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GRADITE UNA TREDICENNE ?

DI ALCESTE

pauperclass.myblog.it

Ci aspettano feste e Lupercali nei tempi a venire. Le feste per i più ricchi; e i Lupercali per gli schiavi. Per tutti si prospetta un’esistenza senza più freni. S’infrangano gli ultimi tabù. La vita è bella. Ci si apra a una Woodstock universale. Maestri di cerimonia: Lady Gaga, Angelina Jolie e Hugo Boss.

L’amore sopra tutto.

Se c’è amore cosa importa il resto, quell’insieme di fredde norme barbariche chiamate morale?
E la pederastia? La si sdoganerà; con cautela; e tanto amore.
D’altra parte quanti anni aveva la protagonista della storia d’amore più celebre, Giulietta? Poco più di tredici.
Scena terza dell’atto primo: Giulietta, la madre (Donna Capuleti) e la nutrice.
Tra le facezie lubriche della popolana e il contegno della madre (vuol darla in isposa al conte Paride) Shakespeare è molto esplicito.
La nutrice ricorda un episodio di undici anni prima: Giulietta era caduta e s’era fatta un bernoccolo sulla fronte. Il marito della nutrice (“era un tipo allegro, lui!“), la risolleva dicendole:

“… ehi, Giulietta, cadi sulla pancia?
Quando sarai più furba cadrai sulla schiena, eh Giulietta?

Giulietta dice ““, e smette di piangere.
E la nutrice la ripete con gusto due volte questa freddura un po’ laida.
Poi tocca alla madre entrare nella disputa: il tono, ammiccante, si fa, con lei, politico; Donna Capuleti parla d’affari, come una mafiosa.

Giulietta, cosa ne pensi di sposarti? ….
Beh, è ora che ci pensi, al matrimonio,
perché qui a Verona, anche più giovani di te,
e di buona famiglia, sono già madri.
Se non sbaglio i conti, io stessa ero già tua madre
quando avevo gli anni che hai tu ora

