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FINMECCANICA: MERCATO DELLE ARMI, UN MONDO DI VERGINI MORALISTE

DI DEBORA BILLI
Petrolio

Finmeccanica ed ENI: l’ultimo residuo di sovranità nazionale che agisce sullo scenario politico mondiale in due ambiti rilevantissimi, le armi e il petrolio.

Apprendo or ora la seguente assurdità: l’India starebbe pensando di disdire i contratti per l’acquisto di elicotteri da Finmeccanica per via delle accuse di corruzione che sono arrivate fresche fresche negli ultimi giorni.

Premesso che l’India è il maggior importatore di armi del mondo, e quindi non certo un esordiente su quel mercato, stupisce tanto scandalo per qualche mazzetta. Il mercato delle armi è uno dei più sporchi, corrotti e micidiali del pianeta, secondo solo (forse) al mercato della droga, e vedere che un Stato al top delle importazioni faccia la vergine moralista davvero lascia sconcertati.

Nella foto: Il presidente e ad di Finmeccanica, Giuseppe Orsi.

Lo so che si rischia l’accusa di complottismo, ma questa faccenda suona sempre più come un vero e proprio complottuni ai danni di quel che resta di appetibile in questo Paese. Finmeccanica è uno dei maggiori (e migliori) produttori di armamenti del mondo, temuto concorrente di altre industrie europee e non. Non solo: come ricordavamo in questo post del lontano 2010, con una lista lunga un chilometro, Finmeccanica ha firmato e firma contratti con un sacco di Paesi scomodi e poco graditi, dalla Libia di Gheddafi alla Russia alla Siria. E ciò ci ricorda proprio tanto le medesime attività dell’ENI; entrambe le aziende si muovono sul mercato mondiale comportandosi da colossi indipendenti, e probabilmente ciò ha dà fernì. Non lo sto inventando io: è scritto ampiamente su files di Wikileaks, sia quelli relativi a Finmeccanica che quelli che riguardano ENI.

A prescindere dal nostro personale giudizio morale sul comportamento etico dei due colossi, è evidente che entrambi rappresentano, per dirla alla Crozza/Formigoni, l’eccellenza italiana; rappresentano un fastidioso concorrente; ma soprattutto rappresentano l’ultimo residuo di sovranità nazionale che agisce sullo scenario politico mondiale in due ambiti rilevantissimi: le armi e il petrolio. Onestamente, pare a voi che nel quadro che si va delineando sarà consentito all’Italia di conservare un simile potere? Io ho i miei seri dubbi. Finmeccanica ed ENI, come previsto da tempo, saranno svendute al peggior compratore straniero. E noi appoggeremo anche l’iniziativa, da bravi Tafazzi qual siamo: pur di “punire i corrotti” siamo pronti a tagliarci i pochi attributi che ci restano.

Debora Billi
Fonte: http://petrolio.blogosfere.it
Link: http://petrolio.blogosfere.it/2013/02/finmeccanica-mercato-delle-armi-un-mondo-di-vergini-moraliste.html
13.02.2013

Pubblicato da Davide

  • Tao

    La magistratura ha decapitato i vertici di Finmeccanica. Hanno arrestato l’amministratore delegato, Giuseppe Orsi, ed altri manager del gruppo. La nostra multinazionale del settore aerospaziale si occupa di affari molto particolari, come quelli di natura militare (vendita di aerei, elicotteri, armi, sistemi avanzati di comunicazione ecc. ecc.), che, per essere condotti in porto, necessitano del coinvolgimento delle alte sfere del potere istituzionale (ai diversi livelli internazionali) e di efficaci relazioni diplomatiche tra i governi e i loro responsabili.

    Sì, perché non basta avere il prodotto migliore per primeggiare in questo campo ma occorre anche toccare le corde giuste, divenire “simpatici” ai vertici dirigenziali delle nazioni e delle imprese che si occupano di acquistare la nostra tecnologia, ungere qualche ingranaggio e dimostrarsi più scaltri dei competitors con manovre borderline. Lo fanno tutti e noi italiani abbiamo dimostrato anche di saperlo fare anche meglio degli altri. Dovremmo premiarci per questo ed, invece, more solito, ci lanciamo fango addosso e ci tagliamo le gambe da soli.

    Stiamo parlando, evidentemente, di un quadro di rapporti “speciali” per la realizzazione di affari delicati che vanno al di là dei principi astratti di mercato, della libera e trasparente concorrenza e altre amenità del genere. Conta, certamente, disporre dell’output migliore, del prezzo più vantaggioso, di reti commerciali e assistenziali adeguate alle richieste del cliente, ma queste qualità slegate da una certa furbizia politica, da praticarsi anche con metodi non ortodossi, non servono quasi a nulla.

