Home / ComeDonChisciotte / GRECIA: CANCELLARE IL DESIDERIO DI RESISTENZA
15191-thumb.jpg

GRECIA: CANCELLARE IL DESIDERIO DI RESISTENZA

DI JEAN CLAUDE PAYE

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Il braccio di ferro fra le istituzioni UE e la Grecia ha una portata che va oltre all’impoverimento programmato di questo paese. Riguarda il futuro dell’Unione Europea. Riguarda il livello di vita e delle libertà dei suoi popoli.

Nelle sue celebri conferenze, lo storico Henry Guillemin ci ricordava una frase pronunciata nel 1897 da Maurice Barrès, maître à penser della destra nazionalista francese: “la condizione prima per la pace sociale è che i poveri abbiano la percezione della loro impotenza”.

Questo paradigma spiega il risultato dei negoziati condotti da Alexis Tsipras. I cittadini greci sono stati chiamati dal loro premier a pronunciarsi, tramite referendum, contro le proposte dell’UE, che sono state rifiutate dal 61% dei votanti. In seguito Tsipras ha accettato un accordo ancor più sfavorevole per la popolazione greca. Non solo, sottomettendosi al diktat dell’UE ha dichiarato: “non credo a questo accordo. È un pessimo accordo per la Grecia e per l’Europa, ma ho dovuto firmarlo per evitare una catastrofe”[1].

Kamenos, presidente dei Greci Indipendenti, il partito nazionalista membro della coalizione di governo e ministro della difesa, ha detto anche lui che accettare l’accordo del 13 luglio è stata una “capitolazione” frutto di un “ricatto” e di un vero e proprio “colpo di Stato”. E ha aggiunto: “la Grecia capitola, ma non si arrende”, e ha chiesto ai deputati della maggioranza di votare a favore dell’accordo[2].

Bipensiero

Tsipras e Kamenos impiegano qui una procedura di bipensiero che consiste nel negare un enunciato nello stesso momento in cui è pronunciato, mantenendo però valido ciò che in precedenza si è voluto far intendere. I deputati e i cittadini ai quali erano indirizzati quei discorsi devono essere in grado di accettare le contraddizioni: l’autoproclamata resistenza e la totale capitolazione di un governo, senza notare la contraddizione. Le persone avranno perciò due visioni incompatibili e prive di qualsiasi legame.

Enunciare qualcosa e al contempo negarla produce una disintegrazione della coscienza. La negazione del contrasto fra due proposizioni impedisce ogni forma di rappresentazione mentale. Non è più possibile percepire e analizzare la realtà. Nell’incapacità di pensare lasciando le emozioni da parte, non si può far altro che subire la realtà: sottomettersi alla distruzione programmata del paese senza opporre resistenza.

Negare la contraddizione fra la resistenza e la capitolazione sopprime ogni potenziale conflitto, perché fa coesistere al mio interno due affermazioni opposte che si sovrappongono senza però influenzarsi. Gli psichiatri la definiscono scissione dell’Io. È un meccanismo che impedisce ogni giudizio e porta a considerare indifferenti gli aspetti della realtà. La decostruzione della capacità di creare simboli impedisce la formazione di una memoria e si oppone alla costruzione di una nostra identità. Trasformandoci in monadi, questo discorso ha un effetto pietrificante di fronte all’onnipotenza delle istituzioni europee e ci rinchiude nella psicosi: non c’è nessun’altra politica possibile.

George Orwell aveva già descritto in 1984 il meccanismo del bipensiero, che consiste nel “ritenere contemporaneamente valide due opinioni che si annullano a vicenda, sapendole contradditorie tra di loro e tuttavia credendo in entrambe”[3]. Aveva già identificato questi “principi dell’asservimento” che spogliano l’individuo di ogni capacità di resistenza, che hanno la funzione di cancellare nel soggetto “ogni ricordo che esista un possibile desiderio di resistenza”[4]. La politica che si sforza di cancellare “perfino il desiderio di resistenza” può essere illustrata con il commissariamento del Parlamento Greco da parte del procuratore generale della Corte Suprema per chiedere all’assemblea di esaminare due denunce presentate contro l’ex ministro delle finanze Yanis Varoufakis, accusato di aver elaborato un piano – non realizzato – per creare una moneta parallela all’euro. Come scrive il Courrier International: “le sue intime valutazioni potrebbero aver conseguenze di rilievo per l’ex ministro delle finanze greche”[5]. Pensare di resistere potrebbe diventare un delitto.

