Home / Spazio utenti / GRECIA : NO AL TERRORISMO – TSIPRAS E I COLONNELLI
14983-thumb.jpg

GRECIA : NO AL TERRORISMO – TSIPRAS E I COLONNELLI

DI EMILIO BORELLI

Trasversal-mente

OXI OXI OXI

NO AL
TERRORISMO

I want to thank each and every one of you. Regardless of how you voted, tonight we are all one. #Greece #Greferendum

No, non stiamo parlando – né parleremo, in questo post – delle consuete aberrazioni degli alleati dei sauditi, dei qatarioti, turchi ed americani, parliamo di quello che è successo oggi nei confronti del terrorismo finanziario, quello in cravatta ed abito sartoriale, quello dei “colletti bianchi”, facce da gaglioffi che il buon Lombroso (Santo subito!) avrebbe immediatamente cercato di conservare, ma in un vaso pieno di formalina.

Quello stesso popolo di “bevitori di Ouzo”, come qualcuno dei grandi guru della finanza europea aveva oramai ribattezzato i greci, buoni solo per quattro soldi ad affittare e vender case ai turisti più avari e gretti del mondo invidiosi del loro sole e del loro mare, quello stesso popolo ha avuto il coraggio e la curiosità di dire di NO a quelle che di fatto erano sanzioni da Paese sconfitto e vassallo.

Quello stesso popolo che nel 2011- già in una situazione di tracollo economico – si era visto imporre l’ulteriore, stupido, superfluo acquisto obbligato di sottomarini dalla Germania, in una sorta di grottesco scherzo di cattivo gusto

…Il Fondo Monetario e la Banca Centrale come croupier di una sorta di gigantesco gioco piramidale? Vien da pensarlo, allorché la Grecia, letteralmente con l’acqua alla gola, paradossalmente, grottescamente si impegna all’acquisto nientemeno che di sommergibili dalla Germania.

E il banco vince sempre. La realtà supera l’immaginazione, strano che nessuno dei maestri della satira nostrana – la politica negli ultimi anni l’anno fatta loro assai più del Parlamento – si sia sbizzarrito sul tema del paese che boccheggia annaspando e nel frattempo pensa ad acquistare sottomarini…”

Si tratta di una affermazione di dignità, che nemmeno il vero e proprio atteggiamento di embedding messo in atto dal mainstream a servizio degli organi dirigenziali della UE e del FMI e l’altrettanto criminale strategia orchestrata da tutte le istituzioni europee con il contributo di “cassiere” di Draghi, che ha di fatto costretto le banche del Paese ad una serrata cautelativa, ha potuto piegare. Forse, come da mesi, anni, ci spiegano i “sapienti”, assistiti dalle JP Morgan di circostanza, i greci sono dei bighelloni che si cullano nell’assistenzialismo, ma di fatto lo sciacalaggio sul Paese lo hanno compiuto i geni della finanza-spazzatura, i mercanti di infrastrutture, lo fanno da sempre, leggetevi le strategie di dominio di W.E. Gladstone, detto “il Grande Vecchio”, e scoprirete che il cinismo – in certi ambienti – è una cosa che si impara a scuola, insieme al senso di superiorità, ed insieme al disprezzo per i Paesi “altri”. Attenzione, un Paese “altro” siamo anche noi: l’ITALIA……

In molti, dicevo, sono, erano e resteranno scettici e sfiduciati su Tsipras, io mesi addietro decisi di “scommettere” (passatemi l’immagine, anche se pare orrenda) su di lui, andando anche a sfidare quasi la compassione da parte di osservatori degli scenari geopolitici sicuramente più blasonati del sottoscritto. Credo che molti di loro siano stati indirizzati – nel loro giudizio – dagli omologhi nostrani di Tsipras, una compagine che nell’ambito della sinistra italiana annovera comunque dei sostenitori o quantomeno dei sodali di quella (in altri quadranti) Guerra al Terrorismo che altro non è che la guerra imperiale di un “modesto” coacervo di paesi vetero o neo-coloniali alla ricerca di qualcosa che non possono avere: l’Africa.

