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FACCIAMO DEL SUD ITALIA UNA GIGANTESCA SHARM EL SHEIK

DI FRANCO ARMINIO
ilmanifesto.it

Il sud Italia è in una condizione terrificante, molto più grave di quello che possiamo immaginare. E’ stato fatto troppo welfare nelle istituzioni e c’è un clima generale difficile. C’è una sola cosa da fare: un unico grande Sharm El Sheik. Ma il sud Italia è anche uno dei posti più belli del mondo: facciamo venire tutti i turisti del mondo lì…
Aprirei alle multinazionali di tutto il mondo, gli farei agevolazioni fiscali bestiali, non paghino tasse per dieci anni, basta che assumano stutti italiani, utilizzino prodotti italiani…

Il problema per cui non vengono ha un nome semplice: mafiaHanno paura di quello, e quindi come Paese e come istituzioni mi occuperei molto di questo, garantendo eventuali imprenditori“.
Oscar Farinetti, patron di Eataly (Fonte)

Ogni tanto c’è qualcuno che pontifica sul Sud senza conoscerlo. L’ultimo arrivato è l’imprenditore gastronomico Farinetti che vagheggia di trasformare il Sud in un grande villaggio turistico. A suo dire l’unico ostacolo sarebbe la mafia. Questo imprenditore ragione con la tipica logica dei colonizzatori. Un territorio è un luogo da cui estrarre risorse. Non conta niente chi lo abita, cosa pensa.

Il Sud italiano è un luogo antico, fatto di tanti luoghi assai diversi tra loro e di tante storie, bellissime e bruttissime. C’è la Magna Grecia e la modernità incivile, c’è stato Gava e c’è stato Di Vittorio.

Il turismo è una risorsa importante e poco sfruttata. È incredibile che la Toscana da solo attira più turisti di tutta l’Italia che va da Napoli a Palermo. I meridionali devono certamente ricavare di più dalla bellezza dei loro luoghi, ma da qui all’idea del signor Farinetti c’è davvero un abisso.

Qualche giorno fa stavo sull’acropoli di Cuma. Non è bello vedere l’accesso all’antro della Sibilla sbarrato da una transenna, accesso sbarrato da due anni. Non è bello vedere che la segnaletica è affidata a un cartone e a un pennarello, ma se quel posto fosse dato a una multinazionale del turismo perderebbe completamente il suo fascino. Se per entrare a Cuma devi fare la fila che si fa per la Cappella Sistina, quel posto perde tutta la sua magia. Se sull’acropoli ci stanno mille persone piuttosto che dieci, di fatto quel posto diventa invisibile.

Lo stesso vale anche per luoghi considerati minori. Ad Aliano nei calanchi si può fare un bellissimo festival paesologico, però se ci porti cento pullman al giorno diventa un posto inguardabile. Non sto proponendo di rinunciare a un incremento del turismo, sto cercando di far capire che non si può applicare al turismo la logica che abbiamo applicato alla produzione industriale. Pensate a Taranto e a Bagnoli. Due tra i posti più belli del mondo trasformati in un inferno di ferraglie.

Ora quello che vorrebbe Farinetti è la trasformazione del Sud in un immenso centro commerciale pieno di ristoranti. Un’idea inaccettabile sotto il profilo etico e fallimentare sotto il profilo imprenditoriale. Il Sud ha bisogno di rendere più funzionali i suoi grandi attrattori, basti pensare a Pompei. La sfida più bella è restaurare i paesaggi distrutti, preservare quelli ancora incontaminati. Quello che conta è non mettere attività inquinanti sul Pollino o sulla Murgia. Quello che conta è che il Parco del Cilento sia un parco nel vero senso della parola. Non si può far passare un elettrodotto sopra un’abbazia o mettere pale eoliche a Sepino. Non si può trivellare l’Adriatico o l’Irpinia per cercare petrolio.

Più che di un villaggio turistico abbiamo bisogno di assicurare condizioni dignitose a chi nel Sud ci vive. Abbiamo bisogno di scuole, di sanità e di trasporti, prima di tutto. Non solo le scuole non vanno chiuse, ma dovrebbero essere aperte tutto il giorno. Non solo non bisogna chiudere gli ospedali, ma bisogna potenziarli: la migrazione sanitaria è una delle vergogne più grandi dell’Italia.

