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Grillo ha bisogno di Pizza, altro che storie

 

DI PINO CABRAS

megachip.globalist.it

Caso Pizzarotti: un errore della nomenklatura pentastellata che il M5S rischia di pagare a caro prezzo, tagliando fuori voci democratiche e creative.

Mi posso permettere di parlare con molta libertà del Movimento Cinque Stelle, nell’ora in cui questo perde Federico Pizzarotti, proprio lui, il suo primo sindaco di una città capoluogo, con tanto di saluto finale sprezzante di Beppe Grillo.

Mi posso permettere tanta libertà perché ho combattuto contro i giudizi ingiusti che per anni sono stati espressi contro i cinquestelle, sia i giudizi di quelli che avevano interessi – spesso loschi – da difendere, sia quelli dei troppo pigri intellettualmente (quelli cioè che vedono il fascismo dove non c’è e non si accorgono di chi ha difeso in Parlamento la Costituzione contro la riforma Boschi-Verdini).
Molti amici del MoVimento sanno che nel difenderli ho affrontato rimproveri e persino qualche insulto per solo amore della verità.

Nel caso della vicenda di Pizzarotti la vedo molto semplice: a Parma nel 2012 si è prodotto per la prima volta lo schema che poi si è ripetuto uguale identico in tante altre città: un sistema di potere locale corrotto fino al marciume e imperniato sul PD – alla fine di un disastro che ha divorato le casse comunali – viene sconfitto al ballottaggio da una forza che non spunta come un fungo, ma viene da anni di opposizione senza sconti.
Per il M5S votano insieme elettori di sinistra (disgustati e in fuga dal sistema imploso) ed elettori di destra che non voterebbero mai per quella sinistra.
A Parma va dunque al governo un gruppo dirigente che si trova a gestire una catastrofe finanziaria senza avere una pregressa esperienza amministrativa, ma che sa rimboccarsi le maniche e identifica le priorità civiche all’interno della cornice delle leggi, senza dover rispondere ai ricatti paralizzanti del vecchio sistema di potere parassitario.
Non riesce a fare tutto quel che vorrebbe, perché non tutto è nelle competenze azionabili dal Comune, ma se la cava decisamente bene. Certo, sul nuovo sindaco pesano i vecchi debiti, ma il solo fatto di essersi liberato dei parassitismi politici che c’erano prima di lui offre a Pizzarotti margini di manovra mai visti. Quei debiti li riduce del 45%, e il suo comune scala persino alcune delle classifiche che contano per giudicare la qualità della vita di una città rispetto a centinaia di altre. Accade addirittura che Parma, dapprima sull’orlo della bancarotta, riesca a diventare in pochi anni la 18° città italiana per stabilità economica.

Insomma, Pizzarotti funziona, e funziona bene.

Quel che non funziona è il rapporto con la macchina politica che detiene il marchio del M5S, ossia il nucleo aziendale di Beppe Grillo e della famiglia Casaleggio, così come non funziona il rapporto con la seconda cerchia dell’emergente forza politica (il Direttorio). Ogni tanto il blog di Grillo nei confronti del “Pizza” scrive due o tre righe, sempre più fredde. È evidente che lui non è un tipo governabile con direttive dall’alto, perché possiede la pertinacia minuziosa e pragmatica di certi amministratori vecchio stampo, che hanno studiato i regolamenti fino a spremerne l’anima, gente che non convinci se prima non studi anche tu.

