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FERGUSON A NAPOLI

DI ADRIANO CHIARELLI

minimaetmoralia.it

Una sola notazione. Il Rione Traiano non è esattamente il quartiere Parioli a Roma. Molti legittimamente si chiedono: dov’è quella gente quando a uccidere è la camorra? Dipende. Molti sono conniventi, molti sono omertosi, la maggior parte ha paura. Siamo a Napoli, non a Cortina, e il Rione Traiano è un ghetto che fa impallidire Scampia. Quando il popolo del Rione Traiano afferma che lo stato è assente, lo è davvero, perché è stato sostituito dalla camorra, sia socialmente che economicamente. Il senso di abbandono è totale, la penetrazione della mentalità delinquenziale è ormai completata per generazioni. Lo “Stato” sopperisce alla propria assenza con surrogati di presenza: carabinieri e poliziotti spesso allo sbaraglio, impreparati, di primo pelo, in assetto da guerra.

Non esistono scuole, spazi verdi, luoghi di ritrovo che non siano bische, sale giochi, piazze di spaccio o negozi abusivi. Non esistono alternative, non c’è legge perché il senso di legalità è stato spazzato via da secoli di ghettizzazione.

Quale legge poi? Quali regole? Di quale stato degno di essere chiamato tale? Quei napoletani, i napoletani dei ghetti, sono vittime? Devono essere in grado di trasformarsi in artefici del proprio destino? Può essere vero tutto e il contrario di tutto.

Ricordate il mito della caverna di Platone? Uomini rinchiusi da sempre in una caverna dove si proiettavano ombre a lume di candela: ebbene, quegli uomini erano convinti che il mondo fosse quella caverna, e che gli esseri umani fossero quelle ombre. Il Rione Traiano, Scampia, Forcella, La Sanità, i Quartieri, sono tutte caverne di Platone. Se hai visto solo miseria, degrado, squallore e delinquenza vivrai credendo che quello è il tuo mondo, e sarà la strada a educarti, non la famiglia. E lo sbirro è nemico, perché lo sbirro considera te un nemico.

È una guerra. A chi afferma che il Rione Traiano non è accostabile alla questione razziale in stile Ferguson o Los Angeles del 1991, dico che si sbaglia. A chi di fronte alle gravi fratture di classe e di razza che vanno creandosi preferisce volgere lo sguardo altrove, dico di avere il coraggio di guardare e di capire a fondo quali disastrosi risultati la nostra società abbia prodotto, a suon di “se l’è cercata, Cucchi era un tossico, che ci faceva Aldrovandi in giro alle 2 di notte, immigrati di merda tubercolotici”.

Stiamo creando le nostre favelas, e anche noi avremo le nostre centinaia di Ferguson sparse per l’Italia, i nostri Rodney King. Anzi, tutto ciò è realtà. E non serve essere neri o nordafricani. Basta essere napoletani di certi quartieri, romani di borgata, milanesi di periferia. Luoghi dove l’idea di coesione sociale è vagamente differente dall’aperitivo in centro. Le “nostre” forze dell’ordine si stanno attrezzando di conseguenza, a mano armata, non certo “con i fiori in mano”, come recita l’ultimo agghiacciante comunicato dell’Arma dei Carabinieri sul caso Bifolco. La deriva è iniziata da un pezzo e sta diventando inarrestabile.

Pensiamoci bene prima di affermare con disinvoltura “all’alt ci si ferma, non si gira in tre su un motorino”. Riflettiamo a fondo su chi era Davide, e sulle colpe collettive che si riversano sui singoli e sulle classi di reietti che noi stiamo rendendo tali, sull’onda di razzismo e pregiudizi. Riflettiamo su quel proiettile sparato da un carabiniere senza cervello, senza esperienza, che non avrebbe mai dovuto correre con un’arma in mano e che ora va blaterando di colpi accidentali. Con l’aggravante che tutti gli credano a occhi chiusi. Il significato è tutto in quel proiettile. Un significato che va oltre le responsabilità dei singoli.

Quel proiettile era pronto a essere sparato, perché il Rione Traiano era un teatro di guerra, Davide Bifolco un nemico da abbattere, il carabiniere un nemico dal quale fuggire. Detto ciò, mettiamoci qualche slogan “non si può e non si deve morire così” oppure “perché non accada mai più”. Slogan idioti, buoni per i cortei colorati.

Di malapolizia si muore, accadrà ancora e sarà sempre peggio.

Adriano Chiarelli

Fonte: www.minimaetmoralia.it

Link: http://www.minimaetmoralia.it/wp/ferguson-a-napoli/

8.09.2014

Pubblicato da Davide

  • mago

    Pensiamoci bene prima di affermare con disinvoltura “all’alt ci si ferma, non si gira in tre su un motorino”

    Ecco non ci penso e basta….RIP.
  • neutrino

    "…non serve essere neri o nordafricani."


