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GRECIA. GLI ASSASSINII CONTRO ALBA DORATA E RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI

FONTE: COMEDONCHISCIOTTE.ORG

Il 23.10.2013. Il parlamento greco vota una modifica all’articolo 187 del CP che decreta la sospensione del finanziamento pubblico a partiti che abbiano le caratteristiche di un’organizzazione criminale. E’ chiaro che l’obbiettivo è Alba Dorata. Il fatto era stato quasi preannunciato dal ministro dell’ordine pubblico Nikos Dendias a seguito dell’assassinio dell’attivista di sinistra Pavlos Fyssas, da parte di un militante di AD.

Due le cose da osservare. La prima: non c’era alcun bisogno di modificare il 187 dato che quello già esistente bastava e avanzava visto il carattere delle attività di Alba Dorata che pendono in sede giudiziaria. La seconda: finalmente, si vota in parlamento! Perché durante quasi tutto il periodo dal Febbraio 2012 quando era stato votato il 2° Memorandum fino a oggi, la politica in Grecia praticamente procede in base a decreti legge previsti per casi eccezionali come la guerra o le catastrofi naturali, decisi dal consiglio dei ministri e firmati dal Presidente della Repubblica. Il fatto che entro 30 giorni queste leggi devono essere poi ratificate dal Parlamento, sembra sia un particolare irrilevante, dato che la ratifica non c’è stata mai e per nessun decreto. Naturalmente stiamo parlando di leggi che pesano come un macigno sulle spalle dei cittadini dato che mettono in forse la loro stessa esistenza fisica.

Sulla scia dell’entusiasmo perché “abbiamo ormai messo” quasi “fuori legge i fascisti”, insieme al 187 si vota anche un nuovo comma, il 187A. Questo comma prevede la penalizzazione di diverse attività che si estendono, a seconda dell’interpretazione datagli, anche ad azioni di disobbedienza civile, sindacale ma anche partitica. Si tratta cioè di un forte giro di vite restrittivo sulle libertà garantite ai cittadini dalla Costituzione. Infatti, una parte del maggior partito di opposizione, il SYRIZA, insorge dichiarando che “esiste il pericolo per un gruppo di persone che mette in atto una pacifica occupazione di protesta di essere caratterizzato come organizzazione terroristica”. Alla fine però prevale la logica di partito e la legge passa a grandissima maggioranza: Su 268 (dei 300) presenti, 235 votano sì e 34 votano “presente” (in pratica si astengono). Gli altri due partiti di opposizione si guardano bene dal votare “no” perché in un clima mediatico bene orchestrato hanno paura di essere bollati di filo-fascismo. Cercano solo di salvare la faccia con ammonimenti tipo “Non pensate che possiate usare queste leggi contro di noi”.

25-10-2013. Si vota ancora e questa volta la legge proposta sembra proprio un innocuo caso di ordinaria amministrazione. E proprio di amministrazione si tratta. Infatti si propone di aggiungere un comma all’esistente articolo 458, il 458A. L’articolo 458 del codice penale è un vecchio articolo di due righe che prevede le sanzioni per chi viola degli ordinamenti amministrativi stabilendo come multa minima le 20.000 dracme (cioè circa 58 euro). E che cosa si aggiunge con il 458A? Questo: “Chiunque violi intenzionalmente le misure sanzionatorie e restrittive decise dalla UE o dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU a carico di Stati, organizzazioni, persone fisiche e giuridiche, è punito fino a due anni. Le direttive del comma precedente vanno applicate anche quando gli atti previsti non sono colposi secondo le leggi del paese in cui sono stati attuati”.

Abbastanza vago e, a prima vista, potremmo dire anche legittimo. Non vorremmo andare contro le leggi internazionali quando si scomoda addirittura l’ONU! Allora perché sta volta insorge l’opposizione intera senza se e senza ma? La risposta la si avrà quando avremo prima risposto alla seguente domanda: cosa c’entrano il diritto, gli accordi e le leggi internazionali con i regolamenti interni di un paese relativi alla sua amministrazione? Se p. es. io, essendo una testa calda come dice uno, violo una restrizione imposta dall’ONU in materia, mettiamo, di sicurezza internazionale, si scomoderà Ban Ki-moon in base al regolamento… amministrativo del mio paese? No, di certo. Ma se io vado contro a misure di tipo nazionale, o economiche, o fiscali, o inerenti alla nuova definizione di proprietà privata che l’UE, cioè il nuovo super stato di Bruxelles, ha imposto, allora sì che ci vogliono delle leggi amministrative interne a questo super stato per mettermi a tacere. Ecco il significato dell’ultima frase del 458A.