Non abbiamo bisogno del ponte sullo stretto, ma di sistemare la rete delle strade esistenti: a parte le autostrade, trovare un chilometro di asfalto senza buche è praticamente impossibile. Farinetti e altri imprenditori ingordi come lui pensano che la crisi e la fame di lavoro possa aprire la strada a operazioni di svendita dei nostri luoghi. Si sbagliano. Nel Sud non riusciranno a realizzare i loro paradisi di plastica.

L’adiacenza di fregi e sfregi, la compresenza dell’arcaico e della modernità ha bisogno di un governo attento dei territori e non di progetti avventurosi di imprenditori senza scrupolo. Un governo fatto di intimità e distanza, di sobrietà e immaginazione, di scrupolo e utopia.

Il Sud italiano non è un luogo da riempire di alberghi e piscine. Il Sud italiano può essere il luogo di un nuovo umanesimo, fuori dal binario necrofilo della produzione e del consumo. Ben vengano i turisti, ben vengano nuovi residenti, ben venga una nuova distribuzione di cittadini sui territori: non possiamo avere tre milioni di persone intorno a Napoli e un milione su tutta la dorsale appenninica.

Capisco che sono questioni troppo complesse per Farinetti e per i suoi amici che in fondo vorrebbero fare quello che non è riuscito a fare Berlusconi. Questa volta lo devono capire per bene tutti quanti: il Sud non è più una prateria per le scorribande di ladri locali e internazionali.

Abbiamo bisogno di un’economia solidale. I nostri giovani non devono fare tutti i camerieri. Abbiamo bisogno di contadini, di poeti, di insegnanti. Se fosse per Farinetti potremmo passare tranquillamente da Platone a Platini.

La vita è una faccenda colossale, non è una bancarella da piazzare dove più conviene. Noi che cerchiamo di abitare il Sud con gli occhi ben aperti, noi che abbiamo il coraggio di amarlo e anche di disprezzarlo quando serve, non accetteremo la rottamazione delle nostre terre e del nostro mare. Non daremo a nessuno il nostro paesaggio.

Bisogna alzare una diga altissima contro il liquame liberista che sta infangando tutto il pianeta. Farinetti si rassegni a gestire la sua piccola bottega, al Sud ci penserà chi lo sta vivendo con occhi nuovi.

Franco Arminio

Fonte: www.ilmanifesto.it

2.04.2104

Titolo originale: Il sud non è un villaggio turistico

Pubblicato da Davide

  • yago

    Il turismo è una voce importante per ogni economia ed il sud ha delle potenzialità enormi. Certo che va evitato il turismo di plastica anche se purtroppo a volte non si riesce ad evitarlo, ma un sano turismo necessita di investimenti e di prezzi competitivi. Se il ristoratore deve pagare in tasse la metà di ciò  che incassa difficilmente potrà farci pagare un pasto a prezzi bassi. Per competere bisogna inoltre offrire qualità oltre ai prezzi ed è qui che deve essere fatto un grosso sforzo per migliorare i servizi , le infrastrutture, la professionalità ecc.

    Siamo ancora il più bel paese al mondo e non ci vuole molto a capire perché il turismo ci abbandona. Altra nota dolente è la esterofilia degli italiani che spesso trascurano i nostri gioielli ed il più delle volte scambiano la lana con gli stracci.

  • neutrino

    traduzione:

    Al Sud, invece del turismo di massa e degli investimenti esteri, perché non immaginare un nuovo rinascimento guidato da una popolazione di filosofi e poeti, e da "un governo fatto di intimità e distanza, di sobrietà e immaginazione, di scrupolo e utopia"?
  • jorge
    Un ragionamento corretto e onesto… Ma dobbiamo considerare che:
     " I non siciliani faticano a capire cosa vuol dire crescere a contatto con la mafia. La gente ha l’idea del mafioso tipo  Totò Riina [it.wikiquote.org]. Invece i mafiosi erano anche Stefano Bontate [it.wikiquote.org]: parlava francese, inglese e se l’avessimo incontrato sarebbe stato gentilissimo, un signore. Negli anni 70, a Palermo sugli omicidi di mafia si diceva: finché si scannano tra loro, non ci interessa. Se invece toccava a uno che in apparenza non c’entrava niente, la scusa era: l’hanno ammazzato per questioni di donne. Era un modo per campare, per non prendere coscienza". ( Pif [it.wikiquote.org])

