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GUERRA NUCLEARE: TRE MINUTI A MEZZANOTTE

DI FELICITY ARBUTHNOT

globalresearch.ca

“La minaccia è seria, il tempo è poco. Il notiziario degli Scienziati Atomici decide di non muovere le lancette dell’orologio Doomsday per motivazioni futili o di poco peso. L’orologio ticchetta a soli tre minuti dalla mezzanotte perché i leader internazionali non sono capaci di compiere il loro dovere – assicurare e preservare la salute e vitalità della civiltà umana.” (Notiziario degli Scienziati Atomici, Gennaio 2015)
Quando venne conferito il Premio Nobel per la pace a Barack Hussein Obama dopo soli otto mesi dalla sua Presidenza, la motivazione fu “la sua straordinaria diplomazia internazionale e cooperazione tra persone”.

Il comitato del Nobel disse infatti: “… diamo grande importanza alla visione e il lavoro di Obama per un mondo senza armi nucleari … come presidente è riuscito a creare un nuovo clima nella politica internazionale.”

“Solo raramente qualcuno è riuscito a catturare l’attenzione mondiale e a dare alla gente speranza per un futuro migliore allo stesso modo e con gli stessi scopi in cui ci è riuscito Obama.”

Nel suo discorso di presentazione, il Presidente del Comitato Nobel, Thorbjorn Jagland ha affermato che Obama, già dai primi momenti della sua Presidenza si è battuto contro i vari scontri e aveva già “calmato le acque nel mondo”.

Nel suo discorso di accettazione del premio il Presidente Obama affermò che: “Le nostre azioni hanno valore e possono dare alla storia una direzione di giustizia.”

Si è inoltre impegnato nel “sostegno del Trattato Strategico di Riduzione delle Armi. E’ un pilastro della mia politica estera. E sto lavorando con il Presidente Medvedev per ridurre la scorta nucleare dell’America e della Russia.”

In conclusione, largamente applaudito, chiese: “Dateci la possibilità di rendere il mondo come dovrebbe essere – quella scintilla divina che è scattata in tutti i nostri animi.”

Da allora la miriade di fosse comuni di vittime degli americani è diventata testimone dell’ipocrisia e della falsità del suo riferimento al Municipio della città di Oslo il giorno del 113esimo anniversario della morte di Alfred Nobel per accettare un premio che il comitato Nobel aveva volontariamente presentato: “ … alla persona che ha fatto il maggiore e migliore lavoro per la fraternità tra le nazioni, per l’abolizione o riduzione di eserciti sull’attenti e per l’organizzazione e promozione di congressi per la pace.”

Eppure il carcere di Guantanamo rimane aperto, gran parte della Libia affidata al controllo delle milizie è in rovina, le truppe americane sono tornate in Iraq dove oltre 2000 bombardamenti sono stati effettuati da aerei Americani. L’amministrazione di Obama approva ancora il rovesciamento illegale del governo del Presidente della Siria Assad, allenando le masse a uccidere, decapitare e la millantata ripartenza non è stata assolutamente una vera e propria partenza.

L’Ucraina soffre tutt’oggi del colpo di stato di cinque miliardi di dollari avvenuto per mano americana, la Russia è stata incolpata, sanzionata e come risultato, si sente minacciata abbastanza da guardarsi bene dal riarmare le truppe. Non solo è stata riaccesa la miccia della Guerra Fredda, le sue fiamme stanno già ardendo visibilmente.

Nel Marzo 2013 Stratfor disse: “Col completo supporto di una politica inefficiente, di un elite e di un istituto mediatico poco critico, Washington sta scivolando, se non annegando, in una nuova Guerra Fredda contro Mosca.” Sono state pubblicate parole forti da parte del Professore Stephen Cohen su un articolo pubblicato a Gennaio sul giornale “The Nation”, che è una voce solitaria nell’istituzione accademica americana con un punto di vista impopolare. Ci ha avvertito per molti anni che le relazioni tra gli Stati Uniti e la Russia, che sono andate deteriorandosi rapidamente, porteranno a un periodo di politica sofferta e tensione militare tra due poteri. ‘(1.)

Ora, l’impostazione annuale del notiziario degli Scienziati Atomici dell’Orologio Doomsday (22 Gennaio), è stata risistemata – due o tre minuti dopo la mezzanotte per la prima volta dalla fine della Guerra Fredda e per trent’anni dall’ultima impostazione di questo genere nel 1984 sotto la presidenza dell’invasore della Grenada, uno dei tanti che hanno bombardato la Libia e responsabile dello scandalo Iran-Contras (2) Ronald Reagan.