Nel frattempo molti altri comuni vengono conquistati dal M5S. Stesso schema: municipi con una lunga storia di amministrazioni piddine spaventosamente tarlate vengono espugnati da liste con il marchio cinquestelle che riescono a vincere i ballottaggi e mettono sindaci non ricattabili dai vecchi poteri.
L’arcipelago delle realtà locali pentastellate viene tenuto insieme sempre più a fatica da un movimento politico che – per non volersi dotare di regole da partito tradizionale – si trova a gestire le questioni politiche con regole evanescenti, meccanismi di garanzia troppo dipendenti dall’arbitrio di pochi, norme di inclusione-espulsione giuridicamente insostenibili. A peggiorare le cose ci si mette un Direttorio che – a dispetto del nome – non sembra ambire a dirigere il rapporto con le realtà locali, tranne eccezioni: i problemi minori, trascurati, diventano grandi e scavano solchi anche sul piano umano.
Fra questi problemi ci sono piccole grane giudiziarie che i sindaci del M5S subiscono quasi sempre perché il PD spodestato cerca una riscossa in tribunale. Anche qui, lo schema si ripete: gli esponenti del PD presentano degli esposti praticamente infondati, ma scritti abbastanza bene da costringere i magistrati a indagare e a far recapitare un “avviso di garanzia” all’amministratore pentastellato di turno.
Se funziona bene la comunicazione fra l’amministratore e i livelli apicali del M5S, il MoVimento è garantista e attende che l’amministratore sia scagionato (come quasi sempre accade).
Se quella comunicazione invece non funziona bene, come nel caso di Pizzarotti, il Movimento lo sospende e non revoca la sospensione nemmeno quando il sindaco di Parma viene prosciolto. Fino all’assurda cavillosità dell’ultima cosa che Grillo trova da dire a Pizzarotti: la richiesta dei «documenti che gli sono stati richiesti il 6 giugno e che non ha mai fornito». Dopo i balbettii di Di Maio sulle vicende romane, trattati con ben altra indulgenza, l’unica cosa che Grillo ha dire su un amministratore che esce pulito è questa pedanteria, riferita per di più a un regolamento interno che sarà sostituito proprio perché in tutta evidenza non funzionava.
Allora traduciamo le cose in termini politici: nessuna norma avrebbe mai potuto dimostrare che Pizzarotti si comportava in contrasto con regole e azioni tipiche del M5S né il capo poteva espellerlo senza compiere violazioni della legge passibili di strascichi giudiziari. Così lo si è tenuto nel limbo, per spingerlo ad espellersi da solo, senza dargli una risposta che fosse una, nel merito, in modo pubblico, trasparente, conforme alle aspettative tanto decantate quando tutto doveva andare in streaming.
Era così insostenibile l’autonomia parmense? A me pare che la nomenklatura pentastellata abbia commesso un errore politico madornale che finirà per pagare a caro prezzo, tagliando fuori voci democratiche e creative. L’ultima cosa che serve a chi vuole costruire un’opposizione forte oggi e un governo popolare e pluralista domani.

 

Pino Cabras

Fonte: http://megachip.globalist.it

Link: http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=126583&typeb=0&grillo-ha-bisogno-di-pizza-altro-che-storie

4.10.2016

Pubblicato da Davide

  • Apollonio

    Insomma per questo qui, Pizzarotti ha fatto bene perché ha ridotto il debt. ed assecondato i poteri Forti, in primo luogo Banche e soliti afffaristi, poi se del programma per cui ha avuto mandato dagli elettori non ha rispettato nulla poco importa .! anzi scrive:…..
    “nessuna norma avrebbe mai potuto dimostrare che Pizzarotti si comportava in contrasto con regole e azioni tipiche del M5S ”
    scappa da ridere……!
    poi guardi la foto di questo megachip ed allora comprendi che è un caso serio.

    La prova che Pizzarotti non era altro che un cavallo di Troia Piddino sta nel fatto che tutta l’ amministrazione comunale è rimasta in mano ai funzionari Piddini. e l’ indomani alla sua Elezione Pizzarotti non ha fatto altro che smarcarsi da Grillo dicendo che: si grazie a Grillo ma i voti li aveva presi lui..! si è capito subito cosa intendeva ora vedremo quanti voti prenderà nelle imminenti elezioni,farà la fine degli altri fuoriusciti, tutti inglobati nel PD ed irrilevanti

    La scalata nella classifica internazionale non è certa dovuta alla amministrazione del Pizzarotti, che ha solo fatto tagli e aumentato tasse, ma ha quelle precedenti di centrodx. , che si, erano crestaiole e ladrone ma la Città l’ hanno ribaltata con grandi opere

    • Ma non ti pare semplicistico il tuo modo di ragionare?