    • "Abbiamo oggi una mafia più civile e una  società [it.wikiquote.org] più mafiosa. Una mafia sempre più in giacca e cravatta e una società che cambiandosi abito troppe volte al giorno sceglie il travestimento. Insomma, abbiamo interi pezzi di società che hanno ormai introiettato i modelli comportamentali dei mafiosi. E lo si vede in tutti i campi". ( Antonio Ingroia [it.wikiquote.org])
    • Mi rendo conto che c’è un’enorme confusione sul problema della mafia. […] I mafiosi stanno in Parlamento, i mafiosi a volte sono ministri, i mafiosi sono banchieri, i mafiosi sono quelli che in questo momento sono ai vertici della nazione. Se non si chiarisce questo equivoco di fondo… Non si può definire mafioso il piccolo delinquente che arriva e ti impone la taglia sulla tua piccola attività commerciale, questa è roba da piccola criminalità, che credo abiti in tutte le città italiane, in tutte le città europee. Il fenomeno della mafia è molto più tragico ed importante. È un problema di vertici e di gestione della nazione, è un problema che rischia di portare alla rovina e al decadimento culturale definitivo l’Italia" ( Giuseppe Fava [it.wikiquote.org])
    Sottolineo quanto affermato da Fava perché qualche organizzazione non governativa molto in vista crede che la lotta alla mafia (o alla ndrangheta) si debba ridurre alla lotta contro il "pizzo".

    Per il resto il ristoratore onesto non solo verrà taglieggiato dalle tasse, ma dovrà affrontare l’aumento delle tariffe dell’acqua, la cui gestione fu consegnata sostanzialmente ai privati, l’aumento delle rendite catastali che hanno portato alle stelle le tasse comunali (IMU, tasse sui rifiuti, ecc) e altri balzelli, tra i quali, eventualmente, quelli imposti dalla "piccola criminalità" presente (secondo Fava) "in tutte le città italiane, in tutte le città europee".

  • Faulken
    Il sud non esiste. Esistono regioni che sono completamente diverse tra loro. Nessuno vuole affrontare i problemi regione per regione ed è meglio accorpare tutto a sud con novella retorica poetica degli occhi nuovi…  Continuiamo pure con questa efficace poetica del sud… i poeti al governo… come il poeta Vendola ? Come Arminio che si candida alle europee lista Tsipras ?  Politici che vogliono fare poeti, poeti che vogliono fare i politici…
  • Notturno

    Si, ma poi l’avete visto Eataly?

    Sembra in tutto un enorme Autogrill. Solo che le "bufale" costano molto di più. 
    🙂
  • Jor-el

    Su una cosa, però, sono d’accordo con Farinetti di Eataly: togliere le tasse al turismo. Ma non solo al Sud.

  • Rasna

    Si ok, il turismo di plastica no e fin qui siamo tutti daccordo…. ma per parlare bisogna anche conoscere lo stato di degrado sociale e ambientale di alcune parti del sud. 

    Del sud conosco bene solo una parte della Calabria ionica e non esito a dichiarare che è di una bellezza incredibile. 
    Paragonare quella zona alle isole greche è solo un paragone irrrispettoso per le nostre terre.
    Ma la bellezza non è tutto e per stimolare il turismo occorre un cambio di mentalità, bisogna che l’accoglienza ed il rispetto del cliente siano messi al primo posto.
    Immaginate quei "paesi vecchi", i vecchi nuclei abitati di una volta sulle colline con vista mare (per difendersi dagli attacchi dal mare) ormai abbandonati in favore di orrendi paesi senza intonaco al mare: pensate cosa potrebbero diventare se gli si desse l’aspetto degli abitati delle isole greche. 
    Immaginate ristoranti su lungomari puliti (e senza la puzza degli scarichi in mare), illuminati romanticamente e ricchi di locali.
    Mi dispiacerebbe togliere quel poco che rimane ai cugini greci ma il loro turismo sarebbe spazzato via in favore del nostro sud, meno dispersivo, più ricco e forse anche più bello.
    Quindi certamente no a Eataly, ai mac donald’s e al turismo in stile Costa Brava, ma certamente si al turismo stile isole greche, quello pertinente con la storia e la cultura del nostro sud, quello che non potrebbe fare altro che dare continuità culturale sl nostro paese da nord a sud.
    Siamo ricchi che non sanno di esserlo… e se lo sanno se ne fottono.
     
  • Truman

    Farinetti capisce solo di come far soldi, il che equivale a dire che è molto pericoloso.

    Arminio intuisce molte cose. Ma il Sud è di più.

    E’ un mondo distrutto dall’invasione barbarica dei Savoia nel 1860, un saccheggio sfrenato unito a un’operazione di pulizia etnica, con campi di sterminio e ideologi della barbarie come Lombroso.

