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GRECIA: LA PERLA GETTATA AI PORCI

DI ISRAEL SHAMIR

counterpunch.org

Grecia, perla del Mediterraneo, un luogo che ha fatto perdutamente innamorare generazioni di stranieri, da Lord Byron, a Graves, a Fowles ed altri. Dalla filosofia alla feta, dalla storia allo yogurt, dalla poesia al miele, tutto di essa ha fornito al mondo esempi da seguire. I suoi sacerdoti preservano una fede incontaminata, i suoi combattenti hanno sconfitto Mussolini, la loro Elena è ancora una figura sinonimo di grazia e bellezza femminile. E’ vero che fa anche un vino tremendo chiamato retsina e che ascoltare il bouzouki ad alto volume è una vera tortura, ma con queste cose riusciamo a moderare la nostra hellenofilia.

Ora ci hanno dato un altro esempio da seguire: come battere i banchieri al loro stesso gioco. La spettacolare vittoria del governo Syriza al referendum nazionale era piuttosto inaspettata; i sondaggi oscillavano tra un risultato indeciso e il pieno appoggio ai piani dell’UE, per 51 a 49. Tuttavia, i Greci hanno confermato in modo inequivocabile il mandato del governo. Il problema principale era e rimane la risolutezza e la determinazione del partito Syriza.

Il partito al governo ha corso un rischio inutile con il referendum, poiché aveva già vinto pochi mesi fa le elezioni con quegli stessi slogan. Questo ha dato un segnale di vacillamento, come se avessero preferito perdere e passare la patata bollente a qualcun altro. Inoltre, nel referendum non hanno cercato la vittoria a tutti costi: nessuna campagna e nessuna copertura mediatica per il NO. E’ come se avessero desiderato allo stesso tempo perdere e vincere, con un margine minimo tra le due cose. E’ stato così? Forse. In ogni caso il popolo ha deciso di respingere il piano di ‘salvataggio’ e ha riconfermato la fiducia al suo governo.

Ora tocca al Governo organizzare tutto quello che serve per far funzionare il Grexit il tempo necessario per riorganizzare la nuova dracma. Un governo davvero determinato avrebbe invece lasciato l’Unione Europea e anche la NATO, stravolgendo totalmente il quadro generale. Aver rifiutato il piano di salvataggio va bene, ma non è abbastanza.

I Greci avevano ragione a rifiutarsi di pagare i debiti, poiché quei debiti gli erano stati imposti da quel calamaro-vampiro gigante che è la Goldman Sachs, come dice Matt Taibbi. “La prima cosa da sapere su Goldman Sachs è che è ovunque. Questa banca d’investimento più potente del mondo è come un enorme calamaro–vampiro gigante avviluppato intorno al volto del mondo, che succhia continuamente attraverso i suoi tentacoli a imbuto tutto il sangue possibile che abbia anche lontanamente odore di denaro.” Come oggi ben sappiamo, Goldman Sachs (non c’è bisogno di essere anti-semiti per odiarli) imbrogliò le carte attribuendo alla Grecia un rating più elevato, nonostante tutti i suoi debiti. Quando la valanga del debito è iniziata a crollare, è crollato anche il rating Greco. Da qui la necessità del salvataggio U.E. E tutto questo… a spese dei contribuenti europei.

Di € 320.000.000.000, la Grecia ha ricevuto e utilizzato circa 20 miliardi di €, il resto è andato alle banche. La Grecia non ha potuto ripagare i suoi debiti: dopo cinque anni di tentativi, il paese è in condizioni peggiori e con un volume di debiti mai raggiunto prima d’ora. L’austerità imposta ha distrutto vite e infrastrutture. I banchieri svendono tutto quello che possono in Grecia: porti, aeroporti, ferrovie, ecc. Ed è facile immaginare chi se li comprerà. ‘Le trattative tra UE-FMI e Grecia erano disoneste’, spiega Ashoka Mody in un saggio ampiamente letto e diffuso. Ecco perché i greci hanno eletto il partito di estrema sinistra Syriza e la sua controparte di estrema destra INIL, per stravolgere le regole di quei giochi truccati.