Rafforzamento dell’alleanza con Israele

Il procedimento del bipensiero non si limita alla politica economica e finanziaria del governo, ma comprende anche la sua politica estera. Il rabbino Mordechain Frizis, ex rabbino capo di Salonicco, si era preoccupato per la vittoria elettorale di Syriza. Aveva detto che Syriza “è un partito antisionista contrario ad Israele”[6]. Questo supposto antisionismo del governo greco si è recentemente tradotto nella firma di un accordo militare privilegiato con Israele. È un accordo simile a quello che c’è fra Israele e gli Stati Uniti. Non ha eguali. Garantisce immunità legale a qualsiasi membro del personale militare nel corso di un’operazione nel territorio dell’altro stato[7]. Stabilisce che la marina israeliana potrà d’ora in avanti intervenire nelle acque cipriote e nel mediterraneo orientale per neutralizzare qualsiasi attacco islamista contro gli interessi greci e dello stato ebraico. Le unità d’élite di Tsahal potranno altresì, “in caso di necessità, esser dispiegate sulle piattaforme gasifere di Cipro o installarsi presso le basi militari greche”[8].

L’accordo militare è stato firmato a nome del governo greco da Panagiotis Kamenos, ministro della difesa e membro dei Greci Indipendenti (Anel), il partito nazionalista che fa parte della maggioranza di governo. L’accordo però non poteva esistere senza l’assenso di Syriza. Questa scelta fu confermata il 6 luglio 2015 con il viaggio a Gerusalemme di Nikos Kotzias, ministro degli esteri nominato da Syriza per i negoziati con il Premier israeliano Benjamin Netanyahu, allo scopo di “rafforzare i legami bilaterali fra i due paesi”[9].

Perciò il discorso di Syriza, che si presentava come il frutto di una volontà popolare decisa a rompere con “l’imperialismo”, è accompagnato da una politica di rafforzato integramento nella struttura imperiale. L’azione del governo deve dimenticare il programma del partito e quest’ultimo deve astrarre qualsiasi azione concreta. Come l’epoché husserliana, il governo greco mette il mondo materiale fra parentesi e lo sospende per lasciare spazio all’intenzionalità[10]. Lo sguardo non deve più esser rivolto all’esterno, verso gli oggetti, ma deve esser rivolto esclusivamente all’interno. Quel che conta è solo l’intenzione di Tsipras. Il suo anti-imperialismo esiste nei suoi proclami e può svilupparsi insieme ad un rafforzamento dell’integrazione nella NATO, insieme a una politica che è il suo esatto contrario. Siamo al di là del linguaggio, il discorso e la realtà coesistono in maniera indipendente, il primo come semplice litania, cioè come puro uso della lingua, il secondo ridotto all’innominabile, al reale che non può essere pensato e che dunque non si può confrontare. La parola diventa realtà e le due cose si confondono. E così non c’è più scarto con la parola del potere.

La primazia dell’immagine

La capitolazione non rimette in discussione l’immagine del primo ministro: “non mi si può rimproverare il fatto di non essermi battuto. Ho dato battaglia fin dove nessun’altro lo ha fatto”[11]. In questo modo esce da una politica di scontro per assumere il ruolo della vittima. L’iconografia prodotta dall’ideologia vittimista ha due facce: talvolta quella dell’eroe che si è battuto più di ogni altro, tal altra quella della vittima. Così la madre di Alexis, la settantatreenne Aristi Tsipras, racconta al settimanale popolare «Parapolitika»: “ultimamente Alexis non mangia più, non dorme più, ma non ha scelta, ha un debito verso il popolo che gli ha dato fiducia”[12]. La moglie aggiunge: “ormai lo vedo raramente. Va dall’aeroporto al Parlamento. Non ha il tempo per vedere i suoi figli, come potrebbe averlo per vedere me?”. Tutto si riduce alla sofferenza dell’«anima bella», quella di un uomo politico fedele ma ferito.