Da sempre ci dimentichiamo di che cos’é realmente – in termini dimensionali – l’Africa, riflettete su questa sovrapposizione, ripensate i rapporti di forza e le “grandi” potenze anche da un punto di vista rispettoso della realtà di un continente che in pratica potrebbe ricomprendere quelle parti di pianeta che – geopoliticamente – vengono descritte come “dominanti”, come “futuri interlocutori”…

E’ la stessa sinistra che abbocca periodicamente alle novelle sui feroci dittatori golpisti africani (Gbagbo, Gheddafi, ecc.), che da anni ci racconta di famigerati campi di concentramento in questo o quel deserto…

Ed oggi ci troviamo di fronte ad un sonoro

NO

OXI

Davvero in questi giorni se ne erano letti di commenti su Tsipras e Varoufakis (di volta in volta paraculi, poi alla fine addirittura ponziopilateschi per il fatto di far ricorso – udite, udite – a nient’altro che la democrazia diretta, col referendum popolare, e chi più ne ha più ne metta) ma io ho continuato a voler credere che stiano navigando con una abilità spregiudicata in mezzo a dei marosi la cui pericolosità sfugge alla più gran parte dei commentatori da tastiera. La Grecia ha già avuto i suoi COLONNELLI, l’Ucraina ha avuto Maidan, Gheddafi è morto sur le champ d’honneur, credete sia facile “sfilarsi” di dosso gli artigli degli sparvieri della NATOuropa?

Già, perché noi, gli italiani, abbiamo forse qualche politico – non dico statista perché non se ne ha traccia – che abbia nemmen provato a concepire almeno una dichiarazione quale quella di Tsipras?

Chiedo a voi di decidere – in nome della sovranità e della dignità che la storia greca richiede – se noi greci dobbiamo accettare un ultimatum dai fini estorsivi che impone una severa e umiliante austerità senza fine e senza la prospettiva di poter reggerci di nuovo sulle nostre gambe economicamente e socialmente. Il popolo deve decidere liberamente se accettare o no il ricatto”.

E adesso quali saranno le conseguenze, cosa sarà il Lunedì 6 luglio 2015 per Bruxelles? JP Morgan ci dirà le solite cose sul rating (a cui solo i cretini ormai credono più, ma ce ne sono più di quanti si pensi, per le strade e nei palazzi). L’Unione Europea diventerà il Re nudo, dovrà mostrarsi senza trucco, Tsipras chiede di rinegoziare il debito, non ha parlato mai di una “fuga nell’utopia” (è anche per questo che i commentatori più radicali diffidano, ma, ripeto, ritengo più a rischio lui di quanto lo fosse Lady Diana Spencer…), ma se la UE accettasse questo si aprirebbe un contenzioso con altri Paesi ed il precedente dell’Islanda -ignorato ad arte dalla stampa di “regime” – potrebbe essere di attualità.

E che fine farebbero i santoni, i sapienti dell’Austerity alla Monti, alla Padoan?
Quale il risultato di anni ed anni di austerità, di un rigore sadico e livoroso?

E se la UE proseguisse nella pressione di fatto la Grecia fallirebbe, con quali conseguenze? probabile rivoluzione colorata, probabili Termopili contro gli squadroni della morte delle ONG strutturate per i cambi di governo. Sicuramente non qualcosa di banale per questo povero Mediterraneo. MA ALLORA LA SOVRANITÀ POPOLARE, LA DEMOCRAZIA, CHE SIGNIFICATO AVREBBERO?

Ma la palla adesso è davvero a Bruxelles, il precedente è forte, l’emozione fortissima, la rivincita del Popolo, della volontà popolare, la conferma del Leader da parte della base, sul campo, è facile far da spettatori delle disgrazie altrui, più difficile è godere del coraggio altrui. Si dirà anche che i greci non avevano niente da perdere, di fatto gli italiani subiscono ogni sorta di ricatto, dimenticano subito, addirittura Renzi che fino all’altro ieri sbaciucchiava la Merkel ha autorizzato i suoi “portavoce” a sostenere Siryza, come devono essere bassi i predellini del carro dei (magari anche solo momentanei) vincitori!!!

Davvero a qualcuno sembra ancora fuori luogo parlare di terrorismo da parte della catena di potere della finanza internazionale? Era davvero da sottovalutare quale semplice frase d’effetto la minaccia di Tsipras a Schultz di portare la cancelliera Merkel davanti alla Corte dell’Aja?