      • alexxx82

        Il buon rasoio di occam.

  • ga950

    Il padre padrone non accetta concorrenza.

  • PietroGE

    Sembra che il partito dell’azienda Grillo-Casaleggio, abbia intenzione di contrastare l’ascesa di chiunque non sia uno yes-man dei capi. Una politica alla lunga suicida, ma forse necessaria per mascherare con litigi, esclusioni, invidie personali tra i galli del pollaio la mancanza di un programma politico degno di questo nome in un periodo che, con il NO al referendum, potrebbe benissimo diventare preelettorale.
    Un partito che con un buon 29-30% nei sondaggi si candida alla guida del Paese e che non ha una idea di cosa fare per i problemi reali del Paese : debito, immigrazione, politica industriale, tasse e riforma costituzionale dovrebbe concentrarsi su ben altre cose.
    Invece : Pizzarotti, direttorio, blog, Di Maio o Di Battista, Raggi quì, Raggi lì, Raggi tutto il dì….ma chi se ne frega!
    È prerogativa del comico non prendere mai sul serio niente, questo però potrebbe essere un errore fatale perché i problemi del Paese rischiano di travolgere tutti, azienda Grillo-Casaleggio compresa.

    • riefelis

      Verissimo

  • sandrez

    repetita iuvant.
    Chi dice di combattere la dittatura dall’interno è già complice.

  • il pizz ha forse mandato indietro gli immigrati?
    il pizz come la pensa circa il patto di stabilità?
    il pizz cosa dice circa i gay che vogliono sposarsi?

    • Apollonio

      Il Pizza non pensa.. fa pedissequamente quello che gli dicono…!
      mette in funzione il forno inceneritore ..! aumenta tutte le tasse specie ai piccoli commercianti, inaugura le strade inutili che non si potevano fare.. nomina gli amici suoi Piddini nelle cadreghe etc. etc. .. insomma tutto il contrario delle sue promesse elettorali.

    • gilberto6666

      Concordo e rilancio le stesse domande su tutto il “non partito”..

    • gianlu

      Leggermente fuori tema questo commento…

    • riefelis

      Pizzarotti per il momento amministra e lo ha fatto egreggiamente. Certamente sarebbe interessante sapere come la pensa sul primo e il secondo punto.

      • Apollonio

        ma tu che ne sai che abiti a Roma…?
        sei un espulso dal M5S ed ora cerchi di vendicarti spargendo fango su Grillo

  • Mi spiace non essere d’accordo con Pino Cabras, un grande giornalista che seguo sempre con particolare attenzione, però da cittadina di Parma vorrei portare la mia esperienza diretta, insieme ad alcune informazioni …
    ringrazio infatti il sindaco Pizzarotti per essersene andato dal M5S, dopo essere stato eletto con il suo simbolo e dopo averlo notevolmente danneggiato, per di più dichiarandosi un “uomo libero” … naturalmente libero di fare il proprio interesse, insieme all’interesse di IREN, e non quello del MoV, né quello di Parma:
    – libero di avere permesso la completa liberalizzazione di IREN, una multiutility quotata in borsa che gestisce in regime di quasi monopolio i servizi di più province in Emilia, Liguria, Piemonte (Parma, Reggio, Genova, Torino), un gigante con azionisti privati e pubblici.
    – libero di aver bypassato i tre conflitti d’interessi simultanei di Parma IREN, il primo, una società quotata che scarica i costi dei dirigenti sulle tariffe, il secondo, è “proprietaria” (conferma del sindaco, anche se ANAC lo ha smentito) e responsabile dell’inceneritore e nel contempo della raccolta differenziata, il terzo, il più grave è Pizzarotti in persona, perché anche se il “pubblico” arriva al 51% delle quote e del capitale sociale, ed anche se il privato ne possiede il 49%, basta l’accordo con un sindaco per conquistare in maniera occulta la maggioranza ed operare in piena libertà, anche contro il volere degli altri comuni … ECCO perché GIUSTAMENTE GRILLO lo ha eliminato !!!