    Il saccheggio riuscì a distruggere la cultura del sud, basata sul lavoro, sulla solidarietà. Il saccheggio uccise la memoria del sud, facendo credere ai meridionali di essere inferiori.

    “Emigrare o morire” si diceva all’epoca. E tantissimi emigrarono o morirono. Rimase una terra desolata, una waste land alla mercè dei vicerè dei Savoia.

    Ma l’immaginario collettivo fa strani scherzi. Quando uno crede che nell’immaginario dei popoli conquistati non sia più rimasto niente, che siano ormai dei perfetti schiavi, si scopre che l’immaginario collettivo è organizzato a strati e che la distruzione degli strati superficiali fa emergere livelli profondi, ancestrali, precedentemente sepolti.

    Ernesto De Martino con il suo “Sud e magia” mostra qualcosa. Sandor Marai notava che a Napoli il miracolo è qualcosa che fa parte della vita quotidiana.

    Ma il sud non è solo magico.

    Si scopre che il sud è intimamente politeista, greco, battagliero, basato sull’onore e sulla solidarietà. Emerge un’etica profonda basata sulla famiglia.

    Gli studiosi pagati dal potere lo chiamarono “familismo amorale”. Come sempre legavano il ciuco dove vuole il padrone.

    La distruzione della cultura del sud fece emergere un’etica alternativa lì dove sembrava che tutti i riferimenti etici fossero persi. Il ritorno alla famiglia è un ritorno ai fondamenti della società umana.

    Il familismo, la morale alternativa del sud, si è dimostrato vincente più volte in una società basata sull’inganno diffuso. Per una nemesi che si ripresenta sempre, quando la falsità del potere esagera, la mentalità del sud ha attecchito anche al nord. L’hanno chiamata mafia, o criminalità organizzata. Come se molti governi oggi fossero qualcosa di diverso dalla criminalità organizzata.

     

  • radisol

    In questo articolo di InfoAut Palermo, da me pubblicato sul forum, c’è indubbiamente qualcosa in più …

  • SanPap

    Concordo e mi permetto di aggiungre un suggerimento, la lettura di

    Nicola Zitara – L’invenzione del mezzogiorno – Una storia finanziaria –
    ed Jaca Book

  • dana74

    ma benedetto manifesto, Farinetti è un antirazzista doc, fa lavorare i romeni. SI va be a tre euro l’ora, ma in Italia si può. Si chiama dumping sociale, favorito dalla vostra tanto cara globalizzazione dell’integrazione

  • jorge
    Un ragionamento corretto e onesto… Ma dobbiamo considerare che:
     " I non siciliani faticano a capire cosa vuol dire crescere a contatto con la mafia. La gente ha l’idea del mafioso tipo   Totò Riina [it.wikiquote.org][it.wikiquote.org]. Invece i mafiosi erano anche  Stefano Bontate [it.wikiquote.org] [it.wikiquote.org]: parlava francese, inglese e se l’avessimo incontrato sarebbe stato gentilissimo, un signore. Negli anni 70, a Palermo sugli omicidi di mafia si diceva: finché si scannano tra loro, non ci interessa. Se invece toccava a uno che in apparenza non c’entrava niente, la scusa era: l’hanno ammazzato per questioni di donne. Era un modo per campare, per non prendere coscienza". (  Pif [it.wikiquote.org] [it.wikiquote.org])
    • "Abbiamo oggi una mafia più civile e una   società [it.wikiquote.org] [it.wikiquote.org] più mafiosa. Una mafia sempre più in giacca e cravatta e una società che cambiandosi abito troppe volte al giorno sceglie il travestimento. Insomma, abbiamo interi pezzi di società che hanno ormai introiettato i modelli comportamentali dei mafiosi. E lo si vede in tutti i campi". (  Antonio Ingroia [it.wikiquote.org][it.wikiquote.org])
    • Mi rendo conto che c’è un’enorme confusione sul problema della mafia. […] I mafiosi stanno in Parlamento, i mafiosi a volte sono ministri, i mafiosi sono banchieri, i mafiosi sono quelli che in questo momento sono ai vertici della nazione. Se non si chiarisce questo equivoco di fondo… Non si può definire mafioso il piccolo delinquente che arriva e ti impone la taglia sulla tua piccola attività commerciale, questa è roba da piccola criminalità, che credo abiti in tutte le città italiane, in tutte le città europee. Il fenomeno della mafia è molto più tragico ed importante. È un problema di vertici e di gestione della nazione, è un problema che rischia di portare alla rovina e al decadimento culturale definitivo l’Italia" (  Giuseppe Fava [it.wikiquote.org] [it.wikiquote.org])
    Sottolineo quanto affermato da Fava perché qualche organizzazione non governativa molto in vista crede che la lotta alla mafia (o alla ndrangheta) si debba ridurre alla lotta contro il "pizzo".
    Per il resto il ristoratore onesto non solo verrà taglieggiato dalle tasse, ma dovrà affrontare l’aumento delle tariffe dell’acqua, la cui gestione fu consegnata sostanzialmente ai privati, l’aumento delle rendite catastali che hanno portato alle stelle le tasse comunali (IMU, tasse sui rifiuti, ecc) e altri balzelli, tra i quali, eventualmente, quelli imposti dalla "piccola criminalità" presente (secondo Fava) "in tutte le città italiane, in tutte le città europee".
  • Truman

