Home / ComeDonChisciotte / GRECIA: IN DIFESA DELLA DEMOCRAZIA
14959-thumb.jpg

GRECIA: IN DIFESA DELLA DEMOCRAZIA

DI JACQUES SAPIR

russeurope.hypotheses.org

La decisione di escludere la Grecia dalla riunione dell’Eurogruppo di sabato 27 giugno, subito definita «informale», rappresenta l’equivalente di un colpo di mano da parte del Presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem. È un fatto inaudito, che viola tanto lo spirito quanto le norme dei trattati dell’Unione Europea. L’assenza di reazioni da parte degli altri partecipanti alla riunione è altrettanto grave. Quel giorno è stato un giorno decisamente nero per la democrazia. Domenica 28 giugno, le pressioni sulla Grecia sono riprese. E i giorni a venire potrebbero rivelarsi i più oscuri per la democrazia, in Grecia come in Europa. È opportuno valutarne le conseguenze.

I fatti

La realtà dei fatti è che nel corso della riunione del 27 giugno Dijsselbloem ha chiesto al Ministro greco delle finanze, Yanis Varoufakis, di uscire dalla sala. L’Eurogruppo ha pubblicato un comunicato senza il consenso del Ministro greco, come si vede qui

Communiqué de l’Eurogroupe, publié au Journal Officiel de l’UE

A - Eurogroup Statement

Figura 1: Il comunicato dell’Eurogruppo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’UE

Questo comunicato riporta in nota la precisazione che il testo rappresenta la posizione di tutti i membri ad eccezione della parte greca. La posizione greca non è affatto verbalizzata come da prassi (ovvero come «posizione minoritaria»). È bene soffermarsi su questo aspetto.

  1. Se la riunione, come ha detto Dijsselbloem, era una riunione «informale», perché ne è scaturito un comunicato ufficiale?
  2. Se questa riunione non era informale, con quale diritto il Ministro greco ne è stato escluso, e con che diritto la sua posizione non è stata menzionata nel comunicato?
  3. L’Eurogruppo è un «gruppo informale» in seno alle istituzioni dell’Unione Europea. Ma agisce su delega del Consiglio Europeo, del quale riprende parte delle prerogative. Da questo punto di vista, segue le stesse regole – sia esplicite sia tacite – del Consiglio

La decisione di Dijsselbloem costituisce perciò un autentico abuso di potere, un atto che può esser giudicato illegale, sia davanti alla Corte di Giustizia sia davanti alla Corte Internazionale dell’Aia. È dunque inaudito che Dijsselbloem abbia preso tale decisione. Ma è altrettanto inaudito che gli altri Ministri presenti non abbiano battuto ciglio. Da questo punto di vista, la posizione di Michel Sapin, Ministro francese delle finanze, è assolutamente incomprensibile. Egli non può ad un tempo pretendere che “la Grecia fa ancora parte dell’Unione Economica e Monetaria” e assistere, come ha fatto sabato 27, ad una riunione dalla quale il Ministro greco è stato escluso. C’è una irrimediabile contraddizione. Ricordiamo che, qualora la decisione di Dijsselbloem fosse condannata in sede giudiziaria, tutti i Ministri presenti alla riunione potrebbero essere perseguiti per complicità in tale abuso di potere.

La posizione di Yanis Varoufakis

Sul suo blog[1] il Ministro delle finanze greco spiega con chiarezza i motivi per cui non ha accettato le proposte dell’Eurogruppo, e spiega altresì i motivi che lo portano a ritenere che tali proposte costituivano in realtà un ultimatum. Il testo della sua dichiarazione, che non è stato smentito dagli altri membri dell’Eurogruppo e che quindi può essere considerato autentico, è un ragionamento economico ben articolato. Gli argomenti avanzati da Varoufakis sono dei più seri, ed hanno ricevuto il sostegno di molti economisti di fama internazionale (quali Paul Krugman o Joseph Stiglitz).