Link: http://www.trasversal-mente.blogspot.it/2015/07/grecia-no-al-terrorismo-tsipras-e-i.html

06.07.2015

Pubblicato da Truman

  • GioCo

    In effetti non si tratta di terrorismo, ma di semplice pragmatica. Certe cose vanno dette in certi modi perché il problema è sfaccettato, ma sottende una questione semplice semplice: non c’è trippa per gatti, non c’è futuro per tutti, non c’è benessere per tutti, non c’è promessa di una vita divina dove ogni cosa è possibile per tutti. In altre parole la tecnologia e i miracoli della ricerca moderna non possono che essere per pochi e fortunati. Non perché migliori, ma perché al posto giusto.
    Le risorse non sono infinite e c’è una curva tra consumismo e tollerabilità delle azioni umani sul pianeta. Possiamo convincerci che tutto può continuare così, ma sappiamo bene che le risorse su questo pianeta scarseggiano e quindi stiamo correndo verso un futuro in cui dovremo ammazzarci a vicenda per un tozzo di pane, oppure lasciare che una cricca di eletti porti avanti il vessillo antropoide, cioè cotinui la storia umana, mentre gli altri andrebbero in spazzatura.
    C’è una terza via di interventi complessi, ma obbiettivamente non è praticabile.
    Passo a un rapido elenco: tutti in blocco la si smetta di vedere la tecnologia moderna come una promessa futura, si inizi una cernita pesante di quello che realmente occorre nella pratica (non quello che "pensiamo sia utile" ma quello che è "utile pensare") e si elimini tutto il resto dall’esistente tecnologico (per la massa) trattando  l’obsolescenta pianificata e percepita come un reato grave, tanto quanto ogni forma di propaganda (dove il plagio è qualunque opera elegga il segno come unico e quindi di valore superiore intriseco, invece del suo significato) e la pubblicità come esclusiva forma di nuda diffusione della conoscienza, quindi la produzione di un bene solo ed esclusivamente se il circuito si chiude con la restituzione alla fonte delle risorse primarie usate, cioè non si produce niente se non ci si assicura che il bene tornerà materia prima e vi sia in essere tutto il ciclo per gestire ogni trasformazione. L’economia a questo punto avrebbe senso chiuderla entro una realtà di scambio con una moneta virtuale, simbolica non cumulabile (una semplice misura, non un valore in sé). Questo accompagnato da una rigida educazione al controllo delle nascite che però non deve intaccare la fertilità individuale: solo i parassiti prolificano indiscriminatamente. Il mito del feto in provetta deve cessare, dato che c’è solo un modo per nascere nella smisurata complessità di un corpo biologico: l’utero materno.
    Ed è da fessi totali cercare di sostituirlo, senza per altro averne capito una cippa, un opera di assurda complessità oltre che perfettamente inutile.
    Inoltre va cambiato il senso della proprietà: la proprietà è un concetto che deve sussistere solo in stretta relazione con l’accesso alle risorse. La garanzia del diritto deve essere quella del libero accesso a tutte le risorse per chiunque (suffragio universale dell’accesso alla risorsa) unita a quella del dovere di regolarne il buon uso, convertendo la rinuncia in un guadagno. Più rinunci a certi accessi, più guadagni il diritto in altri. In questo modo, la rinuncia (che è una virtù) diventa una moneta al posto di un vizio (il cumulo della materia, data dall’ansia della perdita).
    Non possono esistere uomini eletti o che comandano, la relazione di potere non è che un momento effimero e un luogo fugace da spendersi in modo del tutto limitato e contingente, rispetto alle relative capacità raggiunte e sapienze cumulate.
    L’etica ci chiederà presto di scegliere tra cibernetica e biologia, dove il limite tra le due sarà dato da un grado di inquinamento di non facile lettura. Tuttavia se l’uomo nuovo sarà infine sterile e senza sesso, più macchina IA che animale, l’umanità semplicemente smetterà di essere adattiva e scriverà così sulla pietra (minerale) la data della propria estinzione.
    Perciò sarebbe utile pensare adesso alla perservazione della razza umana. Siamo una specie che può essere abbastanza imbecille da auto-estinguersi e questo è da mettere in conto.