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GLI ELEMENTI COSTITUTIVI DEL NEONAZISMO TECNOCRATICO INTERIORIZZATI DAL PARTITO DEMOCRATICO

DI FRANCESCO MARIA TOSCANO
ilmoralista.it

Voglio tornare ad approfondire alcuni concetti importanti per specificare meglio il senso di alcune mie ipotesi e conclusioni. Quando si parla di categorie politiche come destra e sinistra, nel tempo snaturate da una informazione sciatta fino a renderle quasi indistinguibili, si rischia di finire vittime dell’astrattismo. Attribuendo infatti significati diversi alle stesse parole aumenta il senso di incomunicabilità e incomprensione. Il primo compito di chi informa è quello di trasmettere emozioni ed analisi in grado di indurre il lettore alla riflessione, all’approfondimento e, perché no, alla critica in funzione della controdeduzione (e non dell’insulto come fanno le bestie). Ma per mettere in moto un meccanismo dialogico degno di questo nome è indispensabile sposare e condividere un linguaggio comune e pacificamente accettato. In molti casi questo tipo di introduzione preliminare risulta oggettivamente pleonastica. Se parlo di cibo e domando al mio commensale: “Ti va un pollo?”, è oggettivamente stravagante aggiungere informazioni del tipo “si tratta di un uccello domestico derivante da specie selvatiche di origine indiana”.

Quando invece si parla di politica, per di più ricorrendo con frequenza all’uso di termini ed immagini del passato con l’obiettivo di spiegare un presente permeato da aspetti di indiscutibile originalità, è opportuno ritornare spesso sugli stessi argomenti anche a costo di apparire ripetitivi e petulanti.

In primo luogo bisognerebbe smetterla di definire “crisi economica” quello che sta accadendo in Europa. L’espressione crisi economica tende infatti a trasmettere furbescamente un messaggio neutro e burocratico che attribuisce le difficoltà esistenti ad una sorta di caso fortuito o forza maggiore.

I commentatori economici e politici ricorrono all’immagine della “crisi” come sinonimo di evento imprevedibile e non controllabile dalla volontà dell’uomo. Ma l’attuale crisi non è affatto paragonabile ad una abbondante grandinata che distrugge il raccolto. Perché ciò che accade è il risultato previsto e voluto di una pianificazione lucida e maligna. Quindi usciamo subito dal campo delle fatalità ed immergiamoci consapevoli in quello della politica che influenza i processi storici. Stabilito che non esiste alcuna crisi economica determinata da eventi imprevedibili di fronte ai quali l’uomo non può resistere, bisogna ora guardare più da vicino gli elementi costitutivi di questo progetto politico guidato dalla massoneria reazionaria che si riconosce nelle posizioni dei vari Monti, Draghi, Olli Rehn, Schauble, Barroso, Van Rompuy e simili.

Quali sono i tratti distintivi di questa operazione politica su larga scala spacciata per “necessario risanamento dei conti”?
1) Creazione di una sovrastruttura  capace di assorbire le prerogative dei singoli Stati-nazione in modo da impedire che le periodiche elezioni politiche nei diversi paesi dell’aria euro possano influire realmente nelle scelte dell’oligarchia tecnocratica dominante (dottrina Draghi: “Guida sempre  il pilota automatico”)
2) Ridisegno degli equilibri sociali in senso neo-oligarchico da perseguire attraverso l’esasperazione di alcune teorie macroeconomiche che profetizzano l’indispensabilità di riforme non rinviabili per consentire all’Europa di tenere il passo con realtà economiche vitali, emergenti e competitive sul piano globale (cosiddetta “cinesizzazione dell’Europa”, copyright God).

Quindi, a questo punto della discussione, possiamo ragionevolmente affermare che “i media definiscono crisi economica un progetto razionale e consapevole finalizzato al ridisegno della società europea in senso barbarico e pre-illuministico, elaborato, guidato e imposto da una èlite tecnocratica, cementata da comuni radici massonico-reazionarie, che opera al riparo di una costruzione istituzionale di fatto antidemocratica e irresponsabile per obbligare i singoli stati membri ad attuare con la forza dell’intimidazione riforme in grado di accelerare la rapida destrutturazione del sistema sociale europeo, aumentare le disuguaglianze e selezionare la specie attraverso lo sviluppo di una eugenetica darwiniana finalizzata a determinare la sottomissione o in alternativa la morte, per suicidio o stenti, delle fasce più deboli della società in quanto intrinsecamente considerate inferiori e indegne (Goym, ovvero bestiame umano)”. Ho già utilizzato la definizione di “neonazismo tecnocratico” per fotografare sinteticamente il fenomeno appena descritto.

