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ESTONIA: ARRESTO E ESPULSIONE DI GIULIETTO CHIESA

DI PAOLO RAFFONE

formiche.net

Leggere che un cittadino italiano, senza carichi pendenti, che esercita la professione di giornalista e che è stato parlamentare europeo è stato arrestato dopo il suo intervento ad una conferenza dov’era ufficialmente invitato a discutere il tema “La Russia è antieuropea?” lascia sbigottiti. Oltre alle modalità tipiche dei regimi totalitari che hanno condotto al suo arresto, cioè senza spiegazioni o mandato, lascia ancor più perplessi che un paese dell’Ue arresti e voglia espellere un cittadino di un altro paese membro, senza che l’arrestato sia accusato di alcun reato.

È scioccante che le autorità europee non abbiano reagito, come invece fanno strumentalmente con la Turchia e la Russia. Triste poi è che il governo italiano taccia. Ancor più preoccupante è che l’ordine dei giornalisti, a cui presumibilmente Chiesa è iscritto, non abbia subito denunciato il caso avvertendo che si tratta di una gravissima violazione delle libertà politiche, civili e di espressione.

Cosa si impara da questa situazione?

Essendo Giulietto Chiesa un signore rispettabile, al quale si può solo dire che è dichiaratamente russofilo – evviva la faccia!, si capisce che in quel paese membro dell’UE – con circa 1.3 milioni di abitanti di cui ben il 24.8% sono etnicamente russi – non sono rispettati i diritti fondamentali che sono parte integrante del Trattato di Lisbona. Inoltre, si capisce che il quarto di popolazione etnicamente russa e gli altri russofoni (forse un ulteriore 20%) non hanno diritti di espressione. È noto invece che sul rispetto e le garanzie dei loro diritti politici ci sarebbero già gli estremi per espellere l’Estonia dall’Ue. Ma di questo Mogherini e gli altri cantori delle liriche europeiste non dicono una sola parola, in ossequio alla sudditanza alla Nato e agli Usa.

È interessante sapere che dopo il 1990 le politiche “integrazioniste” messe in atto dalla democratica, digitale ed europea Estonia hanno spaccato in due la popolazione russofona (etnicamente russi e russofoni, cioè quasi la metà della popolazione totale) che fino ad allora era compatta e omogenea. Secondo uno studio del 2011 del prof. Marju Lauristin dell’Università di Tartu, ecco la situazione:

a) Il 21% di non etnicamente estoni sono stati integrati;
b) Il 16% sono russofoni patrioti dell’Estonia;
c) Il 13% sono estonofoni critici e attivi;
d) Il 29% è poco integrato;
e) Il 22% è passivo e non integrato.

In Estonia, come in Ucraina, si continua ad asfissiare i russi e i russofoni in nome “dell’ordine e della legalità” che piace all’Ue ma soprattutto alla Nato.

Questo è il risultato di un disastroso allargamento dell’Ue verso i paesi ex-sovietici. Questo è il risultato di una insulsa politica di vicinato che ha riportato “l’arco di crisi” in Europa, dal Baltico al Mar Nero.
Si parla da tempo della concreta possibilità di un’eurozona a più velocità, cioè di un’eurozona differenziata in aree più omogenee.

Sarebbe ormai tempo di accettare l’evidenza che anche l’Ue nel suo insieme ha fallito e che quindi si debba procedere a aree differenziate e più omogenee. Non farlo rischia di portare alla fine dell’esperimento di costruzione di Unione europea! Il tempo del “breaxit” britannico si avvicina sempre più velocemente.

Paolo Raffone

Fonte: www.formiche.net

Link: http://www.formiche.net/2014/12/15/estonia-arresto-espulsione-giulietto-chiesa/

15.12.2014

Pubblicato da Davide

  • Primadellesabbie

    Cominciamo a scoprire come si sia riusciti a distruggere l’Unione Sovietica? Ma guarda un po’.

    Quando si incomincerà a prendere nota dei pregiudizi, radicati o costruiti ad arte, che caratterizzano alcune nazionalità, sarà sempre utile, specie per coloro che si muovono con schemi ideali.
  • ilcomplottista

    In effetti l’Eurpoa ha fallito, ma è pronta nel cappello a cilindro del mago la soluzione….

    Pochi ne parlano, ma sono già nate le macroregioni europee, con la scusa di una cooperazione economica: la Macroregione Baltica e quella Danubiana che in pratica costituiscono una nuova cortina di ferro contro la Russia, e quella Adriatico-Ionica, quella dei "pecoroni falliti del sud" di cui facciamo parte.  E’ il preambolo di una finta disgregazione della EU, sotto la stessa attenta regia di chi ora muove l’Europa e finge di proteggerla (NATO).
    Non meravigliamoci quindi di ciò che è accaduto a Giulietto Chiesa, perchè la cortina di ferro comincia proprio dai paesi Baltici e se notate bene ha inglobato esattamente tutti quegli stati di confine che un tempo erano al di là…….. Il potere di convincimento occidentale a passare dall’altra parte è veramente straordinario !!
  • wld

    Adesso si sprecheranno fiumi di parole e commenti, (già son presenti in molti siti di giornali e blog) perendo di vista la gravità di quello che sta succedendo e, dove vogliono portarci; i protocolli sono sempre quelli, il "dito e non la luna"

    "I tempi in cui viviamo sono così pericolosi e distorti nella pubblica percezione, che la propaganda non è più, come Edward Bernays la definì, un “governo invisibile”, ma è il governo stesso, che governa direttamente senza timore di essere contraddetto; il suo scopo principale è conquistare noi, il nostro senso del mondo, la nostra capacità di separare la verità dalle menzogne.""

