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Il gender secondo la profezia di Ivan Illich

DI ANTONIO GIRAUDO

ilfoglio.it

Evviva! Torna in libreria Ivan Illich e torna con la sua opera capitale (“Genere. Per una critica storica dell’uguaglianza”), scritta nel 1982 ma che aveva dovuto attendere per trent’anni la prima edizione italiana, uscita per merito di Neri Pozza. Questo saggio è imperniato sull’idea formidabile che la chimera della parità fra i sessi sia in realtà un escamotage per ottenere che le donne lavorino come se fossero uomini; ossia, per raddoppiare la forza lavoro dimezzando le retribuzioni e illudendo un criceto sulla ruota di star correndo felice verso la libertà.

 Questo libro di trent’anni fa contiene altresì l’intuizione di un futuro prossimo in cui “le scelte di diventare dentista, o maschio, o protestante, o manipolatore di geni, meriteranno tutte il medesimo rispetto e renderanno plastiche le persone”; un domani in cui l’ambizione a modellare il mondo secondo la forma arbitraria della propria soggettività irripetibile, cominciando dal “ruolo sessuale”, determinerà l’indifferenziazione di una platea di individui ridotta a clientela informe di consumatori egotici. Adesso che s’è realizzata la profezia del saggio di Ivan Illich, Beat – la costola economica di Neri Pozza e altri editori – ne manda in libreria un’edizione a basso costo e di facile diffusione; ma, perché il senso del libro risulti più chiaro, lo restituisce al suo titolo originale inglese stampandolo direttamente in copertina: “Gender”.

Antonio Giraudo

Fonte: www.ilfoglio.it

Link: http://www.ilfoglio.it/bandiera-bianca/2016/10/04/il-gender-secondo-la-profezia-di-ivan-illich___1-vr-148586-rubriche_c792.htm

4.10.2016

Pubblicato da Davide

  • Georgejefferson

    Osignur, Illich in funzione di propaganda di destra. Non e’ che la critica e’ per caso rivolta alla falsa pretesa di omologazione (di cui i nazionalismi inventati la fanno da apripista, in funzione “siamo tutti una famiglia, ricchi e poveri, gerarchi e garzoni ecc..)…omologazione che viene indotta da millenni classificando, categorizzando, e stereotipizzando il tutto, in funzione di passiva accettazione del potere costituito e sue gerarchie decise a priori.

    L’idea “formidabile” della parità dei sessi e’ innanzitutto un fine nel “diritto” di base, e di opportunità (quella cosa che da sempre la destra lascia intendere esistente a priori, praticamente una barzelletta). E spacciare il solito complotto che usa “escamotage” per schiavizzare, riferendosi agli ovvi opportunismi e ipocrisie del magnanti del profitto…da sempre esistenti, fa sorridere… e non toglie di un grammo il valore del principio di parità nel diritto di base.

    Spieghi bene che dramma sarebbe la libertà dell’individuo di decidere lui stesso a quale categoria appartenere, al confronto del “dramma” di decisioni arbitrarie decise dall’alto, di stereotipare come conviene al potere, locale o grande che sia.

    Estraggo da Illich:

    Non conosco società industriale in cui le donne siano economicamente eguali agli uomini.
    Di tutto ciò che l’economia può misurare, le donne ricevono sempre una porzione inferiore.
    La bibliografia su questo sessismo economico ci sta da qualchetempo inondando.Essa documenta lo sfruttamento sessista, ne denuncia l’ingiustizia, lo descrive di solito come una nuova versione di un male millenario e propone teorie esplicative comprendenti anche strategie per porvi rimedio.
    Grazie al patrocinio istituzionale dell’ONU, del Consiglio mondiale delle chiese, dei governi e delle università, la più recente attività in pieno sviluppo dei riformatori professionisti sta insomma prosperando.
    Dopo il proletariato e dopo i sottosviluppati, ora sono le donne i soggetti favoriti delle persone impegnate.Non puoi più accennare alla discriminazione sessuale senza dar l’impressione di voler dare un contributo all’economia politica del sesso.
    O sei fautore di una economia non sessista o cerchi di nascondere le colpe dell’economia sessista vigente. Io, pur basando il mio ragionamento su questa evidente
    discriminazione, non voglio né una cosa né l’altra.
    Per me, la ricerca di una economia non sessista è assurda quanto è ripugnante un’economia sessista.