    • Il fatto Pizzarotti non ha spostato di una virgola il consenso al M5S, nel quale MoV esiste una norma molto seria: gli eletti che non rispettano il vincolo di mandato e boicottano il MoV vengono espulsi … esiste giustamente la norma delle espulsioni, la quale è molto importante, perché è un’autodenuncia che il MoV fa nei propri confronti, chi cerca di fare il furbo deve essere allontanato … i motivi ci sono per Pizzarotti e si chiamano soprattutto IREN, gigante dell’energia che si è completamente privatizzata grazie al sindaco Pizzarotti, quindi una scelta esattamente opposta alla politica del MoV. Le prove del tradimento di Pizzarotti sono tante, e per chi volesse capire non c’è che l’imbarazzo della scelta, anch’io avrei preferito che Grillo spiegasse i motivi seri per cui Pizzarotti è stato eliminato, ma i vertici hanno fatto questa scelta, e nel mondo della comunicazione di massa, non so se dargli completamente torto … entrare nei particolari di una vicenda che deve essere chiusa, contribuisce a mantenerla in vita ulteriormente, e poi in questo modo il pubblico dei tele-storditi ha modo di discutere sui social e farsene una propria ragione.

      • No Rosanna la prassi dell’espulsione è qualcosa di arbitrario… Non so se tu sei una militante, ma credo abbia poca conoscenza della realtà delle cose… Io vivo in Roma e so quel che so.,..

        • Stai sbagliando cardisem, non hai capito che Pizzarotti ha boicottato il MoV , ha tradito il programma e gli elettori, io sono di Parma e parlo per conoscenza diretta, oltre che per ricerca delle informazioni sul campo …

          • Io non entro su Parma, e mi occupo delle cose di Roma… Sbaglierò quanto vuoi, ma al momento la lettura che do del caso Pizzarotti è tutta interna al sistema di potere del M5s… Le cose di Parma le lascia ai parmensi… come le cose di Roma i non romani dovrebbero lasciarli ai romani… Mi dispiace, ma più di questo non posso dirti e puoi star certa che non faccio il tifo per nessuno, ma cerco solo di vedere le cose per quel che sono…

        • Apollonio

          Secondo me, tu che sei un Paladino della libertà avevi sbagliato movimento, invece del M5S dovevi iscriverti ai Radicali, loro si che sono liberali dei veri libertari o libertini…!
          comunque sei sempre in tempo .

          • Guarda, sono disposto al dibattito se si mantiene su un tono elevato… Intanto io qui gioco con la mia identità… Ti saluto: la nostra conversazione finisce qui.

    • fastidioso

      E perche’ queste cose devono saperle solo quelli di Parma e non tutti quanti ?
      Non e’ il caso di parlarne sul blog?
      Grillo in tal modo non giustifica la sua azione!!!