Insomma a Verona, nel Cinquecento, si figlia (e ci si accoppia) con uomini maturi ben prima dei tredici anni.
Voi direte: e allora che differenza c’è fra quell’età e l’attuale edonismo montante?
Tutto.
Nella tragedia di Shakespeare Giulietta deve sposare Paride sulla scorta di una tradizione culturale (come si sia formata o se sia deprecabile è, qui, irrilevante). E la tradizione si forma perché concorre alla vita.
Nel mondo oltrecapitalista le Giuliette sposeranno, invece, i Paride perché lo esige uno sfrenato principio di piacere. È un impulso di morte.
Questa la differenza fondamentale.
È questa differenza (un’ipocrisia micidiale) che consente all’oltrecapitalismo di convivere con incredibili contraddizioni: da un lato le anime belle dell’Occidente condannano i matrimoni e le unioni precoci (1), dall’altro hanno già tracciato la strada per l’accettazione e, perciò, la legalizzazione della pederastia.
La prima ipotesi è vista con orrore (il passato non deve più esistere!); la seconda con favore, poiché dettata dall’ecumenismo liberista delle anime e dei sentimenti.
La tradizione, che vanta una propria morale interna (benché, a prima vista, come detto, riprovevole), dev’esser estirpata; l’edonismo illuminato, invece, ha da esser favorito.
A favore della pederastia, nei suoi vari aspetti, con parole più o meno esplicite, più o meno accorte, si son già spese le consuete avanguardie del Nulla: i radicali, ovviamente, Vendola, artisti estremi, più qualche pederasta in libera uscita.
Siam solo all’inizio.
L’Occidente sondaggia il popolo bue, ma ha già deciso la direzione di marcia.
Come amo ripetere: una volta stabilita la direzione, la strada è già aperta. I più sprovveduti vedono una foresta impenetrabile (ma no! Non è possibile!), i più avveduti un’autostrada a otto corsie.
Son sicuro, anche se non ho prove dirette, che, in questo momento, mentre vi grattate dubbiosi il naso davanti allo schermo (ma che dice questo qui?) think tank, legulei, burocrati, pubblicitari, cineasti e sceneggiatori della dissoluzione stanno già operando nell’ombra per sabotare anche tale tabù.
Del loro lavorio da tarli nessuno s’accorge; l’armadio della morale (in solido ciliegio) sembra intatto; tuttavia, accostando l’orecchio, nel silenzio della notte, potrete udire leggerissimi scricchiolii, un lamento del legno inaudibile ai più: i tarli lavorano, invisibili, senza fretta apparente: sanno cosa fare, nessuno li disturberà; al contrario di noi, l’oltrecapitalismo, oltre alla forza di persuasione, possiede un’utopia: di qui la loro implacabile, placida sicumera.
L’utopia vede sentieri dove non vi sono che sterpaglie.
Fra vent’anni circa, un bel giorno, dopo una breve disputa, più formale che sostanziale, qualche legislatore illuminato darà un calcio massonico al mobile apparentemente solidissimo della morale: e questo imploderà su se stesso in una nube di polvere finissima.
Un altro divieto crollerà: l’anormalità sarà normalità. Nell’indifferenza. E parecchi applausi.
L’homo novus continua la sua ascesa.
Del lento e sicuro triturare dei tarli nichilisti ci si accorge, come detto, solo da flebili indizi.
Gl’indizi che il potere dissemina nella sua propaganda.
Un esempio: la puntata di Law & Order, Captive (stagione 17, episodio 20; tit. it. Catene invisibili).
Un pedofilo rapisce un bambino di pochi anni che viene ritrovato morto. La polizia è sulle tracce dell’uomo; arriva nella sua casa (una normale casa borghese, non un covo) e trova un adolescente: e scopre ch’egli fu, a sua volta, vittima di un rapimento.
Qui arriva il bello.
Anzitutto l’assassino non è il pedofilo, ma l’adolescente stesso.
E perché ha ucciso? Perché geloso della nuova conquista del pedofilo.
E la gelosia deriva dal rapporto intenso che il ragazzino ho instaurato col suo presunto carnefice: una sorta di Sindrome di Stoccolma venata da amore filiale.
E sapete perché il ragazzino ha maturato questa dipendenza dal pedofilo? Perché il padre naturale (maschio, bianco, medio borghese) era insensibile e lo picchiava.
In soldoni, il succo è questo: nonostante il pedofilo abbia fatto “brutte cose”, si sta meglio con lui che col vero genitore. Tanto più che il presunto pervertito, col passare dei minuti, assume sembianze accettabili e umane: ha un buon lavoro, non fa mancare nulla ai suoi ragazzi, è premuroso, pulito; compra addirittura costose Playstation … et cetera.
Il telefilm recita subliminale il solito refrain: che c’importa del tipo di famiglia! Ciò che conta è l’amore!
Captive risale al marzo 2007. La solita esca ideologica per sondare gli umori di un vecchio ordine in disfacimento, seppur ancora maggioritario.
Da allora, nemmeno dieci anni, il progresso è progredito (per dirla con il personaggio di Arbore).
L’amore trionfa.
La strada è tracciata. Scandalo? Ma quando mai!
Il potere ci vuole come il neonato freudiano: perversi polimorfi (2). Ah, l’infinito piacere! Senza l’impaccio del Super-Io! Tutte quel coacervo inestricabile di dogmi, moraline, insegnamenti, moniti, precetti: disboscare tutto, per Bacco!
Con una certa cautela, tuttavia … sondare il terreno, distribuire vaselina ideologica, triturare il legno antiquato della decenza … 24 ore su 24 … invisibili, costanti. Spietati, suadenti.
Ecco la trafila: l’inferno tecnologico rende possibile una novità che il vecchio ordine non può accettare; l’ancien regime è perciò posto sotto assedio, l’acido della critica e della propaganda ridicolizza i suoi difensori o li terrorizza manu militari (leggine sui diritti civili); il legislatore passa, quindi, all’azione creando l’etica a venire; qualche schiamazzo, debitamente criminalizzato, non cambia le carte in tavola: il Rubicone è passato, un nuovo mondo (brave new world!) si profila: seguirà il (fondamentale) mercimonio.
Un Vecchio Mondo in dissoluzione, il legislatore che apre al Nuovo Mondo, il mercimonio.
In Italia, dove tutto è derivazione e farsa, potremmo esclamare, per farci quattro risate: Adinolfi, Cirinnà, Vendola!
Vendola, con quella bocca larga e gli occhi pesti di passate notti selvagge, ha un po’ anticipato il mercimonio (un vero birichino): a 57 anni, col calo della libido, aveva fretta di metter su famiglia col nuovo compagno (di letto e di vita; i compagni-tovarisch, invece, gli han detto sempre poco): lo scuserete, una piccola, insignificante debolezza.
Ma alla fine ce l’ha fatta. Come dubitarne? Il corso del fiume è a suo favore.
Macché scandalo! Solo un’altra porta aperta.
Ma le adozioni LGBT sono cosa vecchia.
Ora si passa al gradino successivo della piramide della felicità, come detto.
E dopo la pederastia quale porte dovremo aprire?
La pedofilia sarà dietro l’angolo.

