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EUROPA: IL MOMENTO DELLA VERITA’. (POTERE AL POPOLO NON ALLA TROIKA)

DI PAUL KRUGMAN

krugman.blogs.nytimes.com

Spingere la situazione fino a questo punto è stato un atto di mostruosa follia da parte dei Governi Creditori e delle Istituzioni

Fino ad ora ogni avvertimento sull’imminente collasso dell’euro si è rivelato eccessivo. I Governi, qualsiasi cosa abbiano detto durante le elezioni, hanno ceduto alle richieste della Troika, mentre la BCE teneva calmi i mercati.

Questo processo è riuscito a tenere insieme la moneta unica, ma ha anche perpetuato un’austerità profondamente distruttiva – non lasciate che un paio di trimestri di modestissima crescita, in alcuni dei paesi debitori, vadano ad oscurare l’immenso costo costituito da cinque anni di disoccupazione di massa.

In senso politico, i grandi perdenti di questo processo sono stati i partiti di centro-sinistra, la cui acquiescenza alla dura austerità – e quindi l’abbandono di quella che, presumibilmente, sarebbe dovuta essere la loro missione – ha fatto loro molti più danni di quanto politiche analoghe abbiano potuto fare ai partiti del centro-destra.

Mi sembra che la Troika – penso che sia ora di smetterla con la pretesa che tutto sia cambiato, e che si debba tornare al vecchio nome [palese il riferimento al nuovo nome che si è preteso di darle] – si aspettasse, o quanto meno sperasse, che la storia con la Grecia sarebbe stata una ripetizione di quella solita. E che anche Tsipras avrebbe finito con il fare la solita cosa: abbandono di gran parte della coalizione e alleanza con il centro-destra, per evitare che il Governo di Syriza potesse cadere. E tutto questo potrebbe ancora verificarsi.

Ma in questo momento Tsipras non sembra disposto a cadere sulla propria spada [a suicidarsi]. Al contrario, messo davanti ad un ultimatum della Troika, ha programmato un referendum per decidere se accettare o meno. Tutto questo sta portando a molti dibattiti sulla sua correttezza e a molte dichiarazioni in cui si afferma che egli sia un irresponsabile. Ma, al contrario, egli sta facendo la cosa giusta, e questo per due motivi.

In primo luogo, se vince il referendum, il Governo greco avrebbe il potere di una forte legittimazione democratica, che ha ancora parecchia importanza in Europa, a mio avviso.

In secondo luogo, fino ad ora Syriza si è trovata in una posizione politicamente molto scomoda. Gli elettori, seppur furiosi per le sempre maggiori richieste di austerità, non vogliono al contempo lasciare l’euro. E’ sempre stato molto difficile capire com’è che questi due desideri possano essere conciliati, ma ora lo è ancora di più.

Il referendum, in effetti, servirà per chiedere agli elettori di scegliere la loro priorità e per dare a Tsipras il mandato per “fare quello che deve”, se la troika dovesse spingere fino in fondo.

Nel caso me lo chiedeste, ritengo che spingere la situazione fino a questo punto sia stato un atto di mostruosa follia da parte dei Governi Creditori e delle Istituzioni. Ma l’hanno fatto, e non posso biasimare in alcun modo Tsipras per essersi rimesso alla volontà degli elettori, invece di decidere sulla loro testa.

Paul Krugman

Fonte: http://krugman.blogs.nytimes.com

Link: http://krugman.blogs.nytimes.com/2015/06/27/europes-moment-of-truth/?module=BlogPost-Title&version=Blog%20Main&contentCollection=Opinion&action=Click&pgtype=Blogs&region=Body

27.06.2015

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org a cura di FRANCO

Fra parentesi quadra [ … ] le note del Traduttore

Pubblicato da Davide

  • Gil_Grissom

    Paul Krugman ha perfettamente ragione nel difendere le scelte fatte dal leader del governo greco: oltretutto a coloro che criticano i poveri greci dicendo che sono la causa del loro male vorrei ricordare che non e’ affatto vero. La Grecia ha fatto per ben 15 anni tutto cio’ che la Troika le ha via via imposto e tali politiche oltre a non portare ad alcun miglioramento nei confronti dei debitori hanno completamente distrutto l’economia greca che, ricordiamolo, dal 1965 al 2000 era cresciuta del 600 per cento nel suo pur modesto pil. Prima dell’ingresso nella zona Euro la Grecia non era certo un paese prospero ma certamente si viveva in maniera piu’ dignitosa di oggi che siamo sull’orlo della rivoluzione. Tsipras non ha fatto altro che prendere atto che questa austerita’ in 15 anni non ha portato benefici né ai creditori né ai debitori per cui continuare in questa direzione e’ da autolesionisti o da criminali. E ben presto cominceranno anche a capirlo anche negli altri paesi europei, ma alcuni hanno gia’ aperto gli occhi. Neanche la Germania crede piu’ ormai nel progetto euro, il collasso e’ imminente.

  • Toussaint
    "La Grecia ha fatto per ben 15 anni tutto cio’ che la Troika le ha via via imposto ….. ".

    Queste sue parole valgono più di cento pagine. Sul collasso non ho dubbi, sull’imminenza non saprei.

    Spero con tutto il cuore che la sua affermazione possa essere profetica.
  • Gil_Grissom

    La ringrazio per l’apprezzamento e abbia fiducia: la prima crepa nella diga e’ fatta, ora sitratta solo di aspettare.