    Stando così le cose, si comprende la gravità della situazione: abbiamo lo Stato che processa se stesso e si scredita da sé. Questa è la contraddizione finale di un Paese allo sbando che disintegra i suoi asset strategici per favorire i concorrenti mondiali, in nome di una purezza morale e di una onestà integrale che è l’ultimo rifugio del canagliume nostrano, svendutosi allo straniero. E gli appetiti intorno ai nostri gioielli di famiglia non si sopiscono mai, anzi, aumentano esponenzialmente mano a mano che cresce lo scollamento sociale e l’instabilità politica della Penisola.

    Americani, francesi, tedeschi, inglesi, volteggiano come avvoltoi sulle nostre teste, pronti ad approfittare dei passi falsi italiani, o anche a provocarli se necessario. Del resto, come pensate che i nostri partner ottengano materie prime e appalti in quegli scenari africani o mediorientali dove comandano i signori della guerra, gli sceicchi del petrolio o i narcotrafficanti assetati di sangue e di potere i quali, magari, sono stati addestrati nelle scuole militari ed amministrative occidentali? Evidentemente, i nostri amici atlantici non considerano la democraticità e l’elevatezza morale dei propri interlocutori fattori dirimenti, tanto da precludersi contratti e intese profittevoli. Pecunia non olet e business is business. Se poi non dovessero bastare fiori e mazzette, i nostri alleati sanno essere più convincenti, ricorrendo ai cannoni.

    Tutto questo mentre noi testoni ci facciamo mettere sul banco degli imputati da togati con manie di protagonismo e chissà che altro (intelligenti pauca). E’ questa la vera vergogna nazionale.

    Gianni Petrosillo
    Fonte: http://www.conflittiestrategie.it
    Link: http://www.conflittiestrategie.it/finmeccanica-falcidiata-dalla-magistratura-continua-lautolesionismo-italiano
    12.02.2013

  • athos

    “Americani, francesi, tedeschi, inglesi, volteggiano come avvoltoi sulle nostre teste” è UN PURO EUFEMISMO.
    l’italia è e sempre sarà una nazione controllata e gestita dai poteri forti.
    quando berlusconi parla di “comunismo” o di “magistratura giacobina” allude proprio a questi poteri. come alludeva a suo tempo craxi.

    ovviamente il linguaggio di berlusconi per un discorso elettorale e per un discorso di comunicazione implicita, si riferisce proprio a coloro che sotto il nome di MARIO MONTI, MAGISTRATURA ITALIANI E PARTITO DEMOCRATICO E AFFINI, fungono da entrata secondaria nei centri decisionali del paese.

    NON è un MISTERO se il giudice IMPOSIMATO ha detto e ridetto cosa è successo in uno dei momenti di maggiore controllo straniero e intromissione dei poteri angloamericani e francotedeschi durante gli anni delle stragi.

    il riferimento di berlusconi a mussolini rientra in questa ottica. mussolini cosi come in parte craxi hanno sollevato le mura nazionali e tenuto in parte l’orgoglio di questo paese, peccato il primo l’abbia fatto in maniera scellerata il secondo invece abbia scelto gli alleati sbagliati.

    viaggio e vivo da anni all’estero. l’italia è potenzialmente il paese più ricco al mondo dopo CINA E USA. se l’italia versa in quste condizioni è semplicemente perchè è controllato e gestito dai poteri
    ANGLO AMERICANI e FRANCO-TEDESCHI dalla seconda guerra mondiale ad ora.

  • vraie

    il corriere e il nostro soave ministro monti (mi piace chiamarlo così, scusate se ciò è poco comprensibile) ci fanno sapere con tono serio e distaccato che:
    .. l’India sospende i pagamenti …
    Monti: ora è necessaria una governance più efficace
    Il titolo crolla in Borsa …
    Immagino che il ministro monti, per governance, intenda “saldi di fine stagione” (regalre finmeccanica agli amici … di sicuro non italiani)

  • Ercole

    Se le tangenti devono essere la “NORMALITA” per acquisire commesse ,mettiamo per statuto che debbono essere ripartite equamente anche per i lavoratori :Perchè SE LI DEVONO PAPPARE SEMPRE I DIRIGENTI…..

  • nigel

    Mi stupisco dello stupore dell’Autore. Chi ha il potere solitamente lo usa pro domo sua, se c’è’ una fornitura e’ chiaro che il fornitore deve assicurare un’adeguata provvigione a chi gli consente di effettuare la vendita. La qualità dell’articolo e’ un aspetto trascurabile. Come le ragazze di un tempo si dedicavano ai sollazzi sessuali guardandosi bene dal farlo sapere in giro per non guastarsi la reputazione, cosi i politici di ogni tempo , pur fruendo deii vantaggi reconditi che derivano loro dalla posizione, si guardano bene dal farlo sapere al volgo e ostentano, quando è’ indispensabile, purezza e candore. LA DOMANDA E’ UN’ALTRA: che ci sia sotto un attacco a Finmeccanica?

  • Kiddo

    La butto li’ come spunto di riflessone:

    E se fosse un siluro preelettorale per PDL-Lega? Uno a uno palla al centro, io do’ un MPS a te e tu dai uno scandalo Finmeccanica a me.