Ora è chiaro che il neonazismo tecnocratico di Draghi, Schauble e Monti non è sovrapponibile tout court con il nazismo classico della Germania di Hitler. Ma, a ben vedere, ne rappresenta l’evoluzione più innovativa negli strumenti ma fedele nelle intenzioni e nei sentimenti. L’Europa di oggi persegue l’obiettivo di colpire intere classi sociali perché avvertite come deboli e perciò non competitive.

Queste categorie, indicate come parassitarie, provocherebbero un rallentamento dell’efficienza sistemica dell’area euro da risolvere ad ogni costo. Solo la purezza del bilancio (un tempo della “razza”) costituisce perciò un rimedio indispensabile per evitare che la presenza sulla scena di “uomini inferiori” generi un decadimento complessivo della laboriosa società europea tale da insinuare dubbi e  perplessità presso i fantomatici “mercati” (luogo metafisico abitato esclusivamente dagli ariani moderni).

Non tutte le uccisioni di massa sono guidate dagli stessi propositi. I Romani decisero di sterminare i Cartaginesi perché questi ultimi costituivano una continua minaccia militare; i cattolici medievali perseguitarono gli eretici per salvaguardare “la fede autentica”; Stalin colpì i kulaki perché si erano arricchiti conquistando pericolosamente prestigio sociale. Ma solo i nazisti misero in piedi una efficace e organica macchina delle morte per inseguire il mito della purezza minacciato dalla sola presenza in vita di categorie indegne di esistere.

Neri, zingari e portatori di handicap non minacciavano né ostacolavano i progetti della Germania nazista ma, nonostante questo, finivano per essere bruciati nei forni comunque perché avvertiti come elementi in grado di inquinare la natura stessa dell’uomo nuovo destinato a fondare una civiltà scevra dall’imperfezione. Alla luce di questo ragionamento ribadisco le evidenti affinità fra la filosofia nazista classica e il neonazismo tecnocratico contemporaneo. La cornice è cambiata ma il quadro è sempre quello.

Chi oggi non si adegua ad una esistenza semi-schiavile al servizio della classe neoaristocratica è pregato di togliere cortesemente il disturbo. Così come Goebbels e Rommel appartenevano al primo cerchio di potere della Germania nazista, gli italiani Mario Monti e Mario Draghi compongono il primo livello del sistema di potere che regge il neonazismo tecnocratico contemporaneo. Il livello europeo è sovraordinato rispetto a quello nazionale e, conseguentemente, la caratterizzazione delle forze politiche che operano all’interno dei confini dei singoli paesi si evince perlopiù dal grado di fedeltà che le stesse assicurano al politburo di Bruxelles. .

In Italia il Pd si è distinto per il fiancheggiamento acritico e bovino nei confronti di tutte le riforme cucinate dalla euro-burocrazia. Non a caso Bersani ha sostenuto il governo Monti fino all’ultimo, preferendo perdere le elezioni anziché rallentare il cammino dei neonazisti tecnocratici.

Per l’oligarchia continentale il Pd è affidabile almeno quanto Pètain lo fu agli occhi di Hitler. Per queste ragioni il Pd, partito formalmente di sinistra, rappresenta nei fatti posizioni tipiche dell’estrema destra classista, antiegualitaria e, all’occorrenza, sanguinaria.

Francesco Maria Toscano
Fonte: www.ilmoralista.it
Link: http://www.ilmoralista.it/2013/06/12/gli-elementi-costitutivi-del-neonazismo-tecnocratico-interiorizzati-dal-partito-democratico/
12.06.2013

Pubblicato da Davide

  • Black_Jack

    Attenzione, perché qui si ripetono i concetti già espressi varie volte dal Moralista, ma con un dettaglio in più.

  • Georgejefferson

    Monti e Draghi in alto di livello,mmm..Comunque,non mi aspettavo quel lieve gesto di coraggio,al di la della “versione ufficiale” contro informativa.Francesco,le resistenze son sempre deboli quando si conosce solo la miseria e il terrore.Qui in Europa non e’ proprio cosi,a questo vogliono riparare.

  • jesskarton

    e’ chiaro che si tratta di una guerra delle kaste contro tutta la gente comune, siamo i nuovi schiavi, e in italia i caporali del pd si sono distinti per la qualità del tradimento perpetrato ai danni dei propri elettori italioti (italiani idioti), che, meschini, li hanno baldanzosamente rivotati (???) alle amministrative…. mal voluto non è mai troppo, DORMIGLIONI!!( Dormienti coglioni).. avanti così verso il baratro, e vaiiiiii

  • Ercole

    La borghesia ha sempre affidato il controllo del potere ai rappresentanti (aguzzini)politici più affidabili ,sindacati inclusi,è la struttura (economica)che delega la sovrasttuttura (parlamento) al fine di perseguire i propri interessi :a noi il compito di spezzare l’incatesimo.

