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GEAB n. 76 – CRISI SISTEMICA GLOBALE II: SECONDA DEVASTANTE ESPLOSIONE / DEFLAGRAZIONE SOCIALE SU SCALA MONDIALE

FONTE: LEAP2020.EU

Non c’è ancora stato uno shock tipo quello della Lehman nel 2008 – il simbolico inizio dell’incendio – e nemmeno una diffusa consapevolezza della situazione. Questa non è davvero una buona notizia perché, nel frattempo, la situazione sta peggiorando e non è ad uno shock quello a cui ci si deve preparare, ma ad una devastante esplosione.
[ … ]

GLI EFFETTI DELLA SECONDA SCOSSA

Il periodo attuale è tal punto perturbato, che ogni piccolo evento rischia di rompere il vaso. Oppure, usando altre parole, il castello di carte è così fragile, che il minimo tremito potrebbe causarne il crollo: è quindi essenziale prepararsi alla crisi numero due, che potrebbe deflagrare da un giorno all’altro entro l’inizio del 2014, e probabilmente ancor prima di allora.
Ricordate che uno dei possibili eventi scatenanti [che ci ha permesso di identificare nel periodo di Marzo-Giugno 2013 come quello della possibile ricaduta], era il fatto che gli Stati Uniti avrebbero raggiunto il “debt ceiling [tetto massimo del debito pubblico, ndt]” nel successivo mese di Maggio?

Ebbene il raggiungimento di questo “tetto” è stato miracolosamente rinviato, prima a Settembre e poi ad Ottobre, grazie soprattutto alla rivalutazione del patrimonio immobiliare di “Fannie Mae” [http://it.wikipedia.org/wiki/Fannie_Mae], dovuto alla nuova bolla immobiliare creata dalla Fed, lo scoppio della quale non potrà che amplificare la ricaduta (13).

Median new house prices in the US compared to individual disposable income, 1990-2013. Source ZeroHedge.

I nuovi prezzi-medi delle case rispetto al reddito disponibile individuale – Stati Uniti, 1990-2013. Fonte: ZeroHedge .

Ma le scadenze sono solo state spinte all’indietro … i problemi non sono stati risolti. La mancanza d’immaginazione e l’incapacità del “mondo di prima” a trovare una via d’uscita alla crisi [la sua indisponibilità, soprattutto, a riformare la governance globale] è, quindi, particolarmente angosciante.

Gli storici considereranno certamente la crisi del 2008 come un colpo d’avvertimento, che ha preceduto quella del 2013. Non tutte le regioni del mondo saranno interessate allo stesso modo, ma tutte ne avranno a che soffrire. Le tappe di

questa seconda crisi, secondo noi, possono così essere riassunte:

• fine 2013, l’impatto finanziario: crollo dei mercati finanziari, ed in particolare di quelli degli Stati Uniti e del Giappone. Le banche non potranno più essere salvate dagli Stati, e verranno messi in atto i “bail–in” [tutti gli strumenti validi come capitale regolamentare – inclusi i semplici prestiti subordinati presenti nel Tier 2, http://en.wikipedia.org/wiki/Tier_2_capital – dovranno essere convertiti in azioni ordinarie, e verosimilmente svalutati, in occasione della concessione degli aiuti pubblici. Si vuole così evitare che lo Stato sia costretto a salvare una banca, senza che i detentori degli strumenti ibridi e subordinati perdano alcunché di quanto hanno investito, ndt];

• fine 2013–2014, la diffusione nell’economia reale: l’impasse finanziaria determinerà/rivelerà una grave recessione mondiale e la riduzione del commercio internazionale;

• 2014, l’impatto sociale: il deterioramento economico provocherà l’esplosione della disoccupazione. Negli Stati Uniti il declino del dollaro abbasserà il tenore di vita dei suoi cittadini, e le sommosse spunteranno ovunque come funghi;

• 2014, la crisi politica: i governi dei paesi più colpiti saranno sotto tiro per la loro gestione della crisi. Sono attese dimissioni forzate ed elezioni anticipate, se non addirittura dei “colpi di stato”;

