliaia di vittime delle atrocità commesse dagli israeliani.

Il messaggio di Katniss al Campidoglio: “Ci potrete torturare e bombardare e bruciare le nostre case fino a distruggerle. Ma non vedete quello che state facendo ? Non vedete che sta prendendo a fuoco tutto ? E se bruciamo noi, anche voi brucerete con noi!”

E’ come se l’autrice di The Hunger Games, Suzanne Collins, conoscesse tutto quello che succede oggi a Gaza. Come se lei avesse scritto questa storia per raccontare una vera guerra che avviene tra un brutale Campidoglio (che chiameremo Israele) e i distretti ribelli (che chiameremo Palestina). Come se Gaza fosse stata la sua ispirazione per inventare il 13° Distretto, perché malgrado i ripetuti tentativi di annichilimento degli ultimi 65 anni – e in particolare nelle ultime due guerre genocide quella del 2008-9 e quella del 2014 – la resistenza è ancora viva.

Chissà se la Collins è a conoscenza che Katniss, che non aveva scelto il suo destino ma che è diventata l’eroina del suo popolo, rappresenta quello che sono gli uomini, le donne e, si, anche tanti bambini di Gaza?

Chissà se lei è a conoscenza che la sua storia era già scritta e che era già stata vissuta da gente vera, che forse non ha mai sentito parlare del suo serial o che forse non è vissuta abbastanza per vedere i suoi film?

Chissà se lei è a conoscenza che i capi criminali come il suo President Snow non sono qualcosa partorito dalla sua fervida fantasia, ma che è gente che esiste veramente, qui, oggi, e che hanno un nome come Benjamin Netanyahu e altri innumerevoli leader israeliani, che vogliono l’ annichilimento totale degli abitanti di Gaza, solo per un loro capriccio?

Per quanto riguarda Hunger Games le somiglianze con Gaza sono inquietanti.

Poco prima che Israele imponesse severe sanzioni economiche a Gaza, per punire i palestinesi del risultato ottenuto nelle loro elezioni democratiche, nel 2006, il primo consigliere del governo israeliano Dov Weisglass fece una promessa agghiacciante: “L’idea è quella di mettere i palestinesi a dieta, ma non per farli morire di famee questa non era una dichiarazione fatta per caso.

Infatti dopo molte battaglie legali, Gisha, un gruppo israeliano che si batteva per i diritti umani, era riuscito a presentare dei documenti che dimostravano che – dopo che Israele aveva messo in atto a Gaza una politica deliberata di quasi fame” – “la sicurezzanon aveva più niente a che fare con il blocco di Gaza.

Nella Operation Cast Lead di Israele, furono uccisi oltre 1.400 Palestinesi e altri 5.500 furono feriti. Ma nell’ultima guerra di Israele il prezzo che ha dovuto pagare la resistenza è salito a 2.137. Ma ci sono ancora tanti altri che stanno morendo per le ferite riportate.

Gaza ormai si erige sulle sue rovine. Interi quartieri sono stati distrutti, interi villaggi cancellati e intere famiglie annichilite. Centinaia di scuole, ospedali e moschee sono saltati in aria in una orgia di morte e distruzione senza precedenti.

Ma malgrado tutto questo la resistenza non è stata sconfitta a Gaza. Perché la resistenza non significa solo uomini o donne che imbracciano un fucile: Resistenza è un’idea, una idea pura nelle sue intenzioni, una idea romantica a volte, forse, ma di certo è una idea di tutta una comunità, che ha scelto di morire combattendo, se necessario, ma che non vuole vivere portando le catene della schiavitù.

Nemmeno le agghiaccianti parole pronunciate da Moshe Feiglin, il Vice presidente del parlamento israeliano (Knesset) sono bastate ad intimidire Gaza. Il 1° Agosto 2014 Feiglin ha scritto su Facebook il suo piano per distruggere la resistenza 2014 chiedendo di conquistare tutta la Striscia di Gaza, e annientare tutte le forze che combattono in quella zona insieme a tutti i loro sostenitori“, poi ha continuato dicendo che tutti gli abitanti che fossero rimasti a Gaza dovevano essere mandati nei campi di concentramento che si trovano vicino al deserto del Sinai. In queste aree, saranno istituite delle tendopoli, dove resteranno fino a quando non si troveranno i luoghi opportuni per farli emigrare” – ha scritto Feiglin.