  • SentieroIndiano

    chapeau all’autore dell’articolo

  • vraie

    messaggio chiaro e semplice, da far circolare a favore di quei lettori che vanno di fretta (cioè quasi tutti)

  • haward

    Chi da sempre rivendica di avere sottoscritto la tessera numero 1 del PD si chiama Carlo De Benedetti il quale, tra l’altro, è il proprietario del gruppo Repubblica L’Espresso ossia del pilastro mediatico del consenso allo stesso PD, nonchè fratello di Franco De Benedetti, senatore PD. Il gruppo Repubblica L’Espresso è stato fondato e, successivamente, compartecipato con De Benedetti, dal principe Carlo Caracciolo, la cui sorella, Allegra, ha sposato Umberto Agnelli, mentre la cugina, Marella, ha sposato Gianni Agnelli. Quest’ultimo, l’avvocato Gianni Agnelli, soleva dire che in Italia l’unico governo potesse fare liberamente una politica di destra era un governo di sinistra.
    Due piccole notazioni sull’articolo:1- l’Illuminismo è interamente una creazione massonica, dal principio alla fine, ed è la base di tutta l’impalcatura su cui sono state costruite le moderne democrazie; 2- E’ curioso come il riferimento usato dall’Autore all’interno del suo parallelo con il Nazismo per indicare gli “schiavi” da vessare sia il termine ebraico Goym.

  • Kovacs

    “Non tutte le uccisioni di massa sono guidate dagli stessi propositi. I Romani decisero di sterminare i Cartaginesi perché questi ultimi costituivano una continua minaccia militare; i cattolici medievali perseguitarono gli eretici per salvaguardare “la fede autentica”; Stalin colpì i kulaki perché si erano arricchiti conquistando pericolosamente prestigio sociale. Ma solo i nazisti misero in piedi una efficace e organica macchina delle morte per inseguire il mito della purezza minacciato dalla sola presenza in vita di categorie indegne di esistere.

    Neri, zingari e portatori di handicap non minacciavano né ostacolavano i progetti della Germania nazista ma, nonostante questo, finivano per essere bruciati nei forni comunque perché avvertiti come elementi in grado di inquinare la natura stessa dell’uomo nuovo destinato a fondare una civiltà scevra dall’imperfezione.”

    Alla luce di questo ragionamento……Maria Toscano ha trasformato un articolo con buoni spunti in una cagata pazzesca….certo, il PD detto anche Partito dei Dementi non può esser considerato un partito di “sinistra” come la intende la maggior parte degli italioti….invece di usare nazismo, bastava usare il termine ULTRALIBERISTA……troppo semplice, meglio infarcire sempre tutto di vecchi fantasmi e fare paragoni alla cazzo.

  • ilmoralista

    Kovacs non mi sfugge affatto il senso della tua critica che merita un ulteriore approfondimento. Ti invito a non scaldarti e a ragionare insieme a me. Un mio carissimo amico, persona di grande acume e cultura, mi ha esposto le tue stesse perplessità ma non è riuscito a convincermi. Spiego il perché. Il termine ultraliberista non è aderente alla realtà. I fan dello Stato minimo, affascinati dalle teorie di Nozick, chiedono meno Stato e meno tasse. “L’unica cosa che posso fare per i poveri”, sosteneva un ultraliberista come Reagan, “è non farne parte in modo da non aumentarne il numero”. Una idea di società cinica e perversa che non esprime odio per gli ultimi ma, più semplicemente, metallica indifferenza. Il neonazismo tecnocratico di oggi, che trova nel Pd terreno fertile, non intende imporre un modello individualistico e iper-competitivo che liberi il cittadino dalle soffocanti attenzioni di uno Stato oppressivo fregandosene bellamente di chi resta indietro. Fa esattamente l’opposto. Al fine di sottomettere o, in alternativa, provocare la morte delle classi inferiori utilizza in prima battuta il carico fiscale come impropria arma di pressione per ridurre sul lastrico ceti medi e proletari. Ti pare una condotta tipica dei sistemi “ultraliberisti”? Ho qualche dubbio. Non a caso, in questo preciso momento storico, le critiche più feroci verso questo mostro di Europa vengono proprio da ambienti “liberisti” come l’Ukip inglese o il nuovo partito tedesco “alternativa per la Germania”. Quanto alla architettura istituzionale europea, ti invito infine a leggere il libro “Eurss, unione delle repubbliche socialiste sovietiche (Stroilov e Bukovskij)” che sottolinea una serie di impressionanti analogie tra l’Europa attuale e la struttura pachidermica di sovietica memoria. Insomma, questa Europa è un orco, figlia di un sincretismo perverso che non può essere liquidato con il termine (questo sì vecchio abusato e utilizzato a sproposito) “ultraliberismo”. E’ un fenomeno nuovo che, per adesso, si caratterizza principalmente per la carica omicidiaria che esprime. Per questo mi pare che il termine neonazismo tecnocratico sintetizzi meglio di altri il senso del ragionamento. Un caro saluto, Francesco