• 2014-2015, la gestione internazionale della crisi: Eurolandia e BRICS, insieme, imporranno un nuovo sistema monetario internazionale, e porranno le basi per una nuova governance globale;

• 2015: le regioni meno colpite usciranno definitivamente dalla crisi;

• 2018: ci vorranno cinque anni, agli Stati Uniti, al Regno Unito ed al Giappone, per purgarsi dalla crisi. Ci sarà una forte riduzione del livello di vita dei loro cittadini, ed una notevole perdita d’influenza a livello globale [risultato del loro rifiuto a partecipare alla rifondazione della governance globale su basi nuove].

Visto che sono al centro del problema, gli Stati Uniti saranno colpiti dalla crisi in modo frontale, insieme ai paesi da loro direttamente influenzati [principalmente il Regno Unito ed il Giappone].

Eurolandia, che ha già dato inizio al necessario processo di cambiamento, alla pulizia della sua economia (14) ed al rafforzamento della sua governance [l’esempio più recente è la volontà di Hollande e della Merkel di dare un governo all’Eurozona (15)] – e che quindi ha già sofferto per questi motivi – sarà meno interessata da questa seconda crisi rispetto ad altri paesi/regioni. Ma la crisi politica sta indebolendola a livello sociale.

I Paesi emergenti saranno fortemente influenzati dal rallentamento globale, ma hanno già cominciato a diversificare le loro economie [come vedremo nella sezione “Telescope”], volgendole soprattutto in direzione dei consumi interni, e potranno quindi superare la crisi in modo veloce.

Detto questo, la strategia dello sviluppo della domanda interna non eviterà alle loro economie un notevole shock, conseguenza della seconda crisi. Il tessuto sociale di questi paesi è in effetti ancora fragile.
Non dobbiamo dimenticare, tuttavia, che l’epoca degli iper–consumi occidentali – per come l’abbiamo conosciuta in questi ultimi 20 anni – è finita, visto che gli [artificialmente] elevati standards di vita di questa parte del mondo andranno a ridursi.

Questa riduzione sarà particolarmente evidente negli Stati Uniti, quando il valore del dollaro – perdendo il suo speciale ruolo centrale – scenderà fino a riflettere il valore reale dell’economia statunitense – che è di circa il 20% inferiore a quello che ci viene detto dai numeri attuali, in particolare a causa dell’enorme quantità di assets fantasma.
Data l’inevitabile caduta del tenore di vita occidentale, ci domandiamo quali fondamentali della nostra società debbano essere conservati per evitare il crollo puro e semplice dei nostri modelli [o quel che resta di essi].

Le persone possono tollerare un più basso livello del potere d’acquisto solo se, contemporaneamente, possono godere di servizi pubblici di qualità [in particolare riguardo l’istruzione, la sicurezza sociale e le infrastrutture], che richiedono un fisco equo ed efficace [l’attuale tendenza in favore di una stretta fiscale và, dunque, nella giusta direzione (16)].

Sono queste, in Europa, le caratteristiche necessarie a conservare e valorizzare i fondamentali di cui sopra, vale a dire l’esatto opposto della terribile decisione presa dal governo greco, di tagliare il servizio pubblico televisivo da un giorno all’altro (17).

Amplieremo le nostre osservazioni su istruzione ed infrastrutture nella nostra sezione «Telescope».

LE DIVERSE STRATEGIE

A fronte della conflagrazione in arrivo, i principali players finanziari privati ​​[banche, hedge funds etc.] si trovano attualmente nella fase dell’”ognuno bada a sé stesso”, e stanno cercando di rivendere i loro prodotti ad ignari investitori, prima che perdano valore.

Questi segnali indicano che sta approssimandosi uno shock. Il mini–crash dell’oro [che ha avuto luogo nello scorso mese di Aprile], l’aumento dei tassi d’interesse sui titoli sovrani, la raccomandazione della Goldman Sachs di vendere i T–bonds degli Stati Uniti, le borse che certi giorni cadono pesantemente … tutto ciò indica chiaramente che i principali players finanziari stanno segretamente ritirandosi dai mercati.