    Solo che questo è proprio tagliarsi i cogl**ni per far dispetto alla moglie…

  • Truman

    Finmeccanica, arrestato Orsi. Sicuri di sapere tutto? La controinchiesta di Tempi

    febbraio 12, 2013 Redazione

    Oggi l’arresto del presidente. Oggi l’annuncio che il mercato indiano potrà arrivare a valere 75 miliardi di dollari entro il 2020. Sicuri di sapere tutto sul caso Finmeccanica?

    Questa mattina è stato arrestato il presidente di Finmeccanica Giuseppe Orsi. L’accusa è di corruzione internazionale, peculato e concussione. L’ordinanza reca la firma del Gip di Busto Arsizio. L’amministratore di Agusta Westland, Bruno Spagnolini, è ai domiciliari. Sono stati arrestati anche due cittadini svizzeri, Guido Haschke e il suo socio Carlo Gerosa, che intermediarono nell’affare con Finmeccanica. Secondo l’accusa, fu pagata una tangente da 51 milioni di euro al governo indiano per la vendita di 12 elicotteri.

    Questa mattina sul Sole 24 Ore appare un articolo intitolato “Le imprese italiane in prima fila nella Difesa indiana” in cui si racconta della grande capacità da parte dell’Italia, grazie a Finmeccanica, di “conquistare” il mercato indiano e delle prospettive positive per il nostro paese in questo settore. «Quello indiano è ormai il nostro primo mercato al di fuori di italia, Regno Unito e Stati uniti, che noi consideriamo “domestici”», dice al Sole Massimo Pugnali, senior vice president per market e business development di Finmeccanica. Secondo un grafico pubblicato dal Sole, si stima che nei prossimi anni il settore della Difesa indiano potrà arrivare a valere 75 miliardi di dollari entro il 2020.

    Tempi si è occupato della vicenda Finmeccanica in diversi articoli. Di seguito pubblichiamo l’inchiesta di Rodolfo Casadei, apparsa sul settimanale nel novembre 2012.

    Attacco a Finmeccanica (a vantaggio dei francesi)

    Indagine sull’autolesionismo italiano che minaccia il cuore industriale del paese. Grazie a procure e quotidiani, rischiamo di perdere un affare da 5 miliardi. La controinchiesta di Tempi

    Ce l’avevano quasi fatta. Alla fine di giugno era toccato al ministro della Difesa Giampaolo Di Paola scendere a Brasilia per riannodare i fili del discorso col suo omologo brasiliano, Celso Amorim. E che discorso: in ballo c’era la gara per fornire alla marina brasiliana cinque cacciatorpediniere/fregate lanciamissili da 6.000 tonnellate, altrettante corvette/pattugliatori da 1.800 tonnellate e una grande nave rifornitrice. Un programma che non riguarda solo la realizzazione delle navi ma anche gli allestimenti, l’elettronica e gli armamenti. Una commessa da 5 miliardi di euro che fa gola anche a francesi, tedeschi, britannici, spagnoli, sudcoreani, eccetera. Negli stessi giorni anche l’amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono, l’azienda predestinata a costruire le navi in caso di vittoria dell’offerta italiana, era nel paese sudamericano a ritessere la tela con funzionari del ministero della Difesa brasiliano, in particolare con l’ex presidente del Partito dei lavoratori (quello del presidente Dilma Rousseff e del suo predecessore Lula) Josè Genoino. Poi il 18-20 settembre è stata la volta di Corrado Passera, il ministro dell’Industria, di recarsi in Brasile ufficialmente per trattare accordi industriali a largo raggio, ma senza perdere di vista l’obiettivo numero uno di restaurare il primato italiano nell’operazione corvette e cacciatorpediniere.

    Le cose sembravano rimettersi per il meglio quando… patatrac! Il 23-24 ottobre arrivano sui quotidiani verbali di interrogatori rilasciati ai Pm di Napoli quasi un anno prima (novembre 2011) da Lorenzo Borgogni, ex responsabile delle Relazioni istituzionali di Finmeccanica, indagato sin dall’inizio del 2011 con accuse di frode fiscale e finanziamento illecito ai partiti. Già ad aprile di quest’anno erano trapelate dichiarazioni pirotecniche da sue deposizioni. Borgogni aveva accusato il da poco presidente di Finmeccanica Giuseppe Orsi di aver ricevuto sei auto Maserati da aziende fornitrici della società e Comunione e Liberazione di essere destinataria di dazioni di denaro. Stavolta all’ex dirigente di Finmeccanica è attribuita la denuncia di una tangente di ben 550 milioni di euro (sarebbe una delle più grosse di tutta la storia mondiale delle commesse militari) sull’affare delle famose fregate di Fincantieri da vendere al Brasile, e il coinvolgimento dell’ex ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, indicato come colui che avrebbe sollecitato la dazione di denaro, pari all’11 per cento del valore della transazione. Il nome di Scajola è accompagnato da altri, italiani e brasiliani, fra i quali spicca quello dell’ex ministro della Difesa brasiliano Nelson Jobim.