La Grecia è un piccolo paese e può fare ben poco da sola contro il sistema bancario e le istituzioni politiche dell’Unione Europea. Per fortuna, c’è un paese disposto e in grado di aiutarlo. E’ la sua sorella nella fede, la Russia. La Grecia, per la Russia, è come l’Italia per i cattolici, come l’Inghilterra per gli Stati Uniti: fonte e culla di religione e cultura. Furono dei sacerdoti greci a portare la fede ortodossa in Russia. Grecia e Russia, inoltre, condividono la stessa eredità bizantina. Arnold Toynbee, storico britannico, ha dedicato molto allo studio delle civiltà europee; alcune estinte (estremo occidente e regioni scandinave) e due completamente sviluppate: l’Europa Occidentale, intorno alla Chiesa di Roma, e l’Europa Cristiano-Ortodossa, intorno alla Chiesa di Costantinopoli. Russia e Grecia appartengono alla seconda.

L’UE è una reincarnazione dell’Impero Romano e del Sacro Romano Impero di Carlo Magno. E’ di casa in Francia e Germania, ma del tutto estranea per svedesi e greci, lettoni e bulgari, ucraini e russi. Si è estesa a dismisura e causato molte calamità ai suoi cittadini e ai paesi confinanti.

Intendiamoci, questa non è la prima volta che i popoli occidentali colonizzano l’Europa cristiana ortodossa d’oriente: nel 1204, crollato l’impero bizantino, stabilirono e insediarono loro regni e ducati, poi sbaragliati dai turchi. Quando nel 1821 la Grecia fu ristabilita, tornò sotto la tutela occidentale e così rimase. Nel 1945, i Greci compirono un eroico sforzo per mantenere i contatti con la Russia, ma Churchill impiegò le truppe tedesche per sconfiggere il movimento per l’indipendenza greca e insediò dei suoi agenti ad Atene. La Russia sovietica non si oppose più di tanto: secondo gli accordi di Yalta, la Grecia restava sotto la tutela occidentale e la Polonia sotto quella orientale. Ora l’Occidente ha sia Grecia che Polonia. I Greci sono stati letteralmente trascinati dentro la NATO e l’Unione Europea, e lì dovevano restare per sempre, per l’avidità dei banchieri.

La Russia è l’unica parte del mondo bizantino rimasta indipendente e fedele alle sue origini e alla sua fede. La Russia è il partner naturale per la Grecia e i suoi vicini balcanici. Oggi la Russia può aiutare la Grecia: acquistando i vini, i formaggi e le olive che il paese non riesce a vendere in occidente, inviando pellegrini ai suoi santuari, sotto la volta di quel cielo blu struggente che solo la Grecia ha; incoraggiando le sue industrie, dando ai suoi giovani un nuovo senso alla vita che vada oltre l’accoglienza turistica. E i Greci sono appassionato del mondo russo: la loro simpatia è reciproca.

Il partito Syriza e la sua controparte ANEL erano famosi (qualcuno potrebbe anche dire “famigerati”) per le loro simpatie filo-russe. Tuttavia, dal momento che sono stati eletti, hanno iniziato a giocare al gioco di Bruxelles contro Mosca, come un minuetto, per tenere legati a sé entrambi i due pretendenti. L’esperto di affari greci e avvocato londinese Alessandro Merkoulis ha elencato tutti i vari tentativi russi di aiutare la Grecia. Hanno offerto 5.000.000.000 di € per costruire un gasdotto in Grecia in modo da poter vendere il gas all’Europa. Miller di Gazprom andò ad Atene con tutti i documenti pronti, ma tornò indietro a mani vuote.