    • ga950

      Credo sia rimasto l’ultimo al mondo a credere che ci sia la destra, è forse nato cieco?

      • Georgejefferson

        Non lo so, signor vedo tutto. Può darsi che lei conosca tutto l’universo mondo. Intanto ti do una notizia, la negazione delle diverse visioni del mondo (in termini filosofici) la fa la destra da secoli, e’ una sua precisa connotazione, ma come sempre la spaccia (lascia intendere) per “novità”. Ovviamente sono “direzioni” metaforicamente parlando, piene di sfumature diverse, non monoliti unici rossi o neri. Quella dei monoliti unici rossi o neri e’ la favoletta per i bambini (che usa la destra in funzione denigratoria)

        • Pedro

          A me sembra, allora, che due maschi o due donne possano avere figli adottando/comprando uteri e spermatozoii la fa la sinistra in funzione denigratoria di tutti gli altri.

          • Georgejefferson

            Non so a quale sinistra ti riferisci, puoi trovare dichiarazioni di opportunisti con l’etichetta “sinistra”, quello certo. Riguardo al tema “comprare uteri”, espresso in forma semantica fuorviante (perchè lo associ all’adozione in generale), la mia posizione e’ che di principio, e’ giusta la libertà di adottare figli già nati bisognosi di cure e affetto, indipendentemente dal fatto se sono due donne o due uomini, ma ritengo che per via giuridica non sia il tempo storico adatto, con la forma mentis generale attuale, senza una sua evoluzione progressiva in meglio (che può anche non avvenire), si creerebbero discriminazioni e disagi inutili verso i bimbi, oggi. Riguardo al “comprare uteri”, pure io sono critico, e per semplificare, approvo abbastanza la critica di Fusaro (…Fusaro che critico in altri contesti riguardo alle strategie comunicative)

        • ga950

          ” Signor vedo tutto” che fa, “apprezza”?
          La sua pertinacia è assoluta!! La destra filosofica o no ed in qualsiasi altra forma non esiste!!!!

          • Georgejefferson

            Potrei spiegartela ma non ho tempo, se vuoi ti copio incollo degli estratti di altri (che non vuol dire che condivido tutto, ma in linea di massima si), poi ognuno giudica quello che vuole riguardo a “cosa esiste”

          • Georgejefferson

            E’ off topic, comunque qua e’ un riferimento in termini storici, anche se sono scettico verso alcuni punti, e’ interessante :

            http://digilander.libero.it/moses/destrasinistra.html

            Riguardo al tema in termini filosofici, la questione e’ più complessa, ma un buon sunto e’ sempre quello di Bobbio, anche se semplificato (che andrebbe dialetticamente criticato, in certi punti)

            Qui un estratto:

            http://digilander.libero.it/moses/dsbobbio.html
            http://digilander.libero.it/moses/dsbobbio2.html

          • ga950

            Ho letto i due mattoni di Bobbio ed ho avuto conferma dei miei dubbi, anche lui non parla della destra, si sofferma a disquisire sulla destra politica italiana che non è altro che una costola della sinistra.
            In Italia la destra non è mai esistita.

          • Georgejefferson

            Io parlavo di valori, principi, fini scopi, indirizzi, visioni della realtà ecc..e questo riguarda tutti (anche il nichilista più estremo rappresenta una visione del mondo specifica), non tanto le classi politiche con le sue ipocrisie e compromessi…va bè.