    L’affare, che sarebbe la salvezza per una Fincantieri in difficoltà e un successo di portata storica per l’industria della difesa italiana, torna in alto mare. Forse definitivamente. Qualcuno avverte un senso di dejà vu. Sulla Stampa esce uno strano articolo incentrato su dichiarazioni di “collaboratori di Jobim”, i quali non si limitano a smentire di essere coinvolti in storie di tangenti, ma ironizzano sull’apparente autolesionismo italiano, asserendo che il contratto «era praticamente cosa fatta, mentre ora il vostro paese può attendere il 2040 per chiudere un affare che, invece, ora appare oramai quasi chiuso a vantaggio della Francia».

    La Francia, già, la Francia… È da anni che va avanti il braccio di ferro fra italiani e francesi per la faraonica commessa della marina brasiliana. Di qua Fincantieri e Finmeccanica, di là la Dcns. I primi sembrano essere avvantaggiati per i prezzi migliori a parità di qualità. Finché nel marzo 2007 succede una strana cosa: Cesare Battisti, terrorista latitante dal 2004 fuggito dalla Francia dove viveva da molti anni alla vigilia della sentenza del Consiglio di Stato francese che lo avrebbe dichiarato estradabile in Italia, riappare in pubblico sulla spiaggia di Copacabana a Rio de Janeiro e viene arrestato. Chiede asilo politico e gli viene concesso il 13 gennaio 2009, contro il parere del Comitato nazionale per i rifugiati. Scende il gelo nei rapporti fra Italia e Brasile, e la trattativa per le fregate si arena. Provvidenzialmente per i francesi. Ma l’Italia non demorde: nell’aprile 2010, mentre pendono i vari ricorsi sul destino di Battisti, a Washington Lula e Berlusconi firmano un accordo di partnership strategica che prevede che alcune delle navi della famosa commessa vengano costruite in Brasile, a giugno scende a Brasilia il sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto per un altro accordo firmato col ministro Amorim sempre relativo alle navi da costruire e tecnologie da trasferire. Ma il 31 dicembre dello stesso anno Lula rifiuta di firmare l’estradizione del terrorista, e i rapporti fra Italia e Brasile tornano in crisi.

    La campagna della stampa

    Insomma, in questa storia infinita della grande gara per l’ammodernamento della marina militare brasiliana succede sempre qualcosa che manda all’aria la trattativa con l’Italia, il paese che attraverso Fincantieri e Finmeccanica fa l’offerta migliore, e che rilancia le quotazioni della Francia, benché i servizi della Dcns, il campione nazionale, appaiano generalmente più costosi. Magari c’entra qualcosa il fatto che a fondarla sia stato il cardinal Richelieu nel lontano 1631. Magari c’entra la tendenza italiana all’autolesionismo.

    Finmeccanica è il secondo gruppo industriale italiano, il primo per contenuti di alta tecnologia. In Europa rappresenta il terzo più grande attore per fatturato del settore difesa. Nel 2005 aveva vinto la gara per la fornitura dell’elicottero presidenziale negli Stati Uniti, risultato poi annullato da Barack Obama nel 2009. L’anno scorso per la prima volta dopo anni il gruppo ha risentito della crisi e ha segnato ricavi inferiori all’anno precedente, attestandosi a 17,3 miliardi di euro, e un bilancio in perdita per 2,3 miliardi di euro. Nonostante le raffiche di inchieste giudiziarie che hanno continuato ad affliggerlo, le dimissioni del vecchio presidente e amministratore delegato (Pierfrancesco Guarguaglini, sostituito da Giuseppe Orsi prima come ad dal 4 maggio 2011 e poi come presidente dal successivo 1 dicembre), arresti di dirigenti, ex dirigenti o collaboratori, la perdurante crisi economica generale e i tagli nei bilanci per la difesa dei tre mercati di riferimento (Italia, Regno Unito e Stati Uniti), quest’anno il gruppo chiuderà prevedibilmente con la stessa cifra di ricavi dell’anno scorso, ma con un risultato operativo per 1,1 miliardi di euro. Dall’inizio dell’anno il gruppo ha guadagnato il 30 per cento in Borsa. Finmeccanica si presenterà insieme all’americana Northrop alla nuova gara, tutta obamiana, per il nuovo elicottero presidenziale, e molto probabilmente la rivincerà. Ha firmato con Israele un contratto per la fornitura di 30 aerei da addestramento. Ha vinto quest’anno due contratti Nato per sistemi di sicurezza informatici e per sistemi di sorveglianza aria-terra. Ha venduto 10 C 27J (aerei da trasporto tattici) all’Australia. Insomma, la cura Orsi sta facendo effetto. Eppure non passa giorno senza che qualche partito o qualche grande giornale non chiedano al governo Monti l’azzeramento dei vertici di Finmeccanica. Se l’esecutivo seguisse le indicazioni di editorialisti e Di Pietro vari, Finmeccanica diventerebbe l’unico grande gruppo mondiale della difesa e dell’aerospazio che in diciotto mesi cambia tre volte i suoi vertici: roba da barzelletta, da harakiri sui mercati mondiali.