Feiglin, e il suo Primo Ministro, Netanyahu – insieme a molti altri dell’establishment politico-militare di Israele sono i veri leader responsabili di aver trasformato in atti della vita reale, quelle inverosimili situazioni immaginabili solo in una drammaturgia messa in atto da un “Campidoglio-della-fantasia” e che invece hanno realizzato nella totale impunità contro i “distretti” oppressi della Palestina.

E come Mockingjay, che riesce a rinascere contro la prepotenza più assoluta, Gaza continuerà ad essere il “distretto ribelle”. Il sangue dei suoi figli “quasi morti di fame” servirà un giorno a riunire tutti i distretti contro il suo Campidoglio. Allora, tutte le voci che avevano dubitato della giustezza della resistenza abbasseranno il tono e lasceranno ascoltare il canto ribelle, forte e armonioso di tutto un popolo unito.

Fino ad allora, il Mockingjay della Palestina, e le migliaia di martiri viventi continueranno a cantare, solo dal cielo, la stessa canzone che un giorno si leverà da tutti i distretti, se solo decidessero di svegliarsi…

Verrai, verrai,
all’albero verrai,
dove ti dissi di correre
per essere entrambi liberi
strane cose son successe qui
non ci sarebbe niente di strano
se ci incontrassimo a mezzanotte
all’albero degli impiccati.

Ramzy Baroud è redattore internationally-syndicated, consulente di media, autore e fondatore di PalestineChronicle.com. Il suo ultimo libro è My Father Was a Freedom Fighter: Gaza’s Untold Story (Pluto Press, London).

Fonte: http://www.atimes.com

Link: http://www.atimes.com/atimes/Middle_East/MID-01-041214.html

4.12.2014

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque Primario.

Pubblicato da Bosque Primario

  • albsorio

    Se ci sarà la rivolta e conseguente repressione del popolo americano non credo sarà attuata con armi convenzionali, quelle le destinano ad altri. 

  • GioCo

    Davvero complicato intervenire per dire qualsiasi cosa della tragedia umana Palestinese, troppo istigati gli animi, persino fuori dai confini del conflitto.
    Pare fin troppo difficile, anche solo con un primo pizzico di informazione, prendere le parti di chi (pur con tutte le ragioni) evidentemente ha una posizione di abuso di potere e la esercita su basi etnografiche e storiche, che per altro sono molto discutibili. La parte grottesca della faccenda e che sono proprio i prepotenti a dover ammettere (senza mai troppo clamore) le proprie deboli ragioni.
    Ma d’altronde, la stupidità chiama se stessa al tempio per rafforzare a "qualunque costo" qualsiasi cosa passi per la mente, sacrificandola sull’altare di … qualunque cosa paia dargli ragione.
    Così emergono tanti paradossi da obbligare a un qualche energico intervento "la parte lesa" (che non è mai quella prepotente) tuttavia sorprende che tutto questo passa senza nessuna critica sostanziale, ma con un irrobustimento della stupidità (generale).
    Non era infatti un orgoglioso fedifrago italiota che inneggiava alla famiglia e ai valori culturali cristiani fra le due guerre? O un tappo nero di pelo d’essere il leader (riconosciuto) della "razza bionda alta due metri"? O il leader bolscevico "del popolo" a imporsi con la strage?
    Secondo me dovremmo chiederci come diamine riusciamo a non considerare l’evidenza più evidente nemmeno quanto ce la si sbatte davanti al naso e nemmeno quando viene fatto con evidente arroganza e grossolanità. Non penso infatti che l’Uomo, anche condizionato, sia servile perché "gli conviene" seguire l’assurdità di paradigmi che adesso per confronto possiamo comodamente considerare assurdi. Ogni Uomo, persino il migliore, è condizionato dalle sue assurdità e le difende accanitamente, ma ognuno le proprie non le vede. Ancora di più se riconosce se stesso in un gruppo compatto in cui quei valori sono "sociali". Penso che i valori della coesione, fin troppo spesso superino le ragioni dell’Uomo rendendoci certamente molto civili, ma anche troppo spesso terribilmente inquietanti. Terribilmente stupidi.

  • Ercole

    Gaza è il mondo cosa dobbiamo aspettare !