  • Tonguessy

    Sono d’accordo sul tono generale dell’articolo, molto meno sui contenuti di questo intervento. L’idea stessa di ultra-neo-liberismo contiene ossimori che i media hanno il compito di mai mettere in luce. Ad esempio il “too big to fail” significa interventi massicci dello Stato a favore di quell’equilibrio di Mercato che solo il Mercato conosce. Alla faccia della “mano invisibile” che tutto regola e del minimo intervento dello Stato nei mercati. Ultraneoliberismo significa tutto questo e molto di più. Significa sbarazzarsi del nemico storico (URSS) per riformulare delle forme di intervento statale senza che ci possa essere una verifica di contrapposizione. Cioè interventi al fine di diminuire il welfare, il contrario di quanto fece lo statalismo sovietico (con tutte le sue derive). Interventi che tendono a favorire disoccupazione, lavoro nero, precariato, evasione fiscale nel nome dell’occupazione, del lavoro regolamentato, dei contratti a tempo pieno e della trasparenza fiscale. Concordo sulla novità del fenomeno, giunto al punto da essere descritto da Squinzi (Confindustria, ovvero i padroni di una volta) come “macelleria sociale”. La pressione verso il basso anche della classe imprenditrice, una volta osannata, ha lo scopo di premiare sempre meno persone con prebende sempre più scandalose. Questo è il terreno fertile per “imporre un modello individualistico e iper-competitivo” che sta vedendo il PD parte attiva e con buona pace dell’analisi de ilmoralista. Oppure mi venga dimostrato il contrario. Magari a partire da quando D’Alema dichiarò solennemente che era finita l’era del lavoro fisso, dando il via a quel progressivo depauperamento sociale che oggi si chiama popolo delle partite iva e precari di ogni ordine e grado.

  • ilmoralista

    Tonguessy andiamo per gradi. Tu dici” L’idea stessa di ultra-neo-liberismo contiene ossimori…”. Bene, la discussione arricchente è possibile solo se ci intendiamo sul significato condiviso da dare alle parole. Preliminarmente ti chiedo: l’ultra-neo-liberismo è fenomeno differente dall’ultraliberismo semplice evocato da Kovacs? Nel caso, in cosa differisce? Non basta evocare le contraddizioni interne al liberismo per sostenere che ne provano l’esistenza. Mi pare un approccio troppo semplificante. Allora guardiamo in faccia insieme queste contraddizioni. Non mi sfugge l’ipocrisia di chi di giorno venera il mercato ma di notte utilizza denaro pubblico per salvare le banche fallite a causa di operazioni spericolate. Ma ti chiedo ancora: è liberista la politica di chi strangola le imprese con le tasse? La novità di questo mostro di Europa consiste proprio in questo: nel mischiare il peggio del pensiero turboliberista, che si concreta come lodevolmente sostieni tu nella distruzione del welfare, alla raggelante invadenza di una burocrazia antidemocratica di sovietica memoria che soffoca le libertà individuali del cittadino. Questo mix, finalizzato al ridisegno oligarchico di una società pre-illuministica, io lo chiamo neonazismo tecnocratico per porre l’accento sulla finalità distruttiva che caratterizza tale operazione. Utilizzare le categorie di “liberismo” o statalismo” per comprendere il fenomeno nuovo che stiamo vivendo mi pare al contrario altamente insufficiente. I termini liberismo o statalismo tendono inconsapevolmente a ridurre la questione a fatto economico. Come se l’involuzione dell’Europa di oggi fosse soltanto il frutto di una cattiva interiorizzazione delle teorie macroeconomiche della famigerata scuola di Chicago. Mi dispiace, non ci credo affatto. L’Europa è vittima di un progetto politico, antropologico e culturale che strumentalizza l’economia per coprire un disegno che è prevalentemente spirituale ed esoterico.

  • Tonguessy

    Se divaghiamo e andiamo a pescare nelle melmose acque metafisiche del disegno “prevalentemente spirituale ed esoterico” mi sa che non ci capiremo mai. Il taglio del welfare non è una preghiera, nè frutto di un qualche disegno spirituale. La gente che ha operato e sta operando tali tagli è gente in carne ed ossa, mica entità celesti. I risultati che si stanno portando a casa sono, in ultima analisi, soldi sottratti dai ceti meno abbienti e riversati copiosamente nei conti bancari (offshore o meno) delle elites. Peccato che tu affermi che non si possa “ridurre la questione a fatto economico”. Possiamo a questo punto tirare in ballo il Drago Rosa che staziona in certi garage, e spiegheremmo meglio tutta la questione, no? Così lasciamo in pace Milton Friedman e soci. Che come giustamente annoti non c’entra nulla con “l’involuzione dell’Europa”. Anzi….

