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GLI AGENTI DEL TESORO USA E I … RUSSIAN BUSINESSMEN

DI SIMOM BLACK

thesovereignman

Troppo bello per essere vero ! O quasi. Avevamo già parlato della Financial Crimes Enforcement Network (FinCEN), una agenzia del Dipartimento del Tesoro USA che insegue per il mondo le persone sospettate di aver commesso dei crimini finanziari.

Disgraziatamente, quello che intendono loro per “crimine finanziario” non è esattamente quello che intendiamo noi per “crimine finanziario”.

Il FinCEN, per esempio, non si preoccupa troppo di artisti del calibro di Jon Corzine, che, al timone di MF Global, ha commesso parecchie delle peggiori frodi finanziarie della storia.
Il FinCEN non ha mai indagato su nessuno dei massimi dirigenti al vertice del sistema bancario degli Stati Uniti per la parte che hanno svolto nel manipolare i prezzi delle materie prime o nel far comprare ai propri clienti dei prodotti finanziari ad alto rischio.

Né ha mai alzato un sopracciglio nel vedere quanta colpa grave hanno costituito le azioni delle agenzie di rating che attribuivano una AAA a titoli di debito tossici (fatto che ha costituito un punto chiave nel destabilizzare tutto il sistema bancario.)

MAI. Per il FinCEN, queste sono tutte questioni banali. Al contrario, il FinCEN ha la malsana ossessione di perseguitare qualche ragazzino ( magari anche straniero) che ha l’aria di aver commesso qualche crimine senza aver fatto male a nessuno.

Uno dei crimini senza vittime su cui il FinCEN ha una particolare abilità di accanimento è la mancata presentazione dei “MODULI sulle attività sospette (SARS)”; questa è una formalità richiesta dal governo degli Stati Uniti che, in sostanza, viene applicata a qualsiasi azienda che tratti affari incassando in contanti, di quelle cioè che usano ancora i soldi di carta.

Banche. Brokers. Payday-uffici prestiti i aziende che effettuano Rimesse (come Western Union). Ma anche i casinò.

In altre parole, il governo chiede a tutte queste organizzazioni di diventare una sua spia ( ma senza pagarle). Ogni azienda ha un codice e delle quote da rispettare: ogni volta che, per qualche motivo, non si riesce a presentare abbastanza Moduli SAR, arriva la visita del FinCEN.

Mi permetto di ripetere questo concetto più chiaramente: anche se una banca non ritiene che stia accadendo nulla che possa destare sospetti è comunque obbligata a compilare ed inviare almeno il numero minimo di moduli previsti dalla quota di SAR.

Se qualcuno entra in una banca e dice o fa qualsiasi cosa un po “fuori dal comune” o si comporta diversamente dal resto della clientela della banca, è probabile che verrà compilato un modello di SAR.

Le statistiche del FinCEN mostrano, infatti, che sono notevolmente aumentate le comunicazioni inviate sui clienti delle banche che hanno fatto una transazione in Bitcoin (cioè hanno trasferito dei fondi da un conto bancario a un CoinDesk).

Ho conosciuto un broker che ritenendo questa richiesta assurda e immorale, per salvaguardare la privacy dei suoi clienti, ha deciso di stilare una serie di comunicazioni di sospetto tutte contro se stesso.

Ma sono pochi purtroppo quelli che hanno certi “valori”. La maggior parte dei banchieri, broker, ecc. accettano, semplicemente, il compito assegnato e fanno la spia per il governo, senza essere pagati. Ti guardano in faccia, fanno un bel sorriso e poi inviano un modulo SAR scrivendo che chi ti sei permesso di fare qualcosa di inconsueto.

Ricordo un caso in cui il FinCEN si è messo sulle tracce di certe rimesse di pagamento fatte a Chicago; il direttore della banca, da dove era partita la rimessa, conosceva il cliente per la sua attività decennale e conosceva personalmente anche molti dei suoi clienti.

Conosceva la loro situazione, che cosa facevano, per quale motivo ricevevano quei soldi, ecc… Molti erano anche diventati amici personali e così, non avendo nessun sospetto su questa attività non ha inviato nemmeno un modello SAR. Il FinCEN è andato a controllare i documenti sulle quote inviate da quel poveraccio e l’ha sbattuto fuori dal mercato. Totalmente disgustoso.

Ma ora arriva un nuovo caso ancora più gustoso.

Pochi giorni fa, il FinCEN ha annunciato entusiasticamente che sta lavorando su un procedimento penale contro un casinò nel Pacifico occidentale … lontano migliaia di chilometri dalla costa degli USA.

Sembra che il FinCEN avesse mandato alcuni dei suoi agenti sotto copertura, a svolgere indagini al Tinian Dynasty Hotel & Casino, fingendosi dei ricchi uomini d’affari russi e accaniti giocatori d’azzardo.

Questi agenti in borghese hanno detto di voler far arrivare alla direzione del casinò una grossa quantità di denaro per usare al gioco ed hanno anche chiesto espressamente che il casinò non segnalasse queste operazioni in valuta.

Il casinò ovviamente è stato d’accordo. Dopo tutto, perché un casino off-shore dovrebbe scomodarsi a raccontare qualche cosa che riguarda dei cittadini russi al governo degli Stati Uniti?

Ma infatti, perché ?

Ma tale logica non tiene conto in motivazione del FinCEN. infatti hanno preso a sberle quel disgraziato del Services Manager VIP del casinò (un ragazzo che non è nemmeno americano) per non aver compilato il previsto modullo SAR.

Ci sono così tante cose sbagliate che è difficile capire da dove si deve cominciare.

Jon Corzine (del MF Global) intanto cammina per le strade di tutto il mondo da uomo libero.

Intanto il FinCEN continua a sprecare i soldi dei contribuenti e a mandare agenti segreti, sotto copertura per intrappolare qualche casino disperso in mezzo al mare, trattando la gente come se fossero tutti infiltrati di in una grande organizzazione terroristica.

Questa è roba da polizia segreta che, praticamente, … si va a preoccupare di quello che fa un cittadino non americano, che lavora all’estero, e che non ha presentato un modulo senza senso che avrebbe dovuto segnalare le operazioni di certi uomini d’affari russi.

In mezzo a tutti i debiti, l’approssimazione e l’incompetenza che vediamo tanto spesso, oggi nel governo, questa è un’altra triste testimonianza di come si stanno gestendo le cose.

Fonte: www.sovereignman.com

Link: www.sovereignman.com/trends/fact-or-fiction-us-treasury-agents-go-undercover-posing-as-russian-businessmen-14881/

22.08.2014

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque Primario.

Pubblicato da Bosque Primario