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GERMANIA E OLANDA: SE SALTA L'EURO SIAMO PRONTI !

DM Goldmark 2001 D Deutsche Bundesbank 12 g Feingold

Il governo olandese e quello tedesco prepararono piani di emergenza per tornare alle loro monete nazionali, quando stava cominciando la crisi dell’euro. Questi piani restano ancora validi.

Il Ministro delle finanze olandese preparò un piano per affrontare uno scenario nel quale l’Olanda avrebbe potuto tornare ad utilizzare la sua precedente valuta, il guilder. ll governo olandese organizzò dei meeting con squadre di esperti di affari legali, economici ed esteri per discutere la possibilità di reintrodurre il guilder olandese, all’inizio del 2012. Il ministro delle finanze olandese ha anche confermato che contemporaneamente una discussione su questo possibile scenario era in corso anche in Germania.

In quel periodo l’euro era in crisi, la Grecia era sul baratro e sembrava che stesse per lasciare o per essere cacciata dall’euro e la crisi del debito scuoteva duramente anche la Spagna e l’Italia. Il Primo Ministro greco Georgios Papandreou e la sua controparte italiana Silvio Berlusconi si erano dimessi e si percepivano i sintomi per cui la crisi del debito dell’euro-zona avrebbe potuto uscire fuori controllo – con un possibile effetto domino e il rischio di crollo per l’intero sistema.

Tutta questa storia è venuta alla luce per un documentario trasmesso dalla TV martedì scorso. Dopo di che questi rumours sono stati confermati (giovedì) dall’attuale ministro delle finanze olandese, Jeroen Dijsselbloem, e dall’attuale presidente dei Ministeri delle Finanze dell’eurogruppo, in una intervista rilasciata alla televisione per EU Observer e per Bloomberg.

“E’ vero che [il ministro delle] finanze e che il governo si prepararono per il peggiore degli scenari”, ha detto Dijsselbloem.

“I capi di Governo, incluso il governo olandese, lo hanno sempre detto: vogliamo che i paesi della euro-zona restino uniti. Ma [il governo olandese] si è anche domandato: cosa succederebbe se non ce la facessero ? e si è preparato a questa evenienza.”

Mentre Dijsselbloem ha detto che ora non c’è più nessun bisogno di mantenere il “segreto” su questi piani, queste discussioni, all’epoca, furono tenute in segreto per evitare di spargere panico sui mercati finanziari.

Quando è stato chiesto a Dijsselbloem di parlare del progetto tedesco, ha detto di non sapere se il governo di quel paese avesse avviato un progetto analogo.

deutsche-mark.jpg

German Silver Deutsche Mark – (1951-1974)

Comunque, Jan Kees de Jager, Ministro delle finanze da febbraio 2010 a novembre 2012, ha riconosciuto che un team gli specialisti-esperti di affari legali, economici ed esteri spesso si incontrava nel suo ministero di venerdì pomeriggio per discutere sui possibili scenari.

Il fatto che in Europa siano stati discussi i diversi possibili scenari fu una cosa che certi paesi trovarono piuttosto spaventosa ma, abbastanza sorprendentemente, non tutti i paesi fecero la stessa cosa ” ha detto De Jager nel documentario televisivo.

“Siamo stati uno dei pochi paesi, insieme alla Germania, ed avevamo anche una squadra congiunta per parlare di scenari, GermaniaOlanda .

Quando l’Observer UE ha chiesto anche alla Germania di confermare queste voci, il Ministero delle Finanze tedesco non ha negato ufficialmente di aver elaborato questi piani, ma ha semplicemente detto : ” Noi e i nostri partner della zona euro, tra cui i Paesi Bassi, eravamo e siamo determinati a fare tutto il possibile per prevenire qualsiasi rottura della zona euro.”

Questa è una vera rivelazione. A quel tempo il Ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schauble, aveva detto che l’euro avrebbe potuto sopravvivere anche senza la Grecia. Ma che avrebbe potuto sopravvivere senza l’Olanda è tutta un’altra cosa.

Un Euro senza l’Olanda e soprattutto senza la Germania è attualmente inconcepibile. De Jager afferma anche che altri paesi trovarono che la prospettiva di una disgregazione dell’euro fosse una cosa spaventosa.
Tanto che misero la testa sotto la sabbia piuttosto che affrontare la situazione di petto, sembra che non siano stati preparati piani di emergenza nei paesi, denominati purtroppo, PIIGS Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna.

Bisogna chiedersi se questi piani sarebbero stati resi pubblici, se questo documentario televisivo non avesse costretto il governo olandese a dare una confermare alle sue affermazioni.

E ‘interessante notare che in questi due paesi, Germania e Paesi Bassi, la cittadinanza è stata in prima linea nella richiesta del movimento di rimpatrio dell’oro, che attualmente percorrere tutta Europa anche il secondo partito in Francia questa settimana è entrato nella mischia.