La posta in gioco del conflitto è spostata dall’opposizione oggettiva fra forze sociali al conflitto interiore del primo ministro, ai suoi stati d’animo. La gente è espropriata della materialità della propria resistenza a beneficio e tutela dell’immagine di Tsipras. La questione dell’immagine è sempre stata centrale per il governo greco: il fatto di cambiare il nome dei propri interlocutori, che da “Troika” sono diventati “le istituzioni”, è stato presentato alla popolazione greca come una vittoria.

Ora, il governo greco si è completamente piegato alle esigenze dei creditori e ha accettato tutte le loro nuove richieste. I desiderata della “Troika” peraltro non sono affatto terminati. L’ulteriore arretramento economico del paese permette alle “istituzioni” di esigere ulteriori privatizzazioni. Che in virtù dell’urgenza non potranno che essere in svendita. Il governo non potrà far altro che passare dalla capitolazione alla collaborazione nello spolpamento del paese.

L’austerità come unica politica possibile

In cinque anni la politica dell’austerità imposta al paese ha già fatto abbassare il PIL dal 30% al 25%, e per conseguenza il livello di vita della grande maggioranza della popolazione, dato che i redditi più alti non sono stati toccati dalle misure. Il piano imposto alla Grecia non può che accentuare questa tendenza: crescita dell’austerità e aumento relativo del debito. La Grecia non potrà far fronte agli impegni presi, e questo vuol dire che sarà necessario un nuovo intervento esterno. L’uscita della Grecia dalla zona euro potrà esser solo ritardata. Nel frattempo la Grecia perde l’essenziale di quel che le restava di sovranità nazionale, perché deve adeguarsi a meccanismi di tagli automatici della sua spesa pubblica e sottomettere le proprie riforme al beneplacito delle istituzioni europee. Dov’è quindi la «catastrofe»? Nel nuovo e programmato indebolimento del paese o nell’uscita dall’euro che permetta il default sul debito e una possibilità di rilanciare l’attività economica?

Diffondere il sentimento di impotenza in tutta l’UE

L’attacco contro il desiderio di resistenza delle popolazioni è rivolto alla Grecia, ma anche all’insieme dell’Unione Europea. Tsipras ha voluto credere che quello che lui considerava un tabù – il «grexit», che rappresentava un pericolo per la zona euro – lo fosse anche per i suoi interlocutori. Ora, per i dirigenti dell’UE e principalmente per la Germania, la costruzione europea è destinata a sparire nel futuro grande mercato transatlantico. Il comportamento della Germania, nella lotta contro l’evasione fiscale come nel suo continuo tergiversare di fronte agli attacchi contro l’euro, ha favorito le operazioni degli hedge funds statunitensi. Questa volontà di mettere in difficoltà la zona euro è confermata dal reiterato rifiuto di ciò che è inevitabile: la ristrutturazione del debito greco[13]. Questo rifiuto ha per effetto la creazione di una permanente instabilità nella maggior parte dei paesi membri dell’euro, messi sotto la minaccia dei mercati finanziari. È un comportamento coerente con il particolare impegno della Germania nella creazione di un’unione economica con gli Stati Uniti.

Il piano del ministro dell’economia Wolfgang Schäuble non riguardava prioritariamente la Grecia, ma attraverso di essa aveva come obiettivo quei paesi il cui deficit di bilancio è notevole, come l’Italia e la Francia, per trasferire alle istituzioni europee – cioè alla Germania – quel che resta delle loro prerogative budgetarie[14]. Se l’estinzione della zona euro in un’unione transatlantica fa parte dei piani delle istituzioni europee, questo smantellamento deve essere effettuato secondo un certo ordine: quello dell’austerità, quello della Germania, della potenza europea dominante, ai piedi della quale gli Stati Uniti hanno messo l’UE e con l’aiuto della quale la stanno smantellando. Le popolazioni impoverite dell’Unione Europea non serviranno più da sbocco privilegiato delle esportazioni tedesche, che verranno perciò destinate agli USA. In effetti, la dissoluzione dell’Unione Europea in questa zona politica ed economica non può aver luogo che a prezzo di un deciso arretramento del livello di vita e di libertà in Europa. Gli europei dovranno dare il loro assenso allo smantellamento dei loro diritti acquisiti. L’esperienza greca, che porta a creare un sentimento di impotenza di fronte a queste politiche devastanti, mostra perciò l’ampiezza della posta in gioco.