Quindi, per non isolarsi completamente, gli Stati Uniti stanno cercando di tenersi stretta l’Europa, attraverso la negoziazione del “The Transatlantic Free Trade Agreement”, che consentirebbe l’esportazione, in particolare, del “gas di scisto” dagli Stati Uniti all’Europa, ostacolando così il suo storico legame con la Russia per le forniture di gas.

Ma, al di là del fatto che, secondo noi, quest’accordo porterà ad un bel niente [è un guscio vuoto, come abbiamo spiegato nei precedenti numeri del Geab], il divorzio Europa–Stati Uniti, guidato in particolare dalla Germania (18) e dalla Francia (19), sta attualmente consumandosi sulla scia di un’impressionante serie di “questioni”, che vanno dal Grande Fratello [palese il riferimento alle intercettazioni della NSA in Europa, ndt] (20) alla moralità, nella diplomazia degli Stati Uniti (21) .

La Cina [uno dei principali paesi ad aver tenuto in vita gli Stati Uniti, attraverso una flebo costituita dall’acquisto dei suoi T–bonds] – che ha avuto tempo a sufficienza sia per portar avanti la fuoriuscita dal dollaro, che per ridurre la sua dipendenza dalle esportazioni – ha notevolmente ridotto la sua esposizione verso il problema numero uno del mondo, il dollaro, moltiplicando gli accordi di swap, che stanno gradualmente minando le sue fondamenta.

A livello commerciale, per così dire, [la Cina] ha effettivamente posto le basi per la costituzione di un paniere di valute locali, propedeutiche all’abbandono del dollaro. Gli ultimi cinque anni, in effetti, le hanno permesso di prepararsi meglio, rendendosi indispensabile in Asia, e costituendo un comodo cuscinetto di riserve valutarie [anche se la bolla dei paesi emergenti non l’ha certo risparmiata].

The share of world payments in Yuan has tripled between January 2012 and April 2013. At this rate the Yuan will dethrone the Yen before the end of 2014. Source : SWIFT RMB tracker.

La quota dei pagamenti mondiali effettuati in Yuan si è triplicata, tra Gennaio 2012 ed Aprile 2013. A questo ritmo lo Yuan detronizzerà lo Yen entro la fine del 2014. Fonte: SWIFT RMB tracker.

Eurolandia sta lentamente avvicinandosi ai paesi BRICS – come dimostra l’autorizzazione concessa all’agenzia di rating Dagong di fare affari in Europa (22) – e ad allontanarsi dai paesi anglosassoni, come dimostra la volontà di rimpatriare il fixing del Libor [London Interbank Offered Rate], da Londra a Parigi (23) [!].

Il disaccoppiamento dagli Stati Uniti, quindi, và lentamente avanti, mentre l’ex fedele alleato tedesco prende sempre più le distanze da Washington: l’ultimo esempio che abbiamo a disposizione è abbastanza significativo, ed inimmaginabile fino a poco tempo fa … la “sorveglianza” dei suoi cittadini, da parte del governo americano è stata apertamente definita come un metodo tipico della “Stasi” [Servizi Segreti della ex Germania dell’Est, ndt] (24) …
Quest’alleanza dell’Eurozona con i BRICS, consentendo l’unione fra le forze complementari di queste due regioni, garantirà ai due blocchi una migliore capacità di assorbire i prossimi colpi.
[ … ]

Fonte: www.leap2020.eu

Link: http://www.leap2020.eu/Excerpt-GEAB-76-June-2013-Global-systemic-crisis-II-second-devastating-explosion-social-outburst-on-a-worldwide-scale_a15699.html

[Giugno 2013, pubblicato il 1 Marzo 2014]

