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GUERRA PSICOLOGICA, ARMI ORGANIZZATIVE DELLE ONG E CAMBIO DI REGIME

DI VLADIMIR PRAV

Attaccare i leader nazionali attraverso “strumenti psicologici”

Le sfide geopolitiche odierne implicano un largo uso della guerra psicologica contro le elite nazionali, anche dei paesi alleati. Questa inchiesta prende in esame le tecniche psicologiche, tra le quali l’utilizzo dei canali informali delle ONG, che vengono definite come “armi organizzative”. Gli attacchi psicologici puntano a stringere l’obiettivo dentro una specie di “tenaglia” credibile. Essi sono efficaci nella misura in cui l’obiettivo, nella forma di un governo nazionale, è soggetto a pressione sia da parte degli attori legittimi che di quelli “oscuri”, che attaccano allo stesso modo dalla base e dall’alto.

Al fine di portare avanti con successo un attacco “a tenaglia”, colui che attacca deve rispettare cinque condizioni:

  1. Creare un ambiente di pressione psicologica.

Ciò comporta due tipi di attività. La prima è quella di creare pressione dall’alto, infiltrando degli “elementi di influenza” sia nel governo che all’interno di organizzazioni coordinate che si occupano della diffusione di informazioni ed analisi; allo stesso tempo di crearla dal basso installando una serie di associazioni, legali e non, al fine di influenzare l’opinione pubblica, organizzare proteste di massa e coordinare attività anti-governative.

  1. Mettere in atto uno scenario di “pressione dal basso”.

L’obiettivo è quello di fomentare il malcontento delle masse verso il governo orientando l’opinione pubblica col mettere in evidenza i fallimenti del governo, inclusi anche quelli solo immaginati. Questa campagna informativa conduce quindi alla protesta, alla disobbedienza civile e ad altre misure che spingano il governo ad usare la forza per reprimere il dissenso, cosa che perusaderà a mano a mano le persone a chiedere le dimissioni del governo stesso. L’obietivo è quello di mettere il governo in una situazione critica nella quale debba prendere delle decisioni rapide per stabilizzare la situazione politica e ridurre la pressione psicologica.

  1. Organizzare la “pressione dall’alto”

Ciò include l’utilizzo di agenti di influenza che spingano il governo a prendere determinate decisioni. L’attività di lobbying deve soddisfare due condizioni:

I leader del governo preso di mira vanno inondati di informazioni false su eventi imminenti: tali informazioni devono provenire da fonti vicine e fidate tra le quali anche parenti e buoni amici. Questo convince gli elementi del governo su come sia inevitabile adottare le misure proposte.

4. Prendere la decisione politica

Vista la crescente pressione dall’alto e dal basso, il governo è sopraffatto da un senso di emergenza psicologica, nel quale sente di dover prendere decisioni rapide. Se tali decisioni non soddisfano gli organizzatori, essi alzeranno il livello di pressione. Una volta che il governo prende la decisione che ci si aspetta, gli organizzatori passeranno al passo successivo.

5. Allentare la pressione. Una volta che il governo ha soddisfatto gli organizzatori, si organizza un’ampia e trionfale accoglienza. La situazione torna alla normalità mano a mano che il livello di organizzazione dell’attività cala.

Il meccanismo della tenaglia funziona su vari livelli. Comporta l’uso di forze politiche interne ed esterne al fine di esercitare una certa pressione. Questo può funzionare su tre livelli contemporaneamente: internazionale, delle elite interne e delle elite regionali.

L’efficacia della pressione psicologica dipende da vari fattori:

  • Le condizioni sociali del momento, incluse le aspettative delle masse
  • Gli specifici fattori psicologici della popolazione che si vanno a manipolare
  • Il livello di coesione e di professionalità mostrato dalla squadra della spinta “dal basso” nell’esercitare influenza verso la popolazione locale.