Tsipras aveva promesso di venire a Mosca per le celebrazioni del 9 maggio, ma all’ultimo momento non si è presentato; e durante il Forum di St. Petersburg ha dato il suo assenso alla proroga delle sanzioni alla Russia. Tutto questo ha minato la fiducia della Russia. “I Russi prima o poi si stuferanno di qualcuno che continua ad accompagnarli davanti alla porta della chiesa e poi…all’ultimo minuto fugge via” ha detto Merkoulis.

Sembra che si sia ripetuta la storia dell’Ucraina. Nel 2013 la Russia ha offerto enormi crediti all’Ucraina, poteva acquisire la sua produzione industriale, rinvigorire la sua industria e la sua agricoltura, ma l’allora presidente Yanukovich non ebbe il coraggio. E’ finito in esilio e il suo paese è andato in rovina: secondo esperti U.E. ci vorranno venti anni per riconquistare le posizioni che aveva nel 2013.

E’ improbabile che in Grecia scoppi una guerra civile: c’è stata nel 1945, ma le vecchie ferite potrebbero riaprirsi. Nella zona greca maggiormente filo-Russia che insorse nel 1945 – l’Isola di Creta – il 75% della popolazione ha votato contro l’U.E. nel recente referendum. Il governo Syriza cercherà di rinegoziare con FMI e UE, bluffando sulla possibile alternativa russa. Anche se ne trarrà qualche sollievo, l’economia non ha alcuna possibilità di tornare alla normalità.

Il problema non è la Grecia, ma l’Unione europea. Questo organismo ha un triplice scopo: 1) é un’ unione di banchieri contro le persone, (2) è una cintura con la quale gli Stati Uniti possono continuare a controllare e colonizzare l’Europa; e 3) è uno strumento di de-industrializzazione e de-formazione di questo continente super sviluppato. Nell’Unione Europea si riversano masse di mendicanti provenienti dalla Romania e rifugiati africani. Nell’Unione Europea, paesi un tempo industrializzati come Lettonia e Ungheria sono diventati spazzatura, la loro tecnologia spostata altrove. Nell’Unione Europea, i sistemi di assistenza sociale sono stati smantellati, mentre l’educazione sessuale dei bambini e la discriminazione tra i sessi continuano ad essere in alto mare. E’ per questo che nelle varie nazioni – dalla Svezia all’Italia, dall’Inghilterra alla Spagna – si parla di abbandonare l’Unione.

La Grecia starebbe molto meglio fuori dall’U.E. Tutti lo sarebbero. Purtroppo, dopo i risultati del referendum, è stato sollevato il mandato al Ministro delle Finanze Yanis Varoufakis, negoziatore testardo, figlio di un combattente del 1945, un uomo che avrebbe potuto potuto traghettare il suo paese verso la libertà. Alexis Tsipras cercherà di negoziare se stesso: lui ci sa fare, dicono i Greci.

C’è solo un problema, quello del coraggio e della sua mancanza. Sono troppi i dirigenti che esitano e aspettano invece di agire. Abbiamo accennato prima a Yanukovich, ma l’elenco è molto lungo, a cominciare da Allende, un uomo di pace ucciso in un colpo di stato; i leader che hanno cercato di contrastare il Grande Calamaro Vampiro – da Nasser a Putin – sono stati etichettati “nuovi Hitler”, ma in realtà erano personaggi molto capaci. Gli USA ci provano sempre: conquistano Panama, prendono Granada, attaccano l’Iran e l’Iraq. E’ questa audacia il segreto del loro successo.

E’ ancora troppo presto per disperare. Il referendum é stato comunque una vittoria e una vittoria può fare miracoli anche nei leader timorosi e insicuri. Sarebbe un gran peccato gettare ai porci (banchieri) la perla Greca.

Israel Shamir può essere contattato a: adam@israelshamir.net

Fonte: www.counterpunch.org

Link: http://www.counterpunch.org/2015/07/10/greece-pearls-before-swine/

10.07.2015

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SKONCERTATA63

Pubblicato da Davide

  • albsorio

    Le catene NATO EU FMI  non sono facili da rompere.