Si possono contestare alcuni passaggi logici nel discorso di Varoufakis, ma in tal caso bisogna comunque mettersi al suo stesso piano. È quindi giocoforza constatare che non si può dire altrettanto delle sedicenti «proposte» dell’Eurogruppo. In realtà quest’ultimo non ha minimamente toccato la questione dello sviluppo economico della Grecia, ma esclusivamente la questione dei mezzi e delle procedure per continuare ad estorcere pagamenti che essa non può fare. L’Eurogruppo ha perseguito una logica politica e non una logica economica. Perciò la rottura fra Grecia ed Eurogruppo prende tutt’altra dimensione rispetto a quella di un conflitto fra debitore e creditori. In gioco c’era la sovranità del popolo greco. La rottura non si è consumata su questioni economiche, ma sulla constatazione che l’Unione Europea applica ormai l’equivalente della «dottrina Brežnev», la dottrina della sovranità limitata, formulata nell’agosto del 1968 all’epoca dell’intervento dei paesi del Patto di Varsavia in Cecoslovacchia.

È dunque il colmo che l’Unione Europea innalzi la bandiera della “difesa della democrazia”, per esempio in Ucraina (dimenticando opportunisticamente il ruolo delle milizie fasciste che aiutano il governo di Kiev), e allo stesso tempo schiacci nel modo più freddo e cinico quella stessa “democrazia” per quel che riguarda la Grecia. Questa è una lezione che dovremmo ricordare. Il 27 giugno 2015 potrà restare nella memoria di ciascuno come l’equivalente – per l’Unione Europea – dell’intervento sovietico in Cecoslovacchia, che contribuì notevolmente a far perdere credibilità al regime sovietico e che determinò, venti anni dopo, la sua caduta.

Il ruolo della BCE

In questo contesto la decisione della Banca Centrale Europea di mantenere invariati i prestiti di emergenza in liquidità che già forniva alla Grecia (il cosiddetto ELA) è stata il detonatore dei fatti verificatisi la sera di domenica 29 giugno. Di fronte all’imponente uscita di capitali fin dallo scorso mese di gennaio, le banche greche dipendono vitalmente dal programma di aiuti della BCE. Le fughe di capitali sono accelerate in questi ultimi giorni. L’annuncio del mantenimento dell’ELA, ma agli stessi livelli di prima, è equivalso a minacciare le banche di una penuria di liquidità a corto termine.

Déclaration de la BCE sur sa coopération avec la Grèce

A - BCE

Figura 2: Dichiarazione della BCE in merito alla sua cooperazione con la Grecia

Il governo greco è stato perciò costretto contro la sua volontà a mettere in atto un controllo dei capitali e a chiudere le banche per una settimana. È una decisione estremamente grave, e potrebbe rendere il referendum inutile se dovesse portare, di fatto, ad avviare una procedura di default con espulsione della Grecia fuori dalla zona Euro. Sembra che il governo greco sia rassegnato a questa logica, a dispetto delle dichiarazioni che ha reso sia sabato sia domenica.

Ma è anche una decisione che rivela la violenza delle pressioni esercitate sulla Grecia dai paesi creditori. Converrà ricordarselo al momento opportuno.

Jacques Sapir

Fonte: https://russeurope.hypotheses.org

Link: https://russeurope.hypotheses.org/4023

29.06.2016

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MARTINO LAURENTI

[1] http://yanisvaroufakis.eu/2015/06/28/as-it-happened-yanis-varoufakis-intervention-during-the-27th-june-2015-eurogroup-meeting/