    Quello dei manager e capitani d’industria della difesa tecnologicamente avanzata e dell’aerospazio è un mondo altamente selettivo, un club chiuso dove viene ammesso solo chi padroneggia perfettamente la materia, dalle conoscenze ingegneristiche alle logiche industriali. Eppure sul giornale della Confindustria, Il Sole 24 Ore, si possono leggere ipotesi stravaganti: «L’ambasciatore americano a Roma David Thorne potrebbe essere un ottimo presidente di Finmeccanica». Come se un esperto d’arte e brillante finanziere (questo è Thorne), per giunta forte portatore di interessi di un paese in cui hanno sede i principali competitor di Finmeccanica, potesse tranquillamente prendere il posto di un signore, Giuseppe Orsi, che da 40 anni opera nel settore dell’aeronautica e dell’aerospazio e che ha trasformato l’Agusta (di cui è stato direttore di marketing e ad) da produttore su licenza a uno dei più prestigiosi produttori in proprio mondiali e, dopo la fusione con Westland, nel fiore all’occhiello di Finmeccanica. Un ingegnere aeronautico cui la regina Elisabetta II ha conferito due anni fa l’onorificenza di “Comandante dell’Ordine dell’Impero Britannico”.

    Certo, il problema è la gragnuola di inchieste giudiziarie piovuta in due anni e mezzo su Finmeccanica e dintorni. Che sembra dare diritto all’approssimazione informativa. Quando in aprile arriva sui giornali la prima ondata di accuse di Borgogni che coinvolgono anche Orsi, il Corriere della Sera titola “Sei Maserati in cambio di appalti”. In realtà la procura di Napoli ha già appurato che si tratta di una bufala, che le sei Maserati facevano parte del prezzo pattuito per l’acquisto da parte di Fiat di un elicottero AW 129, e che possono confermarlo Luca Cordero di Montezemolo e Sergio Marchionne, ma la notizia rimbalza per giorni nonostante l’immediata smentita di Finmeccanica. Nota bene: l’elicottero dell’Agusta va a sostituire un elicottero francese fino a quel momento utilizzato da Fiat. È simile la storia delle presunte consulenze di Finmeccanica all’ex moglie del ministro dell’Economia Vittorio Grilli: a settembre prima i quotidiani poi la trasmissione televisiva Servizio Pubblico danno la notizia che Orsi avrebbe dichiarato che era a conoscenza di consulenze assegnate dal gruppo alla signora; solo la pubblicazione quasi integrale di intercettazioni di un colloquio fra Orsi ed Ettore Gotti Tedeschi su Il Fatto del 5 novembre chiarirà che Orsi stava riferendo affermazioni fattegli da Alberto Nagel, l’ad di Mediobanca. Che un’attenta verifica dei contratti di consulenza dimostrerà non fondate.

    Strane coincidenze

    Quando si tratta di Finmeccanica, le stranezze si aggiungono alle stranezze: Orsi ha operato a livelli via via sempre più alti nel mondo dell’aeronautica e della difesa per 40 anni senza mai essere sfiorato da uno scandalo, ma questi improvvisamente si presentano quando diventa prima ad e poi presidente di Finmeccanica. E senza che nessuno faccia caso al particolare che Orsi viene accusato da un ex dirigente che lui ha di fatto costretto alle dimissioni per imputazioni per le quali poi lo stesso ha patteggiato. Massimo risalto alle accuse sulla presunta tangente da 10 milioni di euro che sarebbe stata pagata nell’affare dei 12 elicotteri venduti all’India nel 2010, quando Orsi era ancora ad di AgustaWestland, minimo risalto alle smentite indiane e alla conferma da parte indiana che la consegna della commessa andrà avanti come pattuito, coi primi elicotteri che dovrebbero essere consegnati nei prossimi due-tre mesi. Minimo risalto pure al fatto che nel passaggio dell’inchiesta da Napoli a Busto Arsizio Orsi non è più indagato per riciclaggio e finanziamento illecito ai partiti, ma solo per corruzione internazionale. Ma, così tanto per sapere, se agli indiani girassero troppo i cosiddetti e la gara vinta in India dall’AgustaWestland dovesse essere riaperta, chi è che potrebbe sperare di subentrare all’azienda del gruppo Finmeccanica? Beh, alla gara del 2010 partecipava Eurocopter, un’azienda che ha un fatturato di 5,4 miliardi di euro all’anno (Agusta arriva a 4 miliardi circa). E dove ha sede Eurocopter? Ha sede a Marignane, vicino a Marsiglia. Ma quante strane coincidenze.