  • ilmoralista

    Ti prego di non banalizzare il mio ragionamento. Proverò ad essere più preciso in modo da fornirti elementi utili per un approfondimento sull’argomento. Quando dico “disegno spirituale ed esoterico” non mi riferisco al “drago rosa” né ad entità celesti da evocare per mezzo della Cabala. Come saprà un uomo dagli studi raffinati come te, l’elemento spirituale è da sempre precondizione indispensabile per un esercizio del potere pacifico e duraturo. Prima della caduta dell’ancien regime, ad opera delle avanguardie massonico progressiste protagoniste della Rivoluzione francese, esisteva il principio di autorità. Tale principio stabiliva che i re avevano diritto di governare sui sudditi perché delegati direttamente da Dio. Come vedi l’elemento spirituale, che tu tenti inutilmente di ridicolizzare quasi fosse categoria estranea all’esercizio del potere, ha storicamente sempre assunto un ruolo dirimente. Ma veniamo ad oggi, altrimenti mi accuserai di divagare ancora. L’illuminismo abbatte il vecchio principio di autorità e lo ribalta: il potere è adesso legittimo solo nella misura si esercita in nome del popolo sovrano. Questa trasformazione storica nasce, si sviluppa e trionfa grazie all’impegno delle officine massoniche. La massoneria è quindi creatrice del mondo moderno. Ma la massoneria, checché se ne dica, non è affatto una istituzione evanescente buona sola per vendere qualche libro scritto da cospirazionisti di serie zeta. Si tratta al contrario di una entità molto solida, certo non monolitica, che pur occupandosi formalmente solo di questioni dello spirito interviene pesantemente nelle dinamiche del mondo cosiddetto “profano” attraverso la costituzione di associazioni paramassoniche come il Bilderberg, la Trilateral commision, il Cfr e molti altri ancora. Storicamente ha sempre prevalso la massoneria progressista, che ha annoverato elementi di assoluto pregio come Keynes e Roosevelt ai quali profondamente mi ispiro (e non certo a Friedman). Ma in questo preciso momento storico la massoneria reazionaria, che vede in Draghi e Monti i degni epigoni del massone nazista Hjllmar Schacht, ha preso il sopravvento con tutto ciò che questo comporta. Questo per dirti che la costruzione maligna di questa Europa non è influenzata tanto dalle malefiche dottrine neoliberiste dei nipotini di Von Hayek quanto dalla intima e dissimulata interiorizzazione di una visione dell’uomo e del mondo nemica dei diritti, del benessere, della dignità e del progresso. I massoni reazionari che guidano questo tragico esperimento si ritengono classe pneumatica (unica ad avere ricevuto lo spirito divino) da non confondere con la categoria sub-umana degli ilici, uomini bestia ai quali è delegato il solo compito di faticare sopravvivere. Qui mi fermo altrimenti il discorso si farebbe troppo lungo. In conclusione, visto che in precedenza hai citato l’Urss, ti invito ad approfondire la cifra massonica di Lenin.

  • Black_Jack

    Tonguessy, quello che dice il Moralista non è un vaneggiamento su argomenti evanescenti in contrasto ai “solidi” discorsi economici. Merita di essere approfondito.

    Certo il Moralista fa di tutto per rendersi antipatico come in questa frase cafonescamente sarcastica che ti rivolge:

    “Come saprà un uomo dagli studi raffinati come te”

    D’altra parte da un provinciale piccolo borghese è anche ovvio aspettarsi questo astio rancoroso verso chiunque contrasti il suo modo di vedere.

    Ma ripeto, quello che dice merita di essere meditato al di là della scortesia un po’ rabbiosa dello scrivente.

    Piuttosto ci sarebbe da fare un ragionamento un pelino più complesso sull’essenza di questa “massoneria” che abbastanza inspiegabilmente riunirebbe in una comune appartenenza (e addirittura, sembra di capire, una comune matrice filosofica…???) tendenze per noi profani assolutamente inconciliabili.

    E allora che diavolo significa dire che nei secoli ha prevalso la massoneria progressista e libertaria mentre oggi pare avere la meglio quella (uso le parole del blogger) reazionaria e nazista tesa alla selelezione della razza eletta?

    Che senso ha dire che una certa secolare associazione rappresenta in sé stessa due estremi inconciliabili?
    Peccato che il Moralista non ami il confronto se non in modalità di sprezzante polemica con chi non la pensa come lui.