E poi, in quale maniera esprimerò io questa mia contrarietà alle misure UE se non lottando pacificamente insieme ad altri con i quali condivido le stesse idee cosa che ho constatato dialogando con loro? Cioè parlando, esprimendo la mia opinione? Ecco dunque perché l’opposizione ha reagito ed ecco perché si parla di reato di opinione.

Mentre però durante la prima votazione in televisione non si parlava d’altro, dato che l’argomento era “noi democratici mettiamo i fascisti fuori legge e quindi anche voi dell’opposizione, se siete dei veri democratici dovete fare lo stesso, per cui votate” e dato che la cosa dava lustro ai veri fascisti che stanno massacrando il popolo greco, la seconda votazione è passata come un fatto non accaduto per chi ancora è abbastanza incretinito o schiavizzato al punto di aspettare di informarsi dai media privati che ormai sono gli unici che trasmettono a livello nazionale (la televisione pubblica, la ERT, l’hanno chiusa con l’ennesimo colpo di stato lo scorso Giugno e la si può guardare solo via internet).

Invece si parlava di una storia inventata a caso, una delle tante che si possono trovare facilmente in un clima sociale penoso. Si parlava di Maria, una piccola zingara, anzi, una rom come piace loro dire, come se queste persone fossero dei marziani scesi sulla terra. Chi è la madre, chi il padre, ma come è possibile che i suoi capelli siano biondi, sarà senz’altro stata rapita povera bambina e facciamo l’analisi DNA, che fa la polizia, e chiamiamo dei psicanalisti, etc etc. Per una settimana intera l’argomento chiave era questa bambina. Uno spettacolo delirante e penoso.

Finché è arrivata di nuovo l’ora della troika e delle nuove misure. E si cominciò per forza a parlare di una serie di queste “misure” che è impossibile elencare in questa sede. Basta dire p. es. che spariscono gli ospedali, chiudono scuole, anche le Università (in effetti vogliono far sparire l’istruzione superiore in questo paese), gli impiegati pubblici saranno dichiarati dall’UNESCO specie protetta, 1 greco su 3 è senza nessun tipo di assistenza, i “liberi professionisti” saranno massacrati dalle tasse cosi come anche gli agricoltori che saranno chiamati a pagare una specie di IMU sulla terra coltivata o usata come pascolo o anche non sfruttata e che ora che la Banca dell’Agricoltura che era pubblica è stata comprata dal suo maggior… debitore (Banco di Pireo) a quattro soldi, avranno gli stessi problemi di chiunque altro avesse stipulato un prestito con le banche. E dal 1-1-2014 si potrà pignorare la prima casa a chiunque perché sembra che in quel settore lì noi greci siamo rimasti un po’ dietro. Proprio oggi, 3/11/2013, in Grecia è stata inaugurata la domenica lavorativa per i piccoli commercianti. Ovviamente vogliono portarli alla bancarotta il più presto possibile. Gli economisti dicono che la Grecia ormai si trova in una fase deflazionistica il che significa che non riuscirà a sopravvivere nessun tipo di industria, neanche grande, nel paese. Chi c’è ancora si porterà tutto via lasciando dipendenti, previdenza e fisco a bocca asciutta. Tutto questo è il risultato della clausola coloniale (ρήτρα αποικίας) (http://archive.avgi.gr/ArticleActionshow.action?articleID=743204) del 2° Memorandum, un passo ulteriore rispetto alla rinuncia di esercizio di immunità a causa del diritto alla sovranità nazionale (http://www.epikaira.gr/epikairo.php?id=8850) dell’iniziale Contratto di Prestito firmato da questa banda che “governa” il paese e che non è mai stato ratificato dal parlamento.

Mentre questo penoso discorso sta per aprirsi un’altra volta e mentre i sindacati sono costretti per salvare la faccia a proclamare un giorno di sciopero generale per il 6 di Novembre, ecco che arriva la nuova “Maria”. Solo che questa volta ricorda molto di più la tragedia della Marfin Bank, durante la prima grande manifestazione contro le misure, nel Maggio 2010. Allora ne morirono in tre. Ora le vittime sono due giovani ragazzi.

Il sangue di queste vittime serve a oliare gli ingranaggi del rullo compressore che vuole svuotare la Grecia dagli indigeni perché quello che gli interessa è il terreno. Specie ai Tedeschi che si prendono anche la loro rivincita.