Jean-Claude Paye

29.08.2015

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MARTINO LAURENTI

NOTE

[1] Angélique Kourinis, “Une large majorité des Grecs maintiennent leur confiance en Tsipras”, LaLibre.be, le 15 juillet 2015, http://m.lalibre.be/economie/actualite/une-large-majorite-des-grecs-maintiennent-leur-confiance-en-tsipras-55a6b9993570b54652b916a6

[2] Eric Toussaint, “Grèce, les conséquences de la capitulation”, CDATM, le 21 juillet 2015, http://cadtm.org/Grece-les-consequences-de-la

[3] George Orwell:1984 – Première Partie – Chapitre III, Gallimard Folio 1980, p. 55, Librairal.org, http://www.librairal.org/wiki/George_Orwell:1984_-_Premi%C3%A8re_Partie_-_Chapitre_III

[4] Christine Ragoucy, « Le Panoptique et 1984 : confrontation de deux figures d’asservissement », Psychanalyse 2010/2 (n° 18), Erès, p. 85.

[5] “Grèce. Plan secret d’un “Grexit” : Varoufakis finira-t-il au tribunal ?”, Courrier International, le 30 juillet 2015, http://www.courrierinternational.com/article/grece-plan-secret-dun-grexit-varoufakis-finira-t-il-au-tribunal

[6] “Syriza : les juifs grecs craignent pour leur avenir”, tribunejuive.info,le 19 janvier 2015, http://www.tribunejuive.info/international/syriza-les-juifs-grecs-craignent-pour-leur-avenir

[7] Il 19 luglio 2015 Israpresse presentava così l’accordo: «Il capo del sistema di difesa israeliano e il ministro greco della Difesa nazionale hanno raggiunto un accordo sullo statuto delle forze (Status of forces agreement ou SOFA), cioè una mutua intesa giuridica che permette alle forze armate di Israele di stazionare in Grecia e viceversa. Si tratta del primo SOFA che Israele abbia mai concluso con un paese diverso dagli Stati Uniti.»

[8]Ali Abunimah, “Grèce-Israël. Un type d’accord militaire sans précédent“, voir note 1 de la rédaction, Alencontre ,le 9 juillet 2015. http://alencontre.org/europe/grece/grece-israel-un-type-daccord-militaire-sans-precedent.html

[9]Ali Abunimah, “Grèce-Israël. Un type d’accord militaire sans précédent“, Alencontre,le 9 juillet 2015. http://alencontre.org/europe/grece/grece-israel-un-type-daccord-militaire-sans-precedent.html

[10] Cfr. Nathalie Depraz, introduction à La crise de l’humanité européenne et la philosophie de Edmund Husserl, PhiloSophie 2008, www.ac-grenoble.fr/PhiloSophie/file/husserl_depraz.pdf

[11] Angélique Kourinis, Op. Cit.

[12]” Tsipras “ne mange plus, ne dort plus”, s’inquiète sa mère”, LaLibre.be avec AFP,le 18 juillet 2015, http://www.lalibre.be/actu/international/tsipras-ne-mange-plus-ne-dort-plus-s-inquiete-sa-mere-55aa3dbe35708aa4370a70ba

[13] Jean-Claude Paye, « La crise de l’Euro bégaie », Réseau Voltaire, le 29 décembre 2010, http://www.voltairenet.org/article167903.html

[14] Jacques Sapir, « Varoufakis et le plan B, RussEurope, le 3 août 2015, http://russeurope.hypotheses.org/4177

Pubblicato da Davide

  • Gil_Grissom

    Articolo davvero interessante che conferma la nascita di un quarto Reich destinato a sottomettere completamente l’Europa con la complicita’ criminale degli Stati Uniti: anche il terzo sembrava millenario e duro’ invece solo 12 anni, non ci resta che sperare in una nuova Norimberga dove gente come Schauble penzoli da un cappio ma la vedo dura. I due grandi imperi del male stavolta sono alleati e non l’un contro l’altro armati.