    @RodolfoCasadei

    http://www.tempi.it/finmeccanica-arrestato-orsi-sicuri-di-sapere-tutto-la-controinchiesta-di-tempi [www.tempi.it]

  • pantos

    condivido articolo e commenti.
    moralmente non son tendenzialmente portato a difendere mazzette. figuriamoci uno che oltre a produrre armi, dà mazzette e pe giunta chiama il CSM per trasferire un PM che sta alle sue calcagna. ma tant’è.
    svendita finale.
    indagini ENI=tangentopoli 1994=ennesima tangentopoli 2013=cambio vertici=grillo al potere che spazza tutti col beneplacito NATO (tutto concordato dal 2008: http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/1-e-grillo-streg-lambasciatore-usa-in-italia-interlocutore-politico-credibile2-alle-1112-del-50803.htm)=siamo punto e a capo, anzi, molto peggio

  • geopardy

    Ben detto Ercole!
    Geo

  • geopardy

    Ha già risposto Ercole, non ho altro da aggiungere sulle tangenti, perchè la dice lunga sulla logica del potere e della ridistribuzione.

    Il settore degli armamenti è la spesa più dissipatrice di risorse esistente al mondo.

    Un mondo con risorse limitate e sempre più difficilmente reperibili.

    Un crimine contro l’umanità rappresentato dai circa 2000 miliardi di dollari annui (dichiarati) in oggetti votati alla distruzione ed alla dissipazione di risorse e di energia.

    Dovremmo smetterla di pensare che siano così necessarie.

    Preferirei fossero altri i gioielli di famiglia dell’Italia,sinceramente.

    Ciao

    Geo

  • geopardy

    Ha già risposto Ercole, non ho altro da aggiungere a quello che lui ha scritto sulle tangenti in un commento precedente, perchè la dice lunga sulla logica del potere e della ridistribuzione.

    Il settore degli armamenti è la spesa più dissipatrice di risorse esistente al mondo.

    Un mondo con risorse limitate e sempre più difficilmente reperibili.

    Un crimine contro l’umanità rappresentato dai circa 2000 miliardi di dollari annui (dichiarati) sottoforma di oggetti votati alla distruzione ed alla dissipazione di risorse e di energia, tralasciando lo spreco e la distruzione materiale, ecosistemica ed umana di quando vegono usate, in più associate alla barbarie stessa a cui spingono gli esseri umani che le usano.

    Un peso enorme sui bilanci pubblici di ogni stato, detratti ad altri settori molto più costruttivi e favorevoli ad una migliore esistenza.

    Lo so che per ora è utopico pensare ad un disarmo totale, ma ad una sua grande limitazione, ci si potrebbe arrivare.

    Dovremmo smetterla di pensare che siano così necessarie.

    Preferirei fossero altri i gioielli di famiglia dell’Italia, sinceramente.

    Ciao

    Geo

  • Peppe

    Non molto lontano da casa mia c’è uno stabilimento dell’ Agusta, l’azienda del gruppo Finmeccanica che costruisce elicotteri; e che è al centro della vicenda indiana. Non entrerò in nessuna analisi geopoliticia o economica.
    Testimonio solo un fatto…Conosco personalmente 2 ragazzi che lavorano come operai nell’ Augusta: guadagnano 1800 euro, ed hanno poco più di 20 anni. Allo stesso modo conosco un ragazzo che faceva il fabbro Ebbene, grazie al talento ed alla voglia di imprendere, ha tirato sù una fabbrichetta che lavora nell’ indotto, producendo alcuni componenti degli elicotteri. Ha preso con lui altri giovani, e lavorano ai torni insieme…
    Se questo è il risultato della corruzione degli Orsi..(come dei Kaufmann…come dei White…come dei Rouge..) allora conviene un attimo riconsiderare la retorica ridondante del perbenismo assoluto.

  • nigel

    Sono d’accordo con te, ma questo non significa che il mondo non vada considerato per come è e non per come dovrebbe essere. E se non è come dovrebbe essere, è perchè la specie umana è figlia di Caino. Un nocciolo di primitività crudele ricoperto di tecnologia, un nocciolo che il millennario pensiero di pochi non è riuscito a scalfire. Guardati intorno e dimmi cosa vedi

  • nigel

    Grazie, Truman

  • Peppe

    Non molto lontano da casa mia c’è uno stabilimento dell’ Agusta, l’azienda del gruppo Finmeccanica che costruisce elicotteri; e che è al centro della vicenda indiana.
    Non entrerò in nessuna analisi geopoliticia o economica. Testimonio solo un fatto…Conosco personalmente 2 ragazzi che lavorano come operai nell’ Augusta: guadagnano 1800 euro, ed hanno poco più di 20 anni.
    Allo stesso modo conosco un ragazzo che faceva il fabbro. Ebbene, grazie al talento ed alla voglia di imprendere, ha tirato sù una fabbrichetta che lavora nell’ indotto, producendo alcuni componenti degli elicotteri. Ha preso con lui altri giovani, e lavorano ai torni insieme… Se questo è il risultato della corruzione degli Orsi…(come dei “Kaufmann”…come dei “White”…come dei “Rouge”…) allora conviene un attimo riconsiderare la retorica ridondante del perbenismo morlista assoluto.