    Per me spolperanno fino all’osso il popolo, il Governo cederà i diritti estrattivi a qualche compagnia petrolifera occidentale, intanto Gazprom porta a termine in turkish Stream, che ora possiede al 100%… Arrivati in Turchia comincerà l’estrazione di idrocarburi nel mare Egeo rendendo inutile il gas russo… ovviamente al popolo due dita negli occhi e un calcio in culo… salvo ovviamente i pochi ladri (politici) firma facile.
  • oriundo2006

    Non ho la pretesa di essere esaustivo, ma ho una strana ideuzza che mi punzecchia mica male. Questa. La Grecia ottempera a tutto. Bene, cosa succede ? Aumento generale della disoccupazione per mancanza di fiducia e strascichi vari ex referendum. Le isole greche alla disperazione, senza più facilitazioni: costrette ad aumentare i prezzi diventano fuori mercato per il turismo. I grande armatori in fuga verso piu’ ospitali paradisi fiscali. Dissanguamento delle esauste finanze greche per mantenere un minimo di servizi sociali ( ospedali, medicine, servizi essenziali, ecc. ) e nel contempo effettuare il servizio del debito alle scadenze previste. Tempo sei mesi e siamo daccapo: e stavolta ha perso il governo greco, quale che sia, e insieme a lui la EU. Che si fa allora ? Si riammette il debito come collaterale presso la BCE ? Nuova pompata di euri a fondo perduto…Insomma, la Commissione europea ha preso un rischio mica male: se per qualsiasi ragione la Grecia non ce la fà NE E’ CORRESPONSABILE.

    P.S.: che tipo di giudizio puo’ venire fuori dagli investitori internazionali su tutta la vicenda ? Che l’euro non è una moneta ‘affidabile’: il che, in certi ambienti, puo’ voler dire tutto…
  • AlbertoConti

    "Il problema non è la Grecia, ma l’Unione europea. Questo organismo ha un
    triplice scopo: 1) é un unione di banchieri contro le persone, (2) è una cintura
    con la quale gli Stati Uniti possono continuare a controllare e colonizzare
    l’Europa; e 3) è uno strumento di de-industrializzazione e de-formazione di
    questo continente super sviluppato."

    Verissimo. Il punto 3) va completato
    con l’annotazione che la Germania fa eccezione, essendo superprivilegiata in
    questo gioco al massacro che è l’euro, a (brutta) immagine e (incompleta)
    somiglianza del dollaro. Ma alla lunga il punto 3) finirà per valere anche per
    la Germania (e satelliti complici del nord), viziata dal suo stesso smodato
    privilegio valutario.

    Tuttavia la pervicace riluttanza della Grecia ad
    uscire dalla tonnara, nonostante tutte le possibili evidenze del massacro
    ingiustificato, sta diventando un problema. La speranza dell’esempio greco sta
    diventando l’incubo del sud-europa, in quanto esempio di fallimento per
    l’insipienza e la codardia dei suoi attuali governanti, indegni della
    fiducia rappresentativa loro affidata col voto.

    Questo fa il paio con la
    gestione della crisi ucraina. Due errori tanto gravi fanno un piano diabolico
    che rischia di avere successo, tanto quanto l’avvento di Hitler. Siamo in
    allarme rosso, il che non è poi così strano vista la crisi strutturale
    dell’economia USA arrivata al capolinea dello sfruttamento altrui, ma ancora
    dominante nel mondo ed influente in Europa, sia pure con metodi sempre più
    illiberali e ricattatori, quando non esplicitamente criminali.

    Un
    dettaglio tra i tanti della criminologia bancaria, che è apolide di fatto e per
    legge autoreferenziale, è il trasferimento dei debiti greci insolvibili al
    settore pubblico dei Paesi più indifesi, quali il nostro (per colpa nostra).
    Solo questo fatto, compiuto dalle attuali istituzioni europee solo pochi anni
    fa, sarebbe sufficiente per incriminarle è metterle al bando da parte degli
    Stati che ne sono stati vittime, con conseguente inevitabile dissoluzione
    dell’attuale impianto comunitario.

