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GEAB n. 82 – 2014: LA CRISI SISTEMICA GLOBALE RIPRENDE IL SUO CORSO “NORMALE”

FONTE: LEAP2020.EU

GEAB n. 82 – 15 Febbraio 2014 – SOMMARIO

2014: la crisi sistemica globale riprende il suo corso “normale”

La valanga di liquidità che la Fed ha emesso nel 2013 attraverso il Quantitative Easing [QE], ha permesso il risveglio delle logiche del “mondo di prima”: il debito, le bolle, la globalizzazione, la finanziarizzazione … Ma è stato sufficiente un lieve rallentamento nell’astronomica quantità di denaro creata ogni mese dalla Banca Centrale degli Stati Uniti perché la crisi, sepolta sotto cumuli di liquidità, abbia ripreso vigore …

La Corte Costituzionale tedesca, la BCE e la Corte di Giustizia europea – Un nodo che soffoca l’Unione Europea

La decisione della Corte Costituzionale tedesca di mettere in discussione la legittimità del programma OMT [creato dalla BCE], chiedendo alla Corte di Giustizia europea un’interpretazione pregiudiziale, è uno di quegli eventi il cui significato storico si svelerà molto più in là nel tempo [obiettivo della Outright Monetary Transactions è quello d’impedire tensioni sul mercato dei Titoli di Stato, per evitare il rialzo eccessivo dei tassi d’interesse, che potrebbe impedire a banche ed imprese di finanziarsi a tassi accettabili, rallentando conseguentemente l’economia reale, ndt]

Investimenti, tendenze e raccomandazioni

Crisi valutaria nei paesi emergenti
Oro
Azioni

GlobalEurometre – Risultati ed analisi

Se da un lato la situazione politica a livello nazionale, europeo e mondiale è ancora inquietante [rischio di disordini sociali e politici in Europa, crescita delle forze anti-democratiche, situazione geopolitica], dall’altro, però, le questioni economiche e finanziarie non sembrano più costituire la principale preoccupazione …

GEAB n. 82 – 2014: LA CRISI SISTEMICA GLOBALE RIPRENDE IL SUO CORSO “NORMALE”
La valanga di liquidità che la Fed ha emesso nel 2013 attraverso il Quantitative Easing [QE], ha permesso il risveglio delle logiche del “mondo di prima”: il debito, le bolle, la globalizzazione, la finanziarizzazione … ma è stato sufficiente un lieve rallentamento nell’astronomica quantità di denaro creata ogni mese dalla Banca Centrale degli Stati Uniti perché la crisi, sepolta sotto cumuli di liquidità, abbia ripreso vigore …
Come avevamo largamente previsto, pretendere di “risolvere” la crisi attraverso l’accentuazione degli eccessi che l’avevano causata, non solo sarebbe stato inefficace, ma avrebbe causato una crisi al quadrato. Averlo previsto ci ha comunque consentito un vantaggio reale: abbiamo risparmiato un po’ di tempo, che ognuno di noi utilizzerà al meglio!

Nel corso del 2014 assisteremo di nuovo al “normale” svolgersi della crisi sistemica globale, ovvero alla transizione tra i due principali sistemi dell’organizzazione globale. Una crisi storica, quindi, che va ben al di là della crisi economico-finanziaria.
Ecco perché, accanto ai gravi pericoli per le borse, per le banche, per il settore immobiliare e per l’economia in generale, assisteremo all’amplificazione della rabbia della gente, al rifiuto dei sistemi politici, alle crescenti tensioni geopolitiche ed infine al ripiegamento dei blocchi [geopolitici] su se stessi.
La cinghia di distribuzione di questa crisi sarà costituita principalmente dal “tapering” [riduzione del QE da parte della Fed], che ha immediatamente portato una forte agitazione sulle valute emergenti.
Oltre all’impatto negativo che il “tapering” avrà sull’economia globale, possiamo anticipare che queste scosse causeranno un “effetto boomerang” sugli Stati Uniti, che si avvieranno a tutta forza verso una massiccia svalutazione del dollaro, destabilizzando tutto quello che resta del vecchio sistema, del quale il dollaro era il pilastro.