  • natascia

    Elites bancarie statunitensi e inglesi finanziarono inizialmente l’ascesa del regime tedesco.  Prescot Bush ed Henry Ford come esempi. Credo che questa analisi sia condivisibile, ma scostata  dalla realtà.  Oserei dire influenzante a sua volta. Il referendum ha dato dimostrazione della lucidità  del popolo  greco,  il suo attuale leader sara’ cambiato: forse Varufakis?  Il leader può cambiare quello che sembra deciso e irreversibile promuovendo e assecondando la volontà del popolo . Gli unici veri problemi derivano dalle pressioni cui  sono sottoposti. Nei momenti di crisi, e Hitler ne e’ la dimostrazione, il non avere famiglia, permette di agire con meno scrupoli e con la spregiudicatezza che in questi momenti risulta necessaria e vitale. 

  • Simec

    perchè la storia non è (mai) finita, alla faccia di quell’idiota di Fukuyama.
    e quel giorno bruceremo questi parlamenti infami e impiccheremo politicanti, bankieri e giornalisti servi ai lampioni delle strade. e con le loro budella.
    e quello storpio bastardo di ministro tedesco deforme sarà il primo ad essere impiccato.
    RIVOLUZIONE.
    E NORIMBERGA per questa UE caina, bastarda e infame che ci sta ammazzando con le sue leggi caine bastarde e infami.
    Dobbiamo solo farla finita con la paura.
    i nuovi nazisti della UE che ci ammazzano coi trattati e coi tassi non sono diversi dai vecchi nazisti che ci ammazzavano coi fucili , col gas e con l’organizzazione.
    Dobbiamo cagare sulla bandiera europea.
    Dobbiamo vomitare sui trattati UE.
    Dobbiamo sputare sulla Troika.
    Dobbiamo boicottare e combattere queste istituzioni criminali (stato, banke, UE)
    Ma….dobbiamo capire che il primo nemico di noi stessi siamo noi.
    Dobbiamo prendere coscienza e liberarci di quel piccolo "sbirro-custode" che le istituzioni totali ci hanno inculcato sin dall’infanzia, ovvero che bisogna obbedire, comprare, morire, per questa organizzazione sociale infame, criminale, razzista, guerafondaia.
    Dobbiamo non avere paura della libertà.
    Dobbiamo andare allo spechio per trovare il solo vero colpevole di questa situazione.
    Eppoi dobbiamo dire BASTA e rifiutare questo stato criminogeno.
    Dobbiamo mandare l’EURO a farsi fottere, la moneta sarà emessa dalla società.
    Lo stato unitario nato dalla pace di Westfalia è morto e sepolto.
    Questa italia di merda mostruosa e infame deve essere abbattuta, con la sua equitalia infame e i suoi polititcanti corrotti e ladri e il suo capitalismo d’accatto.
    Creeremo una società un minimo umana, ripartendo dalle regioni o magari dalle città o forse dai quartieri.
    E reinventeremo la democrazia, la vera democrazia, antitetica al totalitarismo di oggi.
    Oppure ci lasceremo ammazzare da questi burocrati bastardi e infami, al cui confronto nazisti e stalinisti paiono ingenui idealisti.
    Finchè non capiremo che il nemico dei popoli non è l’Isis bensì la Troika, bensì le nostre banke usuraie, bensì i nostri giornalisti bugiardi, i nostri politicanti mafiosi.  Finchè non capiremo che i veri criminali non sono in terre lontane, bensì qui da noi e a capo delle nostre società.  finchè non capiremo che con loro non dovremo avere più alcun tipo di rapporto, se non la lotta, ebbene, sino a che non capiremo questo e non faremo seguire alle parole i fatti,  ebbene, sino a quel momento resteremo quegli schiavi che siamo.
    PS 
    UE di merda: CHE TU POSSA BRUCIARE ALL’INFERNO, tu, i tuoi parlamenti, le tue lobby, le tue banke, i tuoi media bugiardi e infami!

