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FACCIAMO UNA GUERRA. TRA UN MESE, IN LIBIA

DI LUCA FAZIO

ilmanifesto.info

Fac­ciamo una guerra. Tra un mese, in Libia. I pia­ni­fi­ca­tori euro­pei di nuove morti, gli stessi che si rim­pal­lano poche migliaia di pro­fu­ghi che rischiano la vita nel Medi­ter­ra­neo, dicono che il con­flitto durerà un anno. Sarà impos­si­bile chia­marla “ope­ra­zione di poli­zia” e sarebbe scan­da­loso defi­nirla “mis­sione uma­ni­ta­ria”. La chia­me­ranno mis­sione Euna­v­for Med. Dopo le rive­la­zioni del Guar­dian — peral­tro smen­tite con imba­razzo dai mini­stri d’Europa — que­sta volta è Wiki­Leaks ad aver rovi­nato i piani del vec­chio con­ti­nente. L’organizzazione di Julian Assange ieri ha pub­bli­cato in rete un docu­mento dell’European Union-Mili­tary Com­mit­tee (Eumc) — dipar­ti­mento pre­sie­duto dai Capi di stato mag­giore dei paesi euro­pei — secondo cui l’Europa sta pre­pa­rando un inter­vento armato in Libia.

Il titolo del dos­sier (rive­lato in Ita­lia dal set­ti­ma­nale L’Espresso) è tutto un pro­gramma: “Piano appro­vato dai capi della difesa euro­pea per l’intervento mili­tare con­tro le navi dei rifu­giati in Libia e nel Medi­ter­ra­neo”. L’obiettivo dichia­rato è col­pire gli sca­fi­sti per bloc­care i viaggi dei pro­fu­ghi, ma sono pre­vi­ste anche azioni di terra e non si esclude l’allargamento dell’operazione mili­tare anche alle riserve petro­li­fere. Si chiama inva­sione di uno stato sovrano (con tutte le com­pli­ca­zioni del “caso” libico). “L’Unione euro­pea — com­menta Wiki­Leaks — schie­rerà la forza mili­tare con­tro infra­strut­ture civili in Libia per fer­mare il flusso di migranti. Dati i pas­sati attac­chi in Libia da parte di vari paesi euro­pei appar­te­nenti alla Nato, e date le pro­vate riserve di petro­lio della Libia, il piano può por­tare ad altro impe­gno mili­tare in Libia”. In totale spre­gio dei par­la­menti euro­pei — e dell’articolo 11 della Costi­tu­zione italiana.

Il docu­mento riser­vato, al di là dell’esito cata­stro­fico di ogni guerra più o meno dichia­rata, rivela tutta l’incapacità dell’Europa di com­pren­dere il feno­meno dell’immigrazione anche dopo anni di inin­ter­rotto flusso di esseri umani nel Medi­ter­ra­neo. Tra gli obiet­tivi della mis­sione, infatti, si ammette anche la neces­sità di “una suf­fi­ciente com­pren­sione dei modelli di busi­ness del traf­fico, del finan­zia­mento, delle rotte, dei posti di imbarco, delle capa­cità e delle iden­tità (dei migranti)”. Come dire che a un mese dell’attacco si bran­cola ancora nel buio. Tra le carte si ammet­tono con una certa leg­ge­rezza anche gli inter­venti a terra: “L’uso della forza deve essere ammesso, spe­cial­mente durante le atti­vità come l’imbarco, e quando si opera sulla terra o in pros­si­mità di coste non sicure o durante l’interazione con imbar­ca­zioni non adatte alla navigazione”.

Altri det­ta­gli, messi nero su bianco, sug­ge­ri­scono sce­nari disa­strosi già messi in conto dai mili­tari euro­pei: “La pre­senza di forze ostili, come estre­mi­sti o ter­ro­ri­sti come lo Stato Isla­mico”. E ancora: “La minac­cia che sca­tu­ri­sce dalla gestione di un grande volume di migranti deve essere presa in con­si­de­ra­zione”. Una tale mis­sione richie­derà “regole di ingag­gio robu­ste e rico­no­sciute per l’uso della forza”. Non si esclu­dono inter­venti per libe­rare “ostaggi” cat­tu­rati dagli sca­fi­sti. Sono pre­oc­cu­pa­zioni che dise­gnano sce­nari da auten­ti­che bat­ta­glie di terra. Con impli­ca­zioni poli­ti­che molto rischiose: “E’ neces­sa­rio cali­brare l’attività mili­tare con grande atten­zione, par­ti­co­lar­mente nelle acque libi­che o a terra, per evi­tare di desta­bi­liz­zare il pro­cesso poli­tico con danni col­la­te­rali, col­pendo atti­vità eco­no­mi­che legit­time, o creando la per­ce­zione di aver scelto una parte”.