Traduzione per www.comedonchsciotte.org a cura di FRANCO

NOTE

13) Sarà paradossale dover salvare ancora una volta Fannie Mae, visto che era di nuovo “in piena salute”.
14) Una delle rare buone notizie che in questo momento viene dal mondo si riferisce, infatti, all’Eurozona: “Surprise Growth In Eurozone Industrial Output Adds To Recovery Hopes”, RTT News, 12/06/2013.
15) Fonte: FAZ, 30/05/2013.
16) Si leggano I precedenti GEAB sulla guerra contro l’evasione fiscale.
17) Fonte: PressEurop, 12/06/2013.
18) Fonte: Reuters, 11/06/2013.
19) Fonte: CNBC, 13/06/2013.
20) Fonte: Washington Times, 13/06/2013.
21) Fonte: Le Point,, 12/06/2013.
22) I cinesi stanno facendo quello che gli europei non sono stati in grado di fare! Fonte: Challenges, 07/06/2013.
23) Fonte: Deutsche Welle, 06/06/2013. Tanto per ricordare, la “L” di Libor sta per Londra …
24) Fonte: Reuters, 11/06/2013.

Pubblicato da Davide

  • roberto4321

    ahahah  questi francesi di Geab2020 li ho letti per un po’ dopo il 2008 ed ad ogni uscita pronosticavano sfracelli che non si sono mai verificati, soprattutto a carico degli USA, invece poi nei casini ci siamo finiti Piigs noi ed a seguire la Francia (cosa che stranamente non avevano previsto). Il loro refrain è che il dollaro crolla, che gli Usa si dividono, rivolte fame devastazione…poi per l’amor di dio anche un orologio fermo segna il tempo gusto due minuti al giorno, ma questi qua neanche quello.

  • Franco-Traduttore

    Già in altra occasione Leap 2020 ed anche
    The Trend Journal hanno ammesso di aver sbagliato le date, soprattutto perché
    avevano entrambi sottovalutato la capacità di reazione degli Stati Uniti e delle
    Banche Centrali, capaci dell’inimmaginabile. Per me, comunque, non si tratta di
    un errore nell’individuazione dei trends, ma di un inevitabile errore di date
    (la sfera non ce l’ha nessuno).

    Molte altre tendenze sono state ben
    previste. Ogni anno, nella parte riservata agli abbonati, Leap 2020 fa un’analisi
    delle sue previsioni (relativi a molti argomenti. Si dovrebbe disporre di tutto
    il Geab, e non solo della parte pubblica), di norma “azzeccate” al 70 – 80%.

    Sono comunque analisi interessanti,
    anche se scontano il “tifo” per una parte ben precisa. Le analisi supportate
    dalla maggior parte dei lettori di CdC le conosciamo bene, è quindi utile
    sapere cosa si pensa anche dall’altra parte della barricata, non fosse altro
    che per un fatto culturale.

    Credo che Leap 2020 abbia pubblicato proprio questo estratto, nonostante
    sia un po’ datato, perché a mio parere voleva enfatizzare le frasi a seguire:

    Quindi, per non isolarsi completamente, gli Stati Uniti stanno cercando
    di tenersi stretta l’Europa, attraverso la negoziazione del “The Transatlantic
    Free Trade Agreement”, che consentirebbe l’esportazione, in particolare, del
    “gas di scisto” dagli Stati Uniti all’Europa, ostacolando così il suo storico
    legame con la Russia per le forniture di gas.

    Ma, al di là del fatto che, secondo noi, quest’accordo porterà ad un bel
    niente [è un guscio vuoto, come abbiamo spiegato nei precedenti numeri del
    Geab], il divorzio Europa–Stati Uniti, guidato in particolare dalla
    Germania (18) e dalla Francia (19), sta attualmente consumandosi sulla scia
    di un’impressionante serie di "questioni", che vanno dal Grande
    Fratello
    [palese il riferimento alle intercettazioni della NSA in Europa,
    ndt] (20) alla moralità, nella diplomazia degli Stati Uniti (21).

    Le hanno azzeccate, queste due affermazioni?
    Meritano dei commenti, anche in relazione alle vicende in Ucraina? Vediamo
    se qualcuno ci aiuta a capire.