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Hillary Clinton è accusabile di spionaggio a favore di Paesi stranieri?

DI FEDERICO DEZZANI

federicodezzani.altervista.org

“Negligente, ma nessun reato”, fu il giudizio con cui l’FBI archiviò ai primi di luglio l’indagine su Hillary Clinton, abituata ad usare la posta privata per la corrispondenza del Dipartimento di Stato. Ci deve essere qualche seria ragione se il caso riesplode ad una decina di giorni dalle elezioni presidenziali: da un’inchiesta parallela, nata per presunti reati sessuali, emerge che sul computer di Anthony Weiner, marito della più stretta collaboratrice della candidata democratica, Huma Abedin, sono conservate migliaia di email risalenti al periodo di Hillary Clinton al Foggy Bottom. Chi sono il falco pro-Israele Weiner e la moglie Abedin, grande conoscitrice della Fratellanza Mussulmana? Quale uso fecero delle email? E, soprattutto, l’FBI è incappato in un reato di spionaggio a favore di Paesi stranieri?

Personae dramatis: Hillary Rodham Clinton, Huma Mahmood Abedin, Anthony David Weiner

Colpo di scena. Venerdì 28 ottobre, quando mancano una decina di giorni alle presidenziali statunitensi dell’8 novembre, il Federal Bureau of Investigation rivela di essere venuto in possesso di nuove email spedite e ricevute da Hillary Clinton avvalendosi di server privati, quando guidava il Dipartimento di Stato: si tratta di migliaia di nuove email, occorreranno settimane per analizzarne, dice l’FBI al Congresso, ed è impossibile stabilire se siano un duplicato di quelle già vagliate oppure se costituiscano nuove evidenze probatorie.

La notizia rimbalza veloce su tutti i media, Wall Street scivola in territorio negativo e Donald Trump può finalmente esultare: “Forse finalmente sarà fatta giustizia. Il livello di corruzione di Hillary Clinton è di un’entità mai vista prima…questo caso è peggio del Watergate1. Trascorrono poche ore ed anche la diretta interessata reagisce: “È parecchio strano divulgare qualcosa di simile, con così poche informazioni, appena prima delle elezioni. È senza precedenti e molto preoccupante.”2

Ci devono essere ottime ragioni, se il direttore dell’FBI James Comey ha ritenuto di non poter aspettare per informare il pubblico dell’inaspettato sviluppo delle indagini, tanto più se si considera la linea, molto morbida, finora assunta dal Federal Bureau of Investigation nel gestire il cosiddetto “emailgate”: c’è motivo di pensare che l’FBI disponga di informazioni così esplosive che l’eventuale ritardo nel comunicare le novità avrebbe, a posteriori, lasciato adito ad accuse di insabbiamento o, peggio ancora, di complicità. Un rischio che Comey non ha voluto correre, preferendo attirarsi ora gli strali della Clinton, del partito democratico e dell’intero establishment.

Fino a quel momento, infatti, l’FBI si era mosso con molto tatto, prestando molta attenzione a non danneggiare la candidata democratica: ai primi di luglio, al termine del primo filone delle indagini, James Comey aveva parlato di estrema disattenzione”, sottolineando che “gli investigatori non avessero trovato nessuna prova che la Clinton volesse violare la legge con l’uso di email private”. Interrogato sul perché non chiedesse l’applicazione dell’Espionage Act (che rende perseguibile chiunque diffonda, distrugga o perde materiale classificato), Comey aveva risposto che “nessun giudice sensato” avrebbe imputato un simile reato alla Clinton, responsabile solo di “una grossa negligenza”3. Trump era subito insorto, parlando di un “sistema corrotto” e sostenendo, a più riprese, che la candidata democratica non avrebbe nemmeno correre per la Casa Bianca: “la Clinton deve andare in carcere”, ribadisce il 13 ottobre riferendosi allo scandalo email.

Sopraggiunge settembre e l’FBI si imbatte accidentalmente in nuovo filone delle indagini, che culminerà con la clamorosa rivelazione di questi giorni.