In un clima in cui si è persa fiducia nelle valute fiat, qualsiasi ritorno ad un fiat-fiorino o ad un fiat-marco sarebbe rischioso in mancanza della fiducia che può dare invece il supporto delle riserve auree.
Nonostante l’implicazione per cui mantenere il segreto su questo argomento non è più necessario, perché l’Europa ha superato il peggio, crediamo che il rimpatrio del 20% dell’oro sovrano olandese dagli Stati Uniti indichi che gli olandesi si stanno ancora, saggiamente, preparando al peggio sia che si tratti di una crisi dell’euro o addirittura di una crisi del dollaro o di una crisi monetaria internazionale.

Il loro motivo dichiarato, che chiede il ritorno di 122 tonnellate di oro sul suolo olandese , serve ad infondere la fiducia del pubblico nella banca centrale olandese.

La prospettiva di un dissolvimento dell’euro è spaventosa ma sembra che la maggior parte delle nazioni dell’Eurozona si siano preparate malamente a questo evento e anzi siano del tutto impreparate.

Come sempre, consigliamo agli investitori di agire come agisce la loro banca centrale, chiedendo di farsi consegnare i propri lingotti o di tenere oro e argento in cassaforte, possibilmente chiuso e custodito in giurisdizioni più sicure come la Svizzera o Singapore.

Per investitori e risparmiatori che attualmente utilizzano l’euro, si pone una domanda importante: Avete un piano di emergenza in caso di fallimento dell’euro?

O meglio, per tutti gli investitori e i risparmiatori che utilizzano altre valute fiat di qualsiasi nazione, si pone una importante domanda: Avete un piano di emergenza in caso di fallimento della valuta in cui avete investito?

Mentre per le nazioni della periferia europea i rischi di un ritorno alle loro monete nazionali e di una svalutazione sono diminuiti certi altri rischi restano.

Il rischio è che i singoli governi nazionali possano scegliere di prendere questa strada, piuttosto che dover sopportare gli effetti di un crollo deflazionistico e quelli della depressione economica. Ma la stessa cosa potrebbe anche accadere per contagio o per un evento sistemico come il fallimento di una grande banca europea – una Lehman Brothers – che produrrebbe un effetto domino con il disfacimento di uno Stato membro dalla Unione Monetaria.

Ma il disfacimento dell’euro potrebbe anche avvenire qualora il popolo tedesco o i suoi politici decissero che non vale più la pena salvare il progetto monetario europeo e se decidessero di scegliere di tornare al marco tedesco.
In questo caso tutte le nazioni indebitate in modo più significativo, i cosiddetti PIIGS e non PIIGS, come il Giappone, il Regno Unito e gli Stati Uniti sarebbero a rischio di svalutazioni monetarie.

Ci sarebbero così delle svalutazioni monetarie competitive e l’abbattimento del valore di alcune valute per ottenere dei vantaggi competitivi e comincerebbe una guerra delle monete che produrrebbe seri rischi per la stabilità a lungo termine e per la prosperità di tutte le democrazie del mondo, nonché delle finanze e dei risparmi della gente comune che vive in tutti i paesi.

Fonte: http://www.zerohedge.com

Link : http://www.zerohedge.com/news/2014-11-28/netherlands-germany-have-euro-disaster-plan-possible-return-guilder-and-mark

28.11.2014

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque Primario.

Pubblicato da Bosque Primario

  • mago

    Come scritto nel post precedente la germania avrebbe coniato i nuovi marchi in Svizzera nel caso di un dissolvimento zona euro  secondo la stampa svizzera….

    Sono dai tempi del post baratto che le storielle e o dottrine  economiche che ci propinano i nobel sono solo discorsi da bar..leggasi la situazione attuale e uscita zona euro.

  • Truman

    Non è che servissero particolari piani: semplicemente in Germania hanno sempre mantenuto in corso il marco. Non è difficile verificare, vedi http://it.wikipedia.org/wiki/Marco_tedesco, che "Le vecchie monete e banconote in marchi possono ancora essere cambiate in euro, senza limite di tempo". Invece l’uccisione della lira italiana ( http://it.wikipedia.org/wiki/Lira_italiana) fu uno dei primi atti compiuti dal governo Monti: "la manovra del governo Monti ha decretato la prescrizione immediata delle monete e banconote il 7 dicembre 2011".
    All’epoca scrissi: Hanno ucciso la lira.

  • Primadellesabbie
    Qualsiasi governo previdente dovrebbe avere pronti diversi piani, noi, vista l’efficenza e quanto ci costa la Protezione Civile, possiamo dormire tra due guanciali.