Nel car­teg­gio segreto non manca il capi­tolo più spi­noso. Come gestire una guerra evi­tando l’effetto col­la­te­rale più sgra­de­vole per tutti i poli­tici che indos­sano l’elmetto: più che i morti, pre­oc­cupa la cat­tiva “repu­ta­zione” degli assas­sini. “Il Comi­tato Mili­tare dell’Unione Euro­pea — si legge — cono­sce il rischio che ne può deri­vare alla repu­ta­zione dell’Unione euro­pea, rischio col­le­gato a qual­siasi tra­sgres­sione per­ce­pita dall’opinione pub­blica in seguito alla cat­tiva com­pren­sione dei com­piti e degli obiet­tivi, o il poten­ziale impatto nega­tivo nel caso in cui la per­dita di vite umane fosse attri­buita, cor­ret­ta­mente o scor­ret­ta­mente, all’azione o all’inazione della mis­sione euro­pea”. Quindi si con­si­dera “essen­ziale fin dall’inizio una stra­te­gia media­tica per enfa­tiz­zare gli scopi dell’operazione e per faci­li­tare la gestione delle aspet­ta­tive”. Gior­na­li­sti avvi­sati, mezzi arruo­lati. Non dovrebbe esserci alcun pro­blema, invece, per otte­nere l’avvallo della comu­nità inter­na­zio­nale: i mili­tari indi­cano Unione Afri­cana, Onu, Nato, Lega Araba, Egitto e Tuni­sia come part­ner della nuova guerra.

E il par­la­mento ita­liano? Non è men­zio­nato nel docu­mento dell’Eumc, ma anche in que­sto caso per i mili­tari non dovreb­bero esserci pro­blemi. Solo M5S e Sel hanno qual­cosa da ecce­pire. “Le rive­la­zioni dif­fuse da Wiki­Leaks — dicono i depu­tati pen­ta­stel­lati delle com­mis­sioni Esteri e Difesa — dimo­strano che la mis­sione anti sca­fi­sti dell’Ue in Libia si risol­verà in un vero e pro­prio inter­vento mili­tare. In sostanza Mat­teo Renzi e i suoi sodali Alfano, Gen­ti­loni e Pinotti ci stanno tra­sci­nando in una nuova guerra, senza aver prima infor­mato prima det­ta­glia­ta­mente il par­la­mento”. Per il capo­gruppo di Sel a Mon­te­ci­to­rio, Arturo Scotto, “invece di pen­sare a come bom­bar­dare qual­cuno Renzi si impe­gni affin­ché l’Europa la smetta con gli egoi­smi nazio­nali e si fac­cia carico del raf­for­za­mento della capa­cità di sal­va­tag­gio di per­sone in mare, sulla scorta di quanto fatto con Mare Nostrum”.

Luca Fazio

Fonte: www.ilmanifesto.info

27.05.2015

Pubblicato da Davide

  • Tao
    Se ci fosse stato biso­gno di una con­ferma che di guerra si tratta per il docu­mento stra­te­gico di 19 pagine pre­sen­tato da Moghe­rini all’Onu nem­meno due set­ti­mane fa su «Libia, migranti e sca­fi­sti», ecco la rive­la­zione di Wiki­leaks — anti­ci­pata dall’Espresso — che rende noti due pro­to­colli riser­vati della Ue sull’operazione. È una mis­sione mili­tare in Libia a tutti gli effetti e non un’operazione di poli­zia per sal­vare migranti, come invece rac­con­tano i mini­stri Alfano e Gen­ti­loni.
     
    La Ue con la sua flotta navale unita — final­mente l’Unione — com­menta Wiki­leaks «schie­rerà la forza mili­tare con­tro infra­strut­ture civili in Libia per fer­mare il flusso di migranti. Dati i pas­sati attac­chi in Libia da parte di varie paesi euro­pei della Nato e date le pro­vate riserve di petro­lio della Libia, il piano può por­tare ad altro impe­gno mili­tare in Libia».

    Pro­prio men­tre la Com­mis­sione Ue rivede al ribasso il «piano Junc­ker» per le quote dei migranti che quasi tutti i paesi euro­pei rifiu­tano; e men­tre al Cairo fal­li­scono gli enne­simi incon­tri tri­bali per avere in Libia un accordo di governo — utile solo ad appro­vare la nostra impresa bel­lica. La nuova guerra durerà un anno e comun­que tutto il tempo neces­sa­rio a «fer­mare il flusso migra­to­rio». All’infinito dun­que, visto che la dispe­ra­zione di chi fugge da guerre (spesso nostre) e mise­ria (spesso pro­vo­cata da noi) è inarrestabile.