Tutto nasce dall’incorreggibile vizio di un ex-astro nascente del partito democratico, un uomo dai forti appetiti sessuali, di inviare foto osé alle sue ammiratrici. Quando il politico circuisce una ragazzina 15enne, scatta il sequestro del computer, scandagliato dall’FBI che è alla ricerca di immagini pedo-pornografiche: emergono così 650.000 email, tra cui se ne annidano migliaia inviate o ricevute da Hillary Clinton quando occupava il Dipartimento di Stato, tra il 2009 ed 2013. L’allupato politico è Anthony David Weiner, marito (ma i due sono ormai in fase di separazione) di Huma Mahmood Abedin, la più stretta collaboratrice di Hillary Clinton, la “seconda figlia” che, dopo averla assistita al Foggy Bottom, è attualmente vicepresidente della sua campagna elettorale.

I protagonisti di quest’imprevedibile sviluppo dello “scandalo email” sono quindi tre: i tre personaggi del dramma che devono essere analizzati a fondo per capire i motivi che con alta probabilità hanno spinto il direttore dell’FBI ad intervenire clamorosamente al termine della campagna elettorale, pur di scongiurare accuse di insabbiamento. Passiamoli in rassegna.

Abbiamo di recente tracciato un profilo di Hillary Rodham Clinton, sottolineando le sue pulsioni bellicistiche e la sua simbiosi con l’establishment finanziario e mondialista. Ai fini di quest’analisi, ci preme evidenziare come sia la Clinton la regista occulta delle rivoluzioni colorate che sconquassano il Medio Oriente e portano alla ribalta l’islam politico. È durante il suo mandato come Segretario di Stato che vecchi amici degli Stati Uniti come il tunisino Ben Alì e l’egiziano Hosni Mubarack sono rovesciati dalla rete CIA-Otpor!-Canvas, si bombarda la Libia cercando in ogni modo di eliminare il colonnello Gheddafi (celebre è il video dove la Clinton gioisce come una bambina per il suo assassinio4), e si predispongono quelle operazioni sporche per spodestare il siriano Bashar Assad. La strategia, basata sul risveglio della Fratellanza Mussulmana così cara a Londra ed ai servizi segreti britannici, conta sull’appoggio delle potenze sunnite, in primis la Turchia ed il Qatar: lo stretto rapporto tra la Clinton e Doha è stato recentemente confermato dalla pubblicazione di alcune mail, che svelano le donazioni milionarie elargite dalla monarchia sunnita alla fondazione Clinton5. Ultimo beneficiario della destabilizzazione del Medio Oriente è però lo Stato d’Israele, come la stessa Segretaria di Stato riconosce in una email6:

The best way to help Israel deal with Iran’s growing nuclear capability is to help the people of Syria overthrow the regime of Bashar Assad.”

I punti di riferimento per la politica mediorientale della Clinton sono quindi la Fratellanza Mussulmana e Tel Aviv: è facile ipotizzare che il Segretario di Stato, nella concitata fase della “Primavera Araba” e della “guerra civile siriana”, voglia avere al suo fianco alcune figure per tenere aperti i suddetti canali. Si passa, così, agli altri due personaggi del dramma.

Huma Mahmood Abedin, classe 1976, mussulmana, è riconducibile al variegato mondo della Fratellanza Mussulmana e dell’islam politico che, da sempre, ha la propria sede a Londra: il padre, nato nel 1928 nell’India britannica, dirige l’Institute of Muslim Minority Affairs con base nella capitale inglese e focalizzato sullo “studio delle minoranze mussulmane in società non islamiche”, la madre è il caporedattore della rivista Journal of Minority Muslim Affairs,7 dalle inequivocabili simpatie pro-Fratellanza, il fratello insegna all’Oxford Centre for Islamic Studies, centro accademico che da sempre funge da crogiolo dell’islam politico. Entrata nell’entourage della Clinton già nel 1996 (impegno che affianca alla collaborazione col suddetto Journal of Minority Muslim Affairs), la Abedin scala velocemente la gerarchia fino ad affermarsi come la più stretta collaboratrice della Clinton, nonché la sua consigliera in materia di Medio Oriente: quando nel 2011 scatta la “Primavera Araba” è lei che cura i contatti tra Foggy Bottom e la Fratellanza Mussulmana, i cui principali sponsor, oltre gli angloamericani, sono la Turchia ed il Qatar. È sufficiente una rapida lettura delle email inviate dalla Abedin nel periodo 2011-2013, per notare come la Fratellanza fosse in cima ai suoi pensieri: toccherà alla Clinton, ricevuta da Mohamed Morsi nel luglio 2012, impartire la benedizione americana al nuovo corso egiziano, sdoganando così ufficialmente i partiti islamisti.