    L’euro é stato introdotto perché alcuni attori ci hanno visto l’occasione di un enorme guadagno, e dato che c’era l’onda favorevole…

    I Paesi che hanno aderito sono quelli sui quali, chi ci avrebbe guadagnato, era in grado di esercitare la sua autorità al punto di far decidere in quel senso.
    L’euro sarà abbandonato quando attori, abbastanza forti da indurre quest’altro cambiamento, si saranno accordati sulla spartizione dei nuovo guadagno derivante dal relativo contrordine e la nuova onda si sarà profilata (cosa cui stanno evidentemente lavorando).
    La prima, e presumibilmente anche la seconda, decisione hanno consentito, e consentirà, lauti guadagni anche a soggetti e spettatori che, forse, non se li aspettavano. Costoro hanno costituito la platea plaudente subito dopo l’adozione e gli stessi o altri plauderanno alla dismissione per la medesima ragione.
    Allo stato attuale delle cose, parlare di diritti dei popoli o di riappropriazioni varie é un esercizio futile.
    O si pensa ad ad un profondo adeguamento culturale che ci riguardi, che tenga conto dei tempi e degli auspici, o é meglio andare all’osteria a bere quel quartino di cui qualcuno parlava qui.
  • Primadellesabbie

    É vero. Cambiano, senza alcuna formalità, a presentazione, anche le monetine e lo faranno per sempre, senza scadenza. Basta recarsi ad un apposito sportello della Deutsche Bank. 

    Recentemente ho cambiato una manciata di marchi che un mio amico aveva dimenticato in un cassetto, e ai quali aveva rinunciato pensando, al solito, che tutti si comportino come noi. 
  • glab

    già, gli eventi in corso paiono proprio attagliarsi a come descritto nella parte finale del coro atto terzo dell’adelchi:

    …….
    Gli oscuri perigl [www.liceogalvani.it]i di  stanze incresciose [www.liceogalvani.it],
    Per  greppi senz’orma [www.liceogalvani.it] le corsa affannose,
    Il rigido impero, le fami durar;
    Si vider le lance calate sui petti,
    A canto agli scudi, rasente gli elmetti,
    Udiron le frecce fischiando volar.

    E il premio sperato, promesso a quei forti
    Sarebbe o delusi, rivolger le sorti,
    D’un  volgo [www.liceogalvani.it] straniero por fine al dolor?
    Tornate alle vostre superbe ruine,
    All’opere imbelli dell’arse officine,
    Ai solchi bagnati di servo sudor.

    Il forte si mesce col vinto nemico;
    Col novo signore rimane l’antico;
    L’un popolo e l’altro sul collo vi sta.
    Dividono i servi, dividon gli  armenti [www.liceogalvani.it];
    Si posano insieme sui campi  cruenti [www.liceogalvani.it]
    D’un volgo disperso che nome non ha.

    ovvero … non è la tenzone che ora necessita al popolo/massa, volgo disperso, ma il superamento della condizione di inerzia di volgo disperso ed il conseguente raggiungimento della dinamicità attuativa manifesta nella tenzone.

  • AlbertoConti

    E’ veramente stucchevole il susseguirsi di pessimi articoli su questo argomento,
    come questo, che seminano solo ulteriore confusione e paure
    ingiustificate.

    Basti questa frase conclusiva, che è il classico, e per
    l’appunto ormai stucchevole, ribaltamento della realtà a scopo
    di rimbambimento ulteriore di chi legge simile menzogne:

    "Ci
    sarebbero così delle svalutazioni monetarie competitive e l’abbattimento del
    valore di alcune valute per ottenere dei vantaggi competitivi e comincerebbe
    una guerra delle
    monete
    [info.goldcore.com] che produrrebbe seri rischi per la stabilità a
    lungo termine e per la prosperità di tutte le democrazie del mondo, nonché delle
    finanze e dei risparmi della gente comune che vive in tutti i paesi."

    1) le svalutazioni tra le nuove valute
    "deboli" nate dalla scissione della MONETA UNICA (da non confondersi con
    un’eventuale e possibilissima MONETA COMUNE), NON sarebbero
    "competitive", ma al contrario utili a ristabilire le naturali
    regole di mercato. Di "competitivo" ora c’è solo la truffa delle forzature
    vigenti, contrarie alle più elementari regole di mercato
    libero.

    2) la guerra della moneta è quella iniziata con
    l’introduzione dell’euro, e già ora non si contano più i morti e feriti dalla
    parte degli aggrediti.

    3) tale GUERRA ha già prodotto qualcosa di molto
    più grave di "seri rischi per la stabilità a lungo termine", ha
    prodotto serie certezze di disgregazione ostile del sistema europa, da cui lo
    spunto dell’articolo.

    4) "per la prosperità di tutte le
    democrazie del mondo
    " occorre l’indipendenza delle monete nazionali in
    un quadro di rispetto reciproco e collaborazione, incompatibile con l’attuale
    "finanza casinò", responsabile diretta della crisi con l’aggravante dell’euro.
    La prova siamo noi, che stiamo perdendo sia prosperità che democrazia per colpa
    dell’ostinata fedeltà eurista, diabolica tanto quanto il perseverare in un
    errore conclamato dai fatti oltre che dalla ragione.

    5) "
    nonché delle finanze e dei risparmi della gente comune che vive in tutti i
    paesi
    ."
    Questa poi è la beffa oltre il danno e l’inganno, un vero oltraggio al popolo
    italiano, stufo tra l’altro di mangiare quegli insulsi pomodori olandesi, finti
    come tutte le politiche UE fino ad oggi. Per non parlare della commissione
    europea, pura facciata delle lobbi, guidata da un traditore come
    Juncker, ladro, corrotto e corruttore col suo paradiso fiscale "made in
    europe"!