    Metto il link cliccabile:

    Oscar Farinetti – Attenzione al personaggio …

    (Nota per Radisol: basta copiare il titolo presente all’inizio della pagina del forum per creare link cliccabile come qui sopra).

  • bstrnt

    Credo si debba parlare di questione culturale.

    Sarei propenso a non metterla sul come un poeta possa fare politica o sul come un politico possa fare il poeta, ma una cosa è certa, certi buzzurri in parlamento è bene non ci stiano.
    Credo pure che la questione morale, tanto cara a Berlinguer, possa di fatto confluire nella questione culturale.
    Non dice nulla il fatto che dopo pochi mesi molti giovani inesperti del M5S sembrano statisti rispetto al miasma che ristagna in parlamento.
    Non credo siano tutti geni, mi sembra invece si possa contare sulla loro voglia di imparare e acculturarsi oltre che alla loro dignità, moralità e coerenza, qualità assolutamente sconosciute nel pantano partitocratico.
  • bstrnt

    Bravo, e quando togli le tasse al turismo e le trasferisci all’agricoltura e ai servizi, il turismo col piffero sposa la causa Italia, utilizzerà prodotti esteri e studierà tutte le scappatoie per non incappare in tassazioni indirette.

    La pianificazione del turismo dovrebbe essere governata da persone capaci e non lasciata al libero mercato che per ovvie ragioni di ritorno economico tenderà a privilegiare il turismo dei più abbienti, serve incentivare anche il turismo dello studente e dei ceti meno ricchi perché innescano le necessarie spirali positive.
    Mi sembra che questo non sia proprio il progetto di Farinetti.
  • consulfin

    bell’articolo.
    Dunque Farinetti dice che le multinazionali non "investono" al sud per via della mafia? Ma parla della stessa mafia di cui le multinazionali si servono abbondantemente quando hanno fretta o problemucci delicati da risolvere? (terra dei fuochi, dice qualcosa?)

  • Faulken

    Credo si debba parlare di leggi, leggi ad hoc regione per regione per affrontare i veri problemi e poi la poesia, la Magna Grecia etc etc altrimenti è solo vecchia retorica con una nuova mschera. 

  • Faulken

    Sei un poeta ? Fai il poeta. Impegnati nella scrittura, nello stile e cresci, diventa un grande poeta se ci riesci, grande non di fama ma di stile, lavora sodo… Vuoi anche impegnarti in politica ? Non c’è bisogno di una poltrona… capisco che Bruxelles è una bella città e lo stipendio da parlamentare europeo è notevole ma il parlamento europeo non serve a creare leggi per il "sud" Italia. Ho visto realizzare una delle mostre più importanti della storia… al British Museum, su Pompei, ma non ho visto nessuno andare in corteo a proteggere i beni del "sud", non ho visto poeti, politici, non ho visto nessuno. Non vedo nessuno muovere un dito per tutti i musei e le biblioteche che ogni giorno muoiono al "sud". Vedo solo vecchia retorica con una nuova maschera. Se persone come Farinetti sharmensheikizzeranno il"sud" non sarà una gran perdita perché quello che c’è oggi dove nessuno muove un dito è anche peggio, è morte trasparente nessuno la vede non importa a nessuno. Forse è la parola, sud, breve e suadente, è una bella parola che piace rigirarsi tra le corde vocali, sud… sud… sud… non abbiamo bisogno di un nuovo movimento poeticopolitico o di retorica paesologica.

  • Zengan

    E perchè invece non ne facciamo un bèl parcheggio?