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GODETE, E SOPPORTATE IL MONDO !

DI DIEGO FUSARO

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Come nel consumo, anche nell’ambito sentimentale ridotto a self-service generalizzato lo scopo viene a coincidere con il transito da un piacere-merce all’altro, in quella ricerca di sempre nuove relazioni e di sempre nuovi godimenti – sempre più intensi, disinibiti e perversi – che, di fatto, annienta la possibilità di una relazione autentica e stabile con l’Altro.

L’assonanza tra neoliberismo e neolibertinismo si rivela, allora, non soltanto nominale: la loro comune logica è la ricerca spasmodica e autoreferenziale dell’accumulo, per il singolo atomo individuale, di merci-oggetti, di merci-amori e di merci-godimenti.

L’imperativo, gravido di ideologia, resta il seguente: «godete, e sopportate il mondo!».

Diego Fusaro

Fonte: www.facebook.com

Link: https://www.facebook.com/fusaro.diego/posts/10210441251573538?pnref=story

31.07.2016

Pubblicato da Davide

  • Oxymen

    Ah, ecco. Ci voleva il filosofo per ricordarci il vincolo immarcescibile ed inviolabile del matrimonio. Il cui motto rimane: "sopportate". Dell’antica goduria neanche l’ombra. "Fin che morte non vi separi". Exasperatio ad libitum…..

  • 1Al

    Uno dei mali moderni è proprio l’effimero costruito sulla superficialità e la mercificazione di ogni cosa, anime comprese.

  • ottavino

    Siccome fanno credere a tutti che siamo in un divertimentificio, non vedo il problema.

    L’impostazione cambia solo se hai il coraggio di dire alla gente dove sono e cosa dovrebbero fare. Ma se glielo dici non ci credono.
  • Hamelin
    Bisogna essere contenti … almeno la formula " Fin che morte non vi separi " lascia la possibilità di una qualche forma di libertà nell’aldilà 😉

  • Hamelin

    Viviamo nell’epoca di Mammon è abbastanza evidente .

    Piu’ che un ideologia è una condizione dello Spirito .

    La gente si rifiuta di coltivare l’Essere Spirituale Eterno per concentrarsi sull’ Avere Matierale Effimero .

    Voltano le spalle a Dio creando il loro Dio falso e perverso .

  • giannis

    Esatto , siamo un’ ammasso di viziati che meritano di essere castigati-puniti

  • spadaccinonero

    e bravo a Diego

    chapeau
  • uomospeciale

    Mah!….
    Non sono d’accordo.
    Basta poco per  rendersi conto appieno che ormai si vive quasi sempre meglio da soli che in coppia sia da sposati che no,  e che è possibile evitare circa il 90% dei problemi,  del lavoro, dei costi, e delle responsabilità che ti tocca affrontare e risolvere nella vita semplicemente evitando matrimonio, figli, e relazioni troppo impegnative.

    Anche le relazioni "mordi e fuggi" si rivelano essere quasi sempre dei rompimenti di palle  assurdi che ti complicano la vita  e basta.
    Sarebbe saggio ridurre al minimo pure quelle perchè al giorno d’oggi con le pretese, le aspettative, e spesso il malcelato risentimento che le donne occidentali nutrono nei confronti degli uomini, per un uomo europeo o italiano e già difficile relazionarsi decentemente con poche donne, figuriamoci con molte.

    Mai come oggi in occidente per gli uomini relazionarsi con l’altro sesso è diventato oltremodo stressante e frustrante per cui meglio soli e sereni che  incazzati in coppia.

  • Denisio

    Potrebbe anche essere come dici ma se andiamo a vedere in profondo anche chi vive da single non fa eccezione a quanto scritto sopra e nel suo tugurio spesso tanto felice non è.
    Quello che manca piuttosto è il saper affrontare la vita di coppia, questo per colpa di molti stereotipi che la società psyco-consumista va ad inculcare fin dalla giovane età negli uomini e nelle donne, stereotipi, riflessi condizionanti, miti effimeri basando il tutto su una competizione e una gerarchia sociale fatta per essere scalata a cui motli sottopongono l’intera vita.

