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GRECIA E UCRAINA. IL BIVIO ESISTENZIALE PER L'EUROPA SECONDO IL FINANZIERE GEORGE SOROS

DI MARCO VALERIO LO PRETE

ilfoglio.it

Soros sceglie l’Opera di Parigi per un incontro a porte chiuse nel quale dire la sua sul Vecchio continente. Tra aperture inattese alla Merkel e rassegnazione su Atene

Sabato sera, al centro di Parigi, più precisamente al palazzo Garnier dell’Opera: è qui che il finanziere di origini ungheresi George Soros ha deciso di invitare una settantina tra economisti, filosofi e uomini d’affari di tutto il mondo per illustrare il suo punto di vista sul “futuro dell’Europa”. Incalzato dalla parlamentare progressista canadese, ed ex giornalista, Chrystia Freeland, Soros ha rivendicato il suo attaccamento all’idea di Europa come “incarnazione di una società aperta”.

Poi però ha precisato che quella che era nata come “un’associazione volontaria di paesi uguali fra loro” si è trasformata, per colpa della crisi economica, in “un’associazione involontaria di partner ineguali”. Essenzialmente perché gli stati membri della moneta unica sono apparsi d’un tratto “divisi in due classi: debitori e creditori, con i creditori al comando”.

E’ arrivato presto, dunque, il primo riferimento critico di Soros alla Germania e al suo ruolo egemone giocato in questi anni. D’altronde è noto che all’apice della crisi la cancelliera, Angela Merkel, si rifiutò di incontrare il noto finanziere perché si ritenne offesa da alcuni suoi giudizi su Berlino. Ieri sera però – un po’ a sorpresa – Soros non se l’è presa con la Merkel, anzi. Ha sì detto che la Grecia è una delle due “sfide esistenziali” che l’Europa si trova a confrontare, ma poi ha ammesso che la situazione di Atene appare oramai “poisoned”, cioè “avvelenata”, perché “entrambe le parti a questo punto sembrano decise a danneggiare l’interlocutore, anche se questo dovesse danneggiare loro stesse”. Essendo stata espressa dal fondatore e finanziatore dell’Institute for New Economic Thinking (Inet), pensatoio che fino a queste ore ha portato in palmo di mano gli esponenti del nuovo governo greco come paladini della lotta all’austerity fiscale, tale apparente equidistanza tra Atene e Berlino è più che significativa. Dopo le parole di Warren Buffett, l’altro finanziere americano che negli scorsi giorni ha definito non terribile l’idea di un’uscita della Grecia dall’euro, ecco un altro segnale importante che arriva in poco tempo dall’establishment americano. Chissà se Alexis Tsipras è in ascolto…

D’altronde per Soros adesso la battaglia campale è un’altra, cioè la seconda “sfida esistenziale” dell’Europa, quella che si svolge sul fronte ucraino. Il finanziere è presente nel paese, con le sue organizzazioni non governative, fin dal 1990, cioè ancor prima dell’indipendenza di Kiev dall’Unione sovietica. Oggi, parlando con i suoi collaboratori, non nega che nel nuovo governo di Kiev – quello nato lo scorso anno in aperta contrapposizione con Mosca – non ci sia praticamente esponente che non abbia avuto a che fare direttamente o indirettamente con la galassia della sua Open society foundation.

L’Ue, secondo Soros, deve sostenere “la nuova Ucraina”, quella della “società civile che vuole sbarazzarsi degli oligarchi e di una burocrazia non funzionante”, dice. Autodefinendosi “un filantropo politico”, ribadisce nella suggestiva cornice dell’Opera di Parigi di essere pronto a investire 1 miliardo di dollari sull’economia ucraina, se questo tornerà utile a tenere lontane le mire del presidente russo, Vladimir Putin. Per parlare di Mosca, Soros utilizza espressioni più che tranchant: “L’attuale regime putiniano è fondato su nazionalismo etnico e ideale della Sacra Russia. Un mix efficace, a che assomiglia molto a quello che puntellava il regime nazista”, ha detto ieri sera. Per poi concludere con un elogio (inatteso) della Merkel che, “forse per il suo background, per il fatto cioè di essere nata e cresciuta in Germania dell’Est, sulla crisi ucraina e nel confrontare la Russia si è mostrata un vero leader dell’Europa. E questo nonostante alcune sue concezioni sbagliate in ambito economico”, sostiene Soros. Che al momento sembra decisamente più interessato al futuro dell’Ucraina che all’esito della rutilante lotta di Atene contro l’austera Berlino.