      • Chi è in grado d’informarsi in mezzo alla giungla delle informazioni lo ha fatto e ha capito la pantomima di Pizzarotti, che si voleva far cacciare da Grillo, in realtà lui non gli ha dato soddisfazione e alla fine si è dimesso, con l’espressione del volto falsamente addolorata, le sceneggiate sui vari talk show, avidi di notizie scoop come sanguisughe che trovano il loro alimento congeniale, e diffondendo messaggi subliminali a destra e a manca. Ora il sindaco, insieme con i consiglieri che lo hanno seguito, potrà svolgere liberamente i suoi affari e candidarsi con una lista civica. Sai benissimo che la comunicazione di massa, di cui Grillo è maestro, pretende alcune norme riguardo alla semplificazione dei messaggi politici, diversamente i messaggi chiave non sarebbero percepiti con la stessa intensità, per cui le persone informate sono rimaste deluse dalla scelta dei vertici, mentre la gran parte del pubblico ha intuito attraverso il dibattito a distanza tra Grillo e Pizzarotti, che erano in campo due figure politiche che attingevano all’inconscio collettivo: da una parte Grillo, il vecchio padre padrone, che pretende rispetto delle regole e coerenza e dall’altra il giovane sindaco, il figlio che ha trasgredito gli ordini e ha tradito le aspettative
        – nella comunicazione di massa, piaccia o non piaccia, i messaggi profondi che dovranno colpire emotivamente, devono attingere all’inconscio della persona e non alla razionalità della vicenda, difficile da districare e da comprendere anche per gli addetti ai lavori
        – Pizzarotti si è incartato più volte nella vicenda, ed anche ieri sera ha presenziato una puntata di Otto e mezzo mostrando tutte le proprie ambiguità: Grillo gli ha chiesto di fornire delle carte che lui non ha presentato, e non ha spiegato nei particolari di che cosa trattassero, nonostante la Gruber lo incalzasse … poi ha detto di essersi ridotto lo stipendio solo del 10% (un po’ pochino di fronte alla media degli altri eletti)
        – Pizzarotti dice di aver chiamato tante volte i vertici del MoV per chiarire, ma ormai era piuttosto tardi, perché lui ha boicottato il MoV fin da subito, dicendo immediatamente dopo la sua elezione che era stato eletto lui e non i 5*, dimostrando un livello di fanatismo narcisista non indifferente
        Quindi per concludere, Pizzarotti ha tradito il vincolo di mandato, e questo è una colpa piuttosto grave, perché la regola dei 5* presuppone di coltivare coerenza e onestà, un segnale forte di differenziazione verso gli altri partiti che all’opposto tradiscono quotidianamente le promesse elettorali …

        • Antonio XV

          Non mi pare che le cose stiano così…

        • fastidioso

          “- nella comunicazione di massa, piaccia o non piaccia, i messaggi
          profondi che dovranno colpire emotivamente, devono attingere
          all’inconscio della persona e non alla razionalità della vicenda,”

          Peccato che ci vada di mezzo la credibilita’ del movimento…

          • Così tanto che non ha perso nemmeno una virgola nei sondaggi …

        • fastidioso

          ….e poi per sapere come vanno le cose dovrei ogni giorno cercare in rete le comunicazioni dei vari rappresentatnti “amministratori” ? ossia consultare i vari quotidiani di tutte le citta’ amministrate da sindaci stellati ???

  • gilberto6666

    Scusate se vado rozzo, ma tutto questo psicodramma dei pentastellati ha stufato, a Roma hanno gettato la maschera. Gente del Pd e precedenti amministrazioni, perfino di Equitalia! Sono un prodotto di marketing politico pianificato oltreoceano, uno sfogatoio di massa indistinto con dentro tutto, poi certo il Pizza, il Dibba con lo scooter, e Di Maio, con quel faccino da bravo ragazzo. Ultimamente volevano riciclare pure Di Pietro, il compagno delle comparsate recenti dei Vaffa Day. Ecco, appunto, un bel vaffa a questa banda di trilaterali taroccati. Con il m5s abbiamo la prova plastica di quanto il popolo sia bue. Ed anche certi intellettuali più o meno funzionali al regime, specie quelli più colti ed intelligenti di tutti delle nuova ondata internettiana che bazzica anche qui.

  • Enrico S.

    Dopo aver utilizzato la «partecipazione orizzontale» e l’«uno vale uno» come slogan propagandistici, è evidentemente arrivato il momento di abbandonarli per chiarire una volta per tutte che la sola cosa che conta è la volontà della proprietà: la ‘Casaleggio Associati’, una ditta privata che adopera come testimonial lo stesso che in passato ha pubblicizzato una nota marca di yogurt.
    Credo che la data di scadenza del MoVimento stia avvicinandosi, per mancata conservazione.