  • cardisem

    È davvero bravo… Ho già letto suoi libri ed articoli… Non mi stupisce che sia stato attenzionato dal Mossad…

  • giannis

    Finche’ gli italiani hanno da vivere non succede niente

  • cardisem

    Non si riflettere mai abbastanza sulle tecniche di controllo e repressione sociale… Paye lo sa fare e se qualcuno pensa qui di sfotterlo, non fa altro che rendere più evidente il suo ruolo effettivo… Ma Paye non ha bisogno di essere da me difeso: chi è in grado di comprenderlo, lo sa anche apprezzare…

  • Truman

    una frase pronunciata nel 1897 da Maurice Barrès, maître à penser della destra nazionalista francese: “la condizione prima per la pace sociale è che i poveri abbiano la percezione della loro impotenza”.

    Mi piace come questa frase può essere rigirata:
    "La condizione prima per la pace sociale è che i potenti abbiano percezione della loro vulnerabilità".

  • Gil_Grissom

    La Grecia e’ stata tradita, come molti altri paesi, dai marxisti: non credo si fidino piu’ di Varoufakis, temo un’impennata dei neonazi.

  • Veron

    gran bell’articolo

  • cardisem

    Si è un “gran bell’articolo” e non faccio commenti ai commenti per non innestare polemiche e cadere in trappole previste e programmate da chi ha infiltrato questo Forum: il Demonio esiste ed è sempre in mezzo a noi…

    L’articolo è “bello” ed efficace perché aiuta a riflettere e genera altri pensieri…

    La mente mi corre ora alla Flotilla che aveva ormeggiato nei porti greci… Chi segue le costanti spedizioni di imbarcazioni che tentano di forzare il blocco di Gaza – prigione a cielo aperto in nulla inferiori ai Lager nazisti – e il sistematico fallimento (almeno per quanto riguarda l’approdo finale), ricorderà cosa successe nei porti greci… (e se non lo ricorda se lo può andare a cercare).

    Quell’esito lo si può collegare all’accordo “strategico” firmato oggi fra Grecia e Israele…
    A questi “esiti” non si giunge senza un processo interno di corruzione e infiltrazione…
    Solo in Grecia?
    Noooo!
    La Grecia è il nostro “futuro” prossimo… Quel “futuro comune” di cui Renzi è andato a parlare in Israele con Netanayo, ora a braccetto per le vie di Firenze…

    Il nostro parlamento da decenni, forse da un più di un secolo, è “infiltrato”…
    Il “complottismo” pare sia una teoria elaborata dalla CIA (o affini e similia) per svalutare quei pensatori (come Paye, ad esempio) che si avvicina alla realtà sulla base della loro sola capacità analitica… Li si svaluta facendoli apparire come visionari o “neo” qualcosa, dopo aver demonizzato e assolutizzato quel qualcosa, iniettandolo nella cosiddetta "opinione pubblica” poi attraverso la “persuasione occulta” dei media e di appositi agenti, tutti a libro paga…

    L’Italia è esente da questo radicale, sistematico, bipartisan processo di infiltrazione e corruzione?

    Negli USA operano alla luce del sole associazione come l’AIPAC, che a me fa accaponare la pelle solo a pensarci… E non è l’unica… Atzmon dice di credere all’esistenza dei sayanim, e dice pure che nessun servizio segreto del mondo ha così numerosi agenti di supporto dislocati in ogni paese… Parole sue che si possono trovare nel suo libro tradotto anche in italiano. Pappe scrive in un suo ultimo libro di studenti delle università ebraico israeliane reclutati per operare nella rete… Possiamo benissimo ipotizzare che se ne trovino in un Forum aperto e libero come questo di CDC… Con un poco di attenzione non è difficile riconoscerli… qui e altrove…

    Nel parlamento italiano basta fare un nome, uno solo, che però non è il solo: ci ritroviamo la signora Nirenstein come ambasciatore di Israele in Italia dopo averla pagata come parlamentare della repubblica italiana… vitalizio incluso…