    QUESTO E’ IL PROBLEMA!

    Non saper superare la propria subalternità al sistema spesso perchè non si riconosce l’insensatezza dei miti moderni e questo porta al suicidio emotivo e talvolta fisico.

  • giannis

    E solo che siamo fatti per procreare quindi tutta la vita da soli si ha una profonda mancanza , ma tanto ormai la nostra societa’ si avvia a morire

  • ottavino

    Giusto. Purtroppo non si riesce a riportare gli esseri umani con i piedi per terra, non si riesce a ristabilire un ordine di importanza.

    Ad esempio, il sesso? E’ riproduzione. Il cibo? E’ nutrimento. Se gli dici una cosa come questa a persone che credono che il sesso sia "il piacere", che il cibo sia godimento, non ci credono, fanno di tutto per rimanere abbracciati alla loro convinzione.
    La semplicità e l’ovvietà sono rivoluzionarie.
  • sfruc

    @Oxymen, ho capito che sei l’uomo (anzi gli uomini, men) del no (όχι) ma non mi pare affatto che Fusaro stia rivalutando nostalgicamente – o pretescamente – il sacro vincolo matrimoniale d’antan, con tutto il suo lascito di conformismo ipocrita, organico a quel sistema di potere e quindi alla sopportazione di quel mondo.

    Egli pone invece con lucidità il problema di questo mondo attuale, in cui la (ben programmata) atomizzazione sociale ha un corrispettivo psicologico individuale nella dispersione pulviscolare dei rapporti, di qualunque genere, e quindi nell’incapacità di confrontarsi con l’Altro:
    "la ricerca spasmodica e autoreferenziale dell’accumulo, per il singolo atomo individuale, di merci-oggetti, di merci-amori e di merci-godimenti".

    Si tratta del corrispettivo – anzi del correlativo oggettivo – d’una visione del mondo improntata all’esasperato individualismo ipercompetitivo e ipermercificato, in cui ogni individuo galleggia in assoluta (e apparentemente splendida) solitudine, privo di ogni autentica relazione comunitaria e sociale così come familiare (in senso ampio) e personale. 
    Egli è quindi incapace di riconoscersi in un codice condiviso di valori e comportamenti – ossia quegli endoxa che già Aristotele poneva a fondamento di una Kultur, si direbbe oggi, e di una società civile.
    Questa riduzione di ogni individuo ad atomo impazzito – in realtà asociale prima ancora che amorale – lo rende in ogni istante manipolabile. In questo universo-merce egli, che non s’avvede d’essere lui stesso merce, può essere teleguidato verso forme sempre nuove e fungibili di consumo come di fugace estasi adrenalinica, dal Pokemon Go a una nuova pasticca a un sasso dal cavalcavia.

    La dispersione molecolare delle collettività in poltiglia di monadi sconnesse ha un solo ed evidentissimo fine: impedire l’esercizio del pensiero critico nonché della consapevolezza individuale e collettiva. 
    Dalla "coscienza di classe" (o "coscienza di popolo" a seconda della propria storia ideologica) alla "coscienza individuale" tutto deve essere disarticolato per istituire il definitivo dominio di un mercatismo che finge di appagare la libertà e in realtà la incanala verso binari precostituiti e inoffensivi per il potere, allo stesso modo in cui il supposto "libero mercato" è in realtà solo la codificazione del diritto alla sopraffazione dei pochissimi ricchi e potenti (da circa 50 persone, secondo Oxfam, a 320, secondo uno studio di un’Università svizzera) che detengono le leve economiche del mondo in scapito di tutti gli altri.

    Fusaro ben coglie questo non casuale parallelismo, dal piano sociale a quello individuale, cui non sono  estranee le cosiddette campagne sui diritti civili, che la pseudo-sinistra al caviale ha allegramente barattato con quelli sociali. 
    E le campagne di condizionamento culturale che ci portano a questa visione del mondo non sono casuali, così come non lo è stato il "progetto bluemoon" (ora lo ammette perfino uno strumento allineato come wiki!) che ha volto a trasformare gli hippy spinellisti in una massa di tossicodipendenti nonché la (sacrosanta) rivolta contro l’ipocrita conformismo borghese della "amante segreta tollerata" in un’atomizzazione pseudo-desiderante che, distaccandoci dalle nostre radici di relazione, ci distacca in ultima analisi dal nostro Sé profondo.
    E così, con nichilistica e disperata solitudine appena coperta da un vortice di stimoli mutevoli, finiamo per sopportiamo un mondo – questo mondo neofeudale e non quello borghese dei nostri nonni e padri – che sarebbe altrimenti insopportabile per struttura di potere, per controllo dei mezzi di produzione della ricchezza e dell’informazione, per distribuzione delle risorse.