Marco Valerio Lo Prete

Fonte: www.ilfoglio.it

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12.04.2015

Pubblicato da Davide

  • Neriana

    Toh, Soros che lecca il deretano inchiavabile : )

    Evidentemente gli USA e per USA intendo l’elite finanziaria di globalismo elettivo , devono ricucire con Frau Sauer-Merkel dopo le Nulandate , il Fuck the EU, le spiate, e tutte le cadute di stile del governo Obama Barak . Piu che altro Soros ha bisogno di recuperare i soldi investiti e fatti investire in Ukraina e le parole di Soros contro il Nazionalismo etnico, mi invitano a rivedere con occhi nuovi  il Nazionalismso tedesco romantico , che forse tanto male non era, visto che si era liberato di quella visione romano/giudaicocentrica che ha soffocato l’europa ecumenica negli ultimi millenni che ha sostituito il  dio che è tutte le cose, nel dio che ha fatto tutte le cose per chi poi se ne puo’ indebitamente appropriare contro l’interesse collettivo.
    Mi piace l’idea di Patria, come terra degli avi e come tale,   Santa Madre, o Sacra Russia…in contrapposizione ad un Ukraiana dove il Governo è in mano a cittadini americani che mai avevano vissuto in Ukriana.Per cui ben venga il nazionalismo etnico se, dall’altra parte c’è il neofascismo distruttivo , russofobo, e importato da filantropi come soros a suon di corruzione con soldi fatti mandano in rovina intere Nazioni, o almeno tutte quelle Nazioni dove Soros è ricercato con manddato di cattura internazionale…
  • mincuo
    « Non mi sorprendo di quello che è avvenuto. Fa parte di un processo mondiale. Dietro c’è sempre la grande finanza che non accetta la mediazione della politica, ancora di moda nella vecchia Europa. Ai grandi gruppi finanziari faceva gola l’economia di questo paese. Vedete come se la sono pappata e come se la stanno pappando? Guardate le banche. In questa logica i governi devono essere dati nelle mani dei consulenti dei grandi gruppi. » (*)

    Bettino Craxi. Nel 1989. Si riferiva non a Monti o Letta, ma a Romano Prodi, "fantoccio nelle mani di Soros". (George Soros alias:  György Schwartz "ungherese", che non è altro un impiegato di un altro originariamente invece "Tedesco").

    Così com Prodi che era un impiegato di Goldman Sachs, la quale è "Americana" ma sempre in realtà controllata dal "Tedesco" e da cui Prodi aveva ricevuto  1,4 milioni di sterline tra il 1990 e il 1993 attraverso una società di Bologna di nome: «Analisi e Studi Economici», di cui era titolare con la moglie.

    Morale: Craxi è il mostro nell’immaginario collettivo dell’ ebete tipo, (ma lo stesso ebete tipo non si domanda come mai non fosse mostro anche il N° 2 (o forse 1) del Partito, Giuliano Amato, lui "Italiano" fatto invece Presidente del Consiglio nel 1992 giusto dopo "Mani Pulite") dalla nostra magnifica Magistratura che Cirio- De Rica, Italtel-Siemens, Sme, Bertolli-De Rica, Alfa Romeo, Infostrada ecc… non si è mai accorta… Anzi un magistrato, Giuseppa Geremia se ne era accorta, almeno della Bertolli, ma gli hanno perquisito uffici, minacciato i genitori, l’hanno deferita al CSM e infine le hanno tolto l’incarico e l’hanno spedita in Sardegna ad occuparsi di furti di pecore. In compenso Corriere, Repubblica nonchè l’eroe Travaglio, che è attentissimo anche al culo di Ruby, non hanno visto e non hanno sentito niente.

  • vendicatorerosso

    è sempre confortante leggere i tuoi post, sempre fonte di riflessione e colmi di rara onestà intellettuale

  • adriano_53

    invitare una settantina tra economisti, filosofi e uomini d’affari di
    tutto il mondo per illustrare il suo punto di vista sul "futuro
    dell’Europa".
    I settanta economisti, filosofi(?) e uomini d’affari, che ascoltano, a porte chiuse, un senile speculatore: questa è la "società aperta" immaginata da Popper.