Piano completo dell’articolo:

1 . IL CALCOLO SBAGLIATO ALLA BASE DEL TAPERING
2 . FINE DELLA LOGICA DEL PASSATO
3 . FAR “SALTARE” LE BANCHE?
4 . LA COLLERA DEI POPOLI

In questa parte pubblica del Geab n. 82 presentiamo un estratto della sezione n. 1.
IL CALCOLO SBAGLIATO ALLA BASE DEL TAPERING
Dietro alla decisione della Fed di ridurre gradualmente il suo programma di Quantitative Easing (1), si nascondono diverse realtà. La prima è costituita, ovviamente, dalla sua inefficacia nel risollevare l’economia reale e, soprattutto, dal notevole rischio di creare bolle e dipendenze varie, distorcendo conseguentemente qualsiasi capacità di comprendere la realtà.
La seconda è probabilmente dovuta al desiderio di “spettacolarizzare” il fatto che la situazione stava migliorando, e che la Fed poteva conseguentemente ritirarsi in modo sicuro.
La terza è la meno confessabile: la Fed era consapevole che i mercati dei paesi emergenti dipendevano notevolmente dalla liquidità che essa stessa aveva creato nel 2013, sapeva benissimo, quindi, che l’annuncio del “tapering” equivaleva a far loro uno sgambetto. Da quel momento, in effetti, i titoli della stampa economica hanno riguardato solo la crisi dei paesi emergenti, mentre la situazione degli Stati Uniti è diventata un fatto del tutto secondario.
Chi ricorda, ora, che Puerto Rico [territorio non incorporato degli USA, ma in procinto di esserlo, ndt] sta esplodendo, (2) come avevamo anticipato nel GEAB n. 77? O che Chicago non riesce più a ripagare suoi debiti (3), oppure che i foodstamps [buoni alimentari per la popolazione indigente ndt] – un pilastro dell’aiuto sociale americano – continuano ad essere ridotti, (4) aggravando sempre di più la situazione delle famiglie povere? O, infine, che la povertà infantile ha raggiunto un livello difficilmente immaginabile in un paese che si definisce sviluppato (5)?

Valeur des obligations du Porto Rico à échéance 2017. Source : ZeroHedge.

Valore delle obbligazioni di Puerto Rico in scadenza nel 201. Fonte: Zerohedge.

Pertanto, legato al “tapering” – e ci scuserete se riprendiamo una pubblicità diventata famosa – c’è un secondo effetto “KissCool” [pastiglie rinfrescanti, pubblicizzate come: “il doppio effetto KissCool”. Ad un primo sapore esterno, se ne affianca uno interno, alla menta, ndt]. Per vedere quest’effetto, ovvero per spiegare una situazione mondiale che nessuno, in questo momento, riesce sul serio a capire, abbiamo bisogno di tornare indietro, fino alle origini.
Il Quantitative Easing della Fed ha portato un eccesso di liquidità nei mercati finanziari, eccesso che è stato investito dove le dinamiche produttive offrivano le migliori opportunità d’investimento e di guadagno: ovvero nei mercati dei paesi emergenti. Questo fiume di denaro facile, ovviamente, ha sostenuto in modo artificiale la loro crescita, che avrebbe dovuto essere inferiore, in questi tempi di crisi.
Peggio ancora, nel 2013 il QE ha causato la rinascita della logica del “mondo di prima”. Il denaro è stato utilizzato per prendere in prestito ancora più soldi [attraverso i programmi di re-finanziarizzazione e di re-indebitamento], per creare una nuova dipendenza dal dollaro ed una nuova, sfrenata, globalizzazione del pianeta, ignorando gli interessi delle popolazioni [e fornendo ossigeno, ad esempio, ai fastidiosi negoziati relativi ai trattati di libero scambio trans-pacifico, TPP, e transatlantico, TTIP], etc.
Il massiccio impiego di questi dollari nei paesi emergenti [caratterizzati da una crescita sufficientemente grande da poterli assorbire], spiega in gran parte la mancata svalutazione del dollaro e la mancata inflazione negli Stati Uniti, nonostante la politica della Fed: la svalutazione sarebbe dovuta andare di pari passo con la creazione della moneta, ma è stata assorbita dal dinamismo economico del resto del pianeta.
Ma si trattava di un qualcosa che la Fed non poteva continuare a fare. Sempre più persone, nei circoli della Fed, erano riluttanti a continuare, probabilmente per il fatto che, per avere un buon impatto [sull’economia degli Stati Uniti], la quantità di denaro da immettere sui mercati sarebbe dovuta aumentare costantemente.
Il QE, dapprima, è rimasto sullo stesso livello di 85 miliardi di dollari/mese, cifra che in sé stessa già corrispondeva ad un rallentamento – ovvero ad un mancato aumento – attuato, in questo caso, per cercare di fuggire dalla trappola.
Ma, da Gennaio del 2014, la Fed ha ridotto il ritmo mensile dei suoi acquisti di 10 miliardi di dollari, e di altri 10 miliardi a Febbraio. Gli acquisti, ora, consistono di 30 miliardi di dollari in Titoli Ipotecari, e di 35 miliardi di dollari in Buoni del Tesoro [65 miliardi/mese complessivi].
Questa riduzione del sostegno, tuttavia, significa che un quarto degli “aiuti” indiretti ai paesi emergenti è volato via … E’ quindi logico che l’attività economica di quei paesi sia declinata, trascinando con sé anche le rispettive valute (6).
Nombre de lires turques par dollar (USD/TRY), novembre 2012 – février 2014. Source : Yahoo Finance.