E cosi, ora, in televisione, nei giornali, nella rete si alzano delle voci di commentatori, giornalisti etc, tutti profondamente democratici, proprio oggi ne ho trovato uno dalla Grecia in questo sito, il noto Kouloglou (STRATEGIA DELLA TENSIONE ? DUBBI SULL’ATTACCO AD ALBA DORATA ), che chiedono “lo smantellamento del parastato e dell’altra organizzazione criminale che spera ora, con due testimoni come bandiera, di rientrare nel gioco. E i fatti di oggi hanno rilevato che la sua presenza è distruttiva per il Paese e la normalità politica.”

Dopo aver corretto il “testimoni” con “martiri” ho da chiedere una cosa a Kouloglou: E’ solo la presenza del parastato e di AD (naturalmente mi riferisco ai dirigenti, quel 0.3% di poco tempo fa) che è distruttiva per il Paese e la normalità politica? E poi a chi chiedi di smantellare? A quelli che li hanno creati e supportati? Chi sono costoro? Samaras e Venizelos? L’arco costituzionale e democratico? E poi ancora di quale Paese parli? E di quale normalità politica? Dove cavolo te la sogni la normalità con la gente che cerca nell’immondizia e che ha perso la dignità umana?

Il peggior nemico del popolo è la quinta colonna. Sono quelli che hanno le “credenziali” e che parlano nel suo nome. Per mettergli la forca al collo magari portandolo alla guerra civile. Ma non gli riuscirà e alla fine tutti passeranno dalla cassa. In modo democratico.

Un corrispondente volontario dalla Grecia

Fonte: www.comedonchisciotte.org
3.11.2013

Pubblicato da Davide

  • neutrino

    Incredibile situazione che probabilmente 100 anni fa avrebbe visto sparatorie sulla folla, come nel caso di Portella della Ginestra in Sicilia.
    Se esiste giustizia probabilmente il peccato di cui si stanno macchiando i Greci è quello di “ignavia televisiva” ovvero di accettare passivamente e pigramente ciò che viene trasmesso dagli organi di informazione ufficiali in cambio di un po’ di intrattenimento.
    L’Italia sembra avviata sulla stessa strada.

  • andyconti

    Ma l’ignavia televisiva non e’ una novita’ di questi tempi, anche quando la tv non c’era dominava l’ignavia del popolo bue.

  • Viator

    Chiacchere vuote e senza costrutto. Quanto è accaduto è comprensibile a tutti facilmente e senza dietrologie.

    Un movimento di rigenerazione nazionale deciso a combattere i manutengoli della dittatura europea. Questo movimento è di estrema destra, dato che quasi dappertutto la sinistra è complice (o nel caso migliore e più raro muta ed incerta) del cappio manovrato da Bruxelles. Il movimento si prodiga per la povera gente, dà voce alla sua esasperazione contro la Troika e contro l’immigrazione, e la gente in cambio lo ama e lo segue. Nonostante la violentissima ostilità dei media di regime diventa in poco tempo il terzo partito greco e continua a salire.

    Presto ci saranno le elezioni europee, il regime deve reagire. Sfrutta (ovvero crea) l’occasione dell’omicidio di un militante di estrema destra per decapitare la dirigenza del movimento – GUARDA CASO proprio in occasione della visita degli emissari della Troika ad Atene. I manutengoli devono mostrare ai loro padroni che difendono la pax europea et germanica. Poi pensa ad hoc, ed approva a tempo di record, una legge finalizzata a strangolare il movimento economicamente.

    La sinistra, mostrando quanto tiene ai principi del garantismo, approva la legge a tamburo battente – pur sapendo che domani potrebbe essere usata contro di lei. Perché allora lo fa? Perché la tanto sbandierata Siryza sta già integrandosi al regime e non ha alcuna intenzione di alzare il livello del confronto al punto di rottura. Non è ancora complice, ma è già ridotta al rango di spettatore in qualche caso anche compiacente.

    Il carcere e la repressione sono il destino che aspetta tutti gli oppositori autentici del sistema. I regimi plutocratici fanno bella mostra dei loro principi di libertà di opinione, ma sono pronti a metterseli in tasca e a passare alla repressione poliziesca del dissenso non appena il controllo centralizzato dei media non sia più sufficiente a tenere il gregge nel recinto. Prima si mette in prigione chi la pensa in modo diverso – si chiami Stormfront o Alba dorata – poi si tengono ‘libere’ elezioni.

  • amaryllide

    “Un movimento di rigenerazione nazionale deciso a combattere i manutengoli della dittatura europea”
    come i migranti e i comunisti. Ma andate a nascondervi, fascisti del menga!