I figli geneticamente modificati anche. Chi vuole un figlio brutto o stupido o storpio o ritardato? Nessuno. Basterà ordinarlo su un catalogo online … sempre che si abbiano i fruscianti, come si dice a Roma. Ma poi: perché un figlio? Finalmente una Lolita decenne, un neonato sintetico, un’odalisca positronica (3), un cane a due teste, un fegato … il pesce rosso che ho trovato pancia all’aria nell’acquario tropicale … si può duplicare? Perché no? Stili l’apposito modulo e la liberatoria … caparra al 30% …. un affaraccio. E una singola vulva? Senza l’impaccio della donna intorno, Voi mi capite …. certo, perché no, anche viceversa … la caparra è più alta …

Poi verrà l’incesto. I cambi di sesso provvisori. La gravidanza maschile (per sentirlo più vicino a me, reciterà lo slogan).
E poi la morte, l’ultima porta sprangata all’homo novus oltrecapitalista. La morte, l’ultima consolazione dei pezzenti … quanto resisterà?

Alceste

Fonte: http://pauperclass.myblog.it

Link: http://pauperclass.myblog.it/2016/04/03/gradite-tredicenne-alceste/

3.04.2016

(1) Vedi il programma del Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione (UNFPA)
(2) Non è un caso che la figura nicciana e oltreumana del Giudice, in Meridiano di sangue di Cormac McCarthy, sia una sorta di gigantesco neonato: “Era calvo come un uovo, non aveva traccia di barba e i suoi occhi non avevano né sopracciglia né ciglia. Era alto più di due metri … riluceva come la luna, pallido, senza un solo pelo visibile in tutto il gran corpo, nemmeno in qualche piega della pelle o nelle grandi narici o sul petto o nelle orecchie, e neppure un’ombra sopra gli occhi o sulle palpebre”.
(3) Mi chiedo, a puro titolo di curiosità, come sarà un’orgia fra pochi anni. Ma anche qui abbiamo la risposta: l’immaginazione al potere! Guardatevi il finale di Society (regia di Brian Yuzna, 1989), coi plutocrati cannibali poliformi; la pellicola ha smarrito parte del suo primo impatto, ma anticipa (con gusto) il nostro immediato futuro.

