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GRECIA: ULTIME PSEUDOLOGIE DELLA TROIKA A 2 GIORNI DAL VOTO

DI PANAGIOTIS GRIGORIOU

greekcrisis.fr

La speranza è in marcia. Per una volta tanto gli slogan esprimono la pura e semplice realtà. Il partito della sinistra radicale ha installato un bel manifesto al centro di Atene, colorato con i colori della speranza. L’immagine è forte: Alexis Tsipras, un sole radioso e… un senzatetto nell’angolo, seduto a testa bassa, così vicino alla via della speranza e allo stesso tempo così lontano. Praticamente l’immagine racchiude in sé tutta la Grecia di questo periodo.

L’espoir est en route. Événement SYRIZA à Paris. Janvier 2015. Source: Internet

La nostra storicità… syrizista diventerà presto una questione aperta per tutti, e soprattutto per gli altri. Ora o mai più, tutti sanno bene quanto sia sottile lo scarto fra una “semplice” vittoria di SYRIZA, data già per acquisita, e una piena vittoria capace di permettergli di governare con una maggioranza al Parlamento. La risposta a questo dilemma si sta costruendo in queste ore, per le strade e per i quartieri di Atene e del Paese… neurone dopo neurone. Gli «impulsi nervosi» di una vittoria di SYRIZA (vittoria relativa o eclatante) si fanno più concreti che mai.

Il contesto è dunque allo stesso tempo grave e felice. L’improvvisa apertura, al di là delle previsioni imposte dalle politiche criminali della ben nota banda di usurpatori meta-democratici, è ampiamente percepibile. A meno che si realizzi attraverso un impulso relativamente silenzioso, senza pantomime da parte delle divinità greche. Sono piuttosto stanche, e a dirla tutta ferite a morte. È allora un caso da manuale vedere il truffatore (politico) Antonis Samaras, che non ha più il senso della realtà quando dichiara, ad esempio, che “SYRIZA al potere sarà sinonimo della distruzione del ceto medio”.

Le changement en Europe commence au Sud. Quotidien “El Pais”, Espagne, le 16 janvier

I Greci si fanno due risate.

Samaras ha i giorni contati, e la sua segreteria ha appena dato ordine (a tre settimane dalle elezioni) di distruggere documenti (reportage di radio 105,5 Sto Kokkino del 20 gennaio). Urgenze talmente strane da far passare in secondo piano certe mimiche dal sapore mafioso della sua governance, a meno di cinque giorni dal voto.

Samarás: “Je suis.. à sec”. Hebdomadaire “To Pontíki”, le 15 janvier
Les Grecs sont pardonnés. 26 janvier 2015. “Quotidien des Rédacteurs” du 19 janvier

È così che Nikos Tagaras, vice ministro “di transizione” all’Ambiente e deputato di Nuova Democrazia del collegio di Corinto, andando oltre alle sue competenze ha ordinato ai funzionari della municipalità di Aristotelis (regione della Calcide, nord della Grecia) di accordare d’urgenza una concessione edilizia alla società “Oro Greco” a Skouries per la costruzione di alcuni immobili. Il fatto è avvenuto qualche giorno dopo le minacce profferte direttamente da alcuni quadri della società nei confronti del funzionario responsabile della pianificazione e dei permessi edilizi.

Secondo i reportage disponibili, questo povero funzionario si dovrebbe piegare alle necessità dell’impresa prima delle elezioni, altrimenti sarà denunciato al Procuratore incaricato di indagare sui casi di corruzione in tutta la regione. Samaras, i suoi sodali e le loro pratiche… tutto un programma!

Le Rapt de la Grèce. Livre de Nadia Valaváni. Janvier 2015
Nadia Valaváni lors de la présentation de son livre. Athènes, le 19 janvier

Un programma ricco di pratiche che alcuni qualificano come “mafiose”, alludendo a un certo livello di crimine organizzato, interno come esterno. È questo che rende di una bruciante attualità il libro di Nadia Valavani Il rapimento della Grecia, presentato lunedi 19 gennaio ad Atene, che riassume la sua attività come parlamentare di SYRIZA.

I termini del dibattito sono stati i seguenti: il libro smonta in maniera chiara tutta la pseudologia degli apostoli del memorandum, di questi criminali presunti – come Samaras, Venizelos e Papandreou – pessimi politici che hanno coscientemente violato la sovranità nazionale e popolare, svendendo il Paese al profitto dei rapaci finanzieri internazionali (e di alcuni oligarchi ateniesi), per i quali lavorano da lungo tempo.