Pubblicato da Davide

  • lopinot

    Solo se si è giovanissimi si può ignorare quanto le parole:"Libertà" e "Democrazia" siano piegabili agli interessi e all’ideologia di chi le pronuncia.
    Quello che è accaduto in Italia è sintomatico di questo quando torme di girotondini e finti arrabbiati del PD si esibivano conla bava alla bocca per difendere ora questa ora l’altra"Istituzione" messa in pericolo dal cattivone di turno e ora le stasse persone descrivono come il perigeo della democrazia le stesse brutture ma accettate perchè proposte dal governo amico, anzi amicone.
    Ma anche nel serpeggiare degli interessi e delle valutazioni di parte ci dovrebbe essere un minimo di dignità e rispetto della realtà, proprio quelle caratteristiche che mancano nell’analisi degli avvenimenti internazionali che stanno monopolizzando la cronaca attuale.
    Sostenere la penetrazione della NATO e dell’america in Ucraina rifiutandosi di vedere con chi e di chi si sta parlando è allucinante e al limite del grotteso, come è da cataclisma mentale seguire gente come Juncker e Merkel nel caos greco sposandone le tesi punitive e calviniste contro gli ubriaconi pescatori di spugne e parassiti mangia souvlaki a tradimento.
    L’articolo è concreto nel definire il clima da sputi in faccia di una trattativa di forti contro un debole, resta da definire come mai paesi come Irlanda, Spagna, Italia e Portogallo ad esempio possano definirsi forti e trattare in questo modo autolesionistico un paese che è in fin dei conti il loro specchio.
    Penoso ad ogni modo che paesi da operetta come Finlandia e Repubbliche Baltiche opossaano essere in pole position in trattative tanto delicate mentre l’italia paese fondatore dell’unione europea e dirimpettaia della Grecia stessa non abbia nulla da dire e non sappia dire altro che non impicciarsi degli affari greci, niente male per il apese che ha fatto fuoco e fiamme per eleggere miss Pecs.
    Ma forse l’agenda italiana e le istruzioni si fermano ai desiderata di Marchionne e di quattro frustrati che ancora si arrovellano nel combattere la cultura del sessantotto e al di fuori di reprimere studenti e docenti di sinistra non sanno dire altro su nulla.

  • yago

    Tanto di cappello. Sia l’articolo che il commento lasciano l’amaro in bocca.

  • Veron

    Facciamo ancora un po’ di fantapolitica, o meglio, di fantaeconomia.

    1) il governo Tsipras dichiara il default e nazionalizza la banca centrale greca, finora alle dipendenze della BCE.

    2) la nuova banca centrale greca emette NEODRAKMA per usi interni e sfrutta gli esigui depositi in valuta pregiata per gli acquisti all’estero.

    3) Tsipras lancia un vasto programma di industrializzazione con l’obiettivo di rendere la Grecia indipendente dalle importazioni. La neodrakma supersvalutata aiuterà la Grecia ad esportare verso i paesi dell’euro, assumendo la necessaria valuta pregiata.

    4) Tsipras aderisce all’Organizzazione di Shangai (SCO) e magari chiede di uscire dalla NATO.

    Se non intervengono embarghi, terrorismi e colpi di stato credo che la Grecia ce la può fare.

  • IVANOE

    … non il punto quattro..
    ma l’ultima frase che hai scritto è quella più probabile se Tsipras a le palle per resistere…ma già gli stanno calando…è volato a Bruxelles per vedere l’utlimissa offerta della UE e del FMI…
    Comunque vada Tsipras o non Tsipras se la UE è costretta a sbragarsi a quel punto non passerà tanto che anche portogallo, spagna e forse noi punteremo i piedi e ricatteremo noi la UE cioè si ribalteranno le parti…
    Dubito che la UE faccia concessioni ai greci è solo un modo per poter dire a tutto il mondo : noi ci abbiamo provato fino all’ultimo…e poi…
    si farà come dicono gli USA più con le cattive che con le buone…si sentirà un tintinnare di sciabole…. ma anche qui se useranno il colpo di stato e secondo me lo useranno…. andremo incontro ad un salto nel buio perchè nel cuore dell’europa si renderà definitivamente pubblico il regime autoritario-dittatoriale dei paesi forti contro quelli deboli…e la crisi ucraina e putin saranno il carico da 11 su possibili e fortissime instabilità militari in europa… ( scontri armati e ridefinizione dei due blocchi di potere occidentale ( germania, gran bretagna e usa ) e orientale cina e russia… FIne dell’euro come era stato preventivato fin dalla sua nascita….
    C’è però l’opione buona che sarà praticata dagli alleati ossia comprare il voto positivo al referendum da parte dei greci… in fondo sono bisognosi e basta aprire qualche fabbrica in più di coca cola e far assumere i sindacalisti i figli dei politici e della classe dirigente greca ( tipo gli 80 euro di renzi…) ed ecco che se vincessero i SI l’opzione militare in grecia sarebbe per il momento sospesa.
    Comnuque vada la UE non mollerà l’osso facilmente.