Pubblicato da Davide

  • penzones
     
    Da una lettera inviata dal carbonaro Nubius al Fratello tripuntato Volpe il lontano 3 aprile 1824:
     «Il
    cattolicesimo, meno ancora della monarchia, non teme la punta di un
    pugnale ben affilato; ma queste due basi dell’ordine sociale possono
    cadere sotto il peso della corruzione. Non stanchiamoci dunque mai di
    corrompere. Tertulliano diceva con ragione che il sangue dei martiri è
    il seme dei cristiani. Ora, è deciso nei nostri consigli, che noi non
    vogliamo più cristiani; non facciamo dunque dei martiri, ma rendiamo
    popolare il vizio nelle moltitudini. Occorre che lo respirino con i
    cinque sensi, che lo bevano, che ne siano sature. Fate dei cuori viziosi
    e voi non avrete più cattolici […]. Ma perché sia profonda, tenace e
    generale, la corruzione delle idee deve cominciare fin dalla
    fanciullezza, nell’educazione. Schiacciate il nemico, qualunque esso
    sia, dicevano le istruzioni, ma soprattutto, schiacciatelo quando è
    ancora nell’uovo. Alla gioventù infatti bisogna mirare: bisogna sedurre i
    giovani, attirarli, senza che se accorgano. Andate alla gioventù e, se è
    possibile, fin dall’infanzia».
  • mazzam

    Non praevalebunt.

  • arlights

    Per quale motivo si mischiano fatti così diversi tra loro?

    L’omosessualità non è reato
    In italia l’età del consenso per non incorrere in reato penale è di 14 anni (è considerabile pederastia?)
    L’incesto se da esso non deriva pubblico scandalo non è reato (ovviamente tra adulti consenzienti)
    Le adozioni gay sono ammesse in casi particolari,in fatti i tribunali dei minori in determinati casi le concedono.
    Tutto sto fiume di parole per dire che secondo l’autore tra 20 anni la pedofilia verrà sdoganata?
    Io spero di no in quanto lo riterrei orribile
    Per tutto il resto essendo state leggi approvate parecchi anni fà le tarme hanno già da tempo mangiato il legno..
  • Holodoc

    "… Nella tragedia di Shakespeare Giulietta deve
    sposare Paride sulla scorta di una tradizione culturale (come si sia
    formata o se sia deprecabile è, qui, irrilevante).
    E la tradizione si forma perché concorre alla vita. …"

    L’autore si sta arrampicando sugli specchi per difendere il mondo della Tradizione (occidentale, cristiana, leghista, dei bei tempi andati… chiamatela come volete) rispetto alla società in divenire.

    Io sinceramente non vedo differenza tra il ricco Paride e il moderno ricco pederasta.
    Giulietta, in quanto impossibilitata a scegliere, era comunque una vittima.
    E Paride un carnefice come i moderni pederasti, perché insensibile verso la altrui sofferenza.

    Le nuove tendenze non sono peggiori dei retaggi tradizionali, la violenza era violenza anche quando era benedetta dal Sacro Vincolo del Matrimonio Cattolico.

  • d_a_d_o
  • riefelis

    Ennesimo chiscchiericcio senza senso di Alceste.

    Prima di tutto formula un attacco infondato. Questo è uno dei pochi casi in cui si assiste a una positiva tendenza stosrica delle società occidentali.
    In Occidente, chi va con le tredicenne è considerato un mostro e un criminale e questa tendenza si rafforza.
    Alceste poi mescola tanti aspetti diversi tra loro confodendo aomosessualità con la pedo…. (non riesco neanche a scrivere tale mostruosità).

    NON PERDERO’ PIU’ TEMPO PER LEGGERE GLI INUTILI SPROLOQUI DI ALCESTE.

  • bysantium

    Bravo Alceste e bravo penzones.