  • IVANOE

    Che con Tipras andasse a finire così lo sapevo e motli di noi facevano finta di non saperlo, ma era evidente che era tutto pilotato dalle ultime elezioni greche alla farsa dei summit e degli ultimatum, l’unica nota imprevista eè stata la vittoria schiacciante dl NO che ha spiazzato tipras e il finto governo di sinistra greco…
    Tipras aveva calcolato ad un sostanziale equilibrio tra i SI e i NO e invece il popolo greco ha smentito tutti ed è tracimato….
    Adesso viene il bello perchè come ho sentito dire ida un greco in tv , eri sera prima dell’accordo capestro di stanotte, se Tispras prova a fare concessioni ai crucchi deve scappare in elicottero !!!
    E mi sà tanto che Tipras avrà qualche problema se torna in grecia….
    Era subito evidente anche per uno come me che con l’età riesce a fiutare le mosse o le pastette di questi scuri figuri che fanno politica, che il non aver avviato subito la dracma o anche la doppia valuta fin da subito da Tispras faceva intendere che razza di uomo era e che razza d itradimento avrebbe inferto al suo popolo.
    Perchè fosse stato tutto vero per il governo greco era quello do stampare la dracma… e allora si che avrebbe fatto un danno incalcolabile ai crucchi… ma le cose già le avevano scritte prima dell’avento si Tipras…
    Ma il popolo greco fa ancora in tempo fino a mercoledì per fermare la pastetta tra tipras e i crucchi…stampare subito la dracma !!!

  • GioCo

    Eccoci, a un altro giro di giostra, un altro giro di austerità improponibile. Da un lato del ring le elité che non hanno alcun bisogno ma pretendono, pretendono, pretendono e per un motivo certo e sicuro. Se non pretendessero, apparirebbero deboli e nella piscina dei pescecani dove si trovano (l’unica misura del contesto che gli rimane proponible) se sei grosso e debole, beh, ci metti poco a finire male. Niente può fare più paura che sparire velocemente nel nulla e gli esempi in quel mondo che ricordano continuamente che potresti essere il prossimo a sparire, non mancano di certo mai.
    I grandi vecchi, i pescecani che rimangono tali dalla nascita alla morte, appaiono per ciò quasi mitici, come Achille per la TroiKa … ops scusate, Troia antica.
    Solo scelti dagli dei e non può che essere così dati che è evidente che nessuno può resistere nell’oceano di pescecani, nessuno infatti resiste.
    C’è poi il plancon, quel cibo utile a fare crescere le balene, cioé le vacche oceaniche. Il popolo, la massa. Certo ongni tanto le balene tentano di competere con le orche o i le altre cose che nell’Oceano estendono i loro affamati tentacoli, ma tanto rimangono mangiaplancon e quindi non portano di loro interesse a fare guerra contro le creature del caos e dell’oscurità. Sono solo cibo e rimangono tali.
    Se un coso-plancon si lagna perché l’oceano diventa acido non è colpa del piscio del Kraken. No? Lui mangia balene. Finchè ce ne saranno.
    Ma ecco che il Kraken sogna di essere umano, anche se non lo è mai stato e non sa nemmeno cos’è un essere umano, come una cellula cancerosa sogna d’essere un corpo ma non sa cos’è un corpo ma sa che può crearne uno (il suo) e lo vuole ad ogni costo.
    E’ una forma di follia autogena, unilaterale e destinata all’ovvia disgrazia e miseria, ma come ogni cosa di un certo peso ed estensione, come certa utopica immaginazione, putroppo nel cadere in rovina porta con se molta altra disgrazia e miseria innocente.