Nel 1984, il notiziario registrò: “ … le relazioni tra gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica sono a un punto glaciale. Ogni canale di comunicazione è stato ristretto o chiuso del tutto; ogni forma di contatto è stata attenuata o del tutto annullata. E le negoziazioni per il controllo delle armi sono state ridotte a una specie di propaganda.” Vi sembra familiare?

Ieri hanno riportato:

“Oggi, a più di venticinque anni dalla fine della Guerra Fredda, i membri del Notiziario degli Scienziati Atomici e Scheda di Sicurezza hanno dato un’occhiata da vicino alla situazione mondiale trovandola altamente minacciosa per l’umanità – così minacciosa che le lancette dell’orologio Doomsday devono essere impostate nuovamente tre minuti prima della mezzanotte, più vicino di due minuti alla catastrofe rispetto al 2014.”

Successivamente:

“ … gli sforzi per ridurre gli arsenali nucleari nel mondo sono stati bloccati. Il processo di disarmo è arrivato a uno stallo, vedendo gli Stati Uniti e la Russia prendere parte in programmi intensi per modernizzare la loro triade nucleare – così facendo sminuiscono i trattati sulle armi nucleari già esistenti – e altri detentori di armi nucleari che sostengono questa costosa ed estremamente pericolosa mania di modernizzazione.”

E non c’è solo questo incubo nucleare: “Insufficiente azione per ridurre fortemente queste emissioni mondiali di gas serra può produrre una catastrofe climatica mondiale. Anche un cosiddetto scambio “limitato” di armi nucleari produrrà casualità di proporzioni enormi ed effetti catastrofici sull’ambiente globale. Imploriamo tutti i leader politici mondiali di mobilitarsi in modo coordinato e veloce per ridurre drasticamente emissioni globali di gas che intrappolano il calore, specialmente diossido di carbonio e di restringere gli arsenali di armi nucleari.”

Il notiziario della Scienza e Scheda di Sicurezza la cui componente di Sponsor include diciassette laureati Nobel:

“Imploriamo i cittadini del mondo di domandare azione dai propri leader. Questa minaccia è una presenza costante su tutta l’umanità. L’umanità ha bisogno di rispondere ora, finché c’è tempo.” (3)

L’orologio stabilito nel 1947, è diventato un indicatore universalmente riconosciuto della vulnerabilità di fronte alle catastrofi derivanti da armi nucleari, cambio climatico e tecnologie emergenti nella scienze della vita.

Il Consiglio pone l’attenzione sul fatto che le catastrofi possono essere evitate con azioni veloci. Sprecare tempo non è un’opzione.

Le priorità essenziali lo sono:

*Azioni per evitare l’emissione di gas serra a livelli che potrebbero arrestare l’innalzamento della temperatura di due gradi Celsius sui livelli pre-industriali.

*Ridurre drammaticamente investimenti proposti su programmi di modernizzazione delle armi nucleari.

  • Dare importanza al processo di disarmo- impegnandosi a ottenere effettivi risultati.
  • Risolvere immediatamente il problema dello spreco nucleare. (4.)

Se il presidente Obama leggesse i documenti e consultasse la conoscenza collettiva imponente disponibile sul notiziario, applicasse quell’impegno per cui si è tanto supplicato, costruisse ponti globali invece che spaccarli, ci sarebbe abbastanza tempo negli ultimi ventidue anni della sua presidenza per iniziare a giustificare il Nobel ricevuto. Possiamo solo sperare ferventemente che, come ha affermato lui stesso nel discorso di accettazione, le sue azioni “possano dare alla storia una direzione di giustizia.”

Felicity Arbuthnot
Felicity Arbuthnot
Felicity Arbuthnot

Felicity Arbuthnot

Fonte: www.globalresearch.ca

Link: http://www.globalresearch.ca/nuclear-war-three-minutes-to-midnight/5426509

24.01.2015

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di HAJAR MOUNIR

Pubblicato da Davide

  • Tao
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    La lancetta dell’«Orologio dell’apocalisse», il segnatempo simbolico che sul «Bulletin of the Atomic Scientists» indica a quanti minuti siamo dalla mezzanotte della guerra nucleare, è stata spostata in avanti: da 5 a mezzanotte nel 2012 a 3 a mezzanotte nel 2015 [“ Three minutes and counting [thebulletin.org]”, by Lynn Eden, Robert Rosner, Rod Ewing, Sivan Kartha, Edward “Rocky” Kolb, Lawrence M. Krauss, Leon Lederman, Raymond T. Pierrehumbert, M. V. Ramana, Jennifer Sims, Richard C. J. Somerville, Sharon Squassoni, Elizabeth J. Wilson, David Titley et Ramamurti Rajaraman, Bulletin of the Atomic Scientists, January 19, 2015.]], lo stesso livello del 1984 in piena guerra fredda. Sui grandi media, la notizia è passata quasi del tutto sotto silenzio. Eppure a lanciare l’allarme sono noti scienziati dell’Università di Chicago che, consultandosi con altri (tra cui 17 Premi Nobel), valutano la possibilità di una catastrofe provocata dalle armi nucleari in concomitanza con il cambiamento climatico dovuto all’impatto umano sull’ambiente.