    Per que­sto «l’uso della forza deve essere ammesso, spe­cial­mente durante le atti­vità come l’imbarco, e quando si opera sulla terra o in pros­si­mità di coste non sicure o nell’interazione con imbar­ca­zioni non adatte alla navi­ga­zione». Quindi ci sono le ope­ra­zioni a terra, come scri­veva The Guar­dian. E per «la pre­senza di forze ostili, come estre­mi­sti o ter­ro­ri­sti come lo Stato Isla­mico», la mis­sione «richie­derà regole di ingag­gio robu­ste e rico­no­sciute per l’uso della forza».

    Ma la vera novità è l’invito espli­cito dei mini­stri della difesa Ue: «Per l’operazione mili­tare sarà fon­da­men­tale il con­trollo delle infor­ma­zioni che cir­co­lano sui media». Per­ché il Comi­tato Mili­tare dell’Ue «cono­sce il rischio che ne può deri­vare alla repu­ta­zione dell’Unione Euro­pea… qual­siasi tra­sgres­sione per­ce­pita dall’opinione pub­blica in seguito alla cat­tiva com­pren­sione dei com­piti e degli obiet­tivi, o il poten­ziale impatto nega­tivo nel caso in cui la per­dita di vite umane fosse attri­buita, cor­ret­ta­mente o scor­ret­ta­mente, all’azione o all’inazione della mis­sione euro­pea. Quindi il Con­si­glio Mili­tare dell’Unione Euro­pea con­si­dera essen­ziale fin dall’inizio una stra­te­gia media­tica per enfa­tiz­zare gli scopi dell’operazione e per faci­li­tare la gestione delle aspet­ta­tive. Ope­ra­zioni di infor­ma­zione mili­tare dovreb­bero essere parte inte­grante di que­sta mis­sione europea».

    Avete capito bene: ci saranno tante vit­time inno­centi, vale a dire i migranti, desti­nati alle fosse del Medi­ter­ra­neo e sot­to­po­sti sem­pre più ad arre­sti e vio­lenze in Libia. E ser­vi­ranno infor­ma­zioni «mirate» dai ver­tici mili­tari e un gior­na­li­smo veli­naro e/o embed­ded con «robu­ste regole d’ingaggio».

    Tommaso Di Francesco

    Fonte: http://www.ilmanifesto.info [www.ilmanifesto,info]

    27.05.2015

  • marcopa

    L’opposizione alle guerre negli ultimi anni è stata fatta da pochi gruppi e da alcuni siti. Ora occorre che si ricostruisca un movimento. C’ la campagna e la petizione No Guerra No Nato. Il 2 giugno a Roma è prevista una manifestazione davanti alla caserma di Centocelle che sarà la base di tutta l’ operazione libica. Il 31 maggio a Roma, data infelice perchè elettorale in molte regioni, ci sarà una assemblea convocata dalla rete dei Comunisti dove si discuterà come ricostruire un nuovo movimento contro le guerre……………………..Non sarà facile rimettere in funzione un movimento contro le guerre, qualche iniziativa però è già avviata, chi vuole può aiutare questi tentativi già in piedi ad essere maggiormente visibili.

  • albsorio
  • fabKL

    Personalmente ritengo che l’invio di "aiuti umanitari" dall’UE (meglio ancora dall’Italia) scortati da una gigantesca spedizione militare per "difendere" e "creare ordine" mettendo a capo una testa di legno che faccia quello che diciamo noi, potrebbe essere per noi il male minore. Certamente, i profughi di guerra ne rimarrebbero intrappolati ed e’ spiacevole, ma gli stessi campi d’accoglienza potrebbero essere creati in Libia, magari spendendo meno.
    Lo scopo reale sarebbe – come insegnano gli USA – quello di riappropriarsi dello sfruttamento dei pozzi petroliferi, che ci sono stati usurpati con la caduta di Gheddafi nel nome della democrazia.

    E’ un gioco sporco, concordo. Ma l’alternativa quale’? non si possono certo far affondare. Quando arrivano qui le loro condizioni non saranno mai migliori di uno stentato sopravvivere.

    La destabilizzazione dei paesi arabi ha creato -guarda caso – un problema economico grandissimo all’UE. Le risorse per risolvere il problema Libia stanno in Libia e quindi bisogna impadronirsene altrimenti andranno a gravare sul bilancio europeo.
    E’ un discorso meschino e’ basato solo sui soldi….. ma fare i francescani non sarebbe di aiuto a nessuno