  • Arcadia

    Gli utili idioti si schierano con chi saccheggia l’Italia
    Ugo Gaudenzi

    Intrisi di conformismo e di “pensiero unico economico”, liberal-liberista, i novelli Catoni della politica (s)partitocratica italiota istigano al suicidio dell’economia nazionale.
    L’assalto a quel che rimane delle aziende strategiche pubbliche – iniziato con Amato e Prodi – doveva peraltro essere portato a compimento entro questa legislatura dai delegati “tecnici” imposti al governo di Roma dalla finanza internazionale.
    L’inciampo delle dimissioni del governo Monti provocate dal ritiro della fiducia da parte del Pdl, dopo aver prodotto una certa costernazione tra i predatori in attesa, è ora tuttavia risolto. Snam “delocalizzata” in cassa depositi e prestiti in attesa di svendita, Finmeccanica, Eni, Saipem oggetti di attenzioni incrociate giudiziarie e azionarie.
    I Signori del denaro gongolano. Presto i ricchi portafogli clienti delle aziende pubbliche gonfieranno le cassaforti della City e di Wall Street.
    E gli utili idioti applaudono al suicidio.

    http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=19015

  • Truman

    Antonio De Martini:

    … COMINCIA LA CANNIBALIZZAZIONE DELLE RESTANTI INDUSTRIE

    […]
    Tutto quel che di serio resta da toglierci ha due nomi: Eni e Finmeccanica.

    Entrambe queste società hanno un potenziale molto superiore alla ricchezza, pur notevole, di cui dispongono.

    Entrambe queste società sono state usate dai governanti come fossero feudi lasciati dal nonno, affidati a persone esperte nello sfruttamento intensivo delle ricchezze e non nel loro sviluppo.

    Dopo anni di sentimento di impunità, incastrare i dirigenti è stato un gioco da ragazzi e la dura condanna inflitta ai responsabili dell’intelligence ( Pollari, Mancini ecc.), sta lì ad ammonire chiunque volesse volare al soccorso.

    Torno a Maroni perché è l’ultimo caso in ordine di tempo.

    Tutte le società di armamenti hanno intermediari che favoriscono la conclusione delle forniture militari, per ottenere le quali è necessario un rapporto di vassallaggio ( se: USA-Italia) o una influenza politica notevole. L’influenza politica non può essere frutto di attività di funzionari della impresa, ma deve essere acquistata in loco.

    In genere si tratta di ex politici o di loro rappresentanti fiduciari, magari per il tramite di avvocati internazionali. Il fornitore pattuisce una parcella di intermediazione, l’interessato si attiva e se la commessa viene assegnata ( e pagata), si corrisponde quanto pattuito.

    In Pakistan, per alcune vedette francesi non retribuite come promesso, ci sono stati sette omicidi di tecnici francesi su cui la magistratura francese indaga ancora nelle alte sfere della politica transalpina, incluso Sarkozy.

    Nel caso italiano, non da oggi, è invalso il sistema di fare la cresta per finanziare il sistema dei partiti, poi il politico di riferimento ed infine i dirigenti della azienda ormai consci della impunità vestita da “interesse nazionale”.

    Lo stesso sistema credo sia in atto in Francia e nel settore dei “rapimenti” internazionali: i fondi incontrollati esercitano un’attrazione irresistibile.

    L’inchiesta della magistratura su Finmeccanica deve ovviamente disporre di elementi forniti- direttamente o no – da qualcuno e grattando si scoprirebbe che si tratta di un qualche servizio di intelligence.

    Solo un bambino può pensare che si tratta di una congiura ai suoi danni.

    Sempre grattando, si vedrebbe che i tempi sono stati studiati in funzione di un interesse strategico

    ( indebolire l’azienda per acquisirla in tutto o in parte assieme a complici) e un interesse tattico

    ( Impedire all’azienda di partecipare con immagine adeguata e rappresentanza autorevole) agli eventi decisivi del mercato di riferimento.

    Dal 17 al 21 febbraio ci sarà negli emirati INDEX 2013 la fiera dell’industria della Difesa ad Abu Dhabi, che decide delle scelte di acquisto degli armamenti di tutta l’area MENA ed oltre fino a India e Pakistan ( che sono il massimo del mercato attuale).

    Il non aver allontanato subito Orsi, la decisione indiana ( sollecitata da chi?) di sospendere il pagamento degli elicotteri, l’assenza di Finmeccanica all’evento ( figura tra gli sponsors in ultimo posto, ma non espone) e la mancanza di uno spazio espositivo per gli italiani sono di per sé un risultato eccezionalmente lucroso per aver organizzato qualche soffiata a un magistrato zelante.

    Gli Usa partecipano a INDEX con oltre

    duecento

    espositori, i Francesi con

    cento

    espositori, il ministro della Difesa e l’Ammiraglio comandante dell’area dell’oceano indiano ( il che significa che sta li in permanenza).

    Sono in ballo una trentina di miliardi di dollari di lavoro.

    Come ai tempi delle prime Brigate Rosse, i nostri legislatori pensano che quel che accade sia in funzione di una campagna elettorale cui metà degli italiani ha già deciso di non partecipare e cui l’altra metà non sa ancora per chi votare, ma sa che lo farà col naso turato.