  • Il grande patto tra Pizzarotti e il Pd. Trionfa il “capitalismo municipale”.
    24 marzo 2016 – L’unica verità sulla vicenda Pizzarotti … La traiettoria di distacco dal Movimento 5 Stelle di Federico Pizzarotti, primo sindaco grillino di un capoluogo di provincia, ha subito un’accelerazione martedì, con l’annuncio che Parma rientrerà nel patto di sindacato per governare Iren, gigante societario nel settore dei servizi pubblici. Quattro anni fa, Pizzarotti era stato eletto al culmine di una campagna contro Iren, che stava costruendo il contestato inceneritore di rifiuti, e Beppe Grillo aveva convocato una manifestazione a Parma («Dies Iren»), denunciando l’esistenza, attorno all’azienda, di un «vergognoso sistema di potere del Pd che salva i Comuni dal fallimento con il portafoglio dei cittadini». Grillo non ha cambiato idea; Pizzarotti invece stringe un patto con quei sindaci del Pd.
    Massima espressione del «capitalismo municipale», Iren nasce dalla fusione delle municipalizzate di Torino, Genova e dei Comuni emiliani: 3 miliardi l’anno di fatturato e 118 milioni di utile (in crescita), oltre 6 mila dipendenti e 2,1 miliardi di debiti, ma in diminuzione. Raccoglie rifiuti e distribuisce gas, luce e acqua a diversi milioni di cittadini del Centro-Nord. A dispetto della quotazione in Borsa, comandano ancora i Comuni, tutti a guida Pd. E attraverso il patto di sindacato concordano tutto. Dalle nomine dei vertici alle decisioni strategiche. L’ultimo patto prevedeva che il presidente lo sceglie il sindaco di Torino, l’amministratore delegato spetta a Genova, il vicepresidente agli emiliani. Così a cascata per decine di nomine nei Cda satelliti. In parti uguali i Comuni ricevono i benefici dalle sponsorizzazioni. Nel 2014 sono state 12 milioni (4 a Torino, 4 a Genova, 4 alle città emiliane). Questo assetto potrebbe essere messo in dubbio dal fatto che i Comuni (Torino in primis) stanno vendendo una parte delle azioni per fare cassa. Scendere sotto il 50% renderebbe la società scalabile, rompendo il giocattolo.
    E qui arriva l’aiuto di Pizzarotti. Che nel 2014 era uscito dal patto di sindacato siglato dal suo predecessore del Pdl, e adesso rientra, mentre sul blog di Grillo continuano gli attacchi (l’ultimo, dieci giorni fa, con un post intitolato «Iren asseta le famiglie di Reggio Emilia»). Sono trascorsi quattro anni dai comizi furenti, dai cortei contro l’inceneritore, dalla minaccia di portare le carte in Procura, dal timore (nel Pd) che il sindaco grillino provasse a smontare quell’equilibrio di potere politico-finanziario.
    Ma sembrano un’eternità, ora che Pizzarotti formalizza il nuovo patto con il Pd per rientrare nel grande gioco. Altro che guerra al sistema: il sindaco di Parma nominerà un membro del Consiglio di amministrazione, condividerà le decisioni strategiche con gli altri azionisti pubblici, potrà contare sul sostegno della società alla sua città, sia diretto che indiretto.
    Il vantaggio per i sindaci del Pd è duplice: cooptano un avversario e blindano il controllo della società, grazie a una modifica dello statuto (condivisa anche da Parma) chiamata «voto maggiorato», che garantirà ai Comuni il doppio voto in assemblea.
    Da tempo i rapporti tra Pizzarotti e il Movimento 5 Stelle si sono guastati. Pizzarotti lamenta il suo oscuramento sul blog di Grillo e il silenzio sui due dissidenti che lo hanno lasciato in Consiglio comunale. Aveva chiesto (sia a Casaleggio sia al direttorio, sia riservatamente sia in pubblico) che fossero scomunicati, non ricevendo risposta alcuna. Grillo imputa a Pizzarotti l’arretramento nella guerra al sistema politico-finanziario (fondazioni, banche, municipalizzate) che fa riferimento al Pd.
    A un anno dalle elezioni, il patto Pizzarotti-Pd su Iren, la società che ha costruito e gestisce l’inceneritore che il M5S osteggiava, può segnare il punto di non ritorno.
    GIUSEPPE SALVAGGIULO
    http://www.lastampa.it/2016/03/24/italia/politica/il-grande-patto-tra-pizzarotti-e-il-pd-trionfa-il-capitalismo-municipale-QwsluonPuBCzdBgoCGomCL/premium.html