Attorno al 2007 cominciamo a circolare voci di un rapporto omosessuale tra le due donne8: ridicolo, spazzatura, risponde la cerchia della Clinton. È però lecito sospettare che queste indiscrezioni siano alla base del matrimonio, che molti sospettano essere combinato a tavolino, tra la Abedin ed un’altra figura di spicco del clan Clinton, ossia quel politico la cui promettente carriera sarà rovinata dall’incorreggibile vizio di adescare donne in rete, nonché causa degli ultimissimi guai giudiziari di Hillary Clinton.

Si tratta di Anthony David Weiner, classe 1964, ebreo, entrato nel Congresso degli Stati Uniti nel 1999, considerato una promessa del partito democratico, è così intimo dei Clinton che è proprio l’ex-presidente americano ad ufficiare il suo matrimonio con la mussulmana Huma Abedin nel 2010. Weiner appartiene, come Hillary Clinton, a quella corrente del partito democratico fautrice di una convinta politica pro-Israele: favorevole all’invasione dell’Iraq del 2003, abituato ad usare toni sprezzanti verso i palestinesi, Weiner è un vero “falco”, sempre pronto a difendere la causa israeliana.

La promettente carriera di Weiner è però stroncata dai suoi irrefrenabili appetiti sessuali: corre il 2011 (a distanza di un anno dalle “nozze” con la Abedin), quando Weiner invia una foto osé ad un’ammiratrice. Ne nasce uno scandalo che lo obbliga alle dimissioni dal Congresso. A distanza di due anni, Weiner ricasca nello stesso errore (inviando foto spinte con lo pseudonimo di “Carlos Danger”), e manda a monte la sua corsa per la poltrona di sindaco di New York. Il lupo, dice il proverbio, perde il pelo ma non il vizio: adescata una minorenne su internet, Weiner finisce nel mirino dell’FBI, che sul suo portatile scopre accidentalmente migliaia di email inviate dall’allora Segretario di Stato, Hillary Clinton.

Hillary Rodham Clinton, capo del Foggy Bottom abituata ad usare server privati per gestire materiale riservato o segreto, Huma Mahmood Abedin, il braccio destro della Clinton, pro-Fratellanza e pro-autocrazie sunnite, Anthony David Weiner, il protetto dei Clinton considerato un falco pro-Israele: ecco i tre personaggi del dramma.

Abbiamo sufficienti elementi per avanzare un’ipotesi che spiegherebbe il brusco voltafaccia dell’FBI e l’urgenza del suo direttore, James Comey, di comunicare gli sviluppi dello scandalo email a pochi giorni dal voto, pur di scongiurare a posteriori possibili accuse di insabbiamento o complicità: Hillary Clinton ed il suo staff, hanno passato informazioni classificate a Paesi stranieri?

Pubblicato da Davide

  • PietroGE

    – La Clinton ha usato un server privato per permettere ai finanziatori, con un semplice hacking, di venire in possesso di informazioni riservate che potevano essere utilizzate non solo per decisioni politiche ma anche per fare affari in borsa. Tutti sanno che il modo migliore per guadagnare soldi in borsa è con l’insider trading. I profittatori poi elargivano milioni alla “fondazione Clinton” come ringraziamento.
    -Le email contenute nel laptop di Weiner contengono probabilmente quelle che la Clinton aveva ordinato di distruggere. È chiaramente un modo per ricattarla.
    -Il “matrimonio” tra la Abedin e Weiner è interessante, visto nell’ottica di quello che succede in MO e quello che i due chiederebbero di fare alla Clinton nella malaugurata ipotesi di una sua presidenza.
    -La famiglia Clinton va ormai vista nel giro delle “famiglie” mafiose, E poi dicono che solo gli italiani sono mafiosi!

    • Nic

      Ma guarda che la botteri disse che la Killary non ha fatto niente….