  • Oxymen

    Toh, Soros che lecca il deretano inchiavabile : )

    E a cosa pensi si riferisca quando sostiene la "società aperta"? Per lui tutto nella società deve essere aperto: dal supermercato (la domenica) al deretano, e non si è mai fatto scrupoli riguardo la inchiavabilità, dato che secondo lui non esiste. Lui ci fotte tutti comunque, col suo bel cetriolone finanziario.

  • makkia

    Se è per questo Napolitano fece un veemente discorso in Parlamento nel quale descriveva per filo e per segno i motivi per entrare in Europa era una follia.

    Dopodiché, Craxi rimane un ladro.
    Che la statura politica degli uomini pre mani pulite fosse altra da queli odierni non ci piove. Ma vale per tutti loro (e tutti gli odierni).
    E Craxi rimane ladro, come Andreotti rimane "co-presidente" emerito della mafia.
    E Amato fa a gara con Schettino per il concorso "persona meno gradita del decennio"

    Quanto alla Geremia non è l’unica lottarice, vengono in mente anche Forleo e De Magistris, ma ha fatto sicuramente una fine migliore della loro, visto che a differenza dei colleghi ha fatto carriera: non conta affatto le pecore ma è procuratore capo di Imperia.
    Che facciamo… la togliamo dall’elenco dei magistrati buoni?

  • cdcuser

    @makkia

    io capisco quello che vuoi dire, ma se ci rifletti bene é un chiamarsi di "ladroni" in un mondo di "ladroni" (intendo il "loro", con il piú ampio significato possibile) e lo sfruttamento e la manipolazione, da parte delle belle anime "intellettuali" (esempio che piú esempio non c’é, "La Repubblica" e tutti i venduti e leccaculo della stessa risma), dell’onestá di fondo della "gente comune" nel condizionarli(ci) e a renderli(ci) "complici" nel raggiungimento dei "loro" obiettivi ….
  • mincuo

    Rimane meno ladro degli altri, ma enormemente, infinitamente meno ladro di altri, che non sono ladri solo perchè Repubblica non ti ha detto di ripetere come un pappagallo che sono ladri, in primis  quelli che hanno scippato 600.000 miliardi di lire agli Italiani e xche tu hai applaudito, e di cui la Magistratura non si è mai accorta. E a cui si è provato a opporre Andreotti che è diventato mafioso, e ci hanno fatto pure il film col gobbetto, sempre per gli "utili idioti" di Leniniana memoria, che quelli ce ne sono sempre in grande abbondanza, come si vede dal commento.

  • Oxymen

    Non ti agitare, che a Bottino Craxi hanno intitolato alcune strade. Così anche gli "utili idioti" di Hitleriana memoria avranno le loro soddisfazioni.

    Quindi la disquisizione è tutta su quanto hanno rubato? Chi ruba meno merita molto? E’ questa la tua morale?

  • makkia

    Che non è lo stesso che darmi del cretino perché ho salutato il fatto che qualcuno di loro sia finito nelle peste.
    Il "caro" Andreotti, che qua sopra difendono, è quello che ha benedetto la separazione stato-bankitalia, OLTRE ad essere stato pappa&ciccia con la mafia. C’è bisogno di dire altro su chi ha PROGETTATO l’Italia nel baratro? I boiardi di stato Prodi, Amato, Ciampi, ecc hanno fatto il loro, ma erano i cavalli da tiro, o i purosangue, se preferisci, ma le redini non le tenevano di certo.

    E anche le "rivendicazioni" di autonomia dagli USA, di cui Bettino "sigonella" Craxi sarebbe il campione (e Andreotti altrettanto), erano solo gioco delle parti: all’epoca Italia e Israele erano deputati a recitare lo sbirro buono e quello cattivo. Due player strategici nel Mediterraneo, uno che dialogava con gli arabi e l’altro che li bombardava, con gli USA che, da dietro, ottenevano l’inalterabilità dello status quo e facevano i loro porci comodi in Africa e medio oriente.

    Quando c’era qualcuno che veramente curava gli interessi del proprio paese, tendeva a esplodergli l’aereo in volo…

    Però poi arriva la solita maestrina colla matita rossaeblu e il righello di legno a bacchettare che non abbiamo capito un c@##o e che chi bisogna veramente condannare sarebbero Di Pietro e Travaglio!?!?
    Mapperfavore!!