  • IVANOE

    Comunque vada Tsipras o non
    Tsipras se la UE è costretta a sbragarsi a quel punto non passerà tanto
    che anche portogallo, spagna e forse noi punteremo i piedi e
    ricatteremo noi la UE cioè si ribalteranno le parti…
    Dubito che la
    UE faccia concessioni ai greci è solo un modo per poter dire a tutto il
    mondo : noi ci abbiamo provato fino all’ultimo…e poi…
    si farà
    come dicono gli USA più con le cattive che con le buone…si sentirà un
    tintinnare di sciabole…. ma anche qui se useranno il colpo di stato e
    secondo me lo useranno…. andremo incontro ad un salto nel buio perchè
    nel cuore dell’europa si renderà definitivamente pubblico il regime
    autoritario-dittatoriale dei paesi forti contro quelli deboli…e la
    crisi ucraina e putin saranno il carico da 11 su possibili e fortissime
    instabilità militari in europa… ( scontri armati e ridefinizione dei
    due blocchi di potere occidentale ( germania, gran bretagna e usa ) e
    orientale cina e russia… FIne dell’euro come era stato preventivato
    fin dalla sua nascita….
    C’è però l’opione buona che sarà praticata
    dagli alleati ossia comprare il voto positivo al referendum da parte dei
    greci… in fondo sono bisognosi e basta aprire qualche fabbrica in più
    di coca cola e far assumere i sindacalisti i figli dei politici e della
    classe dirigente greca ( tipo gli 80 euro di renzi…) ed ecco che se
    vincessero i SI l’opzione militare in grecia sarebbe per il momento
    sospesa.
    Comnuque vada la UE non mollerà l’osso facilmente.

  • Simec

    E’ una semplice questione di SOVRANITA’, ovvero di democrazia.
    Solo liberandosi dalla camicia di forza dell’euro e tornando alla sovranità monetaria la Grecia (e tutti gli altri paesi UE) potrà liberarsi dal debito eterno e crearsi con la SUA banca centrale la SUA moneta.
     Non come noi pveri coglioni che compriamo la moneta dagli usurai legalizzati della bce.
    Norimberga per la troika. Questa gente, bankieri e bankari vanno processati e impiccati o condannati a pene detentive lunghissime.
    Comunque in Grecia il referendum sarà vinto dal popolo e sarà la fine dell’EURO nazismo della UE.

  • ilsanto

    Ma per piacere ha fatto benissimo a mandarli a fare in c..o, adesso la Merkel si sveglia e dice siamo nella m…a parliamone, siamo aperti a nuovi sviluppi, mi auguro che la Grecia risponda con un sonoro NO. Adesso junker dice votate si e vi facciamo ponti d’oro ma non facciamo ridere. Si scopre che il coltello è nelle mani della Grecia l’europa ,se la Grecia esce dall’euro, è  finita e molti dovranno trovare un altro lavoro . Ma già così è finita chi le crede più ? usciamone subito che è meglio.

  • Veron

    Ciao,

    in effetti il punto 4 è controverso. Se Tsipras decidesse di uscire dalla NATO lo farebbero fuori in pochi giorni. Se però aderisse alla SCO si aprirebbero nuovi scenari, e potrebbe farlo avendo le mani libere dall’euro.

  • yago

    La faccenda greca è già finita, voteranno si al referendum ,Tsipras verrà fatto fuori e l’Europa stravince alla grande. Il referendum è stata una mossa sbagliata, non si può pretendere che la gente valuti problematiche complesse e decida per il meglio. Serva di lezione al M5s. Grillo che va in Grecia domenica e lunedì, a voto praticamente concluso, non si capisce.

  • FlavioBosio

    "Non come noi pveri coglioni che compriamo la moneta dagli usurai legalizzati della bce."


    Ad un tasso dello zerovirgola?

    Buon referendum a tutto, spero vinca il NO, sai le risate poi..