  • Clinton Cash è una cloaca di interessi mafiosi, che la fondazione intrecciava con altri stati da diverso tempo … Fin dal 2007 era emerso che tra i vari finanziatori vi erano diversi governi mediorientali (anche se le leggi federali lo vietano) tra cui Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Oman, nonché personaggi che dopo aver effettuato ingenti donazioni (si pensi all’imprenditore ucraino Victor Pinchuk e al nigeriano Gilbert Chagoury) avevano ottenuto diversi contatti ravvicinati col Dipartimento di Stato. I guai della “Clinton Foundation”, fondata nel 1997 dall’allora Presidente Bill Clinton, interessano soprattutto il profilo etico politico. Chi può affermare che nel suo ruolo di “ministro degli Esteri” americano la Clinton non abbia tradito l’interesse del suo Paese a vantaggio di altri? Quindi le “questioni di opportunità”, obbligano Hillary a disinnescare l’ennesima patata bollente della sua campagna elettorale, quando il clamore mediatico suscitato dall’Associated Press ha messo in dubbio la sua credibilità come Segretario di Stato “indipendente e onesto”, fornendo numeri abbastanza dettagliati sulle 85 persone incontrate dalla Clinton, che avevano devoluto alla Fondazione benefica di famiglia un totale di 156 milioni di dollari. Per di più Huma Abedin appartiene ad una famiglia molto vicina ai Fratelli Musulmani … Secondo Julian Assange la casa dei Saud potrebbe essere il più grande donatore della fondazione «Molto probabilmente i sauditi sono il maggiore finanziatore della fondazione dei Clinton (25 milioni di dollari), data la sua politica perseguita nell’esportazione delle armi quando ricopriva la carica di segretario di Stato» ha dichiarato Assange in un’intervista con RT, e poi «Uno sponsor della “Clinton Foundation”, la società produttrice di materiali da costruzione “Lafarge”, avrebbe inviato denaro a beneficio dei terroristi dello “Stato Islamico» … e ancora «L’inchiesta di “Le Monde” ha rivelato che la società pagava il pizzo per svolgere le sue attività in alcune zone della Siria, di fatto hanno siglato con i terroristi diversi affari commerciali, e Hillary è legata alla “Lafarge” da “un rapporto di lunga data”, in particolare faceva parte del consiglio di amministrazione della società».
    http://comedonchisciotte.org/clinton-cash-false-philanthropy-proporzioni-epiche/

  • ga950

    Un quadretto di famiglia eccezionale, da libro “Cuore” o da “Molino bianco”.

  • Toussaint

    Zero Hedge ha pubblicato questo tremendo articolo: http://www.zerohedge.com/news/2016-11-02/why-us-presidential-election-has-entire-world-confused

    in cui sostiene che il vero candidato delle élites sia sempre stato Trump, perché (in sintesi estrema) sarebbe il “capro espiatorio” ideale per la situazione economica e sociale che si verrà a creare (aumento dei tassi, crisi mondiale, crack delle borse, perdita per il dollaro dello status di moneta di riserva mondiale, introduzione della legge marziale etc). Opinione grosso modo condivisa (seppur con argomenti diversi) da Veterans Today (!). Conseguentemente, se la situazione ci sembra “confusa” ora, prima delle elezioni, è perché non abbiamo ancora visto quello che accadrà dopo!

    Conclusione: quello che sta succedendo adesso, con la riapertura delle indagini dell’FBI sulla Clinton, è parte di una strategia delle élites volta a favorire l’elezione di Trump (in effetti, a CdC sappiamo benissimo che il “suggeritore” di wikileaks si trova a Washington e non a Mosca).

    Io contesterei la conclusione di Zero Hedge (dietro il nome di Tyler Durden si celano diversi autori). Che dietro a Trump ci sia “una parte” delle élites non è un mistero. Trump non è mai stato isolato (Magaldi accennò, in un suo articolo, che anche la UR-Lodge progressista per eccellenza, la Thomas Paine, si era schierata a favore di Trump). Ma sostenere che “tutte” le élites siano a suo favore è una conclusione improponibile. Se così fosse, la candidatura della Clinton sarebbe “evaporata “già da tempo”. Chi ci sarebbe, del resto, dietro all’autentica militarizzazione della comunicazione mondiale? Non ricordo un solo precedente analogo.

    Per me siamo davanti ad uno scontro fra le élites mondiali. C’è chi ha capito, a mio parere, che la politica liberista sta portando alla miseria, alla rovina – addirittura ad una terza GM – e che, di conseguenza, si sta frapponendo, cercando d’impedire l’elezione della Clinton. Mi sembra, del resto, che ci siano precedenti, quando le crisi diventano ingestibili.

    A noi popolo, visti i programmi dei due candidati, non resta che tifare per Trump. Certo, senza farsi troppe illusioni. Ma con Trump, almeno, abbiamo la speranza che possa essere rivista la globalizzazione, che si possa porre termine all’eurozona, che si possa arrivare ad un accordo con Russia e Cina nei “posti caldi” del mondo. Solo una speranza, d’accordo, ma con la Clinton non avremmo nemmeno quella.