  • SanPap

    No

  • Fischio

    Giocavamo nei cortili, per le strade e nei campi. Lì ognuno era se stesso tra gli altri e i giochi esaltavano le singole tendenze. Anche il sesso era un gioco. E quel gioco portava alla conoscenza più intima del proprio corpo, sentivamo le sue richieste che il più delle volte venivano appagate. Non avevamo paura del sesto comandamento ‘Non commettere atti impuri’. Così nella ricostruzione generale del dopo guerra, la seconda, anche i paletti del sesso venivano messi in discussione e rimossi, tant’è che più tardi nei cinema venivano dati film quali ‘Malizia’ e ‘Peccato veniale’, qualcosa di simile che alcuni di noi bimbetti aveva vissuto, e credetemi la nostra psiche non subiva danni, anzi. La rivoluzione culturale era in atto e il sesso apriva a una nuova mentalità, le ragazze presero coscienza di tutto questo, dell’autodeterminazione del proprio corpo nel contesto sociale. Non era scandalo se una quindicenne o sedicenne andava con uno più grande di lei, la scelta era sua: ‘La pedofilia è altra cosa’. Ma può un sentore comune prevaricare il volere dei poteri dominanti? Certo che no. E allora si doveva intervenire per bloccare l’emancipazione in atto. Come? Rendere la vita quotidiana più difficile, creare ulteriori disuguaglianze, intervenire a più non posso con divieti e proibizioni (moralismo). La licenza sessuale è prerogativa dei benestanti. La Chiesa benedice…   

  • SanPap

    scusate, al solo pensarci, mi si era slogata la mascella a causa degli sbadigli: andare con una tredicenne non è pedofilia è noia. Reciproca.

    Pedofilia è avere rapporti con bambini di 3, 4, 5, … anni; e questi non sono atti d’amore, perché non essendo gli organi sviluppati, procurano al bambino/bambina dolore.  E’ solo il sadico che si diverte.

  • natascia

    Trovo questo articolo opportuno e centrato per quanti vogliano riflettere sulle derive in cui si sta arenando la nostra società.   Il dibattito a mio avviso dovrebbe riguardare il rispetto per la vita e per la persona in ragione alle diverse età necessarie  alla  maturazione del suo  libero arbitrio.  Prezioso stato di grazia che può esprimersi  solo attraverso  la libertà, lo studio, l’amore non interessato. Chi nega questi fattori, mira all’allevamento in cattività di  merce umana avviata alla scadenza.  L’amore……questi narcisi moderni lo invocano ad alta voce e senza vergogna. Lo si equivoca con troppe  espressioni malate del potere maschile.  Un potere che mira  al  soddisfacimento oggi  consumistico e senza  qualità, che  ha contraddistinto le troppe  e malcelate insicurezze, che  dalla notte dei tempi accompagnano l’umanità. L’andazzo  sta rendendo acquistabile ogni piega, anche la più intima, dell’animo umano. Una deriva che spegne ogni speranza di riscatto anche allo stesso maschio, che corrompe  anche l’amore stesso :  quanto di più forte e indomabile resista ad oltranza nella nostra società. Quindi la differenza tra la situazione di una tredicenne contemporanea e la Giulietta di Shakespeare è il cammino umano percorso fino agli anni settanta, rivolto alla difesa e al rispetto della dignità umana.  Cammino interrotto bruscamente dal  peso del denaro. Peso e ruoli  sociali deflagranti e del tutto  inediti rispetto alla passata  storia dell’umanità. La  nocività è aumentata  a causa della  non riconoscibilità immediata del potere. Fattore  notevole in quanto la riconoscibilità del potere dava il senso dell’eccezionalità alla deroga. L’amoralità, lo scempio nel passato erano antropologicamente  riconducibili alla natura stessa del potere libero nella sua essenza dalla regole umane.  Purtroppo si va ogni giorno verso un narcisismo così compulsivo, e una riduzione i schiavitù della popolazione così endemica ,  che i detentori del potere  sembrano talmente  diffusi e hanno voci  tanto forti da sembrare maggioranza  popolare. L’oblio in cui sono cadute secoli di lotte popolari per la  causa della dignità umana si spiegano solo con lo sfascio in cui versa il sistema scolastico, sfornante figuranti al servizio di  questo sistema ormai dimentico dei suoi valori fondativi.  Non si tratta di armadi di ciliegio attaccati dai tarli ,ma di intere  casseforti sociali  trafugate. I narcisi ben conoscono la preziosità del contendere e per questo  lo sfregio è anche maggiore. Solo  un tribunale al di sopra di tutti gli altri  potrebbe riportare in primo piano il tema della dignità umana e  l’abolizione di tutte le leggi nocive presenti.