    "L’era dell’informazione è in realtà un’era mediatica. Abbiamo guerre mediatiche; censura mediatica; demonizzazione mediatica; punizione mediatica; deviazioni mediatiche: una surreale linea di assemblaggio di obbedienti luoghi comuni e false supposizioni."

    Le ancelle della soppressione
    [ningizhzidda.blogspot.it]
    wlady

  • Eshin
    Estonia accusa Russia di aver violato suo spazio aereo
    Che Giulietto non era gradito da immaginare.
     

    Estonia, Latvia and Lithuania strike £240 million of arms deals as they watch Vladimir Putin’s Ukrainian adventure with alarm

    Nato said its Baltic air patrol intercepted more than 30 Russian aircraft on Monday alone over the Baltic Sea and off the coast of Norway….
    "The current security situation will stay with us for a long period of time. This is not just bad weather, this is climate change," said Taavi Roivas, Estonian Prime Minister…..

    Sven Mikser, Estonian defence minister, on Tuesday sealed the biggest military procurement in his country’s history, worth 138 million euros (£110 million)…..

    Lithuania for its part bought a 34-million-euro GROM air defence system from Poland in September and a month later said it would spend 16 million euros on a fresh supply of Javelin anti-tank missiles from the US.

    That brings the total Baltic military spending on hardware to 300 million euros in six month…

    Politicians have "significantly changed" their defence spending rhetoric because of Russia’s aggression in Ukraine, defence expert Kristine Rudzite-Stejskala wrote in a report for the Latvian Institute for International Affairs.

    Estonia – one of only a handful Nato members that actually meet the grouping’s two-percent-of-GDP rule – plans to raise its defence budget to 2.05 percent….


  • Eshin
  • albsorio
  • AlbertoConti

    Queste porcate fasciste hanno il marchio dell’assurdo, della contraddizione
    intrinseca, che farebbe ridere se non fossero tragiche:
    Giulietto è stato
    arrestato mentre transitava dall’albergo per ritirare i bagagli e proseguire in
    treno per Mosca, quindi non per essere ESPULSO, ma per essere TRATTENUTO!
    Ovviamente illegalmente, giusto per non far mancare nulla alla farsa. Speriamo
    solo che non siano fascisti anche nello stile poliziesco, vista anche l’età di
    Giulietto. Questa però non la lasceremo passare sotto silenzio mediatico!

  • Tonguessy

    d) Il 29% è poco integrato;
    e) Il 22% è passivo e non integrato.

    Ricorda da vicino le ultime amministrative emiliane. Forse non si è ancora capito che il neoliberismo si fonda proprio si questi numeri, i numeri della sconfitta democratica per abbandono del senso stesso della democrazia, sospesa tra mancata offerta politica e disillusione (secolarizzazione) dei meccanismi democratici, nati per garantire a certe elites borghesi l’ascesa con la convinta partecipazione popolare.

    Oggi la democrazia non è più necessaria. pertanto saltano tutti i parametri precedenti. I popoli sono frastornati e abbandonano l’agone politico: tra passivi, poco integrati e delusi le percentuali sono destinate a salire, ed i Giulietti Chiesa destinati ad aumentare esponenzialmente. Lo scollamento tra vertici e base è destinato ad aumentare, con elites sempre più proterve e masse sempre più impotenti e quindi violente. Cos’altro è l’Ucraina oggi?

  • geopardy

    Condordo.

    La democrazia funziona, innanzitutto,  se esiste un’informazione corretta, altrimenti sono tutte strumentalizzazioni del potere,che tende a rafforzare se stesso, ad auto referenziarsi,con la conseguente separazione dalla popolazione.
    Oggi abbiamo un’ elite politico-finanziaria che va da se e non vuole assolutamente alcuna interferenza sulle sue decisioni, basta leggersi il decreto "salva Italia" da noi.
    Il problema della "troppa democrazia" (ma quando mai) è stato sollevato negli ultimi anni nelle riunioni del bilderberg, nella ragione in cui cozza con la "loro" libertà d’azione.
    Il bilderberg è un luogo "d’incontro" delle varie lobbies euro-statunitensi, quindi, in primis sulla nostra realtà va ad incidere.
    Quando soltanto una minoranza va ad esprimersi attraverso il voto, è l’inizio della fine della pur limitata democrazia parlamentare, molto probabilmente.
    Da qui in poi inizia la barbarie autentica.
    Responsabili i cittadini con la loro apatia, derivata da ragioni in parte storiche ed in parte dallo scarso senso di collettività in una società sempre più atomizzata, che ti spinge a credere che tu sei solo al mondo ed i problemi sono solo tuoi, così come i benefici, gli altri sono tuoi competitori, più che collaboratori.
    Un’ immensa legge della giungla globale.
  • AlbertoConti

    Le cose non sono andate così. Giulietto non aveva ancora tenuto la sua
    conferenza. Ancora una volta l’informazione mediatica fa schifo, sia quando
    parla, sia quando tace.

  • Tonguessy

    Too big to speak or too big to be silent?

  • cardisem

    Questo articolo trae origine da Formiche.net?
    Avevo appena posta un lungo articolo di critica, minuziosa e scientifica, a un testo che non mi garbava…

    Mi sono appena affacciato per vedere se trovavo repliche o contestazioni a ciò che avevo scritto con un certo dispendio di energia e con accuratezza, ma… non trovo più il mio commento (diviso in punto da a a q)…

    Che devo pensare? Le Formiche vogliono fare una battaglia per la libertà di pensiero e di espressione di Giulietto Chiesa e poi censurano in casa propria? Posso assicurare che la mia critica non aveva assolutamente nulla di "illegale”…