    • Truman

      Personalmente ho il sospetto che i suggeritori di Wikileaks siano a Langley, in Virginia.
      Comunque approvo in pieno la tua visione secondo la quale c’è uno scontro tra varie elites (anche se poi a chiamarle “cosche mafiose” si rende meglio l’idea).
      Sul fare il tifo per Trump sarei cauto, personalmente non faccio mai il tifo, però dei due è certamente quello che preferisco.

    • PietroGE

      Non credo affatto alla teoria di Zero Hedge. Il comportamento dei media, che sono lo strumento principale con il quale le élites controllano l’opinione pubblica, è stato scandalosamente a favore della Clinton, come non si era mai visto a memoria d’uomo. Basta vedere gli endorsment dei giornali. L’FBI e l’attorney general sono stati sottoposti a pressioni potenti per non mettere la Clinton nel registro degli indagati dopo che si sono scoperte le email e soprattutto dopo che aveva distrutto sapientemente migliaia di email. No, l’FBI non interviene a pochi giorni dal voto se non ha prove più che sufficienti per mandare la Clinton in galera.
      I poteri forti si sono accorti di aver puntato sul cavallo sbagliato e ora rischiano di ritrovarsi un presidente indagato con un rischio di impeachment e un Paese bloccato. Forse è troppo tardi, ma cercano di lasciar cadere la patata bollente e di puntare sul Congresso, da sempre controllato dalle lobby, per impedire a Trump di portare avanti il suo programma, nel caso vincesse le elezioni. I lobbisti hanno asset molto influenti anche nel partito repubblicano, ad esempio Ryan.

    • Primadellesabbie

      Si, sembra la direzione in cui pensare, però, per scrupolo dai un’occhiata anche a questo:

      http://www.libreidee.org/2016/11/barnard-ma-i-padroni-di-hillary-temono-la-guerra-atomica/

      e, dato che citi Magaldi, a questo, più generico ma interessante anche a questo proposito:

      http://blog.movimentoroosevelt.com/home/255-immigrazione-globalizazione-e-futuro.html

      • Toussaint

        Grazie per i due link. Barnard, francamente, che ammiro moltissimo per il suo coraggio e la sua generosità, tira conclusioni a volte non del tutto condivisibili. Nello specifico dell’articolo il suo argomentare è, come sempre, fascinoso e per qualche verso verosimile, ma non ci metterei la mano sul fuoco. Certo, le èlites non vogliono una terza guerra mondiale a base di bombe atomiche (letto l’articolo sulla “Satan” russa?), ma una serie di guerre locali (per fiaccare anche economicamente Russia e Cina) mi sembra di si e, se fino ad ora ci ho capito qualcosa, mi pare che sia la Clinton a meglio garantirli in questo senso. Dopodiché direi basta a considerare Trump un idiota. Non lo è, quanto meno non lo è più di quanto lo sia stato Bush. Trump è un nome dietro al quale ci sono gruppi di potere. Saranno questi a comandare di fatto (G.W. Bush era ed è un ubriacone. Stava lì a rappresentare gli altri, a dare voce ai neocon. Figurrsi se ha mai deciso qualcosa).

        Gioele Magaldi è da apprezzare per la sua fenomenale opera di svelamento di un mondo (e di alcune vicende) che, prima di lui, chiamavamo genericamente “oligarchie finanziarie”, ma senza saperne molto di più. Per il resto, è un massone progressista (come Gandhi, Roosvelt, Mandela etc.) e quindi portatore di un’ideologia che, nello specifico, è fortemente filo-europea. Certo, di un’Europa veramente unita, costruita su basi keynesiane. Quindi niente a che vedere con l’Europa attuale. E’ normale, visto chi è il fondatore, che il Movimento Roosvelt abbia queste posizioni. Poi di discorsi da fare ce ne sarebbero tanti …

        • Primadellesabbie

          C’é anche una terza tesi, che purtroppo mi sembra realistica: che ci sia lo stesso gruppo di potere dietro ad entrambi i candidati, in condizione di cambiare cavallo in qualsiasi momento, a seconda di come si mettono le cose.

          Questa ipotesi ha dalla sua la possibilità di spiegare l’infimo livello con cui si presentano i due campioni, e l’inconsistenza politica degli argomenti usati.

          • PietroGE

            Quale ‘gruppo di potere’?

          • Primadellesabbie

            Di nuovo? Cosa vuoi, gli indirizzi, i telefoni?