    Mi sbaglio, forse? Vediamo il tono della risposta.

  • ilmoralista

    Ti sbagli su tutta la linea. Amo il confronto, pacato, socratico e rispettoso delle idee contrarie. Non insulto nessuno e rispondo a tutti con la stessa solerzia e cortesia. La frase che tu riporti snaturandone il significato non aveva alcunché di ironico. Tonguessy, nel corso della nostra proficua discussione, ha dimostrato di avere conoscenze raffinate sul piano storico ed economico. D’altronde il livello complessivo delle discussioni su codesto portale è in genere alto e qualificato. Così come la qualità dei commenti. Posso rispondere nel merito su qualsiasi contestazione. Non posso però difendermi di fronte a processi alle intenzioni frutto di evidenti preconcetti.

    p.s. provinciale piccolo borghese, rabbioso e livoroso, sarai tu

  • haward

    E’ curioso che, dimostrando di avere una visione che si stacca dalla palude dell’ignoranza attualmente regnante ( risultato dello stesso disegno che tu intravedi), tu “scivoli” su di una interpretazione abbastanza piatta, consentimelo, di ciò che è avvenuto in Germania tra le due Guerre e durante il Secondo Conflitto Mondiale. Che Roosevelt, ad esempio, appartenesse alla parte “buona” e “progressista” della Massoneria e che questo partito sia stato soppiantato dall’attuale versante “cattivo” mi sembra una semplificazione. L’Unione Europea è uno dei tanti frutti avvelenati, avvelenati fino dal seme, che proprio i Roosevelt ed i Churchill (eseguendo ordini ben precisi dei Baruch, Morgentau e compagnia) hanno voluto.

  • Black_Jack

    Moralista, ti leggo da un po’ di tempo e nel tuo blog ne ho visti più d’uno di sbotti di bile da parte tua. Mi fa piacere che qui tu riesca a mantenere un aplomb molto più appropriato.

    Quindi ti ripeto la domanda: che senso ha parlare di “massoneria” se questa associazione ( o chiamala come ritieni tu) riunirebbe in sé delle anime che tu stesso definisci contrastanti e irriducibili?

    Non è pensabile una “società filosofica” che accolga allo stesso tempo libertari e nazisti, ugualitaristi e razzisti, progressisti e reazionari esoterici.

    Rispondere che questa domanda rappresenta un punto di vista preconcetto è una non risposta.

    Ti faccio inoltre presente che questo tuo articolo è stato postato da me nel forum di Come Don Chisciotte che poi ha deciso di metterlo in Home Page; quindi da parte mia niente preconcetti sui contenuti che esprimi ma molte remore sulle modalità di confronto coi lettori che ti ho visto molto spesso adottare nel tuo blog.

  • ilmoralista

    Caro haward, ti ringrazio (senza sarcasmo) per avere introdotto altri elementi interessanti buoni per arricchire il nostro conciliabolo. Il senso complessivo della tua cortese critica, se ben capisco, mi imputa un eccesso di infantile manicheismo nel tagliare con l’accetta una massoneria buona, incarnata da Roosevelt, sfortunatamente ora soppiantata dai massoni reazionari e oligarchici. E nel muovermi questa accusa di grossolanità espositiva concludi mettendo nello stesso calderone Churchill e Roosevelt, tutti dipinti come burattini manovrati da potenti consessi finanziari. Sei certo di non attribuire a me i tuoi difetti? In Germania, tra le due guerre, si sono riversati capitali anche in spregio delle politiche progressiste di Roosevelt che furono molto avversate da certi ambienti elitari. Churchill, molto diverso da Roosevelt, subì pure il fascino del fascismo e, cosa oramai ampiamente documentata ( vedi il Golpe Inglese), la massoneria inglese giocò un ruolo determinante per permettere l’ascesa al potere di Mussolini. La tua, correggimi se sbaglio, mi sembra una puntualizzazione figlia di una visuale di critica sistemica che individua nel capitalismo tout court il nemico da abbattere. Ma il capitalismo, insieme alla democrazia liberale, pur con tutti i suoi limiti si è dimostrato il miglior sistema possibile per garantire benessere diffuso e progresso sociale. Certo, se per te il capitalismo è di per sé un vaso di obbrobrio, farai fatica a distinguere Keynes da Friedman o Roosevelt da Churchill. Ma io non crederò mai che il piano Marshall e la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo siano paragonabili agli strumenti di tortura imposti oggi dalla Troika o al commissariamento della democrazia delineato dal Mes.