Il tutto per instaurare in Grecia un regime da feudalesimo protoindustriale e creare le condizioni sociali necessarie alla sottomissione al regime neoliberista avanzato della Troika (ribadisco, regime connivente con gli orientamenti dell’UE). E cioè: produzione destinata all’export e/o turismo con livelli salariali di tipo asiatico, il tutto dopo aver abolito il quadro legislativo preesistente, e in particolare i Contratti collettivi e i diritti dei lavoratori.

Panagiótis Lafazánis, porte-parole SYRIZA. Athènes, le 19 janvier

Secondo Nadia Valavani (e secondo molti analisti e pensatori contemporanei) il capitalismo del XXI secolo è tornato ad essere quello della rapina e del furto, peraltro molto violento: usurpazione dei beni, delle persone, delle libertà e dei Paesi, dato che ormai (almeno in Occidente, dato che un simile capitalismo è praticato da sempre altrove, nel pianeta) questo è il suo unico mezzo per dare seguito… alla sua fine e – se le cose non cambiano – alla nostra fine. Una prima sperimentazione dell’attuale modello della Troika in Europa, come sottolinea Nadia nel suo libro, è stata quella introdotta in Cile dopo l’11 settembre 1973.

Quanto al resto del povero e vasto mondo, nel corso della presentazione del libro è stato ricordato che le prime misure adottate dall’amministrazione USA in Iraq (sotto Bush) furono esattamente le privatizzazioni, la proibizione dell’attività sindacale, e la svalutazione interna della moneta e dei salari. In sostanza, tutte le “riforme” che sono poi state adottate a piè pari in Grecia, non certo sotto la pressione dei carri armati ma comunque sotto la violenza schiacciante dei … panzer economici della Germania di oggi, facendo leva sul comodo pretesto del debito pubblico.

Un altro grande mito (orchestrato) è stato smontato dall’argomentazione di Nadia Valavani. Si tratta delle famose privatizzazioni dei beni e delle imprese nazionali “per far diminuire il peso del debito”. Così quando il debito raggiunse i 300 miliardi di euro, si è trattato di svendere imprese pubbliche per appena qualche miliardo di euro, mentre – ad esempio – i titoli dell’aziendadi fornitura dell’energia elettrica (DEI, ora “in vendita”) sono crollati e non valgono ormai più che 70 centesimi in Borsa. Tale sistema non ha risolto per nulla il problema del debito e, peraltro, ha trasformato lo Stato (grazie alle sue pratiche) in un immenso agglomerato di agenzie immobiliari.

Voleur et menteur, Venizélos et Samarás. Athènes, le 19 janvier

Attraverso la stessa parabola, le privatizzazioni ci condurranno dritti verso la piena realizzazione di un’etica largamente protestante, che consisterebbe nel ricompensare i lavoratori e non, ad esempio, i (funzionari) parassitari. La Grecia è già un caso emblematico del capitalismo di rapina e le privatizzazioni non sono altro che questo.

Per fare un esempio concreto, il ministro dell’Educazione di Nuova Democrazia patrocina con la sua stessa presenza l’apertura di un nuovo complesso privato di formazione professionale di proprietà di un conoscente, e il giorno dopo lo stesso ministro sopprime dall’insegnamento pubblico lo stesso percorso formativo che – da ora in poi – sarà proposto nel quadro dei corsi privati recentemente inaugurati dall’amico imprenditore.

Capitalismo libero… e concorrenziale, conflitti e soprattutto interessi. Esterni e interni al paese e a qualunque paese in condizioni analoghe. Nadia Valavani ha insistito su un punto da rivedere con urgenza, nell’eventualità di un governo SYRIZA: il TAIPED, “i fondi greci incaricati di vendere e valorizzare i beni pubblici greci nel quadro del piano complessivo di privatizzazioni preteso dai creditori della Grecia per far entrare denaro nelle casse dello Stato”. Stato che non avrà più ragione di esistere, sicché questo strumento inventato dagli usurai internazionali sarà semplicemente soppresso.

Figures du Théâtre d’ombres. Athènes, janvier 2015
Samarás, figure du théâtre politique aux mains de la Troïka. Presse grecque, janvier 2015

Dopo i continui casi di «governance» della Troika attraverso le mail indirizzate ai membri del governo Samaras, la stampa greca ironizza con una certa amarezza sulla “marionetta” di Antonis Samaras e soci. Sembra, per esempio, che il memorandum sia stato redatto (direttamente o indirettamente) fin dal 2009 dal banchiere Stournaras, ancora recentemente ministro delle finanze e attualmente Governatore della Banca di Grecia, sotto dettatura dei creditori e di altri poteri sicuramente esterni.