            Vedi un po’ tu.

          • PietroGE

            I rettiliani di David Icke? Gli Elohin di Biglino? Gli abitanti di Nibiru?…..

          • Primadellesabbie

            Non si può nasconderti nulla!

          • Toussaint

            Senti PietroGE, perché non leggi questo libro? Ecco il sito: http://www.chiarelettere.it/libro/principio-attivo/massoni-9788861901599.php

            Si intitola “La Scoperta delle UR Lodges”. E’ lungo e molto difficile da leggere ma, se ce la fai, troverai i nomi e gli indirizzi che hai richiesto. Poi, se vuoi, lo commentiamo insieme.

          • PietroGE

            1) Le “logge” (meglio le lobby) che contano sono quelle che decidono di guerra e pace non dei progetti immobiliari tipo Milano 2, sono quelle che manipolano l’opinione pubblica attraverso il controllo dei media ( e dei social) che influenzano le mode e il modo di leggere la storia, perchè come dice il detto : chi controlla il passato controlla il futuro. Sono quelle che non si possono criticare senza essere accusati di un crimine odioso come il razzismo, che possono farsi passare per autoctone anche se non hanno un briciolo di lealtà verso il Paese che le ospita. Vuoi capire il perchè della Seconda Guerra Mondiale? Dai una occhiata al programma della NSDAP e una sbirciata al famoso “falso” dei Protocolli.

            2)Gli Elohin col grembiulino che si combattono tra di loro divisi tra progressisti e reazionari, una divisione che non esiste più neanche nella musica rock, non sono in grado di organizzare un qualcosa come l’11 Settembre, possono riempire i posti di comando, come la BCE, la Farnesina, i posti chiave a Bruxelles ma non decidere della finanziarizzazione dell’economia o della destabilizzazione dl MO. I grembiulini sono manovalanza, taxi dal quale chi conta veramente entra e poi scende. In Italia dubito fortemente che contino di più delle scoppole con le lupare. Le logge funzionano bene quando ci sono affari di mezzo, posti da distribuire tra parenti e amici, un modo per fregare la concorrenza negli appalti.

            3)Gli USA sono stati fondati da massoni e i simboli massonici sono dovunque, eppure chi decide della politica estera e finanziaria sono altri. Il “Leader massonico progressista” Roosevelt (o meglio Roosenfeld) unico ad aver servito la “patria” come presidente per più di 2 mandati (pensa un po’) ne è un chiaro esempio.

          • Primadellesabbie

            Pietro dixit!

          • gianni

            l’ oligarga SOROS le famiglie ebraiche rotschield , rockfeller…..loro comandano tutto l’ occidente

  • GioCo

    Dato che abbiamo cotanta abbondanza di politicanti da cabaret non c’è che da ripassare gli sketch per sbellicarsi: dall’Uomo di Paglia Hollande che combatte la Siria e la Russia per difendere quelli che gli piazzano le bombe in casa, alla “inchiavabile” (elogio di Berlusconi) Merkel, che riesce nell’impossibilità di portare una sfiga pazzesca ovunque si rechi (dalla Ucraina alla Turchia) ai suoi stessi alleati, alla Signora May che fa bunging jumping politico nell’ignoto senza corda o paracadute, ma con un sorriso che il Gatto del Paese delle Meraviglie (cioè il fu Tony Blair) potrebbe persino invidiargli … se tornasse a materializzarsi.
    Sapete, mentre rimuginavo su come la brava Hillary fosse la prima donna (impresentabile) in corsa alle presidenziali con marito deposto causa pompino, che appoggia l’idea di famiglia (ma forse non sa nemmeno bene lei quale), nonché l’unica che rischia l’incriminazione per alto tradimento, anche se per lei è il rivale che è un traditore (?!), mi chiedevo se per caso non volessimo fare una colletta per spedire la Merkel in USA perchè vada a dare il suo sostegno incondizionato al vincitore. Se la sfiga pazzesca della Signora funziona ancora, siamo a cavallo: il vincitore di sicuro schiatterà prima di ricevere la presidenza da Obama, magari fulminato sul posto da un dardo spaziale lanciato per sbaglio da Goldrake mentre lottava con Godzilla … e se pensate che sia pazzesco il dardo di Goldrake o Godzilla è solo perché la realtà ve la racconta Hillary (o Trump) la donna giusta nel posto giusto, cioè una nazione ridotta a una fogna.