  • ilmoralista

    Caro Black Jack, proverò ad interrogarmi seriamente sulle asperità che tu mi segnali perché magari, inconsapevolmente, i miei toni appaiono comunque saccenti o irritanti. Proverò a migliorarmi. In genere sul mio sito rispondo in maniera “interurbana” (direbbe il massone De Curtis, in arte Totò) soltanto a chi si pone su un piano inutilmente aggressivo. Purtuttavia, transeat. Andiamo al merito del tuo quesito. Tu ti chiedi: “Come è possibile che la massoneria raccolga al suo interno tanto figure libertarie e progressiste quanto elementi reazionari e oligarchici?”. “Questa realtà non rappresenta una contraddizione in termini?” La risposta è: no. Spiego il perché. Il tutto si gioco sul filo sottile della ipocrisia. La massoneria è una istituzione formalmente filosofica ed esoterica che, rinverdendo antiche tradizioni sapienzali, punta al miglioramento dell’uomo e della società. La massoneria, evitando formalmente di occuparsi di questioni divisive come la politica e la religione, è per sua stessa natura aperta a tutti. Anche la Chiesa, se ci pensi bene, accoglie al suo interno personalità differenti e agli antipodi ma questo non inficia il suo cammino nel mondo. Carlo Maria Martini e Marcinkus ad esempio, figure diversissime tra loro, si riconoscevano all’interno della stessa istituzione. Il problema sorge quando dalla speculazione filosofica si passa alla lotta pratica per il potere profano. A questo punto la massoneria, mutuando l’esempio della Chiesa medievale, delega le questioni “spicce” ad alcuni bracci visibili che intervengono nelle cose del mondo (Bilderberg, Trilateral e compagnia). All’interno dei consessi profani, quelle incongruenze che tu segnali, trovano pieno compimento. Su questa ipocrisia si regge l’unitarietà dell’istituzione massonica (dove comunque il frazionismo non manca). La Chiesa faceva allo stesso modo. Quando doveva risolvere una minaccia esterna delegava l’imperatore ad usare la spada e, contestualmente, pregava per salvezza del condannato che aveva appena finito di consegnare al boia.

  • Black_Jack

    Quoto e mi piacerebbe tanto sentire il parere degli altri lettori oltre a quello del Moralista:

    “Su questa ipocrisia si regge l’unitarietà dell’istituzione massonica (dove comunque il frazionismo non manca). La Chiesa faceva allo stesso modo. Quando doveva risolvere una minaccia esterna delegava l’imperatore ad usare la spada e, contestualmente, pregava per salvezza del condannato che aveva appena finito di consegnare al boia.”

    L’unitarietà dell’istituzione massonica si regge sull’ipocrisia? Be’, ma è molto interessante…e avete valutato un tentativo di farla finita con l’ipocrisia? Il fatto che sia ipocrita anche la Chiesa non è che sia un grande argomento…

    Mi auguro che queste non vengano considerate idee gratuitamente aggressive; sono un piccolissimo compendio di una complessa serie di osservazioni che mi verrebbe da fare leggendo i tuoi post e quelli del GOD; post che sono veramente interessantissimi ma che al contempo contengono delle ambiguità che fareste bene a risolvere (rilevate anche da altri oltre me, per la verità). Ambiguità, detto per inciso, che io non ritengo dovute a quella “ipocrisia” di cui parli tu ma piuttosto al fatto che vi state rendendo conto di non avere la forza e i mezzi per reagire se non a parole mentre allo stesso tempo non ve la sentite di mettere in atto una vera e propria scissione.

    Temo che non potrete evitare lo showdown e nel caso vogliate davvero seguire fino in fondo le conseguenze delle vostre idee vi suggerisco di farlo d’anticipo piuttosto che restare in posizione di attesa troppo a lungo.

    Comunque ci tengo a dire, visto che ho portato anche delle critiche: il blog del Moralista deve stare nei bookmarks di chi si vuole tenere informato.

  • Georgejefferson

    Spirituale ed esoterico,si.Anche se non e’ troppo dibattevole alle masse.Comunque il punto e’ proprio quello da te accennato.Alcune menti illuminate e in buona fede volevano cercare la sintesi migliore del meglio,e buono,dei valori e principi del liberalismo e socialismo originari.La risposta,o reazione se vogliamo,e’ stato l’esatto contrario,cioe’ la sintesi del peggio,e cattivo (senza temere di usare il termine cattivo,banalizzato da un materialismo senz’anima infame) delle derive avvenute (o estremizzazioni,se vogliamo) del liberalismo e del socialismo.