    Da ultimo, @uomospeciale (beato te): tu credi siano forse casuali tutti questi paletti legali che obiettivamente scoraggiano un uomo a costruire una famiglia e a fare dei figli (tanto li fanno gli immigrati)? 
    Credi sia casuale il passaggio subdolo dal sacrosanto diritto della donna a lavorare all’obbligo di lavorare anch’essa per permettere a una coppia media di sopravvivere, anche quando magari ha un bimbo lattante, sbattuto in un nido a 3 mesi e precocemente traumatizzato?
    Se pensi che sia tutto un caso e che la colpa sia delle donne, così teste di c… ormai, o dei giudici divorzisti, o di altri dettagli, allora spero tu allarghi un po’ lo sguardo.

    Come diceva qualcuno: chi vende auto usate sa per professione come buggerare te, che di mestiere non fai l’acquirente di auto usate. 
    Chi gestisce il potere e le sue alte strategie lo fa di mestiere; con invidiabile, capillare e lungimirante professionalità. Noi invece non siamo professionisti nel difenderci da esso. Purtroppo. 
    Buon godimento a tutti e scusate la lunghezza del commento.

  • Quantum

    Quale Dio, quello psicopatico delle religioni giudaiche? 

  • geopardy

    Vorrei rompere circa i riferimenti religiosi standard della nostra cultura.

    Il Budda disse: "tutto ciò che è transitorio è effimero".
  • giannis

    Noi esseri umani con i piedi per terra ci torniamo solo con guerra , poverta diffusa , grande epidemia o con un grosso disastro mondiale

  • whugo

    Un commento eccellente, condivido in toto, complimenti.

  • spadaccinonero

    fosse per me metterei il commento di Sfruc in HOME

  • Oxymen

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    Intanto GRAZIE! E’
    sempre più raro trovare interlocutori intelligenti che rispondano a
    modo senza che vogliano menare le mani. E questo è il motivo per cui
    mi sono ultimamente allontanato da CDC.
    Sono d’accordo su quasi
    tutto quello che scrivi. Fusaro ho avuto modo di conoscerlo per
    alcuni suoi scritti che non mi hanno mai convinto. Quando ad esempio
    afferma che Berlusconi è il compimento del ’68. O quando accusa
    quelle rivolte culturali a essere la "stampella ideologica del
    capitalismo permissivo". In questo suo breve tweet dice tutto ed
    il contrario di tutto. Afferma che la "relazione autentica e
    stabile con l’Altro" è possibile (ma non adesso, pare).
    Vorrei mi indicasse il periodo in cui fu possibile, e ci scommetto
    che salterebbe fuori il pre 68. Magari la SGM, che come tutte le
    guerre garantisce una "relazione autentica e stabile con
    l’Altro".
    Senza scomodare Lacan mi pare che che Fusaro
    commetta un errore interpretativo mica da poco: non associare l’Altro
    al piacere significa relegarlo nel limbo della non percezione
    sensoriale, confinarlo nei recinti della relazione mentale. Per
    questo motivo contrappone libertinaggio a matrimonio, inteso come
    antitesi di quell’accumulo che tanto lo infastidisce. Bisogna quindi
    intendersi su cosa significhi "accumulo" e in cosa consista
    il suo opposto. Evitare di riempirsi "di merci-amori e di
    merci-godimenti" cosa significherebbe, praticamente, se non
    finire nel cul de sac del "fin che morte non vi separi" a
    prescindere, come direbbe Totò? Sennò: quale sarebbe il numero di
    merci oltre le quali si entra nel baratro del “self-service
    generalizzato” che tanto lo disgusta? Se ho una collezione di
    macchine fotografiche (o di francobolli, di sottobicchieri etc..) sto
    varcando lo Stige e addentrandomi nell’inferno dei rapporti “più
    intensi, disinibiti e perversi” che meritano adeguata reprimenda? E
    se invece di francobolli colleziono amanti? E se ne ho una sola?
    Qual’è, insomma, la soglia che differenzia un interesse personale da
    “la ricerca spasmodica e autoreferenziale dell’accumulo”?