Lire turche per dollaro (USD/TRY), Novembre 2012 – Febbraio 2014. Fonte: Yahoo Finance.

Ed è proprio a questo punto che comincia l’”effetto boomerang”. Gli investimenti occidentali nelle economie emergenti, infatti, valgono meno se la valuta di questi ultimi si svaluta. Una parte del patrimonio degli investitori, conseguentemente, è scomparso, causando un grave stress sui mercati finanziari.

Ma, fatto ancor più importante, per arrestare il declino delle loro valute le Banche Centrali dei paesi emergenti hanno cominciato a vendere le loro riserve in dollari, per riacquistare le loro monete sul mercato valutario (7), causando un surplus nell’offerta di dollari, ed un aumento della domanda di moneta locale [causandone la crescita] (8).

In questo periodo, ad esempio, la Turchia, l’India, il Brasile e l’Indonesia – tra gli altri paesi – stanno offrendo sul mercato decine di miliardi di dollari al mese (9). Tutto ciò significa che coloro che acquistavano dollari, ovvero i paesi emergenti, sono diventati dei venditori. In altre parole, gli unici paesi in grado di assorbire i dollari in eccesso, ora li respingono.

Ricapitolando: la Fed ed il Tesoro continuano ad inondare il pianeta con 65 miliardi di dollari al mese … ma nessuno li vuole. Dov’è che li possono vendere, allora? In alcuni di quei paesi produttori di petrolio [che ancora usano dollari], naturalmente, ma in particolare negli stessi Stati Uniti. E cosa può fare l’economia stagnante di questo paese? Non molto … certamente meno di quanto hanno potuto fare gli stessi paesi emergenti (10).

[ … ]

Fonte: www.leap2020.eu

Link: http://www.leap2020.eu/Francais_r26.html

16.02.2014

Traduzione per www.comedonchsciotte.org a cura di FRANCO

NOTE:

1 Fonte: Reuters (29/01/2014).

2 Fonte : Reuters (07/02/2014), CNBC (07/02/2014).

3 Fonte: « Chicago is on the road to Detroit », Chicago Tribune (05/02/2014).

4) Misure adottate in segreto, successivamente alla riforma dei sussidi agricoli. Fonte: New York Times, 2014/02/05.

5 Fonte: Washington Informer, 08/02/2014.

6) Il nostro team ritiene che, per una volta, i tassi delle valute emergenti non siano relativi ai movimenti del dollaro, ma rappresentano una vera e propria realtà economica.

7) Valute locali che i paesi emergenti dovevano invece vendere massicciamente, soprattutto nel 2013, per far fronte alla svalutazione “de facto” del dollaro, che rischiava di rallentare le loro esportazioni.

8) Il dollaro, per non subire un’immediata piccola svalutazione, dovrebbe compensare la diluizione delle quantità di dollari in circolazione, sfruttando il suo status di moneta-rifugio [contro le beccheggianti valute locali].

9) Fonti : CentralBanking.com [“la Banca Centrale della Turchia vende 2,5 miliardi di dollari in un solo giorno”, 2014/01/23], Vox [la “Banca Centrale del Brasile è intervenuta pesantemente, spendendo più di 50 miliardi di dollari e promettendo di raddoppiare questa quantità entro la fine dell’anno”, 25/09/2013], etc.

10) Un po’ a sproposito, bisogna ammettere.

Pubblicato da Davide