  • sotis

    Tutto sommato sono discorsi che stanno in piedi solo  in una mente deviata. Visto che i gay si vogliono sposare e adottare bambini e la maggioranza sembra esser d’accordo perchè in un prossimo futuro non dare la possibilità a qualche deviato magari quarantenne e ricco ovviamente di sposarsi con una bambina. Io non sono d’accordo ovviamente anche perchè sto pensando di organizzare sul territorio un movimento che chieda al parlamento di istituire una legge che dia la possibilità di sposarsi con maiale femmina oppure maschio se la tendenza è gay. Non vedo la differenza …sempre di cose contro natura stiamo parlando. Povera Italia …..

  • Hamelin
    Hanno già posto rimedio alla questione .

    Quando fra 10/20 l’Islam dominerà l’Occidente sarà normale avere delle 12-13 enni come mogli o come concubine .

    Il discorso qui è limitato alla visione occidentale senza prendersi in carico la questione dell’invasione Islamica ( Barbara ) e dalla loro cultura inconciliabile con la cultura e tradizione Occidentale .

    C’è comunque qualche folle che parla di integrazione …

  • dino23

    Leggere e diffondere

    Protocolli savi anziani di sion 
  • giannis

    Io penso che se ne esce solo con guerra e poverta’ per tutti

  • searcher

    Io ci vedrei un imminente scenario infernale,nel vero senso del termine  si sta Gia indirizzando verso il capovolgimento definitivo di sub-umani

  • Mattanza

    Esatto, siamo messi da ridere (bigotti, ignoranti, repressi, sfigati) e sbandieriamo l’etica  che ne deriva. 

  • natascia

    Sempre di insicurezze e scorciatoie maschili si tratta. L’integrazione non esiste e non è nemmeno praticabile, il problema è rappresentato, ancora una volta, dalla grande massa di denaro che si vuol far girare attorno alla questione.  

  • Hamelin

    Non è nemmeno denaro è semplicemente potere .
    Il denaro è solo uno strumento del potere ( per adesso ) .
    Potere di vita e di morte .

    Maschio e Femmina non c’entrano per nulla in questo discorso .

    Un gruppo di persone si sta elevando a divinità scrivendo regole e leggi che contrastano con le leggi del creatore .

  • natascia

    Vero.

  • SanPap

    Considerare solo l’età è fortemente limitativo.
    Credo di non sbagliare affermando che non sia esistita civiltà che non abbia considerato l’età tra i 12 e i 14 anni come l’età in cui è lecito, se non auspicablie, iniziare ad avere rapporti sessuali; nelle bambine la comparsa del menarca è una sorta di segnale esplicito: sei pronta per riprodurti.
    Dare dei pedofili all’umanità suona male; c’è qualcosa che stona.

    Essere pronti per la natura, non vuol dire esserlo per la società; in genere più la società è complessa tanto più gli esseri viventi che la costituiscono abbandonano "la quantità" per la "qualità", nella specie umana quanto più la società in cui vivono è complessa tanto minore è il numero di figli che hanno e tanto maggiore è l’età in cui nasce il primo figlio.
    Nella nostra siamo arrivati quasi ad un figlio poco prima della menopausa.
     
    C’è formula empirica che lega l’età dei componenti la coppia al momento
    in cui la coppia si forma: se lui ha X anni, lei ne deve avere X/2 + 7
    ( es. se lui ha 24 anni, lei deve avere 24/2=12 12+7= 19 anni )

    Esaminiamo un po’ più a fondo questa formula empirica: se lui ha 14 anni, anche lei ne deve avere 14; lui ne ha 16, lei 15; e cosi via crescendo; ma se lui ne ha 12 lei ne deve avere 13, la crescita della funzione è sparita; vediamo il comportamento della funzione all’altro estremo: lui ne ha 60, lei 37; lui 66, lei 40, lui 70 lei 42;
    la funzione ci suggerisce una età per la donna in cui sia ancora in
    grado di procreare. Dopo una certa età perde di significato, come aveva
    perso di significato per età inferiori ai 14 anni.