    I libri che
    sicuramente popolano la biblioteca personale di Fusaro in che modo
    non possono essere definiti parte della sua personale “ricerca
    spasmodica e autoreferenziale dell’accumulo”?
    A Fusaro (questa
    è la mia personale impressione) non piace la realtà sensoriale e
    sensuale, le preferisce quella asettica della mente. E’ in ottima
    compagnia, per altro.
    Quando parli di "riduzione di ogni
    individuo ad atomo impazzito – in realtà asociale prima ancora che
    amorale" metti a fuoco una triste realtà. Le cause sono quindi
    da ricercarsi nell’atomismo che genera "dispersione molecolare
    delle collettività in poltiglia di monadi sconnesse".

    “Non esiste la
    società, esistono gli individui” è il dogma fondante
    dell’ontologia thatcheriana e neoliberista in genere (atomismo
    politico e sociale). Se Fusaro riuscisse a dimostrare che la Thatcher
    era dedita al neolibertinismo (?) oltre che al neoliberismo forse
    potrei anche sforzarmi di capire il significato del suo tweet.

  • uomospeciale

    @sfruc:

    Ovviamente non è stato casuale il clima di conflitto permanente tra i sessi che si è  venuto a creare in occidente negli ultimi decenni.
    E’ stato a mio avviso, volutamente provocato e pianificato a tavolino dai vari governi in funzione sia antidemografica che consumistica.

    Perchè le coppie dove la donna è emancipata sono in assoluto le meno prolifiche del pianeta, e se poi la coppia non si forma proprio meglio ancora, visto che così servono 2 appartamenti, 2 contatori, 2 televisori, 2 automobili, il doppio dei mobili, ecc ecc ecc…..  In pratica si raddoppiano tutti i consumi.

    Indipendentemente dal chi e dal perchè ha voluto e pianificato questa sorta di "divorzio sociale" tra uomini e donne in occidente, resta il fatto che la situazione attuale  rende fortemente sconveniente per la maggior parte degli uomini convivere, sposarsi, e figliare.

    Difatti una buona metà circa dei miei parenti ad amici me conpreso, non si sono mai sposati e non hanno mai avuto dei figli.

    Perchè semplicemente, non conviene più farlo.

    Anzi credo proprio che mai prima d’ora nell’intera storia del genere umano sia accaduto che una fetta cosi grande della popolazione adulta e in buona salute, si sia sottratta in massa alla riproduzione.

    Non era mai accaduto.

    Quindi direi che se il fine ultimo è ridurre la popolazione umana  e  al contempo sostenere il modello consumistico occidentale   la prima cosa da fare è proprio  emancipare le donne e mandarle tutte a lavorare in massa.

    Da molti punti di vista è anche una cosa positiva in parte perchè al mondo siamo quasi 9 miliardi e non si sente di certo il bisogno di fare altri figli, ma sopratutto perchè il vecchio modello familiare e relazionale era disastroso.
    Era una catena al collo che da un lato trasformava l’uomo in una sorta di schiavo modermo costretto a lavoare in pratica A VITA per moglie e figli mentre dall’altro, relegando le donne al ruolo di sole casalinghe, mogli e madri,  costringeva "de facto" l’intera umanità ad esprimersi e funzionare solo al 50% delle sue possibilità.

    Magari negli anni ’30 e ’40 una famiglia di tipo tradizionale funzionava "meglio" quando a lavorare era solo il marito, ma adesso che viviamo una società molto più moderna,  evoluta e fondata sul lavoro di TUTTI, le cose funzionano meglio solo quando TUTTI lavorano, e  TUTTI fanno la loro parte.