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EULOGIA PER PASOLINI, MORTO SERENAMENTE NEL SUO LETTO QUESTA NOTTE

DI ANREA PANZIRONI

ilfoglio.it

Quella che segue è un’eulogia per Pasolini come se fosse morto nella notte tra ieri e oggi, bella e felicemente ambivalente. Me l’ha mandata via mail Andrea Panzironi, romano, un tipo alla De Niro, taxi-driver che mi ha portato al Foglio da piazza Barberini giovedì scorso per dieci euro, uno che suona il clarinetto, sentiva un bravo pianista jazz, ammira due categorie – mi ha detto: musicisti e acrobati. Si definisce taxi-writer, e sa scrivere. Nei giorni precedenti il quarantennale dell’assassinio del poeta, passeggiando una sera con un amico, sono finito in una piazza del mio quartiere in una gelateria: “A Fera’, so’ Pelosi”, mi sono sentito dire da un Pino la Rana invecchiato ma non domo, che ha preso in gestione il negozio. Gli ho augurato buon lavoro. Quarant’anni dopo. (GF)

A novantatré anni il poeta si è spento serenamente nella sua amata Torre di Chia a Soriano nel Cimino (Vt). L’intellettuale che più di ogni altro ha saputo interpretare gli ultimi cinquant’anni della società italiana lascia incompiuta la sua ultima opera letteraria,“Innocenza di Stato”, che già si annuncia come il caso letterario dell’anno. Cordoglio tra tutte le forze politiche e istituzionali del paese che ne rimarcano l’alto valore civile e morale. Il presidente della Repubblica si dichiara addolorato per una perdita irreparabile per la nazione tutta. I presidenti di Camera e Senato ne ricordano il contributo fondamentale per la riforma del sistema scolastico e universitario, quando fu nominato ministro della Pubblica istruzione nell’eccezionale e breve governo Berlinguer del 1980. Da tutto il mondo giungono messaggi di ringraziamento per la sua produzione letteraria e cinematografica. Ancora vive sono le immagini del trionfo del suo trentaseiesimo e ultimo film “Il pane dei vinti”, palma d’oro a Cannes nel 2002. Da “Ragazzi di vita” a “L’uomo di cartone”, da “Petrolio” a “Servizi e sevizie di Stato”, i romanzi dello scrittore friulano hanno segnato la coscienza di almeno tre generazioni di scrittori, tanto da far nascere intorno alla sua figura due scuole di pensiero contrapposte come il filopasolinismo e l’antipasolinismo. Testimone della vita politica italiana del Novecento, lascia una corposa produzione di saggi e articoli di assoluto rilievo per capacità di analisi e disvelamento critico delle dinamiche del potere e delle sue degenerazioni.

Letteralmente sopravvissuto a due attentati alla sua vita, il primo all’idroscalo di Ostia nel ’75, del quale porta i segni sul suo corpo rimasto gravemente offeso con la perdita di un occhio e della funzionalità di una gamba; il secondo a Milano nell’86, quando un fanatico ultracattolico spara diversi colpi di pistola ferendolo gravemente, non ha mai smesso di denunciare la collusione tra poteri forti e forze occulte, anche internazionali, al fine di formare e controllare i governi centristi dell’epoca. Al punto che Pasolini annuncia con ampio anticipo il prossimo avvento del golpe continuo. Cioè la nuova alleanza tra potere finanziario e industria della comunicazione che prenderà da lì ad alcuni anni l’intera classe politica in ostaggio.