  • Salve a tutti. Rientro nel Forum dopo una certa assenza e con una nuova piattaforma alla quale devo abituarmi… Sul tema Pizzarotti vorrei rinviare a un articolo del mio blog che sto ancora ultimando… https://civiumlibertas.blogspot.it/2016/09/letture-44-federico-pizzarotti-una.html – E sempre sul mio blog segnalo l’articolo di Paolo Becchi, anche su Pizzarotti: https://civiumlibertas.blogspot.it/2016/10/paolo-becchi-il-non-statuto-del-m5s.html – Per chi poi è interessato ad andare oltre segnalo anche il MU da me fondato il 1° agosto 2016: http://www.meetup.com/it-IT/Meetup-regione-Calabria-Roma/?from=ref – Non è per fare a me stesso pubblicità ma per dare più articolazione e contesto ai commenti che continuerò come il passato a fare nel nuovo Come Don Chisciotte. Essendo la mia identità ora alquanto trasparente non dovrò stare più a difendermi dall’accusa di “negazionismo” in quanto grazie a Beppe Grillo (che ho querelato) sono stato nuovamente e più solennemente riabilitato da un giudice dopo che lo aveva già fatto il Collegio di Disciplina del Consiglio Universitario Nazionale nel 2010. Mi dispiace aver scoperto un Beppe Grillo e un M5s da lui diretto alquanto illiberale… Ma la mia battaglia in difesa della libertà continua in ogni sede e con maggiore impegno e lena di prima.

    • Apollonio

      si.si certo certo…! continua pure ….farai strada
      in effetti si sentiva la mancanza di un paladino delle libertà in casa degli altri..!.

      • Io qualcosa la faccio… Spero che tu faccia e sappia fare di meglio…

      • Perché “in casa degli altri”? Se ti spieghi meglio, mi aiuti a capire me stesso. Quanto al “farai strada”, considerati i miei anni, so cosa mi aspetta, e spero di arrivarci bene, davanti al Padreterno, per chi ci crede. Penso se mai a chi resta, e di strada ne deve fare di più…

    • cdcuser

      Bentornato cardisem!

      • Beppe voleva “impiccarmi”, ma l’operazione non gli è riuscita e forse gli si ritorce contro… Oggi è stato colto dal panico… Chi mi ha seguito in CDC, sa quanto io abbia sempre difeso e sostenuto il M5s, e quale sia stata la ricompensa che ho ricevuto… Ma ho ben superato il colpo e vado avanti in modo lineare… anche se per i “talebani” è cosa difficile da spiegare e far capire loro… I talebani ossia la cancrena del M5s… Forse ne abbiamo qualcuno fra di noi… Meglio non perderci altro tempo…

        • cdcuser

          ricordo la tua vicenda e io penso che aldilà della storia, del percorso, dei punti di riferimento, dell’ “ideale di società”, valori, ecc… ecc … che ogni persona può avere e ha avuto, per me (e ritengo che dovrebbe esserlo anche per tutte le persone di buon senso e intellettualmente oneste) è imprescindibile quanto segue (e lo prendo in prestito dall’intestazione del tuo blog):

          “Per la libertà di pensiero, di espressione, di ricerca, di
          insegnamento, per l’indipendenza degli stati ed il rispetto della loro
          sovranità, per i diritti politici, sociali ed economici dei cittadini,
          per la pace nel mondo, contro il razzismo e ogni forma di
          discriminazione, contro la stampa di regime e ogni forma di repressione
          della libertà di pensiero e di critica politica.”

  • riefelis

    Ho la sensazione che il Movimento 5 Stelle faccia si tutto per perdere. Ora in qualche modo lascia andare il suo MIGLIOR esponente.
    Pazzesco!

    • Apollonio

      Buuuuuuuuuuuuuuuuu…! ma non si doveva tagliare lo stipendio ?
      ah…! forse intendeva quello degli altri.
      eheheheh…!