Altri tempi stanno per arrivare. Nell’attesa, è tornata un’aria mite, le strade e le piazze di Atene sono piene di gente, con grande gioia dei corrispondenti internazionali, largamente presenti in queste ore in Grecia. Triste realtà… dalle belle prospettive?

Réalité. Athènes, janvier 2015
Place Monastiráki. Athènes, janvier 2015

Alla fine della presentazione del libro di Nadia Valavani, Panagiotis Lafazanis, portavoce di SYRIZA e leader del Movimento di Sinistra in seno al partito, ha ribadito la sua volontà di far sparire tanto il memorandum quanto una buona parte del debito greco. Perché quest’ultimo non è altro che un’arma di distruzione (e un pretesto) per la guerra dichiarata ai popoli e ai paesi che non utilizzino simili strumenti.

Dalle parti di Nuova Democrazia è il panico. Sono ormai molte le voci in Grecia (e non solo syriziste) che si levano alte per chiedere – in caso di un reale cambiamento politico e rinnovamento democratico – di portare a giudizio i responsabili politici che hanno deliberatamente commesso simili crimini, tecnicamente documentabili. Uno di questi crimini è stato l’assoggettare l’essenziale dei titoli del debito greco al diritto straniero (inglese) relativamente alle possibilità di scontarne una parte. Un altro è stato far passare gli interessi vitali del Paese (sanità, educazione, alimentazione, infanzia, terza età) in secondo piano, ben dietro a quelli degli usurai internazionali. Senza parlare delle ripetute violazioni della Costituzione.

Ceux qui ont peur d’aller en prison en cas de victoire de SYRIZA. Janvier 2015

In questo momento Nuova Democrazia è nel panico, e fra i suoi più emblematici ministri Makis Voridis, ammiratore dei Colonnelli e sodale di Samaras, non esita a pretendere che la Destra faccia di tutto per evitare che SYRIZA prenda il potere, sottinteso: a dispetto dell’esito del voto, come sottolinea il sito francofono e «amico» Okeanews. Ciò nonostante, simili dichiarazioni sono state vivamente criticate, finanche dalle fila di Nuova Democrazia.

Tempo serrato e storicità in… noccioline. Nel quartiere, tutti i miei vicini si dichiarano ormai per SYRIZA, cosa che non cambierà per nulla i sondaggi, dato che tutti ormai prevedono la vittoria del partito della sinistra radicale. Tempo serrato e nonostante tutto ancora rinchiuso.

Dieu, c’est l’amour. Athènes, janvier 2015

“Dio è amore” si legge su un muro del mercato centrale di Atene, mentre le ultime notizie ci dicono che l’altro ieri un attore del Teatro Nazionale si è suicidato a causa di difficoltà economiche. Questa notizia è passata in sordina, sotto il flusso dell’attualità politica, piuttosto densa in questo periodo.

La speranza è in marcia. Per una volta tanto, gli slogan esprimono la pura e semplice realtà… o quasi.

Athènes, janvier 2015

Fonte: www.greekcrisis.fr

Link: http://www.greekcrisis.fr/2015/01/Fr0397.html#deb

20.01.2015

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MARTINO LAURENTI

Pubblicato da Davide

  • ProjectCivilization

    Le malefatte dei politici greci e di chi li ha imbrigliati , non vanno perdonate . Se si riuscisse , alzando la voce , a far capire la gravita’ di quel che e’ successo ,  agli Italiani…..visto che noi abbiamo ancora un po’ di spazio per respirare , forse si potrebbe guastare i piani ai finanzieri . Quel che non capisco , mancando dalla Grecia da diversi anni , e’ come la gente abbia potuto piegarsi in questo modo . Ricordo gente piu’ orgogliosa . Delle due l’una : o , vista da li , la situazione non e’ grave come la si descrive , o i greci sono lobotomizzati come gli Italiani , e la ricostruzione non sara’ ne una questione finanziaria e ne Economica , ma antropologica ( da anthropos ) .

  • Georgios

    Ma
    che commento illuminato. Quanta ispirazione.

    Secondo
    me la spiegazione e’ che la situazione non e’ affatto tragica
    (siccome io ci vivo qua devo confessare che e’ allegra). Ci hai
    azzeccato.

  • Georgios

    C’è
    molta speranza e molta attesa. Questo e’ palpabile.

    Da
    tenere presenti due cose.