    Oltre che avere, in futuro, il regno dei cieli, temo che i poveri di spirito, oggi, regnino anche in Italia.

    Antonio de Martini

    13.02.2013

    Pietro Ancona:

    Come ti fotto l’Italia

    Sotto l’occhio benevolo di Monti (e anche di Napolitano)

    La FinMeccanica è un’azienda con 70 mila dipendenti leader in campo mondiale. 17 miliardi di euro l’anno di fatturato!!!! Distruggerla sputtanarla arrestarne platealmente il Presidente perchè acquisiva commesse in campo internazionale (elicotteri venduti all’India) pagando un mediatore manda l’Italia al macero. Poi andremo a mangiare tutti in casa della gente che sta destabilizzando l’Italia quando saremo peggio della Grecia come qualcuno scientemente vuole ridurci…..

    Si lavora alacremente alla distruzione del patrimonio industriale italiano. Che fine ha fatto la produzione di un miliardo di euro di tubi già venduti all’estero e bloccati? Aspettiamo la sentenza della Corte Costituzionale!!!!

    Un tempo quando in Sicilia si volevano chiudere le miniere di zolfo si dava loro fuoco. Ora in Italia si vuole chiudere tutto e si usa anche la Corte Costituzionale.

  • nuvolenelcielo

    BERLUSCONI sulle tangenti necessarie: http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=56501 ———- «Noi non possiamo più competere all’estero, siamo stati autolesionisti. Nessuno tratterà più né con l’Eni, né con l’Enel né con Finmeccanica. La tangente è un fenomeno che esiste ed è inutile ignorare la realtà. Pagare una tangente all’estero è un fenomeno di necessità». Così il leader Pdl Silvio Berlusconi durante il suo intervento ad Agorà su RaiTre, commentando la decisione dell’India di sospendere l’acquisto di alcuni elicotteri dopo lo scandalo Finmeccanica. «In Italia e in altre democrazie – ha aggiunto – queste cose non esistono, ma inutile giudicare anche quello che accade in India. Questi sono assurdi moralismi».
    «MASOCHISMO» -«Io ho fotografato la realtà esistente quando si tratta dei nostri gioielli che devono trattare con Paesi stranieri, devono adeguarsi alle altre democrazie», ha continuato Silvio Berlusconi parlando di Finmeccanica. «Questa magistratura ha dimostrato autolesionismo noi ci stiamo facendo fuori, nessuno tratterrà più con noi. Si tratta di masochismo puro. Vogliamo non pagare commissioni? Allora stiamo a casa».

    «NECESSITA’» – Parlando dell’India che ha bloccato le commesse, il Cavaliere ha detto: «L’India è un paese fuori dalla sfera occidentale, sono moralismi assurdi così non si fa l’imprenditore». E ha continuato: «La tangente è un fenomeno che esiste non si possono negare le situazioni di necessità se si va trattare nei Paesi del terzo mondo o con qualche regime».

    «CANCRO MAGISTRATURA» – Silvio Berlusconi ad Agorà ha poi difeso l’istituto della immunità parlamentare cogliendo l’occasione per attaccare i giudici. La reintrodurrà? «Assolutamente sì, perchè c’è una magistratura rossa che è il cancro della nostra democrazia, è una patologia, come la cosa barbara delle intercettazioni».

    BERSANI – Dura la replica di Pier Luigi Bersani sulle tangenti nel mercato globale : «Basta con le tangenti e basta con Berlusconi. Io non escludo che nel mercato globale accadano cose di questo genere e allora sarà bene darsi dei codici di comportamento su scala europea – dice Bersani a Radio Popolare – perché ci deve essere la garanzia che i vertici aziendali siano responsabili di protocolli condivisi che escludano vicende di questo tipo. Vogliamo avere un mercato pulito», aggiunge il leader del Pd. E spiega: «Dopo di che bisogna vedere cosa c’è di italiano. Io non mi arrendo all’idea che si possa andare avanti solo oliando la ruota. Altrimenti facciamo un mondo non accettabile».

  • Allarmerosso

    Porsi il problema dell’accusa di complottismo in merito a certi argomenti fa capire molto più di tante parole.

  • pantos

    è così. governi pagati per far fallire i gioielli di stato appannaggio di quelli esteri.

  • Jor-el

    Negli Anni ’80 la CIA forniva armi ai signori della guerra afgani impegnati a combattere le truppe sovietiche. Ricevevono in cambio oppio grezzo, che veniva trasformato in eroina in Pakistan e venduto nelle piazze dei paesi occidentali, distruggendo un paio di generazioni di giovani europei e americani. Questi sono i “business puliti” che fanno i nostri partner anglosassoni e che i nostri moralizzatori locali amano tanto citare come modello di civiltà, pulizia morale e fair play.

  • geopardy

    Concordo, ma il conto di tutto questo sperpero sta arrivando ovunque e sta incidendo sul futuro di tutti noi in maniera sempre più pesante e drammatica.

    Geo