          • ga950

            Lei si è fondato una semantica personale affermando che essere di sinistra significhi detenere: “valori, principi, fini scopi, indirizzi, visioni della realtà, ecc..e questo riguarda tutti (anche il nichilista più estremo rappresenta una visione del mondo specifica)”; dimenticandosi di citarne la valenza, perché sono convinto che qualsiasi persona che venisse intervistata in proposito rilascerebbe le sue stesse affermazioni. Quindi posta in questi termini la contrapposizione destra/sinistra non trova sbocco e conseguente soluzione.
            Giorgio Gaber se lo sta ancora chiedendo cos è la destra e cosa la sinistra, perché, come lei, parte dai significati attribuiti ai lessemi a partire dalla rivoluzione francese, solamente che i rispettivi etimi erano conosciuti già nell’antica Grecia, quindi hanno vissuto un periodo storico molto più lungo a quello che lei si riferisce

          • Georgejefferson

            Ognuno “fonda” la semantica che vuole, siamo liberi di farlo, e vedo che hai “semanticamente” interpretato come accusa che la sinistra sia l’unica che ha “valori ecc..”, che e’ una sciocchezza, ma forse fai il finto tonto per prendermi in giro.
            E’ ovvio che riguarda quali valori e quali principi, col conseguente scopo. Utilizzare Gaber in funzione denigratoria della sinistra e’ un giochetto gia datato e non troppo stimolante, la critica ironica di Gaber era riferita agli opportunisti ed ipochiti, sia quelli dichiarati di Sinistra, sia gli altri. Libertà e’ partecipazione e’ uno slogan prettamente di sinistra, tranne per la destra sociale che lo assume, ma “prima gli italiani” denotando la chiara matrice ideologica a priori. I sani valori e principi esistono da sempre, concordo in pieno, ed e’ anche la tesi del primo Link, se lo leggi.

          • ga950

            Lungi da me l’intenzione di farmi beffe di qualcuno: “Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te stesso”.
            Per il resto prendo atto che siamo d’opinioni diverse.

  • Holodoc

    Quando ero un bambino (anni ’70) quasi tutte le mamme erano casalinghe.
    Si lamentavano di essere al servizio della famiglia e dei figli e di non avere tempo per loro stesse. Quelle poche che lavoravano lo facevano per permettersi la pelliccia o la settimana bianca, perché lo stipendio del marito bastava comunque a mantenere dignitosamente quattro persone, l’auto e la casa. E comunque esistevano tranquillamente donne single, che forse non avranno guadagnato in media quanto un uomo ma potevano permettersi di vivere da sole e spesso anche campare un figlio (come ha fatto mia nonna).
    Con le bollette, le tasse e gli affitti che ci sono oggi e gli stipendi in continuo calo a causa della precarietà, quasi nessuno maschio o femmina che sia può permettersi di vivere con uno stipendio, soprattutto nel centro nord. Figuriamoci mantenere coniuge e figli.
    E’ più libera la donna oggi che è costretta a lavorare o ieri che poteva scegliere?

    • ga950

      Ma le donne che lei conosce nascevano incinte?
      Se erano/sono mamme lo saranno state/sono per libera scelta o no?
      Se poi diventavano casalinghe era perché erano dure di comprendonio, infatti se si fossero sposate con uno come Briatore non lo sarebbero di certo diventate.
      Si deve applicare un rigoroso discernimento prima di allargare le gambe.
      Altrimenti si può andare in Spagna e guadagnare moltissimo.

      • kikko19

        incinte non nascevano ma sicuramente l’aborto non c’era e culturalmente erano schiave tanto quanto le bambine pakistane date in pasto a vecchi bavosi.

  • Marco Zorzi

    “Un domani in cui l’ambizione a modellare il mondo secondo la forma arbitraria della propria soggettività irripetibile, cominciando dal “ruolo sessuale”, determinerà l’indifferenziazione di una platea di individui ridotta a clientela informe di consumatori egotici. “…..Magari se si scriveva in modo un tantino più chiaro avrebbero capito in un po’ più di 4 .

    • ga950

      Per scrivere in modo più interattivo è doveroso possedere la chiarezza sinaptica, cosa probabilmente non ad appannaggio dell’autore.