    I
    risultati saranno gestiti da una società privata. Secondo me e’
    matematicamente impossibile che non ci metta lo zampino. O per
    mitigare (nel caso di vittoria schiacciante) o addirittura per
    capovolgere il risultato in una situazione ambigua. Circola voce che
    tra il numero degli iscritti ai cataloghi elettorali e i dati
    dell’ultimo censimento ci sia una discrepanza di 1 milione di
    persone. L’elettronica fa miracoli, ormai non hanno bisogno di far
    votare i morti come succedeva in un passato remoto.

    Ma
    la cosa più importante e’ capire, oltre le buone intenzioni di
    Grigoriou (mi azzardo, non ho letto l’articolo ma conosco lo stile) e
    oltre a quelle della dirigenza di SYRIZA che conosco molto bene
    in tutte le sue correnti
    anche in quella di Lafazanis, capire
    dicevo, che senza la presenza attiva della gente in tutti i posti e
    gli apparati dello stato, senza il loro fiato scottante sulla nuca di
    Tsipras e degli altri, non si concluderà niente.

    Popolo
    avvisato mezzo salvato.

  • Gil_Grissom

    Ci saranno sicuramente dei brogli ad opera del sichereitdienst europeo non tanto per evitare il successo del partito della sinistra radicale, ormai inevitabile, ma quantomeno per limitarne la portata e costringerlo a governare con un partito prono alle direttive della supercancelliera europea Angela Merkel, una delle maggiori responsabili del disastro economico e soprattutto sociale dell’eurozona. Spero che i rappresentanti di lista del partito siano vigili ed attenti ed evitino l’ennesimo attentato alla liberta’ del popolo greco, dimostrando cosi’ che anche votando le persone giuste si possono cambiare molte cose se non tutte. Putroppo per noi italiani pero’ in Italia non esiste un partito analogo, cioe’ di vera sinistra che difenda gli interessi dei deboli, anche se spero sempre che il buon Landini possa fondarne uno.

  • sotis

    NON HO CAPITO UN C…. DEL TUO COMMENTO!

  • oriundo2006

    Si, certo ma T. dovrà dotarsi di fior di specialisti seri nei diversi rami d’azione politica, in primis l’economia ma anche l’estero i Trattati ecc. Insomma non deve fare l’errore di Grillo che è rimasto sguarnito parecchio…Perché dico questo? Per evitare di farsi ‘intortare’ dagli ‘specialisti’ Eu/Nato. Questi sanno bene come volgere le cose a loro vantaggio…anche attraverso azioni dirette sul ‘personaggio’ ed i suoi ‘limiti’…

  • Georgios

    Dai tempo al tempo e capirai.

    E non c’è bisogno di gridare. Ti sento benissimo.

  • Georgios

    D’accordo. Ma soprattutto Tsipras dovrà dotarsi del supporto della
    gente.

    Quando la gente e’ dalla parte del suo rappresentante più
    autorevole, presidente o primo ministro che sia, non c’è niente che
    la NATO possa fare. Possono far fuori una persona, certo, ma la gente
    non la puoi “far fuori”.

    Guarda l’Islanda ma guarda anche l’Argentina che recentemente
    l’avevano dichiarata fallita. La Fernandez ha tutti contro: finanza
    internazionale, oligarchia locale, confindustria, stampa, televisioni
    e non e’ che sia proprio un Che Guevara. Eppure continua la sua
    politica a favore del suo paese appunto perché sente il popolo al
    suo fianco.

    Il popolo e’ la parola chiave in tutta la faccenda. In Argentina come
    in Grecia e come in Italia.

  • mystes

    Due parole per esprimere il mio augurio sincero alla Grecia: mi auguro che la vittoria di questo partito favorito nei sondaggi traghetti la Grecia fuori dell’euro e non faccia accordi con gli squali della Troika. E’ l’unico modo perchè il nostro fratello si salvi. Tutto il resto è NOIA

  • makkia

    Sono d’accordo.
    Quello che è mancato al 5stelle NON E’ la competenza politica. Questa è la favoletta da "sbirro buono" che hanno raccontato: lo sbirro cattivo ci ha urlato le sue accuse contro Grillo e i pentastellati. Se qualcuno ancora li trovava simpatici arrivava lo sbirro buono e diceva "per carità, onesti lo sono, io simpatizzavo e li ho pure votati, ma … certo non hanno combinato niente, sono incompetenti … magari si faranno le ossa e saranno più efficaci in futuro".

    No, quello che a Grillo è mancato è il sostegno del popolo e delle piazze. La macchina del fango si combatte col passa parola.