    Il cauto ottimismo sulla possibilità di tenere sotto controllo la corsa agli armamenti nucleari è svanito di fronte a due tendenze: l’impetuoso sviluppo di programmi per la modernizzazione delle armi nucleari e il sostanziale blocco del meccanismo di disarmo. Al primo posto, tra le cause del rilancio della corsa agli armamenti nucleari, gli scienziati statunitensi mettono il programma di «modernizzazione» delle forze nucleari Usa, che comporta «un costo astronomico». Confermano così quanto già documentato [ 1 [www.voltairenet.org]]: il presidente Obama – insignito nel 2009 del Premio Nobel per la Pace per «la sua visione di un mondo libero dalle armi nucleari, che ha potentemente stimolato il disarmo» – ha presentato 57 progetti di upgrade di impianti nucleari militari, con un costo stimato di 355 miliardi di dollari in dieci anni. Il programma prevede anche la costruzione di 12 nuovi sottomarini da attacco nucleare (ciascuno con 24 missili in grado di lanciare fino a 200 testate nucleari), altri 100 bombardieri strategici (ciascuno armato di circa 20 missili o bombe nucleari) e 400 missili balistici intercontinentali con base a terra (ciascuno con una potente testata nucleare). Si stima che l’intero programma verrà a costare circa 1000 miliardi di dollari.

    Anche la Russia, indicano gli scienziati statunitensi, sta procedendo all’«upgrade» delle sue forze nucleari. Lo conferma l’annuncio di Mosca che esse svolgeranno nel 2015 oltre 100 esercitazioni. Secondo la Federazione degli scienziati americani, gli Usa mantengono 1920 testate nucleari strategiche pronte al lancio (su un totale di 7300), in confronto alle 1600 russe (su 8000). Comprese quelle francesi e britanniche, le forze nucleari della Nato dispongono di circa 8000 testate nucleari, di cui 2370 pronte al lancio. Aggiungendo quelle cinesi, pachistane, indiane, israeliane e nordcoreane, il numero totale delle testate nucleari viene stimato in 16300, di cui 4350 pronte al lancio.

    Sono stime approssimative per difetto, in quanto nessuno sa esattamente quante testate nucleari vi siano in ciascun arsenale. Quello che scientificamente si sa è che, se venissero usate, cancellerebbero la specie umana dalla faccia della Terra. A rendere la situazione sempre più pericolosa è la crescente militarizzazione dello spazio.

    Una risoluzione contro il dispiegamento di armi nello spazio esterno, presentata dalla Russia alle Nazioni Unite, ha ricevuto il voto contrario di Stati uniti, Israele, Ucraina e Georgia, e l’astensione di tutti i paesi dell’Unione europea. Compresa l’Italia dove, violando il Trattato di non-proliferazione, vi sono 70-90 bombe nucleari Usa in fase di «ammodernamento», e per il secondo anno consecutivo si è svolta l’esercitazione Nato di guerra nucleare.

    Dove i grandi media, che sembrano illuminarci su tutto, spengono i riflettori mentre la lancetta dell’Orologio si avvicina alla mezzanotte.

    Manlio Dinucci

    Fonte  Il Manifesto (Italia) [www.voltairenet.org]

    via http://www.voltairenet.org/article186582.html

    27.01.2015

  • albsorio

    Le guerre partono da una esigua minoranza per colpire poi la maggioranza, questa volta l’esigua minoranza la prende in culo come tutti. Amen

  • sandrez

    La parola apocalisse deriva dal greco ἀποκάλυψις (apokalypsis), composto di apó ("da", usato come prefissoide anche in apostrofo, apogeo, apostasia) e kalýptein ("nascosto", come in Calipso), dunque significa un gettar via ciò che copre, un togliere il velo, letteralmente scoperta o disvelamento

  • luiginox

    il numero delle testate ,tra grandi e piccole,rasenta le 20.000 unità.se poi,come nel film con stranamore ,c’è anche qualche "ordigno fine di mondo" che si innesca automaticamente ricevendo un attacco atomico non si sa.il bello è che stavolta crepano anche i potenti di qualsiasi livello,la specie si estingue e forse il pianeta tra 100 o 200mila ariparte senza di noi,autoproclamatici h.sapiens