  • FlavioBosio

    «Ma il popolo greco fa ancora in tempo fino a mercoledì per fermare la pastetta tra tipras e i crucchi…stampare subito la dracma !!!»


    Se il consiglio direttivo della BCE non innalza il tetto dei fondi di emergenza ELA per le banche greche di almeno 2 miliardi entro oggi è fatta, da domani bancomat vuoti e fine dei giochi.

    Ma io dico.. cosa gli costava stampare qualche centinaio di pallets di dracme e tenerle in un caveau pronte per un eventuale piano B, qualche tonnellata di carta filigranata ed un po’ d’inchiostro? 

    Chi li capisce è bravo.

  • IVANOE

    Bravissimo Flavio è quello che dico anch’io.
    Infatti se Tipras avesse voluto se fosse stato veramente un greco anzichè anche lui un burocrate della UE, probabilmente avrebbe già da un pezzo messo in circolazione la dracma e magari la doppia moneta, ma invece come sospettavo non è andata così…
    Comunque la grecia può ancora fare uno scatto di reni e chiamarsi fuori e lasciare con la bava in bocca la UE.
    Cacciare a calci al culo Tipras, rimettere Varoufakis e dare immediato avvio alla stampa della dracma, e fidati che dopo un quarto d’ora la merkel e tutti i suoi compari diventano agnellini… ma tispras lo sà e non lo ha fatto ha tradito il popolo greco…
    Varoufakis

  • IVANOE

    senza parole… se il polo greco c’è adesso reagisce di brutto !!

    Grecia, Varoufakis: «Io avevo un piano, ma Tsipras ha scelto le concessioni. L’Eurogruppo? E’ soggiogato dalla germania»
    Yanis Varoufakis aveva un piano per la Grecia per il dopo referendum. Ma
    non è stato appoggiato, anzi Alexis Tsipras ha deciso malgrado il ‘No’
    ulteriori concessioni e «ha accettato il fatto che qualsiasi fosse stata
    la posizione dei creditori, lui non li avrebbe sfidati».
    Lo afferma l’ex ministro delle Finanze greco a NewsStatesman.

    Varoufakis, nell’intervista a NewStateman, ripercorre i cinque
    mesi della sua battaglia per cercare di salvare la Grecia. L’ex ministro
    delle finanze greco afferma di non aver firmato la precedente offerta
    della Troika, che sembra generosa rispetto al nuovo salvataggio, perchè
    «impossibile, tossica, una di quelle proposte che si presenta quando non
    si vuole raggiungere un accordo». La Troika, a suo avviso, non ha mai
    trattato in modo «genuino»: il governo Tsipras è stato eletto per
    rinegoziare un programma di austerity che aveva chiaramente fallito, che
    negli ultimi cinque anni ha lasciato senza lavoro un terzo dei greci e
    creato la peggiore depressione in un paese avanzato dal 1930.

    Varoufakis ha presentato il suo piano per il dopo referendum alla
    vigilia del voto: convinto che la Grecia non potesse essere cacciata
    dall’area euro, Varoufakis – nel suo progetto – voleva rendere una
    Grexit possibile per far spuntare un accordo migliore ad Atene. E il
    referendum offriva al paese questa possibilità. Mentre la notte di
    domenica 5 luglio in migliaia erano a piazza Syntagma, sei membri del
    gabinetto Syriza erano impegnati in un voto chiave sul piano di
    Varoufakis, che non è passato, bocciato con quattro voti contro e due a
    favore.