    Dunque la differenza di età tra i due componenti la coppia è importante
    ed individuabile (a grandi linee) se lo scopo della coppia e la procreazione.

    Ma di procreare, mi pare, nessuno se ne ha più voglia; la società è
    diventata talmente complessa che la procreazione è vissuta come un incubo.

    Che resta: il divertimento che il sesso procura.

    Ma anche in questo caso la differenza d’età, secondo me, è fondamentale se non vogliamo ridurre un rapporto ad un mero dimenarsi di culi.

  • Denisio

    Fai bene a porre l’attenzione sul ruolo dell’educazione. Purtroppo però il sistema non permette di fare altro in tempi brevi che sono quelli della necessità del qui e ora. Il tema non è nuovo, basti ricordare che negli stati uniti il video della celebre canzone dei Pink-Floyd, "Another Brick in The Wall" fu censurato.
    Ma andiamocelo a rivedere invece.
    Se a ben guardare a tutte le latitudini viene riconosciuto il ruolo alienante dei metodi e dell’educazione obbligatoria qualcosa che ha a che fare con la vita delle persone ci dovrà pur essere. Già la parola obbligatoria insieme ad istruzione andrebbe abolita, ma siamo ben lungi dal comprendere in massa che l’educazione fondata sul mero apprendimento di concetti cognitivi, che richiedono un sacco di tempo dell’età più preziosa della vita è un percorso incompleto di sviluppo personale. Oggi siamo arrivati al punto che se non ti adegui a fare i vaccini potresti essere discriminato nell’inserimento del percorso formativo. Questa è follia. Non si può pretendere uno sviluppo di sani principi quando si attuano maniere coercitive fin dalla tenera età. Poi il fenomeno degli insegnanti succubi degli alunni sono la prova tangibile che il ruolo educativo più alto, quello dei sentimenti è sfumato. Oggi c’è ribellione anche tra i banchi ma c’è anche chi supinamente accetta e prosegue, è lo specchio della società, il problema è che gli insegnanti spesso non sanno come comportarsi e quindi ci si divide sempre e comunque dando per scontato che la vita sia sempre scontro e competizione. E i porci che siedono in alto sghignazzando ringraziano.

  • mazzam

    A me pare che solo un’imbecille* possa intravedere in questo articolo abbastanza complesso il mero disquisire sulle devianze sessuali o di genere.

    Ciò sta a dimostrare che anche le nicchie di pensiero come cdc sono esposte alla dilagante idiocrazia. Me lo segno.
    * imbecille[im-be-cìl-le] agg., s. agg. fam. Di persona, che dimostra poca intelligenza, scarso buon senso s.m. e f. Nel sign. dell’agg.: un povero i.• sec. XIV
  • olmo

    L’articolo ha senso e pone il problema dello scivolamento del significato delle parole: se tutto diventa "orientamento sessuale" tutto è possibile, rafforzato dal fatto che "se c’è amore, se si amano, se c’è una relazione affettiva ecc come nel telefilm di propaganda citato dall’autore è evidente che si stia cercando di spostare l’opinione pubblica da qualche parte!
    Che poi chi ha un retroterra di "sinista da slogan" non veda come queste "rivoluzioni" del costume partano sempre dal mondo liberal americano, con lobbies attive e paganti, per un regno dei desideri sempre nuovi e realizzabili (mentre il resto del mondo non occidentale dove non ci sono adozioni e matrimoni gay sono sub-umani, per fare un esempio attuale), rappresenta un fatto scontato ormai, come un marchio di fabbrica!

  • natascia

    E’ bello essere marginali, invisibili, al di fuori della procreazione, delle formule, delle differenze di età, del divertimento, del controllo e del potere . La marginalità permette degli spazi di libertà ed azione assolutamente inediti.

  • SanPap

    Ohhh yes !!

  • PinoRossi

    Ciò che mi consola è che i musulmani ai genderisti li metteranno in catene.