    Vero. Questa, forse, è l’unica circostanza eccezionale, che rende alcune zone d’Italia diverse dalle periferie parigine o da quelle britanniche.

    Quello che da sempre stupisce e spaventa di questo Paese, è che società così profondamente differenti abbiano lo stesso nome collettivo: Italia.

    Il paragone immediato è l’America, come nota l’autore, ma senza i connotati razziali.

    Napoli e certe aree del Sud ci ricordano che è ancora impossibile considerare l’Italia una nazione.
  • Tetris1917

    i napoletani hanno tutti i motivi per ribellarsi, ed altrettanti per restare come stanno. Il resto dell’italia  parla di cose che non conosce. VIvete il sud e capirete tante cose. In una terra dove i gironi di parassiti sovrastanti, sono occupati dalla borghesia più putrescente della terra, e guarda caso composta da perfetti nord-italioti come dalla vecchia e decadente borghesia incapace meridionale. Facile sparlare di Napoli, Bari, Palermo, Catania, Reggio C. Io sto con i napoletani che vanno a tre sui motorini e che non pagano la mafia delle assicurazioni.

  • soviet65

    Leggendo l’articolo e i commenti postati mi sovviene un dubbio…

    Forse era maglio non fare l’unità d’Italia, perchè se la colpa è sempre del carabiniere, dello stato latitante, del nord ricco e ladrone, dello stato del vaticano, dei preti, dei polentoni lavoratori e altro, ma mai di noi stessi, dico ancora una volta era meglio se non si faceva l’unità d’Italia. E non datemi del razzista, i veri razzisti siete voi che pubblicati questi post e commenti…
  • radisol

    Non è solo "questione meridionale" … e non è solo questione di camorra … anche se la camorra ha tutto l’interesse alla "tranquillità" e non soffia quindi minimamente sul "fuoco" di una eventuale "rivolta" … ed  anche se innegabilmente a Napoli questi aspetti pesano nell’immaginario collettivo esterno e non poco …  l’atteggiamento di polizia e carabinieri è pressochè identico nelle periferie del nord e nelle borgate romane … forse, per una serie di motivazioni contingenti, da Napoli in su questa cosa è meno frequente nella provincia, ma nemmeno poi tanto …

    Giusto quindi il paragone con Ferguson e con le banlieues parigine …
    Casomai c’è da meravigliarsi che la protesta nelle periferie napoletane, come già per Ciro Esposito, ha preso una carattere sostanzialmente non violento …
  • Vocenellanotte

    Credevo che il perdonismo stile "compagni che sbagliano" fosse finito da un pezzo. Specialmente adesso che l’ultimo smartphone o TV al plasma 3D non si nega piu a nessuno.

  • Gil_Grissom

    La teoria dello stato assente ormai non regge piu’: in Basilicata lo stato e’ altrettanto assente e la regione e’ piu’ povera della Campania, eppure i bravi lucani hanno un tasso di criminalita’ tra i piu’ bassi in Europa e vivono con dignita’ la loro ristrettezza economica. A Napoli la trasgressione, nel senso di non obbedienza alle regole, e’ di casa: non si pagano le tasse, non si fa la raccolta differenziata, non ci si mettono le cinture di sicurezza, non si pagano bollo e assicurazione auto, non si lavora ma si ruba, non ci si ferma ai posti di blocco. E quando si infrangono le regole di regola, prima o poi si deve inevitabilmente pagare il conto che a volte puo’ essere molto piu’ salato di cio’ che ci si merita effettivamente. Non paragoniamo poi per favore questi casi a quelli di Cucchi, Magherini o Aldovrandi che non avevano alcuna colpa: il signor Bifolco, nomen omen, ha forzato un posto di blocco con uno scooter insieme ad altri due pregiudicati, ha pagato forse troppo cara questa sua imprudenza, ma per favore non diciamo che e’ una vittima o che era un bravo ragazzo perché sono affermazioni grottesche. 

  • Gil_Grissom

    Il perdonismo, almeno quello che fa comodo nei salotti radical chic, non avra’ mai fine: gli immigrati delinquono perché sono costretti dalla societa’ capitalista, i napoletani delinquono perché lo stato e’ assente, gli islamici delinquono perché sono manipolati, i brigatisti rossi delinquevano ma erano in buona fede. Le responsabilita’ giuridiche e morali si spostano sempre dall’individuo alla collettivita’ ed il gioco e’ fatto. 