    Varoufakis non è riuscito a convincere Tsipras, e il suo addio era a
    quel punto inevitabile. «Quella notte il governo ha deciso che la
    volontà della gente, il risonante ‘No’, non era quello che serviva per
    un approccio energico» come quello proposto da Varoufakis. Il no «si
    sarebbe dovuto tradurre in maggiori concessioni alla controparte, con il
    nostro primo ministro che accettava la premessa che qualsiasi cosa
    accadesse, qualsiasi cosa facessero, non avrebbe mai risposto sfidando» i
    creditori. «Essenzialmente questo significa smettere di negoziare».
    Duro attacco dell’ex ministro delle Finanze greco anche all’Eurogruppo: «E’
    totalmente soggiogato dalla Germania – dice nell’intervista – E’
    un’orchestra diretta dal ministro Schauble». «E l’Eurogruppo – prosegue –
    non è previsto da alcun trattato, ma ha il grande potere di determinare
    la vita degli europei, di decidere su questioni quasi di vita o di
    morte».

  • Simec

    Tsipras andrebbe fucilato alla schiena , traditore del suo popolo che ha venduto, perl l’ennesima volta il suo paese alla criminalità finanziaria dell’euro-nazxsmo.

  • FlavioBosio

    Diciamo che é un pelino più complicata di così, più che un Varu-Fake alla Grecia servirebbe un Jesús Huerta de Soto, non basta stampare pezzetti di carta filigranata per rimettere in carreggiata una nazione, se fosse così semplice potrebbe farlo un qualsiasi staterello del terzo mondo no?

    "La ricchezza delle nazioni" di Adam Smith andrebbe studiata a scuola, tanto per cominciare…
     
  • IVANOE

    Flavio,

    Ma certo e chi dice che e’ così semplice sl di la della mia ignoranza in tema finanziario ma siccome la Germania provoca va stignata come si dice a Roma, e cioe’ tigna per tigna io intanto ti stampo la dracma come moneta di scambio all’interno della Grecia… Come seconda valuta…
    Caro Flavio da provocazione si risponde con provocazione e vediamo chi ce la piu duro e guarda che la merkel così duro non ce l’ha ( al di la che forse e’ una donna…).
  • FlavioBosio

    Come dicevo, è parecchio più complesso, non è sufficiente introdurre una seconda valuta, bisogna anche conferirle un valore sennò sarebbe come usare le figurine dei calciatori, e di certo non basta stampare figurine con scritto vale 1/10/100 euro, ci sono leggi non scritte che funzionano indipendentemente dalla volontà di governi o singoli individui come la legge di Gresham ad esempio.

    Tutto è legato alle scelte dei singoli individui, se sei greco e vuoi della feta o dello yogourt non c’è problema ma se vuoi uno smartphone prodotto fuori dai confini nazionali sarà necessario cambiare quella valuta in dollari per importare lo smartphone, ergo la valuta in questione deve avere un valore e questo è dato da domanda/offerta della valuta stessa.
    Il ché ci riporta al punto di partenza, Merkel o non Merkel, o si assumono economisti seri che fanno ripartire il paese, quindi il lavoro produttivo o non se ne esce con le ricette proposte da Varu-Fake & Co.
    Se si vuole uscire da questo sistema demenzial-keynesiano che spinge il debito pubblico sempre più in alto prima che esploda bisogna assumere economisti della scuola austriaca e mandare a casa a calci nel culo tutti questi cialtroni.
     
  • Veron

    Forse Tsipras ha perso ma almeno si è battuto, ci ha provato, nonostante sia stato lasciato solo dai galoppini delle banche tra cui l’ex sindaco di Firenze. Il suo errore strategico è stato quello di essersi liberato di Varoufakis dopo il referendum.

    Mi sento di fare un solo appunto a questo articolo: lo scopo dell’unione europea (o meglio dell’eurozona) è creare un’area di sottosviluppo in cui la Germania possa scaricare (vendere) le sue eccedenze produttive. Parliamo di un surplus commerciale di circa 200 miliardi di euro all’anno (in aumento). La "crisi del debito" serve a sbaragliare i principali concorrenti della Germania, paesi che non possono svalutare la propria moneta e che non possono spendere in ricerca e infrastrutture per rendere più competitive le proprie imprese. Per questi comprimari della Germania, l’unica strada  è abbassare i prezzi dei prodotti tagliando i salari. E ci stiamo arrivando…