Il sistema di pressione a tre livelli include i seguenti elementi:

a) Le relazioni ufficiali internazionali, tra le quali la totalità dei contatti bi- e multi-laterali che mantengono le organizzazioni di politica estera dello stato, e che possono essere usate per fare pressione sui più alti funzionari responsabili della sicurezza nazionale e l’esercito, attraverso documenti diplomatici, dichiarazioni ufficiali etc.

b) Il “sistema di pluralismo politico transnazionale” che consiste in:

– Network globali specializzati in fondazioni internazionali, banche ed organizzazioni umanitarie che creano una parvenza di pluralismo. La pressione psicologica parte da essi.

– Organizzazioni multinazionali aventi dei membri in varie nazioni

– ONG transnazionali ed entità politiche non ufficiali, coma la Commissione Trilaterale.

– Crimine organizzato internazionale e terrorismo

– Relazioni sociali tra esperti funzionari di governo, o i cosiddetti “social network delle elite mondiali”

c) Il sistema di formazione dell’opinione pubblica globale, che include:

– Media internazionali ed agenzie di stampa

– Media nazionali e servizi giornalistici che puntano ad un pubblico straniero

– Internet

Questo sistema può offrire un supporto morale ai contestatori e a i separatisti e può inoltre fare pressione sui leader nazionali agevolando la formazione di una corrispondente opinione pubblica internazionale.

I gruppi interni all’elite che esercitano pressione psicologica includono:

  • membri dell’elite al potere
  • L’anti-elite politica che consiste in persone che vogliono unirsi all’elite e cambiare le politiche di governo, legali e finanziarie
  • La sub-elite politica o gruppi secondari all’interno dell’elite che non sono soddisfatti del loro status e intendono fare carriera.

Sotto le condizioni della globalizzazione le forze esterne risultano molto più efficaci nell’interferire sulle politiche interne. Termini come “economia senza frontiere” o “libertà di stampa” implicano una libertà totale non solo per legittimare gli agenti economici e dei media, ma anche per entità ombra che possono rappresentare un aiuto sia finanziario che morale alle anti-elite ed alle sub-elite nel loro confronto con l’elite dominante.

I media giocano un ruolo chiave nel controllare la “tenaglia”. Essi vengono usati per enfatizzare la pressione politica sui leader ed assicurare il supporto psicologico ai contestatori.

Vladimir Prav

Fonte: https://southfront.org

Link: https://southfront.org/color-revolutions-as-an-element-of-net-centric-warfare/

25.02.2016

Traduzione per comedonchisciotte.org a cura di VALENTINO FANCELLO

Pubblicato da Davide

  • clausneghe

    Veramente tempestivo, questo articolo, dal momento che proprio ora è sotto il gioco della tenaglia quivi descritta un buon numero di gerarchi governativi di varie nazionalità,tra i quali spicca V. Putin.

    Viene il sospetto che tutta l’operazione Panama-papers sia centrata su di lui.
    Del resto, in Russia avevano avuto sentore di quanto si stava preparando, tanto è vero che giorni fa su Sputnik it c’era un art che parlava di strane manovre di giornalisti mescolati ad agenti dei servizi per "sputtanare" zio Vlad.
  • edoro
    Concordo con il commento di clausneghe, ed aggiungo un ulteriore indizio temporale: l’operazione Beluga ( https://aurorasito.wordpress.com/2016/04/03/loperazione-beluga-contro-putin-e-la-russia/ )
    la mia ipotesi è che la divulgazione del leak panamense sia un tentativo di coprire la notizia linkata qui sopra.
  • oriundo2006

    In argomento segnalo: http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/confessioni-hacker-ho-manipolato-elezioni-messico-ci-sono-121932.htm. E’ un articolo ripreso dal Corrierone che più che denunciare, segnalare o stupire dà completa RAGIONE AI COMPLOTTISTI. Dunque musica per le nostre orecchie…

  • lanzo

    Che strano, tra tanti personaggi eccellenti coinvolti nel Panama gate, neanche un amerikano…