    È "complottismo" fare tutte le associazioni di idee che vengono spontanee e che lascio alla fantasia di chi legge con tutti i tempi, i modi e le consecutio temporum che a sua discrezione vuol metterci?…

    Sto seguendo come tutti il dibattito sui “migranti”, ma vedo che non ci si allontana dai barconi… Non si guarda più lontano e non ci si interroga sulle cause…

    Se mi capita di incontrare Salvini e di potergli parlare (mi ha già ascoltato con attenzione e rispetto), gli dirò che sbaglia analisi quando dice “terrorismo islamico”… L’Islam non c’entra nulla, anche lui è caduta nella trappola creata dai servizi e dai loro media… Gli dirò che il “terrorismo” ha altro nome e aggettivazione: USA e Israele, che si può anche scrivere Usrael…

    Ma se in Italia, almeno la girandola di politici e giornalisti che si vedono nei talk show, sono ancora “ritardati” o fanno finta di esserlo, per non vedere e non sapere e non far sapere, altrove, in Ungheria, i politici incominciano a porre domande inquietanti:

    Chi ha bombardato la Libia e la Siria?
    Devo fare i nomi…
    Li faccio a beneficio dei più sprovveduti: Usrael…

    E dunque?

    Il sistema sovrastrutturale dei media, dell’informazione, incluso il trollismo a pagamento e al servizio di Usrael, continua al suo solito e così farà sempre…

    La gente che lavora, soffre, stenta a vivere non fa analisi, non partecipa a dibattiti, incluso il nostro… ma… implode, quando non ne può più…

    Un segnale è l’accusa, imbarazzante perché difficile da silenziare e da tacciare di “neo”, della signora siciliana che getta a Renzi sul capo il sangue dei suoi genitori trucidati…

    Qui mi fermo, per mia ragioni, ma la riflessione innescata in me da Paye non è affatto finita… Non rileggo il testo, non mi curo dei verbi, mi piace scrivere così, sono immune a insulti mossadiani e vi saluto… Non so in quanti leggono ciò che scrivo, ma rilancio la proposta di uno Statuto della discussione, per creare una sorta di gruppo di ricerca al riparo da infiltrati e provocatori… L’intento è “scientifico”…

  • lopinot

    La Grecia in tutta evidenza è sempre stata una casella postale in cui indirizzare i "messaggi" ai vari popoli e governi europei.
    L’esiguità dell’enerme debito greco che è stato ingigantito e enfatizzato manco fosse quello americano era chiaramnete un’indicazione a tutti i popoli che neppure un soldo sarebbe stato nè condonato nè procrastinato, che si giocava duro, che i padroni del denaro non erano disponibili a nessun compromesso anche a costo di far morire letteralmente di fame un intero popolo.
    Ovviamente un atteggiamneto tanto duro ed offensivo per il comune sentire, eccezzion fatta per l’inqualificabile popolo italiano che pur essendo con le pezze al culo più e peggio della Grecia farnetica di milioni di euro prestati e che si lagna non gli verranno più restituiti. Dimenticano i ragionieri della domenica il nostro esplosivo debito pubblico e quanto anche a noi avrebbero convenuto sia cancellazioni, sia dilazioni. Ma mi fermo qui in quanto un popolo che sostiene e sopporta in rapida successione: Andreotti, Craxi, Berlusconi, Monti e Renzi è fuori concorso in qualsiasi graduatoria di idiozia.
    Tuttavia il popolo greco e anche alcuni altri come irlandesi, portoghesi e spagnoli avevano iniziato un percorso di analisi e di liberazione dalla propaganda asfissiante di banchieri, industriali e parassiti di varia origine che aveva culminato nella Primavera di Atene, prodromica al succeso di Podemos e  tendente a rianimare le forze antiparassitarie dell’intera europa.
    La fine rovinosa dell’esperienza greca ha probabilmente messo fine alle illusioni di levarci dalle spalle lo spuculatore che siamo costretti a portaci in groppa per tutta la vita.
    Da veri terroristi quali sono i grandi affamatori del mondo: hanno attuato un vecchio slogan degli anni settanta, colpirne uno per educarne cento.
    Anche se possiamo mutuarlo in: "Comprare Tsipras per mettere in saldo Podemos"