Proprio la sua ferma opposizione al lessico massmediologico televisivo degli ultimi due decenni ha dato l’impulso decisivo al Parlamento italiano per elaborare e approvare una legge, cosiddetta “salvacoscienze”, tra le più avanzate d’Occidente, che di fatto ha impedito l’ascesa al governo del paese dei tycoons televisivi. Difatti nelle tematiche affrontate nei suoi film degli anni Ottanta e Novanta, tra i quali non possiamo non menzionare “La nuova rabbia“(1984), “’Ottantanove, la fine delle virtù” (1991), “L’Arca dei sogni”(1997), Pasolini sancisce il tramonto della spinta utopistica necessaria alla nascita della società nuova che, sconfitta proprio nella elaborazione condivisa di un nuovo patto sociale autenticamente democratico, viene soggiogata definitivamente dal maglio vendicativo dell’“eterno” fascismo italiano.

Qui, sul terreno della visione e comprensione della Società intesa come Ente morale fondamentale, rimangono memorabili le sue polemiche con la quasi totalità degli intellettuali di allora che egli dichiara essere “complici del sottopotere familistico e oscurantista espresso dal dominio onnivoro del partitismo”. La sua strenua resistenza, fisica, morale e intellettuale è stata determinante per l’avanzare del processo di quella che Pasolini definisce debordianamente “la realizzazione filosofica della Politica” alla quale stiamo finalmente assistendo con l’esperienza in corso dell’attuale governo Agamben.

Crediamo che il popolo italiano abbia un alto debito di riconoscenza verso questo intellettuale, la presenza del quale ha permesso di cambiare il corso della storia del nostro paese, che senza la sua voce sarebbe certamente regredito sul piano della crescita civile, del valore artistico e della dignità morale.

Assecondando le ultime volontà del poeta, le esequie si terranno in forma strettamente privata.

Andrea Panzironi

Fonte: www.ilfoglio.it

2.11.2015

Pubblicato da Davide

  • vic

    Per chi fosse interessato, questa sera alle 22h30 RSI/LA2 mandera’ in onda il documentario Profezia – L’Africa di Pasolini, di Gianni Borgna e Enrico Menduni.

    Per chi ce la fa, puo’ essere visionato anche in streaming, qui:

    A seguire, dopo il documentario, alle 23h35, il secondo film di Pasolini Mamma Roma, con Anna Magnani

  • uomospeciale

    E basta con ‘sto pasolini dai, su…
    Ne muore a paccate di gente tutti i giorni, e il giorno dopo son tutti belli che dimenticati.
    E ancora con pasolini state qua?
    Basta.

  • Fischio

    PPP ci spiega l’Italia di ieri e quella che sarebbe diventata. Lo fa con rabbia e amore, con pragmatismo e semplicità, la classe di chi riesce a mettere insieme i bagliori di un periodo dietro i quali si nascondono crude efferratezze. Personalmente lo considero il più grande intellettuale del dopo guerra, colui che riesce a trasmettere l’inquietudine di un popolo alla ricerca di qualcosa di meglio, quello sgomitare che trascina verso la realizzazione di una vita tra le vite. Lui ha rappresentato una parte importante della Storia italiana, quella storia messa prima in discussione e poi cancellata per comodità e interessi dagli infami di sempre: P2, Mafia, Vaticano, CIA, poteri sovranazionali. E chi dice che Pasolini è roba vecchia è complice di un Sistema ammazzatutto, di un andazzo entro il quale facciamo fatica a rintracciare intellettuali liberi….  

  • Albertof

    """L’intelligenza non avrà mai peso, mai … nel giudizio di
    questa pubblica opinione … neppure sul sangue del lager tu otterrai … da una
    dei milioni d’anime della nostra nazione … un giudizio netto,  interamente indignato … irreale è ogni idea,
    irreale ogni passione … di questo popolo ormai dissociato da secoli … la cui
    soave saggezza, gli serve a vivere, non l’ha mai liberato … mostrare la mia
    faccia, la mia magrezza … alzare la mia sola puerile voce, non ha più senso …
    la viltà avvezza a vedere morire nel modo più atroce gli altri … con la più
    strana indifferenza … io muoio, ed anche questo mi nuoce.""" 

    basterebbe leggere queste sue parole per capire quanto abbiamo perso con Pasolini e quanto sia importante non dimenticarlo.