  • ilmoralista

    Black Jack forse non mi sono spiegato bene. La massoneria è per sua natura inclusiva. Secondo i precetti degli antichi landmaker in massoneria non si parla di politica e religione. In massoneria, quindi, potevano trovarsi uno di fronte all’altro figure che non si sarebbero mai parlate nel mondo profano. Nei fatti la massoneria, specie in Francia, ha inciso in maniera decisiva nel forgiare gli equilibri di potere del nuovo mondo intorno al trinomio “libertà, uguaglianza e fratellanza”. L’ipocrisia dei massoni elitari è quella di negare l’attuale influenza della massoneria nelle dinamiche di potere. Esistono poi anche massoni come Magaldi che, a viso aperto, rivendicano il diritto di intervenire in difesa di quei principi di libertà, di fratellanza e di uguaglianza minacciati da massoni elitari definiti “contro-iniziati”. L’apparente inconguenza che tu segnali è il risultato di un diverso modo di intendere il trinomio “ugiaglianza, libertà e fratellanza”. Per i massoni reazionari, oggi dominanti, questi principi valgono solo per gli iniziati massoni, elite dello spirito, che si riconoscono tra di loro liberi, fratelli e uguali. Per i massoni progressisti, invece, tali concetti vanno estesi all’umanità intera da migliorare nel suo insieme alla luce del sapere e del progresso. Io non sono massone ma non credo che dalle parti di God non abbiano “la forza per reagire”. I processi storici maturano nel tempo. Pazienza e perseveranza. Grazie per i complimenti molto ben accetti. Francesco

  • haward

    Credo non sia questa la sede per approfondire certi argomenti. Volevo farti i complimenti per il coraggio di esporti in questi termini e per lo stile sobrio e pacato. Nel merito, vedi, io non critico il “capitalismo” in quanto tale. E’ la visione materialistica dell’essere umano che ci sta portando al disastro attuale. L’accumulo di denaro a qualunque costo e l’inevitabile sfruttamento del più debole sono le naturali conseguenze di una visione del mondo che ha espulso qualunque barlume di idea spirituale. E questa visione è stata imposta da un’elite che, nel tempo, ha saputo indirizzare i pensieri degli uomini verso l’annullamento di tutto ciò che costituiva un ostacolo. Guarda ancora al di là delle apparenze: la Massoneria, parlo delle obbedienze principali tipo il GOI o Piazza del Gesù (per rimanere in ambito nazionale) Riti compresi, è solo un’ulteriore facciata, anche se molto importante, dietro e oltre a cui si muovono entità più occulte. All’attuale dittatura economico finanziaria non si sarebbe potuti arrivare senza l’assetto politico strategico uscito dalla Guerra. Roosevelt, Hitler, Stalin e Churchill sono stati “aiutati”dagli stessi gruppi di potere che avevano già spinto le nazioni al primo conflitto mondiale e, con il trattato di Versailles, avevano posto le basi per il secondo.

  • ilmoralista

    Caro Haward, trovo questa discussione molto stimolante. Mi piacerebbe che tu mi aiutassi a comprendere meglio il senso della tua analisi. Per discutere nel merito, cioè, sarebbe opportuno che tu delineassi con maggiore precisione “questi gruppi di potere che avevano già spinto le nazioni al primo conflitto mondiale…”. Altrimenti, sono certo che mi comprenderai, è per me veramente difficile opporre argomento ad argomento. Provo ad interpretarti e ti prego di correggermi nel caso fornissi una versione del tuo pensiero, a dire il vero alquanto ermetico, per nulla autentico. Quando tu dici “la Massoneria, parlo delle obbedienze principali tipo Goi o Piazza del Gesù Riti compresi, è solo un’ulteriore facciata (…) dietro e oltre a cui si muovono entità più occulte”, immagino voglia riferirti alle cosiddette UR-LODGES, consessi elitari e sovranazionali indipendenti dalle singole obbedienze nazionali. Monti, non a caso, si è sempre potuto permettere un atteggiamento alquanto strafottente nei confronti della principale obbedienza massonica italiana dichiarando da Lilli- “Bilderberg”- Gruber che “la mssoneria è un concetto troppo evanescente per un uomo pratico come lui”. Ma, ripeto, in mancanza di tuoi ulteriori approfondimenti, le mie rimangono supposizioni e serali divagazioni. Un caro saluto, Francesco

  • LeoneVerde

    Francesco Maria Toscano ha passato mesi a studiarsi Barnard. Il più grande Crimine è uscito a settembre 2010. La “cinesizzazione dell’Europa” è un concetto di Barnard. che poi il massone Magaldi ci voglia mettere il copyright è incredibile, ma capisco: prima l’hanno blandito per avere una collaborazione, poi gli è girata male perchè Barnard gli ha detto no.
    Il pregio di Toscano è che, almeno lui, non solo ha letto ben bene tutto quello che scrive Barnard, ma l’ha capito perfettamente. Tanto da riuscire a riscrivere in linguaggio aulico i suoi testi.
    Un ottimo calligrafo.