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GLI ARTISTI LO DICONO MEGLIO. INTRODUCING “CESTERNOMICS”. (SOLO PER I RAGAZZI)

DI PAOLO BARNARD

Arrivo alla “CESTERNOMICS” in un attimo. Una premessa.

Ieri notte in un bar del centro incontro due ragazzi, 22 lui e 23 lei. Inglese lui, lei di tutto, cioè, francese, nonni portoghesi e olandesi. Parliamo 5 minuti di economia, e poi lei, ma veramente con uno sguardo disperato “Paolo, ma cosa ci succederà? Come faremo?”, e si riferisce alla sua generazione.

Ho sentito una fitta allo stomaco, era compassione. Stanno studiando come due pazzi e pensate, si erano incontrati in quel bar per la prima volta neppure un’ora prima. Macché lingue in bocca, macché dove si va a scopare? Il futuro, il loro futuro. E questi mica sono i bambolotti italici con la mamma che gli stira i jeans e poi vanno a picchiarsi con la polizia dopo aver dato qualche milione di euro in birra a Ceres. Questi sono nel futuro dell’accademia, dove lui studia biologia e lei arte ma… ma SEMPRE E SOLO in applicazione a matematica, finanza, ecologia, linguistica, ingegneria, antropologia ecc. Perché oggi, sappiatelo, la Syngenta o la Textron offrono stipendi da centinaia di migliaia di dollari PRIMA ASSUNZIONE a un giovane pittore-talento, o a uno storico di 24 anni coi controcoglioni, perché loro sono avanti 300 anni e sanno cosa gli serve per vendere concimi o microsistemi medici. Voi non lo sapete, loro sì, e anche io lo so, ma, eh, parlo in Italia.

Allora con questi due fiori di ragazzi io ho dovuto dire la verità. Via dll’Europa, VIA! Qui tutto è finito, qui la lotta per voi è paglia, carta velina colorata, teatro delle marionette. Qui i ragazzi, i giovani, i padri, gli anziani, quelli che dovrebbero RIBELLARSI, la RIBELLIONE, sono fumo negli occhi, dei morti, finti come i fantasmi, sono…

… Ed ecco che per descrivergli cosa siamo noi FANTOCCI benestanti mi viene in soccorso la CESTERNOMICS, la sociologia economica dei Linkin Park di Cester Bennington, perché lui, loro, da artisti lo hanno descritto tanto meglio di me a cosa siamo ridotti noi qui. Leggetevi il testo qui sotto, e soprattutto quell’angosciante verità “NOI SIAMO QUELLI FORTUNATI, IMITAZIONI DELLA RIBELLIONE”.

https://www.youtube.com/watch?v=pup08ox1BSA

Paolo Barnard

Fonte: www.paolobarnard.info

Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=1257

2.08.2015

Pubblicato da Davide

  • tania

    “Voi non lo sapete, loro sì, e anche io lo so” “ io ho dovuto dire la verità” eccetera
    Quando si legge un post che vuole trattare di capitalismo cognitivo o dell’idea di rivoluzione , ci si aspetterebbe di leggere qualcosa di serio ( come su altre questioni ovviamente ) . Ma questo post l’ha scritto Paolo Barnard , che evidentemente non ha nulla da dire degno di nota . In compenso parla di se . Quindi l’unico commento che posso fare è su questo .  Ora , l’egocentrismo di Paolo Barnard non è nemmeno intelligente e autoironico come quello di un Woody Allen et similia . Per niente . Mi dà invece l’impressione di crederci veramente ..

  • BarnardP

    Dio che tristezza Tania. 28 righe sulla tragedia occupazionale di milioni di ragazzi, e tu peschi un quinto di riga (peraltro vera). Capite perché non c’è scampo alla stupidità? "La gente pensa in media una volta all’anno, io che penso una volta alla settimana mi sono fatto una fama" G.B. Shaw. Tania prova a pensare una volta almeno ogni due anni. 

  • tania

    Pensa che mi era venuto in mente di chiedere a Tao o a Truman di cancellarmi il commento , ma poi sono stata occupata e non ho fatto in tempo ( non che non pensi ciò che ho scritto , ma mi sono accorta di essere stata un po’ pesante nei tuoi confronti e in fondo mi dispiaceva ) .  
    Detto questo in realtà ho letto 17 righe in cui parli di te stesso , e dove la “tragedia occupazionale” fa solo da cornice . Niente di male a parlare di se stessi , ci mancherebbe ,  se non fosse per quel “IO so , voi non sapete” simpatico come una carie ai denti , e con cui in realtà ti umili da solo senza nemmeno capirlo .