  • yakoviev

    La risposta l’hai data tu stesso nelle prime righe

  • Ercole

    Quando si arriva alla barbarie la colpa è solo esclusivamente del vigente sistema sociale purtroppo nei commenti che leggo, come al solito si commentano gli effetti  (tranne pochissimi ) e non  le vere cause è inutile girarci troppo intorno per dirla con Marx socialismo oppure inbarbarimento dei rapporti sociali a tutti i livelli .

  • sun

    Sono una madre e penso al dolore delle madri, di quella del ragazzo morto e di quella del ragazzo che ha sparato. Smettiamola di emettere sentenze, ma rispettiamo il dolore, lasciando che la giustizia faccia il suo corso … impariamo a stare in silenzio.

  • neroscuro2014

    Difficile dire che cosa è esattamente successo, ma le immagini che mostrano un fuggi-fuggi quando arriva il carabiniere lasciano parecchio sconfortati. In quale realtà all’arrivo di un rappresentante della PS, si scapperebbe così se non fossero dei delinquenti? Nella stessa realtà nella quale un latitante si nasconde tranquillo e al sicuro e dove per "rispetto" fanno scappellare un carabiniere. Lo sconforto aumenta quando nei commenti si legge che per ribellarsi allo Stato si può viaggiare in tre su un motorino, senza assicurazione, ecc… Ovvio, queste leggi del Codice della Strada sono state inventate per vessare il cittadino e in particolare il Napoletano onesto, mica per salvare la vita alle persone e per avere un risarcimento almeno economico in caso di disgrazia. Questi pseudo-ribelli sono arrivati all’autolesionismo e pensano di essere dei furbi.

  • Hamelin

    Questo caso è dovuto all’inesperienza della polizia ed alla sua esaltazione mentale .

    Una volta mi è capitato di essere fermato in macchina in maniera alquanto anomala e rocambolesca da una pattuglia dei carabinieri ( che non hanno neanche acceso le sirene e le luci per segnalarmi l’intenzione di accostare ) poichè andavo oltre il limite di parecchio .
    Non appena mi sono accorto di averli dietro ed ho accostato sono scesi ad armi spianate  , uno ( il piu’ alto di grado credo ,  visto che comandava l’altro )con pistola in mano e una giovane recluta con mitraglietta .
    Mi hanno sbattuto contro la macchina e perquisito personalmente e fatto il terzo grado .
    La cosa inquietante è stato il livello di tremarella alle mani dell’giovane con la mitraglietta che mi puntava contro .
    E’ un attimo per far partire un colpo .
    Quando hanno capito che ero pulito e che non scappavo ma che correvo semplicemente per stupidità ed ignoranza mia personale , mi hanno lasciato andare .

    Da un certo punto di vista li capisco rischiano la vita .
    Anzichè scendere io dalla macchina a mani alzate potevano trovarsi uno che scendeva sparando .

    Nonostante cio’ dovrebbero mandare a pattugliare gente con piu’ esperienza , per limitare al minimo la possibilità di incidenti .

    Non è possibile che una recluta ti continui a puntare una mitraglietta addosso con mano tremante per una ventina di minuti  avendo comunque constatato che sei disarmato ed inoffensivo .

  • Stevenson

    Io credo che incentrare la discussione sulla situazione di questo quartiere di Napoli sia fuorviante.

    Il carabiniere ha commesso un atto agghiacciante sparando ad un ragazzino, un gesto estremamente smisurato rispetto alla situazione. Un gesto che si è ripetuto spesso negli ultimi anni in tutto il suolo italico: Riccardo Rasman, Federico Aldrovandi, Stefano Cucchi, Aldo Bianzino, Gabriele Sandri, Riccardo Magherini, Riccardo Magherini e altri.

    Il comune denominatore a questi casi è che sono state uccise delle persone senza un vero motivo. Nessuno di questi stava attentando alla vita di qualcun’altro, alcuni addirittura non stavano commettendo nessun reato.

    A me pare evidente che in Italia ci sia un problema "forze dell’ordine". Se queste forze sono adibite a proteggere la popolazione, mi pare che stiano fallendo il loro proposito.

    Forse per formare una forza di polizia più civile e responsabile sarebbe necessario che fossero meno addestrati a sparare e più educati al rispetto della popolazione e della vita.

  • Cornelia

    Che palle co sto silenzio.

    Buttano giu le torri? Silenzio, rispetto per i morti!
    Tirano giu un aereo? Silenzio, rispetto per i morti!
    I disoccupati si impiccano? Silenzio, rispetto per i morti!
    Sparano alla gente per strada? Silenzio, rispetto per i morti!
    È proprio il silenzio che causa i morti, cara signora, il silenzio e il moralismo inutile.